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Full text of "Delizie degli eruditi toscani"

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DELIZIE 


DEGLI 


:ruditi  toscani 


TOMO    XI Vj 


et: 


ISTORIA  FIORENTINA 

D    I 

MARCHIONNE  DI  COPPO 

.  STEFANI 

PUBBLICATA ,    E   DI    ANNOTAZIONI  ,  E   DI   ANTICHI 

MUNIMENTI    ACCRESCIUTA,    ED  ILLUSTRATA 

D     A 

FR.   ILDEFONSO    DI   SAN    LUIGI 

CARMELITAISrO    SCALZO 

DELLA    PROVINCIA    DI    TOSCANA 

ACCADEMICO  DELLA  CRUSCA 
VOLUME    OTTAVO. 


IN  ^FIRENZE  L'ANNO  MDCCLXXXL 

PER  GAET.    CAMBIACI    STAMPATOR  GRANDUCALE* 


CON    LICENZA    De'  SUPERIORI  . 


AL  NOBILE  VOMO    E  CLARISS.  SIGNORE 
SENATORE-  MARCHESE  •  CAVALIERE  •  BALf 

LORENZO     GIN ORI 

CIAMBERLANO  DI  S.  M.  I.  E  R.  A. 

E  DELLE   LL.    AA.   RR.    DI    TOSCANA 

CONTE  D'  ORBECH 

ED  AL  SVO  GENIO  SVBLIAIE 

DA'    GENEROSI    AVI    DERIVATO 

PER  TVTTE  LE  BELLE  ARTI 

E  LIBERALI  DISCIPLINE 

CHE  IN  LVI  RISTORO      AMORE 

E  SPLENDIDISSIMO  AVANZAMENTO 

SEMPRE    LARGAMENTE    RITROVANO 

VERO  AMICO  DELL'  VOMO 

E  DEL  CITTADINO 

INGENVO      MAGNANIMO 

NOBILMENTE  CORTESE 

DEGNO  •  GIVSTA  I  VOTI  VNIVERSALI 

evi   IL   CIELO    PROPIZIO   ANNI    LVNGHI 

E  FELICI  AMPIAMENTE  LARGISCA 

IN     ETERNO     ARGVMENTO 

DI  ALTA  ESTIMAZIONE 

E  DI  VERACE  OSSEQVIOSO  RISPETTO 

FR.  ILDEFONSO  DI  S.  LVIGI  CARAl.  SCALZO 

a.       D.       C. 


ra» 


Adì  2.  Dicembre  i'^2v 


K 


Oì  appiè  fcttofcrìttt  Cenfori  ,  e  Deputati 
deir  Accademia  della  Crufca ,  riveduta  a  forma 
della  Legge  prefcritta  dalla  Generale  Adunanza 
deiranno  I7D5>  la  feguente  Opera  dell' Imiommata 
nojlro  Accademmo  Fr,  Ildefonfo  di  S.  Luigi  Car* 
melttano  Scalzo ^  intitolata:  Delizie  de^li  Eruditi 
Tolcani  Tomo  XIV.  non  abbiamo  in  ejja  o/fervati 
errori  di  lingua  t  i 

Il  Migliorato.  \  r    r  - 

Inn..  Leopoldo  Andrea  Guadagni .  J  ^^^fi^** 

Inn.  Domenico  Maria  Manni .  ->  ^  .  / 

Jnn.  Ab.  Orazio  Marrini .        S  ^^^'^^^^* 

Atte  fa  la  fopr  addetta  relazione  Ji  da  facoltà 
air  Innominato  nojlro  Accademico  Fr,  Ildefonfo  di 
;?.  Luigi  Carmelitano  Scalzo  di  poterjt  denominare 
nella  pubblicazione  dì  detta  fua  Opera  Accademico 

della  Crufca. 


Inn.  Giovanni  Federighi  Arciconfolo; 


Inn,  Vincenzio  Nafi  già  Alamanni 
Vicefegretario, 


42SG0S 


ISTORIA  FIORENTINA 

D    I 

MARCHIONNE    DI    COPPO   STEFANI 


LIBRO    NONO, 

DAGLI     ANNI     DI     CRISTO    I354. 
SINO     AGLI    ANNI    1378. 

Come  fi  trovo   /'  ordine  dell'  ordinare  in  Firenze 
Parte  Guelfa.  Rubrica  dd5. 

NEgli  anni  di  Crifto  mcccl^v.  rlnovellò  lo 
maladetto  feme ,  che  già  era  (lato  femi- 
nato  per  adietro ,  e  quali  dormiva  quella 
fementa,come  adietro  in  più  luoghi  narrato 
è ,  de'  Guelfi ,  e  GhibelUni .  Quefti  nomi  molto 
feciono  di  danno  alla  città  di  Firenze  ;  ora  nuo- 
vamente in  quello  anno  (1  dice,  che  perchè 
gli  Albizi  erano  calunniati,  eflère  d'Arezzo, 
€  Ghibellini ,  li  Ricci  prendeano  forma  nuova 
di  vietare  gli  uficj  a'  Ghibellini .  Gli  Albizi  fi 
dicea  per  altri  effere  d'  Alcone  del  contado  ài 
Arezzo ,  e  poi  d'  Arezzo  buoni  cittadini ,  e  cac- 
ciati d' Arezzo  per  Guelfi.  Quale  fi  folTe  la  ve- 
rità io  non  la  determino,  perchè  a  mio  tempo 
Tomo  XIV.  A  non 


t  ISTORIA     FIORENTINA 

non  era  loro  venuta ,  e  la  verità  non  iftava  a 
me  a  cercare  ,  S' armarono  li  Ricci ,  e  loro  fet- 
ta, dicendo  :  Noi  torremo  gli  uficj  agli  Albizi 
con  modo,  che  noi  faremo  mettere  una  pe- 
tizione alla  parte  Guelfa,  che  chi  Ghibellino 
fiajn  uficio,fia  in  500.  lire  condannato  .  Gli 
Albizi  la  contradiranno:  allora  fi  vedrà  bene 
eflere  loro  Ghibellini,  imperocché  noi  diremo  ; 
s'egli  follerò  Guelfi ,  egli  la  favoreggerebbono  ; 
e  non  era  già  forfè  di  ciò  quivi  la  quiftione  ; 
imperocché  erano  già  quelle  due  fette  in  tanta 
quiftione ,  che  foife  la  cofa  iufta  a  fuo  modo , 
che  quando  movea  dagli  Albizi ,  li  Ricci  li  con- 
traddivano,  e  quando  movea  la  cofa  da'  Ricci , 
gli  Albizi  la  contaftavano  ;  ficchè  bene  aveano 
penfato  li  Ricci  il  dire  :  Gii  Albizi  la  contrad- 
diranno .  E  così  avieno  fatto  ,  quando  fi  ragio- 
nava per  la  città  di  quefta  materia,  dicendo: 
Non  era  bene  a  fare  più  innanzi  contr'  a'  Ghi- 
bellini ^'^  per  allora  ;  e  tenuto  configlio,  come 
detto  è  di  fopra ,  della   petizione ,  uno  degli 
amici  de'  Ricci  vedendo  quefto  a  che  fine  fi. 
facea ,  o  nello  intrinfeco  foflè  amico  di  Piero 
di  Filippo ,  o  che  fi  voleflé  fare ,  la  notte  ra- 
gionato quefto,  e  porta  il  dì  la  petizione,  e 
la  mattina  fi  dovea  andare  a'  configh  ,  coftui 
per  Arno  ufcì  di  Firenze,  e  andò  a  Piero  di 
Filippo  degli  Albizi,  ch'era  capo  della  fami- 
glia, e  ditte:  Così  fi  dee  fare.  Dice  Piero: 

Ella 

(i)  ì^lS.A'GbtheUin't  centra. 


LIBRO      NONO.  3, 

Ella  fi  vuole  contaftare  ;  ed  egli  difle ,  a  che 
fine  era  ordinato;  e  fé  tu  la  vieti,  fubito  fi 
dirà,  che  per  paura ,  che  la  legge  non  tocchi 
a  te ,  tu  lo  fai .  Accoftofll  la  novella  a  Piero , 
e  venne  in  Firenze ,  e  quando  andò  la  peti- 
zione ,  la  favoreggiò  con  gli  amici  fuoi ,  e  vin- 
{eiì  ;  che  fu  poi,  ufandola  male  ,  com'  ella  s'  usò, 
la  guaftagione  della  buona,  e  pacifica  città  di 
Firenze  .  Quelli ,  o  a  buon  fine ,  o  ad  altro  fi- 
ne, eh'  el  facefle  ,  fu  Mefs.  Geri  de'  Pazzi  di 
Firenze ,  che  a  Piero  avvisò . 

Come  lo  Imperadore  fcefe  in  Italia . 
Rubrica  666, 

NEI  detto  anno,  come  detto  è  adietro,  lo 
Imperadore  fcefe  in  Italia  a  petizione 
delli  Fiorentini ,  per  disfare  lo  Signore  di  Me- 
lano ,  e  gli  altri  Tiranni  Lombardi .  Ma  eglino 
ne  feppono  più  de'  Fiorentini,  ch'egli  fcefe 
a  danno  de'  Fiorentini ,  e  degli  altri  Comuni 
di  Tofcana ,  ed  a  loro  utilità  egli  la  levarono 
con  danari  avanti,  ch'egli  fi  partifle  di  Bue- 
mia  per  modo,  ch'egli  venne,  e  feceli  fuoi 
Vicarj ,  e  coloro  gli  feciono  grandi  onori,  ed 
egli  fi  maritò  ,  e  noi  gli  pagammo  la  dota ,  co- 
me udirete  nella  feguente  Rubrica. 


A  z  Come 


4  ISTORIA   FIORENTINA 

Crine  lo  Imperadore  entrò  jiclla  città  di  Fifa  ^^^ 
ììella  fua  venuta .  Rub.  667. 

LO  detto  anno,  fcefo  lo  Imperadore  a  Ti- 
fa ^^^  li  Fiorentini  gli  mandarono  Amba- 
fciadori  y  e  qui  furono  molte  contefe  dall'  una 
parte,  e  dall'altra,  ed  ultimamente  li  Fioren- 
tini ebbono  brivilegi  aflai ,  e  diedono  allo  Im- 
peradore fiorini  centoventimila  i  ficchè  bene 
pagarono  la  dota  de' maritati  Tiranni;  e  Pifa 
n'  ebbe  molti  danni  d'  avere ,  e  peribne ,  e  i 
Sanefi  non  andarono  cantando.  E  con  quefti 
danari,  e  con  quelli,  che  trafle  di  Fifa,  che 
ve  n  ebbe  aflaì ,  ed  ancora  la  camera  di  Pifa 
rubò  ,  e  tagliò  la  teda  a'  Maggiori  di  cafa  Gam- 
bacorti ,  a  Lotto  ,  ed  a  Francefco  ^  ed  andoflène 
nella  Magna . 

Priori 

(i)  MS.Firaize. 

(2)  Supplico  coli*  Ammirato ,/.  II.  <7«  1554.  ^1555.  dove 
può  anche  vcderfi  molco  diftefamenre  narrato  quanto 
allora  occorle  ,  ed  i  nomi  degli  Ambafciadori  ,  che 
furono  Barna  de'Rofll ,  Pazzino  degli  Strozzi ,  Luigi 
de'Gianfìgliazzi  ,  Luigi  de*  Mozzi ,  Uguccione  de  i 
Ricci ,  e  Simone  dell'  Ancella  .  Ed  appreflTo  rammenta 
ancora  quelli,  che  furono  incaricati  con  duecento 
Cavalieri  di  accompagnarlo  a  Rema  ,  che  furono  pre- 
fcnti  alla  fua  incoronazione  ,  che  fi  trovano  anche 
rcgillrati  nel  Lìù.  Confila  K.  a;s.  1355.  delle  Riforma- 
gioni /i  80.  così.-  Domtnus  Antonius  Baldìnaccìi  de 
Adimaribui  Miles  ,  Dominus  Ioannes  Contis  de  Me- 
dicis  Ambaxìflrorcs  y  qui  fociavcrunt  Imperator^m 
KavoluTu  Romcm  ciim  genia  armìgera  .    Llbald,  D. 


LIBRO       NONO 


Priori  da'  dì  primo  Ge?inaio  1 3  54.  a'  dì  primo 
Gennaio  1355.  Rub.  6(58. 


V^Rmannozzo  del  Bianco  ^'^  Deti. 

Luca  di  Tetto  da  Panzano. 

Rinieri  di  Mefs.   Simone  Pcruzzi . 

Biado  di  Niccolò  Raugi . 

Ubaldino  Padelli . 

Paolo  di  Bardo  Altoviti . 
.  Matteo  di  Federigo  Soldi ,  Vinattiere  . 

Lapone  Sai  vacci ,  Spadaio. 

Ioanni  di  Neri  di  Ser.  Benedetto   Gonf.  di 
Giuli,  quart.  S.  Ioanni . 

Ser  Simone  Taddeida  Cerreto  lor  Not.  qu.  d. 

Andrea  di  Giovanni,  Pianellaio. 

Firenze  di  Bartolo  ,  Calzolaio. 

Filippo  di  Fabbrino  Tolofini  . 

Simone  di  Buonarroti  Simoni^^^ 

Salvino  di  Simeone  Beccanugi. 

Uberto  di  Strozza  di  Mefs.  Iacopo  Strozzi . 

Filippo  di  Pero  Duranti. 

Geri  Ghiberti . 

Schiatta  di  Ridolfo  Guidi  Gonf.  di  Giuilizia , 

quar.  S.  Spirito . 
Ser  ISeri  Chellini  ^'^  lor  Not.  quar.  S.  Croce  » 
A  3.  Pie- 

(i)  Magi,  Banchi  Detì  . 

(2)  Magi,  omette  ^iwo;//, 

(3)  Magi.  Chellt . 


6  ISTORIA    FIORENTINA 

Piero  di  Ghino  de' Guicciardini. 

Simone  di  Ser  Donato  Benci. 

Antonio  Martini,  Beccaio. 

Dono  Lotti,  Vinattiere. 

Piero  di  Lippo  Aldobrandino 

Ugolino  di  N addo  Rucellai . 

l^oddo  d'  Andrea  Boccoli  ^'^ 

Ser  Tano  di  Nardo  Guafconi . 

Guiglielino  di  Gherardo  Lupicini  Gonf.  di 

Giuli,  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Benozzo  Pieri  lor  Not.  q.  S.  M.  Novella . 

Iacopo  di  Banco  Pucci. 

Giovanni  di  Giunta . 

Gerì  di  Ser  Gherardo  ^^\ 

Filippo  di  Giammori  Baroncelli . 

Bonifazio  Falconieri,  Ferravecchio. 

Niccolaio  Delli,  Pizzicagnolo. 

lannozzo  di  Bartolo  Fedi. 

Bernarduccio  di  Lapo  ,  Tintore . 

Iacopo  di  Francefco  del  B^nt  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  M.  Novella . 
Ser  Piero  Nelli  lor  Not.  quar.  S.  Spirito. 

Luca  di  Feo  Ugolini  ^^'\ 
Iacopo  Guerrucci. 
Niccolò  di  Vanni  Ricoveri. 
Filippo  di  Cionetto  de'Baftari. 

la- 

(i)  Magi.  Bonzoìì .  (a)  Magi,  agglugne  Rijaììti  . 

(3)  Magi  omette  Ugolini . 


LIBRO      NONO.  7 

Iacopo  di  Mazza  ^*^  Attaviani . 
Lorenzo  di  Meglio  Fagiuoli. 
Giovanni  di  Piero  Parenti ,  Coreggiaio ^*^ 
Scoiaio  Franchi ,  Rigattiere  . 
Lapo  di  Donato  Viviani  G.  di  Giuft.  q.  S.Io. 
Ser  Bardo  (  aL  Baldo  )  Brandaglia  da  Leccio 
lor  Not.  quart.  S.  Croce . 

Niccolò  di  Nome,  Vinattiere. 

Bartolo  di  Paolo,  Ferratore. 

Niccolaio  di  Iacopo  degli  Alberti.- 

Andrea  Villani ,  Tintore  . 

Simone  di  Ser  Gianni  Siminetti. 

Francelco  Bartolini. 

Cantino  di  Agnolo  di  Lapo  Canti . 

Tofco  Ghinazzi. 

Lippo  di  Dino  Tinghi  Gonf.  di  luft.  q.  S.  Sp. 

Ser  Simone  Lapi  da  Campi  lor  Not.  q.  S.M.  N. 

Della  coronazione  dello  Inìperadore . 
Rubrica  66^^ 

NEgli  anni  di  Crifto  McccLv.fcefo  lo'mpe- 
radore,  e  pailàto  a  Roma  collo  fuo  sfor- 
zo ,  e  colla  gente  del  Comune  di  Firenze ,  e 
bandiera  del  detto  Comune ,  e  così  degli  altri 
Comuni,  e  Signori  d'Italia,  in  Roma  lo  di 
della  Fafqua  di  Reflurrezione  di  Crifto  ili  pa- 
A  4  ci- 

(i)  MS.  Nizxr,  . 

(2)  Magi.  Corazarius* 


S  ISTORIA    FIORENTINA 

cificamexnte  coronato  ;  ed  egli  per  rendere  gul~ 
dardone  a  Dio,  che  rifufcitò  il  fuo  Figliuolo, 
egli  rifufcitò , e  favoreggiò  li  Tiranni,  e  chiun- 
que gli  donò  danari.  E  veramente  di  natura- 
le, e  di  fcienzia,  e  di  pratica,  e  d'  ogni  cofa 
fu  lo  più  compiuto  Principe,  eh'  avelie  la  Cri- 
flianita  ;  ma  ogni  cofa  perdo  fua  pai  te  per  Y  a- 
varizia;  eh'  egli  adunò  d'ogni  luogo  denari, 
e  portelli  in  Buemia . 

Della  venuta  dì  Me fs. Niccolo  Acciainoli  di  Firenze^ 
gran  Simfcalco  del  Re  Luigi,  Rub.  670. 

El  detto  anno,  come  gli  altri  Ambafcia- 
dori ,  così  venne  Ambafciadorè  da  parte 
del  Re  Luigi ,  e  della  Reina  Giovanna  allo  Ini- 
peradore.a  Roma  un  Cavaliere  nato  in  Firenze 
d'una  famiglia  chiamata  gli  Acciaiuoli  ;  il  quale 
avea  nome  Mefs.  Niccoia  d'  Acciaiuolo  degli 
Acciaiuoli,  ed  era  grande  Sinifcalco  dello  Pve- 
gno  di  lerufalem  ,  e  di  Sicilia ,  del  Re  ,  e  Reina . 
Quefto  Cavaliere  fu  si  conofciuto ,  e  praticato 
dallo  'mperadore ,  che  veramente  egli  dille  , 
che  lo  più  favio  uomo  ,  e  da  più  d'  ogni  cofa , 
che  mai  in  Italia  aveffe  trovato ,  trovò  lui ,  e 
volealo  apprellò  di  fé ,  perchè  governaife  lo 
fuo  Imperio*.  Non  volle,  perche  era  quali  fi- 
gnore  dello  Re ,  e  dello  reame  predetto  ,  e  forfè 
perchè  conofcea  li  Tedefchi ,  con  cui  avercbbe 
avuto  a  praticare.   Quelli  Yenn;^  in  Firenze 

con 


LIBRO      NONO.  9 

con  15©.  cavalli,  e  feco  avea  in  compagnia 
da  dieci  Cavalieri .  Stette  in  Firenze  da  15.  dì, 
eh'  ogni  dì  ,  fera ,  e  mattina ,  mectea  tavole  con 
grandi  conviti  di  donne  ,  e  uomini ,  e  di  balli 
di  dì,  e  di  notte,  e  fpendea  lo  dì  circa  150. 
fiorini .  Onorato  fu  in  Firenze  affii  dal  Comu- 
ne ,  e  da  fpeziali  cittadini ,  e  molto  graziofa- 
mente  fi  portò  con  gli  cittadini . 

€0:126  fu  coronato  Poeta  Mefs.  Zanohì  da  Sfrata  di 
Firenze  dallo  Imperadore  in  Fifa  .  Rub.  67 1. 

NEI  detto  anno  ,  lo  'mperadore  in  Fifa ,  con 
beila  difputazione  ,  e  fermone  prima  fat- 
to ,  coronò  di  corona  d'  alloro  ,  come  era  ufato 
li  Poeti ,  iVeis.  Zanobi  da  Strata  di  Firenze  in 
Fifa  ,  lo  quale  ufando  poefia  (1  dicea  edere  va- 
lente uomo ,  comecché  di  fé  non  lafciafle  libri. 
Quello  addivenne  per  due  cagioni;  prima  per- 
chè morì  atTai  giovane  ,  poi  perchè  feguì  la 
Chiefa  di  Roma ,  dove  avea  a  fare  affai ,  e  non 
intendea  a  fare  libri  ;  ed  ivi  poi  morì . 

Priori  da^ dì  primo  di  Gennaio  \i$$.  a^ dì  priim 
di  Gennaio  1356.  Rub.  672. 

Ommafo  di  Mone  Guidotti .  {al.  Guidetti.) 
Andrea  di  Benotto  .  {al.  Benozzo .) 
Iacopo  di  Domenico ,  Beccalo . 
Francefco  di  loann^i ,  Calzolaio , 

FraQ- 


IO  ISTORIA     FIORENTINA 

Francefco  di  Giunta  Borghi . 

Monte  di  Lippo  Bellandi . 

Bartolommeo  Aldobrandini  Alfaru. 

Cailello  di  Lippo  del  Beccuto . 

Dino  dì  Geri  Tigliamoclii  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Croce . 
Ser  Francefco  Neri  ^'^  lor  Not.  q.  S.  Spirito. 

Giovanni  di  Meglio  Bonarli. 

Ugolino  di  Veri. 

Francefco  Rinuccini . 

Piero  del  Bene  Pepe  . 

Iacopo  di  Naddo,  Beccalo. 

Pace  Brunetti ,  Coiaio . 

Spina  di  Pino  Spina  . 

Iacopo  di  Dino  ^'^  del  Pecora . 

Domenico  ^*Mi  Sandro  Donnini  Confai,  di 

Giuli,  quart.  S.  Maria  Novella . 
Ser  Martino  Tangredi  da  Tignano  lor  Not. 

quar.  S.Ioanni , 

Vanni   Manetti . 

Bartolo  di  Cenni  Bigllottl . 

Tommafo  di  Filippo  Machiavelli  ^^^ . 

Gio- 

(i)  Magi.  5Vr  Francìfctts  Ser  Neri',  ed  ag^iugne  il  fe- 
guente  fupplemento  :  Veriimtamen  ipfo  Cafielìo  de» 
funéfo  ,  die  xvj,  diéfi  menfis  lanuarìi  loco  eius  ftic* 
ceffit  Francifcus  Cambini  prò  di^o  quart*  S.  loannis  - 

(i)  MS.  di  Driano. 

(5)  MS.  Donnino  . 

(i)  Magi.  Magalotti^ 


LIBRO      NONO.  II 

Giovanni  di  Lapo  Niccolini . 

lannozzo  Rinaldi . 

Nardo  Manni  Salumanni. 

Giovanni  di  Vita,  Corazzaio. 

Salvellro  Ciati  ^'^  Caflettaio  . 

1  oanni  di  Conte  de'  Medici  ^^^  Gonf.  di  Giuft, 

quart.  S.  Ioanni . 
Ser  Domenico  di  Ser  Berto  lor  Not.  q.  detto . 

Giovanni  Ciati  ^'^ ,  Rigattiere . 

Cione  Vaccini ,  Beccaio  . 

Simone  Bertini. 

Andrea  Loli . 

Piero  di  Lippo  Buonagrazie . 

Matteo  di  Simone  Orlandi. 

Bianco  di  Bonfi . 

Cecco  Cioni,  Ritagliatore. 

Alamanno  di  Torello  Vettori  Gonf.  di  Giuft, 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Pagolo  Nemmi  di  Mugello  lor  Not. 

quart.  S.  M.  Novella . 

Mefs.  Donato  Velluti,  Dott.  di  Leggi, 
Stefano  di  Lippo  Neri. 
Piero  Dini ,  '  Malifcalco  . 
Agnolo  Sanguigni ,  Pizzicagnolo . 
Niccolò  di  Ioanni  Malegonnelle  * 

Bai- 

(i)  Magi.  Nati . 

(2)  Magi,  aggiugn» , /&«<//>  mfÌ€S, 

(3)  Mjigl.  Ctari, 


la  ISTORIA    FIORENTINA 

Baldcfe  di  Tarino  Bakleii  . 

Iacopo  di  Vanni ,  Ritagìiatore  . 

Giorgio  di  Benci  Carucei . 

loanni  di  Mefs.  Lotto  Sai v iati  Gonf,  di  Giuit. 

quart.  S.  Croce. 
Scr -Luigi  di  Niccolò  Sernlgi  lor  Not.  quart. 

S.  Spirito ^'^ 

Filippo  di  Giovanni  Machiavelli. 
Chiaro  di  Nuccio  Ainmirati . 
Zanobi  di  Berto  Rinieri. 
Joanni  di  Mafmo ''^  RàfTacani . 
Piero  OttinelU ,  Pezzaio  . 
Filippo  Gucci ,  Legnaiuolo . 
Uguicciozzo  d' Ardirlgo  de'Ricci. 
Ioanni  di  Mancino  SoRegni ,  Speziale  ^^\ 
Giannozzo  di  Strozza  di  Mefs.  Iacopo  degli 
'Str.ozziGonf.diGiu(l.quar.S.  M.  Novella . 
Ser  Taddeo  di  Lapo  lor  Not.  quar.  S.  Croce . 

Qjiefii  fono  i  Priori  d(C  dì. pri?ìio  di  Genucio  1 3  5<5. 
a  dì  priiììo  di  Gennaio  1357.  Rub.  673. 

iSArtolommeo  di  Martino  Guardi. 
Guido  di  Bianco  Deti . 
Taddeo  di  Bencivenni  Buonfollegni . 
Giovanni  di  Ser  Buonaccorri . 

At- 

(i)  MS.  omette  quefto  Notalo, 

(2)  Magi.    Mafai. 

(3)  '^S.  per  mala  intelligenza  dell*  abbreviatura  ,  Spadaio . 


LIBRO       KONO.  13 

Attaviano  di  Dino  Attavianì . 

Iacopo  di  Lapo  Brunetti . 

Guido  Pittini  ^'^  Calderaio  . 

Mone  Santini ,  Vinattiere  . 

Chiariffimo  di  Meo  Gonf.  di  Giufr.  q.  S.  Ioan. 

Ser  Michele  Veltri  lor  Not.  q.  S.  M.  Novella . 

Nigi  di  Paolo,  Albergatore. 
Tonimafo  di  Serotine  de'  Brancacci . 
Forigiano  Viviani ,  Speziale  ^"^^ . 
Filippo  di  Stagio  di  Turicchio , 
Andrea  di  Rucco  Savini . 
Bartolo  Ciai  ^'^  Benvenuti . 
Kerone  di  Nigi  Dietilalvi . 
Amerigo  di  Bernardo  da  Sommaia . 
Sandro  di  Simone  da  Quarata  Gcnf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito  . 
Ser  Iacopo  Pagni   da  Vifpignano  lor  Not. 

auart.  S.  Ioanni, 

j- 

Clone  Pitti. 

Lorenzo  di  Iacopo  Marfilj . 
Simone  di  Lapo  Corfi^'^^. 
Bctto  Berti ,  Fornaio  . 
Domenico  d'  Albizo  Fagiuoli . 
Taddeo  di  Fino  Toli . 
Migliore  di  Vieri  Guadagni. 


Eia- 


(i)  Magi.  Pizzi  ni  . 

(2)  MS.  come  fopra,  Spadaio» 

(3)  Magi.  Csni, 

(4)  Magi,  aggi^igne  ,  Fornaciarius  > 


14  ISTORIA    FIORENTINA 

Biagio  di  Bonaccio  Guafconi . 

Simone  dell' Antella  Gonf.  di  Giù.  q.  S.Croce. 

Sor  Cafciotto  di  Ioanni  lor  Net.  q.  S.  Spirito  . 

Sandro  di  Cenni  Bigliotti. 

Piero  di  Dato  Canigiani . 

Ioanni  di  Geri  del  Bello . 

Tommafo  di  Lippo  Soldani . 

Schiatta  del  Ricco  ,  Pezzaio  . 

Iacopo  di  Puccio  ,  Linaiuolo  . 

Niccolò  d'Andrea  Ferrantini-, 

Ioanni  di  Bartolo  Bifcheri . 

Bartolo  di  More  Ubaldini  Gonf.  di  Giuftizla , 

quart.  S.  Maria  Novella  . 
Ser  Neri  Chelli  lor  Not.  quar.  S.  Croce  . 

Iacopo  di  Lapo  Gavacciani. 

Iacopo  di  Ghingo  Aldobrandini . 

Francefco  di  Ciaccino  Ricoveri . 

Simone  di  Rinleri  Peruzzi . 

Guido  Federighi ,  Orafo . 

Cuccio  di  Dino  Gucci . 

Bartolo  di  Lore ,  Beccaio  . 

Dante  di  Ser  Baldino,  Albergatore. 

Simone  di  Michele  Riftori  Gonf.  di  Giufl. 

quart.  S.  Ioanni. 
Ser  Filippo  di  Ser  Benedetto  lor  Not.  q.  det. 

Piero  Pucci ,  Vinattiere . 
lufto  Bati ,  Pizzicagnolo  . 

Ma- 


LIBRO      NONO.  15 

Mariano  di  Ser  Ioanni  CafFerelli . 

Duccio  di  Guido  Tolofmi . 

Giorgio  di  Collino  Grandoni . 

Puccio  Carletti 

Francefco  Nelli ,  Mereiaio  . 

Francefco  di  Lapo  Stoldi . 

Bartolo  del  Chiaro  Donarli  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito. 
Ser  Bartolo  di  Ser  Bonaiutb  daTignano  {al.  da 

Rignana  )  lor  Not.  quart.  S.  Spirito . 

Come  fi  trovò  modo  a  doviandare  lì  Cittadini  di 
Firenze  fer  {arte  Guelfa .  Rub.  674. 

NEir  anno  del  Signore  mccclvu.  c{Ièndo  li 
Guelfi  da  Firenze  in  penfiere ,  che  gli  uo- 
mini ,  eh'  erano  d'  origine  Ghibellina  avieno 
gli  uficj ,  e  procacciavangli ,  e  poi  non  fi  trova* 
va  chi  li  volefle  accufare  per  farli  condan- 
nare ,  e  pure  accufati  era  'mpoflibile  a  fare  le 
prove,  come  fofle  Ghibellino  ,  fi  pensò  un  al- 
tro modo  alla  materia  più  abile  ;  e  veramente 
fé  fi  fofle  penfato  bene ,  era  fecondo  la  legge , 
poiché  i  Ghibellini  non  doveano  avere  uficio  ; 
che  fé  era  buono  ,  o  no,  ch'egli  non  gli  avef- 
fero ,  quello  giudichi  chi  la  fece  ;  ma  quanto  a 
fortificare  la  legge ,  quello  modo  fil  buono .  Di- 
co ,  fé  ufato  fi  fofle  bene ,  come  s' usò  alcuna 
volta  male  .  Fu  diliberato ,  che'  fei  Capitani  di 
parte  Guelfa  ogni  volta ,  che  in  concordia  fof- 


id  ISTORIA    FIORENTINA 

fero,  o  veramente  li  quattro  de' fé i,  che  uno 
fofle  Ghibellino,  eglino  gli  notificavano,  ed 
ammoni vanlo  di  non  pigliare  alcuno  uficio , 
e  che  fé  ne  pigliaffe  più,  allora  era  fatta  la 
prova,  ed  ogni  uomo  lo  potea  accufare  ,  ed  i 
Rettori  cadevano  in  pena,  fé  non  gli  condan- 
navano. Parve  buono ,  perocché  non  era  con- 
dannato ,  come  prima ,  ed  ufavano  la  gente  , 
per  farla  parere  buona ,  quello  vocabolo:  E'  me- 
glio effere  ammonito,  che  gaflìgato .  Ufaronla 
jTiolti  male  poi,  imperocché  fi  accozzavano  in- 
fieme  alcuni  a  volerla  ufare  ;  dicieno  T  uno 
Capitano  :  Non  hai  tu  alcuno  nimico?  Confenti 
a  me  lo  mio,  ed  io  confento  a  te  lo  tuo,  e 
così  a  uno  partito  vadano  tutti  e  fei  ;  non  in- 
ganneremo r  uno  r  altro .  E  dico ,  che  bene 
ufalTero  ragione  quanto  alla  legge,  ch'eglino 
ammoniflèro  li  veri  Ghibellini,  lo  modo  non 
era  onefto;  perocché  negli  uficj  fi  dee  levare 
odio,  ira,  ec.  Pure  la  legge  fi  fece  ,  ed  ufo  ili 
-quando  bene  ,  e  quando  altrimenti ,  tantoché 
inodo  vi  fi  vide  poi  in  parte ,  come  hmanzi 
apparirà . 

Ouefti  fono  quelli ,  che  furono  a??imomti  in 
queflo  anno.  Rub.  6^$. 

Usando  la  legge  ,  di  che  è  parlato  nella  pre- 
cedente Rubrica,  furono  cominciati  ad 
ammonire  gì'  infrafcritti  cittadini  ; 

Ma- 


LIBRO       NONO.  17 

Manette  di  Geri  Mazzetti,  popolo  Sa' Iacopo 

Oltrarno  a' dì  17.  di  Marzo 
Giovanni  di  Lapaccio  d^'  Girolami ,  popola 

S.  Stefano  a  Ponte  nel  detto  anno  ,  e  dì . 
Giovanni  Bianciardi,  popolo  S.  Benedetto  di 

Firenze ,  detto  dì . 
Neri  di  Giuntino  degli  Alamanni ,  popolo  di 

S.  Lucia  de'  JMagnoli,  detto  anno^  e  di  24. 

di  Marzo. 

Qnefiifono  i  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1357. 
a  dì  p'irno  di  Gennaio  1358.  Rub.  67  6. 


G 


Uido  di  Ioanni  Machiavelli, 
Filippo  di  Recco  Vettori . 
Piero  Bachini,  Tavernaio, 
Dino  Nuoci ,  Coreggiaio . 
Lippo^'Mi  Vanni  Rucellai- 
Albizzo  di  Lippo  Bellandi. 
Tommafo  di  Neri  di  Lippo. 
Domenico  di  Dante  ,  Farfettaio  . 
Sandro  di  Lapo  Covoni  Gonf.  di  Giuft.  quaj 

S.  Croce . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Zanobi  Paoni  lor  Not, 
quart.  S.  Spirito. 

Francefco  di  Lippo  Antinori. 

Francefco  Sapiti . 

Francefco  di  Gofo ,  Linaiuolo  ^^\ 

Tomo  XIV,  B  Sal- 

ci) Magi.  Lapus,  (t)  Mig\,  Lauaiuolus  ^ 


tS  ISTORIA    FIORENTINA 

Salveftro  di  Manetto  Ifacchi. 

Azzlno  Gualberti,  Fabbro. 

Lapo  Marchi ,  Malifcalco  . 

Niccolaio  di  Mone  Guidi  ^'^. 

Andrea  di  Veri  Rondinelli . 

Ghino  di  Caccino  Bonciani  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Maria  Novella  . 
Ser  Benedetto  Tempi  da  Caftello  Fiorentino 

lor  Not.  quart.  detto . 

Giovanni  di  Ser  Segna. 

Niccolò  di  Bocchino  . 

Ricco  di  Spinello . 

Maetlro  Tommafo  del  Maeftro  Domenico  ^^^ 

Ubaldino  Faftelli . 

Stefano  di  Duccio  del  Forefe . 

Matteo  di  Federico  Soldi  . 

Neri  di  Fioravante  Maeftro . 

Berto  Gratini  Duranti ,  Speziale  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S.  loanni . 
Ser  Gero  di  Ser  Grifo  da  Caftello  lor  Not. 

quar.  S.  Croce  . 

Marco  di  foanni  Trenta,  Beccaio. 
Baccio  di  Falco  ,  Becciao  ^5) . 
Bernardo  di  Nerozzo  degli  Alberti. 
Iacopo  di  Bartoluccio. 

Mefs. 

(i)  Magi,  acrglugne ,  Spetiaruts  . 

(2)  Magi.  M.igi(lri  D:ni, 

(3)  Magi.  Tabernarius . 


LIBRO      NONO.  Ip 

Mefs.  Arnaldo  di  Palmieri  degli  Altoviti . 
Piero  di  Lippo  Aldobrandini-, 
Iacopo  di  Renzo  ,  Cambiatore  . 
Francefco  di  Ser  Arrigo  Rocchi . 
Iacopo  di  Bartolo  Strada  Confai,  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Benedetto  di  Ser  Io.  Ciai  lor  Not.  q.  S.  Io. 

Gino  Cecchi . 

Schiatta  di  Noffb  Rldolfi  . 

Ridolfo  di  Lorenzo ,  Calzolaio . 

Antonio  Martini,  Beccaio . 

Marco  del  Roflb  degli  Strozzi. 

Tommafo  Federifrhi  . 

Tommafo  Dietaiuti^'^  Baronci. 

Giovanni  di  Tedici  Manovelli . 

Geri  di  Ser  Gherardo  Rifaliti  Gonf  di  Giuli. 

quart.  S.  Croce . 
Ser  Michele  di  Ser  Tegna  lor  Not.  quart. 

S.  Maria  Novella. 

Niccolò  di  Ser  Bene  da  Verrazzano , 
Giannozzo  Cambuzzi  (  al.  Cambiucci .  ) 
Orlando  di  Cambio  Orlandi . 
Niccolò  d'  Ugolino  de'  Giugni . 
Francefco  del  Chiaro ,  Caligaio . 
Benozzo  di  Ser  Ricco ,  Linaiuolo  . 
Landò  d'  Antonio  degli  Albizi . 
Salveftro  di  Mefs.  Alamanno  de' Medici. 
B  2  Chi- 

(i)  Magi.  DeodatL 


%0  ISTORIA    FIORENTINA 

GWno  di  Bernardo  Anlelmi  Gonf.  di  Giuft. 
quart.  S.  Maria  Novella. 
)    Ser  Bartolo  Chiermontieri^'MorNot.q.  S.  Sp. 

JD'  nm  Compagnia ,  la  quale  fece  lo  Conte  dì  Landò , 

e  lo  Conte  Broccardo  Tedejcbi ,  e  furono  fcorifìtti . 

Rubrica  677. 

'^^Egli  anni  di  Grido  mccclviii.  di  Luglio, 
XN  effendo  congregata  una  compagnia  di  Te- 
defchi ,  la  maggior  parte  ,  e  fanti  a  piedi  affai , 
vennero  in  fui  contado  di  Firenze  ,  e  lo  Co- 
mune avendo  prefentito  loro  venuta,  li  argo- 
mentò d'effere  alla  di  fé  fa  ;  ed  ultimamente  con- 
dotta la  compagnia  d'  accordo  a  ufcire  del  con- 
tado di  Firenze  ,  ed  avendo  guida,  che  li^gui- 
daflèro ,  e  doveano  avere  derrata  per  loro,  de- 
naro di  vettovaglia  ;  non  oflèrvando  li  patti , 
come  fanno  li  loro  pari ,  andavano  rubando  non 
pure  bettiame  ,  e  vx^ttuaglia  ,  ma  quando  s*  ab- 
batteano  in  alcuno,  il  quale  avelie  cavallo, 
glielo  toglieano ,  e  s'  e'  volea  andare  a'  Capita- 
ni ,  e  Malifcalchi  a  dolerli ,  egli  era  abbaftona- 
to ,  e  minacciato  d' efler  morto  ;  e  così  di  pan- 
ni ,  o  di  danari ,  eh'  e'  trovaffero  ad  alcuno 
viandante .  Queito  modo  quali  mai  a  gente  di 
compagnia  con  ogni  accordo  non  li  può  leva- 
re .  Li  contadini ,  veggendoli  così  rubare  ,  fu- 
rono avvlfati  della  via,  doveano  fare  per  Val- 
dilamone  ,  e  per  Romagna  ;  chi  innanzi ,  e  chi 

adic' 
(1)  Magi.  Ser  Bartolus  SerChìermontìeri  » 


LIBRO      NON   O.  21 

adietro ,  e  chi  di  traverfo  avvifarono  quelli  di 
\  aidilamone  .  Quelli,  che  fono  Romagnuoli , 
aveano  volentieri  di  feguire  loro  ulanze  vo- 
glia ;  e  poi  punti  dalla  compagnia ,  che  non 
gli  trattavano  meglio  ,  che  gli  altri ,  e  confor- 
tati ,  ed  aiutati  dalli  contadini  di  Firenze ,  per- 
cciTero  in  quelli  podi  (Iretti  di  Valdilamone 
addoflò  alla  brigata  ,  e  molti  ne  furono  morti, 
e  fediti  ;  e  morto  fu  Y  uno  de'  Capitani ,  Io 
Conte  j&roccardo  ,  e  F  altro  Capitano  lo  Cónte 
Landò  fedito  a  morte  ;  e  fé  non  fofle, ch'egli 
fi  nduiTero  in  fu  uno  monte, e  quivi  fi  difefe- 
ro,  tutti  erano  morti.  Li  paefani  trairero,ed 
afìed largii  ;  e  certo  in  due  dì  gli  arebbono 
avuti ,  tra  di  fame  ,  e  di  fete ,  e  di  ferro  ,  tutti 
morti ,  eolio  aiuto ,  che  venia  loro ,  fé  non 
fclfe  r  aftuzia  di  Mefs.  Amerigo  Cavalcanti  ^ 
che  li  guidava  per  lo  Comune  di  Firenze, 
che  con  fottili  modi  la  notte  alle  guardie  in- 
gannò ,  e  loro  conduile  a  partirli,  ed  andarne 
i'alvi.  Mólti  poi  li  biaiimarono .  Chi  dicea  . 
che  li  dovea  laiciare  uccidere ,  poiché  non  at- 
teneano  li  patti,  e  chi  una  ,  e  chi  un'altra^ 
come  in  tali  cofe  s'  ufa  di  dire .  Egli  fi  fcu- 
fava  ,  eh'  egli  dovea  eflère  leale  a  guidarli. 
Altri  vollono  dire ,  che  perchè  egli  avea  di- 
medichezza  con  loro  in  Puglia ,  però  li  fai- 
vafle  .  Come  la  cofa  li  foilè ,  egli  li  falvò  ;  ed 
eglino  fé  n' andarono  male  in  arnefe ,  meno 
aliai,  che  non  erano  venuti. 

B  3  Que^ 


22  ISTORIA     FIORENTINA 

p  ne  [li  fono  quelli ,  che  furono  ammuniti  per  gli 
Capitani  della  Parte ,  Rub.  67  8. 

SEguendo  lo  detto  ordine  della  parte  Guel- 
fa il  furono  ammoniti  gF  infra fcritti  cit- 
tadini per  gli  Capitani  della  parte  Guelfa. 


di  Gerì  Guidi        _  j-o  d- 

•  rr-    j    D    •   •  7  pop.  di  S.  Piero  a 
idi  Guido  ierini  y^  \,  ,,. 

.  ,.  ^r       .  .>.         \      Monticelli. 
.1  di  Vanni  Rizza  -^ 


Adi  28.  dì  Marzo  1358. 
Simone  di  Geri  Guidi 
Giovanni 
Giovanni 

Adì  13.  Aprile. 
Mazza  de'  Rammaglianti  p.  Sa'  Iacopo  Oltrarno . 
Piero  di  Lippo  Bonagrazie. 
Criftofano  di  Francefco  Cofi ,  pop.  S.  Trinità . 
Iacopo  vocato  Vigna  di  Naddo  Ammannati , 

pop.  di  S. Felicita. 
Michele  Lapi ,  Speziale  ,  pop.  S.  Friano  . 
Domenico  di  Donato  Bandini. 
Cambio  Nucci,  Speziale  ,  pop  di  S.  Lorenzo. 
Sandro  di  Giovanni  Portinari  =  dì  a  i .  Aprile  .^ 
Gio\anni  di  Matteo  Guidi  Compagni.  ^ 

Simone  Bertlni  .  pop.  S.  Piero  Scheraggio .     -^ 
Niccolò  di  Bartolo  del  Buono,  pop.  Sa'  Iacopo 

Oltrarno,  dì  25. 
Gabbriello  di  Piero,  pop.  S.   Pier  Maggiore. 

dì  8.  di  Maggio  . 
Lodovico  di  Donato  Bellondi.  pop.  S.  Maria 

fopr'  Arno .  Adì  1 8.  di  Giugno. 

Tom- 


LIBRO      NONO#  23 

Tommafodi  Mef.  Anuccio .  p.  S.  Felicita,  dì  19. 
Ser  Piero  di  Lapo  Centelliai. dì  20. 
Tuccio  di  Diedi  de' Falconieri .    ^  ,v 
ValornoDolcibenipop.  S  Simone  .i" 
Sandro  di  Guiduccio ,  Biadaiuolo  p.  S.  Andrea . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Cecco  di  Ser  Gino  de' Bai- 

dovini  da  Figghine  .  dì  9.  di  Luglio . 
Ser  Bonaccorfo  di  Ser  Neri  Gherardini  da  Si- 

gna.  adì  22.  di  Settembre. 

Priori  da*  dì  primo  di  Gennaio  1358.  d  àìprim^ 
di  Gennaio  1359.  Rub.  673. 

x\Zzolino  di  Ser  Viviano. 
Niccolò  dì  Cione  Ridolfi. 
Ioanni  di  Guido  dell'  Antella  . 
Lapo  di  Duccio  Bucelli. 
Ammannato  di  Tecchino  di  Ser  Rinaldo  ^'^ . 
MatFio  di  Canee  de*  Pigli  ^-^. 
Ioanni  di  Goggio,  Rigattiere. 
Ricco  Taldi ,  Calderaio  . 
Manetto  di  Ser  Spigliato  da  Filicaia  Gonf  di 

Giuft.quar.  S.  Ioanni. 
Ser  Nello  ^^^  Ghetti  lor  Not.quar.  detto. 

Bartolo  di  Paolo  ,  Mallfcalco  . 
Andrea  di  Feo,  Laftraiuolo, 

B  4  Fo* 

(i)  Msgl.  omette,  dì  Ser  Rinaldo  . 

(2)  Vivisni  nera  con  \Qiiiii  Fuit pofteM  mìL'S ^ 

(3)  MS.  Nicco/è. 


24  ISTORIA    FIORENTINA 

Forefe  Sacchetti. 

Ranieri  di  Mefs.  Simone  ^'Me'Peruzzi . 

Ciore  del  Buono . 

Francefco  Bartolini . 

Gerì  Peraglia  ,  Speziale  ^-^ . 

Ser  Francefco  Bruni , 

Tommafo  di  Mone  Guidetti  GonC  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Ghiberto  di  Ser  Aleflandro  lor  Not. 

quart.  S.  Croce . 

Piero  Chiarini. 

Ugo  di  Cuccio  da  Panzano. 

Ioanni  di  Cenni ,  Forficiaio  . 

Telia  Brandini ,  Fabbro  . 

Simone  di  Ser  Giovanni  Siminetti . 

Anfrione  di  Mefs.  Ceri  degli  Spini. 

Geri  Ghiberti. 

Tommafo  di  Bartolo  Fedi, 

Michele  Nardi  »  Mereiaio,  Gonf.  di  Giud. 

quart.  S.  Croce . 
Ser  Piero  Cucci  Mucini  (  al  Mufcini)  lorNot. 

quar.  S.  Spirito . 

Mefs.  Paolo  Vettori . 

Simone  di  Francefco  de'  Rlnucci . 

Ioanni  di  Mefs.  Lapo  Arnolfi. 

Cambino  Signormi . 

Pagolo  Giraldi ,  Caligaio  . 

(i)  MS.  Forefe.  (2)  MS.  SperaglieSpadaÌ9, 


LIBRO      NONO.  z; 

Pace  Brunetti ,  Pezzaio . 

RoiTo  di  Ricciardo  de'  Ricci . 

Lapo  di  Donato  Viviani . 

Barna  Valorini  Gonf.  di  Giuft.  qu.  S.  M.  Nov. 

Ser  Bartolom.  di  Lapo  del  Forefe  lor  Not.  q.d, 

Prancefco  di  Vannozzo  Siminettx* 

loanni  di  Giunta ,  Lanaiuolo  . 

Pierozzo  di  Piero  Pieri . 

Migliorozzo  di  Taddeo  Magaldi. 

Niccolò  di  Mefs.  Bencivenni. 

Pagolo  di  Neri  de' Bordoni. 

Roberto  Martelli. 

Giovanni  di  Rota  ,  Fornaio . 

Bianco  di  Bonfi ,  Ritagliatore  Gonf.  di  Giuft, 

quart.  S.  ìoanni . 
Ser  Santi  Bruni  lor  Not.  quart.  detto  ♦ 

Niccolò  di  Nome,  Vinattiere,. 

Segna  di  Cione ,  Coreggiaio  . 

Bertoldo  di  Geppo  ,  Speziale  . 

Orlando  Gherardi . 

Lorenzo  di  Meglio  Fagiuoli. 

Niccolò  di  Gio.  Malagonnelle . 

Guido  del  Pecora ,  Speziale  . 

Filippo  di  Rinaldo  Rondinelli. 

Taddeo  di  Cionino  Aglioni  Gonf.  di  Giuft, 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Frane,  di  Vanni  Muzzi  ^^^  lor  Not.  q.  dee. 

Del 
(i)  Magi,  omette  MuTiM  • 


26  ISTORIA     FIORENTINA 

Del  Tabernacolo  di  noftra  Donna  d' Orto  S.  Mi- 
cLcic ,  e  del  fuo  a dornaw ento ,  Kuh.  6^ r>, 

NEgli  anni  del  Signore  mccclix.  fi  compiè 
Jo  tabernacolo  della  Vergine  Maria  d' Or- 
to S.  Micliele  di  Firenze ,  che  veramente  per 
chiunque  lo  vide  mai  al  mondo  infino  a  quello 
dì  non  s'era  veduto  sì  adorna  cofa  di  quella 
grandezza ,  e  molti  tengono  ,  che  fia  delle  belle 
cofe  ,  che  fi  truovi  ;  ed  ancora  fi  tiene ,  che  fi 
farebbe  fatto  d'  ariento  per  lo  danaio ,  che  go- 
fio  quello  di  pietra  ,  marmora ,  e  proferito ,  e 
lavorio  ;  cioè ,  d' ariento  in  piaftre  fottili ,  come 
£  richiederebbe  a  fare  fopra  le  pietre ,  non  già 
mafiìccio  grolTo  ;  e  già  fi  ragionò  di  farlo  d' a- 
riento .  Ma  ultimamente  veduto  i  pericoli,  che 
sverebbe  corfo  f  argento  sì  per  guerre ,  o  bi- 
fogno  di  Comune  in  disfarlo,  e  sì  per  rubbe- 
rie ,  che  potrebbono  edere  avvenute  ,  come 
già  in  antiche  ftorie  fi  truova ,  fi  lafciò  a  farlo 
d'  argenta ,  e  fecefi  di  marmo  Iavors:to ,  e  goftò 
così  compiuto  nel  torno  di . ....  .- 

Quefti  fono  quelli ,  che  furono  ammitnitì  fer 
Parte  Guelfa,  Rub.  68 1. 

oEr  Filippo  di  Ser  Albizzo  ,  à'  di  1 7.  d'Aprile. 
Uberto  Benvenuti,  a' dì  12.  di  Giugno. 
1  canni  Rinaldi. 

Ciò- 


LIBRO      NONO.  27 

Ciore  del  Buono . 

Tofco  Ghinazzi. 

loanni  di  Mefs.  Andrea  Mazzetti. 

Francelco  del  Boccio  Becchi , 

Noddo  d'  Andrea . 

Tomniafo  di  Bonaccorfo  Adimari. 

Iacopo  di  Piero  del  Buono. 

Francelco  di  Bertuccio  Caftri .  dì  1 3.  di  Genn. 

Tommafo  di  Giuntino  Alamanni    -.  dì  20.  di 

Antonio  di  Nepo  Brunellefchi     /Febbraio. 

Uberto d'Ubaldino  Infangati ,  dì  2i.di  Febbr. 

Taddeo  di  Frane.  delTano  del  Bene  .  a  dì  ... . 


Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1359.  cC  dì  primo 
di  Gennaio  1360.  Rub.  682. 

ijOnaccorfo  di  Ricco  Pitti . 
Francefco  Falconetti . 
Tono  di  Lotto,  Vinattiere. 
Francefco  di  loanni  y  Calzolaio . 
Tommafo  Dietaiuti . 
Luigi  di  Lippo  ^'^  Aldobrandini . 
Niccolaio  di  Matteo  Duranti ,  Speziale . 
Bindo  di  Bonaccio  Guafconi . 
Bardo  Corfi  Gonf.  di  Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Mino  di  Ser  Grifo  lor  Not.  quar.  detto  - 

Benozzo  di  Francefco  Andrea . 
Giovanni  di  Meglio  Bonarli. 

Bo- 
(i)  MS,  Mela 9  di  Lippo». 


a8  ISTORIA    FIORENTINA 

Bonaccorfo  di  Filippozzo  Soldani.  7 

Franceico  di  Priore  ,  Lanaiuolo  . 

Tellino.  Dini ,  Fcrraiuolo^'^ 

Niccolò  di  Geri,  Beccaio. 

Francefco  Cambi  (  al.  Cambini .  ) 

Tommaib  di  Lippo  A  micini . 

Franceico  di  Giunta  Borghi  Gon£  di  Giufl. 

quart   S.  Maria  Novella  . 
Ser  Filippo  di  Ser  Bernardo  da  Signa  loro 

Not.  quart.  detto . 

Luca  di  Feo. 

Sandro  di  Zanobi  dello  Scelto. 

Francefco  di  Spinello,  Vaiaio.  j 

Dino  di  Geri  Tigliamochi. 

Matteo  di  Simone  Orlandi . 

Bartolo  di  Cino  ,  Lanaiuolo. 

Iacopo  di  Saggio  ,  Tavolacciaio . 

Cuccio  Nucci^'^,  Funaiuolo. 

Bencivenni  di  Simone  Benciveni  ^'^ ,  Speziale 

GonjEàl.diGiuft.  quart.  S.  Ioanni. 
Ser  Filippo  Mattei  lor  Not.  quart.  detto . 

Marco  di  Clone  ^"^^ ,  Beccaio . 
Migi  di  Paolo  ,  Albergatore . 
Filippo  di  Duccio  de'  Magalotti . 
Pagolo  di  Cenni  de' Covoni. 


la^ 


(lì  ViS,  Lanaiuolo  . 

(2)  MS.   Mucci. 

(3)  MS.  omette  Bencivenni. 
(4}  Magi,  ed  altri  di  C/ovanns , 


LIBRO      NONO.  zg 

Iacopo  di  Francefco  del  Bene . 

Andrea  di  ivucco  Savini 

Ioanni  di  Neri  di  Ser  Benedetto. 

Nerone  di  Nigi  Dietifalvi . 

Ugolino  di  Vieri,  Speziale,  Gonf.  di  Giuft» 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Lapo  Cini  lor  Not.  quart.  S.  Croce  . 

Guido  di  Banco  Deti . 

Durante  di  Saflb. 

Criftofano  di  Ser  Gianni ,  Pannaiuolo  lino . 

Iacopo  di  Domenico ,  Beccaio . 

Bartolo  di  More  Ubaldini. 

Bardo  di  Guiglielmo  Altoviti . 

Cambiozzo  di  Lapo  de'  Medici . 

Stoldo  di  Lapo  Stoldi . 

Filippo  di  Fabbrino  de'  Tolofmi  Gonfal.  di 

Giuft.  quart.  S.  Croce . 
Ser  Piero  Nelli  lor  Not.  quar.  S.  Spirito  ^'^ . 

Lionardo  di  Bindo  Feruccì. 
Sandro  di  Simone  da  Quarata . 
Michele  di  Vanni  di  Ser  Lotto . 
Niccolò  di  Vanni  Ricoveri. 
Iacopo  di  Naddo,  Beccaio. 
Piero  dì  Cambio ,  Linaiuolo  * 
Andrea  di  Neri  di  Lippo . 

Chc- 

(i)  Magi.  Verumtatnen  moriente  Durante  Saffi  prediale 
in  loco  eius  fuccejjit ,  é*  fi*ì^  die  xij,  di^ì  menfii 
O0Qbris  Pierus  Dati  de  Canigianis . 


30  ISTORIA    FIORENTINA 

Cherico  di  Cerino  da  Sommaia. 

Iacopo  di  Lapo  Brunetti  Confai,  di  Ciuft. 

quart.  S.  Maria  Novella . 
Ser  Tommafo  Lamberti  da  Signa  lor  Not. 

quart.  detto . 

Della  edificazione  della  Chiefa  di  S.  Maria  del 
Fiore ,  e  di  fuoi  ornamenti .  Rub.  683. 

NEglI  Anni  di  Grido  mccclx.  fi  ordinò  di 
edificare  una  Chiefa  in  onore  di  S.  Maria 
del  Fiore ,  la  quale  più  anni  d' innanzi  era  co- 
minciata, ed  è  vero^  che  di  prima  era  chiefa 
chiamata  S.  Reparata  :  dipoi  fi  ridufle  nel  detto 
nome .  La  quale  chiefa  è  dirimpetto  al  Duomo  , 
cioè  alla  cappella  di  Santo  Giovanni  Batifta. 
Avendo  li  cittadini  rifpetto  alla  magnificenzia 
del  Comune ,  ed  alla  ricchezza  della  città  ,  e 
de'  cittadini  di  Firenze  ,  ed  alla  fama  d'  effa , 
e  d'efii,  penfarono  di  fare  una  magnifica  ope- 
ra ,  e  mandarono  in  molte  parti  del  mondo , 
acciocché  foflè  la  più  ricca ,  e  meglio  ordina- 
ta ,  che  poteflè  eflere ,  ed  in  fine  fi  ordinò  in 
quello  modo  :  eh'  ella  foffe  di  quefla  grandez- 
za, e  proporzione  qui  appiedi  fcritta;  cioè: 
Che  la  detta  chiefa  fia  lunga,  ed  in  capo  della 
lunghezza  avefle  la  croce ,  e  la  cupola  nel  mez- 
zo della  croce ,  e  la  lunghezza  foflè  colla  nave 
alta  nel  mezzo,  e  due  alie  dallato,  T  una  da 
deftro,  e  T  altra  da  finiftro,  e  foffe  in  volta 

ogni 


L    I   B   R   O      N    O    N    0 .  31 

Ogni  cofa  con  grolle  colonne  ,  e  belle ,  tutte 
dentro  di  pietra  lavorate,  e  battuta  con  belli 
intagli  in  fu' capitelli  delle  colonne  ,6  diìiberoili 
la  lunghezza  della  detta  chieia  ,  e  larghezza, 
e  altezza  :  quefte  mifure  intendi  il  netto  den- 
tro della  cappella  ,  cioè  della  chiefa  , 

Lunga  folle  la  detta  chiefa  braccia  297. 

Larga  foffe  la  detta  chiefa  br.  62.  e  due  terzi . 

Alta  dalle  volti ,  cioè  dal  cielo  della  chiefa , 
braccia  66.  e  due  terzi . 

La  cupola  fofle  larga  braccia  72.  alta  la  detta 
cupola  dalla  volta  a  terra  braccia  144. 

Aveflè  ancora  5.  cappelle  alla  croce,  le  quali 
foflero  di  quefta  proporzione , 

Alte  da  terra  al  loro  cielo  braccia  72.  e  l'al- 
tare maggiore  fofle  nel  mezzo  delle  dette  cap- 
pelle e  cupola. 

Intorno  al  coro  debbono  eflère  15.  cappelle 
fotto  la  cupola ,  le  quali  deono  eflère  ciafcuna 
larga  braccia  14. 

La  croce  della  detta  chiefa  dee  eflfere  netta 
dentro  190.  la  quale  debbe  efière  di  fuori  tutta 
di  marmo  con  immagini  di  Santi,  e  fl:orie,e 
Angioli  grandi,  e  fottile  lavoro  ;  ed  altri  ono- 
revoli lavori  s'ordinarono  ,  li  quali  sì  li  tac- 
ciamo ,  e  quelli ,  che  a'  tempi  faranno ,  li  ve- 
dranno come  fucccflivamente  fi  mura. 

Aflegnovvi  lo  Comune ,  acciocch'  ella  fi  po- 
teflè  fare ,  d' ogni  danaio,  che  intraflTe  in  camera 
del  Comune  danari  6.  per  lira;  e  d'ogni  da- 

na- 


Ji  ISTORIA    FIORENTINA 

fiaio ,  che  ufciilb  della  cafla  del  generale  ,  dieci 
per  centinaio ,  e  che  ufciflè  a'  foldati ,  dieci 
per  centinaio,  ed  acciocché  foffe  ben  provve- 
duta ,  e  follecitata ,  ordinò  lo  Comune ,  che  lo 
convento,  ed  uficiali  dell'  Arte  della  lana  della 
città  di  Firenze  V  aveflè  a  fare  fornire ,  ed  edi- 
ficare per  loro  uficiali ,  e  Camarlinghi . 

Come  fu  tagliata  la  tefla  al  Conte  T ano  di  Monte 
Carelli.  Rub.  684. 

NEI  detto  anno,  e  mefe  di  Settembre  fu 
tagliato  il  capo  al  Conte  Tano  di  Monte 
Carelli  in  Firenze ,  e  fu  prefo . 

Come  fu  /pento  in  Firenze  un  trattato ,  del  quale 

ufcì ,  che  ne  furono  fcacciati ,  e  sbanditi . 

Rubrica  685. 

N Elio  detto  anno  MCccLx.  fu  in  Firenze  fco- 
perto  uno  trattato,  lo  quale  in  quefl:o 
modo  era ,  cioè  ;  che ,  come  è  in  più  luoghi 
addietro  narrato,  le  fette  degli  Albizi ,  e  Ricci 
erano  sì  intrinlicate  ne'  cittadini ,  che  già  tutti 
i  cittadini  li  conofceano  per  la  moltitudine  > 
grandi ,  e  piccoli ,  di  che  fetta  era  V  uno  ,  e 
r  altro  :  addivenne  ,  come  che  gli  uomini ,  che 
hanno  maggiore  animo  uno ,  che  un  altro  , 
alcuni  s' immaginarono  di  cacciare  1'  uno  V  al- 
tro ,  e  furono,  fecondo  fi  difle,  de*  grandi  della 


LIBRO       NONO.  3^ 

fetta  de'  Ricci  impicciati  nel  trattato  -,  ma  di 
qucite  cofe  addiviene ,  che  Tempre  va  lo  male 
per  gli  meno  poiìentl ,  che  li  grolH  pelei ,  e 
beilie  rompono  le  reti.  Quefti,  ciie  nel  trat- 
tato erano,  videro  da  loro  non  poter  fare  fenza 
appoggio  altrui  ;  parve ,  che  con  uno  Mefs.  Gio- 
vanni da  Jieggio,  ch'era  Signore  in  Ancona, 
uomo  faviilimo  ,  e  della  cafa  de'  Vifconti,  e 
chi  diflè  con  Mefs.  Bernabò  Signore  di  Melano, 
aveifero  li  trattati ,  e  con  lui  parlamento ,  e  com- 
puolero  lo  dì ,  ed  egli  dovea  avere  la  gente 
lo  detto  di  a'  contìni ,  e  quando  li  Priori  en- 
travano ,  ovvero  quando  li  davano  i  gonfaloni 
a'  dì  6.  di  Gennaio ,  che  lo  palagio  rimane 
fanza  fanti ,  e  la  porta  di  verfo  la  Condotta 
s' apre  per  ufcire  i  Gonfaloni ,  lo  Capitano  de  i 
fanti  acconfenziente  ,  e  lo  Frate  ,  doveano  la- 
fclare',  ufciti  i  Signori  fuori  alla  ringhiera,  e 
gonfaloni ,  e  fanti  con  efli  in  mano  ;  sì  entra- 
vano li  Tettaiuoli ,  e  certi  fanti  in  palagio  :  la 
Terra  romoreggiava  ;  la  fetta  andava  alle  por- 
ti colle  chiavi,  e  metteano  dentro  la  gente  di 
Meis.  Giovanni  detto,  o  di  Mefs.  Bernabò,  e 
C05Ì  collo  fuo  titolo  fi  faceva  la  fetta  de'  Ricci . 
Riformavano  Firenze,  e  quella  degli  Albizi, 
cacciati  gli  Albizi ,  ed  i  capi  di  loro  fetta  . 
Andrea  di  Mefs.  Alamanno  de'  Medici  fenten- 
do ,  che  uno  foreftiere  per  ventimila  fiorini 
lo  rivelava ,  fi  fu  favio  ;  andonne  in  palagio , 
e  falvo  fé,  rivelò  lo  trattato,  e  ingannò  li 
TomXIK  C  aom- 


34  ISTORIA    FIORENTINA 

compagni ,  che  furono  preii ,  che  ben  lo  potca 
loro  fare  a  fapere ,  e  cosi  fa  rifaputo  lo  trat- 
tato ,  e  così  dato  ordine  a  pighare .  E  com- 
meflb  a' Rettori  cercare  queito  fatto,  eglino 
miffero  mano  allo  fatto;  ed  in  effetto  fu  pollo 
Je  mani  addoflb  ad  alcuni,  e  infra' quali ,  tro- 
vato lo  difetto  grande ,  e  in  molti  cittadini , 
tali ,  e  sì  fatti ,  che  fi  di  liberò  per  lo  migliore  , 
<che  conuderando ,  che  forfè  non  farebbe  ilato 
poffibile  ;  o  forfè  avrebbe  gittato  grande  fcan- 
dolo  lo  volerfi  tutti  avere ,  fu  prefo  per  par- 
tito ,  che  la  .  cofa  fi  fcopriilè  ,  acciocché  chi 
fé  ne  voleffe  ircpotelfe;  e  quefto  fcoperto, 
ancora  della  diliberazione  fatta  di  non  volere 
profeguire,  alFicurò  moki  il  non  volerli  par- 
tire ,  fentendo  la  diliberazione  fatta  ;  pure  co- 
me fi  andalle  lo  fatto  ,  fu  prefo,  e  fu  giudicato 
a  morte  taghare  loro  la  teita . 

Domenico  di  Giovanni  Bandini-.  tagliati  la 
Niccolò  di  Bartolo  del  Buono  /      tefta  . 
Furono  altri ,  li  quali  fi  ceffarono  ,  e  non 
fi  lafciarono  prendere,  o  non  fi  aiTicurarono 
a  ftarc ,  p  quale  fi  folle  la   cagione ,   ebbono 
bando  della  perfona  gf  infrafcritti . 
Riccolo  di  Guido  da  Sammon--, 

tana  de'  Frefcobaldi . 
Luca  di  Feo  Ugolini . 

Andrea  di  Tello  de'  Lifchi .  bandeggiati 

Bartolommeo  di  Mef.  Alaman-     nel  capo  . 
no  de' Medici. 

At- 


LIBRO      NONO.  35 

Attavlano  di  Tuccio  de'  Bj:u- 
nellefchi . 

Beltramo  de'  Pazzi . 

Pazzino  de'  Donati .  j  bandeggiati 

Tommafo  degli  Adimari.  nel  capo 

Pelliccia  de'  Gìlerardini . 

Andrea  di  Pacchio  degli  Adi- 
mari  . 

Poi  per  lo  meglio  fi  puofe  piede  in  fulla  cofa  , 
perciìè  fi  vide  per  chi  tenea  lo  reggimento  , 
elTere  megho  fare  così ,  che  feguire  più . 

Qjiefti  fono  gli  ammoniti  in  queflo  anno  fer  la 
Farte  Guelfa.  Rub.  686. 

Lionardo  di  Bartolommeo  degli  Alini .  A'  dì 

15.  d'Aprile  . 
Tommafo  di  Francefco  de'Davizzi.  A'dì  16. 

d'  Aprile . 
Aldobrando  di  Donato  Bandini-.  A'  dì  2  5. 
Benozzo  di  Ser  Riccio  i" d'Aprile. 

Iacopo  di  Feo  de'  Girolami .  A'  dì  7.  di  Maggio . 
Ser  Sandro  di  Ser  Bertello  Not.  A'  di  25?.  di 

Aprile . 

Friori  dal  dì  primo  di  Gennaio  13  60,  ((  dì  frifno 
di  Gennaio  1361.  Rub.  687. 

j^Uca  di  Totto  da  Panzano. 
Andrea  Capponi  de' Capponi. 

C  2  Io- 


3^  ISTORIA   FIORENTINA 

Ioanni  di  Mefs.  Lotto  Sai  viari . 

Bonaguida  di  Iacopo  Simoni. 

-Carlo  di  Strozza  degli  Strozzi. 

Guido  Federighi,  Orafo  . 

Giovanni  di  Vinta,  Corazzalo. 

Nardo  di  Lippo  Durelli. 

Ioanni  d'  Aldobrandino  degli  Alfani  Gonf. 

di  Giuft.  quart.  S.  Ioanni . 
Ser  Cafciotto  Ioanni lor  Not.  q.S.  Spirito; 

Clone  Vaccini,  Beccaio. 
Ioanni  Ciari ,  Rigattiere  . 
Cetto  di  Ioanni  Lottini . 
Iacopo  di  Piero  Sacchetti . 
Giorgio  di  Collino  Grandonl . 
Recco  di  Guido  Guazza . 
Iacopo  di  Gianni  Gherardini. 
Filippone  di  Matteo  del  Riccio. 
Lippo  Dini  Gonf.  di  Giuft.  q.  S.  Spirito .  ^'^ 
Ser  Francefco  di  Ser  Palmiere  lor  Not.  qu. 
S.  Croce . 

Filippo  di  Bartolo  Filippi . 

Zanobi  di  Ioanni  di  Cione  Mezzola. 

Perfo  di  Dino ,  Bottaio  ^'K 

Piero  di  Dino  ,  Malifcalco. 

Taddeo  di  Fino  Tofi . 

Lorenzo  di  Matteo  Boninfegna . 

Chia- 

(i)  US.  r omette. 
(i)MS.  Beccaio. 


LIBRO      NONO.  37 

Chiarozzo  del  Bene  Chiari. 

Chiariffimo  di  Meo. 

Filippo  di  Giammoro  Baroncelli  Gonf.  di 

Giuli   quar.  S.  Croce  . 
Ser  Nigi  Bonamiciii  lor  Not.  qu.  S.  Ioan. 

Andrea  di  Bcnozzo  . 

Lorenzo  di  Iacopo  Marfili . 

Ioanni  di  Ser  Bonaccorri. 

Filippo  di  Stagio  da  Turicchio . 

Schiatta  Ricchi,  Caligaio. 

Bernardo  di  Piero  ,  Maeftro  . 

Filippo  di  Fiero  Duranti . 

Matteo  di  Federigo  Soldi ^'^ 

Ghino  di  Caccino  de'  Bonciani  Confai,  di 

Giuli,  quart.  S.  M.  Novella. 
Ser  Dietifeci  di  Ser  Michele  da  Gangalandì 

lor  Not.  quart.  detto. 

Giovanni  d'  Arrigo  de'  Saiìolini . 

Stefano  di  Lippo ,  Lanaiuolo  ^^^ . 

Otto  Sapiti . 

Tizio  ^^Mi  Ser  Gherardo  Rifalitl, 

Andrea  del  Pera  Baldovinetti . 

Ubaldino  Faltelh. 

Ioanni  di  Firenze  ,  Spadaio . 

Giovanni  Brunellini . 

C  3  Fran- 

(i)  Vi  viani  noti  :  Fu  poi  Cavaliere  contuttoché  fofFe  artefice, 
(^)  MS.  Orafi. 

(3)  MS.  Lottino     Petrib.  Irppozzo .  Magi.  Titìus  .  che 
crediamo  il  veto  . 


At^ROfìR 


38  ISTORIA    FIORENTINA 

Francefco  Nelli  Gonf.  di  Giuft.  quar.  S.  Io. 
Str  Domenico  di  Ser  Benincafa  lor  Not,  q.  d. 

Piero  di  Piuvichefe  Brancacci,  Linaiuolo, 
loanni  di  Lippo  ,  vocato  Getta ,  Vinattiere  . 
Filippo  di   Lapo  Baldovinetti . 
Giovanni  di  Geri  del  Bello. 
Ammannato  di  Tecchino . 
Baldeie  di  Turino  Baldefi  ^'^ . 
Tommafo  Baronci . 
Cantino  d*  Agnolo  Lapi  Cantini  ^'\ 
Pierozzo  di  Banco  di  Ser  Bartolo  Gonf.  di 

Giuft.  quar.  S.  Spirito  . 
Ser  Benozzo  Pieri  lor  Not.  q.  S.  M.  Novel  ^'^ 

Coloro  i  quali  furono  ammoniti  in  qiiejio  anno  per 

gli  Castani  della  Parte  Guelfa  fono  quefli . 

Rubrica  688. 

NEgli  anni  di  CriftoMCCcLxi.  fegultando  gli 
ordini  addietro  narrati  d'ammonire  li 
Ghibellini,  furono  in  qucfto  anno  ammoniti, 
cioè  : 

Giachinotto  d'  Aldobrandino  Tanagli  a' dì  24. 

d'  Aprile  . 
Stefano  di  Stefano  del  pop.  di  S.  Maria  Ng-^ 

velia,  a  dì  5.  di  Febbraio  detto  anno. 

la- 

(i)Viv.  nota:  Fuit  pò  fi  e  a  miUs, 

(2)  MS.  omette  Lapi  Cantini, 

(3)  Magi,  ^uat\  S.  Giovauni , 


LIBRO       N  O    5J   O.  3p 

Iacopo  d' Afino  degli  Afini,  a' dì  id.diFebbr, 
Franceibo  Baldovini  ,  a*  dì  1 5.  di  Marzo . 
Bardo  di  Lapo  pop.  di  S.  Felice  in  Piazza ,  a' dì 

5.  d'  Aprile . 
Salveftro  di  iManetto  Ifacchi  pop.  S.  Simone» 

a'  dì  6  di  Settembre  . 


Priori  dal  dì  primo  di  Gennaio  1^61.  a'  dì  primo 
di  Gennaio  1562.  P^ub,  6^g. 


N 


Eri  di  Bónaccorfo  Pitti . 
Guido  di  Giovanni  Machiavelli^'^. 
Allegro  di  Nuto ,  Fornaio . 
Antonio  di  Martino ,  Beccaio. 
Attaviano  di  Dino  Attaviani . 
Lapo  di  Vanno  Rucellài . 
Ioanni  di  Mancino  Softegni . 
Giovanni  di  Bartolo   Bifcheri. 
Franceico  di  Lapo  CoriI  Gonf.  di  Giufl.  qu. 

S.  Croce . 
Ser  Agnolo  di  Mefs.  Neri  ^^^  lor  Not.  q.  S.  Io, 

Bartolo  di  Cenni  de'Bigliotti. 
Iacopo  di  Banco  Pucci. 
Lapo  di  Duccio  Bucelli . 
Niccolò  del  Maeflro  Cambio  de' Salviati . 
C  4  Do- 

f O  Viv.  nota.»  Fu  poi  Kavaliere , 
U)  MS.  di  Dino  Ri  ni  eri. 


40         Istoria  FioR^EN TINA 

Domenico  di  Cecco  Fei ,  Pannaiuolo  lino  . 
Niccolaio  Delii,  Pizzicagnolo. 
Francefco  di  Ser   Arrigo  Rocchi. 
Isliccolaio  di  Mone  Cjuidi . 
Bernardo  di  Lapo  Ardinghelli  Gon£  di  Giuli. 

quar.  S.  Maria  Novella  ^'^ 
Ser  Niccola  di  Ser  Ventura  Monaci  lorNor. 

quart.  S.  Croce , 

Niccolò  di  Bocchino  Rimbaldefi . 
Amerigo  di  Mels.  TommafoCoriini^^\ 
Orlando  di  Cambio  Orlandi . 
Bonaccorfo  di  Lapo  di  Ioanni  Bonaccorli . 
Cuccio  di  Dino  Cucci . 
Ghino  di  Bernardo  Anfelmi . 
•    Ioanni  di  Piero  Parenti ,  Corazzaio^^^ . 
Mettino  Bechini,  Caflettaio. 
Zato  PaiTavanti  Gonf.  di  Giufl.  quar.  S.  Io. 
Ser  Iacopo  Ambruogi  lor  Not.  q.  S.  M«  No\^ 

Baccio  di  Falco ,  Beccaio . 

Firenze  di  Bartolo  del  Pancia,  Calzolaio  .  ^^^ 

Ruggieri  Lippi  Tavolieri . 

Salveftro  di  Manetto  Ifacchi . 

Bernardo  di  Iacopo  Eeccanugi. 

Lionardo  Bartolini . 

Biagio  di  Bonaccio  Guafconi. 

Gior- 

(i)MS    rometre. 

(2)  Magi,  omette  Cor/Ini . 

(3)  Viv.  n.  Fuit  poftea  mihs  ,^p(^Jlea  renuntiavit , 
(4j  MS.  ometce  di  Bartolo  ,  e  Magi,  omette  Calzolaio . 


LIBRO      NONO.  41 

Giorgio  di  Ricciardo  de' Ricci. 
Ormannozzo  del  Bianco  ^'^  Deti  Confai,  di 

Giuil.  quar.  S.  Spirito . 
Ser  Bartolo  Neri  da  Rofiana  lor  Not.  quar. 

S.  Croce  ^^l 

Mefs.  Pagolo  Vettori. 

Niccolò  di  Cherardino  Ianni. 

Dino  di  Piero  ,  Malifcalco . 

Dino  di  Nuccio,  Coreggiaio. 

Bernardo ^^'Mi  Piero  degli  Strozzi» 

Barna  Valorini . 

Dino  di  Berto  ^^^  Ferrantini . 

Manetto  da  Filicaia. 

Francefco  Cofi,  Lanaiuolo  Gonf.  di  Giuft» 

quar.  S  Croce . 
Ser  Francefco  Venni  ^^^  lor  Not.q.S.  Spirito. 

Azzolino  di  Ser  Viviano . 
Simone  di  Palmiere ,  Vaiaio . 
Agnolo  di  Berto  Cecchi  Caftellani  ^^^ 
Francefco  Rinuccini . 
Luca  di  Vanni ,  Calzolaio  ^^l 
Ghieri  di  Chele  ,  Albergatore. 
Andrea  di  Veri  Rondinelli . 
Gerì  Peraglia ,  Speziale . 

Lui- 

(i)  Magi.  Bancbi  .  (2)  Magi  ^.  S.  Gio. 

il)  MS.  Lio»  ardo.  (4)  MS,  d*  metto  . 

(5)  Altri  leggono  ,^/  Vetftfì  ,  altri  di  Vanni  . 
(5)  Magi,  omette  Caflellani  (f)  Viv.  n.  Cofiuifj^ 

Fiammingo ,  e  oggi  paiono  ifuoi  de'  reggenti . 


42  ISTORIA    FIORENTINA 

Luigi  di  Lippe  Aldobrandini  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  M.  Novella . 
Ser  Piero  Mazzetti  lor  Not.  quar  S.  loanni. 

Come  cominciò  briga  tra  il  Com'ine  dì  Firenze , 
e  7  Comune  di  Fifa  .  Rub.  690. 

NEgli  anni  di  Grido  mccclxh.  incominciò 
io  Comune  di  Firenze  briga  collo  Comu- 
ne di  Fifa,  dico  la  briga  aperta,  e  paleie, co- 
me narrato  è  addietro  Rubrica  599.  (  pag.  ^5. 
T.  XIII.  )  Li  Pifani  per  mare  faceano  ciò  ,  crie 
poteano  ,  che  li  Fiorentini  tornallèro  al  porto 
di  Fifa  per  mare ,  con  guerra  nel  modo  detto. 
Veggendo,  dxo,  queili  modi  non  erano  baile- 
voli,  li  penfarono  d\  muovere  guerra  per  ter- 
rai ed  ebbono  uno  loro,  lo  quale  li  chiamò 

e  fecero ,  che  con  trattato  egli 

ebbe  uno  cartello  del  Comune  di  Firenze,  che 
fi  chiamava  non  fo  come.  E  quando  lo  Co- 
mune li  dolfe  di  quefto  a'  Plfani ,  egli  rifpofero 
non^  era  di  loro  volere ,  né  loro  operazioni . 
Li  Fiorentini,  che  male  erano  vaghi  di  guer- 
ra ,  e  per  loro  non  fi  facea ,  non  fi  voleano 
impacciare  in  briga  ;  e  poi  male  volentieri  fof- 
ferivano  quefta  vergogna  ;  cercarono  di  fare 
con  quelle  medeiime  operazioni ,  e  così  fecio- 
no  ;  e  con  uno  loro  Giovanni  da  Saifo  di  Val- 
dinievole,  che  intrò  in  Pietrabuona .  Li  Pifani , 
che  cercavano  briga ,  veggendofi  torre  le  loro 

ca- 


LIBRO      NONO.  45 

cartella,  fi  dolfero  al  Comune  di  Firenze  ;  il 
Comune  usò  la  rifpofta ,  che  aveano  fatto  li 
Pifani  :  non  effere  quello  di  loro  volontà  ;  li 
Pifani  fubito  furono  a  ciò  faputi ,  perocché  vo- 
kano  guerra ,  e  voleano  dimottrare  non  eflere 
li  cominciatori  ;  mandarono  la  loro  ode  a  Pie- 
trabuona  ,  dicendo  ;  poiché  i  Fiorentini  non 
fono  eglino,  di  Giovanni  da  Saffo  ci  aiutere- 
mo noi  ;  e  prefero  Pietrabuona,  e  feciono  cru- 
deltà in  molti,  e  qui  trovarono  effere  di  vo- 
lontà de'  Fiorentini  ;  e  fé  li  Fiorentini  follerò 
flati  favj ,  come'  volontarofi ,  ed  avellerò  vo- 
luto feguire  le  volte  delle  volpi  Pifane,  che 
belle  averebbono  cosi  faputo  feguire,  come 
feguito  avieno  di  fopra,  non  cominciavano 
guerra  ,  che  '1  principio  fofle  loro  ;  eh'  eglino 
avrebbono  riavuto  con  quello  medefimo  modo 
lo  loro  caitello,  come  riebbono  li  Pifani;  ma 
feciono  fubito  guerra  :  mandarono  per  Bonifa- 
zio Lupo  a  Padova  ^'^  e  fecerlo  loro  Capitano 
di  guerra ,  e  fubito  fatto  mangani ,  ed  altri 
loro  arnefi,  con  moftrare  di  volere  riavere  il 
loro  caftello ,  ficcome  avieno  fatto  li  Pifani, 
ed  ufcirono  fuori  a  campo  ;  e  li  Pifani,  che 
non  fi  prendeano  guardia  di  guerra,  non  avie- 
no fgombro  niente  ;  fcefe  la  gente  de'  Fioren- 
tini in  Valdera,  e  palliarono  a  Ponte  di  Sacco,  e 
rubarono ,  e  preféro  uomini,  e  preda  in  grande 

quan- 

(i)  Forfè, /«  Parma,  di  dove  eri  natio .  V.  l' Ammirato 


44  ISTORIA     FIORENTINA 

quantità  ;  che  ineftiiiiabile  fu  il  danno  de'  Pi- 
fan  i  :  e  coiiì  cominciò  la  Uccia . 

Cowe  li  Pìjani  cavalcarono ,  e  fecero  gran  danno 
d' arfioni ,  e  di  frede .  Rub.  6^  t . 

NEgli  anni  del  Signore  mccclxiii.  li  Pifani 
avendo  a  memoria  la  guerra  ricevuta 
da'  Fiorentini ,  e  filmando, eh' eglino  fi  potea- 
no  vendicare  largamente  ,si  perchè  erano  for- 
niti di  gente ,  e  che  la  mortalità  era  grande 
in  Firenze  ;  fi  mollerò  del  mefe  di  Luglio ,  e 
vennorfene  a  Piftoia  lo  dì  di  S.  Iacopo  ;  ed  indi 
partiti  fé  ne  vennero  a  S.  Donnino,  e  a  Cam- 
pi ,  ed  arfero  ,  e  fecero  grande  danno  :  e  così 
fatto  grandiffimo  danno  di  predace  di  prigio- 
jii ,  e  d*  arfione ,  fi  partirono  ,  e  tornarono  a 
Pifa  con  grande  feda,  ed  allegrezza;  e  li  Fio- 
rentini al  contrario  ,  per  lo  danno  ricevuto  ,  e 
per  la  grande  mortalità ,  eh'  era  allora  in 
Firenze  . 

Quelli ,  che  furono  ainnmiitì  hi  quello  anno . 
Rubrica  6^2. 

SEguendo  F  ordine  detto  per  addietro  ir  più 
luoghi  dello  ammonire  li  cittadini  Gni- 
bellini,  che  pigliavano  gli  ufic) ,  oltre  agli  or- 
dini della  Parte  Guelfa ,  facciamo  menzione 
chi  fu  in  quell'anno  ammoniti. 

A'  di 


LID   KO       NONO.  45 

A'  dì  2p.  d'  Aprile  . 

Piero  di  Cenni  Ugolini . 

Francefco  di  Lapo  Bonamichi  chiamato  Mo- 
rello . 

Agnolo  di  Vanni  Guidi . 

Ser  Mafo  Nelli . 

Ser  Bartolo  Gallozzi. 

Matteo  Villani. 

Piero  Ferantini  a'  dì  1 6.  di  Gennaio  detto  an- 
no .  E  qui  fu  fatto  fine  per  coftoro  in  que- 
llo anno  . 

Quejlifono  i Priori  dal  dì  frìiìw  di  Gennaio  i^Ci. 
a'  di  f  rimo  dì  Gennaio  1 363.  Rub  693. 

X  lero  Bini . 

Criftofano  di  Bono  Strada . 
Zanobi  di  Berto  Ranieri . 
Tommafo  di  Lippo  Soldani . 
Bartolommeo  di  Rucco  Savini. 
Naldino  di  Niccolò  Altoviti . 
Neri  di  Fioravante ,  Maeftro  . 
Giovanni  di  Gcggio ,  Rigattiere . 
Tommafo  di  Neri  di  Lippo  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  loanni . 
Ser  Francefco  di  Ser  loanni  Avviati  lor  Not. 

quar.  S.  Spirito . 

Tommafo  di  Serotine ,  Linaiuolo . 
Piero  Pucci  5  Vinattiere . 

Nic- 


46  ISTORIA    FIORENTINA 

Niccolaio  del  Bello  Mancini. 
Giovanni  di  Lapo  Niccolini. 
Cipriano  di  Lippozzo  Mangioni. 
Pinuccio  d'  Antonio  Bonciani . 
Giovanni  di  Cantino ,  Cambiatore . 
Tommafo  di  Bartolo  Fedi. 
Schiatta  Ridolfi  Gonf.di  Giuli,  q.  S.  Spirito  . 
Ser  Lapo  di  Ser  loanni  Bonamichi  lor  Not. 
quart.  S.  Croce . 

Maeftro  Pagolo  di  Ser  Piero  dell'Abbaco. 

Bartolommeo  di  Niccolò  di  Cione  Ridolfi. 

Spinello  di  Donato ,  Pianellaio  . 

Ridolfo  di  Lorenzo  ,  Calzolaio  . 

Simone  di  Ser  Gianni  Simmetti . 

Francefco  di  Ser  Benincafa . 

Cecco  di  Cione ,  Ritagliatore . 

Migliore  de' Guadagni. 

Niccolaio  di  Iacopo  degli  Alberti  Confai,  di 

Giuft.  quart.  S.  Croce  ^'K 
Ser  Francefco  di  Ser  Piero  Nucci  lor  Not. 

quart. S.  M. Novella. 

Giovanni  d'  Aleffandro  da  lizzano . 

Taddeo  di  Cione  degli  Aglioni. 

Piero  di  Lapo  Baldovinetti. 

Pierozzo  di  Piero  Pieri. 

Tellmo  Dini. 

Pagolo  Giraldi,  Caligaio. 

Gior- 
(t)  Viv.  n.  Fu  poi  Kavaliere  . 


LIBRO      NONO.  47 

Giorgio  di  Benci  Carucci . 

Francefco  Maii  . 

Maffio  di  Gante  di  Mefs  Guatano  de'  Pigli 

Gonf.  di  Giuli,  quart.  S.  M.  Novella . 
Ser  Tino  di  Ser  Attaviano  lor  Not.  q.  S.  Io.  ^'^ 

G erozzo  di  Naftagio  de' Cacciafuori . 

Francefco  di  Lippo  Antinori. 

Cambino  Signorini. 

Maeilro  Tomm.  del  Maeftro  Dino  Medico ^^^ . 

Tommafo  Federighi ,  Speziale  . 

Boccaccio  di  Mels.  Ardovino  . 

Mafo  di  Neri ,  Funaiuolo . 

Guido  Pczzini ,  Calderaio. 

Cherico  Cerini  da  Sommaia  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Ioanni. 
Ser  Guido  di  Ser  Rucco  da  Rondinaia  loro 

Not.  quart.  S.  Croce  .  ^^^ 

Puccio  di  Filippo  ,  Vinattiere . 
Andrea  Giannino  ^^^,  Pianellaio  . 
Giovanni  di  Francefco  Magalotti. 
Iacopo  di  Gherardo  Gentili. 

Lio- 

(i)  MagK  pone  le  infrafcritte  foftituzionì  .•  Verumtamen 
Giorgio  propter  ahfentiam  remoto  -,  <ly  Piero  Lapi 
defilitelo.  Succefferunt  Landus  Automi  de  Alhizis  i» 
locum  diófi  Giorgii  die  xiij.  UiHi  prediéii .  Simon  Nerii 
de  Antilla  in  locttm  diéfi  Pieri  die  xv»di&i  menjts . 

(i)  jMagl.  ed  altri  omettono  Medico  . 

(3)  Magi.  Verumtamen  diófo  Cherico  defunóio  fuccejjit 
Guido,  del  Pecora  Vex,  lujiitie  die  24.  O^obris  . 

{4)  MS.  Giunti ìii. 


4S  ISTORIA     FIORENTIKA 

Llonardo  di  Niccolò  Beccanugi . 

Francefco  di  Giunta   Borghi . 

Giorgio  del  Ricco  Buti . 

Giovanni  di  Bonato. 

Giovanni  di  Giunta ,  Lanaiuolo  Gonfal.  di 

Giuit.  quart.  S.  Spirito  . 
Ser  Michele  di  Ser  Tegna  lor  Not.  quart. 

S.  Maria  Novella . 

Di  certe  baratterie ,  che  furono  /coperte  in  certi 

XJfiztali  dì  Comune  nel  riformare  la  Città 

di  Firenze .  Rub.  694. 

NEgli  anni  diCrifto  mccclxvi.  fi  ritrovaro- 
no certe  baratterie  commefle  per  uficiali 
di  Comune  ,  e  fu  la  cofa  in  quella  forma  .  Che 
nella  città  di  Firenze  fi  ufava  di  fare  ogni  capo 
di  tre  anni  imborfagione  degli  uficj  della  città  ; 
cioè  Priori ,  xii.  Buoni  uomini ,  e  Gonfalonie- 
ri.  Ora,  come  più  volte  abbiamo  narrato  ad- 
dietro, che  le  contefe  fono  frate  in  Firenze 
per  gU  uficj ,  che  lì  Fiorentini  fono  molto  fol- 
leciti  in  volerli ,  eflendo  alcuni  p in  vole- 
re efiere  del  numero  defletti  a  fare  le  pre- 
dette infaccazioni ,  non  per  far  bene  al  Co- 
mune ,  ma  per  far  bene  a'  fuoi ,  e  per  e  fiere 
certo  d*eilervi  entro  egli;  perocché  fia  fotlì- 
ci.nte  ,  o  no  ,  al  fervigio  del  Comune  ,'eglino  , 
che  fono  a  far  le  borfe ,  a  loro  medeiimi  fi 
rendono  le  fave ,  e  rimangonvi .  Lo  fquittiao 

era 


LIBRO      NONO.  4^ 

era  in  quefla  forma ,  che  li  Priori ,  e  li  Gon- 
falonieri ,  e  li  XII.  vi  fono ,  e  li  Capitani  della 
Parte  ,  e'  v.  della  Mercatanzia,  e  lo  Proconfolo 
deir  Arte  de'  Giudici,  e  Notai ,  e  poi  li  Prio- 
ri ,  e  Gonfalonieri ,  e'  xii.  hanno  a  torre  v.  uo- 
mini per  ogni  gonfalone  ;  di  che  alcuni  pro- 
cacciarono con  danari  d' eifere  di  quelli  eletti 
a  ciò  fare ,  e  così  furono  eletti .  Seppefi  poi , 
e  furonne  condannati. 

Z>'  lino  ordine ,  e  freno  ^  che  fi  mejfe  a"  Capitani 
della  Parte  Guelfa,  Rub.  6^$* 

NEI  detto  anno ,  e  mefc  di  Novembre ,  ef- 
fendo  molto  in  abbominio  a'  cittadini  Io 
ammonire ,  conciofoflècofachè  fei  Capitani  eP- 
fendo  in  concordia,  li  quattro  potelTèro  pri- 
vare li  cittadini  d'  uficj  loro ,  e  loro  difcen- 
denti ,  e  conforti  in  eterno  ;  parca ,  che  folle 
troppa  balia ,  che  già  fi  ufavano  le  nimicizie 
in  ciò  ;  imperocché  fi  accozzavano  infieme ,  e 
diceano  :  Metta  ciafcuno  il  fuo  nemico ,  e  fac- 
ciafi  tutti  a  un'  otta ,  e  a  uno  partito  .  Ciafcu- 
no ,   per  fare  la  fua  vendetta ,  aflentiva  ;   e 
pognamo ,  eh'  e'  faceflero  buono  giudicio,  che 
folTèro  Ghibellini  ;  pur  nondimeno  la  forma 
non  era  buona.  Uguiccione  di  Ricciardo  dei 
Ricci ,  trovandofi  de'  Priori ,  e  Propofto ,  pensò 
di  medicare  quefto  malore,  ed  ordinò  con  una 
petizione,  che  dove  li  Capitani  erano  fei,  fof- 
Tonw  XIV.  D  fé- 


JO  ISTORIA    FIORENTINA 

fero  ncvfj ,  infra'  quali  due  dell*  Arte  minore , 
e  quello,  che  fi  diliberafle  etlère  Ghibellino 
per  le  due  parti ,  cioè  per  fei ,  e  per  più ,  a- 
vede  ad  andare  ancora  ad  un  altro  vaglio  ;  ciò 
foffe ,  che  per  li  tempi  fi  facefTero  borie  d' uo- 
mini Guelfi,  lequali  fteflero  ferme,  e  quando 
il  cafo  fofle  venuto,  che  in  quella  ora,  che  i 
Capitani  aveffero  chiarito  ,  foffero  tratti  xxiv. 
uomini,  VI.  per  quartieri,  e  richiedo  rammo- 
llito per  gli  Capitani,  gli  foffe  letto  ,  come  fofie 
Ghibellino ,  ed  egli  fi  fcufaffe  come  meglio  fa- 
pefle ,  e  poi  fi  defle  il  partito  tra'  Capitani ,  e 
li  XXIV.  E  così  vero  è ,  che  chi  volle  fare  ma- 
le, vi  trovò  pure  il  modo  a  fare  eifere  in  con- 
cordia li  XXIV.  come  innanzi  diremo . 

Come  furono  ammoniti  certi  Cittadini. 
Rubrica  6^6. 

IN  quefio  medefimo  anno  feguendo  una  leg- 
ge ,  la  quale  è  detto  addietro  in  più  parti , 
ficcome  narrato  abbiamo,  d'  ammonire  i  citta^ 
dini,  fi  fu  ammonito  uno  Pagolo  di  Guigliel- 
mo  Setaiuolo  del  popolo  di  S.  Friano  ,  e  Ser 
Lapo  Ambrogi  da  Monte  Rinaldi  abitatore  di 
Firenze  popolo  S.  Felicita,  e  Ser  Michele  di 
Ser  Aldobrando  popolo  S.  Brancazio ,  e  Buono 
di  Paolo  del  Buono  popolo  S.  Michele  Bertel- 
di ,  a'  dì  1 5.  di  Febbraio  mccclxvh. 


LIBRO      NONO.  51 

Ouefii  fono  i  Priori  dal  dì  primo  di  Gennaio  13(53» 
a'  dì  primo  di  Gennaio  1 3Ó4.Rub  657/'^ 

XAcopodi  Ghingo  Aldobrandini . 
Tommafo  di  Mone  Guidetti. 
Giovanni  di  Francefco  ,  Fornaciaio  ^^^ . 
Francelbo  di  Giovanni ,  Calzolaio. 
Giovanni^ di  Giano,  Setaiuolo. 
Ambrogio  Maringhi. 
Geri  Ghiberti.  4 

Bindo  di  Bonaccio  Guafconi. 
Andrea  Villani  Gonf.  di  Giuft.  q.  S.  Croce  . 
Ser  Domenico  Salveftri  lor  Not.  q.  S.  Spirito  . 

Sandro  di  Simone  da  Quarata . 

Piero  di  Malino  di  Ser  Tano . 

Francefco  di  Naddo  Bucelli . 

Andrea  Loli ,  Mereiaio  . 

Giovanni  Gherardini  CoriI,  Maeftro . 

Simone  di  Guiduccio  di  Puccio  ,  Linaiuolo . 

Nerone  di  Nigi . 

Napoleone  di  Benci  Carucci. 

Niccolò  di  Giovanni  Malegonnelle  Gonf.  di 

Giuft.  quar.  S.  M.  Novella . 
Ser  Domenico  di  Ser  Benincafa  lor  Not. 

quar.  S.  Giovanni . 

D  z  Pie- 

(1)  Supplita  quefta ,  e  le  feguenti  tratte,  fino  al  mefe  dì 
Novembre  1367.  col  Priorifta  della  Magliabcchiana  , 
per  mancanza   del   MS. 

{^)  Petrib.  Maejìro  , 


j-t  ISTORIA     FIORENTINA 

Piero  di  Dato  Ganigiani . 
Ugolino  di  Bonfo ,  Speziale  . 
Niccolò  di  Ugolino  de' Giugni. 
.  Sandro  di  Donato  Barucci . 
Domenico  di  Sandro  Donnini, 
Marco  di  Giotto  Fantoni. 
Ruberto  Martelli. 
Nuccio  di  Matteo ,  Tavolacciaio . 
Simone  di  Michele  Riftori  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Ioanni . 
Ser  Iacopo  di  Ser  Bertoldo  lor  Not  quar. 

S.  Croce , 

Benghl  di  Bartolo  Pancia,  Calzolaio. 

Francefco  di  Guiduccio  Landi ,  Coreggiaio  . 

Maflaiozzo  di  Piero  RafFacani . 

Michele  Nardi ,  Mereiaio . 

Carlo  di  Strozza  degli  Strozzi . 

Bartolo  di  Giovanni  Siminetti. 

Stoldo  di  Lapo^'^Stoldi ,  Lanaiuolo. 

Angiolo  di  Stoldo ,  pellicciaio . 

Ugolino  di  Vieri ,  Speziale  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Tommafo  Lamberti  lor  Not.  q.  S.  M.  N. 

Matteo  di  Buonaccorfo  di  Gio.  Alderotti . 
Zanobi  di  Gio.  di  Cione  da  Mezzola . 
Simone  di  Lapo  Gorfi  ,  Fornaciaio . 
Bartolo  di  Sanguigno ,  Calzolaio . 

Alef- 
(?)  Perrib.  di  Filippo, 


LIBRO      NON©,  53 

Aleflandro  di  Ser  Lamberto  di  Neri  Cambi . 

Bardo  di  Guglielmo  Altoviti. 

Ricco  di  Spinello  ,  Vaiaio. 

Paolo  di  Michele  Rondinelli. 

Simone  di  Rinieri  Peruzzi  Gon£  di  Giuft. 

quart  S.  Croce . 
Ser  Mingo  (o  Migno)Buonamichi  lor  Not 

quart.  S.  ìoanni . 

Scelto  di  Tingo . 

Andrea  di  Benozzo. 

Piero  di  Buonaventura  Ricoveri . 

Orlando  Gherardi . 

Riftoro  di  Cione'^^.  ' 

Pace  di  Brunetto ,  Pezzaio'. 

Iacopo  d' Andrea  Ghinetti  (  o  Aghinetti) 

Chìariffimo  di  Meo  . 

Paolo  di  Bingeri  Rucellai  Gonfal.  di  Giuft, 

quart.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Matteo  Gherardi  lor  Not.  q.  S.  Spirito . 

Quefiì  fono  i  Priori  da  dì  primo  di  Gennaio  1 3<54« 
a  dì  primo  di  Gennaio  1 3^65.  Rub.  6^t, 

X' Ilippo  di  Recco  Capponi , 

Stefano  di  Lippo  di  Neri,  Lanaiuolo  e 
Forrigiano  di  Viviano,  Speziale  . 
Biagio  di  Leone   Simoni  ^"^ . 

D  3  Tem- 

(i)  Petrib.  aggiugne  Maejlr9 , 
(2)  Petrib.  ///  Simone  Leo  ni* 


54  ISTORIA    FIORENTINA 

Temperano  di  Mauro  del  Chiaro. 
Ammarinato  di  Tegghino  Rinaldi . 
Riitoro  Niccoli ,  Linaiuolo  . 
Matteo  di  Federigo  Soldi,  Vinattiere  . 
Alefiandro  di  Niccolò  degli  Albizzi  ^'^  Gonf. 

di  Giuft.  quar.  S.  loanni. 
Ser  Giliberto  di  Ser  Aleilandro  di  Maeftro 

Caro  lor  Not.  q.  S 

Giufto  di  Bate ,  Pizzicagnolo . 
Migio  (  al.  Migno  )  di  Paolo ,  Albergatore  ^^^ 
Lapo  di  Guido  Tolollni. 
Domenico  di  Teri  Magalotti . 
Andrea  di  Segnino  Baldeli. 
Cuccio  di  Dino  Guccl . 
;    Lapo  di  Donato  Viviani. 
Giovenco  di  Mefs.  Ugo. 
Francefco  Falconetti  Gon£  di  Giuft.  quart. 

S.  Spirito . 
Ser  Dietifeci  di  Ser  Michele  lor  Not.  quar. 
S.  M. Novella. 

Guido  di  Giovanni  Machiavelli . 
Meis.  Luca  di  Totto  daPanzano. 
Bartolo  di  Mafo  ,  Vinattiere  . 
Piero  Bachini  (^/.  Banehini)  Beccaio  . 
Lorenzo  di  Meglio  Fagiuoli. 
Ubaldino  Faftelli . 

la- 

(i)  Petrlb.  Aleffandrì^ 

{%)  Pctrib.  di  Paolo  ft  S<ir  Donat» . 


L   I   B   R   O      N   O    N   O.  55 

Iacopo  di  Dino  del  Pecora. 
Antonio  di  Spigliato ,  Pellicciaio  . 
Francefco  di  Bonifazio  Gonf.  di  Giuli,  quart. 

S.  Croce . 
Ser  Francefco  di  Ser  Gianni  d'  Antica  loro 

Noi.  quar.  S.  Spirito . 

Piero  di  Chiarino  Davanzati. 

Giovanni  di  Luigi  de'  Mozzi. 

Filippo  di  Cionetto  Baftari . 

Lorenzo  di  Lippo  Mancini. 

Bernardo  di  Piero  Doni ,  Maeftro  di  pietre  . 

Lippo  di  Giovanni  Pannaiuolo,  vocato  Lifca. 

Lionardo  di  Neri  di  Ser  Benedetto . 

Bianco  di  Bonfi ,  Ritagliatore  . 

Mefs.  Maffio  di  Gante  de'  Pigli  Goaf.  di  Giuft. 

quar.  S  M.  Novella . 
Ser  Forefe  Pieri  lor  Not.  q.  S.  Giovanni . 

Lippo  Dini . 

Piero  di  Bino  di  Ser  Tinacclo  : 

Filippo  Giammori. 

Iacopo  di  Betto  Berlinghieri . 

Bartolo  di  More  Ubaldini . 

Filippo  d'  Ugo ,  Speziale  . 

Giovanni  di  Piero  Parenti . 

Giorgio  di  Benci  Carucci  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  M.  Novella  . 
ìrer  Domenico  Allegri  lor  Notaio,  quart. 

S  Croce. 

D  4  Feo 


56  ISTORIA    FIORENTINA 

Feo  di  Benino,  Pizzicagnolo. 

Agoftino  di  Lapo  Bruni  ^'\ 

Mefs.  Iacopo  di  Caroccio  degli  Alberti. 

Domenico  di  Te  ri.  Speziale. 

Ser  Benozzo  Pieri . 

Bernardo  di  Iacopo  Beccanugi. 

Filippo  Doni. 

Domenico  di  Dante  ,  Farfettaio  . 

Iacopo  di  Banco  ^^^  Bencivenni  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S  Spirito  . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Zanobi  Pavoni  ^'^  loro 

Not.  quart 

Queflifono  ì  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1365* 
a'  dì  primo  di  Geìtnaio  1 366.  Rub.  65^9. 

O  Artolo  di  Cenni  Biliotti . 
Cuccio  di  Stefano  Soderini. 
Betto  di  Berto ,  Fornaio . 
Piero  di  Dino,  Malifcalcp  . 
Giannozzo  degli  Strozzi . 
Piero  di  Lippo  Aldobrandini , 
Giovanni  Cambi . 
Cambiozzo  di  Lippo  de' Medici. 
Michele  di  Vanni  di  Ser  Lotto  Confai,  di 

Giuft.  quart.  S. Croce. 
Ser  Piero  Mazzetti  lor  Not.  q.  S.  Gio. 


Ma- 


fi)  Pctrib.  aggiugne  Coreggi  aio, 
(a)  Petrib.  aggiugne  di  Puccio  . 
(3)  Petrib.  Fagoli . 


LIBRO       NONO.  57 

Manetto  di  Ser  Ricciardo  Guccl. 

Giovanni  Saffolini . 

Naftagio  di  Ser  Francefco  Benvenuti. 

Tommafo  di  Lippo  Soldani . 

Luca  di  Vanni ,  Calzolaio . 

Niccolò  Delli,  Pizzicagnolo. 

Francefco  di  Benedetto  Cucci . 

Francefco  di  Ser  Arrigo  Rocchi . 

Iacopo  di  Francefco  del  Bene  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Dionigi,  (oNigi  )  di  Ser  Giovanni  loro 

Not.  q.  detto. 

Biagio  di  Fecino  ^'^  Ridolfi . 
Iacopo  di  Lapo  Gavacciani. 
Francefco  di  Lapo  Corfi . 
Bartolommeo  di  Lotto  de'  Peruzzi . 
Gagliardo  di  Neri  Bonciani . 
Recco  di  Guido  Guazza. 
Giovanni  di  Goggio ,  Rigattiere . 
Giovanni  di  Mone  ,  Biadaiuolo  ^*^ . 
Manetto  di  Spigliato  da  Filicaia  Gonfal.  di 

Giuft.  quar.  S.  Gio. 
Ser  Gio.  Guidi  da  Magnale  lor  Not.  q.  detto . 

Filippo  Attucci,  Fornaciaio  ^^\ 
Giovanni  Ciari  ^^^ ,  Rigattiere . 

(i)  Petrib.  fit  Filice. 

(a)  Vi V.  nota  :  Fu  fatto  Kavalkre  ps' Ciompi . 

(3)  Petrib.  Fornaio . 

(4)  Petrib.  datti . 


58  ISTORIA    FIORENTINA 

Michele  di  Brunaccio,  Lanaiuolo . 

Bartolommeo  di  Ser  Ventura  Monaci  • 

Niccolò  di  Nerozzo  de'  Cocchi . 

Lionardo  Bartolini  Salimbeni. 

Duccio  di  Giovanni  Ducei,  Speziale. 

Cantino  d'  Agnolo  Lapi . 

Lionardo  di  Bindo  Ferrucci  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Riccardo  Cini  Iqr  Not.  q.  S.  Croce . 

Mico  di  Recco  de' Capponi.  ~ 
Iacopo  di  Lippo  Neri,  Lanaiuolo. 
Ardovino  di  Ciapo  ,  Beccaio. 
Niccolò  di  Vanni  di  Nello ,  Caligaio . 
Niccolò  d'  Aleffio  Borghini  ^'^ . 
Iacopo  di  Bernardo  ,  Ritagliatore  . 
Toramafo  di  Francefco  di  Giunta  ,  Fiafcaio . 
Piero  di  Filippo  degli  Albizi . 
Francefco  Caccini  Ricoveri  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S. Croce. 
Ser  Ghirigoro  di  Ser  Francefco  di  Ser  Baldo 

lor  Not.  q.  detto. 

Niccolò  di  Bacchino  Rimbaldefì . 
Giovanni  d'  Aleflàndro  da  Cozano . 
Michele  di  Piero  Gucci . 
Simone  di  Buonarrota  Simoni . 
Ceri  di  Chele ,  Albergatore  . 
Schiatta  di  Ricco,  Pezzaio» 

Vane- 

(i)  Viv.  n.  FtifattoRavalìen  .  (Altri  leggono  d'AliJf andrò) 


LIBRO       NONO.  5^ 

Uguccione  di  Ricciardo  de' Ricci. 

Giovanni  di  Gante  Ammannati . 

Baìdefe  di  Turino  Baldefi  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  M.  Novella  ^'^ . 
Ser  Iacopo  Ambruogi  lor  Not.  q.  detto . 

Quefti  fono  ì  Priori  da*  dì  primo  di  Gennaio  1366". 
a  dì  primo  di  Gennaio  1 367.  Rub.  700. 


I 


Acopo  di  Bartolo  Strada. 
Tommafo  di  Piero  Parigi . 
Bernardo  di  Ser  P^idolfo  Pretafiinl. 
Dino  di  Teri  TÌ2;liamochi . 
Ghino  di  Bernardo  Anfelmi^^^. 
Lapo  di  Vanni  de'  Rucellai . 
Neri  di  Fioravante  ,  Maeftro . 
Bartoloìiì.  di  Naccio  Valentin! ,  Albergatore. 
Niccolò  di  Taldo  Valori  Gonfal.  di  Giuft. 

quart.  S.  Giovanni . 
Ser  Francefco  Malini  lor  Not.  q.  S.  M.  Nov. 

Felice  di  Torrigiano  di  Cenni ,  Coreggiaio . 
Niccolò  di  Brunetto  di  Ventura ,  Pizzica^» 

gnolo^^^. 
Pierozzo  di  Piero  Pieri.    ' 
Francefco  Vigorofi . 
Davanzato  di  Giovanni  Davanzati.  ' 

Nic- 

(i)  Vlv.  n.  Fu  poi  Kavnlìere. 

(2)  Viv.  n.  Fu  fatto  Kavaljere  t  ma  non  offervo  * 

(})  Petrìb.  Nfccolè  4i  BttftdtttQ  Pi%ucagnolo . 


do  ISTORIA    riORENTIN^A 

Niccolò  di  Iacopo  de'  Bordoni . 

Ghirigoro  del  Ricco  Buri . 

Tommafo  di  Neri  di  Lippo . 

Sandro  di  Simone  da  Quarata  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito . 
Ser  Francefco  Gioii  lor  Not.  q.  S.  Groce. 

Niccolò  di  Bono  Rinucci . 

Bernardo  di  Lapo  Angiolini  de'  Magli . 

Taluti  di  Neri  Bronchi,  Rigattiere  ^'^ 

Niccolò  di  Ricco,  Vinattiere. 

Giovanni  di  Pierozzo  degli  Altoviti. 

Niccolò  di  Giovanni  Malegonnelle. 

Iacopo  di  Renzo  ^-^. 

Iacopo  di  Giano  Gherardini . 

Filippo  di  Giammori  Baroncelli  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Michele  Torti  lor  Not.  q.  S.  Ioanni. 

Zanobi  di  Banco  di  Puccio  Bencivenni . 
Gherardino  (  al.  Gherardo  ) di  Meis.  Botte. 
Giovanni  di  Geri  del  Bello . 
Iacopo  di  Piero  Sacchetti . 
Bartolo  di  Piero,  Coreggiaio. 
Giovanni  di  Cecco  ,  Vinattiere  . 
Niccolaio  di  Mone  Guidi. 
Simone  di  Michele  Riftori- 

Lui- 


(i)  Petrib.  Vìntttìeri  * 

(2)  Petrib.  Bsnù*  Alcuni  aggiungono  Cambiatore 


LIBRO      NONO.  6l 

Luigi  di  Lippo  Aldobrandini  Gonf.  di  Giuft. 

q.  S.M.  Novella. 
Ser  Falcone  Falconi  lor  Not.  q.  S.  Spirito  . 

Niccolò  di  Geri  {al  di  Neri)  Soderini  . 

Simone  di  Giorgio  Baroni . 

Mels.  Niccolò  di  Iacopo  degli  Alberti . 

Michele  Nardi. 

Carlo  di  Strozza  degli  Strozzi . 

Lionardo  di  Niccolò  de'  Beccanugi . 

Mafo  di  Neri ,  Funaiuolo . 

Bcnci  di  Cione  Dami ,  Maeftro  di  pietre  ^'^ 

Bindo  di  Eonaccio  Guafconi  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Ioanni. 
Ser  Piero  di  Ser  Stefano  Cafciani  lor  Not. 

quar.  S.  M.  Novella  , 

Bartolo  di  Paolo  ,  Mallfcalco. 

Piero  Scotti ,  Calzolaio  . 

Niccolò  del  Maeftro  Cambio  Salviati. 

Giovanni  di  Lapo  Niccolini. 

Piero  Faftelli. 

Attaviano  di  Meflere  ^-^  Attaviano  . 

Francefco  di  Cuccio  del  Mafl'aio. 

Filippo  di  Rinaldo  de' Rondinelli . 

Piero  di  Ghino  de'  Guicciardini  Confai,  di 

Giuft.  quart.  S.  Spirito  ^^^ . 
Ser  Bonaiuto  Bencini  lor  Not.  q.  S.  Spirito. 

Come 

fi)  Perrib.  Benci  di  Simone  Maeftro  , 

(2)  MS.  di  Din9,  (3)  MS.  S.  Croce. 


6Z  ISTORIA    FIORENTINA 

Some  gli  Ambafciadori  rifpofero  ejfer  male  contcnt$ 

Papa  Urbano  di  qiiejio  Comune  di  Firenze, 

Rubrica  70 1, 

NEI  detto  anno  ,  cioè  mccclxvìi.  eflèndo  co- 
me addietro  è  detto ,  Mefs.  Andrea  de  i 
Bardi,  Mefs.  Niccolaio  degli  Alberti,  Uguc- 
cione  di  Ricciardo ,  e  Matteo  di  Federigo  Soldi 
Ambafciadori  a  Roma  a  Papa  Urbano  V.  egli 
il  dolfe  ,  cioè  il  Papa  ,  dicendo  eh'  egli  avea 
avuto  promiffione  dagli  Ambafciadori,  ch'erano 
iti  prima  a  luì ,  di  far  lega  con  lui  contro  Mefs. 
Bernabò  Vifconti,  e  che  perciò  avea  manda- 
to per  lo  Imperadore ,  e  fattolo  fcendere  della 
Magna ,  e  che  ora  non  gli  attenieno  i  patti  ; 
la  cagione  perchè  in  Firenze  non  fi   ottenea 
la  lega  colla  Chiefa  era  quello,  perocch' era 
fiata  fatta  pace  con  Mefs.  Bernabò  a  Sarezza- 
na ,  ed  i  Fiorentini  la  voleano  oflervare ,  e  fotto 
ciò  fi  coprivano,  e  diceano  non  mancare  loro 
pi'omiffione  ;  di  che  aflài  fi  turbava  Papa  Ur- 
bano V.  E  quefto  fo  bene  io ,  che  era  a  Roma 
allora,  che  colla  Reina  Giovanna  v'era  venu- 
to,  e  in  quella   flagione  tornai  a  Firenze ,  e 
recai  lettere  dagli  Ambafciadori,  ed  ambafcia-' 
ta  a  bocca  da  loro ,  ed  ancora  da  me  dilli  a  i 
Priori  quello  ,  che  io  fentia ,  che  Papa  Urbano 
avea  detto  contro  a' Fiorentini  con  certi  Baro- 
ni della  Reina ,  li  quali  a  me  V  aveano  detto  ; 

eh'  era 


LIBRO      NONO.  6  2 

dì  era  forte  fdegnato  ,  e  altre  parole  dicea 
contro  di  Firenze.  Ma  la  fetta  degli  Albizi, 
e  quella  mantenea ,  e  volea  la  lega  colla  Ghie- 
fa  ,  e  quella  de'  Ricci  il  contrario . 

Come  andò  hììbafciata  allo  hnperadore  Carlo, 
Rubrica  702. 

IN  quedo  medefimo  anno  andò  Ambafcia- 
dori  a  Carlo  Re  de'  Romani ,  e  Iinperadore  , 
Mefs.  Filippo  Corfini ed  in  ef- 
fetto nella  loro  tornata,  che  tornarono,  n'ar- 
recarono la  rifpofla  del  mefe ,  e  d  1 

Quello ,  che  riportarojio  gli  Atnbafciadori  dal 
Papa  Urbano .  Rub.  7  o  3 .  ^  '  -^ 

GL'  Imbafciadorl  tornarono  da  Roma  ,  ed 
in  effetto  come  per  lettera ,  così  a  bocca 
riportato  il  medefimo,  che  fcritto  av^ieno,  dello 
fdegno  prefo  contro  a'  Fiorentini  per  Papa  Ur- 
bano ;  e  che  veramente  noftro  nemico  era  nel 
fegreto  ,  ma  come  ,  che  di  fuori  non  dimoftraf- 
fe  ,  fé  non  nel  dolerfi .  E  ciò  fu  nell'  anno  del 

Signore  mccclxviii.  del  mefe  di 

Ouefti 


(i)  Qaefta  Rubrìca  nel  MS.  è  mefcolata  coir  antece^Ien- 
te  ,  e  non  ben  finita  ,  ed  in  luogo  di  quefta  vi  fi 
legge  :   Come  lo  Re  Hi  Cipri  venne  in  Firenze . 


64  ISTORIA    FIORENTINA 

Qjiejlifono  i  Priori  da'  dì  pri??2o  di  Gennaio  J  367. 
a'  dì  primo  di  Gennaio  1368.  Rub.  704. 

ò Andro  di  Soldo. 
Andrea  di  Benozzo. 
Giovanni  Arrighetti ,  Legnaiuolo . 
Giovanni  di  Francefco  da  Montelatico . 
Donnino  di  Lapo  ^'^Donnini, 
Lorenzo  di  Matteo  Boninfegna . 
Anibaldo  di  Benci  Carucci . 
Domenico  di  Berto  Ugolini . 
Mefs.  Tommafo  del  Maeftro  Dino  Medico 

Gonf.  di  Giuft.  quar.  S.  Croce . 
Ser  Benedetto  di  Ser  Giovanni  Ciai  lor  Not. 

quart.  S.  Ioanni . 

Bernardo  di  Matteo  de' Velluti. 
Zanobi  di  Ioanni  di  Cione  Mezola  ^^^ . 
Mefs.  Francefco  di  Gino  de'  Rinucclni  ^^^ . 

Or- 
to MS.  di  Sandro . 
(a)  MS.  Niccola . 

(3)  Viv.  di  mano  più  recente  aggiugne  ,  Af//^j  ;  ed  Ala- 
manno Rinuccini  nel  citato  infigne  Priorifta  di  quella 
nobiliffima  Cafa  più  diffufamente  narra  quefto  fatto 
così  ;  =  Marzo,  e  Aprile  1368.  Mefs.  Francefco  Ri- 
=  nuccini  fu  fatto  Cavaliere  a  Ferrara  dal  primo  Mar- 
=  chefe  Niccolò  da  Efti ,  infieme  con   Mefs.  Maffio  ^i 
=  Gante  de' Filli ,  eh*  erano  futi  mandati  in  compagnia 
=:  Ambafciadori  a  conchindere  una  pace  ,  e  tornarono 
-  amendue  Cavalieri  ;   et  io  Alamanno  Rinuccini  ho 
::  apprcfTo  di  me  una  lettera  parente  dove  il  detto  Mar- 
che- 


LIBRO      NONO.  6S 

Orlando  Gherardi. 

ITeliino  di  Dino  ,  {al.  Dirti  )  Ferraiuolo  . 

Bencivenni  Grazini ,  Caligaio  . 

Filippone  (  al,  Filippo  )  di  Matteo  del  Riccio  . 

Giovanni  Tedici  Manovelli . 

Degodi  DofFo  degli  Spini  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  M.  Novella . 
Ser  Domenico  di  Ser  Mino  di  Montevarchi 

lor  Not.  quart.  S.  Croce  , 

Scelto  Tinghi  . 

Fiero  di  Ceppo  Orlandini, 

Bernardo  di  Mefs.  Covone  Covoni . 

Mafleozzo(tf/.  Maflaiozzo)  di  Piero  de' RafFa- 

cani . 
Simone  di  Ser  Gianni  de'Siminetti. 
Tommafo  Federighi. 
Giovanni  di  Rota ,  Fornaio  . 
Roberto  Martelli,  Spadaio. 
Giovanni  di  Mancino   Softegni  Confai,  di 

Ciuft.  quar.  S.  Ioanni . 
Ser  Benozzo  Pieri  lor  Not.  q.  S.  M.  Novella . 

Tommafo  di  Serotine  Brancacci ,  Linaiuolo . 
Agnolo  Bachini ,  Pizzicagnolo  . 
Agnolo  di  Berto  Cecchi . 

Toni.  XIV,  E  Fran- 

-  chefe  Niccolò  fcrive  a  Mefs.  Giovanni  di  Mefs.Fran- 
=  cefco  Rinuccini  confolandoli  >  e  condolendofi   delia 

-  morte  di  detto  Mefs.  Francefco  ,  il  quale  fo  che  morì 

-  neir  anno  13S1.  benché  in  fa  quella  lettera  non  fia 
:::  fstto  menzìonc  del  dì  né  anno  in  che  fofli  fcricta  .= 


66  ISTORIA    FIORENTINA 

Francefco  di  Bonifazio . 

Amolo  di  Bernardo  dedi  Ardin^helli  ^^\ 

Barna  Valorini . 

Malatefta  di  Francefco  de' Medici . 

Francefco  di  Buto  ,  Scodellaio  . 

Mefs.  Filippo  di  Mefs.  Tommafo  Corfini 

Gonf  di  Giuft.  q.  S.  Spirito  . 
Ser  Piero  di  Nello  Corfi  ^-^  lor  Not.  q.  detto . 
Vero  è,  che  Malatefta  predetto  nel  detto  ufi- 
cio  morì  per  affanno ,  che  avea  ricevuto , 
perocch'era  tornato  il  dì ,  eh'  entrò  de'  Pri- 
ori, d'  Ungheria  d'Ambafciata.  Morì  a'dì  2p. 
di  Luglio  ,  e  in  fuo  luogo  fu  tratto  Mefs. 
Roffo  di  Ricciardo  de' Ricci.  ^3) 

Cione  di  Giovanni  del  Bonazzo^*^ 
Keri  Pitti. 

Spinello  di  Donato  ,  Pianellaio  . 
Francefco  di  Giovanni,  Calzolaio ^^\ 
Ser  Michele  di  Ser  Tegna . 
Agnolo  di  Caccino  de'Bonciani. 
Chiarillìmo  di.  Meo  Cionacci  ^^^ . 
Matteo  di  Federigo  Soldi . 

Nic 


(i)  MS.  Ard'tnghi  , 

{^)  MS    5cr  Piero  Nelli  Corfinl . 

{})   Magi,  nota  !o  fteflo;  Vtrumtamen  in  loctim  diótì  Ma* 

latejìe  defungi  die  xxviiij.  dicfi  77ienjis  lulii  fuccejjit 

Dovi.  Roffus  Ricciardi  de  Ricciis  . 
(4)  MS.  omette  del  Boftazzo» 
(v)  Magi.  Pinnellarius  . 
(6j   M.^gl,  omette  Ci  omacci. 


LIBRO      KONO.  67 

Niccolò  d'  Ugolino  de'  Giugni Gon.  di  Giuft. 

quart.  S.  Croce . 
Ser  Ugolino  da  Villanuova  lor  Not.  q.  S.  Io. 

Antonio  di  Niccolò  di  Cione  Ridolfi . 

Uberto  di  Schiatta  Ridolfi  . 

Bardo  Corli. 

Francefco  di  Naddo  de'BucellI. 

Iacopo  di  Bernardo ,  Biadaiuolo  . 

Giovanni  di  Gherardino ,  Maeftro . 

Piero  di  Ser  Spigliato  da  Filicaia. 

Piero  di  Neri  di  Lippo . 

Cuccio  di  Dino  Cucci  Gonf.  di  Giuli,  quar. 

S.  M  Novella . 
Ser  Guido  di  Ser  Ricco  lor  Not.  q.  S.  Croce. 

Come  lo  Re  di  Cipri  venne  in  Firen^k . 
Rubrica  705. 

NEir  anno  mccclxviii.  del  mefe  di 
venne  a  Firenze  Mefs  Pietro  ^'^  Re  di 
Cipri,  e  menò  feco  uno  fuo  figliuolo  .  Fu  gra- 
ziofamente  ricevuto  ,  ed  onorato,  e  donatogli 

di  grandi  doni ,  e  (letteci  dì e  fe- 

cefegli  convito  alle  fpefe  del  Comune  in  San- 
ta    e  tornò  in  S.  Maria  Novella .  E 

molte  gloftre ,  e  fede  fecero  in  Firenze  per 
lui,  ed  egli  gioftrò  più,  e  più  volte,  e  bene 
lo  facea,  e  deliramente.  Diffefi,  ch'era  ve- 

E  2  nuto 

(1)  Supplito  coir  Ammirato  Ub,i^^pag.66^, 


^8  ISTORIA    FIORENTINA 

nuto  per  fommuovere  i  Criftiani  ad  andare 
fopra  gì'  Infedeli,  come  gli  anni  addietro  avea 
fatto .  Egli  ha  ben  fatto  fopra  gF  Infedeli  ;  peroc- 
ché prefe  Alelìandria,  e  così  viiitava  le  Pro- 
vincie ,  e  andonne  a  Vinegia,  e  poco  aiuto 
ebbe  dal  Papa ,  a  cui  andò  di  punta ,  perocché 
volea  fare  guerra  a  Mefs.  Bernabò,  e  tornoffene 
in  Cipri ,  ove  a  tradimento  fu  morto  da  certi 
fuoi  Baroni ,  e  da 

Come  Carlo  Impera  dorè  venne  in  Italia  y  e  fccs 

guerra  a  Mefs.  Bernabò  ,  e  poi  venne  a  Fifa  , 

e  a  Lucca.  Rubrica  706. 

NEI  detto  anno  Mefs.  Carlo  Imperadore , 
e  Re  de'  Romani  venne  in  Italia  ,  e  con 
grandiffima  quantità  diTedefchi,e  puofeii  ad 
ofte  in  Lombardia  contro  a  Mefs.  Bernabò ,  e 
a'  ferragli  di  Mantova  ,  e  tanto  vi  (tette,  che 
fece  accprdo  con  Mefs.  Bernabò  ;  comecché 
moki  vogliono  dire ,  che  innanzi ,  cì\q  fi  muo- 
veile  delia  Magna  fegretamente  con  lui  fu  in 
concordia  per  denari,  e  pure  venne  di  con- 
cordia ;  però  fece  poco  danno  a  Mefs.  Berna- 
bò ;  ma  venne  per  ofièrvare  quello  avea  pro- 
melìb  a  Papa  Urbano.  Ma  la  gente  fua  ii  sba- 
ragliò ,  e  fi  parti ,  e  poca  gliene  rimafe  .  E  fece 
dentro  fegretamente,  come  detto  è ,  accordo 
con  Mefs.  Bernabò,  e  moftrò  p?r  careftia  di 
vivanda,  e  danari  non  p3ter  tenere  la  gente, 

e  par- 


LIBRO      NONO.  6^ 

e  partiffì,  e  andonne  a  Pifa ,  e  a  Lucca,  ove 
fu  ricevuto  da  Mefs  Giovanni  dello  Agnello, 
Io  quale  v'  era  Si^ore  ;  e  rimile  Mefs.  Piero 
Gambacorti  in  Fifa,  e  Mefs.  Giovanni  fece 
Cavalieri,  ove  cadde  un  ponte  di  legname  in 
Lucca,  in  fa  eh'  erano,  e  ruppefi  la  cofcia 
Mefs  Giovanni  dello  Agnello,  e  rimafe  Si- 
gnore in  Pifa  Mefs.  Piero  Gambacorti,  e  Lucca 
rimafe  al  Patriarca  d'Aquilea,  e  a  uno  Car- 
dinale ;  ciò  fu  Mefs lo  quale  poi 

ultinìamente  la  lafciò  libera  per  centoventi- 
mila fiorini ,  che  n'  ebbe  .  E  disfecefi  la  Go- 
fla  ,  cioè  una  Cittadella, che  v'era  dentro. 

Co?ne  fa  grandi  piove  in  qiiefto  anno  * 
Rubrica  -707. 

IN  quedo  anno  dall'  OgnifTanti  mccclxvil 
allo  Agofto  ,  e  all'  OgnitTanti  mccclxviii. 
furono  grandiiììme  piove ,  tanto  che  la  ftate 
fu  sì  piovofa ,  che  non  fi  potò  metere  ,  che 
non  fò  ne  perdeiìe  della  biada  ,  e  grano ,  e 
metuto  quando  era  un'  ora  fole ,  innanzi  che 
fi  potelTe  fare  il  covone,  o  la  bica  era  molle 
per  pioggia ,  e  innanzi  che  fi  poteffe  battere 
Hate  nelle  biche  tanto  ,  che  vi  mettea  dentro , 
ove  molto  fé  ne  guaftò  quello  anno  ,  tale  che 
il  fecondo  vegnente  fu  grande  carelìia . 


E  3  Come 


70  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  li  Fiorentini  pacificarono  per  danari 
lo  'jnperadore ,  Rub.  708.^'^ 

Esfendo  ftati  gli  Ambafciadori  collo  'mpe- 
radore  in  Lombardia ,  e  ultimamente  du- 
bitoffi  lo'mperadore,  che  dopo  la  concordia 
fatta  con  lui  li  Fiorentini  avieno  oppreflàti 
li  fuoi  fudditi ,  e  tolto  loro  le  Terre ,  ed  a  lui 
tolto  Sanmignato ,  e  che  erano  traditori  della 
Corona  i  Fiorentini ,  e  che  all'  ultimo  egli  ve- 
dea ,  che'  Fiorentini  erano  poco  fedeli  a  lui . 
Fugli  moftrato  per  gli  Ambafciadori  1'  oppreC- 
fioni ,  che  aveano  fatte  a'  Fiorentini  la  cafa 
de'  Tarlati ,  che  teneano  Bibbiena  con  gli  al- 
tri ,  e  li  Sanmignatefi .  Lo  contentarono  in 
quefto  modo ,  che  dille  :  Tanto  potrebbono 
fare  d'  ammenda  i  Fiorentini ,  che  noi  gli  ave- 
remo  per  fcufati ,  e  dimenticheremo  la  'nglu- 
ria  .  E  cosi  gli  richiefe  di  gente  contro  a  Mef- 
fer  Bernabò  i  allegando  lo  'mpcradore  ,  eh'  e- 
rano  tenuti  di  ciò  fare  eglino ,  ed  o^ni  fotto- 
pofto  d' Imperio  .  Di  che  fu  rifpofto  ,  che  era- 
vamo in  pace  con  Mefser  Bernabò ,  e  non 
volevamo  eflere  fuo  nemico,  e  che  noi  rima- 
nevamo in  Tofcana ,  ed  egli  fi  tornerebbe 
nella  Magna;  e  Mefs.  Bernabò  era  troppo  pof- 
fente  nimico  a' Fiorentini .  Diiìè  lo'mperado- 
re  la  parola  del  Vangelio  :  Ojù  non  efi  mecum , 
contra  me  eft  ;  cioè  :  Chi  non  è  meco,  è  con- 
tro 
(i)  Nel  MS.  manca. 


LIBRO       NONO.  71 

tre  a  me .  Tanto  venne  a  dire  ,  quanto  i  Fio- 
rentini ibfl'ero  fuoi  nemici .  E  tornati  i  noftri 
Ambafciadori ,  venne  in  Firenze  per  parte  fua 
due  Ambafciadori  ;  T  uno  fu  Mefs.  Napoleone 
degli  Orimi  Conte  di  Manupello  locoteta,  e 
Meis  Niccola  di  Napoli  Cancellieri,  e  Barone 
dello  reame  della  Reina  Giovanna  di  Puglia, 
e  intromii'erii  d'accordo  collo  Comune  di  Fi- 
renze ,  e  collo  'mperadore  ;  ed  in  quello  mezzo 
per  avere  migliori  patti,  il  Patriarca d'Aqui- 
lea  li  partì   da  Lucca  ,  e   cavalcò  il  contado 
di    Firenze   per  Valdelfa ,  e  venne  infino  a 
Montelpertoli ,  e  fecero  danno  di  prigioni,  e 
di  beltiame  .  Ultimamente  li  fece  l'accordo,  e 
brivilegiò  lo 'mperadore  il  Comune  di  Firen- 
ze ,  e  ciò  ,  che  in  quello  tempo  tenieno  li  Fio- 
rentini ,  ed  ebbe  fiorini  quarantamila  d'  oro  ; 
e  lo  Conte  di    Manopello ,  e*  Mefs.   Niccola 
per  fenferia  n'  ebbono  fiorini  mille  di  doni . 
Cosi  li  partì  amico  de'  Fiorentini  lo  'mpera- 
dore, e    nel  fegreto,  male  di  Papa  Urbano  , 
perocché  non  attenne  al  Papa  di  disfare  JMefs. 
Bernabò,    ^   partili!  di  Tofcana  del  mefe  di 
Febbraio,  e  andonne  per  la  via  di  Vernia,e 
andcfiène  nella  Magna.  Ma  il  Comune  di  Fi- 
renze pHgò  normi  cinquantamila  ,  e  quando  fi 
pai  ri    da  Vernia  dilTe  a  certi  Ambafciadori, 
eh'  ^gli  non   n'  avea  avuti ,  fé  non  quaranta- 
mi!;i,  e  che  lo  Conte  diManopello,  e  Mefs. 
Ni ccoiada  Napoli  aveano  avuti  gli  altri  egUno  . 
E  4  Cowe 


72.  ISTORIA    FI  OR  E  ìN  TINA 

Cot/ìC  fu  grandi  nevaggi ,  e  grandi  freddi . 
Rubrica  7.: 9. 

IN  queflo  medellmo  anno  furono  grandi  (lì- 
mi freddi  di  Dicembre,  e  di  Gennaio,  e 
grandiffime  nievi  piovvono  di  Gennaio,  e  di 
Febbraio  più ,  e  più  volte  ,  oltre  alì'ufato  mo- 
do di  quegli  anni  addietro  paflati  di  più  di 
dieci  anni . 

Come  i  Sanminiatefl ,   i  quali  s' ermo  rubeUati 
da'  Fiorentini ,  face  ano  danno  in  fu  quello  di  Fi- 
renze ,  ed  a'  Tojcani  con  Mefs.  Bernabò  . 
Rubrica  710. 

NElFanno  del  Sig.  ìMccclxix.  iSanmignateli 
per  la  venuta  dello  Imperadore ,  che  avea 
fatta  i'  anno  pafìàto,  prefero  fuperbia,  come  è 
narrato  addietro  Rubrica  708.  I  Sanmignatefi 
neir  anno  del  Signore  mccclxvìi.  ^'^  s'  erano  ri- 
bellati dalla  giurifdizione ,  la  quale  il  Comune 
di  Firenze  v'  avea ,  del  Capitelmo  Fiorentino  , 
e  d'altre  giurifrìizioni .  Di  che  per  la  venuta 
dello  Imperadore ,  come  detto  abbiamo ,  avea- 
no  prefumito  di  ricettare  sbanditi  de' Fioren- 
tini, e  altri  nimici  di  Firenze  ,  li  quali  di  fur- 
to, e  quando  per  rapina,  pigliavano  beftiame  , 
ed  uomini  faceano  ricomprare.  Di  che  i  Fio- 

ren- 
(i)  Supplito  coir  Ammirato  Uh*  i^^pag,  662,. 


LIBRO       NONO.  73 

rcntìni  penfarono  di  porvi  rimedio,  e  cerca- 
rono di  fare  ciò,  che  poteflero  per  riducere 
alla  riverénzia  del  Comune  di  Firenze,  e  non 
poterono  in  niun  modo  a  ciò  ridurgli  ;  peroc- 
ché i  Cavalieri  de'  Ciccioni ,  e  Mangiadori ,  e 
altri  gentili  uomini  non  li  fidavano  del  Comu- 
ne ,  ma  cercavano  di  darli,  o  d'  appoggiarli 
ad  altro  Comune .  E  ultimamente  li  raccoman- 
darono a  Mefs.  Bernabò,  e  ricevettono  fuo  le- 
gno, e  fua  gente,  e  per  Capitano  Guafparre 
degli  Ubaldini . 

Come  il  Comune  dì  Firenze  pofe  /'  ojìe  a  Sanmi- 
nìato  del  Tedefco  ,  e  fecero  Capitano  Mefs.  Gio- 
vanni Ma  lata  ce  a  di  Reggio  ,  e  della  fetta  degli 
Albizi,e  Ricci.  Rub.  711. 

IN  quello  medelimo  anno  del  xMccclxix.  del 
mefe  di venne  Mefs.  Giovanni 

Malataccadi  Reggio  da  Napoli ,  e  fu  Capitano 
di  guerra  del  Comune  di  Firenze  ;  e  poi  a' dì 

s' andò  ad  olle  allo  camello 

di  Sanmignato  del  Tedefco,  e  puoforfi  più,  e 
più  campi ,  e  ftrinfeli  lo  campo  per  modo>. 
che  non  potea  né  intrare ,  né  ufcire  perfona 
dentro  ,  e  più ,  e  più  trattati  con  loro  s'  ebbe , 
e  molte  volte  fi  condulTèro  in  Firenze ,  e  preflb 
a  Firenze  quelli  dentro  ,  Mefs.  Lodovico  Man- 
giadori, e  altri  de' Ciccioni,  per  elTere  in  con- 
cordia, e  farebbono  flati ,  fo  non  che  una  fet- 
ta, 


74  ISTORIA     FIORENTINA 

ta ,  che  era  in  Firenze  non  gli  lafciavano ,  li 
quali  li  faceano  tenere  a  petizione  loro  fegre- 
tamente ,  per  conducere  i  Fiorentini  a  lega  colla 
Chiefa,  come  volea  Urbano.  E  quella  era  la 
fetta  degli  Albizi .  Lo  contradio  e/a  la  fetta 
de'  Ricci .  E  quella  fetta  degli  Albizi  li  chiama- 
vano i  Faperini .  E  venne  a  tanto ,  che  chi 
portava  berrette  di  quelle  cucite  ad  ago,  fi 
chiamavano  i  Paperini ,  perchè  quella  ufanza 
era  venuta  di  Corte  di  Roma ,  eh'  era  molto 
utile ,  e  calda  la  berretta  fopra  il  cappuccio , 
e  molto  atta  a  tenere ,  e  trarre  di  capo  più , 
che  li  cappelli  lunghi  del  Bavero ,  che  li  ufa- 
vano  per  caldezza  di  capo.  E  dico,  che  chi 
aveva  a  fdegno  d*  elTere  della  fetta  degli  Al- 
bizi, nomati  Paperini ,  avea  il  cappello ,  e  molti 
non  fé  ne  curavano. 

Come  furono  grandi  piove ,  e  fu  mala  ricolta 
quejlo  anno ,  Rub.  712. 

QUefto  anno  furono  grandifllme  piogge  ta- 
le ,  che  lo  piovere  fu  tale ,  e  sì  fatto  di 
Novembre  ,  e  di  Dicembre ,  che  non  fi  fèminò 
molto,  che  non  fi  guaftaffe;  perocché  quali 
ogni  dì  de' detti  due  mefi  piovve,  e  crebbe 
sì  Arno,  che  dal  346.  in  qua  non  fu  mai  sì 
grande  ,  e  quali  il  campo  di  Sanmignato  fu 
per  difabitarfi,  e  per  levarli,  per  lo  difagio 
dell'acqua,  e  dell'andarvi.  Lo  foraggio  pur 
bifognava  nel  campo  agli  uomini . 

Come 


LIBRO       NOfJO.  75 

Come  Mefs.  Giovanni  Aguto  fconfiffe  la  gente  de  i 
■  Fiorentini  al  Borgo  a  Cajcina  ,  e  frefe  del  Co- 
mune y  e  il  Capitano .  Rub.  713. 

NEI  detto  anno  ,  cioè  mccclxix.  a'  dì 
eflèndo  Mefs.  Giovanni  Malatacca  Capi- 
tano del  Comune  di  Firenze  ad  ofte  a  Sanmi- 
gnato  ,  Mefs.  Giovanni  Aguto  fi  partì  di  Lom- 
bardia, chi  difle  comandato  di  Mefs.  Bernabò, 
e  venne  al  Borgo  a  Cafcina  per  levare  V  ofte 

da  Sanmignato  ,  e  diflèfi ,  che  avea di 

barbute .  Di  che  per  le  piogge ,  e  per  Io  di- 
fagio  della  vettuaglia  non  andavano  a  foccor- 
rere  Sanmignato  .  Di  che  Mefs.  Giovanni  Ca- 
pitano gli  avea  a  vile ,  e  più  volte  fcrifle  let- 
tere a  Firenze  ,  che  quefta  era  brigata  da  vin- 
cerla .  Incorporarono  i  Fiorentini  di  fconfig- 
gere  quefta  brigata,  e  fcriflèro  lettere,  che 
dovellè  andare  a  combattere .  Di  che  rifpofc 
il  Capitano ,  non  era  da  prendere  quello  par- 
tito, perocché  di  partito  vinto  non  era  da 
metterli  a  partito ,  e  così  udito  quefto ,  che 
Sanmignato  era  ftretto  per  averfi  di  corto ,  e 
che  il  metterli  a  partito  non  era  ficura  cofa, 
fi  diliberarono  i  favj  di  non  combattere;  ma 
tanto  poterono  più  quelli,  che  fono  volonta- 
rofi,  che  gli  altri,  che  fu  fcritto  da  capo  al 
Capitano ,  che  combatteflè  ;  di  che  non  vo- 
lendo combattere ,  gli  fu  mandato  a  dire  per 

uno 


76  ISTORIA     FIORENTINA 

uno  di  quelli  della  guerra,  che  erano  otto  cit- 
tadini, e  due  Capitani  di  parte  (ciò  fu  Schiatta 
del  Ricco  Pezzaio,)che  fé  non  avelie  tanto 
cuore  ,  che  eglino  gliene  manderebbono  uno 
di  bue  .  Di  che  quello  Capitano  udendo  que- 
llo ,  fdegnato  ellere  tenuto  vile  ,  che  per  certo 
era  de'  gagliardi  uomini  d' Italia  di  fua  perfo- 
na  ;  pure  per  vergogna  fi  condulle  alla  batta- 
glia  ;  e  così  ufcito  del  campo  andò  albergo 
a  Ca Teina  ,  e  così  combattendo  fu  fconfitto , 
e  prefo  Mefser  Giovanni  Malatacca ,  e  molti 
Fiorentini ,  eh'  erano  con  lui  ;  infra'  quali  di 
nome  non  vi  fu  però  altro  Fiorentino,  che 
Filippo  di  Mefs.  Alamanno  Cavicciuli,  il  quale 
poi  ricomperatofi ,  fu  fatto  di  popolo  ,  e  Vi- 
cario della  Valdinievole  ;  della  quale  fcon(itta 
molto  fi  fgomentarono  i  Fioreneini  ;  e  nondi- 
meno Tofte  non  il  levò  però  da  Sanmignato  . 

Come  i  Fiorentini  mandarono  per  lo  Conte  Ruberto 

da  Poppi ,  e  feronlo  loro  Capitano  di  gimra . 

Rubrica  714. 

IN  quello  medefimo  mefe  mandarono  i  Fio- 
rentini per  lo  Conte  Ruberto  de'  Conti  Gui- 
di da  Poppi ,  e  tolierlo  per  loro  Capitano ,  e 
andò  nel  campo  da  Sanmignato  del  Tedefco,  e 
quello  vide ,  e  afforzò  per  modo  ,  che  con  ogni 
licurtà  dentro  non  vi  potea  perfona  intrare,  né 
ufcire  ,  e  da  mangiare  non  v'  era  fé  non  poco . 

Come 


LIBRO       NONO.  77 

Come  la  compagnia  di  Mefs.  Giovanni  Aguto  venne 
a  Firenze  ,  e  fece  grandi  danni ,  e  mandojji  Am- 
bafciadori  al  Papa ,  e  fece  fare  lega  con  lai' . 
Rubrica  755. 

STando  ia  quefto  tremci^e ,  e  sbigottimento 
i  Fiorentini  per  la  detta  fconfìtta  narrata 
addietro  lo  fecondo  Capitolo  paiTato,  fi  pen- 
favano  per  certo  eilere  diferti ,  e  gran  paura 
aveano  dello  loro  flato  ,  e  libertà  ;  e  quelli,  che 
contradiceano  la  lega  della  Chiefa ,  ciò  era  la 
fetta  degli  Aibizi,  era  tutto  dì  loro  rimpro- 
verato ,  che  per  non  volere  conofcere  gì'  in- 
ganni di  Mefser  Bernabò,  che  fempre  avea 
ingannato  i  Fiorentini  ,  li  Fiorentini  erano 
per  perdere  la  loro  libertà.  Di  che  convenne 
alla  fetta  de' Ricci  aflentire  alla  lega,  e  così 
fu  ;  perocché  creati  furono  Amoafciadori ,  e 
andarono  a  fare  la  lega  col  Papa,  ed  ebbell 
con  grandiffimi  difavvantaggi ,  più  che  non 
arcbbòno  avuti,  infra' quali  Ambafciadori  fu 
il  capo  della  fetta  de'  Pvicci ,  il  quale  fu  Uguc- 
clone  di  Ricciardo  de'  Pvicci ,  e  così  ebbe  Papa 
Urbano  V.  la  lega,  che  non  era  per  averla  a 
quelli  tempi .  La  compagnia  di  Meis.  Giovanni 
Aguto  veggendofi  quefta  vittoria  così  gran- 
de ,  fi  dice  ,  non  volle  andare  a  foccorrere  San- 
mìgnato ,  e  lo  non  vi  andare  furono  dette  più 
cagicni .  Chi  dille  ,  perchè  lo  foraggio ,  non  vi 

era  i 


78  ISTORIA    FIORENTINA 

era  ;  chi  difle ,  non  fu  chi  darli  danari  ;  chi 
diffb  per  lo  tempo  tempeftofo  dell'  acqua ,  ed 
i  mali  cammini ,  e  terreni  di  Sanmignato  .  Ma 
vennorfene  a  Peretola  preflb  a  Firenze  a  due 
miglia,  con  ifperanza,  che  a  Firenze  fofle  no- 
vità ,  e  mutalTe  flato /e  veniffe  alle  mani  di 
Mefs.  Bernabò,  e  pare  fi  creda,  che  fé  fofle 
fiata  gente  d'  uno  fignore  naturale ,  come  di 
così  crudele  tiranno,  come  è  Mefser  Bernabò  , 
correa  gran  rifchio  di  mutare  flato  ;  ma  niuno 
era  vago  della  fignoria  fua .  E  venne  a  Firen- 
ze, cioè  a  Peretola  ,  a'  dì di  Dicembre 

MCCCLXIX. 

Come  s'  ebbe  Sam72Ìmato . 
Rub.  716. 

STando  in  quello  tremore  per  più  dì  ,  s' era 
cercato  trattato  dell'  entrare  in  Sanmigna- 
to di  furto .  Di  che  un  pover'  uomo ,  che  fi. 
chiamava  Luparello^'^  feguendo  fuo  trattato, 
una  notte  ruppe  una  parte  del  muro ,  ed  in- 
trò  dentra  alquanti ,  e  poi  andarono ,  e  rup- 
pero la  porta ,  e  combatterono  la  piazza  ,  e 
convinfero  la  Terra  ,  ed  andò  a  ruba  la  mag- 
gior parte  della  Terra ,  e  ciò  fu  nel  mefe  di 
Gennaio  ,  cioè  a'  dì  9.  mccclxix. 

Cowe 
(r)  MS.  Luperarelfo , 


LIBRO       NONO.  79 

Co7iie  fu frefo  il  Cajkllo  dì  Sanmìniato  yC  quello^ 

che  ne  feguì  di  loro  ,  ed  a  certi  fu  tagliato 

il  ca^Q.  Rub.  717. 

IN  quello  medefimo  anno,  e  mefe ,  effendo 
in  Sanmlgnato  la  gente  de'  Fiorentini ,  e 
prefi  de'  principali  nimici  del  Comune  di  Fi- 
renze, e  menati  a  Firenze.  Infra' quali  Mefs. 
Lodovico  Ciccioni e  Mefs.  Fi- 
lippo Lazzerini  vennero  a  Firenze  a'  dì 

del  niefe  di  Gennaio  in  fui  vefpro.  Lo  po- 
polo fentendo  per  tutta  la  via  donde  veniano, 
cioè  dalla  porta  San  Friano ,  infino  al  palagio 
de'  Priori  ;  e  sì  per  la  gu^^rra  ,  che  fatto  avea- 
no ,  e  sì  per  la  careftia  ,  che  della  guerra  era 
ufcito ,  e  poi  per  la  gente  ,  che  cavalcato  avea 
a  Firenze  ,  fu  grandifllma  fatica  con  tutta  la 
gente ,  e  famiglia  de'  Rettori ,  e  de'  Priori  male 
guidata  ,  e  tanti  ne  furono  feriti  di  pietre,  che 
abbandonarono  i  pregioni ,  e  fé  fodero  flati 
fciolti ,  fi  dice,  fé  n'andavano  .  Pure  all'ulti- 
mo ,  con  grande  fatica ,  furono  meffi  in  mano 
delli  Rettori .  E  lo  dì  feguente  in  fullo  muro, 
eh'  è  dal  palagio  dello  Affeguitore  allo  pala- 
gio de'  Priori ,  fu  tagliata  la  tefta  agi'  infra- 
fcritti 


Di  che  efiendo  tagliata  la  tefta  a  Mefs  Filippo 

Laz- 


8o  ISTORIA     FIORENTINA 

Lazzarini,  e  quafi  ogni  peribna  itofi.a  cafa , 
e  lo  corpo  ino  era  nella  bara  nello  cortile  del 
Capitano ,  fu  tolto  in  fulla  terza ,  e  portato 
via  con  quelle  Iblennitù  ,  che  gli  altri .  Di  che 
eflèndo  in  Porta  rolla,  parve  giudicio  divino, 
che  i  fanciulli ,  che  ufcivano  dalle  fcuole ,  co- 
minciarono a  domandare  chi  erano  li  portati  ; 
ad  uno  ad  uno  paflàrono ,  che  nulla  fu  detto. 
Quando  furono  a  Mefs.  Filippo  Lazzarini,  con 
boci,  e  falli  cacciarono  coloro,  che  lo  porta- 
vano, e  ultimamente  lo  trafiero  della  bara ,  e 
tutta  Porta  rofla  lo  ftrafcinarono  innno  alla 
ufcita  di  Porta  rofla ,  da  cafa  i  Bombeni .  La 
novella  andò  in  palagio ,  la  famiglia  de'  Signori 
v'  accorfe  ,  e  fecelo  rimettere  nella  bara  ,  e  ri- 
torre, ed  i  fanciulli  cacciati.  Di  fubito  innanzi 
giunfe  a  cafa  gli  Spini,  da  capo  fu  loro  tolto,' 
e  gittato  fuori  della  bara ,  e  fatto  riporre  ,  e 
tolto  loro  più  volte .  Ultimamente  nò  i  Ret- 
tori, né  altri  non  ebbono  potere,  che  i  fan- 
ciulli non  lo  gittalTero  in  Arno .  Dicefi ,  che 
fofle  giudicio  divino ,  perocché  operazione  di 
perfona  non  f u ,  che  ciò  fi  facefle ,  fé  non 
de' fanciulli .  Diceu  bene,  ch'egli  fu  uomo  di 
mala  ragione ,  e  che  avea  grano  ,  e  che  mai 
non  li  potò  a  Sanmignato  fare  lo  defle ,  che 
n'  afpcttava  gran  careftia ,  e  vedea  quelli  di 
fua  fetta ,  e  gli  altri  comperare  pane  di  fag- 
gina di  monte  ilaia  xii.  danari . 

Co7T:e 


LIBRO       NONO.  Si 

C-oine  fi  partì  la  brigata  di  Mefs,  Giovanni  Aguto , 
e  andomie  in  Lombardia ,  e  di  gente  Fiorentina 
fi-  fecero  Cavalieri,  Rub.  718. 


I 


N  quel  tempo,  e  in  queli'  anno  la  detta  bri- 
gata di  Meis.  Giovanni  ilguto  ,  fiata  cti'ella 

fu  a  Peretola  dì e  fiata  alle 

dette  luogora  de'  cittadini ,  quando  fi  partirono 
dello  luogo  dove  erano  fi  fecero  ardere  ,  e 
fare  grandi  danni,  e  innajizi  che  fi  partiflerQ 
a'  dì . .  .  del  mefe  di  ijìcembre  vennero  prefTo 
a  Firenze  sforzatamente  con  tutta  la  loro  bri- 
gata ,  e  fecero  corridori  infino  alle  porti  della 
città  di  Firenze ,  e  corfero  per  modo ,  che 
vennero  infino  a  Mugnone ,  che  fono  i  folli , 
e  allora  fi  diliberò,  che  non  fi  ufcifle  fuori 
per  gli  noftri  foldati,  e  cosìquefti  corridori  fu- 
rono contaftati  per  alcuni ,  che  fi  trovarono  di 

fuori ,  e  fu  prefo  uno  Mefs provi- 

fionato  di  Mefs.  Bernabò ,  ed  erafi  quello  dì 

fatto  Cavalieri  egli ,  e  Mefs figliuolo 

di d'  una  famiglia  di  Ghibellini 

chiamati  Lifchi .  Quefta  vergogna  ricevettono 
i  Fiorentini ,  e  danno ,  per  oflervare  la  promif- 
fione  a  Mefs.  Bernabò,  ed  egli  non  la  ofler- 
vò  a  loro . 


TomoXIK  '  F    -  Qiiefti 


H  ISTORIA     FIORENTINA 

Pue/fi  fono  i  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1 3  (5S. 
a'  dì  prima  di  Gennaio  136^.  Rub.  7  ip. 

lAcopo  d'i\lamanno  Vettori^'). 
Ugolino  di  Bonfi  ,  Speziale . 
Piero  di  Bonaventura  Ricoveri . 
Bonaccorfo  di  Lapo  di  Ioanni  BonaccorlI  ^*^ 
Francefco  di  Iacopo  del  Bene . 
Cipriano  di  Lippozzo  Mangioni. 
Manetto   Ammannatini ,  Cofiinaio . 
Iacopo  di  Gaggio,  Tavolacciaio  . 
Migliore  di  Veri  Guadagni  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Ioanni . 
Ser  Paolo  Venni  lor  Not.  q.  S.  M.  Novella  . 

Giovanni  Doni ,  Rigattiere  . 

Andrea  di  Giovanni,  Pianellaio. 

Andrea  Villani,  Tintore. 

Francefco  Lippi ,  Pellicciaio  . 

Francefco  di  Giunta  Borghi. 

Caroccio  Carocci . 

Benedetto  di  Neri  di  Ser  Benedetto. 

Agnolo  Borgognoni. 

Luca  di  Torto  da  Panzano  Gonf.  di  Giuft. 
quart.  S.  Spirito . 

Ser  Vermiglio  di  Ser  Franchino  lor  Not. 
quar  S.  Ioanni . 

G  io- 
fi)  Magi,  omette  Vettori , 
(2)  jMagl.  omette  bonaccorji  » 


LIBRO      NONO.  83 

Giovanni  d'  Arrigo  SafTolini . 
Francefco  di  Lippo  i\ntinori . 
Francefco  Martini ,  Galigaio  . 
Marco  del  Bellaccio,  Beccaio. 
Giovanni  di  Roberto  Ghini . 
Bernardo  di  Iacopo:  Beccanugi. 
Giovanni  d' Aldobrandino  del  Ricco . 
Pino  di  Teghiaio  del  Cicino  . 
Filippo  di  Cionetto  Baftari  Gonf.  di  Giuli:. 

quart.  S.  Croce . 
Ser  Goro  di  Ser  Grifo  lor  Not.  q.  detto . 

Stefano  di  Lippo  Neri . 
Ciriaco  di  Guernieri  Benci . 
Francefco  di  Spinello  ,  Vaialo . 
Lionardo  di  Ioanni  Raffacani. 
Niccolaio  Delli,  Pizzicagnolo . 
Cecco  Giandonati,  Vinattieré. 
Pagolo  di  Michele  de'  Rondinelli . 
Domen.  di  Filippo  di  Niccola ,  Lanaiuolo  ^^^ . 
Guido  di  Federigo  Baldi  Confai,  di  Giuft. 

quart.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Francefco  di  Vanni  Muzzi  lor  Notaio , 

quar.  S.  Spirito. 

.    Giovanni  di  Francefco  graffo  Mercatante  ^^^ . 

Lippo  Dini . 

Niccolaio  del  Bello  de' Mancini. 

F  2  Fran- 

co MS.  Niccoli,^  omette  Lanaiuolo» 
(i)MS.  Mereiaio* 


^4  ISTORIA    FIORENTINA 

Francefco  Gofi ,  Lanaiuolo  . 

Domenico  di  Sandro  Donnini. 

Tomniafo  di  Meglio  Fagiuoli . 

Ioanni  di  Lapo  Ghini ,  Maeflro . 

ìoanni  di  Piero  Parenti ,  Corazzaio  . 

Gerì  Ghiberti  Gonf.di  Giuft.  q.  S.  Giovanni . 

Ser  Lorenzo  di  Ser  Tano  lor  No^.  q.  detto . 

Niccolò  Doni ,  Albergatore  . 

Bonaccorfo  di  Vita,  Rigattiere  . 

Ioanni  di  Piero  Bandini. 

Ioanni  di  Francefco  de'  Magaiotti . 

Simone  di  Mefs.  Bindo  degli  x\ltoviti . 

Boccaccio  di  Mefs.  Ardovino . 

Bianco  di  Bonfi ,  Ritagliatore  . 

Filippo  Doni ,  Lanaiuolo  . 

Ioanni  di  Luigi  de'  Mozzi  Gon£  di  Giuft. 

q.  S.  Spirito . 
Ser  Lodovico  di  Ioanni  Doffi  lor  Not.  qu. 

S.  Croce . 

€ome  fatta  la  lega  colla  Chiefa  fi  mando  in  Lom- 
bardia gente  contro  a  Mefs.  Bernabò. 
Rubrica  720. 

IN  quello  an^o  del  mccclxx.  ferma  la  lega 
con  Papa  Urbano ,  perchè  Piero  di  Filippo 
degli  Albizi  avea  fempre  favoreggiato,  chela 
lega  colla  Chiefa  fi  facelTe  ,  avendo  Mefs.  Piero 
figliuo*  di  iMefs.  Filippo  Corfi  fuo  nipote  Ve- 

fco- 


LIBRO       !k01«T0.  -S5 

fcovb  di  Firenze ,  lo  Papa  Urbano  gii  diede 
Il  cappello  ;,  e  fu  nel  numero  degli  altri  Car-^ 
linali ,  e  rÌGhieiè  il  Papa  la  lega  de'  Fioren- 
tini ,  e  gli  altri  collegati  incontro  a  Mefs.  Ber- 
nabò. Di  che  ì  Fiorentini  vi  mandarono;  e 
.nfra  tutti  gli  altri  collegati  infieme  colla  Chié- 
•a ,  fu  maggiore  lo  numero  ,  che  flette  alla 
-Tuerra  quello  de' Fiorentini  di  foMati,  che  al- 
:un'  altra,  o  tutti  infieme .  E  di  quella  gente 
ili  Capitano  Mefs.  Roflb  de' Ricci .  Ed  eflendo 
Al  efs.  Rollò  de' Ricci  colla  brigata  in  Lombar- 
dia ,  una  fera  cavalcò ove  fu  rotto, 

e  prefo  ;  e  poi  pagò  alcuno  danaio  della  ta- 
glia ,  e  lafciò  il  figliuolo  flaggio  a  Mefs.  Ber- 
nabò per  tremila  fiorini ,  lo  quale  fopra  di  fé 
r  avea  tolto ,  e  promeiTo  a'  foldati ,  e  lui  fopra 
la  fua  p*rovifione  lafciava  libero .  Di  che  11  fuggì 
lo  mele  di  Gennaio  mccglxx, 

O^cjli  fono  i  Priori  da  dì  primo  di  Gemmo  i  ^6^, 
a  dì  primo  di  Gennaio  1370.  Rub.  721. 


I 


Oanni  di  Giunta  ,  Lanaiuolo  . 
Piero  Bini. 

PieYo  Gorini,  Beccaio. 
Francefco  Pepi,  Pannaiolino. 
Mefs.  Pàzzino  degli  Strozzi, 
Priore  del  Pera  Baldovinetti . 
Biagio  di  Sonacelo  Guafconi. 
Guicciozo  d'  ArdinfTo  de'  Rìcck 


La^ 


t6  ISTORIA    FIORENTINA 

Lapo  di  Duccio  Bucelli'  Confai,  di  Giuli:. 

quàrt.  S.  Croce  . 
Ser  Niccolò  Serragli  lor  Not.  q.S.  Spirito. 

Piero  di  Zucchero  Soderini . 

Bonaccorfo  di  Rucco  (  o  Ricco  )  Pitti . 

Dino  di  Ceri  Tigliamochi . 

Giovanni  Mannini . 

Gherardo  di  Bartolino^'^ ,  Pezzaio  . 

Stagio  di  Bartolo,  Ferraiuolo. 

Cantino  d'  Agnolo  di  Lapo  di  Gante  ^^^ . 

Duccio  di  Ioanni ,  Sellaio . 

Bartolo  di  More  Ubaldini  Confai,  di  Giuli. 

quart.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Giovannidi  Ser  Corfo  lor  Not.  q.  detto . 

Giovanni  Dini ,  Speziale . 

Bartolo  di  Cenni  Bidiotti . 

....  .  ' 

Simone  di  Rinieri  de'  Peruzzl . 

Agnolo  di  Piero  Covoni . 

Filippo  d'  Uguone  ^'^ ,  Speziale  . 

Ghino  di  Bernardo  Anfelmi . 

Miniato  di  Nuccio  ,  Funaiuolo  . 

Nuccio  di  Matteo ,  Tavolacciaio  . 

Saiveftro  di  Mefs.  Alamanno  de'  Medici  ^^^ 

Gonf  di  Giuft.  quart.  S.  Ioanni . 

Ser  Salvi  Gai  lor  Not.  quar.  detto . 

Nic- 

(i)  MS.^;  B.irtolo. 

(2)  MS.  Lipicanti  .  Petrìb.  Cantini  » 

(3)  MS.  if  Ugficcìone  . 

(4)  MS.  omette  de*  Medici  , 


I 


LIBRO      NONO.  87 

Niccolò  Brunetti,  Pizzicagnolo. 

i\ndrea  Niccolini ,  Calzolaio  . 

Niccolò  d'  Ugolino  Giugni . 

Ioanni  di  Lapo  Cord . 

Ubaldino  Faftelli, 

Ammannato  di  Teghino  Rinaldi . 

Francefco  di  Benedetto  Cucci . 

Caraccio  (  al  Caroccio  )  d' Andrea  del  Nero . 

Mefs.  Donato  Velluti  Gonf.  morto .  In  fuo 

luogo 
Sandro  di  Simone  da  Quarata  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S.  Spirito .  ^'^ 
Ser  Francefco  del  Maeftro  Piero  lor  Not. 

quart.  S.  M.  Novella . 

Andrea  di  Cappone  de'  Capponi . 

Iacopo  di  Lapo  Gavacciani, 

Dino  di  Nuccio,  Coreggiaiq'. 

Orlando  Avviati ,  Fabro  . 

Giovanni  di  Giano,  Setaiuolo. 

Ambrogio  di  Meringo . 

Gueriante  di  Matteo  Marignolli. 

Ioanni  Cambi  . 

Giovanni  di  Mefs.  Lotto  Salviati  Gonf.  di 

Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Tinello  di  Ser  Bonafera  lor  Not.  q.  S.  Sp. 
F  4  Cio- 


(i)  Magi.  Vevumtamen  dìBo  Doinitt§  Donato  defan&é 
fucce/Jit  in  Incum  eius  Sander  Simonis  dii  Quarata 
iff  officio  Jupr^diéfo . 


88  ISTORIA    FIORENTINA 

Cione  di  Vanni  Abadinghi . 

Lionardo  di  Bindo  Ferrucci . 

Bonaguida  di  Iacopo  Simoni, Lanaiuolo  ^'>. 

Bcnaccorfo  di  Vanni ,  Orafo . 

Riiìoro  di  Cione,  Maeilro  . 

Tommafo  di  Vanni  da  Careggi^-^,  Linaiuolo. 

Aleiìandro  dlNiccolaio  d'Ugo-degli  Aìbìzì^'K 

Iacopo  d'  Aldobrandino  di  Lapo  Rinaldi  ^^>. 

Baldefe  di  Turino  Baldefi  ^>>  Gonf.  di  Gluft. 

quar.  S.  M.  Novella . 
Ser  Piero  Cini  lor  Not.  g.S.  Croce  . 


Come  Mefs.  Bernabò  ma?idò  gente  in  Tofcana ,  e 
venne  da  Matrone.  Rub.  722. 

NEI  detto  anno  del  mccclxx.  Mefs.  Bernabò 
mandò  iua  gente  ,  la  quale  venae  da 
Sa  rezana ,  e  per  la  via  di  Mutrone  ,  e  poi  fi 
partì  di  quelle  parti,  e  andoffi  disfacendo  per 
iòidi ,  e  non  facea  però  danno  a'  Fiorentini , 
né  a  molte  perfone ,  perocché  con  molta  gen-* 
te,  che  il  Comune  avea,  fi  difefe. 

Come 


(1)  MS.  ctTsette  Lanaiuolo. 

(2)  MS,  omette  il  luogo 

())  MS.  ^/  Niccohiio  degli  Agli ,  corretto  ,  ove  ptima  H 

leggeva  come  in  ^\zti  y  degli  Alejfaudrì  * 
{4)  M^.  oiT.ctce  Ri  n  ai  dì  , 
(5)  MS.  lafcra  BMefi ,  Viv.  n.  Fa  poi  Cavaliere  , 


LIBRO       NONO.  89 

Come  in  queflo  armo  fu  grande  careftia  cV  ogni  cofa , 
Rubrica  723. 

NEI  detto  anno  fu  grandifiima  careftia, 
perocché  per  la  gran  pioggia  dell'  anno 
pallàto,  e  perchè  era  Hata  guerra, non  s'era 
raccolto  aflai  abbaftanza  ,  di  che  convenne  fi 
mandafle  per  grano  di  fuori,  e  valle  quell'an- 
no lo  ftaio  Fiorentino  tre  meli ,  ciò  fu  Feb- 
braio,  Marzo,  e  Aprile,  e  parte  di  Maggio 
un  fiorino  lo  ftaio  .  E  quel  mede  fimo  annodi 
vino  fu  gran  careftia,  perocché  valfe  fiorini 
uno  lo  barile  di  ricolta ,  e  di  ftate  fiorini  uno  , 
e  mezzo  il  barile .  Ancora  fu  careftia  di  car-- 
ne ,  perocché  quell'  anno  era  ftata  in  Lombar- 
dia la  guerra,  e  in  Tofcana,  e  in  molte  luo- 
gora  ;  per  la  quale  cagione  non  era  venuto  a 
Firenze  beftiame  di  Puglia,  donde  ne  folea 
venire  affai .  Queir  anno  v'  ebbe  mortalità  di 
beftiame,  la  qual  cofa  gittò  aflai  careftia,  ol- 
tre all'altre  cagioni  di  fopra  narrate. 


Ouefiifono  i  Priori  da'  dì  prinm  dì  Gennaio  i  3  70. 
a  dì  primo  di  Germaio  1 3  7 1.  Rub.  724. 

J[ Acopo  di  Bartolo  Strada . 

Matteo  di  Bonaccorfo  Alderotti .  -. 

Agnolo  di  Berto  Cecchi. 

Si^ 


pò  ISTORIA    FIORENTINA 

Simone  di  Bonarrota  Simoni, 

Lapo  di  Vanni  Rucellai  . 

Marco  di  Giotto  Fantoni .        ^ 

Bartolo  Lana ,  Legnaiuolo  . 

Niccolò  di  Benedetto ,   Rigattiere  . 

Andrea  di  Veri  Rondinelli  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Ioanni . 
Ser  Calciotto  Ioanni  lor  Not.  q  Spirito . 

Piero  Scotti ,  Calzolaio  . 

Andrea  di  Feo  ,  Laftraiuolo . 

Alberto  da  Caitiglionchio . 

Domenico  di  Borghino  Taddei . 

Tellino  Dini. 

Aleilan.  di  Ser  Lamberto  del  Nero  Cambi . 

Iacopo  di  Giano  Gherardini . 

Bartolommeo  di  Luca  Banchelli . 

Iacopo  di  Banco  Pucci  Bencivenni  Confai. 

di  Giuft.  q.  S.  Spirito  . 
Ser  N  iccolò  di  Ser  Ventura  Monachi  lor  Not. 

quar.  S.  Croce  • 

Guido  di  Ioanni  Machiavelli. 
Giovanni  di  Ser  Segna,  Ritagliatore. 
Bartolo  Mali  (odi  Malo )  Vinattiere  . 
Antonio  Martini ,  Beccaio  . 
Piero  di  Lippo  Aldobrandini. 
Bartolo  di  More  Ubaidini.^ 
Niccolaio  di  Mone  Guidi . 
Stefano  di  Taddeo  Cerretani  .• 

Bo- 


LIBRO      NONO.  ^l 

Bonaccorfo  di  Lapo  loanni  Gonf.  di  Giufl:. 

quart  S.  Croce . 
Ser  Domenico  di  Ser  Benincafa  Jor  Not. 
^      quar.  S.  loanni . 

Bartolommeo'di  Niccolò  diCione^'^Ridolfi  , 

Filippo  di  Iacopo  Marfilj. 

Pierozzo  di  Piero  Pieri. 

Gueriante  di  Biligiardo  Bagneil. 

Ghieri  di  Chele  ,  Albergatore  . 

Francefco  di  Chele ,  Rigattiere . 

Gieri  Ghiberti. 

Tommafo  di  Neri  di  Lippo . 

Ghino  di  Bernardo  Anfcìmi  Gon£  diGiuftl 

quar.  S.  M.  Novella .  ^""^ 
Ser  Francefco  Malini  lor  Not  q.  detto. 

Niccolò  di  Zucchero ,  Tavoliere  . 
Luca  di  Totto  da  Panzano.^5) 
Ser  Ghiberto  di  Ser  AlefTandro . 
Lodovico  di  Ser  Gherardo  della  Fioraia . 
Carlo  di  Strozza  degli  Strozzi . 
Giovanni  d'  Amerigo  del  Bene . 
Giovanni  di  Mone ,  Biadaiuolo  ^"^^ . 
Giovanni  di  Cenni ,  Vinattiere . 

Uguc- 

(i)  MS.  omette  <//  Ciofte. 

(a)  Viv.  n.  Fu  fatto  Kavnllere  ,  e  poi  mila  ottenne  » 

(3)  Viv.  n.  Fu  fatto  Kavaliere . 

(f)  MS.  Lanaiuolo,  Viv.  n»  Fupoi  Kavalhtf  . 


pS  ISTORIA    FIORENTINA 

Uguccione  di  Ricciardo  de' Ricci  Gonf.  di 

Giuli,  quart,  S.  loanni . 
Ser  Bartolo  Neri  da  Roffiano  lorNot.  quar. 

S.  Croce . 

Niccolò  di  Nome,  Vinattiere. 
Agoftiao  di  Lapo  Bruni,  Vinattiere  -'^ . 
Bartoloinmeo  dì  Caroccio  degli  Alberti . 
loanni  di  Geri  del  Bello  . 
Attaviano  di  Dino  Attaviani . 
Bindo  di  Giovanni  Vecchietti . 
Marco  di  Bandino  da  Filicaia . 
Iacopo  Bonafede . 
Niccolò  di  Geri  Soderini  Gonf.  di  Giuft. 

quart.  S,  Spirito . 
Ser  Giovanni  Simoni  lor  Not.  q.  S,  Io. 

Come  in  quefto  anno  fu  in  Firenze  grandi  novità 
per  rivolgimento  di  fiato  de'  Cittadini ,  e  la 
legge  ,Jt  fece  per  Mefs.Benghi  Bondahnonti . 
Rubrica  725. 

IN  quefto  s.nn^  nella  città  di  Firenze-  eb- 
Dono  principio  di  molte  rivoluzioni ,  le 
quali  parvono  veramente  eflere  principio  di 
molte  novità  grandi ,  che  poi  feguirono  .  Cpn- 
iìderato ,  che  per  la  lega  della  Chiefa  s'  era 
r  una  fetta  alTai  formontata,  cioè  quella  degli 
Albixi  j  e  in  quefto  medefimo  anno  parve ,  che 

r  una 
(i)  MS.  Coreggi  aio  ilAtLgX,  Urcì&Bruui . 


LIBRO      NONO.  93 

r  una  fetta  s' accordafie  indeme  coiraltra:  or- 
vero  dicono  altri,  che  guardò  di  dare  il  gam- 
betto r  uno  all'  altro,  ma  come  che  la  cofa  li 
andaffe ,  l' effetto  fu ,  che  la  fetta  degli  Albizi 
per  la  lega ,  e  per  lo  Cardinale  ,  eh'  era  in  Corte , 
in  Firenze  prefero  maggior  piò  ,  fpezialmente 
Fiero  di  Filippo  degli  Albizi ,  cioè  del  Cardi- 
nale ,  e  mandò  il  nipote  a  Bologna,  e  indi  fa 
fatto  Capitano  della  Montagna.  Parve  Piero 
far  furgere  lo  maladetto  ordine  dello  ammo- 
nire, addiet^ro  trattato  in  più  luoghi,  di  che 
molto  fi  tram.eftava  la  cofa ,  e  andava  a  partito 
d'  eflèrc  ammonito  tale  ,  eh'  era  Guelfo  ;  e  ciò 
era  sì  difcorfa  la  cofa,  che  quando  erano  irt- 
fieme  li  detti  Capitani ,  F  uno  dicea  alF  altro  : 
Non  hai  tu  niuno  a  cui  tu  voglia  male  ?  Ed  io 
F  ho .  Ora  mettiamo  a  partito  ciafcuno  il  fuo 
in  una  volta  tutti  e  otto.  E  alcuna  volta  di- 
ceano  :  Vada  il  tuo  prima,  e  poi  il  mio .  E  così 
non  elTendo  in  concordia ,  poi  fi  giurava  cre- 
denza ,  teniefi  un  tmiipo ,  e  poi  pure  fi  pale- 
fava.  E  chi  era  (tato  lafsù  nominato,  o  meflò 
a  partito  avea  uno  grande  crollo  ;  perocché 
fi  dicea  :  Il  tale  dee  elTere  Ghibellino  ;  egli  fu 
meifo  al  paraone  ;  dicea  F  altro  :  Non  era  ,  che 
nonfivinfe;  e  quegli  fifpondea:  Il  tale  Capi- 
tano era  fuo  amico,  e  campollo .  Di  che  pa- 
rca altro  non  fi  avere  a  fare  in  Firenze ,  che 
tali  cofe  d'  ammonire  tutto  dì  ricordarfi  .  Di 
che  per  auefto  dii^uazzare ,  Mefs,  Ben^^hi  Buon- 

del- 


94  ISTORIA    FIORENTINA 

delmonti  Cavaliere  del  popolo,  e  avea  ricevu- 
to effere  popolano  per  la  guerra  de'  Pifani , 
come  addietro  fu  fatta  menzione;  e  in  quel 
medelimo  anno  era  (tato  imborfato  de'  Priori , 
e  farebbe  ftato  in  quel!'  anno  medelimo  Prio- 
re ;  per  li  modi  fuoi  fi  fece  una  riformazione  , 
la  quale  in  effetto  narro,  che  chi  folle  ftato 
grande ,  e  fatto  popolano ,  da  quello  dì  del 
beneficio  ricevuto,  ed  aveffe  conforti  grandi, 
non  poteffe  effere  infra  venti  anni  dal  dì  del 
beneficio,  de' Priori,  e  non  poteffe  edere  a 
fare  lo  fquittino  ec.  Quefta  legge  fu  proprio 
in  Mefs.  Benghi ,  perocch'  egli  avea  conforti 
grandi ,  e  niuno  altro  avea  conforti  grandi  ; 
perocché  chiunque  fi  facea  di  popolo  mutava 
arme  ,  e  rifiutava  la  conforteria ,  e  Mcfs.  Benghi 
non  mutò  arme ,  né  rifiutò  conforteria .  Di  che 
ebbe  divieto  venti  anni  dal  dì  ;  di  che  poi 
nelP  ammonire  diventò  più  fiero  per  lo  fde- 
gno .  E  ciò  fu  del  mele  di  Gennaio  mccclxx. 

Come  figuì  forte  la  legge  deW  ammonire ,  e  chi  fu 
ammonito  in  quefta  anno .  Rub.  726. 

NEI  detto  anno ,  effendo  la  fetta  degli  Al- 
bizi  in  colmo  per  la  Chiefa  ,  e  per  lo 
Cardinale ,  e  per  la  lega  ;  parve  Y  altra  fetta 
d'Uguccione  de'  Ricci  dare  a  terra  le  reni,  e 
cominciare  a  piaggiare,  ed  ancora  a  fare  di 
quello  medefimo  degli  Albizi,  ed  a  volere  delle 

prov- 


LIBRO       NONO.  95 

provvirioni  dalla  Chiefa ,  e  cominciòUguGcionc 
a  mandare  Guiglielmo  fuo  figliuolo  a  Bologna, 
onde  ebbe  dal  Cardinale  di  Brugiaprovvifione 
di  40.  fiorini  il  mefe  ,  ed  all'  altro  figliuolo  dare 
uno  beneficio ,  e  terreni  di  Chiefa  in  quello 
di  Sanmignato.  Di  che  alli  cittadini  parea  quali 
e0ere  venduti,  dicendo:  Noi  fiamo  nrieglio  ; 
e  prima  da  Firenze  di  quefte  due  famiglie  e'  di- 
ceafi,  la  fetta  degli  Albizi,  e  quella  de'  Ricci, 
ed  ora  fono  accordati  infieme  ;  ed  Uguccione 
era  quello,  che  fempre  vietò  la  lega  della 
Chiefa,  ed  ora  l'ha  ordinata  ,  ed  ha  a  provvi- 
fione  ,  e  Chiefe  i  figliuoli  :  egli  non  la  vietava 
per  bene  di  Comune,  ma  per  avere  migliore 
boccone  ;  neir  anno  del  mccclxvi.  egli  puofe 
l'ordine,  che  non  fi  ammonifie  di  leggiero, 
come  fi  facea,  e  ora  ò  fiero  all'ammonire. 
Onde  molti  fi  maravigliavano  dì  lui,  e  in  o- 
dio  r  avevano,  perocché  parea  eiìére  fatto  colla 
fetta  degli  Albizi  una  cofa .  E  in  queito  anno 
furono  ammoniti  tre  famiglie,  però  chi  am- 
monia  uno  d' una  cafa  ,  e  foife  uno  lato  ftretto , 
o  difcendenti ,  erano  tutti  ammoniti .  L'  uno  fu 
Priore  d'  Arrigo  de'  Sigoli,  S.  Spirito,  po- 
polo S.  Niccolò,  e  ciò  fu  a' di  22.  d'  Aprile 

MCCCLXXI. 

Berto  de'  Benvenuti,  detto  quart.  popolo 
S.  Felice  in  Piazza ,  detto  anno ,  e  mefe . 

Zanobi  di  Neri  de'  Macigni ,  quar,  S.  Gio- 
vanni,  detto  anno,  a' dì  B.  di  Gennaio  ,  alla 

cui 


p6  ISTORIA    FIORENTINA 

Cui  monizione  fu  Mefs.  Rollo  de'  Ricci  Capi- 
tano ,  e  non  poflendo  vincerfi  tra  loro ,  e  meflb 
tre  volte,  Mefs.  Roflb,  non  volendolo  il  Pro- 
pofto  mettere  più  tra'  Ventiquattro ,  difle ,  che 
lo  metterebbe  egli  cento  volte  ;  e  ultimamente 
non  vincendofi ,  feciono  uno  configlio  di  ri- 
chiedi la  fera  alle  due  ore ,  e  flettono  iniino 
a  dì ,  quando  fonata  era  la  feconda  volta  per 
andare  per  li  Gonfaloni .  Alla  terza  quefti  de  i 
Macigni ,  eh'  era  tratto  Gonfalonieri ,  Mefser 
Roflb  fi  levò ,  e  giurò ,  eh'  egli  non  lo  pigile- 
rebbe  .  La  brigata  ftracca,  e  vedendo  quivi 
3bo.  cittadini  richiedi  a  configUare  ,  che  lo 
fpacciafiero  ;  perocch'  eglino  richiedeano  a  i 
configli  uomini,  che  follerò  di  loro  animo y 
cioè  al  configlio  de'  richiedi  ;  allora  li  Venti- 
quattro s'  arrenderono ,  e  fu  ammonito  . 

Come  fi  elejfero  Bargelli ,  e  fecefi  legge  /opra  i 
falliti,  e  f eronfi  gabelle  al  Monte ,  e  fecefi Ugnc- 
clone  Albizi  ima  lega ,  e  fecefi  legge  a  chi  ncci^ 
dcffe  gli  sbanditi .  Rub.  727. 

NEI  detto  anno  del  mccclxxi.  fi  fecero  in 
Firenze  molte  leggi  ;  perocché  molti  sban- 
diti ufavano  allora  nel  contado  di  Firenze  ,  e 
vietavano  poflèflioni  ;  di  che  fi  eleflero  quat- 
tro Bargelli ,  e'  quali  fteiìero  in  contado ,  e 
niuno  ne  potefiè  dare  in  Firenze ,  fé  non  tre 
dì  per  mefe  con  grandi  balie;  .e  certo  molto 

fé-. 


LIBRO      NONO.  97 

fecero  fpaurire  gli  sbanditi,  ed  arfono  molte 
cale  de'  cittadini ,  e  condannarono  molti  ;  che 
gli  ricettavano,  li  quali  erano  li  condannati ,  la 
maggior  parte  del  numero  de'  grandi .  Cni  di- 
ce ,  che  '1  ice  io  no  perchè  fi  trovò  le  fette  in 
palagio.  E  chi  dice,  che'!  fecero  pure,per- 
ch' eglino  (tanno  pia  in  villa,  e  ricettano  gli 
più,  eh' e' popolani .  Ancora  quell'anno  fallì 
la  compagnia  de' Guardi,  la  quale  avea  di  de- 
bito 127.  migliaia  di  fiorini,  e  per  quefto  li 
pofe  grandi  pene  a'  falliti ,  e  alle  mogli ,  e  a'  fi- 
gliuoli, e  non  poteilero  avere  uficio ,  fé  non 
rendeflèro  foldi  20.  per  lira,  e  chi  non  ren- 
deflc  foldi  20.  per  lira,  benché  fofle  finito, 
ad  ogni  tempo  poteflc  eilèr  convenuto  ,  e  mol- 
te alrre  leggi  fopra  ciò.  Ancora  chi  pigliaflè 
alcuno  sbandito  aveffe  danari  ;  e  chi  uccidclTe 
uno  sbandito,  foffe  ribandito. 

Ancora  li  fece  legge ,  conciofiacofachè 
molti  incantavano  del  Morite,  e  decano:  lo 
Monte  vale  30.  per  centinaio  ;  quello  dì  io  vo- 
glio fare  teco  una  cofa  ;  io  voglio  poterti  dare 
oggi  a  un  anno ,  ovvero  tu  dare  a  me ,  quanto 
a  3  i. per  cento;  che  vuoi  ti  doni,  e  fa  quello? 
e  cadeano  in  patto;  poi  flava  in  fé.  Se  rinvi- 
gliavano ,  li  comperava,  e  fé  rincaravano,  li 
vendeva ,  e  ne  promutava  qua  ,  e  la  il  patto  20. 
volte  Tanno.  Di  che  vi  li  puofe  fu  gabella 
norini  2.  per  cento  a  ogni  promutatore. 

i'u  in  quell'  anno,  cioè  il  Settembre,  e 
Tc:wXyF.  G  TOt- 


^8  ISTORIA    FIORENTINA 

r Ottobre  Carlo  Strozzi  de' Priori,  ed  era  un 
favio  uomo,  ed  era  così  grande  capo  della 
fetta  degli  Albizi ,  come  fi  folle  Piero  di  Fi- 
lippo degli  Albizi  medefimo ,  e  fa  Gonfalonieri 
di  giuftizia  Uguccione  di  Ricciardo  de' Ricci. 
Di  che  per  lo  fenno  di  Carlo  parve  unire  Piero 
di  Filippo,  e  Uguccione  a  ogni  cofa ,  e  fpe- 
zialmente  air  ammonire .  Di  che  non  feppe 
fare  sì  fegreto,  che  non  (i  fapeffe ,  e  ancora 
per  le  opere,  fi  vedeano  ;  onde  la  fetta  de'Ricci 
levò  la  fede  a  Uguccione,  e  dilfeli ,  che  più 
volte  di  notte  s'  accozzarono  infieme  in  più 
luoghi . 

Come  fi  fecero  ordini  y  e  leggi  fopra  i  Notai , 
e  poco  valfe  ,  Pvub.  728. 

NEI  detto  anno  del  mccclxxi.  di  Maggio  fi 
fece  legge ,  che  conciofoilecofachè  li  No- 
tai negli  uficj  fi  pagavano  troppo  ingorda- 
mente ;  cioè  era  uno  Notaio  al  Camarlingato 
dcirEftimo;  pagavafi  :  egli  volea  dello  paga- 
mento di  20.  foldi  a  cancellare  per  lo  popolo  la 
bulletta  foldi  5.  ed  era  tale  popolo  a  pagare 
lire  5.  che  '1  Notaio  volea  il  quarto ,  e  così  di 
ogni  cofa  .  Di  che  fi  ^qcq,  ordini  penali ,  e  non 
fi  oflcrvarono  ,  ne  infino  a  quelli  dì  non  li  fece 
tante  leggi ,  che  fi  oflervino  . 


Oneiti 


LIBRO      NONO,  pp^ 

Queftifono  i  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  13  71 
a  dì  primo  di  Gennaio  1372.  Rub.  ^7  2p. 

JLj^naiuto  di  Ser  Belcaro  de' Serragli . 
Iacopo  di  Lippo  Neri . 
Simone  d'  Andrea  Fagiuoli ,  Chiavaiolo. 
Ridolfo  di  Lorenzo ,  Calzolaio  . 
Cuccio  di   Dino  Cucci  ^'^. 
Bartolo  di  Giovanni  Siminetti. 
Napoleone  di  Benci  Carucci. 
Francefco  di  Ser  Arrigo  Rocchi . 
Lapo  di  Duccio  Bucelli  Confai,  di  Ciud. 

quar.  S.  Croce . 
Ser  Andrea  di   Ser  Cuido  lor  Not.  quart 

S.M.  Novella  ^^-\ 

Clovanni  di  Luigi  de' Mozzi , 
Simone  di  Ceri  ^'^  Baroni . 
Iacopo  di  Piero  Sacchetti  ^^^ . 
BartoloHìrneo  dì  Lione  Simoni . 
Pace  Brunetti,  Pezzaio  . 
Ciraldo  di  Paolo  Ciraldi,  Caligaio  ^^^. 
Benedetto  di  Piero   Morelli ,  Lanaiuolo  . 
Marco  di  Benvenuto ^'^^  Saponaio. 

G  2  An- 

(1)  Viv.  n.  Fu  poi  Kavalìere  del  tempo  . 

(2)  Pe-rib  aggiugne,  Cor  fi ,  MS.  l'omette  del   tutto. 
(5)  M^\  di  Giorgio. 

(4)  V\^.  n.  Fu  poi  Kavaìiere  » 

(5)  MS\  Piazzato, 

{6)  Viv.  di  Brunetto  . 


ÌGO         ISTORIA    F  lOREN  TINA  (^ 

Andrea  di  Lippozzo  Mangioni  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Chiermontieri^'Mi  Ser  Bartolo  Chier- 

montieri  lor  Not,  quar.  S.  Spirito  . 

Iacopo  di  Banco  Pucci  Bencivenni . 

Pagolo  di  Matteo  de*  Malificj . 

Bardo  Cord,  Setaiuolo ^'^ 

Andrea  di  Mefs.  Francefco  Salviati . 

Vera  del  Pera  Baldovinetti . 

Giovanni  Federighi . 

Ioanni  di  Gante  Ammannati ,  Pizzicagnolo . 

Mafo  di  Neri,  Funaiuolo^^^ 

Iacopo  di  Dino  Guidi  Gonf.  di  Giuft.  quart. 

S.  Ioanni . 
Ser  Piero  Mazzetti  lor  Not.  quar.  detto  . 

Simone  Tucci ,  Albergatore  . 

Serotine  di  Salveftro  Brancacci. 

Tommafo  di  Lippo  Soldani . 

Ioanni  di  Lapo  Niccolini . 

Gentile  d'Oddo  Altoviti. 

Pagolo  di  Bingeri  Rucellai . 

Giovenco  di  Mefs.  Ugo  della  Stufa . 

Biagio  di  Bonaccio  de'  Guafconi  ^'^^ . 

Fran- 
co MS.  S^r  Ghjrar4o  Tieri^ec. 
(2}  Magi,  omette  Setaiuolo  . 
(3)  MS.  Fcrr aiuolo  . 
(^)  Viv.  n.  Fu  poi  K,2vallcre* 


LIBRO       NON    O.  rO£ 

Francefco  di  Feduccio  Falconi  Gonfal.  dì 

Giuft.  quart.  S.  Spirito . 
Sér  Bernardo  di  Ser  Taddeo  CarehereUi  loro 

Net.  quar.  S.  Croce . 

Uberto  di  Schiatta  Ridolti . 

Iacopo  d'  AleiTàndro  Guidetti , 

Piero  Bachini ,  Beccaio . 

Bartolo  Sanguigni,  Calzolaio. 

Andrea  di  Segnino  Baldefi . 

Davanzato  di  Ioanni  Davanzati. 

Uberto  di  Pagno  degli  Albizi . 

Filippo  di  Rinaldo  Rondinelli .  . 

Michele  di  Vanni  di  Ser  Lotto  Gonfal.  di 

Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Michele  di  Ser  Tegna  lor  Not.  q.  S.  M,  N> 

Giovanni  di  Tingo,  Speziale. 

Niccola  d' Albizo  de'  Guicciardini, 

Bettino  di  Mefs.  Covone  de'  Covoni . 

Beltramo  di  Mefs.Bivigliano  de'BaroncelIi^''\ 

Luca  di  Vanni ,  Calzolaio  . 

Franceico  d'Amerigo,  Pezzaio. 

Ugolino  Attavanti ,  Speziale  . 

Giovanni  di  Tura   Dini. 

Degho  di  DoiTo  degli  Spini  Gonf.  di  Giuli/ 

quar.  S.  M.  Novella:. 
Ser  Verdiano  Arrighi  lor  Net.  q.  S.  Spirito , 
G  5  Come 

(i)  MS:  omette  B  ar  enee  Ili , 


102         ISTORIA    FIORENTINA 

Come  fi  fece  orami  alla  Vane  Guelfa  fopra  gli 
ammoniti ,  e  che  non  fi  pQtejfe  toccare  gli 
ordini .  Rub.  730. 

NEll'anno  McccLxxi.  li  Priori  di  Gennaio, 
e  Febbraio  furono ,  infra'  quali  ebbe  uno 
Bartolo  di  Ioannide'  Siminetti  quar.  S.  M.  No- 
vella ,  uomo ,  che  di  nuovo  era  intrato  nella  fet- 
ta degli  Albizi ,  e  toltofi  da  quella  de'  Ricci .  Di- 
cefi ,  che  lo  fece ,  che  quando  fallirono  i  Guardi 
egli  (lava  male ,  ed  era  tavoliere ,  ed  avea  credi- 
ti da  non  rifquotere  tolto,  e  debiti,  de' quali 
ogni  uomo  volea  eflèr  pagato.  Di  che  avendo 
debiti ,  ed  effendo  per  fallire  ,  parve ,  che  Carlo 
Strozzi,  e  Michele  di  Vanni  di  Ser  Lotto  ,  che 
erano  due  grandinimi  nella  fetta  degli  x\lbizl, 
lo  manteneflèro  di  loro  danari ,  onde  rimediò 
a  non  fallire  .  Di  che  per  quello  egli  s'era  loro 
obbligato .  Per  la  qual  cofa  eflendofi  la  fetta 
degli  Albizi  per  la  lega  ,  e  per  lo  Cardinale 
formontati ,  e  datifi  all'ammonire,  per  tema, 
che  non  foflè  qualche  Priore  ,  che  riftrignefle- 
ro  gli  ordini  della  Parte  ,  furono  col  detta  Bar- 
tolo, e  sì  fi  feciono  forti  con  lui;  ed  in  ef- 
fetto egli  come  uomo  affai  faputo,  e  baldan- 
izofopiù,  che  non  era  fua  perfona,e  fua  for- 
2a,  fece  una  petizione,  che  ninna  legge  fipo- 
telTe  fare  contro  alla  Parte  Guelfa  ,  né  per  alla 
Parte,  e  fece  porre  graviflime  pene.  Non  fi 

vin- 


LIBRO      NONO.  103 

vinceva  ;  egli  usò  più  arti  acciò  farla  vincere  ; 
prima,  che  li  Capitani  della  parte  ftavano  in 
configlio  ,  e  facevano  minacci  oneftamente ,  e 
inandavano  nel  condglio  per  colai,  ch'eglino 
fentìano,  che  11  opponefle  colla  fava ,  e  dicean- 
gli  :  Se'  tu  Guelfo  ?  ognuno  dicea ,  sì  ;  O  perchè 
non  vuo'  tu ,  che  quefta  petizione  fi  vinca  ?  Que* 
gli  lì  fcufava ,  e  temeva  d' efière  ammonito  ;  tor- 
nava a  federe  nel  luogo  fuo ,  e  colla  fava  fco- 
perta  dava  nera .  Gli  altri  veggendofi  minac- 
ciare faceano  lofimile,  ed  ancora  non  li  vin- 
cea .  Pure  Bartolo  predetto  cominciò  a  fare 
ricogliere  a  panca  a  panca  ,  e  dicea  :  Noi  vo- 
gliamo vedere ,  donde  le  fave  bianche  vengo- 
no, che  non  è  Guelfo,  chi  non  vuole,  che 
la  fi  vinca;  e  in  quello  modo  fpaurita  la  bri- 
gata ,  fi  vinfe .  Quefta  fu  una  mala  novella , 
e  fu  dare  un  principio  a  quello,  che  feguì  ; 
di  che  poi  fi  guaftò  la  città ,  ed  a  molti  fu  in 
odio  il  detto  Bartolo,  quali  a' buoni  uomini, 
perchè  troppo  fi  difonetlò  in  fare  tanta  vio- 
lenza ai  coniigìio  ,  e  molto  innalzò  con  gli  par- 
tigiani. Allora  quefta  cofa  die  tanto  da  penfa- 
re  alia  brigata,  sì  perchè  Uguiccione  fi  dicea 
quafi  di  aflentire ,  che  li  buoni  mercatanti  li 
vedeano  a  male  porto ,  e  parea  loro  eflere  fchia- 
vi  di  quefte  due  famiglie,  cioè  Ricci,  e  Al- 
bizi ,  e  non  ardiano  a  parlare ,  ma  fegreto  ra- 
gionavano ogni  dì  :  Vederne  modo  d'  ufcire  di 
fchiavitudine . 

G  4  Game 


104  ISTORIA     FIORENTI^'A 

Come  fi  fecero  gli  ord'nn ,  ed  i  Ricci ,  e  gli  Albizi 
furono pofi^  al  divieto,  e  come .  Rub.  >  3  r . 

NEI  detto  anno  mccclxxii.  d'  Aprile  ,  e  Mag- 
gio /'^  \  eduti  li  Priori  nuovi  di  buono  ani- 
mo ,  e  perfone  di  non  grande  leva ,  e  da  ftarfi 
volentieri  fanza  parti ,  e  fette ,  falvo  Andrea 
di  Lippozzo,  eh'  era  Gonfaloniere  di  giuiti- 
zia  ,  eh'  era  della  fetta  degli  Albizi ,  molto  tìero  ;: 
li  cittadini  fi  ftrinfero  infieme  di  volontà  fé- 
greta  d'  alcuni  Priori,  e  d'  alcuni  Collegi,  e 
cominciarù  a  ragunare  a  due,  e  tre  infieme  , 
ed  ultimamente  intefi  infieme ,  cominciarono 
a  farfi  tra  loro  alcuni  capi;  infra' quali  fu  nel 
quart.  diS.  Spirito  Giovanni  di  Luigi  de'Mozzi, 
eh'  era  de'  Priori  ;  in  S.  Croce  Simone  di  Ri- 
nieri  de'Peruzzi,  Mefs.  Lapo  da  Caftiglion- 
chio^-\ Giovanni  Magalotti.  S.MNovelìa  ,  Lui- 
gi di  Lippo  Aldobrandini,  Ghino  di  Oernardo 
Anfelmi,  Barna  di  VaiorinoTurriani^^^ ,  ed  in 
S.  Giovanni,  Andrea  di  Veri  Rondinelli ,  Sai- 
veltro  di  Mefs,  Alamanno ,  e  molti  altri  li  fé- 
guironOjC  in  numero  di  cento,  o  più  il  ^qp^- 
tirono;  ma  ferie  trenta  da  prima  furono  i  giu- 
rati .  Ed  ultimamente  la  cofa  fi  fcoperfe ,  peroc- 
ché 

0)  Lfggi^i-.Neir  afjfio  MCCGL?rxiT.  di  Marzo  f  e  Acrile, 
V.  fopra  la  tratta  Ruù  729.  e  l'Ammirato  /.  13.. 
pag,  6S2. 

(3)  MS.  da  Cafii^Iiofse  .  V.  V  Ammirato  I.  cif. 

(3)  MS.  GJur'mnui ,  V.  Ammirar© ,  come  fopra  • 


che  quedi  andarono  in  cafa  di  Siaione  di  Ri- 
nieri  de' Peruzzi  a  giurare,  ed  cgii  s' infignea 
malato;  di  che  uno,  e  altro  veggendo  tanto 
cedui  efiere  viutato ,  prefero  fofpetto,  e  an- 
darono a'  Signori ,  e  djlTero ,  che  combibbia  li 
facea,  e  ragunata  in  cafi  cittadini,  e  moftrb 
quefte  famiglie  A Ibizi,  e  Ricci  fentire  di  que- 
lla cofa  alcuno  fentore  ;  di  che  coftoro  fi  ra-» 
gunarono  in  S.  Piero  Sclieraggio ,  e  quivi  fu- 
rono circa  quarantotto,  e  non  fi  farebbono  ra^ 
gunati ,  fé  non  avieno  V  appoggio  d'  alquanti 
Priori, e  Collegi,  perocché  era  pena  capitale 
a  ragunarli  oltre  a  dodici  in  luogo  fegreto ,  fé 
faccenda  fpreilà,  o  fpeziale  palefe  non  fi  fa^ 
cefle  .  Li  .'^ignori  s' infinfero  di  fapere  quefto  ; 
la  brigata  sì  fi  rifentì ,  e  cosi  ragunati  anda- 
rono in  Palagio ,  e  difièro  fcufandofi ,  eh'  erano 
cittadini,  e  che  ellì  intendeano  potere  venire 
a*  Signori ,  e  però  erano  venuti  ;  che  a  loro  pa- 
rca efiere  venduti  come  fchiavi,  che  altro,  che 
Ricci ,  e  Albizi  non  li  dicea .  Di  quefl;o  nacque 
quello  ,  che  per  gli  predetti  ragunati  era  ordi- 
nato ,  di  tenere  uno  conligiio  di  richiefi:i ,  ai 
quale  fi  proponefle  quefi:e  cofe  ,e  quivi  ognuno 
dicefiTe  ;  e  quelli  aveano  ordinato  chi  diceiTe , 
chi  rifpondefife  ,  chi  feguitafife  ,  e  chi  ripigliaf- 
fé.  Ragunato  il  configlio  ,  li  Signori  propuofe- 
ro ,  che  a  loro  erano  venuti  certi  cittadini  a 
dire ,  che  raunata  li  facea ,  e  conventicole ,  e 
che  quelli  erano  penali  affari;  altri  cittadini 

era- 


I05  ISTORIA    FIORENTINA 

erano  venuti  a  loro  ,  e  diceano ,  eh'  erano  ra- 
gunati  in  S.  Piero  Scheraggio  ,  per  venire  a  ri- 
cordare ,  che  manteneilèro  i  Signori  ragione  , 
e  Hbertà  :  che  a  loro  parea ,  che  nella  città  fi 
avellerò  famiglie ,  che  li  voleano  fare  Signori  ^ 
di  che  ciafcuno  configli.  Quivi  erano  Albizi , 
e  Ricci,  e  poi  delli  loro  aderenti  affai, in  nu- 
mero di  cinquecento  cittadini.  Fatta  la  pro- 
pofta ,  i  collegati  non  volieno  cominciare  egli- 
no ,  per  avere  T  aflemplo  ;  eh'  erano  con  ordi- 
ne ,  e  gli  altri  non  fapeano  bene  Io  loro  or- 
dine .  Di  che  flato  per  ifpazio ,  fi  levò  uno 
grande  fettaiuolo,  e  bene  favio  ,  e  grande  con 
gli  Albizi ,  e  dille  :  Signori  io  non  fo,  che  ca- 
gione fia  ,  e  polla  efière,  per  la  quale  ragù- 
nata  de'  cittadini  fi  debba  fare  sì  grande ,  co- 
me è  quella,  che  non  fi  faccia  prima  qui  in 
quello  palagio  con  diligenzia  di  voi  Signori  ; 
e  pertanto  io  giudico,  che  fia  chi  vuole,  che 
fi  fia  ragunato,  in  quale  luogo  fi  voglia,  che 
li  mandi  a'  voftri  Rettori,  che  ne  facciano  ra- 
gione ,  acciocché  fia  afièmplo  alle  ragunate. 
Se  la  brigata  gli  aveffero  iti  dirietro ,  cioè  gli 
Albizi ,  e  li  Ricci ,  e  i  loro  amici ,  a  confortare 
il  detto  fuo,  e  feguito  di  non  laiciare  tramez- 
zare li  giurati,  il  configlio  venia  per  gli  fetta- 
iuoli ,  perocché  ognuno  fervia  a  quello,  che 
cfelui  dille;  e  quelli  fu  Iacopo  di  Lapo  Ga- 
vacciani .  Subito  iì  levò  dietro  uno  de'  mag- 
l^iori  giurati ,  ciò  fu  Filippo  di  Cionetto  Ba- 
da- 


LIBRO      NONO.  107 

Ilari ,  il  quale  dilTe  :  Signori ,  egli  è  vero ,  che 
circa  cinquanta  cittadini  li  ragun^rono  in  San 
Piero  Scheraggio ,  de'  quali  io  fui  uno ,  a  in- 
tenzione di  fare  quello,  che  facemmo,  di  venire 
alla  voiìra  Signoria  a  narrare  la  libertà  fotto 
che  quella  Terra  è  fiata ,  e  ilare  dee  ,  e  flarà 
per  voftra  virtù ,  e  non  farà  tanta  di  forza  in 
certi  malevoli,  che  fi  fono  fatti  capi  di  fetta, 
a  vendere  gli  altri  come  fchiavi  ;  perocché 
chi  non  è  di  loro  fetta ,  è  incufato ,  molefta- 
to,  e  disfatto ,  e  chi  è  deli'  una  fetta  ,  e  non  è 
del  tutto  come  fchiavo ,  egli  è  mezzo  abban- 
donato y  e  r  altra  fetta  V  impronta  addoflb  Noii^ 
ci  fiamo  ragtinati  ,  per  effere  liberi  ;  eh  Signori, 
dateci  libertà .  Fu  coflui  fecondato  da  Simone 
diRinieri,e  da  Mefs  Lapo  daCaftiglionchio  , 
e  da  molti  altri  de'  giurati ,  e  di  loro  animo 
le  fette  non  feppono  il  riparo .  Cominciò  ad 
andare  uno  giovane  baldanzofo,  che  avea  no- 
me Frandefco  d'  Antonio  degU  Albizi ,  e  difle , 
che  mai  la  cafa  degli  Albizi  non  vollero  ven- 
dere la  città ,  ma  i  Ricci  sì  ;  che  Uguccionc 
de'  Ricci  avea  promefTo  a  Mefs.  Bernabò ,  Fi- 
renze .  Levoffi  fufo  Giorgio  di  Ricciardo  dei 
Ricci ,  e  diflè ,  non  era  vero  \  ma  che  Checco 
d'Antonio  avea,  andando  in  Ferrara,  e  in 
Padova,  detto  a  quelli  due  Tiranni,  che  la 
cafa  degli  Albizi  erano  fignori  di  Firenze,  come 
quelli  Tiranni  delle  loro  città ,  fuori  che  colla 
bacchetta.  E  quefto  udito  inanimò  la  brigata 

con- 


ic8  ISTORIA     FIORENTINA 

contrtì  air  uno ,  e  all'  altro  ;  e  quando  quefli 
doveano  fcufarli,  ed  incolpare  i  giurati,  ed 
eglino  infamavanll  infieme ,  l' uno  contro  alF  al- 
tro di  loro  medeiimi  ;  ma  quelto  non  avreb- 
be mai  fatto  Piero  ,  ne  Uguccione .  Vedendo 
in  contenzione  menata  la  cofa ,  fi  licenziarono 
i  coniigli ,  e  andarfi  con  Dio  V  una  parte ,  e 
r  altra  i  Priori  furono  con  gli  loro  Collegi ,  e 
diiiberaronod'  eleggere  due  cittadini  per  quar- 
tiere ,  li  quali  avefiero  con  due  grandi  infle- 
me ,  cioè  dieci  in  tutto ,  a  domandare  infra'  cit- 
tadini, ciafcuno  per  lo  fuo  quartiere ,  quale 
era  la  cagione  degli  fcandoli,  e  quale  era  lo 
rimedio  buono  a  levarli;  i  quali  cittadini  fu- 
rono quefli ,  cioè 


TJ  Appc 
XV    coi?. 


Co?ì2^  furono pofli  gli  ordini  a^UAlbizi ,  ed  a' Riccia 
tre  per  famiglia,  e  fatto  V  Uficio  de'  dieci  della 
liberta y  e  molti  altri  ordini.  Rub.  732. 

^  ^)ortato  a'  Signori ,  ed  alli  Collegi  la" 
cofa ,  sì  fi  riflrinfero  infieme ,  ed  in  effet- 
to videro,  ch'era  d'ammaccare  1^  fuperbia 
degli  Albtzi ,  e  di  loro  feguaci;  ma  come  era- 
no in  quel  tempo  negli  uficj  dell' una  fetta,  e 
dell'  altra  d'ogni  ingenerazione  ,  fi  pr  e  fero  ba- 
lia per  li  configli  d'  efìère  li  Priori ,  e  li  Con- 
fa^ 


LIBRO      NONO.  1 ,0^ 

falonicri,  e  li  dodici  buoni  uomini ,  e  li  Capi- 
tani di  Parte ,  e  quelli  dieci ,  che  furono  eletti , 
e  quefti  avellerò  balia  di  fare  molte  cole;  ^ 
molte  ne  vietarono;  cioè,  che  non  poteflèro 
v-endere,  né  impegnare  la  città,  o  fue  forze, 
ne  danaio  toccare  ;  non  potefTero  toccare  le 
borfe  degli  uficj  ;  non  poteilero  fare  di  grandi 
popobni,  nò  di  Guelfi  Glàbellini,  nò  di  Ghi- 
bellini Guelfi  ;  nò  ribandire ,  nò  dar  bando  ,  né 
confini  fuori  della  città  a  niuno ,  e  molte  al- 
tre cofe  .  Prefa  la  balia ,  quefti  furono  gli  uo- 
mini ; , 

Dipoi  fi  rinchiufero,  e  flettono  in  pa- 
lagio dalla  mattina  infino  alla  notte  prelTq 
a  dì ,  e  molte  cofe  fecloao  ;  ma  volentieri 
arebbcno  fatto  folo  agli  Albizi ,  e  non  a'  Rie- 
ci  ;  ma  pure  per  la  fetta ,  che  ciafcuno  guar- 
dò falvare,  molti  ne  vietarono  degli  uficj , 'e 
ciò  furono  lxxxxvi.  ma  poi  parve  loro  gran 
boccone  .  I  favj  ingannarono  gli  altri ,  e  dif- 
fero  :  E^ìì  ò  meglio  avere  cominciato  ad  alcu- 

OD 

no,  e  vedere,  che  fé  ne  dice;  noi  abbiamo 
ancora  tutto  Aprile  balia  ;  a  torre  tanti,  quanti 
quefti  fono  potrebbe  generare  fcand alo, peroc- 
ché v'  e  d'  ogni  famiglia  .  Alla  perfine  fi  dili- 
berò ,  che  foflèro  tre  degli  Albizi ,  e  tre  de  i 
Ricci  ;  infra'  quali  furono  Piero  di  Filippo , 
Pepo d'  Antonio ,  e  Francefco  d'  Antonio,  tutti 
e  tre  della  famiglia  degli  Albizi  :  Uguccione  di 

Rie- 


no  ISTORIA    FIORENTINA 

]R.icciardo,Mefs.  Roflb  di  Ricciardo,  Mefs.  Gio- 
vanni di  Ruggieri ,  tutti  e  tre  della  famiglia 
de'  Ricci  ;  li  quali  infra  cinque  anni  non  pò- 
teflero  avere  alcuno  uficio  della  città  di  Firen- 
ze, falvochè  alla  Parte,  e  che  non  poteffero 
intrare  in  niuno  palagio  d' alcuno  Rettore ,  ne 
del  Comune ,  a  pena  di  mille  fiorini ,  né  preflb 
al  palagio  de'  Priori  a  cento  braccia ,  ed  ogni 
volta ,  che  folle  tratto,  fofle  rimeflò .  Feciono , 
che  fé  quando  fofle  tratto ,  che  fé  egli  avelfe 
25.  fave  delle  37.  de' Priori,  e  Collegi  nere, 
potefle  efl*ere.  Ancora  feciono,  che  fempre 
follerò  li  dieci  della  libertà  ,  e  fecionne  borfa  . 
ancora  feciono ,  che'  dieci  aveflero  balia  di 
far  fare  compromeffi ,  e  che  niuno  cittadino 
intraflè  in  palagio,  fé  non  quando  fi  tenelle 
corte  col  palagio  aperto  ,  ed  aveflero  i  dieci 
a  punire  in  500.  lire  chiunque  entrafle .  An- 
cora puofero  le  petizioni  di  fare  de'  grandi , 
per  ciafcuno,  che  fia  ingiuriato,  o  vietato  pof- 
feflloni,  o  altre  ingiurie,  fi  potefle  dare  una 
petizione  a'  Signori,  eh'  elio  foflè  fatto  de'  gran- 
di ;  di  chi  faceflè  ingiuria ,  e  ufcifle  del  quar- 
tiere dove  abita  ,  e  non  potefle  intrare  in  cafa 
fua  ,  pena ,  grande  ^'^  ;  e  che  data  non  fi  poteife 
ritorre  addietro  ;  ma  fatta ,  o  no ,  la  concordia, 
s' intendelTe  andare  a  partito ,  e  fé  avefle  più 
nere  fave,  che  bianche,  allora  fi  traefle  uno 
per  Capitudine  ,  ed  inlleme  udite  le  parti,  con 


g'i 


(r)  Cioè,  d' efTer  fatto   de' grandi 


LIBRO      NONO.  Ili 

gli  Collegi,  e  Priori,  che  prima  aveano.  vinto 
il  partito,  in  quello  modo  fé  da  capo  colle  Ca* 
pitudini  avelie  la  maggior  parte  delle  nere  favel- 
lo faceflèro  grande  ;  di  che  moki  fcandoli  poi 
ne  feguirono ,  e  molte  leggi  feciono  in  ciò .  An- 
cora feciono  borfe  nuove  degli  uficj  di  fuori , 
e  feciono,  che  quelle  nuove  andaff^ro  innan- 
zi .  Ancora  che'  Rettori  foreftieri  della  città 
non  fi  traefiero  delle  borfe  ov'  erano ,  ma  fi 
faceflè  borfa  di  findachi,  che  andaflèro  per  efli 
a  loro  volontà  ;  e  molto  erano  tutti  gli  ordini 
buoni,  fé  fi  follerò  ufati  bene  ,  ma  gittò  mala 
ragione ,  per  lo  male  ufarle ,  ciò  fu  fatta  ,  la 
detta  legge,  e  compiuta  a' dì d'Aprile 

MCCCLXXil. 

Come  fi  pHofe  gli  ordini  degli  uficj  ,  e  uno  degli 
Albizi  fu  de' grandi .  Rub.  733. 

NEI  detto  anno ,  eflendo  per  le  predette  cofe 
uno  cittadino  molto  magnificato ,  il  qua- 
le avea  nome  Migliore  di  Vieri  de'  Guadagni, 
e  sì  perchè  parca  amico  del  popolo,  e  sì  per- 
chè non  parca  amico  degli  Albizi,  e  quello 
apparve ,  che  per  quiftione  d'  uno  podere  dio 
una  petizione  a  Franceico  d'  Uberto  degli  Al- 
bizi ,  onde  il  detto  Francefco  fu  fatto  de'  gran- 
di, e  di  ciò  Migliore  innalzò,  e  diventò  ne- 
mico di  loro  ,  falvoch'  egli  era  amico  ,  e 
compagnone  di  due  fratelU  ;  ciò  era  Aleflan- 

dro , 


US  ISTORIA   FIORENTINA 

dro,  e  Bartolommeo  di  Niccolaio  degli  AU 
bizi;  e  perchè  lo  Migliore  Guadagni  era  im- 
borfato  per  Gonfalonieri  di  giultlzia  in  modo , 
che  gli  convenia  per  neceffità  effere  di  Gennaio 
Gonfalomcredigiuftizia,e  perchè  egli  era  ni- 
mico degli  Albizi,  s'avvisò  di  fare  più  oltre, 
che  fatto  non  era;  fece  fapere  ad  AleiTandro, 
e  Bartolommeo,  fi  partiflero  da'  conforti ,  e  così 
feciono.  Ma  le  fcritture  non  flettono  però  in 
modo ,  che  ItelTe  così ,  come  bifognava ,  quan- 
do lo  Migliore  fu  de' Priori;  e  imperò  incon- 
tanente fece  fare  una  riformagione ,  che  infra 
cinque  anni  niuno  degli  Albizi  potefTe  avere 
alcuno  uficio nella  città,  e  fé  infra  cinque  an- 
ni  fofle  tratto ,  fofTe  {tracciato  ;  quefto  non  fu , 
le  non  che,  fé  foffero  flati  rimelfi  in  capo  di 
cinque  anni ,  fi  farebbero  flati  poi  tutto  dì  com- 
piuti e'  divieti  ;  ma  ftracciando  i  tratti ,  quau 
in  cinque  anni  di  tutte  le  borfq  uscivano  ;  e 
fimile  fuflè  di  tutta  la  cafa  de'  Ricci  :  e  in  que- 
llo modo  le  due  famiglie  furono  fchiufe  di 
tutti  gli  uficj. 

Co7?2e  dellaMercatanzia  furono  fette ,  e  per  che  cofj- . 
Rubrica  734. 

PArvc  fempre  ,  che  d'ogni  novità  ,  che  Fi- 
renze ebbe ,  che  gli  artenci  meno  avan- 
zaflero  uficj .  e  flato,  per  ladifconofcenza ,  e  am- 
bizione. Così  per  l'i  cacciata  del  Ducad'  Atei>i_ 

ogni 


LIBRO       NONft.  113   . 

Ogni  volta  ,  allora,  e  poi  non  avanzaro  ftato;e  j 
però  come  fa  moffo  lo  (lato  delli  Ricci ,  e^  Albi- 
zi,  gli  artefici  addomandarono  più  parte. Infra  f 
le  cofe ,  che  ebbero,  a  raccontare  ,  li  fu  ,  che 
dove  erano  cinque  li  Confoli  della  Me rcatan-r 
zia,  furono  fette,  de' quali  v'eL)be  due  delle 
quattordici   minori  arti,  che   mai   più  niu no  4 
ve  n'  era  llato  ,  nò  era  convenevole ,  perocché 
Io  più  degno uficio  de'  mercatanti  d' Italia  era, 
ed  infino  di  Francia ,  e  ogni  paeii  d' Italia  ve-- 
niano  quivi  a  determinarfi  nelle  nj^ni  de' cin- 
que della  Mercatanzia,  pe,ro<:chè  prano  cinque 
de'  più  folenni ,  e  più  pratichi ,  e  più  favj  Mer- 
catanti di  Firenze  ;  aggiunti  poi  quelli  due  ar- 
tefici ,  fu  meno  prezzato,  e  meno  poi  in  prò- 
greflò  di  tempo.  3:.^ 

Come,  e  chi  fu  ammonito,  Rpb.  735. 

NEI  detto  anno  mccclxxii.  quelli  partigiani 
non  reilarono  però  di  feguire  dalla  parte 
loro  la  cattiva  oppinione  dello  ammor^e. con- 
tro ogni  ordine  di  ragione  ;  di  che  quelli,  che 
furono  ammoniti  in  quefto  annp  furono  que- 
ili ,  cioè 

Uberto  di  Benvenuto  pop.  S.  Felice  in  Piazza 
a' dì  9.  d' Aprile  ^^^  ,,j!.-.> 

Tomo  XIV.  H  S^^ 


(i)  X 37  j.  fubico  terminato  il  fuo  ufizio  di  Priore .  V.  Am- 
mirato, i.  i%*pag*  687.  t pg* 


114  ISTORIA   FIORENTINA 

Sanna  di  Gio,  del  Sanna  degli  Ufacchi  {al  Ifac- 
chi)da  Caftelfìorentino  a' dì  5, di  Maggio. 

Piero  Fallelli  Fetroboni,  a' dì  primo  di  Mar- 
zo 1372. 

Francefco  di  Bachino  del  Roflb ,  Fabbro , 

Quefli  fono  i  Priori  dal  dì  prifno  di  Gennaio  i  J 71 . 
^ dì  prinio  di  Gennaio  1573* Rub,  736. 

lAcopo  d' Alamanno  Vettori . 
Iacopo  di  Neri  Paganelli. 
Niccolò  di  Vanni  Ricoveri, 
Andrea  Villani , 
Fiero  Faftélli. 

Agnolo  di  Dràgonetto  Ducei  ^'^. 
Iacopo  di  Monte,  Beccaio, 
Giovanni  di  Lapo  Ghini ,  Maeftro  ^*^ . 
Migliore  ài  Vieri  de'Guadagni  Gon.  diGiuft* 

quar.  S.  Giovanni . 
Ser  Iacopo  di  Bertoldo  lor  Not  q.  S,  Spirito . 

Michele  Giachi ,  Fabbro  * 
Filippo  Attucci,  Fornaciaio. 
'  Torello  del  Maeftro  Dino , 
Michele  Nardi ,  Mereiaio . 
Pierozzo  di  Francefco ,  Speziale . 
Salveftro  Lippi ,  Stamaiuolo  • 
Lionardo  di  Neri  (^/.  di  Veri)  di  Ser  Be- 
nedetto , 

Fi- 

(1)  MS,  omette  Ducei .  («)  MS.  Ufcia  Maeftro . 


L   r    Bl  R   O      NON   0.1  II5 

Filippone  di  Matteo  del  Ricci^^ 

Niccolò  di  Niccolò  di  GherarJJaQ. Gianni 

Gonf.  di  Gii^;.l.  quar.  S  Spirito;. 
Ser  Filippo  di  Sei*  Andrea  Nenai  ior  Not. 

quar.  detto  . 

Toinmafo  di  Luigi  de'  Mozzi . 
Bernardo  di  Lapo  de'  Magli  . 
Crillofano  di  Ser  Gianni,  Pannaiuolo  lino. 
Niccoìò  del  Ricco,  Al-)ergatore^. 
Francefco  di  Iacopo  diFranceicOe 
Pagolo  di  Tomniaib  ,  Setaiuolo/ 
Pagolo  Bartolihi ,  Ritagliatore,    : 
Mels.  Lorenzo  da  Caiiel  S.  Giovanni  . 
Kiccolaio  del  3ello  Mancini  Gorif.  di  Giuft. 

quar.  S  Croce  . 
Sor  Iacopo  Beninte^adi  della  Cafa  Ior  Not. 

quar.  S.  Giovanni . 

Giovannozzo  di  Francefco  Blliotti . 
Lodovico  di  Banco  di  Ser  Bartolo  . 
loanai  di  Iacopo,  Tavoliere. 
Orlando  Gherardi . 
Tommafo  ^artoU  ,   Agoraio. 
Martino  Dini ,  Fornaciaio  . 
Bernardo  di  Piero  della  Rena . 
„  Niccolò  d'Arrigo,  Tavoliere. 

V  Kiccolò  di  'oanni  Malegonnelle  .Confai,  di 

V  Giuft.  quar  S.  M.  Novella  . 

'   Ser  Dionili  di  "Ser  Ioannì  Ior  Not.  q.  detto  . 
H  2  Ce- 


tl6         ISTORIA    FIORENTINA 

Gerozzo  di  Naftagio  Cacciafuori. 

Fiero  di  Luco  Marzi . 

Benedetto  di  Nerozzo  degli  Alberti  ^'^ . 

Bartolommeo  di  Ser  Ventura  Monachi . 

Piero  di  Gherardo  Borfi  ^-^ . 

Niccolino  Cortefelli . 

Roberto  Martelli,  Spadaio.  ^ 

Iacopo  di  Gaggio ,  Tavolacciaio . 
)    Giorgio  di  Benci  Carucci  Gonfal.  di  Giufr, 
quar.  S.  Giovanni . 

Ser  Giovanni  Pezzini  (^/.  Piccini)  lor  Not. 
q.  S.  M.  Novella . 
A'  dì  21.  di  Novemb.  ^^^  morì  Roberto  Martelli 

predettò,  ed  in  fuo    luogo  Ioanni  di  Vita 

Corazzaio  fu  tratto  per  lo  tempo  futuro . 

Piero  del  Roflb ,  Fornaciaio . 
lufto  di  Bate,  Pizzicagnolo. 
Francefco  di  Spinello  . 
Tommafo  di  Befe  Bufini. 
Vanni  di  Iacopo  Vecchietti . 
Piero  di  Nuto  Michi . 
Michele  di  Mefs.  Ioanni  de'  Medici  ^^^ . 

Torn- 


ei) Viv.  n.  Fu  poi  Kavfilìere . 
(a)  MS.  Bonfi, 

(3)  Così  pure  nel  Tefto  della  Magi.  Ver umt amen  di&o 

Ruberto  defunHo  die  xxj.  diófi  menfis  Novemh.  in 
locum  eìits  fucceffit  hannes  Vite  Coraznrius  in  of' 
fitìo  antèdiéio  ,  Ma  è  ceitamente  errore  di  mefe, 
perocché  quafta  è  la  Tratta  di  Settembre  »  C  Ottobre . 

(4)  Viv.  n.  Fu  poi  Kav altere  * 


LIBRO       N  O    N   Qt  H7 

Tommafo  di  Guccio Martini ,  Lanaiuolo  ^*^ . 
Tom  malo  di  Mone  Guidetti  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Spinto 
Sor  Gino  di  Giovanni  for  Ndt.  q.  S.  Gio. 

Come  i  Fiorentini  puofono  più  guernigione  m 
Pijioia .  Rub.  737. 

NEI  detto  anno,  e  mefe  di  Settembre  per 
le  diviaoni  de'  Panciatichi ,  e  Cancellie- 
ri ,  1  Fiorentini  fecero  borfa  de'  Capitani  di 
Piftoia,  e  lecervi  quattro  cafleri ,  oltre  a  quel- 
li, che  v'erano,  e  più  preminenza ,  che  non 
foleano  avere  ,  onde  ciùamavano  Capitano  a 
lor  modo  prima  e'  Piiloleli . 

Come  da'  Dieci  di  libertà  fu  condannato  Mefs.  Gio- 
vanni di  Ser  Frofino ,  Rub.  738. 

''^TEl  detto  anno  mccclxxii.  fi  parca  alquanto 
XN  elìere  levata  la  fuperbia  degli  Albizi ,  e 
Ricci ,  e  ciafcuno  avea  ardire  a  parlare  per  lo 
ben  comune ,  e  un  poco  li  dirizzò  la  faccen- 
da ;  e  infra  '1  detto  anno  vi  vennero  alcune 
cole  da  fare  menzione ,  infra  le  quali ,  eflèn- 
do  de'  dieci  della  libertà  gì'  infrafcritti  cittadi^ 
ni  del  mefe  d' Agofto ,  ciò  furono  : 

S.  Spirito . 
Bartolommeo  di  Mefs    Andrea  de' Bardi 
Gerozzo  di  Naftagio  Cacciafuori. 
Andrea  Niccolini ,  Calzolaio  . 

S.  Crc- 
(i)  MS.  omette  Lanaiuolo» 


Il8  ISTORIA     FIORENITINA 

k     S.  Croce . 
Iacopo  di  Piero  vSacciietti . 
Fiero  di  MaUno  dell'  Antella.: 
'  .ii^.<  M.  Novella.    * 
Marchionne  di  Coppo- Stefani . 
Zanctoi  di  M^efs.  Marabottiao  'Tornaquinci , 
Andrea  di  Piero,  Corazzalo. 

:    S^  Giovanni. 
Domenico  di   Filippo  Niccoli . 
Iacopo  d'Aldobrandino  di   Lapo  Rinaldi. 

Coiloro  fàppiendo  ,  ch'era  a  fare  per  i'oficio 
de' dieci  inquifrzlone  ,chi  parlafle  ,  o  attentaflè 
contro  allo  flato  in  detti,  o  in  fatti;  quello 
era  di  loro  uficio  lo  rapportarlo  a'  Priori,  e 
Collegi,  .che  poi  eglino  n'  aveano  a  fare  quel- 
lo, che  loro  pare  ile  ;  di  che  venne  a  notizia 
all'  uiìcio  ,  che  uno  Mefs.  Giovanni  di  Ser  Fruo- 
fino  del  quartieri  di  S.  Spirito  dovea  avere  det- 
to ,  che  foleafi  in  Firenze  efière  la  famiglia  de- 
gli Albizi-,  e  Ricci ,  che  per  fenno,  e  per  pra- 
tica fapeano  reggere  come  li. convenia,  ma 
ora  è  venuto  il  reggimento  in  mano  di  gente 
nuova  ,  e  nimici  di  coloro  ,  perchè  erano  buo- 
ni ;  ma  che  lo  Abate  di  Perugia ,  e  lo  Cardi- 
nale da  Bologna  erano  bene  avvifati  di  ciò  ; 
e  che  quelli ,  che  fi  ftavano  così  ficuri ,  e  avic- 
no  il  reggimento  ,  e  cacciati  gli  altri ,  farieno 
ammazzati,  ovvero  defti  col  capo  della  fcu- 
ra  ;  e  molte  altre  cofe  intorno  a  ciò .  Di  che 

gli 


LIBRO       NONO.  tip 

gli  uficj  de'  diepi  V  udirono ,  mofl'eril  a  fare  efa- 
minazione  di  ciò  ,  e  latta  T  efaminazione  di 
queue  cofe,  trovato  effe. e  vero ,  volloiio  ciò 
riportare  a' Signori  ;  e  così  riportato,  li  Signo- 
ri,  e  li  Collegi  vollono,  che' dieci  faceffero 
una  cedola  di  cai  era  quegli.  Di  che  fatta  la 
cedola ,  u  mife,  in  uno  bullettino ,  e  mandoffi 
al  Podestà,  il  Podeilà  fece  richiedere  Goftui,e 
non  compari ,  e  fu  condannato  in  fiorini  mille, 
e  fei  anni  non  avere  uficj,  e  uno  anno  a' con- 
fini .  Diffeii ,  avere  queita  cofa  gran  coda ,  e  che 
era  una  mena  degli  Aibizi ,  li  quah  metteano 
a  vedere  allo  Abate  di  Mommaiore  ,  che  era 
Signore  in  Perugia  per  la  Chi^fa ,  col  Car- 
dinale di  Burges  ,  ca'  era  Signore  di  Bologna  , 
e  che  queito  iì  diffe  molto  piuvvicamente  in 
più  luoghi ,  eflèie  li  Fiorentini  nimici  della 
Santa  Chiefa.  Quello,  che  di  ciò  apparefle  ,  fix 
quefto,  che  effendo  morto  T  Abate  di  Vallem- 
brofa,uno  cittadino  andando  a  parlare  ali' A- 
batediS.  Trinità,  trovò  una  lettera  potlillata, 
e  corretta  in  fui  defco  dell'  Abate  di  S  Trinità 
del  fuo  fludio ,  e  partendofi  1'  Abate  a  andare 
per  la  camera,  quello  cittadino  li  tolie  quella 
lettera,  la  quale  m mitrava  d'  eilère  copia  d'  una 
lettera  mandata  da  cittadini ,  li  ,  quali  erano 
della  fetta  degli  Albrzi ,  e  uno  fratello  del  Car- 
dinale di  rirenze  -  il  quale  era  nipote  di  Piero 
di  Filippo  degli  Albizi  ;  la  quale  in  effetto ,  la 
copia  di  detta  lettera ,  contene  v  a  in  effetto ,  che 
H  4  que- 


Ilo  ISTORIA   FIORENTINA 

quelli  cinque  cittadini  fcriveano  al  Papa,  fi- 
gnificando  Ja  morte  dell'Abate,  e  fupplican- 
doiOjChe  gii  piaceflè  riformare  quella  Chiefa 
d'  Abate  ,  che  foilè  confidente  allo  (lato  della 
Sua  Santità,  e  folle  confidente  alli  fuoi  amici 
da  Firenze,  confiderando,  che  la  Badia  di 
•Vaìlembrofa  era,  chi  la  tenea  ,  da  potere  quafi, 
tenere  aflediata  Firenze  da  quella  parte,  ed  a 
tempo  di  guerra  chi  avea  quella  Badia  con  gli 
altri  fuoi  amici ,  potea  eflère  quafi  fignore  ,  e 
favoreggiatore  a  fanta  Chiefa,  ed  altre  parole 
fimiìi  a  quelle;  e  poi  concuiudeano  chi  egli 
voieano  ;  di  che  cobi  ebbono  quella  lettera  con 
quelle  parole,  parve  dare  grande  ammonizio- 
ne ,  e  foflèro  di  Mefs.  Giovanni ,  fentite  ,  e  più 
oltre  ;  onde  folo  egli  ne  fu  condannato  ,  come 
detto  è. 

Come  gli  Ubaldini  fi  dierò  a'  Fiorentini',  e  Poi/ero 
tìlcnne  loro  Cajìella .  Rub.  739. 

NEI  detto  anno ,  e  nel  fegitente  ^'^  mccclxxiii. 
la  ilate ,  veggendofi  i  Fiorentini  averfi  al- 
quanto  levato  la  fuperbia  ,  e  fatto  di  gran  fatti 
fopra  i  cittadini ,  e  fentendofi  di  fuori  gli  Ubal- 
dini, li  quali  teneano  xir.  caftella  nelle  Alpi, 
e  temendo  della  Chiefa,  che  fi  era  adampiata, 
che  già  tenea  lo  Patrimonio ,  il  Ducato,  e  par- 
te 

(0  Aggiunto  per  maggior  diftinzlonc  de' fatti .  V.  Am« 
mirato  l'ìh,  13./?^^.  686.  efegg* 


f 
LIBRO      NONO.  121 

te  della  Marca,  e  fuggiogava  tutti  li  Signori 
di  là  ,  e  profperava  in  Bologna,  lignore  di  gran 
parte  di  Romagna  ,  e  tenea  Perugia  ;  vedendo 
tutto  dì  gli  leatuzzamenti ,  che  li  faceano  in 
Firenze ,  e  gli  Ubaìdini  fi  faceano  amici ,  e 
provvifionati  delli  Legati  di  Bologna ,  e  tut- 
to dì  faceano  rubare  i  pellegrini ,  ed  altri  ;  di- 
ciefi  per  lo  mondo ,  che  nell'  Alpe  de'  Fio- 
rentini fi  rubava ,  e  gli  Albizi  infìno  a  quefto 
dì  gli  aveano  mantenuti .  Onde  per  bene  fare 
a'  palTanti ,  ed  ancora  alla  infamia  porre  rime- 
dio ,  cercarono  ,  come  poteflero  eflere  al  di  fo- 
pra degli  Ubaìdini .  Venne  loro  alle  mani,  che 
uno  Conte  Ugolino  di  Francefco  degli  Ubaì- 
dini gli  fu  morto  uno  fuo  figliuolo  da  Fieraccio 
del  Conte  Fazzino  degli  Ubaìdini  ;  donde  pen- 
fando  alla  vendetta  dello  fuo  figliuolo ,  acco- 
ftoili  co'  tiorentini ,  e  die  loro  due  fue  caftella  e 
I  Fiorentini  feciono  otto  uficiali ,  li  quali  fii- 
reno  quefti 


E  fubito  feciono  Capitano  di  guerra  Obizzo 
da  Monte  Carugli ,  e  mandarlo  là  neir  Alpe 
a  Firenzuola,  la  quale  era  gii  rimurata,  e  qui 
con  follecita  guerra  in  effetto  tornò  con  tri- 
onfo il  dì  di  Santo  Luca ,  a'  dì  1 8.  d'  Otto- 
bre, con  vittoria, che  niuna  fortezza , né  villa 
era  rimafa  agli  Ubaìdini  nelV  Alpe,  ed  oltre 
a  ciò ,  fu  morto  per  trattato  Tano  degli  Ubai- 

di- 


It2  ISTORIA    FIORENTINA 

dini  in  Frena  ,  uno  fuo  caftello ,  da'  fuol  fedeli , 
che  'ì  dierono  ,  ed  ebbono  danari ,  e  preeminen- 
ze ,  e  prefo  fu  in  perfona  Mainardodi 

degli  Ubaldini  ne!  iuo  cattello  del  graffino,  e 
fugii    tagliato  il  capo  in  Firenze  m  fui  muro 
del  cortile  del  Capitano  per  lo  Podellà  ;  che  lo 
Capitano ,  e  io  Ailècutore  non  lo  voilono  fare 
eglino,  perchè  diceano.non  vedere  effere prefo 
con  ragione  ,  e  efiergli  tagliato  ii  capo  ;  il  quale 
benché  in  quello  anno  avelie  auto  bando  per 
la  tolta  di  Monte  Collereto  a'  Fiorentini ,  di- 
ceano>  cne  non  era  (lato  prefo  in  lo  terreno 
del  Comune  di    Firenze ,  ma   nello   fuo  pro- 
prio ,  per  forza  menato  a  Firenze-.  Mefs.  Gio- 
vanni da  Roncofreddo  Podeicà  rtón  così  fot- 
tile  guatò ,  ma   letta    la   condannagicne ,  ove 
detto  è,  gli  fece  tagliare  il  capo.  Le  caftella 
degli  Ubaldini,  che  furono  tolte  loro,  e  poi 
per  ifpazio  d'alcuno   tempo  furono  disfatte, 
fuori  che  tre  ,  furono  quelle  :  Monte  Gemmo- 
li ,  Frena  ,  Caprile  ,  Roccabruna ,  Tirli ,  Monte 
Colloreto:  quefte   fono  le  caiiella  delle  Alpi 
prefe  agli  Ubaldini.    Quelte  fono    le  caftella 
de'  poderi   degli    Ubaldini  ;  Lozzole  ,    Vigia- 
no,  Caitello  Lione,  Montigno,  Valdignelli^'^ 
Fra  (lino  ,  Sufinana,  Cerigniolo.  Oltre  a  quelli 
furono  infino  per  1'  altra  guerra  disfatte  due 
altre  caftella  ,  cioè  fue  Belmonte  ,  e  le  Pigniole 
nelle  Alpe  ;  e  tutti  i  loro  fedeli  feciono  ricom- 

pe- 
(«)  Oggi  più  comunemente  Mantigno  ,  e  Valdagnello  , 


LIBRO       NONO.  123 

perare,i  loro  fitti  perpetui ,  e  liberargli , e  fé- 
ciongli  franchi  dieci  anni  da  ogni  fazione  rea- 
le ,  e  perfpnale . 

Come  furono  eletti  Ragionieri ,  //.  quali  avejfero  a 

vedere  le  ragioni  del  Cojnime  ,  /  quali  fecero 

de' gran  difetti ,  Rub.  740. 

NEI  detto  anno  effendo  le  cofe  ne' termini 
protperi ,  furono  eletti  quattro  Ragionie- 
ri ìiraordinar)  con  grande  balia,  e  furono  eiet- 
ti alcuni,  elle  vacaro  ,  V  uno  per  Dodici ,  e  Y  al- 
tro per  Priore  ;  ma  quelli ,  che  feciono  oficio 
infino  a'  dì  i  7.  di  Marzo,  furono  quelli ,  cioè  : 
Bernardo  di  Piero  de'  Biglietti  per  lo  quar- 
tiere di  S.  Spinto. 
Piero  di  Mafino  degli  Antelleli  per  quartie*- 

re  S.  Croce. 
Melchionne  di  Coppo  Stefani  per  quartie- 
re S.  Maria  Novella. 
Giovenco  di  Mefs.  Ugo  da  Filicaia  per  quar- 
tiere S.  Giovanni . 
Quelli  Ragionieri  molti  cittadini  chiarirono  a 
reititulre  danari  al  Comune  ;  infra'  quali  chia- 
rirono Giovanni  da  Uzzano   in  quindicimila 
cinquecento  fiorini  per  bene  de'  rubelli  ;  e  però 
gli  fu  fatto  con  volontà  de'  detti  Ragionieri  del 
doppio  in  che  era  fatto  chiarito  fiorini  circa 
quattromila,  che  ne  pagò    circa    undicimila; 
perocché  la  metà  era  la  vera  forte  de'quin-^ 

di- 


IÌ4  USTORIA    FIORENTINA 

dicimila,  e  molti  danari  altri  affai  a' cittadini .• 
Ancora  chiarirono,  cne  il  Conte  Guido  dei 

Conti  Guidi  figlinolo  di il  quale 

tenea  Oiecomano ,  che  di  rai^ione  pervenia , 
eil  era  dei  Comune  di  Firenze ,  ed  ebbeii  la 
tenuta  ,  ed  ancora  Gattaia,  e  Belforte  di  Mu- 
gello, Cile  eiìo  Conte  Gaido  tenea  ;  fentendo 
che'  Ragionieri  erano  per  chiarirlo ,  s'  accordò 
collo  Comune ,  ed  eobe  tanti  più  amici  co  i 
faoi  doni  e  prete  mi ,  più  che  '1  Comune  ,  che 
egli  le  vende  al  Comune  ,  eh'  erano  del  Co- 
mune ,  e'  fu  pagato  ;  di  che  i  Ragionieri  fde- 
gnarono  forte  di  ciò  Ancora  chiarirono  Tetto 
di  b  ilippozzo  ,  che  tenea  il  contado  del  Pozzo 
in  Valdiueve ,  e  renderlo  al  Comune  con  no- 
vanta fedeli,  e  cosi  rendè.  Molti  gran  fatti 
pervennero  alle  mani  de'  predetti  Ragionieri 
di  cofe  occupate  del  Comune,  le  quali  avereb- 
bono  dato  circa  fiorini  cinquantamila  al  Co- 
mune; fé  non  che  le  preghiere  paflàno  i  nu- 
voli, e  fecondo  Sàlamone ,  che  li  doni  accie- 
cano  gli  occhi  della  mente  ;  li  Priori  comin- 
ciarono a  ciò  ,  che' Ragionieri  facieno,a  vo- 
lere, che  difputaflcro  di  ragione  ciò  ,  che  fa- 
cieno;  e ,  Oggi  venite,  domane  udiremo.  Di 
che  vedendo  i  detti  Ragionieri  turbarli  Tufi- 
ciò,  allentarono;  ed  ancora  uno  sdegno,  che 
nacque  ,  fu  quefto  ,  che  Aleflàndro  di  Barto- 
loinmeo  degli  Albi^  fi  partì  da' conforti ,  e 
fece  fcg.no  ,' ed  arme  per  fé,  e  non  potea  però 

ave- 


LIBRO      NONO.  IZ^ 

avere  gli  uficj ,  fé  non  come  gli  Alblzi ,  e  fé* 
condo  la  riformagione  a  punto  di  ragione. 
Era  una  legge  potla  addoffo  a'  ilagionien ,  che 
ogni  ragione,  la  quale  folle  impoitaa'Ragionieri 
per  V  officio  de'  Regolatori ,  le  egli  non  la  fpac- 
ciavano  infra  venti  dì ,  cadeano  i  Ragionieri  ia 
gravi  pene.  Onde  li  Regolatori  avendo  una 
tamburera  di  Bartolommeo,  e  Aleflandro  di 
Niccolaio  d'  Ugo  degli  Albizi ,  che  erano"  per 
tre  uncj,  che  avieno  avuti,  corfi  in  pena  di  mille 
fiorini  per  uficio ,  veduta  la  tamburazione  fu- 
bito  commefla a' Ragionieri, egiiRo  la  feciono 
vedere  ,  e  vollonne  coniiglio  con  quattro  gran 
Dottori  forellieri ,  e  a  ragione  non  gli  poteano 
avere  tolti  li  fiorini .  1  Ragionieri  la  chiarirono 
in  fiorini  tremila  ,  e  in  lire  fedici,  che  aveano 
avuto  del  Gonfalonierato  ,  e  le  loro  chiarigio* 
ni  mandavano  a' Rettori ,  ed  eglino  giicoadan* 
navano ,  e  facieno  Y  efecuzioni .  Ma  andata que- 
fla  a  uno  Mefs.  Bernabò  Magaluffi  Lombardo, 
i  Signori  a  petizione  d*  Alefsandro,e  Bartolom- 
meo difputarono  co'  Ragionieri  quefta  chiari* 
gione ,  e  bailo  più  d'  un  mefe .  Li  Ragionieri 
fdegnati ,  compiuto  il  loro  uficio  ,  il  Podeftà 
predetto ,  quando  gli  avea  a  condannare ,  lafciò 
ufcire  i  Ragionieri ,  e  aflblvettegli .  Non  avea 
però  balia ,  perocché  dovea  condannare ,  fe- 
condo che  gli  era  mandata  la  inquifizione  .  Per 
grande  forza  di  danari,  ch'erano  ricchi  di  cen- 
tomila fiorini ,  feciono ,  che  tutti  i  giudici  di 

Fi- 


126  ISTORIA    FIORENTINA 

Firenze  fofcrilTero  ,  eh' e'  poteano  avere  gli  ufi- 
e] .  Con  danari ,  che  dierono  al  Podeftà  (  e  que- 
fto  fo  io  di  certo)  e  al  tao  collaterale  ,  furono 
affoluti,che  con  tutti  li  coniigU  non  gli  potea 
ailbivere ,  che  con  loro  fiorini  iettemila ,  p  più , 
e  il  Comune  non  ebbe  iua  ragione  . 

Come  fi  fece  la  loggia  della  piazza,  de'  Priori , 
e  quanto  coji'o  ,  Rub.  74Ì. 

NEI  detto  anno  mccclxxhi.  di  Febbraio,  ve- 
duto ,  che  quando  i  Priori  intra  vano  ,  o 
iì  davano  i  gonfaloni,  e  piovellc  ,^  bifognava  , 
che  fi  rinchiudetlèro  li  Signori,  e'i  popolo  in 
S;  Piero  Scheraggio,  piccola  chiefa  a  tanto  fer- 
vigio ,  e  però  diliberarono  allato  alla  moneta ,  e 
tolfero  certe  cafe  di  Dino  di  GeriTigliamochi, 
e  quelle  feciono  ,  con  altre  cafe  de'  Baroncelli , 
disfare,  e  fare  una  magnifica  loggia,  la  quale 
ii  braccia. . . .  larga,  e  lunga  braccia  . .  . .  ed  e 
volta  in  volta ,  e  dicefi  goftaife  circa  venti- 
mila fiorini  d'  oro  .  .: 

i  Come  fi  fece  la  Campana  groffa  ,  e  gittojfi  due 
volte  .\^\xh.  742.    .  . 

Nn  detto  anno,  e  del  mefe  di  Febbraio, 
eilèndo  la  campana  grofl'a  de'  Priori  rotta 
■nz  lajr.i ,  n  divife  una  maggiore  ,  che  pesò  lib- 
bre venzettemlla  >  e  fu  venzette  fpanne  delle 

mie 


LIBRO        NONO.  127 

mie  in  bocca ,  con  grande  fpanne  ,  e  ricoloiH 
due  volte ,  per  non  eilere  bene  formata  ,  e  ia 
effetto  il  dì  di  Carnafciaie  andò  ialino  a  mezza 
via  in  fui  palagio . 

Come ,  e  chi  furono  gli  ammortiti  in  quejlo  anno . 
Rubrica  743, 

LA  fetta  degli  ammoniti  pure  feguia,e  fé- 
ciono  grande  am.na/-zare  ,  e  in  queito 
anno  furono  ammoniti  molti  cittadini  di  no- 
me, infra' quali  furono  quelli^  ciò  furono 

A' dì  II.  di  Settemj:)re. 
Andrea  di  ^^acchio  degli  Adimari . 
Bernardo  di  Salveftro  Buonfigliuoli . 
Piero  di  Migliorino.    ,i -a-a^iZ  .e. 
A'  dì  2, 1 .  di  Febbraio  . 
Bernardo  di  Cuccio  di  Mefs.  Tedici  degli  A- 

di  mari. 
Lamberto  di  Zucchero  Gianni . 

Adì  2.4.  di  Febbraio. 
Ser  Alblzo  del  Maeltro  Sinibaldo . 
Iacopo  di  Vanni  da  Petrognano. 

A  dì  26.  d'Aprile.  • 

Vieri  di  Berto  di  Vieri  di  Mefs.    Ugo  degli 

Scali , 
Bernardo  di  Paolo  di  Luti  Corblzi . 
Francefco  vocato  Ser  Pucciano  de'  Cerchi . 


Quefii 


t28  ISTORIA    FIORENTINA 

OuelU  fono  i  Priori  da' dì  primo  di  Gennaio  1373. 
a'  dì  primo  di  Gennaio  1 3  74.  Rub.  744. 

X^Rancefco  di  Bindo  Ferrucci. 
Niccolò  di  Bocchino  Rimbaldefi. 
Marco  di  Bellaccio  ,  Beccaio  • 
FrancefcQ  Pepi . 

Lionardo  di  Mefs.  Ioanni  degli  Strozzi  . 
Stoldo  di  Mefs.  Bindo  Altoviti  ^'> . 
Antonio  di  Spigliato,  Pellicciaio. 
Matteo  di  Iacopo  Arrighi . 
Filippo  di  Cionetto  de*Baftarl  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Croce . 
Ser  Cafciotto  di  Giovanni  Cafciotti  ^^^  loro 

Not.  q.  S.  Spirito. 

Manetto  di  Ser  Ricciardo . 

Francefco  di  Lippo  Antinori. 

Ioanni  di  Ser  Rucco /^^  Lanaiuolo . 

Ioanni  di  Francefco  Magalotti. 

Bernardo  di  Piero,  Maeftro  . 

Salvetlro  di  Ioanni ,  Pizzicagnolo. 

Niccolò  di  Geri  di  Gerì . 

Neri  di  Bencivenni ,  Orafo. 

Lionardo  di  Niccolò  de' Beccanugi  Confai. 

di  Giuft.  quar.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Bindo  di  Ser  Spigliato  lor  Not.  q.S.Croce, 

Nic< 

(i)  VltT.   n.  Fttit  pnflea  jjtìles  . 

(1)  MS.  Ser  Cafciotti  Ioanni ,  (3)  Mag^  Ser  Ru fri  chi  , 


LIBRO       NONO.  I25> 

Niccolò  di  Lapozzo,  Vaialo. 

Tommafo  di  Piero  di  Nuccio  Parigi. 

jMariotco  di  Simone  Orlaadini. 

Dino  di  Geri  Tigliamoclù . 

Cuccio  di  Ciao  Bartolini  ^*^ . 

Ser  Niccolò  di  Ser  Ciuto . 

Ricco  Taldi,  Calderaio. 

Benci  di  Cione,  Maeftro. 

Andrea  di  Veri  Rondinelll  Gonf.  di  Giuft. 

quar  S  loanni. 
Ser  Guido  di  Ser  Grifo  lor  Not.  q.  S.  Croce . 

Piero  Ghini,  Corazzalo. 
Andrea  di  Tile ,  Maeftro. 
Francefco  di  Caccino  Ricoveri . 
Francefco  di  Naddo  de'Bucelli. 
Simone  di  Ser  Gianni  Siminetti. 
IVko  di  Bartolo  de' Cocchi  ^*^ . 
Francefco  di  loanni  Giani  ^^^ ,  Speziale . 
Tommafo  Bartoli,  Pellicciaio  ^"^^ . 
Lippo  Dini  Tinghi  Gonf.  di  Giuft.  q.  S  Spir. 
Ser  Francefco  Lapi  di  Caftel  Fiorentino  ^^^ 
lor  Not.  q.  S 

Agnolo  di  Neri  Vettori. 
Ugolino  di  Bonfi ,  Speziale  . 
Tomo  XIV,  1  Mat^ 

(i)  Viv.  n.  Fuit  pofleamiles , 

(a)  Viv.  n.  Fuit  poftea  miles  ^ 

\{)  jMS.   emette  Giani . 

(4)  MS.  Speziala . 

(J)  MS.  lafcia  di  Caftcl Fi§rinUn9 , 


130         ISTORIA    FIORENTINA 

Matteo  di  Dolce,  Calzolaio. 
Spinello  Donati ,  Pianellaio.. 
Donnino  di  Sandro  Donnini . 
Giovanni  di  Bingleri  Rucellai. 
Domenico  Cianipelli,  Speziale. 
Bartolomraeo  di  Lorino  Bonaiuti . 
Nofrio  di  Giovanni  di  Mefs.  Lapo  Arnolfi  ^'^ 

Gonf.  di  Giuft.  quart.  S.  Croce  . 
Ser  AlelTandro  di  Mefs.  Ugolino  lor   Not. 
q.  S.  Gio. 
Niccolino  di  Configlio  Ritagliatore  in  luogo 
di  Giovanni  di  Bingieri  adente  .  ^^^ 

Giovanni  di  Francefco  d'  Andrea . 
Nozzo  di  Vanni  Manetti. 
Mafl'eozzo  di  Piero  de'Raffacani. 
Francefco  Vigorofi . 
loanni  di  Gherardino,  Maeftro  . 
Pace  di  Gino  ,  Coreggiaio  . 
Cantino  d'  Agnolo . 
Bernardo  di  Cecco  Spina . 
Giorgio  di  Mefs.  Francefco  degli  Scali  Gonf. 
di  Giuft.  quar.  S.  M.  Novella  ^'^ . 

Ser 


(i)  MS.  omette  Arnolfi. 

(i)  Mig\.  legìùra.  co%ì  :  Extraélus  f un  in  loctim  loajwìi 
Mitigieri  ab  offitio  remoti  Nich$latts  Configli  rifa- 
gliator  die  xx.  Septemh.  ad  friqratum  fupradiéìum , 

(3)  Viv.  n.  Fuit  poftea  miles  •  ..—  --. 


I 


LIBRO      NONO.  131 

Ser  Niccolò  di  Ser  Zanobi  lor  Not.  quart. 

S.  Spirito . 
Luigi  di  Giovanni  da  Quarata^'^. 

Come  fu  grande  mortalità .  Rub.  745. 

NEI  detto  annoMcccLXxiv.  era  fama  d'  una 
mortalità  deli'  uiata  peitilenza  delio  in- 
flato  dell'  anguinaia  ,  o  fotto  il  ditello  ,  e  vi- 
viefene  tre ,  o  quattro  dì  il  più  alto.  Nel  gè- 
nerale  era  ftata  in  tutte  le  circunllanti  d' intor- 
no, grandiifima,  bene  che  ove  maggiore,  e  mi- 
nore ;  ma  nd  generale  parve  elìere  morto  il 
terzo  della  gente,  o  delle  bocche  nelle  cir- 
cun{lanze,e  molte  favole,  e  novelle  fé  ne  di- 
ceano ,  come  di  limili  cofe  s'ufa  di  parlare. 
Cominciò  in  Firenze  di  Marzo,  e  a  poco  a 
poco  feguitò  la  cofa  per  modo,  che  a  Set-» 
tembre,o  a  Ottobre  quali  poco,o  nulla  v'  era 
della  detta  peftilenzia  ;  e  non  fu  niuna  Terra 
in  Tofcana ,  ove  del  tanto  meno  gente  mo- 
rilTero ,  che  in  Firenze  i  perocché  morirono 
circa  fettemila  bocche ,  che  ve  n'  era  a  quel 
tempo  feilànta  milia,  o  più.  Ma  diellene  an- 
cora la  utilità  al  fuggirla  ,  perocché  la  maggior- 
parte  della  gente  con  gli  figliuoli,  e  mogli  uici- 

I  2  ro- 

(1)  Magi.  Verumtamen  die  viiìj  dtéfi  menjis  Novemhris 
in  locum  Nozi  Manetti  ab  officio  remoti  extraéftis 
fuit  foUnniter  Luigius  lohannts  de  quarata  .  Qui 
priores  Vexill.^  Not.  excepto  dumtaxnt  diBo  Noi,» 
ipfum  offitium  accettaverunt  ^  nxercuerunt , 


^       lyi  ISTORIA    riGjlENTIKA 

tono  di  Firenze ,  e  andarono  ad  abitare  in  Ter- 
re ,  ove  era  fiata ,  e  niuno  era ,  che  aveffe  di 
che  fare  le  fpefe,che  non  fé  ne  andafle .  Fe- 
cionfi  molti  ordini ,  di  non  fonare  campane ,  né 
porre  paghe  ,  né  portare  più  ,  che  quattro  tor- 
chi ,  e  non  vellire  più  eh'  e'  figliuoli  di  nero . 
Ancora  feciono  riformagione  fopra  a  chi  fug- 
già ,  che  fé  fofle  tratto  a  uficj ,  folte  {traccia- 
to, fé  infra  dieci  di  non  venitìè  all'uficio,  e 
correflè  m  pena  di  cinquecento  lire,  e  poi  a- 
vefle  divieto  agli  altri  ufìcj;  e  intorno  a  ciò 
aflai  cofe  da  non  farne  menzione  perciò  in 
quefta  noftra  opera . 

Come  fu  cattiva  ricolta ^  e  careflia  grande. 
Rubrica  746. 

NEI  detto  anno  intervenne  grandi  piogge 
di  Novembre,  e  di  Dicembre,  di  che 
fu  cattiva  ricolta;  e  per  quefta  cagione  fi  prov- 
vide a  Firenze  a  mandare  per  grano  in  molti 
luoghi  di  fuori,  perocché  in  Italia  in  molti 
luoghi  fu  fanie  ,  non  clie'careftia,  e  perde 
quell'anno  il  Comune  circa  feflantamila  fio- 
rini, perocché  il  grano  venia  di  lungi,  e  ca- 
ro ,  e  vendevafi  vile ,  ed  in  Italia  fu  careftia 
in  ogni  luogo  :  per  lo  provvedimento  fi  fece 
a  Firenze  ,  fu  più  vile  ,  che  in  altro  luogo  d'  I- 
talia,  e  non  valfe  mai  più  di  lire  tre  lo  ftalo 
di  libbre  cinquanta  ;  così  fé  n'  ebbe  tanto ,  che 

fé 


L    r   B    tt    0      NON    O.  133 

fé  ne  avaffzò ,  tantoché  poi  fi  fece  di  Dicembre 
dare  a' cittadini  a  forza,  che  li  guadò  ;  e  que- 
fto  fu ,  la  detta  careftia ,  l' anno  leguente  ,  e  or- 
dinolli  fi  faceife  fementa  di  miglio ,  vedendo 
queica  cattiva  ricolta  ;  ficchè  la  careftia  fu 
nello  Gennaio ,  e  Febbraio  mccclxxiv.  ancora 
tutto  Aprile  feguentc . 

Come  fcurì)  U  Luna .  Rub.  747. 

NEI  detto  anno  del  mefe  di  Settembre  fcu- 
ro  la  luna, in  fulla  prima  ora  della, not- 
te, e  ba.rò  quali  un'ora  innanzi  che  folle  tra 
ofcurata,  e  chiarita. 

Come  furono  tolte  certe  tenute  a^  grandi  ^  e  pi 
fendute.  Rub.  748. 

NEI  detto  anno  li  Priori ,  che  furono  di 
Novembre  ,  e  di  Diceriibre ,  eflendo  in- 
fra loro  uno  Gonfaloniere  di  giuftizia  ,  il  quale 
era  il  primo  uficio  ,  che  avelie  mai  avuto  di 
Collegio ,  perocché  erano  frati  grandi  ,  e  fu- 
rono popolani  al  tempo  della  cacciata  del  Du~ 
ca  d'  Atelìe  ;  queftì  era  d'  una  famiglia  del  quar- 
tiere di  S.  Maria  Novella  ,  ed  ^vea  nome  Gior- 
gio di  Mefs.  rrancefco  degli  Scali.  A  coftui 
era  flato  ammonito  uno  fuo  conforto  T  anno 
paiTato,  come  addietro  facemmo  menzione, 
ciò  fu  Vieri  degli  beali  \  onde  coftui  era  ia^ 
I  r  fo- 


134  ISTORIA    FIORENTINA 

fofpetto  non  facelTero  a  lui  lo  firn  ile ,  come 
gì' intervenne  Ma  trovandoli  Gonfaloniere  di 
giudizia  ,  perocché  de' grandi ,  quelli  eh'  erano  • 
Capitani  di  Farte,due  per  volta,  e  de'  venti- 
quattro ,  ve  n'  erano  fei ,  e  per  quefta  cagione 
vi  era  Mefs.  Benghi ,  e  altri  Buondelmontì,  e 
d.e' Bardi,  e  altri  grandi,  e  Mefs.  Benghi  era 
ancora  Propoilo  di  detti  Capitani ,  quando  gli 
fu  ammonito  il  conforto  ^'^;  di  che  fece  una 
riformagione-  fare  il  detto  Giorgio  degli  Scali 
Gonfaloniere  di  giuftizia,  che  niuno  grande 
poteflè  avere  niuna  tenuta,  o  terra,  o  fede- 
li, o,dove  fedeli  abitaflèro,  che  a  loro  di  nul- 
la folle  obbligata ,  e  quelle  ,  che  di  ragione 
foflero  loro,  lì  comprailèro  per  Io  Comune 
giudo  prezzo .  Molto  piacque;  ma  non  fi  mifie 
a  fecuzione  a  loro  tempo  ;  a  mano  a  mano  en- 
trarono nuovi  Priori,  e  per  gli  amici,  e  pa- 
renti valfero  le  preghiere ,  e  rivocolli  la  ri- 
formagione . 

Coìne  Ser  Niccoli)  di  Ser  Veittura  fu  cajfato , 
e  perche  .  Rub.  745^. 

NEI  detto  anno  era  nella  Cancelleria  uno 
Ser  Niccolò  di  Ser  Ventura  Monachi , 
lo  quale  era  flato  Cancelliere  de' Signori  bene 

anni ed  era  nel  vero  leale  uomo  ,  ma  per* 

che 

(1)  Così  crediamo  debba  leggerfi ,  poiché  nel  MS.  è  aU 
quanto  confufo  quello  fenfo  « 


LIBRO      NONO.  135 

che  volle  effere  ammonito ,  molto  era  nimico 
di  quella  fetta,  che  ammonleno ;  di  quelli  di 
quella  fetta  era  flato  uno  Bonaiuto  di  Ser  Bei- 
caro  de'  Serragli  tre  anni  addietro  Priore ,  ed 
avea  tolci  ad  aiutare  uno  certo  Comune  di 
certe  gravezze  ;  onde  fi  dille  coftò  il  fervigio 
al  detto  Bonaiuto  dietro  certi  doni  ;  di  che  il 
detto  Bonaiuto  ne  fu  tamburato  allo  efecuto- 
re  ,  e  quali  che  condannato  .  Di  quefto  nacque 
grande  bisbiglio,  perchè  fu  libero, e  non  con- 
dannato ,  chi  in  fuo  favore,  e  chi  contro. 
Diffeli ,  Ser  Niccolò  Cancelliere  predetto  aver- 
gli nociuto  quanto  potè ,  e  aflài  noia  gli  potò 
fare  ,  ellèndo  Cancelliere  ;  onde  trovandoli  lo 
detto  Bonaiuto  Gonfaloniere  di  giuftizia  con 
li  iuoi  compagni  del  mefe  di  Marzo ,  e  d' À- 
prile  ,  lo  caifarono  .  Parve  gran  fatto ,  peroc- 
ché granxie  aiuto  avea ,  ma  fconofcente  uomo 
era ,  e  faftidiofo  per  chi  avea  a  far^  con  lui , 
e  di  pagamenti  ìngordiflimo  :  molto  gli  no- 
cette  ;  e  ciò  fu  aliai  grande  ammaedramento 
a  chi  lo  fecondò .  Fu  in  fuo  luogo  un  Ser  Co- 
luccio  da  Stigliano  di  Valdiniévole  . 

Queflifono  ì  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1 3  74, 
a'  dì  primo  di  Gennaio  1375.  ^^^^^  75^. 

oTefano  di  Lippo ,  Lanaiuolo . 
Niccolò  di  Bono  Rinucci . 
Agnolo  di  Berto  Cecchi. 

I  4  Ioan- 


136  ISTORIA     FIORENTINA 

Ioanni  di  Lapo  Corli ,  Setaiuolo  ^'^ . 

^4arco  di  Giotto  Fantoni . 

Lodovico  d'  Adoardo  degli  Acciaiuoli . 

Zanobi  di  Ioanni  Marignolli ,  Albergatore. 

Miniato  di  Nuccio,   tunaiuolo. 

Iacopo  di  Dino  Guidi  Gonf  di  Gluft.  quar. 

S.  Giovanni . 
Ser  Iacopo  Ambruogi  lor  Not.  q.  S.  M.  N. 

Stefano  del  Roflb ,  Fabbro  , 

Tonimafo  Brancacci ,  Linaiuolo  , 

Bernardo  di  Ser  Ridolfo  Fretafini. 

Bonfignore  di  Spinello. 

Francefco  di  Ser  Benincafa ,  Stamaluolo  ^^^. 

Giorgio  di  Collino  Grandoni  ^^^ 

Francefco  di  Neri  Fioravanti . 

Galeazzo  (.^/.Galeotto)  di  Tommafo  Baronci . 

Bonaiu-io  di  Ser  Belcaro  Serragli  Gonf.  di 

Giuli,  q.  S.  Spirito  . 
Ser  Francefco  di  Vanni  Muzzi  lor  Not.  q.d. 

Boninfegna  di  Filippo  de' Malchiavelli» 
Matteo  di  Bonaccorfo  Alderotti . 
Dino  di  Nuccio,  Coregglaio. 
Santi  del  Ricco  ,  Vinattiere. 
Temperano  di  Manno  del  Chiaro. 
Gagliardo  di  Neri  Bonciani . 

Nuc- 

(i)MS.  omette  Setaiuolo, 

(j)  MS.  omette  Stamaittolo  . 

(3)  Magi,  aggiugne  Lanifix ,  e  lafcia  Gf0ndoni\ 


LIBRO      NONO.  137 

Nuccio  Martelli,  Setaiuolo. 

Francefco  di  Buto,  Scodellalo. 

Niccolò  d'  Ugolino  de'  Giugni  Confai,  di 

Giuft.  qùar.  S.  Croce. 
Ser  Benedetto  di  IoanniCiai  lor  Not.  quart. 

S.  Giovanni . 

Maffeo  di  Vanni. 

Piero  Bini. 

Simone  di  Rinieri  de'Peruzzi. 

Agnolo  di  Piero  de' Covoni. 

Ghieri  di  Chele ,  Albergatore . 

Branca  d*  Amerigo ,  Beccaio . 

Giovenco  di  Daniello  Arrigucci  » 

Ftancefco  di  Ser  Santi  Bruni  ^^\ 

Luigi  di  Lippo  Aldobrandini  Gonf  di  Giuft. 

quar.  S.  M.  Nove'la. 
Ser  Bartolo mmeo  di  Ser  Bonaiuto  da  Rigna- 

lio  ^*^  lor  Not.  quar.  S.  Croce . 

Tommafo  di  Mone  Guidetti. 
Gentile  di  Lippo  Belfredelli. 
Niccolò  di  Fiìippozzo  Soldani. 
Donato  Bufini. 

Giannozzo  di  Strozza  degli  Strozzi. 
Bardo  di  Guglielmo  degli  Aljoviti . 
Giovanni  di  Mone ,  Biadaiuolo  ^^^ , 

Fran- 

(ly  Magi,  «ggìugne  Camp/or, 

(a)  MS.  lafcia,  ii^  Rignano. 

(l)  Viv.  n.  Futtpofteamiles  ,fe4rHechat)icit$. 


13?         ISTORIA    FIORENTINA 

Francefco  di  Bartolo  Baldoni ,  Bottaio . 
Matteo  di  Federigo   Soldi  Gonf.  di  Giufl:. 

quar.  S.  Giovanni  ^^^ . 
Ser  Piero  di  Ser  Stefano  Cafciani  lor  Not. 

quar.  S.  M.  Novella. 

Feo  Benini ,  Pizzicagnolo . 

Tieri  di  Paolo,  Malifcalco . 

Lapo  di  Dino  (  al  di  Guido  )  de'  Tolofini . 

Filippo  di  Spinello  da  Mofciano. 

Andrea  di  Segnino  Baldefi . 

Cipriano  di  Lippozzo  de' Mangioni. 

Benincafa  di  Michele  Riftori . 

Fuligno  di  Conte  de' Medici . 

Uberto  di  Schiatta  Ridolfi  Gonf.  di  Giufl:. 

quar.  S.  Spirito .  Fu  aliente  . 
Niccolò  di  Bocchino  Gonf  di  Giuftizla 

quar.  S.  Spirito  ^^^ . 
Ser  Tommafo  AldobrandilorNct.  q.S.Croce. 

Come  fi  prefe  in  quefio  anno  la  Lega  di  Mefs.  Ber- 
nabò ,  e  con  gli  Cornimi  di  Tofeana ,  e  la  Com- 
pagnia di  Mefs.  Ioanni  Aguto  venne  a  Firenze  • 
Rubrica  751. 


N 


EU'  anno  mccclxxv.  emendo  reftata  la  mor- 
talità, e  tornati  i  cittadini  a  Firenze,  ed 

ef. 

(i)  Viv.  n.  Fuit  poflea  miìes  ,  fed  mcchauìcus , 
(2}  Magi,   Veruvitamen    in  Ioch71i    Ubertì  Schiatte  Ri- 
do l fi  ah  officio  remoti  extra&us  fuit  folenniter  ISÌicbo'' 
lati  s  Bocbini  Rimèaldejts  ad  •oescilUferatum  Itrft, 


LIBRO      NONO.  I3p 

cffendo  {lata  la  gran  careftia  ,  e  poco,  o  niente- 
grano  fi  trovò  in  Firenze,  e  nelle  Terre  del 
contado  ,  ficchè  ellendo  lo  Cardinale  di  Sant'A- 
gnolo Gugliehìo  di  Novelletta  ^'^  a  Bologna  ,  Si- 
gnore per  la  Chiefa,  ed  a  Perugia  Y  Abate  di 
Montemaggiore ,  per  la  Chiefa  Signori ,  s' intefe- 
ro  infieme  lo  Cardinale  ,  e  l'  Abat^  ,  e  chi  dice 
di  volontà  della  Chiefa ,  cioè  del  Papa  ,  per  in- 
trodotto della  fetta  degli  Albizi ,  i  quali  v'a- 
veano  il  Cardinale  ,  e  chi  dice  della  fetta  dei 
Ricci,  infieme  con  loro.  Ma  come  ch'ella  fi 
foffe  ,  e  donde  procedeiliè,  lo  Cardinale  di  Bo- 
logna fcrilfe  a'  Fiorentini  ;  conciofiacofachè 
folle  in  triegua  collo  Signore  di  Melano  Mef- 
fer  Bernabò  ,  e  non  aveflè  di  che  paga  e  li  fol- 
dati  ;  egli  fignificava  a'  Fiorentini,  che  Mefser 
Giovanni  Aguto  ^^^  Inghilefe  farebbe  compa- 
gnia; ma  dove  i  Fiorentini  lo  vole (fero  pre- 
ilare  centomila  fiorini,  o  almeno  feflantamila, 
ch'egli  li  poteflè  pagare,  che  quella  (tate  non 
s' anderebbono  a  Firenze .  Tenutoli  di  ciò  ra- 
gionamento a  Firenze,  vidono,  che  non  era 
altro,  che  per  voler  mugnere  di  danari  Firen- 
ze ,  ed  oltre  a  ciò  di  volere  poi  dire  un'  al- 
tra volta  il  fimile ,  di  che  non  era  tempo  da 
predare  ;  onde  fi  gli  fu  mandata  folenne  am- 
bafciata  per  rifpoila ,  dicendogli ,  che  non  era 

pof- 
(i)  Supplirò  coir  Amm'rato  Uh.  ^^.pag   6gi. 
(a)  MS.  Atichut ,  il  quale  nelle  fcritture  è  chiamato  ancora 

Gios  Haukevvode  ,  e   alcune  volte  Haukebbode  ,  come 

fcrive  r  Ammirato  l,cit*pag,  6^3. 


T40  ISTORIA    FIORENTINA 

poflènte  il  Comune  a  ciò  :  di  che  di  Giugno 
Mefs  Giovanni  Aguto  fi  partì  da  Bologna,  e 
venne  per  1'  Alpi,  e  prima  per  le  fiumare, e 
capitò  a  Tapuraccio  ^'^  neir  Alpi  de'  Bologneli 
con  Fiorentini  in  fu'  confini .  i  Fiorentini  veg- 
gendo,  ch.t  il  Cardinale  mandava  loro  quella 
gente  addofib  per  dire  :  lo  farò  ardere  loro 
le  ricolte ,  e  fatto  il  divieto ,  poi  affamati  io 
farò  Signore  di  Firenze  ;  tutto  ciò  veduto  per 
gli  Fiorentini,  e  trovato ,  che  in  Prato  ii  trovò 
uno  trattato,  che  Mefs.  Giovanni  Aguto  do- 
veffe  avere  Prato  per  uno  Ser  Piero  da  Can- 
neto prete  ,  fi  penfarono  d' accordarfi  eoa 
Mefs.  Giovanni  Aguto,  e  diergli  centotrenta 
miglia'  di  fiorini ,  e  cosi  s'  accordarono  con 
lui,  e  diergli  ogni  anno  di  provvifione  mefl- 
tre  viveilè  in  Italia  fiorini  mille  diigento  ^'^ .  E 
cosi  venne  dallo  Stale  ,  e  fcefe  fui  contado  di 
Firenze  ,  è  paftò  in  fu  quello  de'  Pifani  ;  fece 
rimediare  Pifa,e  Siena,  e  andonne  nella  Mar- 
ca, e  poi  a  Bologna  ritornò.  Parve ,  che  ge- 
neralmente fi  dicefie  ,  che  fu  di  patto  da  lui 
al  Cardinale  ,  che  fé  per  le  paghe  facelfero  ri- 
comperare i  Comuni  di  Tofcana,  fi  foifero 
mezzi  loro,  e  mezzi  per  le  paghe ,  che  avieno 
d.'Vttt  i  perchè  quefte  li  ftentailèro^^^  Se  fu  ve-' 

ro, 

{ì)  Ammirato  /  cìi.  Gaburrato * 
(i)  vSappUro  coir  Ammirato  /.  cit, 

(3)  Q'J'^f^o  periodo  nèH* Originale  è  afTai  cohfiifo  ,  e  pec^ 
ciò  fi  è  racconcialo  ,  come  «juì  fi  legge. 


LIBRO       NONO.  141 

To,  queflo  non  fi  usò  mai  più,  che  la  Ghie  fa 
di  Roma  andafle  in  compagnia  facendo  rime- 
diare i  Comuni,  e'  Signori,  Vedutoli  queTio 
in  Firenze  feciono  lega  i  Comuni  di  Tofca- 
na ,  e  Mefs.  Bernabò ,  e  fecero  otto  uficiali  con 
grandiffima  balia. 

Co7?ie  fi  fece  lo  nfido  della  Balìa ,   e  fu  altana- 

glìato  Ser  Piero  da  Camteto  ,  e  furono  fatti 

tifici  ali  fo^r  a  la  Parte .  Rub.  752. 

NEI  detto  anno  mccclxxv  nel  Priorato  di 
Luglio ,  e  d'  Agofto  ,  veduto  ,  che  Io 
Giugno  paflato  per  S.  Giovanni  Mefs.  Giovan- 
ni Aguto  avea  cavalcato  a  Firenze ,  e  il  trat- 
tato in  Prato,  che  Ser  Piero  da  Canneto  fu 
attanagliato ,  nonoftante  che  fofle  Prete  ;  co- 
mecché certi  diilèro  non,  ejfere  vero  il  trat- 
tato ;  ma  rimanga  in  fuo  luogo  ;  cosi  andò  : 
furono  eletti,  acciocché  il  Comune  non  pa- 
gafle  quello  ,  che  de'  Pallori  delia  Chiefa  a  tor- 
to avieno  fatto  pagare  a' Fiorentini  a  Mefser 
Giovanni  Aguto,  furono  eletti  otto  cittadini 
con  gran  balia,  a  porre  danari  a' Che  rie  i  per 
difendere  la  città  di  cui ,  e  da  cui ,  e  come  a 
loro  piacefT'e,  e  fopra  quali  chiefe,  o  perfona 
eccleliallica  ;  onde  pofero  una  preftanza ,  che 
fé  ne  dovefle  rendere  ogni  anno  tanto,  che 
foflèro  reftituiti  quelli,  che  s'accattaiTero;  on- 
de fi  dice  ,  che  n'  accattarono  per  forza ,  o  per 

amo- 


142         ISTORIA    FIORENTINA 

amore  fiorini  novantamilia>  o  piùi  furono  gli 
uficiali  a  ciò  eletti: 

Matteo  Alderotti. 

Niccolò  Rinucci, 

Toìnmafo  Soldant , 

Niccolò  de"  Giugni . 

Lionardo  de*  Eeccanugì . 

Francefco  Rocchi. 

Bartolo  di  Michele ,  ^  \  a  ,.  r.- 

Bernardo  di  Luigi  ^'^     ->        -^    * 

E  fimile  furono  eletti  otto  cittadini ,  i  quali 
ebbono  una  grandiffima  balia  a  fare  lega ,  guer- 
ra ,  pace  ,  e  a  potere  fpendere  ciò ,  che  volef- 
fero,  e  non  fi  avefle  a  vedere  ragione  dilo- 
ro,  e  a  potere  vendere,  e  impegnare  rendi- 
te ,  e  generale  balia ,  come  tutto  il  Comune , 
in  molte  cofe .  Quelli  furono  gli  eletti  : 

Quart.  S.  Spirito . 
Giovanni  Dini,  Speziale. 
Aleflàndro  di  Mefs.  Riccardo  de'  Bardi . 

S.  Croce. 
Giovanni  Magalotti. 
Andrea  di  Mefs.  Francefco  Salviati . 

S.  M    Novella. 
Tommafo  di  Marco  degli  Strozzi. 
Cuccio  di  Dino  Cucci . 

S  Gio- 

(i)  Snpob'ti  coli' Ammirato  /  13.^/f^.  70^»  per  raancanrt 
dell' Originale  ,  chs  li  lafcia  in  bianco  . 


LIBRO      NONO.  143 

S.  Giovanni  . 
Matteo  ^'^  di  Federigo  Soldi ,  V^inattiere . 
Giovanni  ^-^  di  Mone  ,  Biadaiuolo . 

Quefli  otto  uficiali  fecero  pure  i  maggiori  fat- 
ti ,  che  mai  infino  a  quello  dì  fi  faceiìero  ; 

Cerne  fi  fecero  pà  volte  n-fìciaUfopra  porre  a'  Preti, 

e  come  fecero  ribellare  Terre  alla  Cbiefa . 

Rubrica  753. 

NEI  detto  anno  mccclxxv.  vedendo ,  che  la 
lega  era  fatta,  e  che  preilanze  per  pa- 
gare dodici  centinaia  di  lance  non  baftava  a'  ibi- 
dati,  che  rincrefcea  pagare  a'  cittadini,  e  che 
per  difetto  de'  Faftori  della  Chiefa ,  la  gente 
li  tenea  ,  fecefi  uficiali  a  vendere  gli  arredi  ^'^ 
delle  chiefe ,  e  poi  a  porre  loro  preftanze  alle 
chiefe ,  e  poi  a  vendere  le  pofieffioni  delle  chie- 
fe .  Vedendofi  in  lega  quefti  uficiali  della  ba- 
lia ,  cercarono  d' eflere  lafciati  (lare  da'  Pa- 
ftori  della  Chiefa  ;  mandarono  ad  Orvieto ,  ed 
a  Viterbo,  ed  in  effetto  effendo  ad  Orvieto 
le  fette  ,  il  tennono  modo ,  che  Orvieto  fi  ru- 
bellò  con  ordinamento  di  detti  uficiali  della 
balia  ;  poi  le  più  caftella  fi  rubellarono ,  e  ol- 
tre a  ciò  tennero  modo  co'  Perugini ,  che  fi 
rubellarono  dall'  Abate  di  Montemaggiore  ,  ed 

in 

(0  MS.  Marco.  (a)  MS.  Tommafo, 

(})  MS,  Aruthn\ 


144  rSTORIA    FIORENTINA 

in  effetto  a'dì  8.  di  Dicembre  fi  ribellò  Perugia^'^ 
Queftiotto  fecero  una  bandiera,  la  quale  era 
tutta  rofla ,  con  lettere  a  traverfo ,  come  quelle 
di  Roma;  ma quefta  bandiera  dicea,  Libertà, 
lettere  bianche  ;  e  molte  Terre  ,  che  fi  rubel- 
lavano,  fi  voleano  dare  alli  Fiorentini,  e  mai 
niuna  ne  vollero  ;  ma  mandavano  la  bandiera 
della  Libertà,  e  facevanle  libere.  Di  che  que- 
lla cofa  fece  molte  Terre  liberare  di  mano 
della  Chiefa,  e  poi  alcuno  Tirannello  fi  leva- 
va, e  rientravavi  dentro  ,  pure  alla  Chiefa  era 
tolta .  Di  che  per  quefta  cagione  il  Papa  fece 
fcomunicazione  di  nominati  cittadini ,  cioè  i 
Priori ,  e  li  Collegi ,  e  li  Otto  della  balia ,  e  chi 
avefle  niuno  uficio  nella  città  di  Firenze .  For- 
mato lo  procefTo ,  e  fatta  la  richiefta ,  e  ji^ofto 
lo  intradetto ,  fi  mandò  a  difendere  il  detto 
proceflb  Mefs  Donato  de'  Barbadori  ^^\  il  qua- 
le francamente  fece  contro  al  proceflb  ;  ma 
nulla  valfe.  ^ 

Come  fi  mandi),  in  V rancia  ,  e  nella  Magna  a  fcu- 
farli  degli  abominj  dati  a'  Fiorentini ,  e  come 
il  Pa^a  fcomunicò  chi  ritenejfe  i  Fiorentini . 
Rubrica  754. 

NEI  detto  anno  il  Papa  fcomunicati  i  citta- 
dini ,  e  fatto ,  che  fofle  fcomunicato  chi- 
unque ne  ritenefle  niuno,  e  più,  che  chi  po- 

tef- 

(1"^   La  refa  però  fu  a'dì  ix.  Ammirato  l.  i^^p^g  ^95 • 
(2)  E  Al  IJ^rtdro  ddV  Antella  ,  e  Domenici  di  Salvcjirft , 
come  procuratore  ,  Iscondo  1*  Amniir.  /  cìt,png  6p5. 


LIBRO      NONO,  145 

tefle  de'fuoi  beai  torre  nulla,  foiTè  fuo,come 
di  icoinuuicati ,  ed  eretici,  molti  danni  ven- 
nero a' Fiorentini  per  lo  mondo,  e   molti  ne 
furono  disfatti ,  e  gran  telbro  perderono  1  Fio- 
rentini ,  e  abomminò  il  Pap-i  per  tutto  il  mondo 
i  Fiorentini,  e  come  ciò  fu,  perchè  volea  cac- 
ciarli d'ogni  reame.  Fu  mandati  ambafcia Jo- 
ri allo  imperadore,e  in  Francia,  e  in  Inghil- 
terra, e  ove  fu  fatte  fcufe  ;  e  là  Reina   Gio- 
vanna promifle  di  non  cacciare  i  Fioi*entini, 
ma  fé  pure  cacciarh  conveniiìe ,  farebbe  loro 
quattro  meli  termine  ;  ma  non  1'  offervò  ,  che 
non  die  loro,  che  quindici  dì,  e  grandi  danni 
ne  ricevettono  i  Fiorentini  per  la  fua  fidanza 
data;  e  pertanto  in  Vinegia,  e    in  F:fa  furo- 
no ricettati,  non  oftante   ogni  comandamen- 
to ,  e  interdétto  fatto .  Quefti  fu  Fapa  Giiiri- 
goro  XI.  uomo,  il  quale  in  fua  vita  nipote  di 
Papa  Chimento  ,  fu   giovane  di  quindici  anni 
quando  fu  fatto  Cardinale  ,  e  iniin\)  al  dì ,  che 
fu  fatto  Papa,  fi  dille  eflere  flato   vergine,  e 
di  fanta  vita  ;  non  lo  moftrò  molto  nelle  opere 
contro  a' Fiorentini,  o  vero,  che.  la  ingiuria 
fofle  sì  grande  a  lui ,  e  alla  Chiefa  fatta  per 
gli  Fiorentini ,  eh'  egli  era ,  o  vero  gli  parea 
lieto  affare   ogni    cofa    contro  a*  Fiorentini , 
perocché  i  Fiorentini  gli  fecero  perdere  ciò , 
che  tenea  in  Patrimonio  ,  ed  in  Campagna ,  e 
in  Romagna  ,  e  in  Tofcana ,  liccome  per  ad- 
dietro ,  e  innanzi  appare . 

TomoXlV^  K  Quel- 


14^  ISTORIA    FIORENTINA 

Quelli ,  che  furono  ammoniti  in  queJF  anne  . 
""',  --  Rubrica  755. 

NEI  detto  anno  mccclxxv.  feguendo  la  detta 
forma  dello  ammonire  ,  e  guaftamento 
della  noftra  città,  furono  ammoniti  gF  infra- 
icritii,  r-if^v 

AVdì  1 8.  d*  Aprile. 
Bartolo  di  Martino  Peruzzi . 
Vita  Pafquini  Nuti  de'  Rapucci  da  Baccherete . 
Michele  di  Pagno  di  Ventura  . 
A'  dì  1 3 .  di  Maggio  . 
Ser  Tommafo  del  Maeftro  Piero  Ciotti  da  San 

Gemignano . 
Giorgio  di  Mefs.  Francefco  degli  Scali ,  a'  dì  6. 

di  Novembre, 
Del  quale  Giorgio  nacque  grande  ammirazio- 
ne in  tutti  li  cittadini ,  e  fu  quella  cofa ,  che 
fu  principio  del  guaftamento  del  buono ,  e  bel- 
lo reggimento;  imperocché  il  detto  Giorgio 
di  progeoie,  e  ftirpe  Guelfiffima  fu  fempre, 
e  già  per  gli  Fiorentini,  e  Parte  Guelfa  nelle 
guerre  de'  Fiorentini  contro  a'  Pifani ,  e'  Ghi- 
bellini fu  fempre  gran  maeftro ,  e  confidente 
a'  Guelfi  ;  ma  per  lo  fdegno ,  che  ricevette 
contro  del  conforto ,  che  fu  ammonito  ,  come 
-addietro  è  fatta  menzione,  Rubrica  748.  eflb 
Giorgio  al  partito  fpariva .  Era  uomo  di  gran- 
de ardire,  e  difottiie  ingegno,  e  di  gran  ve- 
de- 


LIBRO       NONO.  147 

dere ,  ed  uomo  fantifico  ;  di  che  quelli  parti- 
giani li  prefero  gran  Ibfpetco  di  lui ,  e  perchè 
negli  ufìcj  era,  temeano,  s'egli  li  trova  in 
luogo  da  nuocere  alla  Parte  ,  lo  fari ,  e  perciò 
l'ammonirono.  Onde  li  Guelfi,  che  n:)ii  era- 
no di  quell'animo,  e  non  piaceva  loro  quel- 
r ammonire,  molto  (i  turbarono;  e  ciafcuno 
dicci:  Quelli  è  Guelfo,  ed  è  amino  ito  ,  e 
non  fé  ne  fa  nulla;  così  faranno  oggi  a  te, 
domane  a  me;  que.li  ordini  fecero  per  am- 
monire i  Ghibeiiini,  e  non  i  Guelfi  ;  quello  (i 
vede,  che  chi  non  vuole  dire  come  loro,  ha 
ammonito.  E  molto  sbigottirò,  e  temettero, 
e  quelli  partigiani  vedendo  aver  fatci  sì  gran 
fatti,  e  non  elFerne  nulla,  troppo  più  d' ar- 
dire, e  di  prefunzione  prefero,  onde  ogni  uo- 
mo tremava  di  loro  ;  e.  per  certo  non  era  nin- 
no sì  Guelfo,  che  gli  parefie  etière  iicuro  ,  fé 
non  dicea  quello,  ch'elfi  diceano,  e  tali  di- 
ceano  loro:  Bene  fate  ;  ammonite  ;  che  di  ciò 
crepavano ,  e  tutto  per  paura  ;  e  quando  paf- 
lava  il  Collegio  de'  cittadini,  erano  più  per  la 
città  fcappucciate ,  e  trarre  di  berrette,  che 
a'  Priori ,  e  teneano  modo  d' arrecarli  gente 
a  cafa ,  perocché  affai  fofle  Ghibellino,  che 
cfli  non  lo  tenelìero,  ed  operalferlo  per  Guel- 
fo, fé  abbaiava  per  le  piazze ,  e  per  li  palagi 
in  favore  loro  ,  e  fé  era  de'  Priori  ,  e  favoreg- 
giava a  loro  modo  ,  per  Guelnifimo  lo  tenea- 
ao  5  e  così  aliai  era  Guelfo  j  che  fé  non  fa- 
K  z  cea 


148  ISTORIA    riO^RENTINA 

cea  per  loro  ,  ogni  dì  lo  trameftavano ,  di^ 
cendo  :  Egli  è  nato  di  luogo ,  cat  non  che  ne 
fofle  nato,  ma  non  lo  avea  mai  udito  ricorda- 
re ;  e  così  li  guidava  la  Terra  in  malo  l1:ato  . 

Come  fi  r libello  Bologna,  Rub.  755. 

NElFanno  del  mccclxxv.  a'dì  20.  del  mefe 
di  Novembre  ,  gli  otto  della  balia  ef- 
fendo  ilimolati  da  molti ,  e  ancora  da  loro 
medeiimi,  e  d' intorno  ,  da  fare  forma  alla  li- 
beragione  delle  Terre  ,  che  fi  teneano  per  la 
Chiefa,  sì  s'immaginarono,  che  Bologna  era 
quella  Terra,  ch'era  di  bifogno  a  trargli  di 
mano ,  perocché  gran  quantità  di  danari  ne 
traevano,  e  ancora  molti  fulTidj ,  ed  a  freno 
teneano  tutta  Romagna .  DiUberollI  quello  dì 
di  mandare  alcuno  fegretamente  per  alcuno 
amico  del  Comune  ,  e  nimico  di  quelli  Pallo- 
ri, infra  gli  altri ,  che  vennero  fegretam  nta  , 
furono  quegli  da  Loiano,  e  de'  Bianchi  ,  e 
compuofeli  con  loro  la  faccenda,  e  non  venne 
però  fatto.  Ma  poi  con  quelli  medellmi  fi 
fece  la  faccenda  colla  gen:e  da  piede  ,  e  da 
cavallo  ,  che  vi  fi  mandò  in  gran  copia  ,  e  ru- 
belloili ,  e  tornò  a  libertà  ;  e  lo  Comune  di  Fi- 
renze vi  mandò  gente  aflai,  e  ambafciadori  a 
riformare  la  città ,  e  dar  loro  gli  ordini ,  e 
jntrarono  in  lega .  Quello  dì ,  che  fi  rubella- 
rcno  ;  fu  nell'anno  mccclxxv.  a'  dì  20.  di  Marzo. 

Come 


L   I   B   r.   O       NON   O,  14^ 

C  0172  e  pò  (lo  la  intra  detto  Jt  fecero  molte  compagnie, 

e  laude  in  Firenze ,  e  di  iiomiyii ,  e  di  femmine , 

Rubrica  75;. 

NEU'anno  ^'^  mccclxxvi.  avendo  lo  Papa 
pollo  lo  ntradetto ,  ed  oflèrvandofi  per 
tutto  il  contado  ,  e  la  città ,  avvenne ,  che  par- 
ve, che  una  compunzione  venifle  a  tutti  i 
cittadini ,  che  quaiì  in  ogni  chiefa  li  cantava 
ogni  fera  le  laude  ,  ed  uomini ,  e  femmine  in-* 
finiti  v'andavano;  ed  era  sì  gran  cofa  le  fpe- 
fe  y  vi  li  facea ,  di  cera ,  e  libri ,  e  cofe  ne- 
ceflarie  ,  eh'  era  gran  fatto  ;  ed  ancora  s'  an- 
dava ogni  dì  a  proceilione  colle  reliquie ,  e 
canti  mulichi,  con  tutto  lo  popolo  dietro,  ed 
ogni  compagnia  facea  battenti  in  tanto  nume-* 
ro ,  che  v'erano  infino  a  fanciulli  di  dieci  an- 
ni ;  e  certo  più  di  cinquemila  battenti,  quando 
fi  facea  proceffione  generale,  v'  erano,  e  ven- 
timila perione ,  o  più  feguiano  la  proceifione, 
e  dal  vedere  lo  facrificio  del  Corpo  di  Grillo 
in  fuori,  più  divoti,  e  più  cattolici  in  Ilare 
in  chiefa  a  predicne  ,  a  orazioni  ,e  a  digiuni, 
che  quando  ii  dicea  1'  uficio  della  meilà  non 
erano  , per  ogni  uno  cento.  Ancora  fi  moflero 
molti  giovani  nobili ,  e  ricchi ,  e  (i  converti- 
rono ,  e  feciono  loro  conventicule  a  Fiefole  ^ 
e  facieno  loro  limoline ,  e  quivi  in  digiuni , 

K  3  e  in 

(i)  MS.  Nel  detto  aHn§\ 


150         ISTORIA    FIORENTINA 

e  in  orazioni,  dormieno  in  fulla  paglia,  e  in 
terra,  e  convertieno  peccatrici,  e  veilienle  , 
e  menavanle  a  Fiefole  ,  e  facieno  loro  limoli- 
ne ,.  e  muniilerj  muravano  ,  e  non  li  vergo- 
gnavano  molti  ricchi  giovani  fprezzarii,  e  ab- 
bandonare lo  mondo ,  e  andare  accattare  per 
le  povere  perfone  convertite  ;  ed  era  quella 
cola  sì  dilatata,  che  ben  parea ,  che  voletrero 
vincere,  e  aumiliare  il  Papa,  e  che  volicno 
efTere  ubbidienti  alla  Chiefa . 

Come  fi  cor  fé  Faenza  per  la  Chiefa  ,  e  ritbojjt  ge^ 
neralmente  tutta  la  citta ,  e  Mefs.  Giovanni 
Agiito  r ebbe,  e  s' arricchì.  Rub.  758. 

NEI  detto  anno  mccclxxvi.  a'  di  24  di  Mar- 
zo ,  eiìèndoll  rubellata  Bologna ,  ed  effen- 

do  in  forza  per  la  Chiefa  Mefs 

in  Faenza ,  fenténdo ,  alcuna  cofa  fi  cercava  per 
rubellarfi ,  parve  ,  eh'  alfentiffe  ;  di  che  mandò 
per  Mefs.  Giovanni  Aguto,  e  fi  lo  mife  den- 
tro ,  e  la  città  mife  a  faccomanno  ,  e  chi  fu 
prefo  de'  terrieri ,  fi  ricomperò .  Oltre  a  ciò 
tutte  le  donne  furono  prefe,  e  tenute  per  loro 
femmine  da'  foldati  Inghilefi,  e  diflbli,che  il 

detto  Mefs fulla  porta,  quando 

le  femmine  fé  n'  andavano ,  che  aflai  le  ne 
partirono,  poiché  furono  Jaflàte  per  alcuni 
Caporali ,  a  cui  rincrefcea ,  o  forfè  non  ne  vo- 
lieno  tante,  ne  vecchie,  né  rulliche,  il  detto 

di- 


LIBRO      NON   O,,.  IJX 

dicea  :  Torna  addietro  ;  quefta  fia  buona  per 
la  mafnadà  ;  e  poi  ancora  non  fofferfe  ,  che  li 
monifter}  delle  religiofe  monache  li  falvade, 
ma  così  a  lacco,  e  al  vizio  della  luflìiria  fu- 
rono date,  come  le  m.ondane .  Quello  parve 
ftraniffimo  ,  e  di  ciò  il  Papa  non  curò ,  e  non 

moilrò  al  predetta  Mefs avere 

mala  voglia  niuna  di  tanta  maladetta ,  e  di- 
fonefta  operazione. 

Cdtne  venììe  la  brigata  de  Brettoni  in  Italia  per 
venire  a  Firenze,  e  con  loro  venne  lo  Cardi- 
nale di  Ginevera ,  e  gli  Atnbafciadori  àndaro  a 
Vignane  al  Papa.  Rub.  75^. 

NEI  detto  anno  MCccLxxvi.  parve  agli  otto 
della  balia  predetti  avere  fatto  aifai  alli 
Pallori ,  e  che  quali  non  li  potea  fare  più ,  che 
aver  perduto  la  Chiefa  cià,che  avea  in  Ita- 
lia ;  di  che  per  quella  cagione  diliberarono  di 
mandare  àmbafciadori  al  Papa ,  e  di  cercare 
pace .  Ciò  fu  commeflò  ;  li  quali  àmbafciadori 
furono  quelli  : 

Mefs.  Alétrandro  di dell'  Antella 

Mefs.  Pazzino  di  Mefs.  Frane,  degli  Strozzi 
Michele  di  Vanni  di  Ser  Lotto. 
Partironfi  a'  dì  due  di  Giugno  mccclxxvi.  e 
poco  profetto  feciono  ;  e  tornarono ,  e  quaii 
che  non  fu  loro  mancato  il  falvocondotto ,  e 
avuto  villania  nella  perfona  .  Tutto  quello  era 
K  4  piut- 


152  ISTORIA     FIORENTINA 

piuttoflo  per  vope razione  dei  Viiconte  di  To-»- 
rena  rrateilo  dei  I^apa,  lo  quale  avea  divifato 
d'  ellere  Signore  di  tiren^e ,  e  diede  ordine  di 
jujindare  i-ii  Italia  una  compagnia  di  Brettoni , 
li  quaii  in 'quelli  tempi  s'erano  partiti  dalla 
guerra  dellio  Re  d.  Francia,  e  dello  Re  d'  in- 
ghilrerra,  e  venuti  a  Vignone  ,  e  quivi  pat- 
teggiati coì^  Papa  li  partirono ,  e  promiilbno  di 
ctìere  per  S.  Giovanni  di  Giugno  a  Firenze, 
€  con  molte  minacce  profferendo  di  pigliare 
perforzaFirenze  ;di  che  per  quello  loro  det- 
to avi<^no  difegnato  in  fu  d'  una  tavola  di  gelTo 
a  Firenze  tutta  la  citta ,  e  li  prominenti  luo- 
ghi, dicendo:  Qui  farò  roftello  del  Vifcon- 
te  ,  qui  porrò  il  calibro  ;  e  poi  quando  era  loro 
detto ,  non  effere  Firenze  da  pigliare  per  for- 
za, diceano,  che  fé  il  fole  intraflè  in  alcuna 
terra,  effi  v' entrerebbono ,  e  prenderebbono 
per  forza .  Di  che  veduto  quello  gli  otto  pro- 
vidono  a  ciò  ,  e  ordinaró  de'  foldati,  e  richiè- 
fero  la  lega  ,  ed  afforzarli . 

Come  fit  Me fs.  Ridolfo  da  Camerino^^'^  Caj)itam' 
della  gente  Fiorentina ,  e  come  i  Brettoni  ten- 
tarono di  venire  a  Firenze  y  e  nort  poterono ,  e 
di  ciò  y  che  fecero  gli  Otto.  Rub.  760. 

NEI  detto  anno  fentendo  la  venuta  de'  Bret- 
toni, e  parendo  i  Fiorentini  ellere  molto 

ignu- 
(1)  Ammirato  iiù.  J^-pag,  <^pp.  Ridolfo  da  Varano  • 


LIBRO       NONO.  153 

ignudi  di  gente ,  e  di  valorofo  Capitano ,  s' in- 
gegnarono d'  avere  uomo  valorofo  ;  infra' quali 
li  Malate  ili  non  poterono  corrompere  contro 
la  Ghie  fa ,  fai  vo  in  promettere ,  non  eilere  con- 
tro la  città  di  Firenze  ,  né  palefe  ,  ne  fegreto, 
né  contro  al  Papa  per  gli  Fiorentini ,  Mefs.  Bar- 
tolommeo  daSniiduccio^'Ma  Sanfeverino  pro- 
mille eflère  contro  ad  ogni  perfona ,  ed  intrò 
in  lega.  Mefs.  Rudolfo  da  Camerino  intrò  in 
lega,  ed  accettò  la  Capitaneria,  e  venne  ia 
Firenze  a  dì  i  o.  di  Luglio  mccclxxvi.  di  che 
Mefs.  Bartolommeo  fu  male  contento  ,  peroc- 
ché erano  nimici ,  e  fé  vi  folle  intrato  Mefs. 
Rudolfo  in  prima  di  lui,  non  vi  farebbe  egli 
intrato  poi .  Accettato  Mefs.  Rudolfo  fi  partì 
di  Firenze  colla  gente  ddia  lega,  infra' quali 
furono  circa  fettecento  lance  ,  che  quelli  di 
Mefs.  Bernabò  non  vollero  effere  contro  alla 
Chiefa ,  per  gli  patti  della  lega ,  mentre  foilè 
in  triegua  colla  Chiefa  ;  di  che  rimafe  in  Fi- 
renze la  gente  di  Mefs.  Bernabò  ;  di  che  la  gen- 
te de'  Fiorentini  era  in  tutto  intorno  di  due- 
mila lanze  ;  1'  avanzo  era  ad  Afcoli  della  Mar- 
ca, dove  era  aflediato  Mefs.  Comes,  nipote 
cìiQ  fu  del  Cardinale  di  Spagna  ;  e  per  lo  Du- 
cato ,  e  Patrimonio  in  aiuto  a  quelli ,  eh'  erano 
incontro  alli  Paftori  della  Chiefa,  giunfero  i 
Brettoni  a  Bologna  per  paflare  in  Firenze  » 
Gli  Otto,  come  detto  è,  favillimi  uomini,  e 

prò- 
(i)  MS.  Sfili  da  ceto. 


154  ISTORIA   FIORENTINA 

proveduti ,  ebbono  in  Bologna  uomini ,  li  quali 
di  Luglio  li  ritennero  per  modo ,  che  non  an- 
daflero  in  fui  Fiorentino ,  con  cercare  trattato 
di  dare  Bologna  alla  Chiefa .  Ciò  era  tutte  pa- 
role ,  per  tenerli  qui  a  bada  di  conducerlo  al 
foldo  colla  lega ,  e  ultimamente  àncora  contro 
a  Mefs.  Giovanni  Aguto  ;  cercarono  di  tenerlo 
a  bada,  acciocché  non  fi  facefle  lega  prima 
con  gli  predetti  Brettoni,  perocché  era  cofa 
pericolofa  a  lafciare  di  quelle  due  compagnie 
fare  una,  e  da  non  elTere  niuno  rimedio  al 
guaftamento  d' Italia ,  e  per  certo  buona  pre- 
vifione  fu ,  ma  non  farebbe  potuto  ciò  oilèr- 
vàre  ;  fé  non  che  la  Chiefa  non  avea  da  pa- 
gargli 3  ed  avea  perduta  Y  entrata  ;  di  che  non 
avendo ,  e  non  afpettando,  fi  ritennono  i  Bret- 
toni in  Céfena ,  ed  in  Caftrocaro,  ed  in  altre 
Terre  ;  onde  quando  li  volea  poi  mandare  in 
Tofcanà^  riort  póteano  venire,  e  molti  cavalli 
guadi,  e  morti  per  li  lunghi  viaggi,  e  per- 
tanto mai  in  Tolcana  non  vennono. 

Come  i  Fiorentini  fi  prefonó  giuridicione  in  Ro- 
magna ,  e  perderono  quella,  che  avteno  in  Por- 
tico di  Ro?nagna,  Rub.  y^u 

NEI  detto  anno  trovatofi  in  Romagna ,  cioè 
i  Conti  Guidi ,  il  Conte  Francefco  figliuo- 
lo del  Conte  RujTffieri  da  Doadola,  il  Conte 
Niccolò  ,  ed  il  Conte  Giovanni ,  il  Conte  An- 
to- 


LIBRO       NONO.  155 

tonio  figliuoli  del   Conte  Bandino  da  Monte 
Granelli ,  ed  il  Conte  Antonio  da  Bagno ,  e 
Mcù.  Azzo  degli  libertini ,  e  t  rancefco  da  Cai- 
voli ,  tutti  venuti  in  quell'anno  nella  lega, co- 
minciarono a  guerreggiare  certe  Comunanze 
di  quella  provìncia,  infra  le  quali  era  la  Ga- 
llata,  che  fono  fette  cartella  ,  e  Modigliana, 
ch^è  uno  calte  Ho   di  novecento  uomini   cel- 
le ville,  ed  il  Corniuolo  ,  ch'era  del  Conte 
Ruggieri   del  Conte  Salvatico.    Efiendo  que- 
(le  fortezze ,  il  Comune  di  Firenze   imprefe 
contro   a'  predetti  Conti,  ch'erano  irt  lega, 
non  oppreflallèro  coltoro  ,  s' elli  volèflèro  ve- 
nire nella  lega;  di  che  vennero,  e  furono  li- 
beri ,  falvo  che  i  calieri  principali  dovelìè  il 
Comune  di  tirenze  guardare,  e  così  fu  -,  e  Pri- 
malcuore  u  prefe  contro  Amerigo  di  Meflèr 
Giovanni  d*^  Alberghettino ,  e  fu  libero  dato 
al  Comune  di  Firenze ,  come  cofa  tolta  al  fuo 
nemico  .  Per  la  quale  cagione  parve  lo  Co- 
mune dal  proponimento  addietro  toccato  di- 
fviarfi,  perocché  ncn  avea  voluto  infinaaquì 
alcuna  cofa  imprendere  per  fé  ;  quello  non  era 
però  pigliare  per  fé ,  fé  non  che  quanto  a  ii- 
curtà  ;  e  quello  Fqcq  ,  perocché  per  quella  via, 
tenendola  aperta ,  e  licura ,  mai  fame  avere  noa 
potea  Firenze  ,  perocché  quindi  venne  fempre 
in  Firenze  grano  di  Romagna  .  E  fimilementc 
prefero  a  hbertà  Sanbenedetto  dell'  Alpe, e  Ca- 
ftcllo  dell'  Alpe ,  e  furono  liberi  in  loro  uficio, 

e  Co. 


1^6  ISTORIA    FIORENTINA 

è  Comune,  còme  a  loro  pare  (Te  a  reggerai. 
Infra  quelli  termini  narrati  nacque  infra  certi 
figliuoli  del  Conte  Bandino  ,  ed  il  Conte  Fran- 
cefco  del  Conre  Ruggieri  p. edetti,  quiftione  . 
La  quale  quiftione,  come  collegati,  udita  per 
gli  otto  della  balia,  parve  al  Conte  Francefco 
elTere  favoleggiati  i  figliuoli  del  Conte  Bandino 
fuoi  avverfarj.  Lo  detto  Conte  Francefco  a- 
vendo  in  Portico,  buono  e  grolTo  caftello, 
più  che  altro  delle  dette  Montagne,  e  fiumare 
di  Romagna  molti  amici ,  infra'  quali  v'  era 

uno  Matteo  di del  detto  Portico  , 

ordinò,  che  il  detto  Matteo  ribellò  il  detto 
Portico  ,  e  gridò  :  Viva  la  Chiefa  .  Saputo  que- 
llo a  Firenze ,  fubito  fi  provvide  di  foccorfo  , 
il  quale  fu  dato  a  ciò,  Mefs.  Benghi  Buondel- 
monti  con  trecento  lance  ,  ed  il  figliuolo  del 
Conte  Guido  a  fua  compagnia  ;  li  quali  fecio- 
lio  sì  fatta  operazione  nel  detto  luogo ,  che 
chi  dille  ,  lo  figliuolo  del  Conte  Guido,  per- 
chè gli  fu  tolto  Dlecomano ,  Gattaia ,  Belfor- 
te^'^,  e  Corella,  di  confentimento  degli  uo- 
inini  di  quelle  caftella;  onde  Io  venderono  ai 
Fiorentmi  per  le  proferte ,  che  i  loro  uomini 
feceano  al  Comune,  come  detto  e  addietro 
Pwubr  740.  sì  per  disfare  quelli  villani ,  mo- 
ntando, che  non  folle  tempo  d'andare,  ma 
cFafpettare  in  quelle  predette  ville  delli  pre- 
detti caftelli,  per  disfare  di  vettovagha  .  e  di 

ilra- 
(f)  MS.  Monfsi'ts,  V.  fopra  ^iib.  740. 


( 


LIBRO       NONO,  157 

ftrame  quelli  villani,  come  gli  venne  fatto; 
e  chi  dice,  che  Mefs.  Benghi,  era  male  con- 
tento della  guerra,  e  ognidì  volea  ammonire 
da  fé ,  e  era  male  contento  d' ire ,  s' indugiò  tan- 
to ,  che  m  Portico  non  potè  intrare  al  ibccor- 
fo,di  che  elli  guidava;  perocché  trecento  lan- 
ce di  Brettoni  erano  venuti  da  Gelena,  e  for- 
nito di  gente  Portico  ;  nondimeno  molti  dif- 
fero  ,  che  fé  fi  fofle  fornito  colli  paefani ,  che 
averebbe  avuti ,  e  1'  aveffe  bene  ilretto  ,  lo  ave- 
rebbe  avuto.  Ma  quale  fi  foflè  la  cagione,  o 
le  dette,  o  non  fapere  più,  o  crederfi  fare 
meglio,  feguì  quelli,  che  li  partirono ,  cioè  le 
trecento  lance  de'  Brettoni  ;  onde  ancora  quelli 
non  feguì  in  modo  da  volerli ,  ma  Itetterii ,  e 
logorarfi  il  beitiame ,  la  vettuaglia  ,  lo  ftrame 
degli  amici,  ch'erano  perle  ville  ,  a  facco , 
come  fé  di  nimici  ftati  fodero,  o  peggio,  e 
difertato  quello  paefe ,  e  mai  Portico  non  vi- 
dono  .  Poi  quando  non  ebbono  più  che  logo- 
rare ,  effi  fi  tornarono  a  Firenze  con  poco  ono- 
re ,  e  fama  del  Comune  ,  e  loro ,  e  con  grande 
danno  degli  amici  del  Comune . 

Quefti  fimi  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1375. 
a  dì  primo  di  Gennaio  1 376.  Rub.  762. 

J>|  Iccolò  di  Geri  de'Soderini. 
Azzolino  di  Ser  Viviano. 
Ioanni  d'  Arrighetto  ,  Legnaiuolo  . 

Bar- 


tgi  ISTORIA   FIORENTINA 

Bartolommeo  del  Bellaccio,  Beccaio. 

Iacopo  di  Bernardo,  Ri  tagliatore. 

Bartolo  di  ioanni  Siminetti . 

Anibaldo  di  Benci  Carucci. 

Andrea  'di  Mefs.  Ugo  della  Stufa. 

Lapo  di  Duccio  de'  Bucelli  Gonf.  di  Giuft. 

quar.  S.  Croce . 
Ser  Ioanni  Cambini  lor  Not.  q.  S.  Gio. 

Iacopo  di  Lutozzo. 

Bernardo  di  Catlello  daQuarata. 

Ioanni  di  Mugnaio  di  Recco  da  Ghiacceto. 

Bonaccorfo  di  Lapo  Giovanni. 

Iacopo  di  Pagolo  ,  Maeftro . 

Giovanni  di  Salvi  (^/.Salvino)  Vefpuccia> 

Funaiuolo^'^ 
Ioanni  di  Ventura ,  Mereiaio . 
Nofrio  d*Attaviano  del  Voglia. 
Niccolò   di   Giovanni  Malegonnelle  Goa£ 

di  Giuft  q.  S.  M.  Novella. 
Scr  Iacopo  di  Ser  Zanobi  Paoni  lor  Not» 

quar.  S.  Spirito . 

Bonaccorfo  di  Rucco  Pitti. 
•Giovanni  Dini ,  Speziale  . 
Niccolò  di  Vanni  Ricoveri, 
Francefco  di  Ser  Donato  Fazi^*^ 
Andrea  di  Iacopo  Collini  Grandoni. 
Ioanni  di  Giano,  Setaiuolo. 

GiO' 
(0  MS.  omette  Fnnaiuch .       (2)  MS.Frf^/V, 


LIBRO      NONO.  159 

Giovanni  di  Rota ,  Fornaio  . 

fiatino  ^'^  Cambiuzzi  ,■  Maeftro  . 

Biagio  di  Bonaccio  de'  Guafconi  Gonf.  di 

Giuft.  quar.  S.  Gio.  ^-> 
Ser  Michele  Veftri  Contadini  lor  Net.  quar. 

S.  M.  Novella . 

Giovanni  Ciari,  Rigattiere. 
Firenze  del  Pancia ,  Calzolaio . 
Bartolo  di  Ser  Tino,  Tavoliere  . 
Cocco  di  Donato  Cocchi ,  Lanaiuolo . 
Lionardo  di  Bartohno  Salimbeni  ^'^ . 
Filippo  d'  Ugo  ,  Speziale  . 
Iacopo  di  Giani  Gherardini . 
Nofri  d'Andrea  di  Neri  di  Lippo. 
Iacopo  di  Bartolo  Strada  Gonf.  di  Giuff:. 

quar.  S.  Spirito . 
Ser  Niccolò  Manetti  lor  Not.  q.  S.  Gio. 

Priore  di  Peduccio  di  Cione  Falconi . 
Bongianni  Pucci,  Speziale. 
Simone  di  Lapo  Cor  fi ,  Fornaciaio . 
Orlando  del  Chiaro ,  Fabbro  • 
Recco  di  Guido  Guazza. 
Tominafo  di  Meglio  Fagiuoli. 
Marco  di  Bandino  da  Filicaia. 
Niccolò  di  Giovanni  de' Cerretani . 

Maf- 

(i)   Petrìb.  Betti fj9  . 

(2)  Viv.  n.  Fuit  poftea  mìUt  ^ 

(3)  Magi,  omette  Sal'tmheni , 


tÓO  tSTORIA     FIORENTINA 

Mafìaiozzo  di  Pietro  Raffacani  Gonfal.  di 

Giuli  q.  S.  Croce  . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Serraglio  Serragli  loro 

Not.  q.  S.  Spirito. 

Ridolfo  di  Iacopo  Ridolfi  (  ^/.  Rimbaldcli .) 

Iacopo  di  Neri  Paganelli . 

Buonaccorfo  di  Vanni ,  Orafo . 

Giovanni  di  Lapo  Niccolini. 

Cecco  di  Glandonato,  Vinattiere. 

Rirtoro  di  Cione,  Maeftro. 

Alefiàndro  di  Niccolò  degli  x\lbizzi . 

Duccio  di  Giovanni,  Sellaio ^'^. 

Ghino  di  Bernardo  Anfelmi  Gon£  di  Giuft. 

quar.  S.  M.  Novella . 
Ser  Domenico  Allegri  lor  Not.  q.  S.  Croce  . 

Come  a  Bologna  fu  qui  fi  ione ,  e  menati  trattati 
dove  convenne  ,  che  Mefser  Ridolfo  ragimaffe 
gente ,  e  fu  fatta  giufìizia  di  quelli ,  eh'  en- 
traro ,  e  da  quello  dì  innanzi  fempre  vi  fira 
ambafciadori ,  e  gente  d' arme  del  Comune . 
Rubrica  763. 

IN  quefto  medefimo  anno  certe  famiglie  di 
Boiofrna  tennero  trattato  da  dovero  col 
Cardinale  detto  di  Ginevra  per  dargli  Bolo- 
gna; diche  tentito  quefto  Mefs.  Ridolfo  ,  che 
era  la  ,  fu  col  Capitano ,  che  fu  Mefs.  Giovanni 

Man- 
(!)  Viv.  n.  Fuit pojlea  mìleì  f^  l uofiiìt  exercerc  dlgnHatt:m' 


LIBRO      NONO,  l6l 

Mangladori  da  Sanmignato ,  e  prefi  quelli  del 
trattato ,  a  parecchi  fu  tagliata  la  tefta  ,  ed  al- 
quanti ne  furono  confinati .  Poi  iì  parti  Mefs. 
Ridolfo  d'  Ottobre ,  ed  i  Bolognefi  riformaro- 
no Bologna,  e  richiefero  gli  Otto, che  fempre 
vi  fteflero  due  ambafciadori  sì  alla  guardia 
della  gente dcir arme,  e  sì  allo  loro  configlio ; 
di  che  così  facea  il  Comune  continuo;  di  che 
fu'  io  uno  di  quelli ,  e  Filippo  di  Mefs.  Alaman- 
no Cavicciuli ,  e  fé  non  fiiilimo  flati  noi  colla 
gente , che  fentimmo  il  trattato,  certi,  che  vo- 
lieno  mettere  i  popoli ^^^ dentro,  che  non  era 
altro  che  metterv  i  Mefs.  Bernabò  Vifconte  di 
Melano  Signore,  fubito  tratto  la  gente  degli  al- 
berghi fummo  alla  piazza,  e  tenemmola  tanto, 
che  i  gonfaloni  traiìèro,  e  allora  alquanti  ne 
furono  confinati .  E  quello  fu  per  quella  volta 
la  falvazione  di  Bologna;  e  perche  non  è  no- 
ftra  materia  di  punta ,  lo  taccio  ;  ma  così  fu 
per  eflère  guafta  Bologna. 

Cofne  fi  tenne  modo  a  rompere  la  compagnia  di 
Mefs.  Giovanni  Aguto ,  e  foldojfi  per  gli  Fio- 
rentini parte  dt  effa ,  perchè  non  fi  acconciajfe 
con  gli  Bretto7ìi .  Rub.  764. 

ERa  Mefs.  Giovanni  Aguto  in  Faenza  ricco 
di  denari,  e   fornito  di  vettovaglia,  ed 
eflendo  il  verno  venuto ,  ed  a'  Brettoni  man- 

Tom.XlV,  L  ca- 

ci) Forfè  dee  leggerli  i  Pfppoli , 


lÓZ         ISTORIA    FIORENTINA 

cava  lo  podere  del  venire  in  Tofcana ,  fi  pan- 
farono  di  richiedere  Mefs.  Giovanni  Aguto  , 
o  forfè  aftuzia  di  Mefs.  Giovanni  Agutu  fu, 
perchè  avea  brigata  ,  che  non  ii  contentava 
di  lui,  ed  egli  non  fi  contentava  di  loro.  Pi 
che  fentendo  queflo  gli  Otto^  mandarono  a 
Melano ,  ed  a  Bologna ,  e  ciafcuno  promife 
di  torre  la  fua  rata  di  fettecento  lance ,  e  di 
trecento  arcieri;  poi  fegretamente  fi  ftuzzicò 
con  Mefs.  Filippo    Fuer   grandemente  Giam- 

berivech ,  e  Mefs.  Gianni . ... i  quali  con- 

ducellèro  la  gente  ;  ed  ebbono  la  prefta ,  e 
prometfadi  ventidue  fiorini  per  lancia,  fino  a 
ventiquattro  ,  e  mai  non  s'  era  ufato  sì  gran 
foldo.  Ciò  ii  fece  per  rompere  la  brigata.  Ora 
Mefs.  Bernabò  non  la  volle  ,  la  fua  parte  ;  con- 
venne a'  Bolognefi  torla ,  ed  a'  Fiorentini  ;  di 
che  fu  grande  fpefa,  ed  ebbe  lo  Comune  a 
foldo  allora  lance  d'  ogni  ragione  ,  e  pedoni 
bene  mille,  e  baleftrieri  Genovefi  ben  trecen- 
to ;  quella  era  incomportabile  fpefa  ;  ma  era 
tanto  lo  trionfo  de  Fiorentini,  li  quali  fi  ve- 
deano  fuori  del  pericolo  di  venire  fotto  i  Pa- 
fiori  della  Chiefa  ,  che  ogni  cofa  comportava- 
no in  pace  .  Toccò  a'  Fiorentini  delle  predette 
lance  ,  che  non  ne  poterono  conducere  i  detti 
Caporali ,  più  dugentoquindici  lance  ,  con  no- 
vantadue arcieri  ;  e  quello  fo  io ,  che  li  feci 
fcrivere,  eflendo,  come  di  fopra  nella  proffi- 
ma  Rubrica  dilli,  in  Bologna  per  lo  Comune. 

Come, 


L   I   B  R  O      NONO.  l55 

€ome y  e  chi  furono  ammoniti  in  queflo  anno. 
Rubrica  705. 

IN  quefti  tempi ,  che  le  cofe  andavano  pro- 
fpcre ,  tuttodì  tornava  di  Francia,  d'  In- 
ghilterra ,  e  d'  ogni  provincia  gente  mercatan- 
ti, i  quaU  a  petizione  della  Chiefa ,  com'  è  det- 
to ,  erano  fcacciati ,  e  rubati ,  e  con  grandi  la- 
mentazioni ;  di  che  ,  come  detto  e ,  quella  ma- 
ledetta tignuoia  ,  la  quale  ogni  dì  rodea  ,  cioè 
lo  ammonire  per  volontà  ,  ed  a  torto  ,  alcuna 
volta  per  fetta,  cominciarono  a  trarre  fuori 
un  modo  largo  di  dire:  che  gli  uomini  della 
balia  guadavano  Firenze,  e  non  voleano  pa- 
ce ,  e  che  per  certo  Firenze  non  pctea  più  , 
e  che  qui  non  era  altro  rimedio ,  cue  io  am- 
monire ;  e  foliicitavano  i  Capitani ,  e  quando 
era  ammonito  uno  ,  e  quegli  (lava  alla  fcala  del 
palagio  della  Parte,  una  brigata  di  giovani, 
quando  fcendea  dalla  fcala  niuno  ammonito, 
ed  e'  gli  diceano  ;  Or  va' ,  fa'  guerra  colla  Chie- 
fa ;  picehiavangU  le  panche  dietro  ,  facevangli 
le  coregge  dietro  colla  bocca ,  e  così  infino  a 
cafa  lo  rimctteano,  e  peggio  gli  parca  lo  fcor- 
no,  che  il  danno.  Di  quell'anno  furono  am- 
moniti gr  infrafcritti ,  cioè 

A'  dì  24.  di  Maggio  . 

Beltramo  di  Pietro  Davanzi. 
A'dÌ22.d'Agofto. 

Ffancefco  di  Mefs.  Guido  diSer  Guerriante . 
L  z  A' dì 


l64         ISTORIA    FIORENTINA 

A'  dì  1 9.  di  Nov embre  . 
Bernardo  di  Cecco  Spina. 
Franceico  del  Bafchiera  della  Tofa. 

A'  dì  -9.  di  Uicembre  . 
Ser  Bonafe  di  Ser  Piero  Arrigucci . 
Filippo  d'  Ugo  Speziale  . 
Guglielmo  d'  Ugolino  Stracciabende . 

A' dì  15.  di  Gennaio. 
Niccolò  deir  Ammannato  Tecchini. 
Giovanni  di  Riccardo  de'  Cerchi . 
Ser  Albizo  di  MeCs.  Filippo  da  Barberino. 
Bernardo  di   Sandro  di  Ser  Amadore. 
Di  coftoro  fu  grande  il  bisbiglio ,  e  come  quefte 
cofe  foflero  giuile  ,  fempre  di  notte  le  faceano . 

Come  furono  levate  le  petizioni  per  gli  Priori , 
e  no7i  fu  altri  con  loro .  Rub.  yóó. 

LI  predetti  ammonitori  dillberarono  infic- 
me,  che  veduta  la  condizione  degli  Otto 
della  balia  ,  e  che  con  loro  concorrea  ogni 
perfona,  che  non  era  di  fetta,  ed  a  cui  di- 
fpiacea  l'ammonire,  e  quafi  tutti  gli  artefici 
fi  diliberarono,  ciie  due  cofe  fpegnerebbe  lo 
loro  ardire  ;  Y  ammonire ,  e  lo  levare  quelle 
petizioni  ,  delle  quali  e  narrato  dietro  ,  Rubri- 
ca 732  che  puofero  V  ordine  de'  cinquantafei  ; 
cioè,  che  cai  faceife  ingiuria  ad  alcuno  meno 
pofìènte ,  egli  potelTe  dare  la  petizione  di  fere 
lo  ingiuriante  de'  grandi  perla  maggiore  parcc 

delle 


LIBRO      NONO.  1^5 

delle  fave  bianche  ;  e  certo  la  intenzione  di 
ehi  le  puofe  non  fu  alla  fine  di  quelli ,  che  V  m- 
lavano  male  ,  perocché  eli'  era  ridotta  in  luo- 
go, che  chi  avere  ave  a  dieci  lire  di  piccioli 
preftate ,  ovvero  venduto  fua  mercatanzia ,  da- 
va la  petizione  di  fare  de'  grandi  il  Tuo  debi- 
tore ;  quella  certo  non  fu  la  vera  intenzione 
nello  eitetto  delle  parole  della  rifonnagione  ; 
ma  perche  ogni  cofa  non  li  può  per  ifcrittura 
fprimere ,  sì  li  ufavano  male ,  ed  ancora  sì  li 
ufava,  che  chi,  già  è  cent' anni,  a  vea  a  dare 
al  padre  ,  o  oi  fa  volo  d'  uno  ,  quegli  trovava 
una  carta,  e  dieea:  Io  debbo  avere  dalli  tuoi 
paffati  cento  fiorini .  Quegli ,  che  non  fapea  lo 
fatto , cercava ,  non  trovava ,  non  lapea  nfpon- 
dere  ,  lo  dimandatore  fé  n'  andava  a*  Dieci 
delia  libertà ,  e  facealo  richiedere  ;  quegli  com- 
paria,  addimandava  compromefib,  e  fé  non 
lo  avea  ,  correa  colla  petizione  per  farlo  de  i 
grandi;  abbelhva  la  faccenda,  e  per  farla  gra- 
ve ,  dicea  :  Io  addimanda  a  compromeflb  ;  non 
lo  volle,  ma  ditlemi  ingiuria,  e  perccllemi, 
e  puofe  mano  al  coltello  ,  e  sì  ^'  la  fece  ;  e  cosi 
aggravava  V  ingiuria .  Il  buono  uomo  conve- 
nia  ,  per  non  efiere  fatto  grande  ,  face  Uè  com- 
promelTo;  avea  a  fare  altro,  non-  voleà  pia- 
tire col  piatitore  ,  dava  le  reni ,  ed  air  Albitro 
lafciava  dare  del  fuo  in  luogo  ove  non  feguia  ; 
€  nonoftante  ciò  pure  la  petizione  con  venia 
ire  a  partito  ^  fé  avelie  o  licito ,  od  illicito  dato 
L  3  a  co- 


/ 

l66         ISTORIA    FIORENTINA 

a  colui ,  che  addimandava  tutta  lua  doman- 
da .  Onde  le  famiglie  corréan  gran  rifcnio  per 
gli  peccati  vecchi,  o  per  k  tirannie  della  Far- 
te,o  per  a\ere  mala  boce  in  altro,  in  capi- 
tolo correa  rifcaio  di  non  rimanere  grande , 
ed  ancora  fé  non  rimanea,  l'era  prellò  fenza 
colpa,  dava  materia  ad  un  altro  dargli  un'al- 
tra; e  come  che  io  dica,  s'  ufava  male  ,  fa- 
cea  paura ,  ma  mai  torto  non  fa  fatto  a  niu- 
no,  elle  grande  foflè  fatto  ,che  mala  fama  non 
avelie  de' delitti  ccmn^eflì,  ma  non  proprio 
per  la  propria  materia  di  che  avuta  avea  la 
petizione  contro .  Ma  come  che  la  cofa  fi  foffe , 
andavano  lo  martedì,  e  Io  venerdì  a  partito, 
e  quafi  niuno  de'  detti  due  dì  non  era ,  che 
numero  non  ve  ne  fofle ,  e  non  ne  incappa- 
vano r  anno  due ,  fé  non  fofle  di  morte  d' uo- 
mini ;  perocché  la  intenzione  fu  quando  alcuno 
fofle  rubato,  o  morto  ,  o  ferito  ,  o  battuto,  o 
vietatogli  la  fuapofllffione;  ma,  come  detto  è, 
fi  ampiava  la  materia.  Ora  trovandofi  del  me- 
fe  di  Gennaio  dell'  uficio  de'  Priori  gì'  infra- 
fcritti,  Antonio  di  Niccolò  di  Cione  Ridolfi , 
Ramondino  di  Giovannide'  Vecchietti,  Priore 
del  Pera  Baldovinetti,  e  per  Gonfalonieri  di 
giuliizia  Migliore  di  Vieri  de' Guadagni,  ed 
altri  loro  compagni,  ma  quefti  furono  il  bili- 
co ,  fi  recarono  le  fave  in  mano ,  e  correflèro 
le  petizioni  in  quefta  forma  ;  che  non  fi  po- 
tefiero  dare  fé  non  per  ingiuria  atroce ,  e  que- 
fta 


LIBRO      NONO.  l6y 

{la  contenea  ruberia,  e  battere,  ed  altre  iner- 
me cole .  Certo  le  altri ,  che  loro ,  eh*  erano 
tutti  della  brigata  degli  ammonitori  le  aveiTe- 
ro  corrette,  quali  ogni  uomo  dicea  :  Ben  vi 
fta;  ma  confiderato  non  eflerequefti  confiden- 
ti ,  e  poi  trovatoli  il  modo  delia  balìa  de'  Prio- 
ri ,  che  non  era  ufata  la  balìa  loro  correggere 
quello  ,  che  tutto  il  popolo,  ed  il  Comune, 
ed  i  Configli  avicno  fatto,  benché  potellèro 
per  loro  balia  ,  parve  Urano  lo  modo ,  e  la  con- 
dizione di  chi  il  fece  ;  e  oltre  a  ciò  moftrato 
minacciare  negli  ordini  chi  poneflè  petizione, 
e  non  fi  v inedie  vero,coiiui  effere  falfo ,  e 
quafi  tanto  fdegno  molle  'n  tutti  gh  altri ,  che 
di  loro  fetta  non  erano ,  che  prima  infino  a 
quello  dì  non  era  tanta  ingiuria  partorita  ne  i 
loro  animi .  Or  perciie  quiitione  tacita  fi  po- 
trebbe muovere  ,  e  dire:  GH  altri  Priori,  come? 
non  racconciarono  ?  Era  tanta  la  paura  di  quel- 
li ,  che  erano  nel  bilico  della  Parte  negli  ani- 
mi de'contrarj,  che  chiunque  facea  cofa  non 
piacelTe  loro,  era  in  gran  pericolo,  perocché 
quelh  partigiani  diceano  :  Fa  contro  alla  Par- 
te ;  e  Bartolo  Siminetti  avea  ancora  un'altra 
volta  nel  mccclxxv.  fatti  per  forza  graviffimi 
ordini ,  oltre  agii  altri  pei  lui  fatti  altra  volta  ; 
che  non  era  niuno  ,  die  fé  foffe  (iato  a  tavola 
per  mangiare,  e  folle  ftato  un  dì  fenza  man- 
giare per  qualche  fua  faccenda ,  ed  uno  foUc 
fopravvenuto,  ed  aveilegli  detto.-  quello  pa- 
L  4  ne 


l68  ISTORIA    FIORENTINA 

fie  è  contro  alla  Parte  ;  che  con  tutta  la  fame 
egli  non  fi  f-flè  levato  da  tavola,  ed  indugia- 
to il  mangiare  ;  a  tanto  era  venuta  la  cofa  fuo- 
ri d' ogni  debito  di  ragione . 


Cowe  (t  feciono  Vfizìalì  alla  V arte  contro  a  chi 
fariajfe ,  Rub.  ydy. 

NEI  detto  anno ,  eflèndo  nel  trionfo  grande 
quelli  della  Parte ,  fi  feciono  molti  forti 
ordini ,  ed  eleflèro  per  quartieri  molti  uomini 
confidenti ,  ed  alcuni  repuofero  per  gonfalo- 
ne, li  quali  chiamarono  defenfori ,  a  cercare 
di  chi  foilè  quelli,  che  parlavano  ;  ficchè  vo- 
leano  fare  torto  a  cui  voleano ,  e  non  voleano 
li  poteffe  parlare  ;  e  poteafi  beftemmiare  li 
Priori,  ed  ancora  quali  ogni  uficiale  bcftem- 
iTiiare  ,  per  la  libertà  ,  eh'  era  nella  città  ;  e 
benché  le  leggi  vi  fuflero  penale ,  non  s' ufa- 
vano,  e  non  erano  leggi  negli  uficiali  della 
Parte  ;  e  non  fi  ufava  di  niuno  parlare ,  e  chi 
folle  ito  ad  uno  Rettore  a  bomminare  uno^ 
che  ave  (Tè  baftemmiato  Iddio,  ed  uno,  che 
aveflè  baftemmiato  li  Capitani  di  Parte,  del 
beftemmiare  il  Capitano  era  condannato  più 
toflio,  e  più  grave,  che  d'Iddi©.^ 


Come 


LIBRO      NONO.  169 

Co77ìe  Francefco  Conte  da  Doadola  fece  guerra  in 

Romagna  a'  collegati ,  e  accoflati  di  Firenze . 

Rubrica  768. 

COme  narrato  è  addietro  Rubrica  7(^1.  il 
Conte  Francefco  figliuolo  del  Conte  Rug- 
gieri da  Doadola  fece  rubellare  Portico  al  Co- 
mune di  Firenze,  il  quale  gran  tempo  era 
flato  col  Comune  di  Firenze ,  e  datogli  1'  anno 
il  palio  ;  e  non  ballandogli  quefto ,  a  tutte  le 
Terre,  cne  il  Comune  avea  ricevute,  come 
appare  nella  predetta  Rubrica,  in  Romagna 
facea  gran  guerra ,  e  cavalcate  ;  e  Giovanni 
d'  h/^/o  degli  Ubaldini,  fuo  cognato,  tenea  la 
Portico  con  ottanta  lance  di  quelle  della  Chie- 
fa ,  e  facieno  di  gran  correrie  ;  onde  il  Co- 
mune di  Firenze  vi  mandò  circa  fecento  fanti 
a  pie,  bi  per  lo  verno,  che  venia,  e  si  per  lo 
terreno  atto  a  cavalli  più  ,  che  a  pedoni,  ma- 
lagevole ,  e  pericolofo  ,  e  per  rififtere  all'orgo- 
glio dei  detto  Conte  .  E  perch'  è  d*  ufanza  ,  che 
i  ibldati  do /e  non  veggono  gran  guadagni  mal 
volentieri  fi  ftanno ,  quelli  del  paefe  vennero 
agli  Otto  ,  e  richiefero  uno  Capitano  alle  loro 
fpefe ,  lo  quale  fu'  io  mandato  a  ciò ,  e  guerra 
fi  fece  tutto  lo  verno  al  Conte  grandifllma  ,  e 
per  non  lodare  me,  mi  tacerò  della  materia, 
ialvochè  ne  dirò  ,  che  in  fei  mefi  fu  sì  ftretto  ^^ 
che  Gofa,ch'egU  avefle  fuori,  di  niunnon  gli 

fu- 


^      170  ISTORIA    FIORENTIN  A 

fiipoflibile  a  mettere  dentro,  fé  non  quello, 
che  VI  li  era ,  e  la  brigata  vivette  di  quello 
di  fuori  continuo  del  loro,  e  quanto  beftia- 
jne ,  ovvero  la  maggior  parte  ,  perde  il  Conte , 
e  fuoi  uomini.  In  fei  meli,  ch'io  vi  fletti, 
non  perdei  oltre  a  quindici  uomini,  e  de'  fuoi 
centoventitre  avemmo  prigioni,  e  toUemmo 
Eeccova  per  forza  ,  ed  egli  riduflè  tutte  le  fue 
fortezze  a  fé  dentro  da'  muri ,  e  giammai  ^'^ 
non  fi  potè  mettere  ofte  per  le  grandi  nevi, 
che  furono  queft'  anno,  e  fempre  fono  in 
quello  paefe  grandiffime  .  Tornai  compiuti  i  fei 
meli  a  Firenze  a' dì  10.  di  Giugno  MCccLxxrii. 
ed  andovvi  Buono  Strada,  onde  vi  flette  in- 
fino a  Settembre ,  tanto  che  la  pace  della  Ghie- 
fa  fu  fatta. 

Come  fu  rafo  il  Vicario  di  Valdinievole . 
Rubrica  769. 

NEI  detto  anno  ZvicccLxxvi.del  mefe  di  Gen- 
naio furono  Priori ,  Antonio  di  Niccolò 
Ridolfi,Pvammondino  Vecchietti,  Priore  del 
Pera  Baldovinetti ,  ed  altri,  il  Migliore  Gua- 
dagni Gonfalonieri  di  giuftizia,  li  quali  quat- 
tro erano  tutti  d'un  animo,  e  vedendo,  che 
a  volere  loro  animo  fare  falvo ,  non  vidono 
niuno  modo,  fé  non  fare  ftudiare  i  capitoli 
della  Parte  allo  ammonire  ,  ed  a  trovare  modo 

a  le- 
(i)  MS.  gaaraf. 


LIBRO      NONO.  171 

a  levare  le  petizioni ,  come  addietro  è  narra- 
to: ove  dierono  le  petizioni  gran  crollo,  e  ' 
nello  ammonire  feguitavano  volentieri  tutti 
quelli,  li  quali  erano  flati  del  numero  de' cin-  . 
quantafei ,  dove  alcuno  appiccatolo  trovavano  , 
e  molti  n'  aveano  ammoniti ,  ed  ammonirono  , 
come  per  lo  innanzi  apparirà.  Addivenne ,  che 
per  le  petizioni,  l'anno,  che  li  cinquantafei 
furono,  fu  fatto  de' grandi,  per  una  petizione 
data  per  Donato  di  Iacopo  Acciaiuoli ,  Bar- 
tolommeo  di  Niccolò  Ridolfi,  e  quando  la  pe- 
tizione andò  ,  Giovanni  di  Luigi  de*  Mozzi 
era  de'  Priori ,  e  Fropofto  a  mettere  il  partito, 
di  che  melìo  il  partito ,  Bartolommeo  fu  dei 
grandi;  addivenne,  ch'egli  in  quello  tempo 
era  Vicario  di  Valdinievole,  donde  non  po« 
tea  efiere  Vicario,  perocché  era  grande.  Vi- 
cario fi  trafTe  nuovo ,  ed  in  quello  luogo  a  guar- 
dia fi  mandò  uno  Bargello,  ovvero  difenfo- 
re  ;  di  che  Bartolommeo  fu  grande ,  e  perde 
Tuficio,  che  afiai  danno  gli  venne  ;  onde  ad- 
divenne ,  che  efi'endo  de'  Priori  Antonio  di 
Niccolò ,  fratello  del  detto  Bartolommeo  gran- 
de, ed  effendo  Vicario  di  Valdinievole  Gio- 
vanni di  Luigi  de'  Mozzi ,  che  fi  trovò ,  come 
detto  è ,  de'  Priori ,  e  Propofto  quando  andò 
Bartolommeo  a  efTere  grande ,  come  detto  è , 
fece  uno  fuo  Cavalieri  compagno  a  Pefcia 
quiftione  per  una  femmina  con  uno  foldato 
di  Mefs.  Bernabò ,  eh'  era  là  ;  onde  in  zuffa 

fU 


172  ISTORIA     FIORENTINA 

fu  ferito  quello  Cavalieri  di  Giovanni  di  Lui- 
gi de' Mozzi  Vicario;  di   cne  la  famiglia  del 
Podeilà ,  e  quella  del  Vicario  traile;  la  fami-^ 
glia  del  PodeUà  lo  pref  ,  il  malfattore;  lo  Vi- 
cario lo  voiea ,  lo   Podestà   lo  voiea  :  nacque 
zufia  tra  loro  ;  lo  romore  corfe  per  la  Terra: 
i  terrazzani  tralìèro  in  aiuto  al  Fedeltà  ,  e  non 
al  Vicario  ;  di  che  zuffa  li  fece  allato  al  pa- 
lagio del  Vicario,  e  di  fui  muro  d^l  Vicario 
il  balcitrò  per  la  piazza ,  ed  alcuno  ne  fu  fe- 
rito, e  morto  uno  terrazzano;  di  che  il  Vi- 
cario, come  furio fo,  faonò  all'arme,  e  fece 
cenno  di  fuoco  ,  e  foccorfo  alle  eaftella ,  che 
n'  ha  diciotto.  Li  Pefciatini,  perchè  tutta  una 
provincia  imparentanti,  e  furono  d'  una  diocefi 
di  Lucca ,  e  del  Vefcovado ,  la  maggior  parte 
ii  tengono  infieme ,  ufciano  di  fuori  delle  mu^ 
fa ,  e  quando  traeano ,  diceano ,  che  il  Vicario 
avea  torto,  e  che  voiea  correre  Pefcia;  onde 
la  brigata  fi  tornava  indietro,  g  non  aiutava 
al  Vicàrio.  Di  ciò  il  Vicario  fu  baftemmiato, 
perocché  non  dovea  fare  con  romore ,  dapoi- 
ch'egli  avea  la  pena,  né  mettere  a  partito  la 
provincia.  Di  che  ripofato  il  di  la  faccenda, 
li  parenti  del  morto ,  e  quafi  tutti  gli  terrieri 
di  concordia ,  ed  il  Podeilà  feciono  ambafcia- 
dori  ad  abominare  Giovanni  di  Luii^i  de'  Moz- 
zi  Vicario  ;  ben  fi  dice ,  che  fu  per  confenti- 
iDento  delli  quattro  predetti  Priori,  infra' quali 
era  il  fratello  di  Bartolommeo,  cUq,  come  è 

det- 


LIBRO       NONO.  173 

detto  ,  fu  fatto  de'  grandi ,  eiìendo  il  detto  Vi- 
cario de'  Priori,  e  Fropoito.  Giunti  a  Firenze 
la  brigata,  fu  mandato  di  fubito  per  lo  Vica- 
rio; ed  in  etietto  udirò  1' una  parte,  e  T  altra, 
incontenente  tu   dato  il   torto  al  Vicario,  sì 
perchè  lo  avea ,  ed  ancora  percnè  fé  io  diede 
con  molto  male  ,  e  difoneilo  parlare  contro  alla 
Parte,  più  che  non  ii  convenia  ;  perocché  aven- 
do Icufato  fé  ,  e  abominato  loro  in  prefen^a 
de'  Priori,  e  Collegi  poco  oneilamente  ,  e  poi  mi- 
nacciato loro, con  ^'^  dire  :  Voi  tornerete  a  Pe- 
fcia ,  e  farò  ,  e  dirò  ;  per  quello  gli  fu  dato  il 
torto ,  e  poi  fi  dille ,  che  per  gli  Priori  furono 
attizzati  i  Pefciatlni  ambaiciadori  a  far  dare  la 
petizione  di  farlo  de'  grandi ,  onde  coloro  la 
dierono  .  Il  Vicario  veduto ,  che  il  torto  fi  die 
loro ,  ii  appacificò  colla  parte ,  e  loro  promlfe ,  e  ^ 
cauti  li  fece  di  non  offendergli  in  niun  modo  ; 
ed  eglino  non  voleano  altro,  perocché  non  te- 
meano ,  fé  non  di  condannagione  ,  che  molto 
grande  albitrio  ha  il  Vicario  di  procedere,  e 
d'inquilire,  e  poteagli  a  ragione  inquifire  di 
turbazione  di  (lato  ,  e  condannare ,  o  lafciare 
peudente  ,  o  mandare  alii  Rettori  a  Firenze , 
ed  erano  impiccati  ;  e  così  pacificati  fi  torna- 
rono a  caia  di  brigata  a  Pefcia .  Li  Priori  ri- 
trovarono una  riformagione  antica ,  la  quale 
dice,  eh'  e'  Priori  poffono  caffare  ogni  loro  ufi- 
ciale  j  di  che  colloro  Y  adattaro  dal  loro  ufi- 
eia- 

(i)  Così  corretto  da  noi  per  la  migliore  lezione. 


174  ISTORIA     FIORENTINA 

ciale  all'uficiale  del  Comune,  ed  ebbono  favj, 
che  conlìgiiarono  a  loro  modo  :  di  che  in  ma- 
lo luogo  li  mife  la  ranella,  e  sì  lo  caffarono 
dall'  uiicio  ;  e  certo  a  lui  intervenne  quello , 
ch'era  intervenuto  a  Bartolommeo  fratello  del 
Priore  ,  che  callo ,  gli  fu  comandato  fé  ne  ve- 
iiitle,  e  mandatovi  uno  Bargello ,  ovvero  di- 
fenfore,  intanto  lo  nuovo  Vicario  v'andaiTe; 
e  fu  quello  quali  alla  fine  dell' ulicio  de'  Prio- 
ri ,  e  feciorlo  iindacare ,  com'  è  d'  ulanza ,  allo 
Efecutore  in  Firenze ,  di  che  mai  per  uficio 
non  fu  lindacato  niuno,  che  folTe  ritenuto. 
Egli  rifpondere  credea  dell'  amminiftrazione 
dell'  uficio ,  ed  a  lui  convenia  rifpondere  a 
una  inquiiizione  formata  fotto  una  tauibura- 
gione  di  micidj,e  baratterie.  Diflèfi ,  fu  fat- 
tura de' Priori,  che  fé  pure  otto  dì  avelfero 
a  ftare  all'  uficio ,  i  Priori  allora  gli  faceano  ta- 
gliare il  capo  ;  ma  il  dì ,  che  lo  ritenne ,  l' al- 
tro dì  fi  dovea  trarre  li  nuovi  Priori  i  di  che 
fi  potò  tanto  collo  Aflècutore ,  che  quello  dì  gli 
amici  feciono  sì ,  che  egli  non  lo  collo  a  fargli 
confeflare  la  inquifizione .  L' altro  dì  tratti  li 
nuovi  Priori,  tutti  dello  partito  contrario  alli 
prefenti ,  feciono  pregare  lo  Efecutore ,  che 
gli  piactfle  di  dovere  foprafedere .  Lo  Efecu- 
tore s'arrendè  alle  preghiere  de' Signori  nuo- 
vi, e  degli  amici,  perocché  era  il  fuo  uficio  a 
fare  con  gU  Priori  nuovi ,  e  con  gli  vecchj  non- 
nulla i  poi  efaminò il proceflo ,  intratii nuovi, 

ed 


LIBRO      NONO.  175 

ed  aflblvettelo  ;  e  così  quelli ,  che  la  Parte  fa^ 
ceano  gogolare  ^'\  a  ragione  ,  ed  a  corto  ammo« 
meno ,  e  tacieno  de'  grandi ,  e  minacciavano ,  e 
con  gii  Rettori avieno  tanta  balia, che  nonché 
delia  ragione ,  ma  del  torto  facieno  ragione . 
S' ellino  non  avieno  quello ,  che  volieno  ,  egli- 
no incontanente  gli  facieno  d'accanto  dire ,  che 
lo  ammonirebbono  per  Ghibellino  ,  e  con  ver* 
rebbegli  elìerecaflò  dell' uficio,  e  quedo  tutto 
dì  facieno  a  fine  di  recarfi  in  mano  la  fignoria. 

Quefii  fono  quelli ,  che  in  q iteli'  anno  del  1377. 
furono  ammoniti,  cioè.  Rub.  770. 

jlVl  Anente  Amidei  Crlftiani . 
Baldaflare  di  Ioanni  Nucclboni, 
Duccio  Dietaiuti  Gualzelli. 
Forefe  di  Francefco  Adimari . 
Simone  di  Gabbriello,  Beccaio. 
Ioanni  d'Aldobrando  del  Ricco. 
Ser  Cinozzo  Pieri  Agli . 
Francefco  di  Geremia  di  Ser  Tano» 
Attaviano  fuo  fratello. 
Niccolò  di  Bocchino. 
Zanobi  del  Truffa. 
Francefco  di  Geri ,  Ferraiuolo . 

Lio- 

(i)  Gogolare  fi  trova  ne*  migliori  tefti  a  penna  dell'  Ope- 
re del  Boccaccio  ,  in  vece  di  Gongolare ,  e  nello  fteifo 
fentimenco.  Qui  però  pare  ,  che  vaglia  Agognare  t  o 
Anfare  .  non  per  gioia ,  ma  per  crucio .  V«  le  note 
al  C.  VII.  fi.  100.  alMalm,  dei  Bifcioai. 


176         ISTORIA    FIORENTINA 

Lionardo  di  Rlnieri  Ruftichi . 
Agnolo  di  ioanni  di  Ser  Lotto. 
Attaviano  di  Dino  Attaviani . 
Francefco  di  Ventura ,  Lanaiuolo  . 
Bartolommeo  di  Iacopo  Giambernardi  degli 

Adimari . 
Ioanni  di  Ruberto  Ghini ,  pop.  S.  Trinità . 
Ser  Diedi  di  Ser  Francefco  Fei . 
Sandro  Muletti  da  Panzano. 
Guido  di  Caccialofte  Guidi  Trincia  velli. 
Meo  di  Bartolo  de'  Cocchi . 
Giovanni  di  Mancino  Soltegni . 
Benedetto  di  Geri  del  Bello. 
Andrea  di  Iacopo  di  Collino  Grandoni . 
Francefco  Lippi  di  Ser  Bonaventura  Bonaiuti . 
Banco  di  Tofco  ,  Rigattiere . 
Mefs.  Donato  del  Ricco  ludico. 

a   e   ,  e  ^  ^^  Bonaccorfo  Alderotti . 

N^  f^'  ^    }  ^^  Giovanni  di  Meglio  Bonarli . 

Lorenzo ,  e  .  ^^  jj^^jj  j^j  Maeftro  DinoMcdico 
Martino      /    ^ 
Giovanni  di  Piero  Parenti. 
Tommafo  d'  Ugolino  di  Vieri ,  Speziale . 
Andrea  dì  Berto  Filippi . 
Bancozzo  di  Ioanni  di  Ser  Bartolo  Catenaeci . 
Niccolò  del  Ricco,  Lanaiuolo. 
Como  Federighi  da  Signa. 
Naftagio  di  Ser  Francefco  pop.  S.  Simone  . 

la- 


LIBRO       NONO.  177 

Iacopo  di  Bonafè  pop.  S.  Pier  Maggiore  . 

Lapo  di  Guido  di  Fabro  de'Tololini. 

Ugolino  di  Borili ,  Speziale  . 

Ser  Niccolò  di  Ser  Ventura  Monaci . 

Andrea  di  Feo,  Laftraiolo . 

Simone  di  Vanni  Mcccere  . 

Tommafo  di  Lippo  Soldani . 

loanni  d*  Amerigo  del  Bene  . 

Bettino  di  Mefs.  Covone  de'  Covoni . 

Francefco  di  Niccolò,  vocato  Bate. 

Lorenzo  di  loanni  Lottini . 

Giovanni  di  Tura  Dini. 

Giovanni  di  Luin-ì  de* Mozzi. 

Francefco  di  Ser  Tingo  Rocchi . 

Stefano  Brunacci,  Lanaiuolo. 

loanni  di  Piero  Parlarcioni. 

Mazza  d'  Andrea ,  Corazzaio . 

Davanzato  Nacci  di  Contro  Guidi,  Caligaio 

Alberto  di  Ser  Lapo  da  Barberino. 

Amoddeo  di  Frate  Grigio  da  Barberino. 

Cantino  d'Agnolo,  pop.  S.  Lorenzo. 

Scarlatto  di  Nuto  Scarlattini. 

Francefco  Vigoroli . 

loanni  Ciari ,  quartieri  di  S.  Spirito . 

Amaretto  di  Zanobi  Mannelli . 

Mefs.  FranCefco  di  Cino  Rinuccini. 

Luigi  di  Poltrone  Cavalcanti . 

Tgmmafo  di  Pazzino ,  Bilanciai.^ 


Tonio  XIK  M  Come 


lyS  ISTORIA    FIORENTIÌ^A 

Come  furono  Capitani  y  alìi  qitaU  fi  fecieno  grandi 
onori  ^  ed  ebhono  li  pennoni ,  e  la  fargia . 
Rubrica  771. 

NEllo  anno  Mccctxxvii.  sì  fi  feguia  molto 
r  ammonire  ,  perocché  la  guerra  era  in- 
cominciata a  rincrefcere ,  ed  il  pagare  fi  fa- 
cea  mal  volentieri ,  ed  eglino  voleano  guerra, 
e  non  pace ,  e  con  quello  chi  li  favoreggiava 
era  in  grande  paura  ,  e  pericolo  in  fare  lo  det- 
to ,  ed  erano  gli  attizzatori  della  Parte  contro 
agli  Otto  della  balia ,  ed  era  uno  Capitano , 

lo  quale  fece   grande  ammonire  , 

che  poich'  ebbono  difpofto  io  uficio  ,  quelli , 
che  dietro  loro  furono  tratti ,  fi  diiiberarono , 
che  ciafcuno  de' predetti  Capitani  avelie  dalla 
Parte  uno  pennone  ,  ed  una  targia  all'  arme 
della  Parte,  per  infiammare  bene  chiunque  vi 
foife  a  fere-  V  uficio  tratto  francamente  ,  per 
afpettare  quello  medellmo  onore  ;  e  così  con 
mohe  trombe,  e  gran  trìunfo  furono  portati  a 
cafa  li  Capitani ,  come  ufcirono  d' uficio  . 

Come  furono  forzati  li  preti ,  e  cherici  a  ufìciare , 
e  a  dire  la  me  fa ,  ed  ogni  uficio .  Rub.  772. 

NEI  detto  anno ,  e  mefe  di fi  fu 
ordinato  ,  che  ogni  chiefa  doveife  facri- 
ficare  ,  ed  ogni  oficio  iblennemente  fare  ,  fic- 

come 


LIBRO      NONO.  179 

come  intradetto  non  folle .  Ciò  fu  fatto ,  pe- 
rocché molte  ambafciate  erano  a  Roma  al  Pa- 
pa, e  niuna  fin' ora  tornata  con  concordia. 

Come  Caterina  veime  in  Firenze  a  p^edicare . 
Rubrica  773. 

NEI  detto  anno  addivenne  ,  che  in  Firenze 
avea  una  femmina,  la  quale  avea  nome 
Caterina,  e  fu  figliuola' di  Iacopo  Benencafa, 
ed  eilendo  ftata  tenuta  di   fantidima,  netta, 
e  buona  vita ,  ed  onefta ,  cominciò  a  biaiìriiare 
la  brigata  contro  alla  Chiefa .  Quefti ,  cKq  me- 
(lavano  alla  Parte ,   m.olto  la  vedeano  volen- 
tieri, ed  infra  gli  altri  erano  li  maeftri  uno 
Niccolò  de'Soderini,  lo  quale  gli  avea  fatto 
a  cafa  fua  una  camera ,  e  in  quefìa  alcuna  volta 
^ra  fiata;  T  altro  era  Stoldo   di    Mefs.  Bindo 
Altoviti ,  e  r  altro  Piero  Canigiani  ;  quelli  era- 
no quelli,  che  fommamente  la  lodavano.  Ed 
è  vero,  ch'ella  fapea  sì  con  buono  naturale, 
e 'si  con  molto  accidentale  le  cofe  ecclefiarti- 
che,  e  sì  dettava,  e   fcrivca   molto  bene  ;  e 
I^iero  Canigiani  lafsù  a   piò  di  S.  Giorgio  le 
facea  fare  uno  abituro  ;  e  da  tutti  i  partefichi^ 
e  da  donne,  e   uomini    ricoglieva  denari,  e 
comperava  pietre  ,  e*  legni ,  e  conducea  lafsù  ; 
tale  che  quando  fu  poi  arfa  la  cafa  fua  ,  egli  non 
ebbe  rifpetto  a  beata  Caterina ,  ma  per  fé  ado- 
prò  Io  predetto  lavorio.  Fu  coilei  condotta. 
Ma  o  per 


iSo  ISTORIA    FIOLIENTINA 

o  per  fua  voglia  con  malizia  ,  o  introdotta  per 
{limolo  di  coftoro  molte  volte  alla  Parte  a  di- 
re ,  CiV  era  l)uono  V  ammonire  ,  acciocché  alla 
Parte  fi  provvedeffc  di  levare  la  guerra  ;  di 
che  era  coitei  quali  una  profetella  t^^nuta  da 
quelli  della  Parte  ,  e  dagli  altri  ipocrita ,  e  mala 
femmina;  e  molte  cole  fi  dillèrotdi  lei,  chi 
per  truffe ,  e  chi  per  parergli  dire  bene  a  dire 
male  di  lei .  ^'^ 

Onejli  fon(r  i  Priori  dal  dì  primo  di  Gennaio  1376.  | 
a  dì  j)rimo  di  Gennaio  1377.  Rub.  7  74.. 

X^  Uippo  di  Recco  Capponi . 

Antonio  di  Niccolò  di  Clone  Ridola. 
Marco  di  Fra^ncefco  degli  Alberti . 
Bernardo  di  Mefs.  Covone  de' Covoni . 
Ramondino  di  Giovanni  de'  Vecchietti  . 
Priore  del  Pera  Baklovinetci. 
Giovanni  di  Piero  Parenti,  Corazzaio. 
Piero  di  Pero,  Calderaio. 
IvlÌG;liore  di  Vieri  de'  Guadagni  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S.  Gio. 
Ssr  Falcone  Falconi  lor  Nor.  q.  S,  Spirito  ,, 

In  leccio  Brunetti,  Pizzicagnolo, 
i'alco  di  Baccio,  Tavernaio», 

An^ 

{3)  V?ggafi  di  qiiellp,  or^  già  clichiarara.  e  riconofciuta 
Santa  ciò,  che  fci-ive  i' Anursiraro //^.  t?.  'p/rr.jio» 
e  feg,  e  la  Vita  della  Sa-ii;arcrit:aiio  C.^ì^Iìì;^:^.  u-g!: . 


LIBRO       NONO.  t^tT 

Andrea  di  Mefs.  Francefco  Salvlati . 

Iacopo  di  Ser  Zello  ,  Orafo  . 

Iacopo  di  Doffo,  vocato  Gene  degli  Spini. 

Giovanni  di  Cecco   JV:icin  ,  I.snaiolo. 

Iacopo  di  Bartolo miTiCo  Talenti  ae'  ^]edici . 

Riiloro  di  Michele  Rifton. 

Guido  di  Giovanni  de'  Macniavelii  Confai 

di  Giuli,  quar.  S.  Spirilo  ^'^ 
Ser  Niccolò  di  Ser  Ciuto  Cecchi  lor  Not. 

quar.S.  M. Novella. 

Filippo  di  Iacopo  de'  Marfili . 

Zanobi  di  Ioanni  di  Cione  Mezola*^*^. 

Niccolò  di  Salvi ,  vocato  Cica,  Vinattiere. 

Piero  Bachini ,  Beccaio  . 

Caroccio  Carocci ,  Speziale . 

Barna  di  Vaìorino. 

Giovanni  Cambi . 

Maeftro  Giovanni  del  Maeflro  Ambrogio 

Medico . 
Ioanni  di  Francefco  Magalotti  Gcnfal.  di 

Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Iacopo  di  Feo  Ciacchi  ^^'^  lorNot.  quarr. 

S.  Giovanni . 

Lionardo  del  Chiaro  di  Mefs.  Botte  . 
Benozzo  di  Francefco  d'Andrea. 

M  3  Za- 

(i)  Viviaìii  n.  Fuìt  poflea  miles» 

(2)  Viv.  n.  Fuit  pojlea  mìles  , 

(3)  Magi.  lafcia  Chccbi, 


l8l  ISTORIA    FIORENTINA 

Zanobi  di  Lapuccio  Corda. 

Guerriante  di  Biiigiardo  Bagncfi,. 

Giovanni  di  Ser  Dato,,  Malifcalco. 

iSiccolaio  Delli,  Fizzicagnolo. 

AleiTandro  di  Benedetto  Gucci. 

Agnolo  Borgognoni . 

Agnolo  di  Bernardo  x^rdinghelli  Confai,  di 

Giuft.  q.  S.  M.  Novella  . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Ventura  Monaco  lor  Not. 

q.  S.  Croce. 
Domenico  di  Guido  Pardi  in  luogo  di  Nic- 

colaio  Delli  morto  ^'^. 

Gerózzo  di  Naftagio  Cacciafuori . 

Bernardo  di  Matteo  de'  Velluti . 

Pietro  di  Simone  Orlandlni . 

Bonifazio  di  Ser  Donato. 

Lapo  di  Vanni  Rucellai . 

Baldefe  di  Turino  Baldefi  ^^> . 

loan'ni  di  Niccola  Pannaiuolo  lino. 

Niccolaio  del  Chiaro,  Fabro. 

Lapo  di  loanni  VivianiGonf  di  Giuft.  qu. 

S.Giovanni. 
Ser  Michele  Bardella  lor  Not.  q  S.  Spirito: 

Niccolò  di  Borio,  Caligaio  . 
Andrea  di  Niccolino,  Calzolaio. 

An-    , 

(i)  Magi.  Et  deìnàe  he oì^ichol ai  Delli  defungi  extr^* 

&US  fuit   Domìnicus  Guidi  Pardi  Rìgatterius • 
(a)  Viv.  H.  Fuìtpojlea  miUs ,  ^  dives  magnus  , 


l'v'^sr- 


|S 


LIBRO      NONO.  iS} 

Andrea  Villani,  Lanaiuolo. 

Stefano  del  Migliore  ,  Borialo  . 

Arrigo  di  loanni  Mazzinghi .  ' 

Francefco  di  Iacopo  di  Francefcodel  Bene^'^ . 

Nofri  di  Gio  di  N  iccolò  ^-^  Biìcheri . 

Niccolaio  di  Mone  Guidi . 

Lodovico  di  Banco  di  Ser  Bartolo  Gonf.  di 

Giuft.  q   S.  Spirito. 
Ser  Coro  di  Ser  Grifo  da  Caftel  Fiorentino 

lor  Not.  q.  S.  Croce  . 

QjiSjli  fono  quelli ,  che  furono  ammoniti  in  quejlo 
anno  ;  e  de'  Captani  della  Parte .  Rub.  775. 

^TEl  detto  anno  del  ?vIccclxxvii.  quefti  nar- 
X  !>  rati  per  addietro ,  che  pLimolavano  V  am- 
monire, prefero  più  campo  ,  che  non  foleano 
pigliare,  ed  avieno  fatto  grande  lavori  infra 
loro,  e  gran  compofizioni ,  ed  erano  in  Firen- 
ze fatti  come  bargelletti ,  e  fignori  di  quello 
luogo ,  e  non  fi  potea  parlare  innanzi  a  loro, 
e  chi  avea  a  maritare  fio-liuole  di  loro,  le  fa- 
cea  proferere  ,  e  a  cui  voleflè  darla ,  lo  facea 
un  poco  diguazzare  a. la  Parte  ^^^  e  poi  avea  uno 
di  mezzo ,  che  dicea  :  Che  non  dai  tu  la  tua 
figliuola  a  coftui  ?  Si  vedea  aillcurarfi  ;  dava- 
gliela  con  gran  dota.  Ed  ancora  fimile  modo 
teneano  nel  torre  al  dare ,  che  fenza  dota  la 
M  4  ma- 

(0  MS.  omette  del  Bine.     (2)  MS.  lafcia  dì  N/ecslè » 
iì)  Quel  che  r^gue  è  alquante  oUuì:»  . 


l84  ISTORIA    FIORENTINA 

maritavano .  E  più  oltre  a  quefto ,  andavano 
a'  lanaiuoli,  e  ritagli:itori ,  ed  altri  mercanti, 
e  toglieano  in  credenza ,  ed  era  loro  fatta ,  e 
non  voleano  pagare ,  e  fé  erano  loro  chiefti , 
lo  faceano  diguazzare  ;  if  buono  uomo  fi  flava 
poi  cheto .  E  peggio  ancora  ,  che  più  andava- 
no innanzi ,  che  eglino  faceano  mettere  a  par- 
tito uno  ricco,  e  poi  quegli  andava  a'  paren- 
ti, ed  alli  fav)  de' Capitani,  o  mandavano  per- 
fcne  religiofe ,  o  loro  auzzemi ,  e  fenfali ,  e 
domandavano  il  rimedio,  e  quelli  diceano  : 
Se  tu  dai  a'favj,o  al  tale  difenditore ,  difen- 
deranno .  11  buono  uomo  per   fuggire  quello 
pericolo,  o  per  volere  il  fummo  degli  uficj , 
gliele  dava  i  denari',  e  fimilc  gli  convenia  fare 
'  IpefTo ,  e  tali  di  grofìe  quantità  ;  e  tutto  quefto 
avvenia  per  la  maledetta  ambizione ,  e  fum- 
mo di  volere  gli  uficj ,  e  niuno,chi  non  era 
loro  fchiavo,non  era  licuro,fe  non  famiglie 
note. Ghibelline  ,  o  quelli ,  eh'  erano  ammoniti , 
comccch'  egli  diceano  ,  non  fare  quedo  per  gli 
uficj  ;  ma  che  poich'  erano  ammoniti ,  nelle  gra- 
vezze erano  peggio  trattati,  che  non  era  con- 
venevole ,  e  le  loro  moglie  a  torre ,  ed  a  dare 
non  valea  dieci  foldi  la  lira.  Molti  erano  gli 
auzzotti^'^,  che  a  quello  modo  fi  governavano, 
e  pafcicnfi.  Ciò  erano  tutti  i  conforti,  e  flretti 

ami- 

(r)  JuS,  Auzotti ,  De?  IcggerfI  Auzzotti,  come  fi  è  po- 
^o ,  per  Auzzeffi ,  come  fi  fpìegherà  nel  Vocabo- 
lario . 


LIBRO      NONO*  185 

amici  de' caporali  ;  i  quali  caporali  fono  quefti 
li  maggiori,  comecché  più  follerò  i  caporali, 
ma  li  maggiori  erano  quefti  :  Bonaiuto  di  Ser 
Belcaro  de' Serragli,  Giovanni  di  Bartolo  Bi- 
gliotti ,  Boninfegna  di  Filippo  Machiavelli ,  An- 
tonio di  Niccolò  di  Ciane  Ridolfi,  Piero  di 
Dato  de'  Canigiani ,  e  Mefs.  Riftoro  ludice  fuo 
figliuolo  :  quelli  fono  popolani  tutti  del  quar- 
tieri di  S.  Spirito  ;  ed  alcuni  grandi  dei  detto 
quartieri .  Ciò  fono ,  Guerrieri  di  Tribaldo  de  i 
Roffi,  e  de' Bardi  i  figliuoli  di  Mefs.  Fiero, 
e  quello  lato  tutto  .  Ora  diremo  del  quani^re 
di  S.  Croce  ;  Mcfs.  Lapo  da   CaftiglionchxO  ; 
quefti  era  fatto  per  l'ordine  de' cinquantafei : 
molto  adoperò  bene ,  ma  a  male  fine  lo  fece  , 
a  quello,  che  poi  feguì  ;  e  Simone  di  Rinieri 
de'Peruzzi,  Befe  Magalotti,  Iacopo  di  Gianni 
Gherardini,  Mefs.  Lotto  di  Vanni  Caftellani. 
Li  grandi  del  detto  quartiere  erano  ,  Ormanno 
di  Mefs.  Gherardo  Forabofchi ,  ed   Aduardo 
de'  Pulci .  In  S.  Maria  Novella ,  Stoldo  di  Mefs. 
Bindo  Altoviti,  Andrea,  e  Cipriano  di  Lip- 
pozzo  Mangioni,  Mefs.  Albizzo  Ruccllai ,  An- 
drea di  Segnino  Baldefi.  Li  grandi  del  detto 
quartieri ,  benché  fufle  la  fua  perfona  popola- 
no ,  ma  gli  altri  fuoi  conforti  grandi ,  Mefs.  Ben- 
ghi  Buondelmonti,  con  gli  conforti  fuoi ,  avca- 
no  in  mano  quali  ogni  priminenzia  ;  PeroTor- 
naquinci.  Salice  di  Giachinotto   Cavalcanti, 
Bartolo  di  Giovanni  Siminetti  ;  quelli  era  po- 


l85 ISTORIA     FIORENTINA 

polano .  Nel  quartieri  di  S.  Giovanni ,  Piero  dì 
Filippo  degli  Albizi  ;  non  erano  gli  Albizi  pri- 
vati degli  uficj  della  Parte ,  come  di  quelli  del 
Comune  ,  bjagio  di  Bonaccio  Guafconi,  bene 
\'  aiientia  L  guiccione  ,  e  Mefs.  Roifo  de'  l\ic^ 
ci  per  la  ingiuria  della  privazione ,  Guerrian- 
te  ^''  Marignoiii ,  Vien  di  Cambio  de'  Medici , 
Migliore  Guadagni ,  Iacopo  di  Bartolommeo 
de'  Medici.  Li  graiidi  del  detto  quartieri ,  Ia- 
copo di  Meis.  i^ranceico  de'  Pazzi,  Vieri  di 
JVl-is.  Pepo  Cavicciuli ,  e  Fife  Ilo  fuo  confor- 
to .  C:^ii"«ii  Ti  cniamav  ano  i  campioni  della  Par- 
te Guelfa,  ed  in  eiretto  furono  quelli,  che 
con  torto  appetito  fmifurato  li  potè  dire  gua* 
ftaro  Firenze  ;  ed  in  quea'  anno  furono  am- 
moniti più  uomini,  e  di  maggiore  lieva,  che 
ancora  fi  facelTe,  e  perche  iieno  noti  qui  ap- 
piè li  nomineremo  ^^^ . 

Manente  d' Amedeo  Criftiani ,  BaldaiT'arre' 
di  Giovanni  Nucciboni,  Duccio  di  Dietaiuti 
de' Gualzelìi,  Forefe  di  Francefco  degli  Adi- 
mari  .  a' dì  quattro  di  Settembre  .  Simone  di  Ga- 
briello di  Ser  Simone ,  a'  dì  tredici  di  Settem- 
bre .  Giovanni  d'  Aldobrandino  del  Ricco ,  po- 
polo S.  Maria  Maggiore  .  Ser  Cinozzo  Pieri  Agli 
Notaio,  a' dì  26.  di  Settembre.  Francefco  di 

Gè- 

(i)  ^''^.  Guernat^te . 

(2)  Sjio  quegli  fteflì ,  che  fi  leggono  qui  fopra  ,  Ruh, 
770.  ma  fi  è  giudicato  dì  ripeterai  ,  sì  per  non  par- 
tirfi  cfal  tefto,  e  sì  per  alcune  particolarità»  che  li 
non  fono* 


LIBRO       NONO.  187 

Geremia  di  Ser  Tane ,  Attaviano  fuo  fratello, 
a' dì  27.  di  Settembre .  Niccolò  di  Bocchino, 
Zanobi  del  Truffa,  Francefco  di  Geri  Ferraiuo- 
lo ,  Lionardo  di  Rinieri  Ruftichi ,  Agnolo  di 
loanni  di  Ser  Lotto ,  a'  dì  primo  d'  Ottobre . 
Attaviano  di  Mefs.  Attaviano ,  popolo  S.  Paolo, 
Francefco  di  Ventura  Lanaiuolo .  Giovanni  di 
Roberto  Ghini .  Ser  Diedi  di  Ser  Francefco, 
a' dì  30.  d'  Ottobre  .  Sandro  Muletti  da  Panza- 
no,pop.  S.Niccolò.  Guido  di  Caccialolte  di 
Guido  Trinciavelli^'^  a'dì  i  8.  di  Novemb.  Meo 
di  Bartolo  de' Cocchi,  Giovanni  di  Mancino 
de'  Softegni ,  a'  dì  5.  di  Dicembre.  Benedetto  di 
Geri  del  Bello .  Andrea  di  Iacopo  di  Collino 
de'Grandcni.  Francefco  di  Lippo  di  Ser  Bo- 
naventura di  Bonaiuto ,  a' dì  3.  di  Gennaio. 
Banco  di  Tofco  Rigattiere  .  Mefs,  Donato  del 
Ricco  ludice .  Matteo  ,  e  Francefco  di  Bonac- 
corfoAlderotti,a'dì  22.  di  Gennaio.  Niccolò, 
e  Nofri   di  Giovanni   di  Meglio  de' Sonarli, 
detto  dì .  Lorenzo ,   e  Martino    figliuoli   del 
Maeftro  Dino  Medico .  Tommafo  d'  Ugolino 
di  Vieri  Speziale .    Andrea   di  Eetto  Filippi . 
Bancozzo  di  loanni  di  Ser  Banco  Catenacci . 
Niccolò  del  Ricco  Lanaiuolo.  Gommo  Fede- 
righi da  Signa,  a' dì  2  2.di  Gennaio.  Naftagio 
di  Ser  Francefco ,  pop.  S.  Simone .  Iacopo  di 
Bonafò,  popolo  di  S.  Piero  Maggiore.  Lapo  di 
Guido  di  Fabro  de'  Tolofmi .  Ugolino  di  Bonii 

Spe. 
(i;  MS.  Trinciandli . 


l88  ISTORIA    FIORENTINA 

Speziale,  popolo  di  S  Friano.  Ser  Niccolò  di 
Ser  Ventura  Monaci ,  che  fu  Cancellieri  de  i 
Priori,  e  fu  caffo,  come  appare  adietro.  An- 
drea di  Feo  Laltraiuolo ,  pop.  S.  Piero  Gatto- 
lini  .  Simone  di  Vanni  Mecciere ,  pop.  S.  Lo- 
renzo .  Tommafo  di  Lippo  de' Soldani ,  a' dì. 
28.  di  Gennaio.  Giovanni  d'Amerigo  del  Be- 
ne .  Bettino  di  Mefs.  Covone  de'  Covoni  Fran- 
cefco  di  Niccolò ,  vocato  Bate .  Lorenzo  di 
Giovanni  Lettini  .  Giovanni  di  Tura  Dini . 
Giovanni  di  Luigi  de'  Mozzi .  Francefco  di 
Ser  Arrigo  Rocchi ,  a'  dì  1 2.  di  Febbraio  .  Ste- 
fano Brunacci  Lanaiuolo .  Giovanni  di  Pero 
de' Parlarcioni .  Mazza  d'  Andrea  Corazzaio. 
Davanzato  di  Naccio  Contri .  Alberto  di  Ser 
Lippo  da  Barberino .  Ramondo  fratello  di  Gior- 
gio da  Barberino  .  Cantino  d' Agnolo  di  Monna 
Ghecca,  pop.  S.  Lorenzo.  Scarlatto  di  Nuta 
Sczfrlattini ,  pop.  S.  Friano  .  Francefco  Vigorofi 
Lanaiuolo,  a'dìay  di  Febbraio.  Giovanni  di 
Ciari ,  S.  Spirito.  Amaretto  di  Zanobi  de'  Man- 
nelli .  Mefs.  Francefco  di  Cmo  de'  Rinuccini . 
Luigi  di  Poltrone  de' Cavalcanti .  Tommafo  di 
Pazzino  Bilanciaio .  Bartolommeo  di  Iacopo 
Giambernardi  degli  Adimari .  Giovanni  di  Pie- 
ro Parente,  quartieri  di  S.  Giovanni,  a' dì  23. 
di  Marzo. 


Comi 


LIBRO       N  O   K  O.  l8p 

\om^7norì  Giovanni  Magalotti  dello  uficio  degli  Ott^ 

ài  balia ,  e  come  fu  in  fuo  luogo  Simone 

de' Per  uzzi,  Rub.  77(5. 

NEI  detto  anno  mccclxxvii.  a' dì  quindici 
del  mefe  di  Luglio^'^  li  morì  Giovanni 
Magalotti  di  fua  infermità ,  di  cui  fu  gran  dan- 
no, e  sì  perchè  fu  buono  uomo,  e  sì  perchè 
in  luogo  fuo  fu  eletto  Simone  di  Rinieri  Pe- 
ruzzi ,  il  quale  per  ifdegno  fu  principio  di 
guaftare  la  città  di  Firenze  ;  a  cui  fu  fatto  gran- 
41iriino  onore  per  lo  Comune ,  per  rifpetto  di 
fua  bontà ,  e  per  lo  uficio  degli  Otto  della  ba-- 
lia,  eh'  egli  tenea. 

Come  772orì  Mefs.  Niccolò  degli  Alberti . 
Rubrica  777. 

ERa  nella  città  di  Firenze  uno  Cavalieri  di 
una  ca' ,  la  quale  fi  chiamano  gli  Alberti , 
famiglia  ricchiffima.  Quello  Cavaliere  avea 
nome  Mefs.  Niccolaio  di  Iacopo  d'Alberto, 
famofo  mercatante  .  Fu  il  padre  in  Francia  ,  ed 
in  Provenza ,  ed  in  Inghilterra  ,  e  quafi  per 
tutto  lo  crilìianefimo  ^  Seguì  queflo  fuo  figliuo- 
lo ,  Mefs.  Niccolaio ,  lo  quale  fu  di  sì  gran 
crediro,  che  niuno  più   mai  per  uomo  fclo 

non 

(i)  Supplito  coir  Aminirato ,  lJù.-i^>pag,  705.  per  man- 

csaza  del  MS. 


IpO  ISTORIA    FIORENTINA 

non  fu  tanto  creduto ,  né  sì  ricco ,  perocché 
fu  ftimato  la  fu  a  ricchezza  in  fua  vita  340.  rnilia 
fiorini ,  comecché  alla  morte  fé  ne  trovaife  la 

valuta  di Lafciò  due  figliuoli  mafchi, 

e  due  femmine,  piccioli;  fu  alla  vita  uomo  di 
gran  limofma ,  ed  alla  morte  più  di  500.  po- 
veri lo  pianfero  alla  bara,fenza  quelle, e  quel- 
4i ,  che'!  pianfero  per  Firenze  .  Furono  coverti 

cavalli bandiere uomini  vediti  di 

fanguigno fanti,  e  poveri  vediti  di  ne- 

ito donne  fi  veftirono ebbe  dop- 
pieri di  cera  di  libbre  V  uno e  molti  altri 

ornamenti  belliffimi  alla  bara,  e  cera  infinita 
in  fu  V  arca  nella  chiefa .  Fu  tenuto  gran  dan- 
nò della  fua  morte  ;  però  in  refpetto  morì ,  e 
feppellito  fu  alla  chiefa  di  S.  Croce  a'  Frati 
Minori  a'  dì  . . .  del  mefe  di Y  anno 

MCCCLXXVII. 

Come  fi  fece  Gonfaloniere  alla  Vane ,  e  come  fi 
^  fece ,  Rub.  778. 

NEI  detto  anno  mccclxxvii.  del  mefe  di 
Marzo  ,erano  venuti  ambafciadori  della 
Reina  Giovanna  al  Comune ,  ed  alla  Parte  ; 
ed  efiendofi  in  quell'anno  medefimo  tolte k^^^ 
pallottt)le  de'  Capitani  delle  borfe ,  non  erano 
piaciute,  ed  erano  disfatte.  Ora  quelli  Capi- 
tani ,  che  entrarono  a  mezzo  Febbraio  per  du« 

me  fi 
(i)  Supplito  per  d'fctco  dei  MS. 


LIBRÒ        NONO.  191 

mefi  feclono  riformagione  di  fare  fqìiittino 
nuovo,  e  di  fare  pahottole,  e  fecionie  per 
modo ,  che  ogni  di  facelìero  novin  d'  ammo- 
nire ,  perocché  neile  borie  bene  cae  vi  avelie 
alcuni  di  non  loro  animi,  teneano,  cne  le 
per  fortuna  una  voita  ufcillero  inùeme,  non 
correggeilèro  le  loro  cattive  operazioni .  dili- 
berarono pf>r/i;  in  una  cedola  porre  fette  d'  uno 
animo,  ed  uno  del  contrario,  o  fei ,  e  due; 
di  che  fpflero  acconci  di  fare  li  Lro  voleri  ; 
ed  oltre  a  ciò  feciono  un  gonfalone  all'  arme 
dello  Re  Carlo  primo ,  e  vollero  vi  folle  Gon- 
faloniere, e  diero  lo  primo  a  ""^-eù  Bengiii 
Buondelmonti .  Que:lo  fu  a  lina  di  mal  fare 
con  eflb ,  come  innanzi  apparirà  ;  ed  eleilèro 
quarantotto  uomini ,  che  con  loro  fofléro  a 
fare  male,  a  coniigliarii ,  e  la  balia,  che  fu 
dato  loro  per  gli  loro  collegni,  le  la  presero 
eglino  ,  e  forzò  la  legge  Mefs.  Lapo ,  che  rendè 
configiio ,  fi  potea  lare  per  uno  anno  ;  Jticcuè 
erano  fignori  i  detti  Capitani  per  uno  anno 
della  Parte  ,  e  chi  era  ii^nure  della  Parte  ,  era 
lignore  di  Firenze ,  e  Mefs.  Lapo  ferbò  la  ba- 
Ua  a  fé  a  vita  ;  llcchè  infra  1*  anno  avieno  go- 
ftoro  eitère  più  Capitani .  Queito  gonfiò  gli 
animi  de' cittadini  fieramente;  vidono,  elfere 
coitoro  figRori  quafi  a  bacchetta .  Quelli  fu- 
rono quelli,  che  qui  appiè  fono  fcritti;cioè 

Bonaiuto  di  Ser  Belcaro  Serragli ,  Dome- 
nico di  Caffi-ano,  Mefs.  Lapo  da  Gailiglion- 

chio. 


ipi  ISTORIA  i-ioiii:ntina 
chio,  Adovardo  de'  Pulci,  Mefs.  Benghi  Buoii- 
delmonte,  Giovanni  di  Ser  Dato  Malifcalco, 
Vieri  di  Cambio  de*  Medici ,  e  Giovaririi  di 
Cambio  Baleftriere .  QqcìIì  tre  per  la  balìa 
loro  tolta  ,  e  per  le  operazÌGni  delle  pallottole 
furono  molto  odiati,  eglino,  e  li  loro  amici, 
falvochc  Giovanni  di  Ser  Dato ,  e  Gib.  Cambi . 

Co?7je  fu  prefo  Lorenzo  del  Maefiro  Dino ,  ed  A/e/fo 

Bahiovmetti ,  e  collato  Lorenzo ,  e  condannato . 

Rubrica  yyp. 

NEI  detto  anno,  ed  uficio  de' Capitani, 
ufciti,  ed  intrati  gli  altri  Capitani ,  che 
furono  i  primi  delie  pallottole ,  uno  Lorenzo 
figliuolo  del  Maeftro  Dino  Medico  eflendo 
llato  de'  Buondelmonti  non  nemico  palefe , 
ma  malvolente  ,  uno  x\leflb  di  Francéfco  Bor- 
ghini  de'  Baldovinetti ,  vicino  de'  Buondelmon- 
ti,  e  poco  amico,  sì  per  vicinanza,  sì  per 
l'opere  loro,  quando  fu  ammonito  Giovanni 
d'  Amerigo  del  Bene  ,  fi  dolfe  il  Febbraio  paf- 
fato,  come  appare  nella  Rubrica  775.  parlò 
molto  altamente,  contro  a' Capitani ,  di  che 
ne  fu  condannato,  e  pagò  ufclto  di  capitana- 
to pei*  fue  qiiiÌì:ioni ,  eh'  avea  con  lui  Mefser 
Benghi  Buondelmonti,  ed  Aleflb  gli  diede  una 
petizione  con  configlio  di  Lorenzo  del  Mae- 
ftro  Dino,  il  quale  era  (lato  ammonito  nel 
predetto  anno,,  ed  al  tempo  del  detto  Meiser 


LIBRO      NONO.  Ip3 

Benghi,  per  farlo  de'  grandi  ;  onde  non  vinta 
la  petizione ,  li  Capitani  sì  li  ragunarono  a  pe- 
tizione di  Mefs.  Benghi,  e  degli  altri  li  quali 
avieno  riferbatofi ,  come  detto  ò,  balia,  p^^r 
uno  anno,  come  appare  addietro  Rubr.  778. 
ed  ultimamente  le  mandarono  amendue  allo 
Podeftà ,  che  contro  a  loro  procedelTe  ;  ed  ul- 
timamente collato  Lorenzo  del  Maeitro  Dino  , 
e  confelTato,  che  con  fuo  coniigiio  era  flato 
fatto  per  Aleflb  pi*edetto,  fubitamente  li  Ca- 
pitani prefenti  all' eiami nazione  voilono  ,  che 
a  colloro  folle  tagliato  il  capo.  Ma '1  Podeftà, 
che  vedea,  che  le  petizioni  non  che  a' Capi- 
tani ,  ma  a'  Priori  ufciti,  ed  ancora  prelidenti 
il  poteano  dare ,  non  volle  feguire  il  loro  ap- 
petito ;  e  poi  li  Capitani  pure  ripreli  daMoro 
parenti ,  ed  amlci  mitigarono  la  loro  ira ,  ed 
in  effetto  aflentirono  alla  condannagione  pe- 
cuniaria, e  non  pagarono,  ma  li  (tetterò  in 
prigione  ,  afpettando  grazia  Quefto  parve  cofa 
{traniifima ,  ed  abominevole,  e  fuori  d'ogni 
ragione ,  ed  equità  ,  e  certo  fu  .  Ma  come  che 
la  faccenda  s'  andafie,  la  cofa  rimafe  quivi  eoa 
loro,  in  prigione . 

Cerne  fi  trattò  la  pace  con  A4^fs.  Ber7iabo ,  ?nezzano 
tra  i  Fiorenttni ,  e  la  Cbtefa .  Rub.  780. 


N 


£1   detto    anno   mccclxxvii.    i    Fiorentini 
mandarono  a  papa  Gregorio  XI.  loro  am- 
Tomo  XIV.  N  ba-^ 


194  ISTORIA    FIORENTINA 

bafciadori ,  e  Mefs  Bernabò  Vifconte  Signore 
di  Melario  s' interpuofe  alla  faccenda ,  e  ven-ì 
ne  inhno  a  Sarezana,  e  quivi  furono  Cardia 
nali  della  Chiefa  Legati ,  ciò  furono  il  Cardi* 
naie  d' Amiens ,  e  /'  Arcivefcovo  di  Narhona  pa- 
rente del  Papa^'^  \  e  trattata  la  cofa,  e  quafi 
a  conclufione  recata, che  i Fiorentini  rendef- 
fero  ogni  giurifdiziqne  ,  che  avellerò  nelle  Ter- 
re fottoppile  ,  che  folieno  avere  la  Chiefa ,  e 
pagatfono  fiorini  fettecento  migliaia  in  certi 
termini ,  e  rendeflorio  le  potTeffioni  delli  Preti , 
infra  un  anno ,  eh'  erano  vendute  infino  a  quel 
dì ,  tanta  quantità  di  poileffioni ,  che  monta- 
vano fiorini ......  e  de'  villari ,  che  monta- 
rono fiorini Quando  la  cofa  er^  quafi  a 

conclufione  li  Cardinali  fi  partirono ,  per  la 
novella ,  eh'  ebbono ,  che  11  Papa  Ghirigoro  XI. 
era  morto ,  e  lalTarono  le  cofe  fcompigliate , 
e  gli  ambafciadori  fé  ne  vennono ,  e  Mefsef 
Bernabò  fi  partì,  e  andò  a  Melano, 

(lome  furono  ammoniti  molti ,  e  Giovanni  Dinij 
dello  iificio  della  Balìa ,  Rub.  781. 

NEir  anno  del  xMCCCLxxviil  cfiendo  la  bri- 
gata degli  ammonitori  rinfrancata  per 
gli  grandi  fatti  per  loro  adoprati ,  e  non  la- 
nciando niuno ,  a  cui  a  loro  piaceffe  toccare  ^ 

s' im- 

ii)  Supplito  coir  Ammir?  lìl.  13.  pag,  yU-per  tralafcUf 
piento  del  Mi>. 


LIBRO      NONO.  ip5 

s' immaginarono  di  cominciare  a  uno  dell'  ufi- 
ciò  degli  Otto  della  balia  ;  ed  in  effetto  ve- 
dendo, che  ad  uno  Giovanni  Dini  Speziale, 
uno  di  quelli,  non  ne  fu  nulla,  fubito  prefero 
cuore ,  e  cominciarono  non  più  di  notte ,  ma 
di  dì  ammonire  ;  e  molto  parve  loro  graa 
fatto,  che  ciò  non  fi  riiH  per  gli  Otto.  Ma 
Simone  di  Rinieri  Peruzzi,  in  luogo  di  Gio- 
vanni Magalotti  eletto,  tenea  con  gli  ammo- 
nitori ,  dicefi ,  che  fece  ammonire  il  compa^ 
gno  fuo  al  figliuolo  fuo  ,  per  una  parola  ,  che 
dille  Giovanni  Dini ,  che  elfendofi  rivelato  uno 
loro  fegreto  per  Simone ,  egli  diife  :  Maladet- 
ta  fia  la  morte  di  Giovanni  Magalotti,  che 
da  lui  non  ufcì  mai  niuno  fegreto  ;  Simone  fé 
lo  recò  a  noiaT 

Come  morto  Papa  Ghirigoro  un  decimo  fa  eletto 
Papa  Urbano  fefio .  Rub.  782. 

NEir  anno  mccclxxviii.  del  mefe  d'  Aprile , 
a' dì  7.  ^'^  effendo,  com'è  narrato  nella 
precedente  Rubrica  780.  morto  il  Papa  Ghi- 
rigorio  XI.  furono  li  Cardinali  rinchiuii  a  con- 
ceftoro  per  fare  elezione  di  nuovo  Papa ,  e 
non  eleggendo ,  li  Romani  temendo  che  non 
eleggeffero  Papa  Oltremontano ,  lo  quale  fé 
n'  andaife  in  Provenza  a  Vignone  ,  corfono 
N   z  all'ar- 

(i)  Supplito  coir  antico  Scrittore  della    faa  Vita  preflb 
il  Ciaconì©  Tom,%*  col'  Ció.eciiz,  di  Rsma  ló-jj. 


ip6         ISTORIA    FIORENTINA 

air  arme  a  S.  Piero  ,  ed  In  effetto  diilèro , 
eh'  e'  volieno  Papa  Romano  ;  onde  i  Cardinali 
non  e  (Tendo  di  ciò  in  concordia,  per  mitigare 
il  furore  paofero  aile  fine  Lire  Meis.  Bartolom- 
meo  Prignam  j  (o  fecondo  aitri)  Tiizzilloy  o  Bu- 
tiilo,  allora  ArcivefcovQ  di  Bari  ^^^  Ai  concordia 
di  lui,  e  diffcro,  coftui  effere  eletto  Papa. 
Li  Romani  credettero  ciò  eiìère  vero  ;  furo- 
no rappacificati ,  e  tornati  adietro  .  Di  che  co- 
fìoro  {limando:  Noi  abbiamo  ingannati  i  Ro- 
mani di  fare  elezione  di  Papa  ;  a  noi  è  di  ne- 
ccilka  eleggere  Papa  Italiano  ,  il  quale  non  fia 
Romano ,  nò  Orfmo,  nò  Colonnefe  ,  perocché 
3^on  fi  partirebbe  ^-^  di  Roma  ,  e  tutti  i  Cardia 
nali  farebbono  contenti  di  tornare  a  Vignone , 
perocché  di  qua  era  loro  rimafa  troppa  poco 
robba  al  vivere  ;  e  li  Romani  fono  ancora  uomi- 
ni furiofi ,  e  beftiali ,  che  male  (lare  va  lo  Papa  ; 
di  che  in  effetto  Mefs.  Guglielmo  di  Lirnoges  ^^^ 
avea  uno  fuo  Cappellano ,  lo  quale  era  quafi 
come  uno  fuo  intimo  da  fargli  fare  ogni  co- 
fa  ;  ed  era  di  nazione  picciola  da  non  lo  avere 
per  Signore  .  A4iffe  innanzi  a'  fuoi  compagni 
coftui,  e  promjffe,  che  farebbe  collante,  e 
fermo  a  tornare  incontanente  in  Provenza ^^\ 
ed  in  effetto  lo  diliberarono  Papa  ;  e  così  fu 

ne- 

(i)  Supplico  per  difetto  del  MS.  col  fuddetto  Ciaconioj 
ivi  col.  6ij  efeg. 

(2)  MS.  potrebbe  . 

(3)  Supplito  ,  ernie  fopra  . 

(4)  MS.  in  prefenza .  ' 


LIBRO      NONO,  1^7 

negli  anni  del  Signore  MCccLxxvm.  à'dì  d^cioftff 
del  mefe  di  Apile  ^'^  ^  e  fu  il  dì  della  Pafqua 
di  RefurrelTo  ,  da'Xardinali  in  tutto  coronato, 
e  fatto  ogni  folennità  di  concordia,  che  fi  ri- 
chiede a  Papa  ;  e  fcriiiero  li  Cardinali  per  lo 
mondo ,  ed  a  qualunque  Re  ,  efiere  lo  predetto 
Ivlellcre  Urbano  VI.  Quefii  avea  nome  Mefs. 
Bartokmìueo  Fìignajii^^^  di  Napoli,  d'una  fa- 
miglia. Il  quali  fi  chiamai  ano P//^?M7?/ ^5^  ma 
nella  verità  cofìui  fu  d'  uno  cailello  >  lo  quale 
li  chiama  Linari  del  contado  di  Firenze ,  pref- 
fo  a  17.  miglia  a  Firenze.  Lo  fuo  avolo  fa 
cacciato  per  Ghibellino;  andofene  a  Fila, e 
da  Fifa  a  Napoli,  ed  accoftclh  con  alcune  di 
quella  famiglia,  e  con  lui  fi  fece  uomo;  e  que- 
lli difcefe  di  lui.  Quelli  l'anno  del  mccclx* 
era  Vicario  dello  Arcivefcovo  di  Napoli,  era 
fcienziato  uomo,  e  buono  Cherìco ,  ma  di 
mobile  cervello,  e  furiofo,e  mutabile  ,  e  fu- 
perbiffimo.  Furono  quelli  Cardinali  li  quali  lo 
clefiero ,  cioè  quefti  : 

Piero  Corfini  Fiorentino  » 

Giovanni  de  Croffò  . 

Guglielmo  di  Umoges . 

Francefco  Tebaldejchi . 

Fr.  Bertrando  LaQ:erf. 

V  3  Ro^ 

(i)  Supplito. 

(1)  Supplito,  come  foprà, 

(3)  Supplito  fimilmcnte  .  Vèggafi  però  ancora  le  giunte 
a  detto  Ciaconio  ,  ove  le  varie  oppenioni  degli  Scrit- 
tori incorno  alla  profapia  di  Ur^an»  VI.  fi  riportano , 


ipg  ISTORIA    FIORENTINA 

Roberto  Conte  di  Genevra  d'  Orleans . 
Sn?207ìe  da  Borjano  Mìlanefe . 
Ugo  da  Moìitekmgò , 
Guidone  da  Maleffecco . 
Piero  da  Monteruco . 
Fr.  Gherardo  dal  Poggio, 
Iacopo  Orfi7n^ 
Pietro  Fiandrino , 
Guglielmo  Novellet . 
Piero  di  Vernas ,  e 
;     Pietro  di  Luna  /'^ 

Come  furo  mandati  amhafciadori  al  Papa  per 
avere  la  pace ,  Rub.  783. 

TNcontenente  furono  congregati  àmbafcla- 
A  dori,  ed  andarono  al  Papa;  ciò  fu  Stoldo 
di  Mefs.  Bindo  iVltoviti ,  Matteo  di  Iacopo 
Arrighi ,  è  Donato  Barbadori ,  Ale  [[andrò  dell'  An- 
tella  j  Mainar  do  Cavalcanti ,  P  azzino  Strozzi , 
Bindo  de'  Bardi ,  Veri  de'  Medici  ^^-^ ,  Eletto  co- 
lìui  in  Papa  non  volle  nulla  udire  di  torna- 
re ad  Avignone  ;  ma  diliberò  di  ftarfi  a  Ro- 
ma, ed  incominciò  ad  avere  per  nulla  tutti 
li  Cardinali,  e  villaneggiarli  per  ogni  maniera 
difonefta  >  tanto  che  niuno  in  pochi  dì  bene 

gli 

(i)  Supplito  coli*  antico  anonimo  Scrittore  dì  quefti  fatti, 

del  quale  fi  vegga  ne^  Monumenti , 
(t)  Suppliti  quefti  coir  Ammirato  liù.  13.  pag,  715.  pet 

mancaoza  del  MS. 


LIBRÒ      NONO.  ir)0 

gli  volea  ;  e  fu  tanta  là  fua  poca  pazienzia  i 
che  innanzi  che  compieffé  Fanno,  non  lu  niu- 
no  ,  a  cui  norl  face  ile  ingiùria  o  di  parole  ,  o 
di  benificj ,  di  che  male  ne  gli  addivenne  ; 
che  da  corte  venne  difcordia ,  e  dicleno ,  che 
egU  non  era  Papa ,  perocché  per  forza  era  fla- 
to fatto;  neLa  verità  non  era  così  ^  fatto  non 
fu  a  forza  ;  perocché  volieho  uno  Romano ,  e 
non  lo  ebbono  ;  la  feconda ,  che  pacificamen- 
te procedettono  alla  confirmazione  ;  la'terza^ 
che  gli  feciono  reverenzie",  ed  ubbidironlo  ; 
la  quarta  da  lui  prefero  beneficj  ;  la  quinta 
feciono  molti  atti  di  fuo,-  e  di  loro  volere  in 
Conceilóro  ,  ed  altre  cofe,^  che  a' Cardinali  li 
richiede  fare^  col  Papa  ;  la  fefta ,  che  fcrilTero 
per  lo  mondo,  notificando  avere  fatto  vero„ 
e  legittimo  Papa,  ed  uomo  fanto  alìi  Re,  ed 
1  ili  per  adori  ;  ma  certo  mala  difpofizioné  di 
lui ,  e  poco  fenno  li  fece  da  lui  difviare . 

€omè  la  Reina  Giovanna  fi  fece  al  Vapa  ricettò 

C ar denaie f co ,  che  eleffe  Antipapa  y  e  tennegli 

guerra  i  Rub.  784. 

NÉl  dettò  anno  efléndo  la  cofa  in  quelli  ter- 
mini di  difcordia,  la  Re  na  Giovanna  di 
Napoli  efléndo. ....  e  vedendo  ,  che  coftui  fuo 
uomo  era  Papa  >  fi  magnificò  con  lui  con  gran- 
di doni ,  e  belli ,  e  mandogli  Iblenne  ambafcia- 
ta ,  e  gente  d' arme  per  fua  compagnia ,  e  pro- 
N  4  ferte 


100         ISTORIA    FIORENTINA 

ferte  grandiiTime  di  venirlo  a  vicitare  propo- 
nea;  ma  in  effetto  in  pochi  dì  leppe  sì  fare 
con  lei ,  dicendo ,  ch'ella  era  Donna  Giovan- 
na >  e  non  Reina,  e  che  lo  reame  era  de'  Re 
d'  Ungheria,  e  non  luo  ;  di  che  nacque,  che 
efià  cominciò  a  poggiare  i  Cardinali ,  che  di 
lui  fi  diceano  male,  ai  che  trovando  appog- 
gio li  partirono  i  detti  Cardinali  5  ciòfuxono; 

Pietro  Corfini . 

Giovarmi  de  Croffo, 

Guglielmo  di  Linioges» 

Ruberto  Conte  dì  Genevra , 

Ugo  di  iMonteluììgo . 
.    Guido  di  MalaJJìette ,  0  Malajjecco . 

Piero  da  Moiuerucco . 

Simone  da  Borzano . 

Gherardo  da  Poggio . 

Giovanni  di  Grangia , 

Iacopo  Or/ini . 

Piero  Ftaìidrino . 

Guglielmo  Novelkt . 

Piero  di  Lunay  e 

Piero  de  Verruco ,  0  di  Ferney  ^'^  -, 
e  dipartiti  fé  ne  andarono  a  Fondi,  il  quale 
è  dei  Conte  di  Fondi,  uomo  della  Reina  Gio- 
vanna ,  nipote  di  Papa  Bonifazio ,  e  quali  tutti 
li  Baroni,  o  la  maggior  parte  di  Napoli  vo- 
leano  male  alla  Reina  di  ciò  ,  quali  tutti  li 

Ba- 

(i)  Supplito  colle  giuftte  al  Cìaconio  nella  Vita  di  de- 
snerue  VII.  fàtce  dall'  Qldoni ,  ivi  t,  2.  CeL  67-j, 


LIBRO      NONO.  201 

Baroni  di  Roma ,  o  vicini  volieno  male  al 
Papa .  Coftui  contuttociò  mai  non  raifrenò 
la  fua  voluttà,  e  furia,  contro  a  lei  fempre 
fparlando ,  e  legreto  mandò  allo  Re  d' Unghe- 
ria, che  fé  egli  voleile  lo  reame  di  Puglia, 
gliele  concederebbe  come  fuo  .  Di  che  nacque, 
che  Mefs.  Carlo  figliuolo  di  Mefs.  Luigi  di 
Durazzolo  Re  d'Ungiieria;  F  avea  allevato, 
e  già  tornatoli  nello  reame  alle  Terre ,  che 
la  Reina  gli  avea  date  ,  che  furono  del  padre  ; 
lo  Re  d'  Ungaria  adenti  di  dare  le  fue  ragioni 
a  detto  Mefs.  Carlo;  di  che  poi  in  proceflb 
di  tempo  fi  partì ,  ed  andò  in  Ungaria ,  e  poi , 
come  innanzi  udirete ,  andò  a  Roma .  Ma  co- 
mecche  di  noftra  materia  non  fia,  pure  al- 
quanto diremo,  come  il  Papa  dicea  eilère  ra- 
gione dello  Re  d'  Ungaria  lo  reame .  Lo  Re 
Carlo  ebbe  fette  figliuoli ,  cioè  Carlo  fecon- 
do; delli  quali  fette  l'uno  ebbe  nome  Carlo, 
e  fu  primogenito  ;  il  fecondo  fu  Ruberto  ,  ed 
eifendofi  gli  Ungati  fanza  Re ,  mandarono  a 
Carlo  fecondo,  che  mandalfe  uno  de' figliuoli 
per  lo  reame  d'Ungaria .  Lo  Re  Carlo  parve 
fempre  voler  meglio  a  Ruberto ,  perchè  era 
più  favio ,  che  Carlo  ;  altri  dillero ,  che  perchè 
era  ad  adoprare  per  forza  nello  detto  reame , 
che  Carlo  era  in  arme  fra'  Combaroni  ;  vi  man- 
dò lui,  lo  quale  grandi  fatti  d'arme  fece,  e 
vittoriofamente  accrebbe  lo  reame  per  modo, 
che  quali  per  Iddio  T  adoravano .  Lo  Re  Uber- 
to, 


202  ISTORIA    FIORENTIJ^A 

to ,  morto  Io  Re  Carlo  fuo  padre  ,  impetra? 
con  molti  danari  in  Corte ,  tanto  che  vinie 
contro  al  fratello  d' effere  incoronato  ;  e  così 
fu,  e  non  fece  Carlo  d'  Ungarià  gran  pugna, 
sì  per  non  lafciare  lo  paeie  fuo,  che  era  in 
guerra,  e  forfè  per  difcrezlone  .  Lo  Re  Ro- 
berto ebbe  uno  figliuolo ,  lo  quale  ebbe  7iome: 
Carlo  ^'\  e  non  più  mafcni ,  e  fu  Duca  di  Ca- 
làvria.  Morto  lui  ,rimafero  di  lui  due  figliuole 
feinmjne;  la  prima,  a  cui  fcadea  lo  reame  ^ 
fu  Giovanna  ,  di  cui  qui  al  prefente  fi  parla . 
Lo  Re  Uberto  avendo  io  fuo  reame  ,  e  pa- 
reagii  aveno  avuto  non  licitamente  ,  mandò 
al  fratello  Carlo  Re  d'  Ungaria  ,  lo  quale  avea 
due  fig'iuoli,  Andrea,  e  Luigi,  ch'egli  man- 
dafìè  uno  de'  figliuoli,  a  cui  egli  defle  per  mo- 
glie quella  >  che  dovea  etlère  Reina,  accioc- 
cti  egli  redaile  lo  reame .  Di  che  egli  contento, 
a  Ciò  mandò  Andrea  primogenito,  e  così 
fposò  in  vita  dello  Re  Ruberto  la  Reina  Gio- 
vanna. L'altra  fi  diede  al  Duca  di  Durazzo . 
Morto  lo  Re  Ruberto ,  lo  Re  Andrea  da'  fuoi 
Baroni,  e  Cavalieri  fu  nella  [u^ /ala  ^"^  aran- 
golato  ,  e  gittato  da  una  fineiìra  nell'  orto  de  i 
Irati  m  Averfa,  preiìo  a  Napoli  città  di  otto 
miglia .  Nella  camera  d'  aliato  quando  fu  mor- 
to, era  la  Reina  >  la  quale  rifpondea  Tufcio^ 

e  non 

(i)  Supplito  col  Villani  /.  IO.  e,  109.  é  col  nolìro  Autore 

fopra  ec. 
(2)  Supplito  col  detto  Villani  /.  i2.r,  so. 


LIBRO      NONO.  203 

e  non  era  altra  entrata ,  fé  non  prima  per  quel- 
la del  Re  ,  fecondo  per  V  ufcio  ^^^  della  Reina  ; 
di  che  fi  diflè  ella  eflère  colpevole  .  Difcefe 
il  Re  Luigi  d'  Ungaria  a  fare  vendetta  dello 
fratello .  La  Reina  s' avea  tolto  Luigi  fuo  cu- 
gino  per  marito ,  e  con  lui  fi  fuggì  *  In  pre- 
fenza    tagliò  il  capo  al  Duca  di   Durazzo   il 
Re  d' Ungaria,  e  gli  altri  Reali  fé  ne  menò 
in  Ungaria ,  e  fuggì    la  mortalità   dell'  anno 
McccxLviii.  Poi  tornò,  e  lafciò  li  Reali  anda- 
re .  Papa  Chimento  fece  l'accordo  tra  la  Rei- 
na ,  e  lui ,  che  mentre  viveffe  la  Reina ,  ed  il 
marito,  non  moieitaiTe  lo  reame   dr'^gUa. 
Quefto  reame    conquido  lo  Re  Carlo  primo- 
genito del  Re  Carlo  II.  padre  del  detto  Re 
d'  Ungaria  ,  e  d'  Uberto,  per  conceffione  ^^^  dei 
Papa  ,  lo  quale  fi  dicea  eH'ere  tenuto  per  Man- 
fredi a  torto,  di  che  per  quefto  Papa  Urbano 
fi  concedea  a  Carlo ,  a  petizione  del  Re  d'  Un- 
garia .  Tornando  a  nofìra  materia ,  che  di  que- 
llo non  è  da  narrare  per  noi ,  li  predetti  Car- 
dinali iti  a  Fondi,  come  detto  è,  ftavano  in 
eleggere  Papa  nuovo ,  e  per  non  potere  avere 
compagnia  ,  venendo  Mefs.  Piero  Cardinale  di 
Firenze ,  e  Mefs.  SÌ7mne  da  Burfano ,  e  Mefs. 
lacop  Orjifii  Romano  ^^^  a  Fondi  a  trattare  con- 
^  cor- 


co MS.  per  r  afih.    ' 
(2)  MS.  correffìone , 

0)  Supplito  col  Ciaconio  ,  e  col  d«tto  Anonimo  ,  per  di- 
iett©  d«l  MS. 


104  ISTORIA     FIORENTINA 

cordia  trai  Papa,  e  li  predetti  Cardinali,  fi 
peniarono  li  Cardinali  di  Fondi  d'  ingannare 
coloro,  che  venneno  per  mezzani,  e  miilèro 
loro  a  vedere ,  come  Urbano  non  era  Papa  5 
e  com'egli  avea  promeflb  loro  di  rinunziare 
il  Papato ,  ed  eglino  ne  facelTero  altro ,  e  noa 
lo  avea  fatto,  e  eh'  egli  era  uomo,  in  cui  la 
Chiefa  d'  iddio  non  era  bene  corretta  ,  ma  che 
cg  i  vcdieno,  che  fé  non  era  Papa  Taliano, 
certo  non  potea  la  Chiefa  bene  arrivare;  di 
che  s'  eghno  volieno  afientire  a  nuovo  Papa, 
ch'eglino  n'eleggerebbono  uno  Taliano,  poi 
davanti  a  ciafcuno  di  loro  promiffero  di  dare 
le  boci.  Cotioro  fimplici  alìèntirono  all'ele- 
zione ,  e  feciono  Papa  ,  ma  non  quello  ,  eh'  e- 
gli  promiffono ,  anzi  eleffero  uno  di  loro ,  e 
ciò  fu  Mefs.  Ruberto^'^ ,  fratello  del  Conte  dì 
Gineva  delio  reame  di  Francia,  gentile  uo- 
mo, e  parente  dello  Re  ,  e  del  Duca  d'  An- 
giò.  Cortui  eleflèro  ,  perocché  era  di  grande 
aiuto  ,  penfando ,  che  effi  ne  farebbono  aiutati 
dal  Re  di  Francia  sì  per  lo  parentado  ,  e  sì  per 
la  lingua ,  e  per  averlo  in  Provenza ,  ove  di- 
poi andò . 


(1)  Supplito,  come  foprà* 


LIBRO      NONO.  2*5 

Onejti  fono  i  Priori  da'  dì  primo  di  Gennaio  1 377. 
a' dì  ZI.  di  Lùglio  1378.  Rub.  7  85. 

Ju^Uigi  di  Ioanni  da  Quarata  . 
Bono  di  Taddeo  Strada . 
Antonio  Martini,  Beccaio. 
Mefe  di  Guccio,  Coreggiaio. 
Lionardo  di  Meis.  foanni  degli  Strozzi . 
Simone   di  Mels.  Bindo  Altoviti . 
Chiariirimo  di  Meo  Cionacci. 
Bianco  di  Bonii,  Ritagliatore. 
Domenico  di  Taddeo  Borghini  Confai,  di 

Giuft.  quar.  S.  Croce  . 
Ser  Francefco  di  Ser  Ioanni  Ciai^'^  lor  Not. 

quar.  S.  Gio. 

Zanobi  di  Bartolo  Lippi . 

Ioanni  di  Bartolo  di  Cenni  Biiiotti. 

Bello  di  Niccolao  Mancini  ^^^. 

rrancefco  Caiini . 

Bernardo  d'  Andrea  ,  Corazzaio  . 

Romolo  Cecchi ,  Beccaio . 

Bardo  di  Niccolò  di  Luti  Rittafè. 

Bernardo  d'  Aldobrandmo  di  Lapo  Rinaldi . 

Lionardo  di  Niccolò    Beccanugi  Gonf.  di 

Giuli,  q.  S.  M.  Novella. 
SerTeg<Thiaiod'  Ugo  Altoviti  lor  Not.  q  d. 

Fran- 

(i)  MS.  omette   Cìai , 

(a)  Viv.  n^uit  poftea  mtles  • 


206         ISTORIA    FIORENTINA 

Francefco  di  Peduccio  di  Cione  ^^^  Falconi  • 

Niccola  di  Lippo  Alberti . 

Piero  di  Fronte  ,  Lanaiuolo  . 

Francefco  di  Spinello ,  Vaiaio  . 

Lorenzo  di  Matteo  Boninfegna. 

Simone  di  Benedetto  Gherardi . 

Simone  di  Bartolino ,  Calzolaio . 

Piero  di  Cenni  Ghetti . 

Salveftro  di  Mefs.  Alamanno  de'  Medici  Con. 

di  Giuft.  quar.  S.  Gio-^^^ 
Ser  Domenico  Sai  veli  ri  lor  Not.  quart. 

S.  Spirito  , 

Brancazio  di  Berto  Borfi. 

Tommafo  di  Serotine  Brancacci . 

Pierozzo  di  Piero  Peri. 

Zanobio  di  Cambio  Orlandi. 

Manetto  di  Ioanni  Davanzati. 

Alamanno  di  Mefs.  Alamanno  Acciaiuoli , 

Niccolaio  di  Lapo  del  Nero . 

Guerriante  di  Matteo  Marignolli. 

Luigi  di  Mefs  Piero  Guicciardini  Gonf  di 

Giuft.  quar.  S.  Spirito  ^'^^ . 
Ser  Baldo  Brandagiie  lor  Not.  q.  S.  Gio. 

Que- 


(i)  MS.  omette  4^i  Cìoue,        V'vianì   nota  qui   così.» 
-  tempo  <li  quefi-l  s*  arfe  in  Firenze   pe*  Ciompi  in  più 
=  luoghi  e  rubofTì  il  luogo  de'  Romiti   degli  Agnoli  • 
=  e  ia  altri  luoghi,  che  fu  uno  cauivo  principio.  = 

(2)  Viv,  n.  Fuit  pojlea  miles, 

il)  Viv*  n.  Fuìt  pojlea  mìles , 


LIBRO      NONO.  207 

Quelli  furono  cacciati  da'  Ciompi ,  e  non  com- 
pierono fé  non  22.  dì,  come  innanzi  diremo  ^'^ . 

^ome  furono  quelli  della  Parte  Guelfa  in  fuperbia 
fieli'  ammonire ,  e  come  in  luogo  di  Giovanni 
pini  fu  mejfo  uno  loro  confidente  a  loro  pojia . 
Rubrica  78<5. 

NEI  detto  anno  mccclxxviii.  eflfendo  am- 
monito Giovanni  Dini,  uno  delf  uficio 
degli  Otto,  li  diiiberò,  che  m  luogo  di  lui 
folle  uonio  confidente  alla  Parte  ,  e  non  u  ofa- 
va  favellare  incontro  a  cofa  ,  che  di  quella 
cafa  ufciilè ,  e  di  loro  auzzetti ,  che  fubito ,  o 
ammonito ,  o  condennato  farebbe  ilato  chi 
avelTe  fiatato;  ed  in  effetto  ebbono  Niccolò 
di  Niccolò  di  Gherardino  Gianni  m  luogo  di 
Giovanni  Dini;  e  diceii ,  che  guardavano  di 
ammonire  alcuni  altri ,  per  mettere  m  luogo 
di  loro  i  limili .  Queria  baldan  a  di  coiloro  era 
tale  ,  che  niuno  ofava  favellale  ,  perocché  niu- 
no  non  voleva  de'  loro  colpi .  Molto  erano 
sbigottiti  i  buoni  uomini,  e  gli  uoriiini ,  che 
^  voleano  ftare  in  pace. 

Come 


(r)  MS.  àicQ  xìj.dì  ;ma  è  errore,  come  corta  dalla  (lo- 
ria  ,  e  dall'  atro  del  Notaio  pofi-o  avanti  la  frguente 
tratta,  come  fi  vedrà  nel  Tomo  XV.  prodìgio. 


ao8         ISTORIA    FIORENTINA 

Come  cominciarono  a  intenderjt  injieme  li  buoni 
ttovnui .  Rub.  787. 

PRoverbio  antico  pare  che  ila ,  che   in  ef- 
fetto fuoni:  Firenze  non  fi    muove,  fé 
tutto  non  fi  duole  .  Era  già  tanta  piena  larga 
dell'orgoglio  degli  ammonitori,  che  niuno  il 
tenea   ficuro^  di  che   confiderato  ciò  gli  uo- 
mini ,  che    parea  eflèr   loro  da  Firenze ,  non 
voleano  elTere  fotto  tiranni  ;  e  fentendo,  che 
Simone  di  Rinieri  Peruzzi  usò  di  dire  ,  che 
agli  uomini  fi  volea  recare  lo  reggimento  di 
Firenze,  penfando,  che  migliaia  per  più  ra- 
gioni doveano  reggere  come  lui ,  sì  li  comin- 
ciarono a  intenderfi  infleme  ,  e  fi  provvidero 
a'  fatti  loro  ,  e  dire  :  che  uno  Priore  ,  che  vo- 
leffe  metterfi  a  partito ,  potea  fanare  Firenze  , 
confiderato ,  che  più  erano  quelli ,  che  in  ufi- 
cio  fi  poteano  trovare ,  a  cui  fpiacea ,  che  quelli 
a  cui  piacea  ;  e  così  quelli  a  cui   fpiacea   in- 
cominciarono a  fiatare  infieme  con  gli  Otto, 
a  cui  ubbidiano .  Li  foldati  afficurati  fi  vido- 
no ,  che  di  Maggio  convenia  effere  Salveftro 
di  Mefs.  Alamanno  de'"Medici  di  neceOltà  Gon- 
faloniere di  giuftizia  :  con  lui  fi  fece  forte  la 
brigata ,  ed  egli  promiife  di  fare  la  faccenda . 
Parv^e,   che  quelli  della  Parte  0  fentlfièro ,  o 
fofpettaifero  da  lui,  ed  effendo  li  dodici  tratti 
a  mezzo  Marzo,  videro^  che  fé  uno  de' dodici 

fce- 


LIBRO       NONO.  20p 

fcemafTero  di  quel  quartiere ,  convenia  effere 
SaK^eftro  de' Medici ,  o  uno  de' conforti  de  i 
dodici,  e  per  Jo  divieto  non  potea  effere  Gon- 
faloniere di  giuftizia  a  Maggio,  Salveftro.  La 
brigata  della  Parte  provvide  a  ammonire  Mafo 
di  Neri  Funaiuolo ,  anco  che  uno  altro  degli 
uficj  de'  dodici  fi  traeflè  ;  e  così  fu  ammonito 
a'  dì  20.  d'  Aprile  mccclxxviii.  Non  feppe  tan- 
to uno  ,  che  T  altro  non  fapeffe  più  ,  eh'  egli- 
no ordinarono  gli  Otto  delia  balia ,  che  non 
fi  trae  (Te ,  e  non  fi  traile  quello  Dodici,  anzi 
fi  lafciò,  e  fu  tratto  Salveftro  di  Mefs.  Ala- 
manno Gonfaloniere  di  giuftizia.  Subito  la 
brigata  venne  alli  rimedj ,  ed  in  effetto  furo- 
no da  lui  li  Capitani ,  ed  ordinarono  u  accon- 
ciafiero  le  leggi  della  Parte  ,  e  delle  petizioni . 

Onefti  fon9  quelli ,  che  furono  ammoniti  in  quefio 
afmo,  Rub.  788. 

SEguendo  lo  loro  appetito  quelli  della  Par- 
te,  in  effetto  fenza  freno ,  fé  non  gli  ap- 
petiti sfrenati ,  che  ciafcuno  volea  lo  iuo  ni- 
mico, o  malvogliente  fpiacere  ,  e  come  era 
paffato  tra'  Capitani ,  fé  fofle  flato  più  Guel- 
fo, che  Carlo  Magno,  tra'  ventiquattro  rima- 
nea  ammonito ,  perocché  fi  doveano  trarre  a 
forte  ,  ed  a  fortuna  xxiiij.  uomini  delle  borfe , 
e  richiefto  lo  cattivello,  gli  era  ,detto,  ch'egli 
era  ammonito  per  la  tale  cagione  ,  ed  egli  det- 
'      Tomo  X UÀ  O  to 


21Q  ISTORIA    FIORENTINA 

eo  quello,  che  volea,  gli  era  detto;  Sta' fuo- 
ri, e  niuno  la  campa,  o  molti  radi.  Li  xxiiij. 
(i  doveaiio  trarre  a  forte ,  e  a  fortuna  j  ftav^ 
alla  tratta ,  fé  era  bene  alla  loro  mano:  Buono 
è,  li  dicea,  va'  per  lui;  fé  non  era  bene  ar- 
rabbiato ,  dicea  uno ,  il  primo  che  '1  coaofcea: 
Egli  è  adente  ,  io  lo  vidi  ire  oggi  in  villa , 
All'altro  il  fimile,  fé  fimile  era;  e  così  era* 
no  tutti  appennellati ,  e  innanzi,  che  il  richie- 
do potelTe  dire  le  fue  ragioni ,  gli  era  detto  ; 
Sta'  di  fuori  ;  e  datogli  delF  ufcio  nelle  calca- 
gno,  e  poi,  come  detto  è  addietro,  quando 
le  ne  andava  gli  erano  tirate  le  coreggia  die- 
tro,  e  picchiatogli  le  panche  dietro,  e  fatto- 
gli gli  aiìoccoli ,  e  li  bu  bu  ;  e  così  fcherniti , 
e  ftraziati  erano  allo  andarfene  a  cafa  ;  e  tale 
ne  fu  ammonito,  che  vedutoh  fire  torto,  e 
non  veggendofi  rimedio  ,  fi  puofe  lo  feconda 
dì  in  fullo  letto  colla  febbre,  e  di  quello  luo- 
go non  fi  levò ,  che  in  pochi  dì  fi  fi  morì . 
Queia  era  abbominevole ,  e  fcura  cola  ,  e  ogni 
dì  fi  dicea  per  gli  favj  :  Quella  cofa  guaita 
Firenze  ;  ed  ogni  uomo  la  vedca,  e  non  li  ve- 
dea  però  rimedio .  Pure  quando  Iddio  non 
vuole  più  foflerire  le  iniquità ,  fa  fua  opera- 
?:ione  come  giù  ilo  Signore  ,  e  così  fece  di  que- 
llo, perocché  fece  tale  rimedio,  che  quelli, 
che  parte  teneano  la  comprarono  ;  non  cre- 
dettono  però,  che  la  cofa  andaiìe  dove  la  vi- 
dgao  ire ,  né  angora  ì'  avcrebbono  voluta  così 

ga^ 


LIBRO       NONO.  211 

gadigare ,  né  con  tanta  agrezza ,  né  ancora 
non  r  ayerebbono  faputa  a  lingua  cràedere 
ne'  termini ,  che  iddio  T  acconciò  ,  ed  iinprov- 
vifo  d'  ogni  buono  uomo ,  e  contro  al  pen- 
dere de'  Rettori,  che  mai  non  (limarono ,  che 
a  loro  veniiTe  meno  il  loro  penlieri.  E  così 
interviene,  come  dice  il  proverbio:  Che  cni 
fa  quello,  che  non  dee,  gli  addiviene  quello, 
che  non  penfa .  Cosi  intervenne  a  coiloro , 
che  certo  non  penfarono,  che  mai  in  erveniflè 
loro  quello,  che  intervenne.  Ora  per  feguire 
il  trattato ,  in  quello  anno  furono  ammoniti 
gV  infrafcritti  ;  cioè 

Mefs.  Giovanni  del  Maeftro  Neri  ludice   da 
Barberino. 

Mels.  Giovanni  di  Mefs.  Scoiaio  di  Berto  lu- 
dice da  Petrognano. 

Ser  Cridofano   di  Ser   Bartolo  Nevaldini  da 
Barberino. 

Francefco  Bartoli  Baldoni,  Bottaio, 

Saiveftro  d'  Andrea  di  Chiariilimo  da  Barbe- 
rino a'  dì  31.  di  Marzo  . 

Francefco  di  Benedetto  Cucci  quar.  S.  Ioanni . 

Baldo  Coppini  da  Vicchio. 

Ser  Manieri  di  Glo.  Chiarilfuni  Bilenchi  Not. 

Giovanni  Dini ,  Speziale .  Quelli  era  degli  Otto 
della  balia,  a'  dì  22.  d'  Aprile  . 

Nofri  di  Simone  dell'  Antella  ,  a'  dì  22.  d'  Apr. 

Stefano  di  Bindo  Benini  quar.  S.  Croce . 

O  z  Si- 


aia  ISTORIA    FIORENTINA 

SiiTione  di  Palmieri ,  Vaialo ,  quar.  S.  Spirito . 
Frar.ceico  di  Ser  Donato ,  Speziale  . 
Giovanni  di  Ser  Rucco,  quar.  S.  Croce,  a' dì 

2  8.d'  Aprile. 
Nutino  -.    figliuoli  di  Fantone  di  Giraldo  da 
Vanni   J     s        Ognano. 
Francefco  di  Ser  Iacopo  Cecchi  da  Signa . 
Filippo  di  Mafo  Mangieri  Mauvoli  da  Ognano. 
Simone  di  Ser  Benedetto  di  Martino  Petri  da 

Santo  Eìloro . 
Pietro  Donati  dal  Sanbuco . 
Niccolò  di  Lodovico  Ricciardi  de' Cerchi . 
Michele  di  Ser  Vanni  di  Ser  Ugolino  di  Ser 

Dino  da  Caftiglione . 
Mafo  di  Neri ,  Funaiolo  quar.  S.  Io.  a' dì  30. 

d'  Aprile . 
Giraldo  di  Paolo  Giraldi ,  quar.  S.  M.  Novella . 
Francefco  Martini  de'  Salti  da  Monte  Ficalle , 

a' dì  15.  di  Giugno. 
In  quefti  ultimi  due  finì  1'  ammonire  ,  e  levofli 
per  coftoro  1'  orgoglio  a  coloro ,  li  quali  non 
bene,  ne  a  buon   zelo  adoperavano,  e  volle 
Iddio  porre  rimedio  a  quella  ufanza . 

FINE     DEL     LIBRO     NONO. 


MONU- 


MONUMENTI 

CH2    SERVONO    d'  ILLUSTRAZIOirZ  ,    O     DI    GIUNTA 
ALLE    COSE    CONTENUTE    IN    QUESTO    TOMO. 


Num.  I.  per  la  Rubrica  dclxv.  Libro  IX. 
pagina   i. 

Ricordanze  dì  alcuni  infigni  Perfonaggi  di  Cafa 
Ricci  li  Firenze,  fcrirte  intorno  al  fine  dei 
XV.  fccolo  da  Agnolo  di  Giovanni  de' Ricci  j 
e  ferbate  originali  (i)  nel  CocL  A*  ttt.  Memor^ 
Ifiqrìcbe  della  Città  di  Firenze  /Ì434. 

RTcorno  d'alcuni  huomlni  della  csfa  de' Ricci  dì  Fi- 
renze che  anno  avuto  buono  fi.to  nella  ciptà  dì 
Firenze  ,  acciocché  chi  pec  k;  advLnire  volelTì  far  (i';«- 
tenda  forfè  ^  memoria)  di  quedi  et  degli  altri  di  detta 
cala  per  me  lafciati  per  non  Evere  ver?,  cognizione  pofi 
con  più  faciliti  di  loro  parlarne.  F-.£ì:.:ne  mcrnione  per 
Agniolo  di  Giovanni  di  Francefco  di  Mnr'..RoiUo  de'  Ric- 
ci :  benché  dette  cofe  fono  tranfìtorie  ccHie  fono  le  alrre 
dei  mondo  et  vedefì  per  ifperi?r.z3  in  tutti  gli  hurmini 
che  fi  fono  fidati  et  pofto  ogni  loro  affette  in  effo  e  fi 
fono  trovati  ingannati  et  venuti  m^nco  .  folo  chi  ufa  la 
virtii  et  fuggie  el  vic^o  gode  quello  et  coxì  ci  è  prò- 
nieffa  la  gloria  celefle  .  Quefto  ho  detro  p^r  cagione  che 
la  detta  cafa  de' Ricci  è  venuta  quali  nel  rcvefcio  del 
ritto  che  elTa  fu  già  e  ve  n*  è  etiandio  nella  noftra  Ciptà 

O  3  a  mo- 

(i)  Come  lo  mcflrano  le  frequenti  cincellature ,  e  pen» 
timenci  dello  Scrittore. 


2  14  ^^    ^    ^'    ^'    ^^    E    N    T    I, 

8  modrare  per  antico  moire  famiglie  ce  buoni  po- 
polani che  anno  avuto  in  quello  mondo  et  in  Firen/e 
grande  flato  et  ric<ih2zze  et  Valenti  et  buoni  Ciptadinì 
et  anno  fatto  grandi  fafti  per  quella  et  fono  venuti  manco 
per  mutationi  di  flati  '  et  per  le  fortune  del  mondo  ec 
per  morte  degli  huomini  di  quelle  fchiatte  et  quelle 
fono  afiai  che  non  n'è  rimafo  perfona  et  fé  pure  ne  è 
rimafo  non  è   alcuna  cognitione  . 

E  tornando  al  mio  pariate  dico  che  in  c-^fa  noflra 
noi  abbiamo  avuto  uno  Mefs.  Barrholo  de' Ricci  giudi- 
ce ,  fu  huomo  tenuto  molto  buono  et  affai  reputato  ec 
honorato  nella  ciptà  et  infra  gli  altri  fu  gonfaloniere 
di  giuflizia  nel  1324.  e  nel  magiflrato  de'  priori  nel  I3*4- 
(intendali  a  Nativitate)  nel  1335.  et  nel  l'^'^'^^i  ieggafi 
1341.  nella  tratta  de'  15.  dì  Dicembre ,  e  poi  Jl  ripren* 
dai  nel  1349O  nel  qual  tempo  per  cacciare  di  Firenze 
ci  Duca  d' Athene  el  quale  per  conllglio  livore  et  in- 
ganni d*  alcuno  Ciptadino  era  venuto  a  Firenze  et  la 
tirannide  ài  quella  occupata  et  però  rsgunato  el  popolo 
in  S.  Reparata  et  eletti  14.  huomini  .  7.  popolani  et  7. 
di  fam'gli"e  inlleme  con  Mefs.  Angelo  Acciaiuoli  Vefco- 
vo  di  quella  et  tra*  popolani  furono  Alefs.  Bartolo  de'  Ric- 
ci ec  Mefs.  Simone  Pcruzi .  Matteo  degli  Scroti .  BinJo 
Altoviti .  Filippo  Magalotti .  uno  (  Vrancefco)  de*  Medici  . 
et  Sandro  di  Cenni  Biliotti  .  Quelli  di  famiglia  {\)  t^X' 
rono  Mefs.  Ridolfo  de'  Bardi  .  Mefs.  Piero  de*  Rolli  .  Mefs. 
Gìovannozo  Cavalcanti.  Mefs,  Giovanni  Gianfigliazi' 
Mefs.  Tcfla  Tornaquinci  .  Mefs.  Biodo  della  Tofa .  et 
Mefs.  Talano  Adimari .  Quelli  cacciato  che  fu  el  tiran- 
no prefono  el  governo  '  et  per  autorità  data  loro  dal 
pppoio  furono  in  luogo  de*  priori  et  nfurmorono  et  riordi* 
norono  la  ciptà  . 

Et  piiì  avemo  Mefs.  RofTo  di  Ricciardo  di  Uguc- 
cìone  el  quale  fu  molto  adoperato  dalla  noftra  Comu- 
ni:à  '  et  mandato  più  volte  Oratore  et  Commi Ifario  . 
Nel  i3'5'o.  andò  Capitano  della  gente  de'  Fiorentini  in 
Lombardia  contro  a  Mefs.  Bernabò  inlleme  coli'  altra 
gente  della  lega  di  Papa  Urbano  V.  et  altri  collegati 
nello  affedio  di  Reggio  'nella  quale  guerra  veiinono  più 
volte  alle  mani  e  in  una  delle   quali    la  lega  fu   rotea 

§c  pre* 
(i)  Corrofo  • 


MONUMENTI,  21^ 

tt  prefo  Mef?.  Roifo  .  in  luogo  de!  quale  fa  elerto  ?vieff« 
Alftnno  Donati  ec  rv^iTercara  ì&  gente  tnantennono  la  gucr* 
ra  più  mefi.  In  uitimo  la  ìe^k  rcftò  vincitrice  <?r  \ìhe* 
raro  Reggio  dallo  alK-dio  '  et  a  Meis.  RofTo  fu  pollo  ia 
taglia'  el  quale  ialGando  per  ftatJco  el  figliuolo  Hi  He* 
dj,^to{:)  ci  quale  poi  (i  fuggì  di  piigionc  .  Fu  quello 
i^i    gennaio   1370 

Eriam  fu  molto  adoperato  nella  ncflra  Cipta  et  ho* 
norato.  et  coxì  dal  Papa  che  era  in  quel  tempo  andan- 
dovi Mefs.  Rolfo  con  altri  noftri  Ciptadini  oratori  per 
la  ncftra  Ccmuniri  et  parendo  al  Papa  eh' el  detto  Mefs* 
Rofjo  fuPii  valente  huomo  gli  pofe  amere  in  m<'do  che 
lo  mando  per  tetrc-re  in  più  luoghi.  E  infra  1*  altre  Ciprà 
lo  mandò  a  Perugia  et  a  Todi  et  in  ciafcunai  di  quefte 
gli  avvenne  un  gran  cafo  cioè  in  prima  che  efTendo  lui 
podelià  ài  Perugia  pe '1  Papa  .•  gli  venne  nelle  mani  uno 
ladro  che  aveva  facto  tal  meftiero  lungo  tempo  et  altre 
vo'te  era  ftato  nelle  mani. del  rettore  et  havendo  raf- 
fermato avere  fatto  affai  furti  nella  Ciptà  et  nel  Con- 
tati© et  intero  come  Àltfs.  RofTo  de'  Ricci  era  hucmo 
animcfo  et  nimico  de'  triftì  et  conofcendofi  pe'  delitti 
commeiTi  dovere  perdere  la  vita  '  fece  penfìero  di  Cam« 
pnre  la  vita  et  riufcigli'  et  quello  fu  che  efTendo  una 
mattina  con  lui  in  prigione  el  cavaliere  del  pcdcftà  che 
g!>  à.v?.  mangiare  Èlio  gli  parlò  in  quefto  modo.  Ca- 
valiere io  ho  iotefo  come  quelVo  voftro  pcdeftà  è  fio- 
rentino et  è  Valente  et  animdo  et  inir.nico  de'  miei  pari 
in  mcdo  che  io  mi  fo  morto:  pure  fé  lui  voiclfe  prò» 
metfcrnì»  di  camparmi  la  vita  io  gli  farei  havere  el  mag- 
giore hunore  che  rc£ì:ore  che  fufTì  forfè  mai  più  in  qucllai 
ciptà:  Picchè  avvifate  detto  podelrà  ài  quanto  io  vi  ho 
detro.  Dove  detto  Cavaliere  riferì  a  detto  Mefs.  RofTo 
quanto  aveva  inrc-fo  dal  prcfo  ladro;  il  perciiè  fattofelo 
venire  innanzi  et  ripricatogli  el  medefimo  che  al  cava- 
liere ^  Mefs  RofTo  gli  pr(  miiTe  campargli  la  vita  deve 
efTo  gli  mantfeftaftl  cofa  importante  cerne  per  le  parole 
tJicfttava  Allora  el  ladro  difTe  '  MelTer«  egli  è  tanti  anni 
che  i(j  andai  a  imbolare  una  notte  fuori  di  perugia  circa 
a  due  miglia  nel  palazzo  del  tale  Ciptadino  el  qUale  aa- 

O  4  cor» 

(i)  Aggiunto  foptajma  dee  dire  Bernardi» 


Zl6  MONUMENTI. 

Cora  è  vivo'  et  è  de*  principali  della  ciptà  di  Perugia.* 
dove  efTendo  io  in  cala  fila  lenti  venire  uuefio  tale  cip- 
tadino  :  il  perchè  io  mi  rifuggj  nella  vclra  .  Et  fenten- 
dolo  venire  con  uno  Tuo  nipote  carnale  d' età  d'anni  i^. 
in  circa  in  detto  luogo  m?  ritirai  dietro  alle  botte  deve 
quefto  C'ptadinc  facic  attignere  vino  d*  una  botte  a  oue* 
fto  luo  nipote'  et  chinandt^fi  quello  per  attignere;  lui 
gii  diede  d'uno  mazzo  più  colpi  in  fui  capo  et  ammaz- 
^ollo  et  fctterrolk)  in  detta  volta.  Intendendo  ?vlcfs.  Roflo 
tal  cafo  :  li  parve  da  dovere  procedere  et  da  haverne 
grande  honore'  et  intendendo  come  era  potente  cipta- 
dino  et  che  gii  altri  'maxime  e'  principali  '  ne  farebbono 
gran  cafo;  il  perchè  rivolgendoli  per  la  mente  come 
de  /cftì  confeguire  '  et  f^cciendo  penlìero  al  tutto  di  non 
laiciare  impunito  un  tanto  exceflfo  et  sì  dolorofo  cafo 
deliberò'  et  prefe  quefto  modo;  che  una  fera  mandò  el 
fuo  Cavalieri  con  pochi  fanti  et  fidati  et  con  feco  me- 
narono detto  ladro:  ei  quale  gli  condufTe  al  luogo'  ce 
quivi  cntrcrono  fanza  chiave  'et  andati  nella  volta  dova 
era  fotterrato  detto  fanciullo  .  et  difotterratolo  ne  cavo- 
rono  le  offa  principali  le  quali  meffe  in  uno  facchetto 
fé  ne  tornarono  in  perugia  ;  il  perchè  veggiendole  Mefs. 
Rcilò  di  nuovo  promifTe  la  vita  a!  ladro;  come  dipoi  gli 
attenne  .  et  la  mattina  ftandod  alle  fìiieftre  ce  vedendo 
venire  in  piazza  detto  cipradino  come  era  ufitato  chia- 
mò uno  fuo  don:':ello  et  mc)ftrat(>giieIo  gli  dilTe'Va'a 
lui  et  digii  come  io  atei  caro  parlargli  al  prefente  et 
che  gii  fia  di  piacere  venire  infino  a  me'  et  elTeiidogli 
fatta  i*  nmbafciata  lui  di  fatto  andò  fu  nel  palazzo  fanza 
nefTuno  iofpetto  et  eflendo  giunto  alla  prefenza  del  detto 
fe6ì:ore  Lui  lo  prefe  per  la  mano  con  allegro  volto  .  et 
menollo  Ìit  camera  fua  et  fecie  chiamare  el  fuo  Cava- 
iiere  '  et  venendo  gli  difTe  :  Arrecate  qui  in  fulla  tavola 
quello  fàcchetto  et  votatelo  che  voglio  che  lo  vcgha  qui 
ii  r^-ilc  perchè  vegha  le  lui  riconofce  tal  cofa  et  votando 
el  fuo  Cavaliere  derre  o/Ta  '  et  ciò  veggiendo  detto  Cip- 
tadino  in  un  tratto  fpaventò  et  volendo  ritirarli  indietro 
trovò  ptefo  e'  p^fTì  .  et  fu  mefTo  in  lungo  ficuro  et  la 
(era  dirami nandolo  detto  pd.flà  et  con  buone  parole  '  lui 
confefsò  ci  derto  maleficio  et  uccifionc  fanza  altro  mar- 
toro  '  et  tenendolo  el  detto  podeftà  hane  confortato  et 

che 


MONUMENTI.  21 7 

che  lui  non  dubitadì  ch2  da  efTo  egli  arebbe  piacere  et 
non  torto  ne^uno  . 

Spargendofl  quefto  cafo  per  la  cipta'et  intendendo 
come  detto  Mefser  RofTo  era  huomo  di  grande  animo  . 
e*  fignori  di  Perugia  et  coxì  molti  principali  cercarono 
di  camparlo  .  et  con  buone  parole  ai^larono  al  detto  Mefs. 
RofTo  '  benché  a  quel  tempo  non  fuili  ancora  Cavaliere 
perchè  fu  fatto  come  s*  intenderà  dipoi  '  el  quale  teneva 
beniflìmo  confortato  chi  gli  parlava  et  chi  lo  p'Cgava 
dello  fcampo  di  cofjui'et  nondimanco  lui  attefe  a  fornirli 
in  palagio  delle  cofe  necefTarie  d*  ogni  quaiirà  :  dubitan- 
do eh' ci  popolo  di  Perugia'  maflìoic  e*  principali  '  non 
ne  venifllno  in  piazza  et  con  armata  mano  non  gli  vo- 
leflino  torre  per  forza  il  detto  ciptadino.  UInmamcnte 
quando  gli  parve  tempo  cfTo  una  mattina  fecie  lonare  la 
campana  a  condepnagiooe  .•  il  che  udendo  di  fatto  tutto 
el  popolo  et  maxime  e' principali  vennono  in  piazza  ar- 
mati minacciando  detto  podeftà  che  fé  lui  faciefli  mo- 
rire el  loro  cipradino  che  loro  arderebbono  lui  e  tutta 
la  fua  famiglia  nei  palagio  El  detto  Mels.  R'-lfo  facien- 
dofi  alla  fineftra  con  molte  buone  parole  confortò  quello 
popolo  et  che  loro  non  dubitaffi.io  che  efTo  gli  confo- 
krebbe  '  Et  da  altro  canto  prco  ftante  ci  detto  Ciptadi- 
no fu  appicharo  alle  più  alte  fìneftre  del  palazzo  fuo  . 
Et  ciò  veggiendo  e' principali  cipradini  et  così  quel  po- 
polo li  tornarono  adietro  a  difarmorii  ;  dicendo  come  egli 
era  huomo  di  grande  animo,  et  fevero  della  giuftitia  . 
Et  al  a  partita  di  detto  Alefs.  Rodo  gli  feciono  gande 
honore  dandogli  le  loro  honoranze  et  mettendo  la  fua 
arme  nel  campanile  nel  pili  degno  luogo  vi  fude' com- 
mendandolo alTai  della  fua  vcrilità  et  giun^iria  et  del 
fiw  grande  animo:  fendogii  fatte  per  quelia  Comunità 
molte  gran  proferte  .  Et  al  detto  ladro  confervò  la  vita 
come  gii  aveva  promefTo  '  ma  fecegli  tagliare  amendue 
le  mani  acciocché  lui  non  porede  mai  più  imbolare 
maxime  colle  mani.  Dipoi  detto  Mef>.  Rodo  andò  po- 
deftà  per  il  detto  Papa  alla  ciptà  di  Todi  : 


et  ufcito  che  lui  fu  d'  uiicie  nt  andò  a  Roma  ...••• 


Il8  MONUMENTI. 

e*l  Papa  fi  lo  fecie  Cavalieri  (i)'  et  ancora  lo  fecie  Se* 
natore  di  Roma  per  uno  anno  ;  nel  qual  tempo  fi  fco- 
perfe  uno  trartaco  in  R.  ma  contro  al  detto  Porirefice  nel 
quale  erano  intrifl  molti  principali  Romani  de'  quali  affai 
fé  ne  fuggirono  di  che  detto  Mfs.  R  fTo  tenne  modo 
con  fua  «nduftna  che  gliene  venne  quattro  nelle  mani 
et  feciegli  una  mattina  impichare  alle  pù  alte  fi  leftre 
che  erono  nel  fuo  palazzo  p;rlaqu?.lcoIa  eHo  in  Roma 
fu  molto  honorato  '  li)  Benché  da' pareiri  de*  morti  fufli 
minacciato'  il  perchè  al  fine  dell  uncio  mandò  via  le 
fue  mafTeritie  dextramente  et  acha'tò  dell'  altre  '  et  in- 
nanzi air  ufcita  fcgreramenre  fi  partì  di  Ruma  a  lalva- 
mento  et  lafciò  agli  uficiali   finirlo. 

Ancora  andò  Mcl's.  Rofib  p('deftà  di  Norcia  '  al  qual 
tempo  nella  detta  ciptà  dua  Ciptadini  di  quella  in  fui 
mercato  uccifono  un  altro  Ciptadino  et  volendogli  la 
famiglia  di  Mcl'ser  RoflTo  pigliare  non  potè  perchè  fu 
fatto  loro  fpalìe  per  canfarfi  '  ma  non  paf^ò  molto  che 
efll  tornarono  a  Norcia  e'  quali  furono  veduti  dalla  fa- 
miglia di  detto  podefti  et  a  lui  rspporrorlo  '  il  pcrahò 
cfib  ordinò  d'avergli  nelle  mani  et  èbbfgli  a  man  fav?.  * 
et  giunti  davanti  di  elfo  gli  domandò  le  loro  fulTino 
quegli  che  avevono  uccifo  el  ciptadino;  Elìi  1<>  confef- 
farono  '  perlaqua'cofa  R<  fio  chomifie  che  loro  fi  confef- 
faflìno  perchè  intendeva  fargli  morire  '  allora  efiì  riipo- 
fono  che  aveano  pagato  lire  200,  per  uno  pe '1  bando 
di  detto  micidio*  perlaqualcofa  el  detto  reéVore  di  nuovo 
comiffe  che  in  una  hora  achonciafiìno  e*  f<itti  loro  per- 
chè intendeva  fargli  morire  et  choxì  fecie.  La  qual  coxa 

in- 

(i)  L'Ammirato  /.   12.  pag.  óif.  anno    \%6i    fcrive  di- 

verfamente     in  quello   modo;  :;  Era   fl-ato   in  quefto 

=:  tempo  eletto  da' P..omani  per  lor  Senatore  RofTo  de  i 

=:  Ricci  ,  cittadino  ftimato  molto  per  i  governi  di  pace, 

n  et  per  quelli  di  guerra,  il  quale   perchè  poterfe  an- 

=  dare    a  Rema    tanto  più   onorato,   la    Republica    \o 

=  fece  armare  cavaliere    = 

(»)  Tutto  quel  che   fegue  qui   di   Mefs.  Rofib  fino  al  ver- 

fo  ;  El  detto  Mefs.  RofTo  morì   ^r.  fono  giunte  fatte 

ne'  margini  del  Codice  ,  e  talora  parrebbe  no  di  mano 

diverfa,  o  della  ftefia,  ma  sforzata  nel  piccolo. 


MONUMENTI,  2ip 

intendendcfi  pe'  fìgaori  di  detto  luogo  mandarono  per 
lui  dimandandolo  per  qual  cagione  ^vefiì  fatti  uccidere 
gli  huomini  conciofiachè  eflì  aveflìno  pagato  el  bando 
della  uccifìone  .  alle  quali  parole  Mefs.  RofTo  rifpuofe 
io  gli  ho  fatti  morire  perchè  m' è  coxi  paruro  el  giufto: 
Ma  eflTendo  eKH  morti  fuori  di  ragione  come  dite 'ben- 
ché a  me  ec  a  ciafcuno  di  fana  mente  gli  parefll  averli 
giuftimente  morti'  nondimeno  eflfendo  morti  come  dite 
inmeritsmente  io  non  fono  per  conraftare;  ma  di  pagare 
ia  pena*  et  cavò  fuori  e*  denari  per  pagarli'  dall'altro 
lato  molilo  loro  quanto  tale  legge  fudì  iniqua  in  rao^ 
gli  fece  tutti  vergognare  et  innanzi  ufcifll  di  detto  uli- 
cio  la  fecie  correggi- re  che  chi  uccidedì  alcuno  lo  do- 
veflì   pacificare  colla  propria  vita  et  non  altrimenti  (i) . 

Nel  I3S-Ì.  il  Capitano  di  Mugello  che  fu  Rolto  di 
Ricciardo  de*  Ricci  andando  con  400.  Cavalieri  a  fornire 
Lozole  come  gli  era  (lato  impofto  per  lo  fuo  captivo 
provedìmeoto  fu  siTaltato  e  rotto  dagli  Ubaldini  et  fu- 
ronne  morti  circha    50.  e  prefi  circha  ottanta. 

Nel  »3Ó«.  et  1369  Mcfs,  Ri-flTo  de' Ricci  et  Mefs. 
Iacopo  Alberti  furono  deputati  capi  delle  noftre  genti 
d'arme  et  scliompagnarono  lo 'mperadoie  ia  Lombardia 
ci  quale  fi  toriuV  xseìla  Magna. 

Adì  24.  di  Settembre  1570.  efTendo  morto  Mefs.  Man- 
no Donati  noftro  Capitano  morto  per  aiFanno  in  una 
vittoria  avuta  a  Reggio  contro  a  Mefs.  Bernabò  fu  eletto 
in  fuo  luogo  Mefs.  RofTo  de' Ricci  et  giunto  ai  champo 
in  Lombardia  trattando^  pace  fra  e'  collegati  di  Mefii 
Bernabò  a  Me(s  Rodo  parve  di  fare  fatti  d'arme  infìe- 
me  col  Conte  Lutio  '  che  teneva  uno  trattato  di  torre 
ci  c^ftello  della  Mirandola  per  prezzo  '  e  andoronvi  a  pie 
per  le  nevi  et  trovandolo  forte  fi  tornorno  adietro  (trac- 
chi et  chaddoao  in  uno  aguato  fatto  da  Mefs  Giovanni 
Aguto  '  et  furono  amendue  prefi    con  gran    parte  delle 

genti  de*  Fiorentini  /  per  quefta  rotta  el  Chardinale 

che 

(1)  Nel  margine  fi  legge  di  altra    mano    Io  ftfflo  fatto 

più  brevemente;  ma   fi  dice,  che  uno  fofTe  l'occi- 

f<re,  e  poi  il  giuftiziato .  e  non  due,  e    fi  dice  di 

pm  quefto  :  =  Andò  ad  Afcoli  rettore  donde  rech^ 

s  la  biaidiera.  = 


aio  MONUMENTI. 

che  era  fuperiore  alla  guerra  alquanto  invilito  feguì  el 
trattato  della   pace . 

Fu  mandato  Mefs.  RofTo  .dalla  noftra  Comunità  nel 
1380.  Oratore  a  Carlo,  di  cafa  reale  allevato  da  Lodo- 
vicho  re  d'  Ungheria  al  quale  s*  apparteneva  el  reame 
di  Napoli  '  che  era  venuto  di  quello  di  Siena  a'  danni 
noftri  ìnlleme  con  Mefs  Bettino  Covoni  per  intendere 
per  qual  ragione  fuflì  venuto  a*  danni  loro'  et  più  volte 
andò  oratore  et  commiflario  . 

Ei  detto  Mefs.  RolFo  morì  nel  1383,  et  aveva  più  di 
ottant*anni  et  morì  di  morbo.  Fanne  ricordo  Giovanni 
Villani  nella  Cronica  et  di  Uguccione  fuo  fratello  che 
fu  poco  dalla  morte  dell*  uno  a  quella  dell'altro,  Lafciò 
detto  Mefs.  Rolfo  per  quanto  fi  può  per  uno  fuo  libro 
vedere  di  lua  mano  Cioè  in  mo.te  polTeflione  in  cafa 
et  monte  '  el  qitóle  fu  de'  primi  ciptadini  che  fervirono 
el  Comune  di  contanti  a'  quali  fu  loro  confegnato  monte 
che  cominciò  quando  fu  cacciato  el  Duca  d'  Atene  1343. 
come  mi  mandò  per  una  carta  di  pecora  a  chala  fanza 
mia  faputa  Feo  Belcari  Scrivano  al  monte  '  et  in  tutto 
tra  pofleiSoni  monte  cafa  et  contanti  '  che  aveva  avere 
da  me  contanti  '  et  botteghe  circa  fior,  quarantamila  . 
Lafciò  quattro  figliuoli  malchi .  Cioè  Francefco  padre  di 
mio  padre  .  Salveftro  .  Bernardo  et  Antonio  e  trovoffegli  in 
cafa  tutti  a  quatto  amogliati .  Cioè  nella  cafa  dove  io  ho 
abitato  nella  mia  vita.  Et  in  fine  ogni  crxa  mortale  pafia 
et  non  dura  et  chi  ufa  la  virtù  et  abandona  e'vizj  '  que- 
fto  dura  in  quefta  vita  et  nell*  altra  che  è  fempiterna 
alla  quale  Dio  et  la  fui  madre  fempre  vergine  advocata 
de* peccatori  pct  fua  pietà  mi  conduca. 


Stèiz' 


MONUMENTI.  121 

Schizzo  de*  pia  projjimt   afcendenti  di  Mefser  Roffo  >  e 

deir  Autore  di  quefle  memorie  ,  che  fi  legge  qui 

al  margine  del  Tefto  . 

Uguccione 

Ricciardo 

r ^ 

Mefs.  RofTu  Uguccione 


Francefco  .  Salveitro  .  iicrnacdo.  Antonio  • 

Giovanni 

Agnolo . 


'o" 


Averne  Uguccione  fratello  di  detto  Mefs.  RofTo  el 
quale  fu  nel  fuo  tempo  el  fecondo  ciptadino  di  Firenze 
in  grandezza'  et  contrario  a  lui  cerne  fi  diceva  fu  Piero 
di  Filippo  degli  Albizi .  Et  in  quelli  dua  Cipradini  crono 
ridotti  tutti  gli  altri  Ciptadini  dello  flato  et  durò  quefta 
fetta  trenta  anni  in  circha  tra  gli  Aibizi  e' Ricci .  Fu 
detto  Uguccione  molto  honorato  perchè  4.  volte  gon- 
falonieri di  giuftitia  e  dua  de*  Priori  '  et  ebbe  a  mano 
cutte  le  honoranze  '  et  andò  molte  volte  imbafciadore 
infra  l'altre  nel  l'i^'j.  andò  inlìeme  con  Mefs.  Andrea 
de' Bardi  Mefs.  Nicccla  degli  Alberti  et  Matteo  di  Fe- 
derigo Soldi  a  Papa  Urbano  V .  oratore  a  Roma  per  fare 
legha  con  ellolui .  Simile  andò  più  volte  Commeffario  ' 
et  intra  ^1  vivere  fuo  gli  avvenne  el  cafo  ch3  apprefTo 
narrerò.  Avendo  e*  Pi  fan  i  di  bifogno  d'alcuna  commo- 
dica  dalla  ciptà  noftra  come  ipeffo  achade  tra*  vicini'  ec 
inrendendo  come  la  noftra  ciprà  in  quel  tempo  11  go- 
vernava principalmente  per  detti  dua  Ciprodini  et  fti» 
motTi  che  loro  avefllno  Intefo  come  Uguccione  era  ma- 
lato di  febbre:  Mandarono  dua  imbafciadori  et  giunti 
^ri  Firenze  andorono  a  vicitare  la  noftra^  fignoria  .  Dipoi 
y  altro  dì  a^idorono  a  vicitare  a  chafa  dccro  Uguccione 
al  quale  difTono  la  cagione  per  quello  crono  venuti  ec 
come  aveano  vicitato  la  noftra  fignoria  alla  quale  avcano 
chicfto  di  gratis  quanto  d^ddciava  la  loro  Cociunìtà  '  Ec 

che 


Ili  MOiSru   MENTI. 

che  quella  fignoria  aveva  rlfpofto  molto  gratantente  '  Ec 
che  9  quello  fare  per  confolare  la  loro  Comunità  areb- 
bono  a  loro  e' principali  ciptadini  acquali  mectcrebbono 
innanzi  la  foro  adiniandica  e  nfortandogli  a  chonlìgliare 
di  adempiere  el  deiiderio  della  loro  Comunità'  ec  però 
preghiamo  la  voftra  magnificenza  per  parte  della  nollra 
Comunità  di  Fifa  che  vi  adoperiate  con  gli  altri  prin- 
cipali che  la  noftra  Comunica  fia  exaudita  .  '  La  qual 
grada  avendola  la  ftimiano  adai  refrarido  molro  ubrigati 
a  quefta  Comunità  et  a' principali  Cipradini  ec  maxime 
alla  voftra  magnificenza  .  Ec  poi  diflòno  al  detco  Uguc- 
«ione  .  La  noilra  Comunità  a  incefo  la  voftra  malaria 
la  quale  rincrefce  loro  clFai  '  benché  noi  vi  troviano 
in  buon  termine'  che  ne  abiano  piacere  '  et  ne  avifereno 
la  noftra  Comunità:  perchè  fiano  certi  ne  aranno  pia- 
cere affai  .  Et  così  per  la  voftra  malaria  e'  mandnno  alla 
magn.ficenza  voitra  dua  fiafchi  di  malvagia  molto  no- 
bile et  confortativa  a' puifi  degli  amalati. 

E  detto  Uguccione  rilpuofc  loro  a  propofito  oiFe- 
rendofi  a  loro  Comunità  per  quanto  lui  potedl  in  fafti 
et  in  parole  .  Ec  fecie  pigliare  al  fuo  famiglio  quegli 
dua  fiafchi  fchiacciati  e  difTe  che  gli  metcefll  nel  fuo 
fcriptoio.  el  quale  co^ì  fece  '  et  quando  detti  Oratori 
furono  partiti  da  lui  el  detto  famiglio  tornò  a  Uguccione 
et  difTe'  MefTóre  que'  dua  fiafchi  che  anno  lafciato  quelli 
imbafciadori  fono  molto  pjfanti .  Et  Uguccione  gli  fe- 
cie recare  a  fé  et  trovatogli  come  gli  era  futo  riferito 
gli  fturò  di  fopra  et  trovò  che  erano  pieni  di  ducati 'Ec 
ricurati  gli  fecie  mettere  in  una  cafTa  in  camera  la  quale 
fé  ferrare  a  chiave  la  quale  fi  fé  dare  appreffo  di  fé' Et 
dopo  molti  dì  guarito  fi  fé  venire  a  fé  que'  dua  fiafchi 
«t  diegli  fotto  al  fuo  famiglio  '  Et  lui  ne  andò  in  pala- 
gio menandolo  feco  '  Et  vicitando  la  Signoria  dilTe  come 
nella  fua  malaria  li  ambafciadori  Pifani  lo  avevano  vi- 
ilcato  per  parte  della  loro  Comunità  dicendo  Come  quella 
aveva  jntefo  la  fua  mala6bia  et  però  gli  mandava  dua 
fìaichi  di  malvagia  molto  folenne  ec  confortativa  :  dove 
lui  aveva  trovato  che  crono  pieni  di  ducaci  ;  e*  quali 
danari  lui  intendeva  efTere  del  fuo  comune  ec  per  que- 
lla cagione  lui  gli  aprefcntava  a  quella  fignoria  la  quale 
raprefencava    la    fua    Comunica'   Dalla    quale    fu  molto 

com* 


MONUMENTI.  223 

commendato   et  univerfalmente    da  tutti  e*  ciptadini  et 

popolo   Fiorcnrino  • 

El  detto  Uguccione  morì  vecchio  et  di  morbo  Tan- 
no 138;. 'nel  quale  anno  morirono  in  Firenze  molti  Cip- 
tadini principali'  et  dopo  la  morte  non  gli  rtftò  tanti 
beni  in  mobili  che  fuffino  la  dota  della  Tua  donna  fanza 
]a  Cafa  fua  che  abitava  .  Ora  (1  potrebbe  arguire  et  dire 
che  dv-'Ua  fcarilrà  della  roba  ne  fu  cagione  che  eiTo  era 
capo  di  fetta  et  che  e' vegliavano  1*  uno  ciptadino  l'al- 
tro et  per  quello  T  uno  faceva  tenere  aU*  altro  le  mani 
fuora  del  tavolieri  .  Quefta  ragione  è  buona  et  natura- 
le '  nondimanco  il  rifponde  che  a  Firenze  non  fi  tenne 
mai  conto  né  fedì  confcienza  delle  cofe  da  mangiare  '  ec 
per  quefto  dicho  che  havendo  regnìato  Uguccione  in 
buono  ftato  circa  di  trenta  anni 'un  gran  Ciptadmo  co- 
m'egli era  doverrebbe  avere  lafciato  una  buona  riclieza  : 
Ma  per  experienza  fi  vede  che  in  detto  tempo  era  d;  buoni 
huomini  a  rifpetto  d*  oggi  :  Tanto  è  '  che  lui  morì  po- 
vero huomp . 

Annotazioni  fcrttte  al  margine  appartenenti 
a  queflo  Uguccione , 

Narra  Mefs.  Lionardo(i)  che  quefte  famiglie  { AU 
htzzi,e  Ricci)  crono  ricche  et  detti  capi  erano  lipu- 
tati  nella  republica  et  ognuno  aveva  tirato  a  fé  altri  Cip- 
tadini '  et  molte  cofe  fi  facevano  con  gara  et  conrefa  , 
Ultimamente  effendo  durato  alquanto  nella  ciptà/  fu 
p©fto  loro  fine  con  lài^^abile  configiio  :  perocché  aven- 
dogli ci  popolo  a  fofpetto  per  le  lette  civile  e  '1  favore 
avevono  efli  dal  Ponteficie  perchè  ciafcuno  di  loro  cer- 
cava dì  tirare  a  fé  el  favore  disila  fua  fantità  :  le  quali 
lette  erano  rincrefciute  a*  cittadini'  et  venuti  in  invidi^ 
perchè  e'  s'  aveano  acquiftato  maggiore  pc'enza  che  nom 
era  conveniente  a  una  cipcà  libera  et  in  una  repubiica 
popolare  '  finalmente  per  quefte  cagioni  ^i  fecie  legge 
che  e*  principali  di  quelle  famiglie  fuffino  rimofll  dal 
governo  della  republica.  In  quefto  modo  abattuti  e* capi 
le  fette  brievemente  quietarono  . 

Al- 
ci) HìJl.Fior.Lìi,  8.  a  kJj. 


2i4  MONUMENTI.  { 

Alcuni  dicono  che  è' detti  ciptadini  furono  rimotli 
dalla  republica  e  goveino  per  quella  cagione'  che  ef-^ 
fendoiì  moftrati  in  aperto  elTere  contrarli  a  tenerli  bc* 
nivoli  ciafcuno  quelli  della  parte  fua  et  per  averee*fe- 
greti  di  tutti  e*  cittadini  .  le  quali  cofe  infra  loro  ia 
Icgreto  le  conferivano  e  lagnavano  fecondo  che  occorre- 
vano gli    accidenti'  et  in    tal    modo  Ci  mantenevano  in 

grande  flato  tenendo   tutti  gli  altri  fotto    loro 

l'altre  notte  che  fi  ragunavano  per  raguagliarfi  in  fanta 
Maria  in  Campo  dove  avvenne  che  benché  fuUìno  tu- 
rati ne  fu  chonofcìuto  uno  di  loro  da  uno  de  i  noftri 
Ciptadini  di  buona  qualità  el  quale  feguitandoli  '  come 
e' fi  fepararono  feguitò  quello  che  non  chonofceva  e  co- 
municandolo con  molti  altri  come  crono  incannaci  per 
riferire  Tuno  all'altro  tutti  gli  odii  et  malivolenze  era- 
no tra  loro'  Et  riftrignendoll  inficme  molti  del  partito 
avevono  a  pigliare  di  loro  ultimamente  gli  levorono  del 
governo  del  tutto  el  quale  lungo  tempo  folto  tale  ve- 
lame et  arte  s'erano  mantenuti   circha 

Fu  Uguccione  detto  de' X.  per  uno  anno'  comin- 
ciati del  mefed'agofto  136^.  al  libro  di  Ser  Piero  delle 
Riformagioni  con  gì*  infrafcritti . 

Dominus  Andreas  Gualterii  de  Bardis 

Johannes  Ciarli  rigattcrius 

Philippus  lammori  (  altrove  Ioannoftii  )  Baroncelli 

Michael  Vanni  Ser  Lotti  de  Caftellanis 

Niccolaus  Chini  de  Tornaquincis 
Ar»  Schiatta  Richi  pezzarius 

Uguccio  Ricciardi  de'Riccis'  et 

Mafteus  Federighi   Soldi 

In  detto  libro  di  Ser  Piero  anno  13^9.  a  85.  del  mefe 
di  fettembre  Circha  a'  cafi  di  Sanoiiniato  fu  data  loro 
autotità  infieme  co*  fignori  Collegi  •  Capitani  di  parte 
e'  XXI.  Confoli  dell'arti  '  come  et  quanto  a  tutto  el  po- 
polo doveafi  . 

Neir  anno  1 3^7.  furono  mandati  oratori  a  Roma  a  Ur- 
bano quinto  per  praticare  pace 

Mefs.  Niccoìao  Alberti 

Uguccione  di  Ricciardo  de' Ricci. 

Maftco  di   Federigo  Soldi 
'  Andrea  di  Filippoza  de' Bardi . 

1352. 


MONUMENTI.  225 

1352.  adì  17.  di  maggio   Oratori   allo 'mperadore  nel- 
la Magna 

Mefb.  Tommaxo  Corfini  Dottore 

Mefs.  Pino  di  Mcfs.  Giovanni  de'  RolTi  Kav. 

Mefs.  Gherardo  Buondclmonti  Kav. 

Filippo  di  Clone  Magalotti 

Uguccicne  di  Ricciardo  de  Ricci'  accivari  a  potere 
obrìgare  el  Comune  a  ogni  coxa .  Dut  pnijcono  le  dette 
Annotazioni  y  e  fegiie , 

Simile  ebbono  iti  detta  Cafa  un  altro  detto  Guc- 
ciozo  d' Ardingo  de' Ricci  .  Cedui  fu  di  molto  grande 
datura  et  groHb  et  gratr©  di  carne  '  et  bella  prefenza  ' 
et  fu  molto  richo  '  et  fece  bsncho  et  affai  artefe  alla 
iTierchatantia' et  fu  richo  di  figliuoli  maTchi  .  et  alla  fua 
finz  fé  ne  trovò  fei  amogliatitra  in  cafa  et  fuori  di  csfa  et 
fei  facevono  ciafchuno  di  loro  bancho .  L'  altro  fu  Ar- 
civefcovo  di  Pifa  '  cioè  P  Arcivefcovo  Piero  zio  carnale 
dell' Arcivefcovo  Giuliano'  et  1' oftavo  fuo  figliuolo  fu 
canonico  del  Duomo  di  Firenze  con  altri  buoni  benifì- 
cj  .  Morì  detto  Gucciozzo  nel  1404,(1)  et  lafciò  loro 
tanti  danari  contanti  che  tutti  a  fei  come  è  detto  fe- 
ciono  banco  in  mercatonuovo  nel  qaal  tempo  facevano 
ancora  bancho  Ardingo  di  Corfo  de*  Ricci  che  fu  quello 
che  murò  la  cafa  in  fui  canto  oggi  detto  de'  Pazzi  ri* 
fcontro  per  traverfo  alla  loggia  de' Ferrantini  '  Et  T  tela- 
vo fu  Corfo  d*  Ardingo  de'  Ricci .  Detto  Gucciozo  aveva 
quando  morì  circa  anni  novanta  et  in  uno  tempo  tor- 
nava in  cafa  e*  Ricci  otto  tafche  di  Merchato  nuovo ,  Ec 
ultimamente  el  preftanzone  del  1426.  fpacciò  la  detta 
cafa 'delle  ricchezze (  2) .  Et  chi  perde  la  roba  perde  la 
riputazione  e  *1  credito  et  lo  ftato  perchè  chi  diviene 
povero  non  può  pagare  el  comune  ec  va  allo  fpecchio  ' 
Et  chi  fta  allo  fpechio  viene  a  efTere  ammunito'  Et  però 
non  è  da  maravigliarfl  fé  e*  cìptadini  vogliono  dua  co- 
fe'  cioè  1' una  poco'  Paltra  aifai .  Cioè  poca  graveza  ec 
Tomo  XIV,  P  afsai 

(i)  MS.  1504.   ma  è  errore. 

(a)  Nota  al  margine ,  e  appiè  di  pagina  del  MS.  =  Fu- 
=  rono  molto  cpreffati  dalle  graveze  in  piìj  tempi  et 
~  il  iiae  loro  affatto  fu  nel  \^i6.  «juel  che  trare(hto.= 

Sue-- 


2Z6  MONUMEl>7TI. 

afsaì  ftato  et  ufic}  '  Et  quefto  anno  imparato  alle  fpefe 
degli  akfi  ciptadmi  che  anno  pe  '1  paffito  avuto  a.Tai 
gravezze  e  i'owfi   fpacciati  de'beni  del  mondo,  (r) 

Fu  in  d^tu  Cafa  un  altro  Ciptadino  che  (I  chiamò 
Mefs.  Giovaniii  di  Ruggieri  (i)  de' Ricci  zOudlore  exceU 
Jenrifllnio .  Goltui  nel  lue  tempo  fu  ci  piimo  Doftors 
delia  noflra  Cipcì  '  Et  era  degnidimo  Oratore  '  Et  fu  nella 
Republica  molto  adoperato  et  ne*  conUgli  ce  pratiche 
deila  cipcà  '  et  molte  volte  mandato  da  quella  oratore 
fi  diverti  prìncipi  et  fignorie  d' Italia  ec  fuori  d*  Italia  ' 

(i)  ^upceffione  41  Quccìo7*z.o  pofla  al  margine  f 


Gucciozzo 

Piero  .       Giovacchino  .  Ma6fcco  ,  Saminiato  .  Simone .  | 

Arcivefcovo  | 

diPifa.  I 

»-■.     '^'         ,  „_    .   mwmm^    .      ..  .  ,y,        ,   ,,  .1     .linai  J  ^ 

Ardingo  .     Filippo.     Corfo  Canonico  . 

p  Tcuovafl  nel    Preftanzone   del   f^z6.  Q.  S.  Giovanni, 

-  Figliuoli  et  redi  di  Matteo  di  Gucciozo  de' Ricci  ave» 

-  vano  di  gravezza   fior.  751.  benché  avea  di  Monte 
::    fior.    24519. 

=  Filippo  d*Ardingo  di  Gucciozzo  de' Ricci  fior  45.  i«^ 

=  di  gravezza   e  a  Monte  fior-   5319. 
=  Lionardo  di  Filippo  di  Gucciozo  de' Ricci  fior.  5.  di  g, 

~  Monce   fior.  ^37^ 
=  Nicolò   di  Samìniato   de'  Ricci  Gra,  fior,  6q,  fol,  ly. 

-  Tvlonte   fior.  s6$j. 

=  Gli  altri  della  Cafa  erano  di  già  quafi  fpacciati  a  det» 

-  to  tempo  nelle  gravezze  pallate  . 

=  Gli  HÌm  in    detta   gravezza   avevano   fior.  J.  o  meno 

-  cb9  evviio  confinati  de' beni 'et  per  ]a  povertà  pre» 

-  fto  niancsrono, 

{2^  Tutto  quello  paragrafo  nel  Tefto  fi  legge  avanti 
air  anteccientc  ;  ma  oppcrtunamentc  Ci  pota  al  mar« 
gine;  4  epr  m?JJQ  fiù  innanzi^ 


MONUMENTI.  227 

et  fimilmente  CommcfTario  nelle  guerre  et  era  in  gran- 
de lode  er  commendatione  per  la  confervatione  della 
noftra  repubhca.  Et  infra  V  altre  era  molto  commendato 
in  rre  cofe  fopra  gli  alrri  delia  ciptà  *  do£t  jre  excellen* 
tifilmo  et  eloquenciflimo  Oratore  et  amorevole  et  neftif- 
fimo  Ciptadino'  nelle  quali  coxe  di  lingua  &  turtì  gli 
«Itri  era  prepofto  .  Morì  povero  '  et  non  fu  mai  né 
de' Signori  né  Gonfalonieri.  Et  nimicifllmo  del  Conta 
di  Virtù  •  per  zelo  della  patria  Ec  fu  quello  che  se- 
corgendoll  delia  malignità  fua  :  quando  la  republica  adi- 
mandò conllglio  con  franco  animo  et  ardtjre  usò  le  pa- 
role che  nelle  ftorie  fono  commemorate  .  Qucfto  uomo 
fa  molti  fcgni  '  et  benché  e'  legni  di  chi  fono  ftate  que- 
fte  parole  fullìno  di  pacie  :  et  in  coftui  fien  di  guerra  ' 
Quegli  da  deliderare'  Quefti  da  temere'  nientedime- 
no non  pare  inconveniente  di  cofe  tanto  adverfe  ufare 
le  medefime  parole  *  perocché  quello  huomo  fa  molti 
fegni  et  molto  grandi  che  fono  da  temergli  et  non  da 
fprczargli  .  Se  la  ftia  mente  folo  in  Limbardia  fi  ra- 
volgeflì  non  farebbe  d'avere  tanta  paura*  ma  non  1*  è 
così  ec.  et  per  le  fue  perfuafioni  et  opere  contro  a  detto 
fignore  inanimì  alTai  e*  ciptadini  alla'mprefa  contro  a  detto 
fignore  et  fu  mandato  inlleme  con  Mefs.  Rinaldo  Gian- 
figliazzi  commefTario  a  guidare  el  Conte  d'O.mignach 
a  'ncontrarlo  all'  entrata  di  Lomb:irdia  per  congiugnerlo 
con  Mefs  Giovanni  Aguto  .  El  quale  Conte  d'  Ormigliach 
fé  avelli  creduto  loro  come  non  fece*  e' Fiorentini  erono 
per  farli  Signori  d' Italia*  et  tardi  s' avide  del  mal  con» 
figlio  prefo  quando  rotte  le  fue  genti  aprelTo  ad  Alexan- 
dria •  et  lui  ferito  er  prefo  et  portato  nella  Ciptà  in 
poche  bore  morì  •  lafciando  alle  fue  fppfe  per  richordo  . 
El  chonfiglio  nelle  guerre  et  fatti  d'armi  più  valere  a 
ciafcheduno  la  prudenza  che  la  forza  '  et  detti  Oratori 
con  molti  altri  furono  preli  et  con  gran  fomme  di  da- 
naro dipoi  da  loro  furono  rifchattati . 


P   4  S'f^/V 


ta8  MONUMENTI. 

Sf&iz&o  rf  albero  g?ncalo^ìcQ  fpettante  ni  ramo  dì  qucjl$ 
QiQvanni  ,  che  Jì  vede  nel  vi  argina  del  MS.  coft  : 

Guido  dì  Lippo  di  Giovanni  di  Alore  » 

Andrea ,  1280.  nella  pace  tra*  Guelfi  e'  Ghibellini . 

Cu  do.  1285. 

Neri ,  1 301  .Gonfaloniere.  Era  la  cafa  Tua  quella 
I  che  fu  poi  del  CrtrJinalc  degii  Adi* 

Ruggieri ,  rnari  cioè  di  Bccaccio  e  figliuoli  ^ 

Mefs.  Gipvanni, 

Ruggieri  « 

Ruggieri  . 
Giovanni  .  Fianceico  .     Corfo  . 

Ancora  Ruggieri  di  Mefs.  Giovanni  fu  molto  fti* 
tnato  Ciptadino  et  fu  Gonfalonieri  di  giuftizia  nel  1406. 
quando  s*  ebbe  Pjfa  et  facendofi  fquìtcino  del  capitano 
et  poteftà  di  Pifa  vinfe  in  tutto  Firenze  quel  partito 
42.  Ciptadini  del  qual  numero  fu  eilo  Ruggieri  *  nel 
qual  tempo  era  grande  numero  di  Cipcadini  nella  noftra 
Ciptà  valenti  et  degni  et  riputati  •  Andò  Podellà  di  Pifa 
nel  141 1.  et  morì  moUq  vechio  et  nondimeno  povero 
CiptaJino  . 

Monfìgnore  Giuliano  in  parte  di  fopra  nominato 
fiato  di  Giovacchino  di  Gucciozo  de'  Ricci  Arcivefcovo 
(di  Pifa  ci  quale  ftette  in  tale  dignità  anni  quarantotto  (i)  * 
et  nel  (uo  tempo  fu  opinione  die  eflfb  TaWailì  la  ciptà 
di  Pifa  a*  Fiorentini  et  era  quafi  continuo  Commeflario 
generale  per  cefta  Comunità  di  Firenze  '  Et  infinite  ^ 
VpUe  andava  la  nofte  in  fu  cavagli  ^rolH  armato  per  la 

cipcà 

(1)  A"''.!  4^.  eìr:^   (?:.l    1479.  al    1451.  V.  Ughelli  h.  Sac. 
^  I- f^/»  ^7^'.  ?  r  Ammirato  neiU  fj/nìflia  de'  liicfì  , 


At   O   N   tj    Al    t    ì^   r   t.  t±0 

tVptà.  alla  guardia  di  quella  con  moiri  pl-fìvjg:ofi;itì  irt* 
torno'  andando  origliando  alle  fortezze  et  Cipfadella  ec 
porte'  Et  molti  trovati  in  errore  fé  punire'  et  t^ucgli 
èrano  in  fofpctto  facieva  accendere  una  candela  et  fa* 
tieva  loro  comandamento  appena  delle  fotche  cr  dell* 
Confifchacionc  de'  beni  fé  ci  n^nre  d'  cfTa  candela  non; 
i?rano  ufcifi  delia  Inrifditióne  d^  Fiorcnàni  (i  ) . 

Fu  nondimeno  gran  liniofinicfe  ciìe  dove  ìntendev» 
effere  neceffario  '  era  moiro  achuiato  in  provederVi  •  fl« 
ijìile  in  maritare  fanciulle  fu  diligentifllmo  '  et  in  (uft^ 
le  altre  opere  pie  in  modo  che  della  fua  0fart  rendita 
a  fatica  fi  ialciavà  el  vitto  '  in  modo  che  quando  morì 
non  aveva  quafi  mobile  alcuno'  et  non  chòrhe  uno  eh^ 
tenefil  tf.le  tlrgnirà'  ma  fé  fuflì  viliflimo.  Et  del  fuo  pa« 
ttimonio  et  mobile  fecic  uno  Canonicato  in  S\  Maria  del 
Fiore  et  dua  capelle  in  detta  Chiefa'  i'  una  intitolata 
San  G.ovanni  Grìfoi^omo  per  remedio  dell'anima  dello 
Arcivcicovo  Piero  et  l*  altra  in  S.  Giuliano  per  remedicr 
tieir  anima  fua'  et  acComertdortne  urta  col  Canonicato 
ali'  Arte  della  lana  di  Firenze  '  et  1*  altra  lafciò  padroni 
Is  cafa  '  come  partichularmente  nel  iuo  teflamento  sp* 
ip^re  ei  quale  è  apreffo  la  Cr.fa  di  detta  Arte  (2)  .  In 
ferma  che  alla  fua  morte  à  fatita  vi  furono  da  fare  le 
fc^equie*    el  quale  morì   naì  i<j.  dì  Dìce»ihr^  òeW  nn* 


(i)  Al  màrgine  Jeggefi  ;  :=  Una  hc«-e  andando  per  U 
c^  ciptd  a  c»vaì!o  cerne  era  uf^to  et  palTando  per  la 
=:  plaia  dct^Ji  Anziani  furono  ferrale  le  Catene  d' in- 
'r-.  rbrno  et  r'c  Iti  còrii  verfo  f)i  luì  coli'  arme  alla  ma.* 
b  no  gridando  '  Alla  motte  '  Effe  vohollì  per  la  via  che 
±  va  dai  Vefcovado  al  canto  della  terre  della  fame' e 

-  trovandola  incatenata  fecie  faìrare  al  cavallo  la  cha* 

-  teria  eì    quale  lo  chjamavà  e!    gatto  '   et  nondimeno 

-  fu  ferito  in  più  luoghi:  purè  fchampò  '  et  ritrattofì 
=  faivodipoi  ne  ftcie  mal  chapitare  tuiti   quegli  che 

-  l'ofFefono. 

(3)  Al  margine  :  :=Kt  pili  fecie  ^ua  capélle  in  S.  Maria 
=:  di  Pi  fa  e  feciene  padroni  4.  della  chaxa  fua  dal  kiO 
s:  di  Gueeiozo  fcmpre  de* più  antichi* 


^30  MONUMENTI. 

tio  1461.(1)  con  buona  grafia  di  tutti  e*  Pifani  et  degli 
altri  .  Et  prima  era  ftsro  in  detta  dignità  come  abian 
detto  Monfign.  Pietro  figliuolo  di  Gacciozo  d*  Ardingo 
de' Ricci' fu  degnifllmo  Prelato  et  coftumatifllmo  et  vir- 
tuolo  '  Ma  vi/Te  poco  in  detto  Arcivcfcovado  et  fucceffe 
(giuliano  come  è   innanzi. 

Huomini  trovati  in  cafa  e'  Ricci  alla  gravezza  della  lega  • 

a  e.  278.  Nel  popolo  di  S.  M.  A'berighi  a  82.  i. 

Dominus  Criftcfanus  de  Riccis  ---lire  51. amorini 

Ugutcione  di    Ricciardo  de  Riccis--  =  42. 
a  i5p.  Ro/Todi  Ricciardo  e  figliuoli  di  Rinìeri 

di  Ricciardo  ------••---  =  <?p, 

Teda'dino  de' Ricci  (a)  ---•-•-•  =  82.  io. 

Herede  di  Guido  ^e' Ricci  ------  =  36. 

Iacopo  di  Salveftto  de*  Ricci  -  •  -  -  -  =  24. 
tf  220.  M.  Sandra  fu  di  Rinieri  de' Ricci  pop. 

Sampiero  Celoro  ---------::---- 

a  i5d.Francefco  di  Piero  de' Ricci  -  -  •  -  =    4.  io. 

Adì  13.  d'  Agofto  f3Ì 
Iacopo  di  Simone   d' Ardingo   di   Filippo  di  Uguccion© 
de'  Ricci . 

^^^nnil'^i^^^^^^^'R^"^- 

Num.  II, 


(t)  Supplito  per  difetto  del  MS.  ColI'Ughelli  /^  Sac, 
t.  ^,  coi.  47  S.  e  coir  Ifcrizione  fcpolcrale ,  che  fi 
legge  fopra  il  fuo  depofito  nella  Metropolitana  di  Pifa  , 

(2)  Nora  al  margine;  =  Toldino  di  Ruggieri  di  Neri  di 
=  Guido  di  Lippo  di  Giovanni  di  More. 

(3)  Nota  al  margine  ;  =:  Trovato  in   Orfamichele  in  fa 
=  libri  della  Compagnia  .  ::; 


z  i 


Nani.  IL  per  la  detta  Rubrica  dclxv. 


PiOVvifione  Contro  a' GhibeiMini*  Dal  Libro  dei 
Conjìgli  citato  appiè  dt  éjjìit 

P  R  O  V  I  S  I  O. 

Eformatlo,  fcu  Provifio  ù^a  de  anno  Dcrrl.  mcccliiii* 
Indizione  repcinia  die  xxvij.  mcnfis  Augufti  ,  per 
opportuna  Confilìa  ,  5:  Dominos  Priores  ,  &  Vexillife- 
tuin  lufritie:  cuius  provillonis  tener  talis  eft . 

Qaod  nutlus  Ghibeliiiìus  òa  Civitate  ,  CortlitatU  *  feit 
dilli-iftu  Florentie  j  feu  pto  Ghibellino  habitus,  &  re* 
|ìUrr-.tùs  ,  Teli  qui  non  faerit  &  fìt  devccus  {"acroran£bs 
Rf-uiàiic  Eccieiie  ,  &  Tue  captholice  Psrtis  Guelfo  ,  qui* 
fcii  eius  pater  ,  Vel  avUs  paternus,  leu  fiiius  ,  veì  nepos 
ex  fiiio  ,  feil  ffator  carrjalis  ex  coilem  patre  ,  feu  eius 
pariis  filius  ,  feu  cuius  patruus  haclenus  ,  ve!  in  futu- 
fum  fuifTent,-  feu  eilent  Kebcl'es  Communis  Florentie 
feu  prò  Rebeliibus  hr.biti  *  fcU  equiraficnr  .  Vel  equirsrent 
ili  rrmiìntu  fèu  dii^r;{l:s  Florentie  h;'fà'r, ér  conrra  Ccm- 
tnuncrn  Florenrtc,  fini  cu m  hoftuitcr  c(];ijr2ntibìi^  conerà 
CVmmunem  Fiorenti^  fuiilent ,  feil  effent  in  ipfa  tali 
Csva'csra  ,  pciT>. at  elte  ,  eligi,  èxcrliai  *  vel  afTumniì  sd 
àliquod  officium  Ccnimunis  Flcfentie  ,  feti  prò  Commu- 
ni prcdicrc  ,  fcu  alicuius  Artis  ,  feu  ad  aliquod  cilìtiuni 
in  ipfa  Civiiats  Fiorentie  fub  pena  libramm  quingenta- 
rum  fpiGGioli  tali  Ghibellino  j  fcU  prò  Ghibellino  habi- 
to,  qui  (ìc  eleflus  ,  ftu  qu-litercuinquc  exrfaftusj  vel 
àfsiimprUi  fuerit  (ì  tale  ofììcinm  non  rcaiinnciaveric  in- 
continenti ,  quod  ad  eius  nocitiàm  dcvenerit ,  vel  deve- 
hire  debuerat,  vei  potuerìt  ^  Quod  cfficuijri  licitum  fit 
tali  prohibiro  renuniptiafe  ,  feu  qui  ipfiinì  oflìcium  ac- 
ceptaVerit>  feu  ipfuiii  iuraveric  *   Vel  ia  eo  alitjuaiitei? 

P  4  ie 


233  M   O    N    U    M    E    N    T    ì« 

fé  inmirciierit  &:  nihilominus  jpfum  tale  ofìicium  ulto 
modo  exercere  non  pò  ili  e ,  ve  l  debeat ,  fed  info  iure  fft , 
&  etT.-  inrel'igatur  a  di6lo  tali  officio  iplb  fafto  remo- 
tus  ,  &  reie^las. 

Ego  Lcdovicus  Irhannis  Doffi  Civis  Florentìp.as  Im- 
perii;li  autoritatc  ludcx  ordinanus  atque  Norarius  pubii- 
cus  ,  &  rune  Cosuiuror  Ser  Pccri  Ser  Grifi  de  Prato  ve- 
teri  Civis  Senenlls  Notarti  Scribe  Reformationiim  Coo- 
fìiicrum  Populi  &  Comunis  Florenrie  predilla  omnia  ex 
reformatìonibus,  &  libris  Rcformarionum  Confilioium 
Pc;pu]i ,  &  Communis  Fiorentie  exiftentibus  in  palafio 
Populi'  Florentìjìi  penes  di£ì:am  Ser  Petrum  iìdeliter 
fumpfl  ,  &  in  hanc  publicam  formam  redigendo  in  pre- 
cedenti ,  &  prefcnti  faciebus  huius  carte  pecudine  fcri- 
plì  ,  Se  ctiam  me  fubfciipfi  :  &  ilia  verba  ,  qua  fupra 
remiOa  funt ,  videlicet ,  feu  alicuius  Artis  ,  propria  manu 
remiffi  ,  quia  eranc  obmifla. 


%  um.  III.  per  fupplemento  alla  flefià  Rubrica  - 


Provvìfione  contro  a'Camarlinghi .  Da  Pergamena 
feto  Ita  già  di  Camera  Fife  ale  ^  ora  delle  Riforma' 
gìonì  j  fegnata  fium,  80. 

Ì^Rovifio  centra  Catnerarios  non  remittentes  refidua 
fui  officii  &  unio  Camerariacus  Ignis  2c  Gabellaruni 
&  qiiod  ab  iis  nulla  fiat  folutio  prò  operariis  ad  ignem 
exringuenduni  nifi  ex  confenfu  Gonfaloncrii  Quarcerii 
anni   1354. 

In  Clu-iHi  nomine  Amen  .  Anno  Incamationis  einf- 
dcm  millefimo  trecentefimo  quinquageGmo  quarto  In- 
lìiilione  VII.  die  vigeHmo  quarto  menfts  Aprilis  in  Con- 
lllio  Di'ùj.  Cspitsnei  &  Populi  Fiorentini  mandato  no» 
bilium  &  Potentum  virorum  Dominor.  Priorum  Artium 
&  Vexillifiri  luftitie  Populi  &Comm!inis  Fiorentie  pre- 
coni convocatione  campaneq^uc  fgnicu  ia  PaUtio  populi 

Fio- 


MONUMENTI.  233 

Fiorentini  more  folito  congregato  offifio  Capitancstits 
Populi  Civitatis  Florentie  tunc  Reftore  vacante  Et  die 
vigelìmo  fefto  menfis  Aprilis  predifti  in  Confilio  Dom. 
Poteftatis  &  Communis  Florentie  mandato  magnifici  viri 
Pieri  Marchionis  Mentis  Sanfte  Marie  Civitatis  &  Com- 
munis Florentie  honorabilis  Poteftatis  precona  convoca- 
tiene  campaneque  fonitii  in  difto  Palati©  more  folito 
congregato  Et  per  ipfa  iam  difta  conlilia  ut  premittitur 
congregata  preìentibus  volentibus  &  confentientibus  Do- 
minis  Prioribus  Artium  &  Vexillifero  luftitie  Populi  Se 
Communis  Florentie  totaliter  apprnbata  admifTa  ac  ac- 
ceptata  fuit  infrafcripta  Provifio  fa£l:a  &  edita  per  di£lc$ 
Dom.  Priores  &  Vexilliferum  luftitie  &  ofHcium  duode- 
cim  bonorum  virorum  difti  Communis  &  infra  proxime 
annotata  &  fcripca  Et  quod  in  iis  &  fuper  iis  omnibus 
&  llngulis  procedarur  obfcrvetur  fìrmctur  &  fiat  in  omni- 
bus &:  per  omni^  prout  &  fecundum  quod  infra  proxime 
continetur,  legitur,  &   habetur. 

Cuius  quidem  Provifionis  tenor  talis  eft  videlicet 
Difti  Domini  Priores  &  Vexillifer  attendentes  quocl 
nonnulli  qui  prefunt  offitiis  Camerariatuum  Communis 
Florentie  fcientcr  rctardant  funftis  eorum  offitiis  refidua 
quam  magis  pofTunt  conlìgnare  Communi  Populi  quod 
Commune  ipfum  interdum  rccipic  dctrimentum  &  vo- 
lentes  circa  id  &  alia  infrafcripta  falubriter  providere  • 
Habita  invicem  &  cum  oficio  duodecim  bonorum  viro- 
rum  Communis  Florentie  delìberatione  folempni  &  de- 
mum  inter  ipfos  omnes  in  fufficienti  numero  congrega- 
tos  in  palatio  Populi  Fiorentini  premiffo  faito  &  <b- 
tempto  diligenti  &  fecreto  fcruptinio  &  partito  ad  fabas 
nigras  &  albas  fecundum  formam  fìatuci  Ordinsmenti  feii 
Provifionis  Populi  &  Communis  Florentie  omni  iure  8c 
modo  quibus  melius  potuerunt  •  Prcviderunt  ordinaverunc 
&  deliberaverunt  quod  omnes  Se  finguli  qui  ad  prcfens  pre- 
funt vei  preerunt  in  futurum  alicui  Camerariatui  (cu  c.ffi- 
tio  Camerariatus  Communis  predifti  teneantur  &  debeanc 
omnia  refidua  fua  &  oficii   fui  dare  &  confignare  6cc. 

Item  quod  in  futurum  nulla  ele£lio  fìat  vel  fieri 
pofllt  de  aliquo  ad  oficium  Camerariatus  cfitii  ignis 
&  quod  Canierarìi  deputati  &  deputandi  ad  oficium  Ca- 
meriaratus  Dominorum   omnium  gabella:  um  Coromunisi 

Fio* 


134  MONUMENTI. 

Florentie  intelligantut  efT?  &  fint  Camerafìi  di£l:i  ofifìi 
ignis  durantibus  ofitiis  ipfcrum  &  in  iplb  &  circa  ipriùni 
cfìcium  ignis  habere  &  habeant  omne  &  totum  illtid  ofinum 
8c  baliam  quod  ad  prefens  habet  Camerarius  difti  oficii  ignis 
vigore  quorumcumque  ordinum  difti  Communis  falvo 
cxpre/To  &  deciarato  quod  nullam  rolutionem  facere  de* 
beane  feu  poflìnt  magiftris  feu  cuftodibus  vel  aliis  qui- 
bufcumque  prò  eo  quod  traxi/Tenc  feu  ivifTenc  ad  aii- 
quem  ignem  feu  prò  extinguendo  aliquem  ign^^m  nill 
ìlli  feu  illis  quibiis  &  quantum  deliberatum  fuerir  fenìel 
feu  pluries  &  quociens  per  Gonfaionerios  illius  Quarce- 
rìi  in  quo  diceretur  taleni  ignem  accenfum  fuiife  feU 
duos  ex  eis  aliis  etiam  abfentib.  &z  inrequifitis  de  qua 
deliberatìone  &  inrequifitione  patere  debet  manu  Nota- 
rii  igPais  publice. 

Et  infuper  quod  difti  Camerarii  Dominorutn  omniunt 
Gabellarum  nequeant  alias  folutiones  que  pretextu  di£ti 
ofitii  ignis  venirent  fìende  facere  nid  dumraxat  iili  fca 
illis  perfenis  &  nifi  in  illam  feu  illas  quantitaces  pecunie 
quibus  &  de  quibus  deliberabitur  femei  feu  pluries  8C 
quotiens  per  ofitium  Gonfalonericrum  fotiecatum  Populi 
Fiorentini  vel  undecim  ex  eis  alio  etiam  abfente  &  in- 
requifito  .  Non  cbftantibus  in  prediftis  vel  aliquo  pre- 
diftorum  aliquibus  legibus  ftacuto  ordinamento  provvi- 
fione  vel  reformatione  Confiliorum  Pcpuli  &  Ccmunis 
Florentìe  aut  cbftantibus  vel  repugnanribus  quibufcum* 
que  &  quacumque  derogaroriis  penalibus  ve!  prefcriptis 
vel  etiam  lì  de  eis  vel  ipforum  aiiquo  debuiltet  vel  de- 
beret  fieri  fpecialis  mentio  &  expreifa  .  Quibus  omnibus 
intelligatur  cfle  et  fit  nominstim  cxprefle  fpecialiter  Sc 
generaiitcr  derogatum  &  quod  prò   prediftis  &c* 

Ego  Bisnchus  olim  Ser  Benedi£ti  de  Ambra  Comi- 
tatus  Arretii  Imperiali  auftoricate  publìcus  Notarius  Se 
ludcx  ordinarius  &  tunc  Coadiutor  providi  Viri  Ser  Pctri 
Ser  Grifi  de  Pratoveteri  Civis  Scnenfis  Notarli  Scribe 
Reformationum  Confiiiorum  Populi  Se  Communis  Flcren* 
tie  prcdifta  omnia  ex  Reformationibus  Se  libris  Refor- 
mationum Confiliorum  Populi  &  Communis  F  orentie 
exiftentibus  in  palatio  Populi  Fiorentini  penes  di£lum 
Ser  Petrum  in  hanc  publicam  formam  redegi  &  ideo  me 
fubfcripfi  . 

Num.  IV. 


235 


Num.  IV.  per  giunta  alla  Rubrica  dclxx. 
Libro  IX.  pag.  8. 


Lettere  familiari  dì  Niccola  Acciaiuoli  gran  Si- 
nifcalco  del  Re,  e  della  Regira  di  Napoli, 
e  di  altri  Tuoi  congiunti  impiegati  in  quella 
Corte  .  Da  MS.  ptejìo  di  me ,  intitolato  ,  Kotizie 
IJior,  della  Città  di  Firenze  T»  L  da  e.  14.  a  22. 

DOana  Lapa .  Io  non  mi  ho  potuto  difendere ,  che 
non  mi  convegnia  tornare  di  coftà  con  li  Signo- 
ri ,  &  quefto  giorno  fono  partirò  da  iflì  da  Reggio  ,  ec 
fono  a  dormire  a  Caìanna ,  qua  è  dritto  Carello  delli 
Nuvoli  ,  et  havemo  tuoni ,  lampi  ,  e  grandine  groffe  più 
che  nocie  ,  et  non  havemo  deve  dormire  »  imperò 
che  lo  noflro  arnefe  non  è  potuto  montare.  Io  va- 
do a  Giraci,  a  Seminerà,  eraTrupia  per  procacciare  di 
potere  venire,  imperò  che  mi  trovo  troppo  fpogliato 
d*  ogni  cola  ,  et  a  Ccfeaza  farò  con  li  Signori ,  Iddio  per- 
mittcnte,  et  imperò  fcte  ch'io  trovi  grandiflìma  guar- 
nigione de  ogni  maniera  di  foraggi  ,  et  che  le  cole  ,  ce 
lavori  che  io  per  tante  lettere  ho  fcritro  ,  fieno  tutte 
fatte»  fé  amate  non  corruccarmi  troppo. 

Ancora  fate  bene  pulire  Jo  Caftcllo  ,  et  fornire  tutte 
fue  Camere  riccamente,  facendovi  aiutare  a  Gagliardo  , 
ce  fieno  rcparate ,  et  bene  conciatala  fila  de  lo  grano 
con  tutte  le  fue  Camere  ,  e  Camerette,  lì  che  vi  poflìno 
cflere  alloggiate  quefte  Regali  d'  Aragona  con  tutte  loro 
femmine  ,  e  Cavaiieri'i  et  le  ftalle  fieno  bene  acconcie, 
e  complice,  e  per  tutto  fia  lo  Cadmilo  netto,  et  sì  ac- 
concio come  (1  appartiene  a  cafa  di  buon  huomo  ,  ec 
«laflìme,  che  g^uà  in  Sicilia  fi  crede  eh*  io  (ìa  uno  Dio  . 

Angiolo  è  remafo  a  Mefllna  locctenente  in  Sici- 
lia, cc  in  Calabria}  con  iffo  è  rimafo  Mefs.  Lorenzo, 

Mefs» 


&j5 


MONUMENTI 


Mcfs.  Angelino.  Mcfs.  Neri,  Mefs.  G.  di  Roggier t ^ 
Me^s.  Roggien  Canonico  Batììberlinghicri ,  et  200  Bar- 
bute, et  200.  Briganti,  lenza  quelli,  che  fono  per  !e 
Caftella  j  et  altre  fortericie  di  Medina  :  Mefs.  Fra ncefco 
farà  luftitieri  in  quefta  Calabria ,  dove  è  ftato  Mefs.  Lo- 
renzo ,  ft  bavera  a  gubef nate  tutte  mie  Terre  . 

La  ContefiTa  eredo  che  infieme  con  lo  Conte  vent^ 
ranno  iniìno  a  Cofentia  ,  o  forfi  a  Cadrò  Viliaro;  et  di 
dipoi  lo  Re  »  et  la  Regina,  et  Io  faremo  in  bona  manera 
ultimo  di  potentia  di  portaregli  a  Napoli,  o  coda  :  ma 
in  cafo  che  lo  Conte  non  volc/Te  venire  ,  patemi  cbtì 
troppo  farla  cofa  iniuricfa,  e  piena  di  reprcnfioni  por* 
tandone  con  Nei  la  ContefTa  ,  nolente  lo  Marito  ,  non 
farla  cofa  tuta  di  mandarela  con  lo  Conte  a  Caranzano  $ 
o  ad  alcuna  delle  fue  Terre  ,  ma  paremi  che  iffa  debba 
ftare  a  Turpia  con  honorata  Compagnia  ,  et  condecente, 
et  lo  Conte  poterà  ftare  con  ifTa  ,  et  andare  ,  et  tornate 
alla  pofta  fua  ;  et  per  quefto  modo  fariano  evitaci  li  pe* 
ricoli,  et  le  iiiconvenientie ,  che  porefllno  elTer  fatti 
alla  ditta  ContefTa  ,  et  forfè  in  quefto  mezzo  tempo  o 
i/Ta  femproverà  ,  et  la  Cainata  fi  mariterà,  et  qualun- 
que di  quefte  due  cofe  fofl'e  ,  ogni  tiìaterià  dirplic<?nfé 
Isria  ceffata  ,  non  pertanto  li  huomini  difpcncno  ,  Idid 
determina,  et  efeguifce  come  piace  a  iflo ,  e  per  tsnto 
liort  fo  come  procederanno  quedi  defllri  :  ma  omnia  prò 
meliori ,  quia  nefcimus  quid  petamus  ;  come  feguirà  fa* 
perrai . 

Io  torno  con  grofìl  debiti ,  et  Con  firme  prorrtcfle  fatte 
d  li  miei  Creditori ,  che  fono  Genovefi,di  contentateli  , 
e  pagateli  sì  tofto  che  io  farò  coftà  a  Nocera  ;  et  ini* 
però  fé  tu  ami  mio  honore ,  e  mia  confolazione  ,  fa' che 
io  trovi  denari  aiTai ,  fpecialnlente  efatta  la  moneta  in* 
tegra  de  li  frutti ,  e  renditi  mia  di  qucft'  Anno  pafTaro  j 
et  la  Colletta  di  nuovo  impolìta  ,  et  io  faccrò  bene  quan* 
to  debbe  montare  ,  fecondo  la  Icritta  ,  che  fece  lo  lU* 
dice  ,  et  la  diciflone  con  tutte  noftte  Terre  :  Ut  non  t! 
potrei  dicere  quanti  debiti  io  porro  ,  nò  quanto  fono 
incomportabili  le  mie  fpefe  ordinarie,  et  eftraordinarie 
in  Sicilia,  in  Puglia,  coftà,  et  le  mie,  le  quali  non 
fono  le  minori ,  et  pure  vivere  mi  conviene  ,  maflìms 
éeìh  noftio.  Scritta  di  propria  mano  di  8.  di  Settembre.* 

lo 


MONUMENTI.  237 

lo  noilro  Monafrerio  non  fi  vole  dimenticare  per  nulla  cofa  . 

lo  ri  mandai  la  confimiie  lettera  per  mio  meflag» 
giero  di  Mels.  Ridolfo  di  Camerino  ;  fono  ftato  a  Semi- 
jiara  ,  et  a  Ceraci  ,  e  modo  fono  a  Turpia  ,  e  fpero  lu« 
nedì  effere  a  Cofentia  con  li  Signori  ,  et  loco  farà  con- 
clufo  della  ContefTa  quanto  Dio  harà  ordinato  de  li  fuoi 
prefenti  Procefll ,  Voi  in  quefto  mezzo  fate,  che  para 
cotcfto  Cartello  elTere  fornito  da  albergare  mio  Rege  eoa 
Regina  ,  et  Regali  affai  ,  et  fiano  le  cole  magnifiche  , 
come  fé  foifero  per  incantamento,  et  lo  lardino  fia  ot- 
time pulito  ,  e  quella  ultima  parte  fi  addirizi  alo  ludice  . 

La  Conteffa  di  Monte  Ofkjrifi  voglio  trovar  con  voi 
omninamente  ,  e  Tegliaio  la  conduca  a  li  Rainaldi  .•  fia 
ancora  prolungato  termine  fino  alla  mia  venuta  coftà , 
fate  eh*  io  non  trovi  richiamori  da  li  huomini  de  la  cau- 
ia  fubfcritta. 

Tropee  xiiij.  Settembre  bora  tarda.   1357. 

Fa' bene  jcconciare  lo  bagno  per  Madama,  e  pro- 
cura una  Coltrice  per   ilTa  omninamente  . 

Magnus  Scnefcalcus{i) 
A  tergo 

Carillìme  Ibrori  fue  Domine  Lape  (2) 

de  Acciarolis  in  Cadrò  fuo  Nucerie . 

Ma- 

(i)  Cioè  il  celebre  Mefs.  Niccola  Acciaiuoli  gran  Sini- 
fcelco  de' Regni  di  Napoli,  di  Sicilia,  e  di  Geru» 
falemme  ,  ce.  la  vita  del  quale  fu  fcritta  elegante- 
mente  in  latino  da  Matteo  Palmieri  ,  e  poi  vulga* 
rizzata  da  Mefs.  Donato  Acciaiuoli ,  e  pubblicata  per 
le  ftampe  di  Bartolommeo  Sermartelli  in  Firenze 
nel  1588.  appiè  della  Irtotia  della  cafa  degli  UbaU 
dini  fcritta  da  Gio.  Batifta  Ubaldini  •  Quefta  lettera 
"  fi  riconofce  fcritta  nell*  occafione  del  fuo  ritorno  da 
AleUìna  a  Napoli  infieme  colla  Corte  ,  colla  quale 
erano  le  due  piccole  figliuole  del  Re  Pietro  d*  Ara- 
gona fatte  prigioni .  K  ia  detta  Vita  a  png.  lói.efeg, 

(i)  Quefta  e  quella  Lapa  figliuola  di  Mefs.  Acciaiuelo 
degli  Acciaiuoli  forella  germana  di  eflo  Mefs.  Nic- 
cola  ,  e  moglie  di  Mefs.  jManento  Buondelmonti ,  e 
molto  amica  ,  e  famigliare  di  S.  Erigida  L.  cit.  Ori» 
ghie  della  Finvigìia  degli  Acciainoli  pug,  iji» 


ijS  MONUMENTI. 

M Adama.  A  quelli  dì  riceverti  due  voftre  lettore r 
una  fatta  a  Bibbioni  ,  et  T  altra  fatua  a  Firenze: 
fcrivavatemi  ,  come  voi ,  e  tutti  li  noftri  (lavate  bene 
delle  perfone  di  effe  fui  affai  contento  .- Noi  di  qua  dia- 
mo fimile  delle  perfone  bene;  di  altro,  more  folito  ; 
Voi  mi  fcrivete  che  io  vi  feriva  ,  fé  lo  Gran  Sinifcalco 
ha  havuto  nulia  gratia  per  la  fconifìcra  ,  per  infino  a  mò 
non  fento  fia  per  bavere;  EfTo  ha  deliberato  di  portare 
a  Roma  con  Madama  la  ConrelTa  di  Monte  Dorifi ,  e 
quelle  di  Malta  ,  et  1'  altre  reftano  a  Melfi  mal  conten- 
te, e  Benedetto  beveria  voluto  foffero  venute  qua,  e 
ancora  ite  con  Madama  a  Roma  >  ma  non  ha  potuto  » 
et  hanne  fatto  parlare  a  Madama  fecondo  ho  ientito  ; 
per  la  ContefTa  di   Malta  manda  infra  4.  dì  . 

Quella  di  Monte  Dorid  è  qua  ,  domani  andiamo  ft 
Napoli,  et  di  fuo  maritaggio  non  fi  parla,  ch'io  fenta; 
Vero  è  che  come  vi  fcriflì  ,  Io  fciiflì  alla  ContefTa  ,  che 
faceife  parlare  honeftamente  di  queilo  di  Meleto  con 
voluntà  della  ConrefTa,  e  del  Gran  Sinifcalco:  hammi 
rifpofto ,  che  lo  farà,  e  che  di  prefente  mi  rifponderà. 

Antoaio  ,  e  Maria  è  qua  ,  &  ftanno  bene  delle  per- 
fone ,  con  Madama  fta  more  folito,  elfo  dice  buone  pa« 
rolc  affai,  infino  a  qui  non  veggio  nullo  effetto  ;  come 
feguirà,  così  vi  fcriverrò  . 

Del  vofiro  venire  a  Roma,  come  io  fentj  la  venuta 
di  Madama,  di  prefente  vi  fcriflì,  che  voi  facefte  a  vo- 
llra  voglia,  et  che  a  me  piacerà  quello  piacerà  a  voi; 
et  quello  non  crediate  vi  fcrivefll ,  perchè  voipenfiate, 
eh*  io  vi  volcflì  dare  licentia  ,  o  meta  ,  ma  perche  fa- 
pefle  r  aaimo  mio;  lo  termine  di  iMadama  di  partire, 
da  qua  alli  xxv.  di  febraio  ,  ma  io  credo  -  che  ftarà  più  , 
in  quello  mezzo  tempo  vi  fcriverò  come  fi  determinerà. 

Le  mie  ragioni  fpero  mettere  ,  e  fpacciarmi  fé  mi  farà 
Fatto  torto,  Mefs.  Gurello  mi  prometee  affai;  credo  Io 
farà  ;  Io  non  ho  un  Carlino  ;  Madama  ha  voluto  da  me 
là  doga  integra,  monta  v)j.  cento  fiorini  ,  e  piiì  ;  non  ci 
è  badato  io  grano,  e  orzo  (i)  di  Puglia  ,  e  havrà  a  pagar 
danari  a   quelli  offuiali ,  e  ancora  li  debiti. 

Vor. 

(i)  MS.  orgo . 


MONUMENTI.  239 

Verrei  che  voi  ordinafte  o  con  Niccolò  Soderini  $ 
che  fcrivelll  a  Gagliardo  ,  che  fé  mi  bifognafTe  infino  à 
cenro  oncie,  me  le  prcfta/Te,  e  voi  nel  facefte  cauto  o 
cii  gaggi»  o  dì  pregeiìa  ,  et  io  fra  (5.  mefi  gliele  rende- 
rla ;  Et  fé  con  Niccolò  non  fi  può,  fate  con  Bartolo- 
meo ,  che  me  li  face/le  predar  qua  o  con  Mefs.  Loren- 
zo, bene  che  io  credo  di  nò.  Di  Salpi  non  fi  bebbe 
anno  nulla,  né  ugaanno;  poco  s^  avrà.*  e  quefto  vi  pre- 
go di  fare, fé  può,  s*  io  porrò  fare  feoza  ,  lo  farò  di  non 
pigliarli  :   Ma   voi   fapete  con  cui  ho  a  fare  . 

La  ContefTa  di  Monte  Dorifi  mi  pare  che  voglia , 
che  i  denari  fuoi  non  dormino  ,  come  hanno  fatto  ,  efTa 
è  tornata  al  tempo  antico,  ma  pur  dice  T  ufficio,  et  di- 
giuna &c.  Volentieri  verrei  havefTe  marito. 

Lo  Gran  Sinifcalco  non  fi  cura  di  nullo  ,  fé  non  di 
chi  crede  bavere  alcuno  bifogno  ;  a  me  non  parla  dì 
nullo  fuo  fatto  ;  di  che  poco  mi  curo,  et  hemmi  gran- 
de gratia  ;  maritò  la  figlia,  né  ne  feppi  nulla  da  lui, 
né  prima,  ne  poi  efiendoci  prefente  :  Hora  fta  in  alcuni 
quiftione  fecreta  con  Benedetto:  Mefs.  Amerigo,  et  la 
ContefTa  fono  mezzani  :  Benedetto  fi  contenta  male  ,  e 
fono  ftace  dette  a  Madama  per  parte  di  Benedetto,  ma 
cfia  tutto  dice,  ci  fa  dire  il  Gran  Sinifcalco,  quefto  mi 
dice  la  ContefTa  ;  Io  fo  vifte  di  non  faperlo  :  non  moftra- 
te  voi  di  faperlo,  perchè  talvolta  le  lettere  fi  veggono. 

Mefs.  Neri  fi  ftà  a  Coranto  ,  nemrco  ,  fecondo  li 
dice  ,  dell'  laiperadore  ,  et  fé  quefti  voleU'e  Coranto  ,  noti 
rharebbe;  hacci  voluto  mandare  Lione,  non  fo  fel 
manderà  . 

Anichino  tornò  a  quefti  dì  di  Romania,  portò  let- 
tere della  ContefTa,  et  (lavano  bene,  dice,  e  prova, 
ma  ella  non  me   lo    fcrive  . 

Di  Calavria  hebbi  fpcfib  lettetela  ContefTa  fta  be- 
ne, dee  pigliare  di  dì  in  dì  la  partenza  delle  figlie  ,  né 
è  ancora  ferma  col  Conte  di  Meleto  . 

Io  li  ho  fcritto  ,  che  s*ella  viene  a  Roma,  voi  vi 
verrete;  come  mi  rifponderà  ,  ve  lo  fcriverrò  . 

De'  farti  di  qua  non  fo  più  per  me  ,  che  fcrivervi; 
Lo  Cancelliere  è  venuto  da  Roma  ,  e  ito  a  Napoli  :  Cre- 
do per  quella  Tua  venuta  fi  determinerà  i'  andata  di 
JtViadama* 

Lo 


24©  MONUMENTI. 

Lo  Imperadore  fi  dice  ha  prefa  per  moglie  la  Ca» 
gina  del  Re  d'  Ungheria  ,  cioè  Nipote  a  la  Reina  vec- 
chia Ducana  fua  Marre,  et  già  ha  ricercati  li  Napoletani 
fuoi  famigli,  che  V  accompagnino  a  Giara»  non  dice 
quando . 

Aricordovi  ,  che  di  quelle  partigioni  havete  fatte  con 
Mefs.  Lorenzo ,  ne  facciate  fare  quelle  cautele  bifogna- 
no ,  con  configlio  buono,  et  non  v*increfca  di  fpender- 
ci ,  perchè  quelli  fono  utili,  e  buoni  denari,  ei  prego- 
vì  che  ciò  che  havete  a  fare  di  quefle  materie ,  fi  fac- 
cia,  et  che  voi  pigliate  pofTelHone  in  voflro  nome  di 
tutto ,  et  facciate  confefTare  per  voi ,  acciò  che  impac- 
cio mai  non  fé  ne  poiTa  bavere. 

Ancora  di  quello  refiduo  fi  dee  pagare  a!  Comune, 
Bartolomeo  ne  è  informato,  fé  vi  piace  ce  ne  sbrattia- 
mo ;  e  flmile  di  quei  denari  del  Alonce  Vecchio  ,  che 
fé  ne  ha  bavere  le  paghe  di  cinque,  o  fei  anni;  Di 
tutto  Bartolomeo  è  informato.*  farà  buono  a  fpacciarfl 
di  tutto  per  quello  meglio  modo  fi  potrà  , 'e  parerà  a 
voi  con  configlio  di  Bartolomeo . 

A  la  ContefTa  ho  fcritto  delli  Muli ,  che  gli  mandi; 
fé  li  manderà»  li  manderò  a  voi:  Dicantia  come  fono 
a  Napoli ,  ve  la  manderò  fé  potrò  ,  ma  io  non  credo 
potere  ,  sì  è  fatta  . 

Lo  MefTdle  vi  manderò  come  troverò  per  cui ,  che 
venga  flcuro  ,  per  Mare  ha  molti  Legni  in  corfo  . 

Le  cofe  di  Margherita ,  fé  havrò  modo  manderolle: 
Io  non  le  ferivo  altra  lettera  per  mo  :  Noi  faremo  di- 
mane a  Napoli,  et  di  là  vi  fcrivetò .  lohanni ,  Cola, 
Guglielmo  fono  qua,  ftanno  bene,  falvo  Bartolomeo, 
et  la  Goflanza  ,  e  tatri  li  altri  noftri  chi  vi  pare ,  fé 
nulla  volete  di  qua,  fcrivetelo. 

Fatta  di  Averfa  a*  x.  di  Dicembre  manu  propria  . 
Francifc;©  Buondelmonti  .(i) 
A  tergo 

Reverende  Domine  Matti  fue 

Domine  Lape  de  Acciarolis. 

Re- 


(l)  I'  maffsrlore  de*  fi^liiioli  di  Madonna  Lapa ,  Barone  di 
Bafcìano,  e  del  Caiì-a^iJo. 


MONUMENTI.  24I 

REverenda,  et  carififìma  Madre.  Da  poi  la  felice  fa- 
Iute  .  Sacciate  cerne  per  la  gratia  di  Dio  Noi  con 
tutta  noftra  Compjignia  aflleme  arrivammo  (i)  lani ,  e  falvi 
a  Caftellamare  a' dì  xix.  di  Maggio,  dove  trovammo  che 
Madama  la  Reina  era  a  Noccra  ,  ec  come  feppe  la  noftra 
venuta ,  di  prefente  mandò  a  noi  Mefs  Andrea  di  Ponto 
con  molti  de'fuoi  cavalli ,  e  compagnia  d' altri  fuoì  Cor- 
tigiani ,  e  volfe  che  noi  andaflìmo  a  la  fua  Maeftà  ,  eC 
così  facemmo  ,  dove  da  efTa  gratiofamente  ,  et  efFcttuofa- 
mente  fummo  veduti ,  et  ricevuti,  facendoti  affai  allegra 
delia  noli'ra  venuta:  Et  così  da  tutri  altri  Signori  femo 
lUti  honcratamente  ricevuti ,  tanto  che  più  non  Ci  po- 
tria  dire. 

A  CaftelPa  Mare  vennono  a  noi  molti  Cavalieri  di 
Napoli  a  farne  fefta  ,  et  carezze  molte  -,  e  così  ne  lia- 
frelcammo  alcuni  giorni,  et  venimmo  &  Napoli,  dove 
da  tutti  fiamo  honorati ,  et  veduti  con  tanta  fefta  ,  e 
carezze,  che  più  non  fi  potrìa  dire. 

In  Calavria  fummo  alla  Roccella,  et  loco  trovando 
Jo  Conte  ,  e  la  ConceflTa  di  Caranzano  con  tutti  i  loro 
iìgli  a  ftare  per  la  gratia  di  Dio  bene,  falvo  che  Pietro 
di  Catenzano,  che  ne  venne  a  fcontrare ,  et  a  ricever- 
ne :  Incontronne  ,  et  con  lui  era  Simoncino  ,  et  Andrea, 
et  affai  honorata  Compagnia  ,  et  grande  ;  Affai  confolatio* 
ne  havenimo  con  Madama  di  Catanzano  ,  e  grande  alle- 
grezza fece  di  noftra  venuta  con  farne  affai  carezze,  et 
per  havere  manco  affanno,  et  per  più  noftra  fìcurtà  da 
la  Roccella  con  tutta  noftra  compagnia  di  Cavalieri ,  e 
Gentilhomini  per  terra  venimmo  a  Briatico  ,  et  loco 
ftemmo  tanto,  che  la  Galea,  et  due  altri  noftri  legni 
armati  giunfono  a  Bibona ,  havendo  per  fpatio  di  x. 
giorni  a  lo  detto  loco  tenute  carezze  quanto  haveflìmo 
ricevuto  a  li  pioprii  lochi  noftri ,  e  più;  Et  cobì  havemo 
trevato^  in  ciafcuno  loco  delio  Reame ,  dove  havemo 
prefo  terra  in  qucfto  viaggio  . 

A  la  partita  noftra  di  Cifilonia  lafTammo  la  Du- 
cheffa ,  e  le  noftre  figlie  ftar  bene,  et  ogni  giorno  ne 
arpettiamo    novelle:  Prcghemovi ,  che  ne   fcriviare  no- 

Tomo  XIV.  Q  vel- 

li) MS.  ocbìegam9 , 


24i  MONUMENTI. 

velie  di  voflro  flato  ,  che  noi  ferro  alTaì  dedderofi  (V  udirne 
fpefTo  buone   novelle  a  confolarione  di  nei. 

Ancora  non  fapemo  come  farà  lunga,  o  corta  la 
noftra  ftanza,  et  però  non  ve  lo  fcrivemo  .•  come  pia- 
cerà a  Madama  la  Regina,  così  fsremo  ,  preveduto,  ec 
hordinaro  che  eifa  havrà  a  lo  fuo  honore ,  et  ftato  » 
al  Principato  della  Morea  ;  per  la  qiial  cofa  fcmo  noi 
con  alcuni  altri  Signori  venuti  per  parte  dello  Princi- 
pato: Altro  per  mò  non  vi  fcrivcmo  ;  fé  non  che  fé 
per  noi  fi  può  fare  cofa  che  vi  piacerà,  fcrivetenelo , 
che    noi  liaino  parati  a  ogni  voftro  piscerc. 

Salutate  per  noftra  parte  Mefs.  Franccfco  ,  et  Ma- 
dama Margherita,  et  Ifau  ,  et  le  voftre  figlie;  Iddio  ila 
in    voftra  guardia  . 

Scritta  in   Napoli   a  di  xxiix.  di  Maggio, 

Dux  Lucate  ,  et  ">  r,  ,  ,•   „„     /  % 
/^  r-     1    1     r  ralatinus  .  (il 

Comes  Cephal.  j  ^  ' 

A  tergo 

Magnifìce   Mulieri  Domine  Lspe 

de   AcciaroJis  de  Florenria 

Reverende  et  Charifllme  Matris  noftre  . 

REverendiflìmo  Domino.  Di  poi  la  debita  raccoman* 
d?.tÌ0ne  •  Sacci  la  V.  S.  chom'  io  vado  a  Coranto 
per  parlare  con  Mefs.  Neri  per  lo  fatto  che  voi  fapete  ; 
et  di  poi  ternato  di  là  con  Dio  avanti  verrò  a  la  V.  S. 
per  meglio  avifarvi  di  tutti  i  voftri  fitti,  che  mi  pare 
eh'  al  provederci  fi  dia  grande  indugio  :  fopra  quefto  non 
mi  ftendo  di  troppo  fcrivere  ,  perchè  per  più  altre  lettere 
V*  ho  fcritto  come  fono  andati  i   voftri   fatti  di   qua  . 

Sacci  la  V.  S.  come  lo  Sig.  Yfau  (i)  havendo  prefo  uno 
fi  chiama  Petrìito  Serpandi ,  il  quale  veniva  da  lo  Im- 
peradore  fé  li  trovò  piìi  lettere,  tra  le  quali  trovò  una 
lettera  aperta  con  figillo  pendente,  la  quale  lo  Impera- 
dore  mandava  a  la  Compagnia  ,  comandando  che  di  pre- 

fente 

(i)  Cioè  il  genero  di  efTa  Madonna  Lapa,  marito  della 

fua  fi;:^l'uoia  . 
(2)  Figliuole  del  detto  Manente  Buondelmontì  ,  e  di  Don- 
^na  Lapa   Acciaiuoli  pur  detta,   e  perciò  cugino   dì 
Mefs.  LctcnjLo  mtdefimo,aiuameate  iP/^«. 


MONUMENTI.  243 

fente  levaflero  tutte  le  cof2  del  Gran  Sinifcalco  ,  et  del 
Prenze  ,  e  a  lor  pofTa  quelle  di  Cefalonia  ,  é  che  pren* 
delTero  tutti  loro  Ufficiali  paiTati ,  e  quelli  che  lì  trovaf- 
fino,  et  che  fi  f;c?{lino  rendere  ragione  di  tutro  ,  et  lo- 
pra  ciò  ancora  n' hsveva  fatto  Capitoli;  de*  quali  ('api- 
toli ,  e  lettera  Yiau  ne  m^nda  la  copia  a  Madama  la  Du- 
cheiTa.*  Vedetela,  e  farete  poi  avifato  quello  harete  a 
fare:  Per  mò  non  mi  ftendo  in  più  fcrivcre ,  che  come 
vi  dico  con  D"o  avanti,  torr^ato  da  Coranto,  farete  per 
me  informato  ancora  di  ci^  che  mancaffe,  et  di  quello 
farà  fcguito  :  Prcgovi  eh'  io   vi  fia  raccomandato  . 

Scritta  in  Cifalonia  a' dì  xv..  di  Giugno  v.  Inditione  . 
Catanzano  mi  die   una  voftra  lettera,  e   quanto  co- 
mandate farà  fatto. 

Voftro  fervitore 
Aldobrando  Baroncelli  di  Firenze  , 
A  tergo 
Magnifico  Viro  Lorenzo  de  Acciaroli  (i) 
fuo  Domino  Reverendillimo. 


REverendiiIìmo  Domino:  Da  poi  la  debita  raccoman» 
datione.  Io  haggio  ifcritto  molte  lettere  a  la  V.  S, 
avifandovi  del  male  Oato  di  queflo  Paefe  da  qua,  eC 
come  quedi  Navarrefi  hanno  prefo  tutro  ,  tanto  le  cofe 
voilre ,  quanto    d'  altrui ,  et  ancora  credo  farà   venuto  a 

Q  2  Na- 

.(i)  QuefVo  è  figliuolo  di  Mefs.  Niccola ,  ed  è  fecondo 
di  quefto  nome,  conciclìacofachè  il  primogenito, 
che  pure  Ci  nomava  Lorenzo  ,  Luogotenente  del  Re 
Luigi,  e  della  Regina  Giovanna  in  Calabria,  e  fa- 
mofo  Capitano  delle  loro  armate  ,  fpofato  alla  figliuola 
del  Conte  Sanfcverino,  fofie  già  morto  nelT  an.  i  35  3. 
Quefto  Mefs.  Lorenzo  IL  quarto,  ed  ultimo  figliuolo 
dì  Mefs,  Niccola.,  era  Cavaliere,  e  Giuftiziere  del 
Regno  di  Calabria ,  e  dopo  la  morte  del  padre  fé- 
guita  r  an.  1355.  fignore  di  moire  terre  nel  Regno  » 
e  nel  Peloponefo  della  Caftellania,  di  Calamata  , 
Chiitenza,  e  Chiaramente,  ec.  Ebbe  per  moglie 
-Madonna  Mattia  di  Cafa  Caftalda.  Or^g.  ddla  Fa- 
mìglia degli  Acci  aiuoli  dopo  la  detta  Vaa  ,fag,  174, 


244  MONU    MENTI. 

Napoli  il  Prenze  di  Galilea,  il  quale  porta  copia  d*  una 
lettera,  mandata  lo  Imperatore  alla  Compagnia  di  qui, 
che  vi  JevafTero  tutte  cofe  :  Di  che  a  me  pare  ch'ai 
tutto  niente  vi  curiate  delle  voftre  cofe  di  qnà  ,  che 
molto  leggiermente  con  Monf.  Io  Re  al  prefence  vi  po- 
tete aiutare.»  Con  poco  di  foccorfo  folle  ìnandato  qua 
a  Y.fau ,  il  quals  have  rotto  con  loro;  e  pur  ch'cflb 
habbia  aiuto  di  Penence  di  Galee ,  ed  alcuna  gente  , 
leggiermente  11  ricovererà  tutto  lo  Principato,  che  me- 
glio ene  affai  paefe  gu?^fto  ,  che  tutto  perduto.*  Hora 
l'opra  quefto  la  S,  V.  n'  è  bene  sì  informato  per  più  fiate, 
crederò  ci  provedrete. 

Si»^.  mio  havendo  i  Navarrefl  levato  tutto  ,  venni  in 
Cifalonia  per  bavere  configlio  dal  mio  Sig.Ylau  di  quello 
eh*  io  havcxll  a  fare:  Ho  trovato  lui  elfere  in  guerra, 
ài  eh*  io  conofca  il  mio  efiere  mancamento  di  me  par** 
tire:  E  ccnfiderando  che  di  ciò  voi  farete  contenco, 
per  fua  lettera  vi  avviferà  di  tutto. 

A  quelli  dì  fummo  a  Coranto  la  mia  moglie  ed  io, 
cioè  Ventura  Buondelmonti ,  et  là  ordinammo  alcuna 
cofa ,  della  quale  Madama  la  Duchefia  di  Cifalonia ,  e 
Federigo  Tiianefi  di  Firenze  ,  apportatore  di  quefta  vi 
aviferanno  di  tutto. 

L*  amico  s' è  recato  a  tutte  cofe  ragionevoli ,  e  così 
n'  aggio  fcritta  di  Tua  mano  ,  e  mandovene  la  copia  per 
lo  detto  Federigo,  il  quale  v'aviferà  di  tutto.*  Farmi 
r  Amico  al  tutto  ha  veglia  d'  efier  con  voi  quello ,  che  dee. 

Tornando  noi  da  Coranto,  efiendo  noi  in  Palermo  ,  a 
Ventura  Buoildelmonti  venne  certo  difaftro  ;  Il  perchè 
cfib  fi  è  andato  a  Paradifo  :  Dio  li  perdoni  :  Il  come  non 
vi  ferivo,  che  Federigo  ve  lo  dira   a  bocca. 

Alandovi  per  lo  detto  Federigo  un  facce  di  feta, 
il  quale  ene  a  quefto  pefo  libre  Lxxiij.  de  la  Creftiere 
al  pefo  di  coftà  ,  et  (1  la  mando  nelle  mani  del  Nuezza 
a  Barletta;  In  cafo  là  fi  trovi  buona  vendita,  la  ven- 
tino ,  et  rimettavi  i  denari  :  In  cafo  che  no  ,  ve  lo 
mandi  a  Napoli,  et  ne  facci  la  voftra  voluntà  .  Rifpon» 
detemi  quando  havets  ricevuto  i  denari,  o  la  feta. 

Altro  per  quefta  non  ci  ha  di  nuovo  da  fcrivere: 
Imperocché  d:J  detto  Federigo  farete  informato  di  tutto 
a  pieno:  Si-mpre  mi  raccomando  a  la  S.  V. 

Serie* 


LIBRO       NONO.  245 

Scritta  in  Cifalonia  a' dì  xij.  dì  Luglio  v.  iiKiitio- 
nc  1381. 

Vedrò  fervirore 
Aldobrando   Baioncelli  di  Firenze 
A  tergo 
Magniiìco  er  Potenti  Viro  Lorenzo 
de  Acciaiuoli  &c.  fuo  Dom.  Reverendiflìmo. 

Voi  vedete  la  veluntà  di  Mefs.  Neri,  e  però  fé 
vi  difponete  di  venire,  con  poco  aiuto  di  Monf.  Io  Re 
potrefti  venire,  et  farcfti  i  fatti  voftri  ,  et  raggiunte- 
refti  il  Principato:  E  quefto  mi  pare  non  vi  farla  poco 
honore,  e  afpcttereftins  merito  dal   Signore. 

MAgnifìco  Domino.  Dapoi  la  debica  raccomadatione. 
In  quello  dì  per  un  Navilio  d'  Otranto  vi  fcrilli 
fimile,  per  queft^  v'avvifo  chom' io  imprimieri  d;;!!' une 
patte  per  Simone  Rondmelli  ,  io  non  ne  ho  potuto  ba- 
vere ;  sì  che  il  cangio  fuo  non  riufcirà  falvo  :  fé  effo 
mi  fcrivefle  che  io  gli  accatcaffe  delle  nuove,  infìno 
da  mò  io  l'agio  fcritro  »  adelTo  non  io  che  mi  rifpondere  . 

Ceti  fra  Domenico  parlai  ,  dice  li  fuoi  denari  non 
afpetta  fé  non  di  Settembre,  fi  che  per  mò  non  fària 
fangio,  falvo  fé  voi  fofll  contento  d' havergìi  al  tempo 
ch'io  dico;  di  ch'io  vedendo  così  ,  sì  mi  parto,  e  Vndo 
a  Modone  ,  et  là  per  la  via  di  Puglia  ,  e  di  Napoli  ve 
li  manderò  o  per  cangio,  o  in  rera,o  in  quella  manie* 
ra ,  eh?  vedrò  che  (lan  più  fal'i. 

Ifau  fi  parte  hoggi  di  qua  ,  et  va  a  Coranto  psr  ef- 
fere  con  lo  Duca  dell' Arcipelago  ,  et  feguire  il  Matri- 
monio, et  flaranno  là  piiì  di,  dì  eh*  io  chora  io  farò  a 
Modone,  et  cercherò  di  fpscciarmi  degli  dinari,  et  poi 
me  ne  andrò  per  Terra  a  Coranto  ,  et  faremo  inileme, 
et  vedremo  fé  Alefs.  Neri  vorrà  feguire  qjeil©  dice  ,  e 
così  habbiamo  ordinato  in   fem.bra  con  Ifau. 

Mefs.  Neri  lì  ha  accattato  il  Duca  mio  per  xkx,  m. 
fiorini ,  e  pagati  i  mezzi ,  et  li  altri  mezzi  per  tutto  Mag- 
gio ,  e' ha  ricevuto  tifine  ella  levadia  ,  (ri?5>  )c' ha  foldati 
i  Navarrefi  ,  ch'erano  con  Giancho  per  viij.  m.  fiorini 
a  fervigio  di  quello  Maggio  inlìno  a  l'altro,  cioè  un 
Anno>  ec  ha  mandato  per   Turchi,   che   vuole  fare  il 

Q.  3  &ua- 


54^ 


MONUMENTI. 


guafto  a  Setinc  ,  fé    non   fi   rendono ,  che  infino  a  mò 
non  fi  v(  gliono  dare  . 

Il  Paefe  fi  contenta  male  di  fvlers.  Matchcfano,  ma 
pure  converrà  loro  riceverlo  da  poi  MadaTia  lo  ce  man- 
da,  ma  per  ancora  non  li  hanno  allignate  le  bandiere, 
et  lo  ha  prefa  per  mogliera  Ja  figlia  del  Difpoto  ll'pa- 
.  da ,  et  ha  havuto  di  dota  ducati  viij.  m.'  ì  quali  di'  dkre 
il  gran  Maflro  ,  forfè  per  avventura  dimorra  ad  haverli . 

Mefs.  Marchefano  ha  poitata  la  mogliera  a  Nepan* 
to  ,  e  là  vole  ,  che  ftia  . 

Signor  mio  i  Navarrefi  dipoi  mi  partì  hanno  fatto 
molto  più  dannaggio  ,  chen  prima ,  ed  hanno  prefo  da  Id 
Sprone  il  vino  tutto  ,  e  fsle  la  maggior  parte  ,  et  habi- 
tsp.o  allo  Sprone,  e  hanno  mal  conciato  le  cafe  de' Vil- 
lani: Ancora  in  Chiarenza  habitano  per  tuito  ,  e  in 
cafa  voftra  afiai ,  e  non  vi  hanno  lafiato  biada,  nò  le- 
gname, e  ancora  Porti,  e  Tetterà  dirupate  p^r  bavere 
li  legname,  si  che  a  voi  ne  è  fcguito  gran  danno,  per 
avventura  vie  più  ,  che  non  filmate  ,  e  ninno  rimedio 
non  ci  il  mette,  fé  non  di  parole.  Il  Gran  Commenda- 
tore fa  per  certo  quanto  può,  ec  fpetialmente  di  difen- 
dere  le  vcilre  . 

Egli  è  venuto  hoggi  un  Velier  di  Fedi  ,  e  dice 
che  l'altro  viene  hora,  faranno  alla  prova  fé  paiTerann© 
i  Navarrefi  :  Il  Gran  Commendatore  dice  che  afpetta 
due  Frieri ,  che  gli  portano  denari,  in  quelli  paefi 
debbono  venire  alle  mani  de' Bonciani  ;  ficchè  io  vi  ri- 
cordo, che  voi  diciate  a  Io  Prezza,  e  ancora  lo  feriva 
efib  a  Napoli  ,  che  fé  denari  hanno  in  mano  diperfona, 
li  voglia  qua  che  li  vi  dia,  e  voi  me  li  mandate  a  pa- 
gare a  me. 

Raccrmandomi  fempre  alla  S.  V.  Scritta  a  Chiaren- 
za a'  dì  xxvìj.  d'  Aprile  . , .  Indizione . 

Vodro  fervitor© 
Aidobrando  . 

Saccxate  Sig.  mio,  che  le  fei  Galere,  che  pafTaro- 
Sìo  de'Gcnovefi  per  Natale  erano  in  Levanre,  pofono 
a  lo  Grigio  ,  eh*  è  in  mezzo  tra  Modone  ,  e  Corone  ,  ec 
sì  v'  hanno  fatto  grande  dannaggio  ,  hanno  prcfi  huomini , 
e  beftiamc,   e  biade,  e  vino,  malamente   hanno  corf^j 

'  -  .  <iuei^ 


M   O   N    U    M    E    N    T     I.  247 

quello  Cafalc:   fé  vi   pare  ne  fare  mefTtioae  al  Confolo 
de*Gencvcil,  che  è   a  Barletta. 

E  mi  pare  che  i  Navarrcd  non  fieno  atti  a  pafTara 
in  Ponente  ,  ma  mi  pare  veglino  pafTire  invsrlo  Drufa 
per  guaflare  1'  avanzo  del  paefe  ;  Harcmo  feconùo  io 
veggio  di  qua  travagli  &ìTaì  dipoi  che  ci  ha  niuno  altrq 
remedio  . 

A  tergo  ^ 

Magnifico  Sig.  mio  Lorenzo  di  Acciaioli 
fuo  Domino  Reverendidìmo , 


REvcren  di  filmo  Domino.  Dipoi  la  debita  raccoman* 
dacicne;  A  queiH  dì  venendo  in  Cifalonia  trovai 
Prgolo  da  Perugia,  il  quale  mi  diede  una  lettera  vo- 
ftra  ,  dove  mi  fcrivete  havere  ricevuto  per  Sandro  quan- 
to 10  vi  mandai  ;  di  ciò  mi  piace  ,  e  fcrivetemi  che  per 
aìlhora  ni*  avete  avifsto,  facciate  chom'  io  non  ho  havuto 
niuna  altra  voflra  lettera  ,  ma  bene  faccio  che  fono  ve- 
nute a  mano  ài  Navsrrefi ,  e  ancora  P  hanno  tanto  quel- 
le ,  quanto  molte  altre  . 

Sig.  mio  per  molte  lettere  i  v*  aggio  avv'fato  dello 
male  iìato  di  quello  Paefe,e  dello  dannaggio  hanno  ri- 
cevuto le  voflre  cofe  ,  et  fimile  credo  Madama  la  Du- 
cheffa  ve  lo  harà  detto,  et  avifatovene  ficchè  però  poco 
mi  flendo  a  lo  Icrivere  ,  perchè  fo  fiate  avilaro  di  tut- 
to ;  ma  pure  il  debito  mio  d?ggio  fare  di  ricotdarlovi 
fempre  ,  e  così  faccio,  e  prego  la  S.  V.  ci  dobbiate  pro- 
vedcre  .*  fé  grande  tempo  ftanno  co>ì  ,  fi  poffono  met- 
tere a  ufcita  non  fono  ccfe ,  il  perchè  il  debbino  così 
abbandonare  ;  lo  Toftro  rutto  tengono  ,  e  così  di  molti 
altri  dello  Paefe  . 

Mefs  Giovanni  Mifto  è  ancora  prigione  e/To  ,  e  la 
figlia,  e  hanno  hivuto  due  delle  fue  migliori  Caftella  .* 
Adelfo   fta  a  Pencholo. 

Ancora  andando  a  quefl:  dì  Mefs.  Marotto  ,  e  Pe- 
tardo a  la  Pesliza  la  Prenzeffa  gli  mandò  incontro  loro 
uno  de' fuoi  frati  per  f^r  Uto  Tumore,  di  che  l'hanno 
prefo  di  prefente .  et  in  effetto  hanno  prefo  la  Terra, 
e  lo  Caftello  :  la  PrenzelTa  moltra  fé  ne  veglia  andare 
a  lo  Padre  a  Scio* 

Qf       I  So* 


248  M    O    N    U    AI    E   N    T    I. 

Sopra  li  fatti  di  Mefs.  Neri  già  mai  non  fu  tem- 
po quanto  mo ,  e  fono  ben  fido;  Madama  Ja  Duclien'a 
ve  rie  harà  avifato  di  tutto»  et  come  favio  feguirete 
quanto  vi  parrà  lo  meglio. 

Con  lo  Rifconre  parmi  s'  accorderanno,  e  cercafi  , 
e  qua(ì  fi  tiene  fatta,  che  Io  figlio  della  Bifconte  prcn» 
dcrà  la  figlia  picciola  di  Mefs.  Neri ,  e  rimarrà  a  lo 
Paefe  il  figlio  ,  ed  efTo  Io  governerà  ,  cioè  ìVlefs.  N. 

Delli  danari  che  fcrivete  dello  avanzo  ,  facciovi  a 
fapere  come  Madama  la  DucheCa  prefe  per  portarmi 
la  feta  ,  e  la  cera,  la  quale  feta  vale  ducati  ce.  o  circa  : 
la  Cera  è  bene  da  e.   libre  . 

I  denari  ch'erano  in  Cifalonia  fi  erano  ducati  6j* 
cioè  la  valuta  ducati  80.  pagati  a  quofti  Navarrefi  per 
la  Colletta  di  500.  ducati.  Li  ducati  80.  havevaamano, 
e  dieli ,  perchè  non  correfibno ,  e  ardcflàno ,  ma  pure 
aiia  fine  poco  varrà  . 

Io  fono  venuto  in  Cifalonia  per  due  cofe  ;  l' una 
perchè  di  là  io  non  fo  niente  ,  che  tutto  hanno  prefo  » 
e  io  non  veglio  fare  fpefa  ;  la  feconda  per  haver  con- 
figlio da  Ifsu  quelb  li  pare  ch'io  faccia,  Et  fecondo 
mi  dice  a  giorno  a  giorno  tfpetta  novelle  di  Napoli ,  et 
faperailì  in  che»  modo  rimarrà  lo  Paefe  di  qua  ,  arricor- 
dovilo  femprc:  Di  poi  haggio  faputo  come  la  Duchefia 
Isfsò  a  Santa  Maura  la  feta,  et  la  cera,  terrafiì  quello 
modo  che  voi  la  harete  ,  o  denari  :  fempre  mi  racco- 
mando a  la  S.  V. 

Scritta  in  Cifalonia  a*  dì  xxiiij.  d*  Aprile  v.  Inditione  , 

Filippo  delle  Mazze  voftro  buon  fervicore  fi  rac* 
comanda  alla  S.  V. 

Voftro  buon   fervicore 
Aldobrando  di  Firenze  > 
A  tergo 

Alagnifico  Domino  Lorenzo  de  Acciaioli 
Domino  fao  Reverendifilmo . 


Num.  V. 


249 


Num.  V.  per  la  Rubrica  dclxxiv.  Libro  IX. 
pagina   15. 


Provvìfione  contro  a' Ghibellini .  Copia  dalCod» 
MS.  antico  di  5.  V aolino  fign.  A.  a  118, 


PRovifio  fgfla  de  anno  Mgcclvii.  Indi^bione  xj.  die  xv. 
mentis  I^inuani  per  opportuna  Confilia  Populi ,  & 
Communis  Flcrentie  ,  &  Dominos  Priores  Artium,  3c 
Vexil'iferum  ìufticie  ,  cuius  tenor  talis   eft  . 

Ur  fub  felici  vocabuio  PartJS  Guelfe  ,  fub  quo  ha- 
ftenus  floruit ,  &  fioret  civitas  ,  de  cecero  floreat,  &  quie- 
fcat ,  &  ne  per  excogitatos  modos  ,  &  vias  de  Guelfo- 
rum  manibiis ,  qui  fuum  fanguinem  prò  liberrate  patrie 
cffuderunc  dicle  civitatis  adminiftratio  fubtrahatur  prò 
fortificacione  ,  Se  fr^curitate  flatus  totius  maise,  &  cor* 
pcris  Guelforum  ,  &  Parcis  Guelfe  djfte  civitstis  •  Ne 
jidverfus  pios,  &  charolicos  prevaleant  impii  ,  qui  re- 
ceptis ,  que  non  dwdifTent ,  beneficiis  non  contenti  fuis 
artibus,  Se  fallaciis  confidentes  fub  pelle  ovium  iupo- 
rum  geftantes  animos  facrum  ovile  Guelforum  intrare 
fatagunc,  &  prefumunt.  Domini  Priores,  Se  Vexillifer 
predici  moti  ad  preces  ,  follicitudinem  ,  &  inftantiam 
Capitaneorum  .  &  Unìverfiratis  MafTe  Guelforum  ,  & 
torius  Partis  Guelfe  Civitatis  Florentie  ,  habito  fuper  iftis 
omnibus,  &  fingulis  diligenti  colloquio  cum  &c. 

In  primis,  quod  omnes,  &  fingule  provifìones  ha- 
£icnus  edite  in  favorem  Guelforum,  feu  Partis  Guelfe  ci- 
vitatis Florentie  ,  feu  contra  Ghibellinos  ,  vel  prò  Ghi- 
bellinis  babitos  ,  feu  reputatos  ,  aut  non  vere  Guelfos, 
maxime  in  prchibendo,  &  interdicendo  eis,  ne  nomi- 
nentur,  eligantur,  imburfentur  ,  extrahantur  ,  feu  quo« 
modolibet  vocentur  ad  officia  aliqua  Communis  Floren- 
tie 1  feu  in  Civiute,  Comiwtu,  vel  Diftri6tu  Floren- 
tie, 


250  MONUMENTI. 

tic,  &  ne  ipfa  officia  acceptenc ,  iurent ,  exerceant,  feii 
in  eis  m^tlo  aliquo  fé  immifceanc  wmquam  offitiales, 
vel  fub  nomine  offuiahum  renoventUi- ,  6c  renovata  effe, 
ìntelJ'iTantur  ,  &  fint,  fub  cifdcm  modis,  paftis ,  formis  f 
condifticnibus  ,  penis,  gravaminibuv  .  ordme  ,  &  ceno» 
ribus  ,  quibus  Se  prout  in  eis  ,  &  qualibet  earum  plenius 
concinentur  ,  6c  oblervari ,  &  execucioni  mandari  pofllnc ,  & 
debeant  cmnia  ,-&  fmgula  in  eis  contenta  ,  proac  ,  6c  licuc 
in  eis  in  fpecie  ,  &  genere  concinentur. 

Item  ut  ptincipaiia  officia  fuper  quibus  fundatur  , 
fubftinecur ,  &  regicur  ftarus  Popularis  ,  Se  Guelfu,  ad- 
miniftrentur ,  &  Iplendeant  ip.dubitatis ,  &  naturaiibus 
Guelfìs  •  Quod  nullus  de  Ghibellmis,  feu  non  Guelfis  , 
feu  reputàtis  ,  &  habicis  pio  Ghibeilinis  ;  Et  rmllus  qui 
per  cffic'.a  Domincrum  Priorum  Artium,  &  Vexillife- 
r;  l'jO-itie  ,  &  Gonfaloneriorum  fctietatum  populi ,  &  duc- 
decfm  bonorum  vjrorum  Populi  &  Comunis  Florentie 
deiiberatus  reperietur  ,  feu  iudicatus  ;  vel  de  quo  per 
iam  d  fta  officia,  fecundum  formam  reformationis ,  Se 
provìfiunis  cditarum  ,  &  fìrmatarum  in  Confìliis  PopuH  , 
6z  Communis  Florentie  anno  Domini  miilefimo  ,  rrecen- 
tefimo  ,  quadragedmo  nono  de  menfe  lulii  fuper  hoc  di* 
fponentium ,  deliberatum ,  provifum,  ftantìatum,  feu 
quomodolibet  provifum  fuit ,  feu  erit  in  futurum,quod 
ile  idcneus  ut  recipiatur,  feu  quod  recipiatur,  vel  re- 
cipi  debeat,  feu  pofiìc  ad  luramentum  Partis  Guelfe, 
feu  ad  Pattern,  vel  in  Partem  Guelfam  per  Capitaneos 
difte  Partis ,  vel  ipfam  Partem,  etìam  fi  per  ipfam  Par- 
tem ,  feu  Capitaneos  Partis  admilTus  fuit,  feu  erit  ad 
ipfum  luraniencum  fecundum  ordinamenta  difte  Partis 
poffir  nominar?,  cligi ,  imburfari ,  extrahi ,  vel  adfumi  , 
iurare  ,  acceptare,  exerccre  ,  adminiftrare  ,  vel  effe  ad 
aliquod  ,  vel  in  aliquo  infrafcriptorum  cfficiorum  Popnii 
&  Communis  Florentie  ,  videlicet  :  Officii  Dominorum 
Priorum  Artium  ,  Se  Vexiiliferi  luftitie  ,  Gonfalonerioruin 
fotietatum  populi,  Duodecim  honorum  virorum  difti  Po- 
puli, &  Communis,  nec  in  officio  Capitaneorum  Partis 
Guele,  feu  Notarius  alicuius  di£torum  cfficiorum  infra 
quindecìm  annos  a  die  prediti,  feu  prefl-andi  iuramenti 
prediftì  fecundum  ordinamenta  difte  Partis  continue  nu- 
jweraridis:  Nec  etiani  poffit  ullo  tempore  in  perpetuum 

no- 


MONUMENTI.  25 1 

nomlnari ,  eligl,  iinburfaris  extrahi,  vel  adfumi ,  iurare, 
acccprare,  exercere,  vel  effe  ad  fcrutinium,  vil  de  fcru- 
tinatitibus,  feu  illis  ,  qui  erunc  ad  fcrutinandum  ,  vel 
eligendum,  vel  infaccandum  ,  feu  accoppiandum'di5ta 
cfficia,  vel  aliquod  ipfotum . 

Item  uc  inter  veros  Partis  Guelfe  catholice  zela- 
tores  ,  &  fifto»  competens  difFerentia  fif  Qaod  nulli  de 
predi ftrs  ,  de  quibus  ,  ut  fupra  dicitur  ,  deliberanim 
fu5c,  quod  admifti  ,  &  recipi  poffit  ad  iuramenrum  Par- 
tis Guelfi?,  qui  pf  ft  talem  deliberationem  ipfum  iura- 
mentum  non  preftitit  Capitaneis  Partis  Guelfe ,  feu  alia 
non  fecit,  que  facere  tenecur  ,  &  debet  fecundum  for- 
nism  ftaturorurn  Communis  Florentie ,  feu  ftaturorum , 
vel  ordinsmentorum  difte  Partis,  prode  talis  delibpracio , 
fcd  prò  non  fa£l;a  totaliter  habcatur  :  il  diftum  iuramen- 
tuin  preftiterit,  &  alia  fecerit  fecundum  ordinamenta 
Ccrnmunis  Fforentie,  S:  Partis  Guelfe  Civitaris  prediale 
infra  quatuor  menfes  proxime  venturos  a  die  ,  qua  pre« 
fens  provifio  fuit:  firmata  in  Confllio  Domini  Poteftatis  » 
&  Ccmmuais  Florentie  numerandis.  v 

Et  fi  contìngat  aliquem  ,  de  quo  fimilis  deliberatio 
fieret,  ut  di£Lum  eft ,  poft  talem  deliberationem  per 
annum  negligere  ^  qucd  non  petat  a  Capitaneis  diòìte 
Partis  fé  ad  iuramentum  ,  &  partem  predi£ì:am  admitti 
fecundum  formali^  ftatutcrum  ,  &  ordinamentorum  di6Ve 
Parcis  de]ibcr?'tio  de  eo  fafta  non  valeat,  nec  fibi  prò- 
fit ,  fed  pto  Ghibellino,  &  prohibiro  habeatur,  &  fic. 
Idem  inteliigatur  &  fit  de  ilio  ,  qui  fé  infra  di£lum  an- 
rum  petierit  admifti  ,  &  non  fuerit  per  Capitaneos  di- 
fte  Partis,  feu  per  ipfam  Partem  admifTus  lecundum 
formam  ordinamentcrum  difte  Partis.  Et  quod  centrata» 
les ,  qui  centra  diftam  formam  nominafTe,  elegifTe  ,  in- 
faccaiT:; ,  acopiafle  ,  iurafl'e  ,  exercuille  ,  feu  adminiftrs/I'e 
reperientur,  locum  habeant  iile  pene,  que  contra  Ghì- 
be^nos  rebelles  ,  officia  Communis  acceptantes  prodire 
funt  ,  que  per  officiales  Communis  Florentie  adiuftitiam 
conftitutos ,  &  conftituendos  exigi ,  &  executioni  mandari 
de  fafto  debeant  per  capturam  perfonarum  ,  etiam  in  do- 
mo ,  &  qualibet  die  ,  deftru£ì:ionem  bonorum  ,  &  mut* 
tam,  &  alium  quemcumque  modum  nullo  formato  pro- 
ceni}  ,  vel  etiam  formato  licec  non  folc^mnicec  ;  &  "on 

tb« 


l^t^  MONUMENTI, 

.obftante  temporis  curfii  :  &  de  predi£li$  tales  offitlales 
nequeant  findicari:  Ec  quod  quilibec,  etiam  mulier  , riiiuf- 
familias ,  vel  Magnas  pofllc  de  prediflis  accufare ,  &  de* 
numptiare  ,  etiam  fine  nomine,  ac  folucione  gabelle,  & 
abrque  aliqua  promifllone  ,  vel  fatifdatione  de  profequen- 
do  :  Et  quod  in  omnibus  cafibus  fupradìftis  fufficiat ,  & 
prò  piena  ,  &  vera  probatione  habeatur  diftum  fex  te- 
ilium  probantium  de  publica  voce  ,  &  fama  ,  &  appro- 
batorum  per  illos  eo  modo,&  forma  ,  ordine  ,&  tenore  ♦ 
quibus ,  &  prout  in  provifione  edita  de  menfe  Augufti 
anno  Dominice  Incarnationis  m.  ecc.  quinquagefimo  quar- 
to continetur. 

Item  quod  omnes ,  &  finguli  Capitane!  Partìs  Guel- 
fe, tam  prefentes,  quam  qui  prò  tempore  fuerint  cene- 
antur  ,  &  debeant  quociefcumque  requifiti  fuerint  fub 
pena  librarum  quingentarum  fpic.  cuilibet  eorum  con- 
trafacienti  auferenda  ,  &  Communi  FJorentie  applìcanda 
omnes,  &  fingulos  accufatores  ,.notificatores  ,  denumptia- 
tores  talium  prohibitorum  per  formam,  Se  fecundi.m  for- 
mam  prefentis  ,  feu  aliarum,  quarumcumque  provifionum, 
reformationum  ,  &  cuiuslibet,  vel  alicuius  earum  edi- 
tarum ,  vel  faftarum  contra  eiufmodi  Ghibellinos  ,  & 
proliibitos  prò  pofTe  facere  ,  profequi ,  &  auxiiium,  & 
confilium  in  huiufmodi  accufacionibus,  notificationibus , 
&  denumptiationibus  faciendis,  &  profequendis  eifdem 
per  fé  ,  &  alios  ut  expedierit  dare,  &  preft-are  ,  etiam 
expsnfis  diftePartis  :  Quas  expanfas  Camerarius  difte  Par- 
tis  ad  mandatum  Dominorum  Capitaneoruni  folvere  pof- 
fit ,  teneatnr  ,  &  debeat  libere,  licite,  &  impune:  Ec 
etiam  debesnt  fcllicitare  quofcumque  Reftores ,  &  offi- 
cìales  corani  quibus  ,  vel  quo  fafta  efTet  »  vel  fiere:  ali- 
qua accui'atio  ,  denunptia ,  feu  notificatio  vel  procefTus 
de  huiulmodi  prohibitis  ,  quod  videlicet  in  tali  proceflu 
procedatur,  &  quod  prò  poiTe  tales  accufati ,  notificati , 
feu  denumptiati,  vel  inquifici  de  prediftis  puniantur, 
&   condemnentur  . 

Item  quod  nullus  pofllt  per  confilia  Populi  ,  &  Com- 
nmnis  Florentie  iudieari  ,  fieri,  feu  declarari  Guelfus , 
vel  prò  Guelfo,  &  fi  fierct  non  valeat  talis  provifio , 
feu  reformatio  ,  fub  quibufcumque  verbis  diftum  ofiìcium 
ifiiportantibus  concepta ,  nifi  prius  fsrvau  ea  forma ,  & 

fo- 


MONUMENTI.  253 

folemnitate  ,  quam  fervari  oportcc,  feu  oporteret  prò 
f^cienda  ali^uem  de  Magnacìbus  Popularem  Civitacis 
Florentie . 

Itcm  quod  predi£la  omnia  cèdane  in  augmentum 
cuiufcumque  proviilonis  hai^ìrenus  edite  in  favorem 
Guelforum ,  feu  parcis  Guelfe ,  feu  conerà  Ghibellinos, 
vel  prò  Ghibellinis  h?.bicos ,  feu  non  vere  Gueifos ,  &  H 
qua  videretur  concrarietas  ,  vel  repugoantìa  inter  tales 
provifiones  illa  prevaleat,  que  plus  continec  favorìs  Par* 
tis  Guelfe  »  vel  preiudicii  centra  Ghibellinos  >  vel  alios 
fupradi£tos  prohibitos  . 

Itcm  quod  pcefens  provìfio,  Se  omnia  &  fìngula  in 
ca  contenta  prevaleant  omnibus  aliis  provilionibus  in  con- 
trario difponentibus ,  tsm  editis  ,  quam  edcndis ,  &c. 

Non  obftantibus ,  &c. 

Et  (i  quis  centra  predilla  in  iudicio.vel  extra  ,  vel 
centra  perfonas ,  etiam  in  findacatu,  ea  exequentes  ali- 
quid  dixerit ,  de  fa£to  ,  &  fine  ftrepitu  ,&  figura  iudicii 
per  Dominum  Poteftatem  ,  Capitaneum,  &  Execucorem 
in  florenis  trìbus  millibus  auri  Communi  Florentie  con- 
demnetur,  quam  condemnationem  fi  non  folveric  infra 
tres  dies  a  die  late  fentencie ,  fi  fuerit  in  fortia  Commu- 
nìs  Florentie ,  vel  pervenerit ,  eidem  caput  a  fpàtulis 
amputetur  .•  Et  infuper  unufquifque  Re£lor ,  &  Offitialis, 
qui  predifta  omnia  non  fervaverit,  vel  aliquem  centra 
predica  dicentem  admiferit  in  iudicio  quoquo  modo  ia 
ilorenos  mille  auri  Communi  Florentie  condemaetur  >  & 
ab  officio,  in  quo  prefuit  prò  Communi  predi£to  remo» 
veatur  ,  &  privetur ,  &  ex  nunc  ipfo  iure  intelligatuc 
efie,  &  fic  remotus  ,  &    privatus  in  totum  . 

Ego  Angelus  Bandini  de  Sanato  Gaudentio  de  Fede 
Al|Hum  putrlicus  Imperiali  autoritate  Notarias ,  &  ludex 
ordinarius,  6c  tunc  cea^diutor  providi  viri  Ser  Petri  Sqc 
Grifi  Scribe  reformarionum  Confiliorum  Populi ,  &  Gom« 
munis  FIor(jntie  predifta  omnia  ,  &c. 


Num.  VI, 


254 

Num.  VI.  per  fupplemento  alla  Rub.  dclxxvu. 
Libro  IX.  pag.  32. 


Due  Lettere  di  Giovanni  da  Oleggìo  alla  Re- 
pubblica Fiorentina  intorno  al  dominio  del 
Colle  detto  lo  Stale  .  Dair  Originale  nelle  Ri- 
f or  magioni ,  Copia   nella  mia    Mi  fieli,  voi.  A» 

PRIMA. 

MAgnìfìcis,  &  potentibus  Viris  Dom.  Prioi^H)Us  Ar- 
rium  ,  Vexillifero  luftitie  Populi ,  &  Communis 
Flcrencie  Fratribus  cariffìmis  .  Magnifici  Fratres  carifll- 
mi  .  Audivimus  Magnificentiam  veflrani  difpofuifle  extra 
Tenitorium  veftrum  «:  Communis  veftri ,  &  in  quo  nul- 
lum  vobis  ius  dominii  incumbit,  precipue  fuper  Colle 
una  vulgarirer  Io  Stale  nuncupata  ,  que  Collis  iure  pro- 
prietario Do.ninii  ,  ve!  quali  ad  Nobiles  Ubaìdincrum 
prò  parte,  &  Comitcs  Albertorum  prò  alia,  qui  omnes 
Cam  nobiles,  quam  Comites  nobis  funt  commendati  ,  & 
ipforum  aliqui  Genfuarii ,  fpeftat ,  fortalitiam  unam  ,  vel 
edificium  ad  fortalitiam  tendens ,  velie  conftruere  .  Quare 
cum  Collis  illa  noftré  Civiratis  Bononienfis  fit  Diocefis  , 
&  etiam  dato  quod  prediftorum  Nobilium  precederec 
conienfus ,  live  licentia  conlT:ru6lionis  edificii  prememo- 
raci ,  noi  pofF^nt  abfque  noftri  licentia,  quia  ccmmen» 
dati  omnes  noftri  fune  ,  Se  ipforum  aliqui  Cenluaiii  pa- 
tentibus  conventionibus  que  fui  roboris  prefentialitec 
obtinént  firmitatem  valituram  imperfiri ,  vel  concclfifTe 
licentiani ,  &  Il  q«am  forte  irritam ,  &  nullam  iudicare 
polTet  quilibet  fané  mentis ,  non  debuilTet  veflra  Fra- 
terniras  hoc  attenralTe  abfqu?  fcientia  noftri .  Hmc  eft 
quod  vos  hortari  moncmus  ab  inccptis  defiftere  &  nulla 
in  terrenum ,  non  vobis  comperens  agere ,  que  contra 
honoris  noftri  decenciam  effe  pofient ,  vel  venire.  Da- 
tum  Bononie  xvin.  An^tufti . 


X&hànnes  Vice-Comes  de  OJegio 


SE- 


M 


M  'Ò   N    U    M    E    N   T   I.  2SS 

SECONDA. 

Agnìiìcìs  Fratribiis  noflris  carifllmi<;  Dominis  Prio« 
nbus  Aicium,  &  Vr^xiilifero  lufticie  Copuli,  Se 
Communis  Fiorentie  .  Magnifici  Fratres  Cariflimi  .  No» 
biles  ,  &  fapientes  Oritores  (i)  veftre  finceritatis  quum 
legatione  nobis  expofita  prò  forcificarione  fìenda  lupec 
Hoftale  benigne  fufcep/mus ,  &  eofdem  intelloximiis  in- 
tentione  fincera  >  &  quamquam  ufque  a  primordio' no- 
ftre  fraternitatis  amicitie  cordi  nobis  fuerit  ,  lìt  ,  &  cric 
conftanti  animo,  &  operibus  fruftuofis  vinculum  frater- 
nitatis,  Se  amcitie  conferv5re,&  prò  viribus  etiam  ex- 
perimentis  efficacioribus  roborare ,  Sz  idem  velie,  oc 
nelle  ,  qucd  veftra  Communitas  fujdcbit  fimilem  de  vo- 
bis  fpem  diu  premeditati  gerentes  ;  voluimus  tamen  , 
quod  Oratores  veftri  predici  de  materia  propofita  op- 
portunam  informationem  haberent  in  eo  muxime  quod 
noftrum  debirum  requirebat.  Demum  voluimus  quod 
radix  ,  &  fundamentum  rei  diftis  veftris  Oratoribus  'lubi- 
ceretur  cculis ,  &  cxemplo  ,  ur  palparcnt  ea  ,  que  in 
fafto  pràmitus  ìgnorabant ,  neque  ,  ut  putamus ,  credc- 
bant ,  quod  maxime  prò  excufatione  noìtia  declarari  cu- 
ravimuSjUC  diftumeft.  Novidime  etiam  quantum  ad  ius 
fpe£taret  eis  quod  cxpediens  erat  fecimus  fieri  manife- 
ftum -.  Quibus  omnibus  nihilominus  penitus  circumfcrì- 
ptis  ,  ficut  femper  mens  nnftra  concepit  prediftis  Ora- 
totibus  veftris  gratum  Se  liberale  refponfum  exhibuimus 
circa  fortincationem  loci  memorati  ,  nec  debirum  ami- 
citie fraternalis  quidquam  aliud  fuadcbit  in  his,&  aliis 
fraternitati  veftre  gratis,  &  que  honorem,  &  fl-atum 
Communicatis  veflre  confpiciant  ,  &  concernant,  quum 
id  indubitanter  in  confervantiam  noflri  flatus  cedere  iu- 
dicemus ,  Ambaxiatores  vero  pred.'fti  ad  veftram  Magni- 
ficentiam  redeuntes  cetera  opportune  referent  oraculo 
vive  vocis  .    DatUQiiBononie  die  xiii.  Seprembris  . 

Johannes  Vice-Comes  de  Olegio . 

Num.  VII. 


(i)  Francifcus  Dom.  Bichi  lurifperitus,  Se   Set  Pierus 
Guccii  Net. 


z$6 


Num.  VII.  per  fupplemento  alla  Rub.  dcLxxxv, 
e  feg.  Lib.  IX.  pag.  32. 


Serie  di  Grandi  fatti   popolani.  Dalle  Klforma* 
gionl  3  e  da  Camera  Fife  ale  3  come  fegue . 

NObiles  Magnates  &  Potentes  Civìtatis  Florentie  qui 
abdicatis  eerum  familjarum  nomiaibus,  &  armis 
benefìcium  Populariratis  l'unt  adepti  novis  afTumptis  iuxca 
Reformationem   editam  de  menfe  Augufti    1351. 

Ex  Protocollo  XI.  exiftente  ad  Reformatìones  » 

1361.   die  9.  Oftobris  a  ij. 
Gerius  q.  Simonis  Bofonis  de  Donatis  dixit  fé  de  celerà 

velie  appellati  de &  prò  novis  armis  aflum» 

pfit  iciitum  album  ad  aurum  in  ipfo  campo  . 

Eadem  die. 

Angelus  q.  Domini  Thegiani  de  Circulis  dixit  fé  de  ce- 
tero  nolle  nominari ,  nec  appellar!  de  Circulis  ,  fed 
ab  eis  velie  efTe  fcparatum  ,  &  divifum  totaliter» 
&  prò  novis  armis  aflTumpfìc  fcucum  cum  campo  8X« 
2urro  cum  vegete  gialla. 

Lapus    >     filli  q.  Ambrofii  Vinte  de  Monte  Rinaldi 

Geppus  /         Comitams  Florentie  . 

Domina  Cia  uxor  qu.  Pecri  fìlli  diftì  Vinte  ,  &  tutrix 
Ioannis  fil.  difti  Petri  renuntiaverunc  Conforterie  & 
Agnationi  per  lineam  mafculinam  riiagnatum,  &  de 
domo  magnatum  ,  &  prò  novis  armis  afTumpferunt 
fcutum  in  campo  nigro  cum  uno  cervo  albo  in  ipfo 
campo  nigro. 

{Ex  margine)  Ser  Arrigus  Msgiftri  Niccole  de  Radda 
Net.  rogar. 
\  13^1. 


MONUMENTI.  l$'j 

13^1.  die  9  O^obris  a  i6, 
lettone  q.  Simonis  de  Manneilis 

Sandro  ^ 

Filippo 

Maddalena  filii  di£(i  BeCtonis, 

Antoniiis 

Simon  ,  & 

Margherita— J 
Arnoldus  filius  q.  Domini  Coppi  & 

Li  fa  ■  I 

Dea  j  filii  di8:i  Arnoldi  de 

Niccolofa  &  I  Manneilis, & 

Andrea  fìiii  fui  naturalis  J 
Amarettus  filius  q.  Zenobii,  & 

Francifcus  — -| 

Zenobius  ,  &  | 

Angela  ^  filii  difti  Amaretti  de  Manneilis . 

Simona  ,  Se      | 

Nefa 1 

Francifcus  filius  q.  difti  Dom.  Coppi  de  Manneilis 

Coppus.&l^j..  ^.^.  Francifci 

loannes  —  j 

Sandrus  filius  naturalis  difti  Francifci  Domini  Coppi 
Nicolaus  filius  dìGìi  Zenobii  »  &  frater  di£bi  Amaretti . 

PM°^^  '  %       I  filie  difti  Nicolai 
Filippa,  &       I 

Maddalena  — --i 

Amicus  filius  difti  Zenobii ,  &  Frater  difti  Amaretti  de 
Manneilis  ,  & 
Antonius    •— ] 
lacobus             ^  cìus  filii  • 
Margherita 1 

Bertus  filius  naturalis  di£Vi  Zenobii 

Cciftofanus  Lapi  vocatus  Compagninus  Compagnini — 

Nicolaus  q.    Francifci 

Domina  Sifmundaljj,;^         jj^„i„;  ^ppi 
Domina  Caterina  J  ^  rr 

Andreas  filius  naturalis  di8:i  Arnoldi  Dom.  Coppi 

Sander  fiiius  naturalis  difti  Francifci -■ 

Omnes  de  Manneilis  deFlorentia. 
Tom    XIV.  K  Re- 


258  MONUMENTI. 

Renuntiaverunt  Conforterie  ,  &  prò  novìs  armis  af* 
fpmpferunt  unum  fcutum  divifum  colore  rubeo  ,  8c 
albo  A  fgnembo  colore  albo  ex  parte  fuperiori  co- 
lore tubeo  inferiori  cum  una  palla  alba  in  campo 
j-ubeo  Se  palla  rubea  in  campo  albo  ,  &  volunc  de 
cecero  aominari  ilii  de  Pontigìaais  de  capite  Pontis  • 


1^61.  d'e  9.  Oftobris, 
Ser  Pierus  fi),    q.  No£tii  dudum  de  iudis  d?  Fiorenti* 
Nofiius  j  .i  .1   -| 

Tommafqs  | 

PauUis  V-  filli  diCli  Ser  Pieri 

Michael  I 

$cv  Gaburellus  ^^^^ 
Gherardus  fìlius  q,  No£lii  dp  Iudis  \ 
filippus  riiiu:^  diéli  Gherardi  J 

l^iccoiaus  filius  q,  Bindi  q.  diftì  Noftii  ,3cdixerunt  f© 
velie  appellati  de  No6Vns ,  &pro  novis  armis  afTum- 
pfcTUnc  fcutum  cum  campo  azzurro  ,  &  una  sbarra 
prò  parc^  alb*,&  pro  parte  Qrocea  a  fummitatibus 
9cuca. 

i9<Sl.  die  xj.  Oftobris  a  19. 
Bertus  q.  Lapuccii  de  Nerìis  popuU  S,  FcUcìCatis ,  ^ 
Domina  Nanna  eius   fìlia  > 
Federigus  frater  Naane    J 
^indus  fiiius  q.  Lapi  de  Nerlis 
Mariostus    —--1 

Pulifana  >  fìlii  di£li  Bindi 

Ifabetta    ^— ^J 
^ellinus  q.  Dini  de  di£bis  Nerlis  pop,  S.  Simon» 
Margherita  filia  q.  lacobi  fìl.  difti  Dini 
Lofus  q.  alrerius  Lolì  de  diftis   Nerlis  ,  &  — | 
Filippus  eius  frater  1 

Domina  Adola  eorum  mater      »-..<-      r  ^  --    >  *^-^ 
Tonimafqs  q.  Mafchini  de  Nerlis 

p-'^pp^}  filli  Biadi  Stoldi  Tani  Nerli 

^Oadi'^lli'}^"'  q.  Joannis  Lapi  de  NerHs 

£c  prò  novis  armis  elegerunt  fcutum  divifum  in  parto 
i"u^?fiofi  colorii  aurei }  &  in  parte  inferiori  colorij 

ni- 


MONUMENTI.  259 

nigrì ,  &  dixerunt  fé,  &  fuos  velie  de  cctero  no« 
mmari  de   Gherardeichis  de  Burgo  S.  lacobi . 

Die  XI.  Oftobris    1351.  a  21. 
Tribaldus  q.  Cantini  de  landonatis  ,  & 

Cantinus 1 

Ifabetta  j 

Tancia  | 

Ioannes   — -J 


Elegerunt  prò  novis  armis  fcuto  cum  campo  ad  au- 
rum  cum  duabus  liftis  azzurris  ex  tr?f)Ìverro  5c 
dixerunc  fé  velie  nominari  de  cecero  de  Ridoìfefchis 
delia  Torre  • 

Eadem  die  . 
Gherardus  fil.  q.  Gualcerii  de  JSardis,  & 
Niccolaus,&-)^;     g,ij 

Verius  J 

Dixerunc  fé  de  cecero  velie  vocarì  dal  Poggio  dì 
Piano  di  Ripa  ,  &  prò  novis  armis  afTumpferun^  unum 
fcutum  cum  campo  albo  fine  ulla  aliqua  re  in  cam- 
po predifto . 

Eadem  die  ,. 
Rinaldus  q.   Giannozzi  de   lanrigliazzìs  »  &\ 
Njcolaus  q.  Germi  de  Sommaria    —  J 

Procurarores  Nobilis  ,  &  fapientis  viri  Dom.  Loifgii 
q.  Nerii  de  Gianfigliazzis  ,  &  diftus  Rainaldus  prò 
feipfo  ,  &  filiis  luis,  dixerunc  diftus  Dom.  Loifius , 
&  Ra  naldus  velie  de  cecero  appellar!  de  Turris  feu 
della  Ttrre,  &  prò  novis  armis  adumpfere  fcucuoi 
cum  campo  albo  cum  turri  rubila  . 

1361.  Eadem  die  . 

Dcminicus,  &  >  fihi  q.  difti  Ciampoli  de  Cavalcantibus 

Ciampolus      J     dixerunc  fé  de  cecero  velie    appeliari 

de  Giampoli-  ,  &   prò  novis  armis  elegeiunc  fcutum 

cum  campo  albo  cum  cruce  rubea  cum  quaruor  ftellis 

coloris  azzurri  fcilicec  una   in  quolibec  quarcerio . 

Eadem  die . 
Ruftìcus ,  &  \  filli  q.  Mafini  de  Cavalcantibus  dixerunc 

Clone /    fc  de  cecero  velie  appeliari 

R  »  5c  prò 


2(50  MONUMENTI. 

8c  prò  novis  armis  afrumpferunc  fcutum  cum  cam» 
pò  albo  cum  uno  podio  rubeo . 

Eadem  die     a  24. 

Nerlus  q.  Batis  de  Batinis  de  Florentia  afT^rens  fé  nul- 

lum  habere  confortem  renunciavit  nomini ,  &  arme 

cognationis  fue ,  &  volens  effici  Popularis,  dixit  fé 

de  cecero  velie  appellar!  de  .......  &   prò  novi* 

armis  afTumpdt  fcucum  cum  campo  ad  quarterios 
nigros,  &  giallos,  &  cum  una  fpata  alba  cum  punta 
rotunda  per  longum  ,  Se  in  medio  difti  fcuci ,  & 
dixit  fé  de  cecero  velie  appellati  Nerius  Bacis  de 
Batinis  de  Foro  Novo. 

I3<5f.  die  XI.  O3:obrls^24. 
filìppus  Gherardi   q.  Nc£tii   dudum  de  ludìs 

Noftius,  &  \    filii  Ser  Pieri  q.  No£tii  predifti  ratifi- 
Tommafius  J     caverunt  alias  gefta  in  tali  caufa  a  Ghe» 
rardo  ,  &  Ser  Piero  . 

13(^1.  die   12.  Oftobris. 
Alblzzus  q^  Manni  Dom.  Lotti  de  Alleis  pop.  S.  Marie 
Maicris ,   & 
Antonia  eius  filia  ,   & 
Domina  Lifa  fiiia  qu.  difti  Manni ,  &  uxor  qu.  Litii 

Manmrs^tius  q  Francifci  Manni  difti  Lotti  inftlis  ,&: 
Fr.    MsfTus  q    Manni  Dom.  Lotti ,  & 
Gerius  q.  Arrighi  Angelonis  de  Alleis 

Lucia,  éc 1 

Albiera 

Arrigo  ,   & 

lacobus 

Domina  Ioanna  ,& 

Dom  Selvaggia  — • 

Terius  q.  Garoccii  de  Alleis 

Biagio , 

Marchionne     | 
Caroccio  | 

Ciuta  I 

Gregorio    — J-  filii  difti  Tierii  Caroccii  de  Alleis  dixe- 

runc 


filii  difti  Gerii  ^.  Arrighi ,  Se 


M   0,N    U    M    E    N    T   I.  2<jr 

sunt  fé  de  cetero  velie  appellati  de  Scslognìs,  v^-  prò 
novis  armis  elegcrunc  icucum  cum  campo  a.bt) ,  &  cru- 
cerubea,&  circumcirca  Icutum  line  rcftu  Icrflogncr. 

i;5i.  die  12.  0£ì:obris  . 
Tommafus,  &  >  fiìii   q.   Bonaccuriii   Baulinaccii  de 

Arrigus J  Adimaribus  ,  & 

Kindus  fìiius  q.  BaidiiiiiCCii  de  Adimaribus 

Balditiaccius j 

Aftavianus 

Bonaccurfus 

Simon 

Antonius ì-  fili!  diftl  Tommafii  ,  dixerunt  fc  do 

cecero  velie  appellali  de  Bcnaccurfis  de  S'.  Crifto- 
phoro  ,  &  prò  novis  armis  ailuTìpferunc  uaum  icu- 
tum coloris  aib;  circumdatum  fregio  addentellato 
coloris  gialli,  &  azzurri  ,  &  in  campo  albo  crucena 
rubeam. 

Endem  die  .  /?  2p. 
Schiattiaus  q,  Rancrii  Dom.  Fini  de  Benzis  de  Fighino 
Lapus  q.  Barcoli  de  diftis   Benzis 
Schiatta  fìliU>  difti  Dom.  Fini,  & 

ri"L°r V       r    fraties  di£lj  Schiartiri  Rancrii,  & 

Uom,  lommalu:.  J 

Filippi ,  &    \    filli  q.  Francifci  Guidaccili   de 

Albizi  '  J  Benzis ,  & 

Andreas  q.  Bachini  de  Benzis,  & 

Ser  Naftafius  q.  Betcini  vocati  Scalze  de  diftis  Benzis  ,& 

Scolaius  Nerii .   &    — .-j  de  Benzis  dixerunr  fé  de    ce- 

Paulus  eius  filius,&     j     tero    vQÌh    appelìari    illi   do 

Fredius  q.    Soldi  |     Ca?leilo  de  Fighine,  &  prò  no» 

Mafus  q.  Nerii —i    vis  armis  allQmpfeiunc    fcu^ 

turti  album  cum  sbarra  rubea. 

(  Ex  margine  )  Ser  Riftorus  Ser  iacobi  Not,  rogat.  de  man» 

dato  ,  leu  procura  . 

ijtJi.  die   12.  OfVobrss , 
Bernardus  q.  Bindi  q.  Dcm.  Bernardi  ,  & 

Bernardus  vccatus  Alaccione  q.  Teghie   Domìni    Ber- 
nardi de  Caftro  novo  S.  Marie  Novelle  de  Cbianri, 
de  dom© ,  &  progenie  Nobilium  de  Moiitc-  Rinaldi ,  & 
R  3  Gian- 


202  MONUMENTI. 

Gìar.c!onatus  q.  Tcghie  Domini  Bernardi  predici ,  Sc 
1       I...O  v^nii»  q^Tribaldi  vocaci  Panziera  ohm 

Ioannes  — — — — ' 

Guccius  filius  q.  Bartoli ,  q.  Triba!di  prediali;  omnes 
de  domo,  feu  progenie  rupradi(5ta;  dixerunt  le  de 
cererò  velie  appeliari ,  &  nominari  de  Bernardis  de 
Caftello,  &  prò  novis  armis  elegerunt  fcurum  cum 
campo  rubeo  cum  uno  leone  addogato  per  tranfverfo 
de  albo  ,  &  nigro  . 

Eadem  die - 
PaiHera  q.  Lapi  de  Grignano  Comltatus  Florentie 
Arrigus  eius  filius 
D^minus  Fruofìnus  q.  Lapi ,  & 
Bcrrinus  &  Nicolaus  iìlii  q.  Gerii 
Filippus 

Anronius  filius  q.  Petrì 
Uurentius ,  & -,  ^j;j  jj^,j;  ^ 

Lconardus J 

Giacobi,  &   ì.fi,iiq.  Andrea 

Omnei  de  domo  feu  progenie  de  Nobifìbus  de  Gri» 
gnano  dixerunt  fé  de  cecero  velie   nominari  ,  &  ap- 
peliari de  ......  &  prò  novis  arm  s  aflumpfcrunc 

unum  fcurum  cum  campo  giallo  ,  &  monte  nigro  , 
cum  UDO  fcuticciolo  in  di£ì:o  monte  coloris  albi  cuti) 
cruce  rubea  . 

i3<Ji.  die  12.  Oftobris  a  ji, 
Nicolaus,  &  \  filii  q.  lacobi  Guiduccii  de  Mannellis 

Guido  —    jT  de  Florentia 

Mannellus  fi!,  naturalis  feu  ex  quocumque  q.  d.  lacobi 

Andreozzus  filius  q.  difti  Guiduccii 

Et  dixerunt  fé  velie  appeliari  de  Piazefgiafiis  de 
pede  Pontis,  &  prò   novis    armis  elegerunt  Icutum 

'  partim  album  partim  rubeum  ad  fcliifum  rubeum 
fcilicet  ex  parte  fuperiori  cum  duobus  nicchiis  in 
campo  predifto  ,  rubeo  f^ilicec  Uno  in  campo  albo, 
&  albo  in  campo  rubce  • 


MONVMENTl,  ^(Jj 

Eadem  die* 

Ceppila  rrr-    --^ 

Francifcus  ,  &     | 

Ioannes  '■  '  •  - ' — L  q.  Simonis  de  Nerlìs  (3iX(?rtìnt  Ce 
de  cetero  veile  ncrninati  (ie  .**...  &:  prc  novisl 
armis  elegerunt  fcururn  ciim  Campo  giallo  intusiinO 
lille  >  medio  albo,  &  medio  nibeo  per  longum. 

Èadem  die  . 
Fr.  Tommafius  fil.  q.  Cionis  de  CavàlCantibus 
Bice  iìlius  difti   Cionis 

Di)ccrunt  fé  de  cecero  velie  appellari  de  Podio  Po- 
puli  PJi.bis  de  Remale,  &  prò  novis  srmis  afTum- 
pferunt  fcurum  cum  campo  albo  cum  uno  pudio  ru* 
beo  in  ip(o  campo  é 

Ex  Libro  XXlì.CapituIotum  cxiftente  ad  Refotmationes. 

1371.  die  i.  menfls  Msrtii  * 
Nobilis  vir  qti.  Pagnozzì  de  TornaquinciS  dixit  fé  de 
cetero  velie  appellati  de  Cardinalibns  ,  &  prò  novis 
armis  afTumprit  fcutum  prò  cimidia  in  parte  fiipe* 
riori  coioris  aurei ,  &  ìnferius  colcris  viridis  <  &  in 
medio  arma  pcptili  ,  &  cum  «no  fregio  circumcixca 
iplbs  campos  ct/kriì  aurei  ,  &  viridis» 

1571.  die   ao.  Martii . 
NobHes  viri 

Ubertus,  &  "ì       o       •  j    w  /i-   u*      <?* 

Chnftorcrus  q.  Dominici  filins  olim  Ugonis  filius  q. 
Pazzi  Bu'lichi,  fcu  de  Biiftichis  pred:£tis  d'XefunC 
fé,  &  fuGS  defcendentes  velie  de  cecero  nominati, 
&:  appellarl  de  Bonarrtichìs ,  &  prò  novis  armis  ele- 
gerunt  fcutum  a  medio  fupra  ccluris  albi  intus  cru- 
cem  rubeam,&  a  medio  infra  colpris  azzurri  intuS 
cum  tribus  enfibus  coloris  croceT,  &  circumcirca 
ipfos  ambos  campos  uno  fregio  coloris  nigri ,  &  cum 
Uno  alio  fregio  coloris  nigri  inter  duos  campos  * 


R  4  «37i. 


2(54  MONUMENTI. 

1372.  die  5.   Februarii, 
Nobiles  viri 

laccbus  &  ■>        p      i  i  B^      j.    ^  —, 

Andreas      J    *■ 
Bartoius  ">         n   t.     .• 
A»toniuJ'3    '^"b"" 

Bonifttms,&    \  q. Domini  Ormanni 

Ghcrardus  Pieri  Ubetti 

Angelus,  &  -| 

Gherardus        ^  q.  Zenobìi  Domini  Gherardi 

Ioannes  J 

D.  Agoftanza  vidua  uxor  q  D.Zenobii  mater  prcdiftor. 

Ghinus  q.  Domini  Roberti 

Bartolomeus  q.  Domini  Gherardi 

Dominicus  q.  Francifci 

Guccius   q    Simonis 

Guiglìelminus  q.  Simonis 


Omnes  de  domo  de  Vicedominis  dixerunt  fc  de  ce- 
rerò velie  appellari  de  Corcigianis  ,  &  prò  novis  armis 
afTumpferunt  fcucum  cum  campo  ad  aurum  ,  &  in 
ipfoleonem  nigrum  rampantem  cum  artigiis  rubeis , 
à  cum  quoddam  fcudicciolo  armorum  populi  Fio- 
rentini in  medio  leonis  cum  lilla  nigra  circamcirca 
diftum  campum. 

1372.  die  primo  Aprilis. 
Nt^biles  Viri  Niccolaus  q.  lohannis   Baldi ,  &  "> 
Ludcvicus   q.  Domini  Bindi     ■  J 

della  Tofa  de  Fiorenza  dixerunt  fé  de  cetero  velie 
appellari  de  Bilifardis  ,&  prò  novis  armis  afTumpfc* 
runt  fcutum  cum  parte  fuperiori  aurei  coloris  cum 
arma  populi ,  &  in  parte  inferiori  coloris   nigri ,  & 

in  parte   inferiori  aurei quibufdam  pallis 

rocundis ,  6c  duabus  crucetcis  aureis  infra  nigris  fupra, 

1372.  die  28.  lunii  . 

Nobilis  Vìr  Ioannes  q.  Francifci  vocati  Cepolls  de  Adi- 

maribus  pupillus    cum  confenfu  Andree  Pachii ,  & 

Benedici  Foligni ,  &  lohannelli  Manni    de  Adima- 

ribus,  dixic  fé,  6c  fuos  de  cetero  velie   nominari 

dQ 


MONUMENTI.  l6^ 

He  Benziis»  8c  prò  novis  aroiis  elegie  fcutum  cum 
campo  divifo  per  longirudinem'  parte  anteriori  co- 
loris  auri ,  &  alia  parte  azzurri,  &  in  medio  fcu* 
dicciolum  colcris  albi  cum  cruce  rubca . 

i;72.  die  ao.  Novembris  . 
Nobilis  Vir  Carlus  Taddei  de  Nerlis  de  Florentia  dixit 
fé  ,  &  fuos  defcendentes  de  cetero  veiie  appeDari 
della  Piazza  .  &  prò  novis  armis  afiumpfic  fcutum 
cum  parte  fuperiori  alba  intus  cum  cruce  rubea  , 
&  parte  inferiori  divifa  ad  fcdifa  ex  parte  fuperiori 
colons  crocei  ,  &  ex  parte  inferiori  color^s  rubei  ,  & 
in  medio  dift'  rum  camporcm  unam  liftam  coloris  az- 
zurri »  &  circumcirca  di^os  campos  unam  liftam 
coloris  nigri  • 

Anno  1372.  die  3T.  DeccmbrÌ5. 
Politus  q.  Domini  Guglieimini  q  de  Frefcobtldis  de  Flo- 
rentia ,  & 
Pepus  eius  fìHus .  Dixerunr  fé  de  cetero  veFe  appel- 
jari  de  Rmeriis .  6c  prò  novis  armis  aflTumpferunt  unum 
fcutum  cum  campo  azzurro  cum  uno  capite  leonis 
gialli  cum  dentibus  albis  in  medio  di£Vi  campi . 

Ex  Libro  38,  exiftence  ad  Reformaticnes  a  200, 

IN  Dei  nomine  Amen  .  In  prefenti  Libro  tenendo  in 
Artnario  Cappr»lle  Dominorum  Priorum  Artium  ,  & 
VexìlUferi  luftitie  Populi ,  &  Communis  Florentie  fcrì- 
bentur  ,  &  fcripta  reperientur  infrafcripta  ,  ccntinentia 
renumptiationes,  que  fient  per  Magoares,  qui  benefìrium 
populariratis  confecuti  de  eorum  confortibus  ,  &  agnatis 
Magnacibus  ,  8c  de  armis»  &  fignis  fue  doraus  ,  &  eie- 
Orione  ,  &  afTumptione  novorum  nominum,  feu  cogno- 
minum,  &  novorum  Armorum  ,  &  fignorum  fecundum 
Ordinamerita  diftiComunis  »  qui  Liber  fuit  inceptus  per 
me  Sfc?r  Vivianum  Neri  Viviani  de  Sambuco  Civem  ,  & 
Notarium  Florentinum  Scribam  Reformaiionum  Confilio- 
tam  di£li  Populi,  6c  Communis  anno  1378. 


Dit 


2(56  MONUMENTI. 

pis^.  Augufti  1378. 
Nobilìs  Vir  RaìneVius  fil.  q.  lacobi  vocati  Grafitno  és 
Squarciaiupis  de  Ficrentia  per  feipfum  ,  Se  fuos  de» 
fcendcnces  pei*  lineam  mafculinam  cbtenro  ab  op" 
portunis  confiliis  beneficium  popularitacis  per  fé  « 
&  fuos  defcendentes  mafculos  volens  obcemperare 
provìfioni  fafte  de  menfe  Augufti  1551.  ccmparuit 
coram  Dominis  Prioribus  ,  &  renumptiavit  Confof- 
terie,  &  agnationi  omnium  fuorum  Confortium  ,  fcU 
coniun£tcrum  per  lineam  mafculinan?  Mag^atorum  , 
&  de  demo  Magnarum  Civiratis ,  &  Comitatus  Flo- 
rentie,  &  modis,6^  nominibus  quibus  fupra.eligic 
fibì  alia  arma,  feu  conforterie  videlicet ,  Campunt 
quod  dimidia  ex  parte  fuperiore  aureum ,  five  gial- 
lum  cum  una  palla  alba  cum  cruce  rubea ,  &  prò 
alia  dimidia  ex  parte  iufcriori  rubeum  ,  &  dixit  le, 
&  fuos  defcendentes  per  lineam  mafculinam  velie 
appellar! ,  &  nominati  deinceps  della  Cafa  de'  Fipo- 
poli,  &  ipfum  nomen,  feu  cogncmen  de  Fipopuli 
fibi  eiegit  penitus,  &  afTumpfit,  quo  nomine,  fea 
cognomine  de  cetero  appellacur,  &  ncminetur  * 

Die  X.  Novembris  1378. 
Ncbilis  Vir  Ioannes  natus  q.  Domini  Pini  Dom.  Ioannis 
de  Rubeis  de  Florentia  ut  fupra  ,  eiegit  fibi  proar- 
mis  campum  album  in  clìpeo  cuti  cruce  rubea,  & 
circumcirca  circulum  coloris  rubei ,  &  velie  fé  ,  & 
fuos  nominari  de  Stoldis. 

Die  4  Decembris  137^. 
Nobìlis  Mlles  Dominus  Onofrius  natus  q.  Egregii  Militìs 
Domini  Berne  de  Rubeis  de  Florentia  ,  eligit  prò 
armis  campum  rubeum  in  clipeo, &  in  medio  dicli 
clipei  rofam  magnam  prò  maiori  parte  diftutn  cli- 
peum  ccmprehendcntem  coloris  crocei,  feu  gialli, 
&  velie  (e ,  &  fuos  defcendentes  nominari  deincepS 
de  Rofolefis . 

Die  it.  Februarii   1378. 

Ncbilis  Vir  Dominus  Albizus  ,  & ,  / 

Barna,  &  >• 

Laurentius  ■  — — — t-  fratres  filn  qu. 

No- 


MONUMENTI.  2^7 

NobiHs  Miliris  Domini  Darne  de  Rubeis  de  Flnren- 
tia  eligcrunt  fibi  arma  cum  campo  rubeo ,  &  ia 
medio  di£Ve  arme  rofam  magnam  comprehendentem 
maicrem  partem  di£li  clipei  coloris  crocei,  feu 
gialli,  &  velie  appellar! ,  &  nominari  de  Rofolelis  . 

Die  22.  Martìi  1378. 
Nobìlis  VirRiccardus  Tommafi  Dom.  Riccardi  de  Bardis 
de  Florenrja  &c.  eligit  fibi  prò  armis,  feu  fignìs 
fuis  fcurum  cum  mediecare  campi  albi,  Scaliame- 
dierare  crocei  ,  Uve  gialli  ,  cum  criice  rubea  ,  &  cum 
quinque  piccionibus  ex  traverfo  per  medium  l«uti , 
quorum  medietas  eft  coloris  rubei ,  &  alia  azzurri  » 
&  velie  fe,&  fuoi  nominari  de  Collina. 

Die  II.  Mail  1379. 
Nobilis  Vir  Andrea  Bctri  Vannis  de  Gherardinls  de  Fio- 
rentia  eligir  fibi  fcutum  cum  tertia  parte  fuperiori 
coloris  albi  cum  cruce  rubea  ,  &  toro  refiduo  difti 
fcuti  coloris  crocei,  five  gialli,  cum  quodam  monce 
coloris  azzurri,  &  duobus  variis  vivis  ,  &  propriis  , 
&  naturslij»  coloris  afcendennbus  d  ftum  montem  » 
&  dixir  fé  ,  ì&  fuos  dcfcendentes  velie  nominari  de 
Fiovanefcbis . 

Die  2  , ........  T379. 

Nobiles  viri   Rìdolfus,  &  i  filii  q.  lacobi  de  Cavalcan- 
Quido    — — J     tibus  clegerunc  fibi  prò  ar- 

mis clipeum  cum  campo  albo  ,  &  cruce  rubea  vefti- 
tum  azzurro  ,&  circumdarum  amigdolis  albis  in  cam- 
po rubeo,  &inter  quaslibet  quatuor  amigdolas  cuni 
liftìs  azzurris  ,&  velie  fé  ,  &  luos  dcfcendentes  vo- 
cari  de  Cavallefchis . 

Die  i^.  Februariì  i^^p. 
Nobilis  Vìr  Antonius,  q.  Tommafi  Domini  Lotteringhi 
de  Rubeis  eligit  fibi  prò  armis  fcurum  cum  campo 
rubeo  ,  &  in  medio  ipfius  fcuti  unum  pahtium  five 
tiirrim  albam  ,  &  in  ipfo  acuto  unum  fcutum  cum 
campo  albo  ,  &  cruce  rubea  ,  &  ex  parte  fuperiori 
didi  fcuti  bandaoi,  feu  liftam  coloris  azzurri  cum 

liliis 


168  MONUMENTI. 

liliìs  aureis ,  &  raftello  rubeo,  Se  velie  fé  appella- 
ti I  &  nomihari  >  6c  l'uos  ,  de  Locteringtiis  de  Viciano  • 

Die  ly.  Februarii  1379. 
Nobilis  Vir  Sander  q.  Simonis  de  Tornaqninciis  cligic 
fibi  prò  armis  fcutum  cum  campo  aureo  live  giallo, 
&  in  medio  difti  fcuti  unum  girum  rotundum  par- 
vum  cum  campo  albo,  &  cruce  rubea  ,  &  circum- 
circa  diftum  rotundum  primo  de  n>gro  ,  poftea  de 
viridi  ,  &  velie  fé  ,  &  fuos  vocari  de  lacopis  de 
Florentin . 

Die  ip.  Februarii  1379. 

Nobilis  Vir  Zauobius  Maraboccini  de  TornaquìncHs  de 
Florenria  elegie  libi  prò  armis' fcucum  cum  campo 
aureo,  five  giallo,  &  fcurum  veftitum  viridi,  Sciti 
medio  unum  girum  campi  albi  cum  cruce  rubea, 
/  &  circumcirca  ipfum  girum  de  nigro  primo ,  &  po- 
llea  de  viridi,  &  velie  fé  ,  &  fuos  nominari  de  Ma» 
rabottinis. 

Eadem  die  . 

Providus  vir  Pierus  Silii  de  Serraglis  de  Florentìa  eligit  fibi 
prò  armis  fcutum  cum  liftis  ex  tranfverfo ,  quarum 
prima  eft  coloris  azzurri ,  relique  una  poft  aliam 
medio  rubei ,  &  medio  coloris  aurei,  five  gialli, 
cum  una  lifta  a  capite  fcuti  ufque  ad  fiaem  per 
medium  fcuto  coloris  azzurri,  &  in  capite  iplius 
Jifte  unum  lilium  coloris  aurei,  &  in  medio  ipfius 
fcuti  fiiper  liftas  una  veges  coloris  terrei  ,  &  velie 
fé  ,  Se  fuos  nominari  dalla  Cella, 

Die  20  Februatli  1379.  n  208. 
Nobilis  vir  Lc£tus  q.  Simonis  de  Aileis  de  Florentìa  eli* 
git  prò  novis  armis  fcutum  cum  campo  azzurro ,  Se 
circumcirca  Icutum  de  rubeo ,  &  in  medio  fcuti  ro- 
tundum album  cum  cruce  rubea  ,  &  f e  ,  &  fuos  velie 
denominaci  de  Liberalibus  . 

Eadem   die  . 
Nobilis  vir  lacopus  q.  Federigì  de  Soldanerils  Spetlarlus 
civis  Florentinus  dixit  fé  de  cetero  velie  appeliari 

de 


MONUMENTI.  l6^ 

de  Romtnefchis  de  Porrà  RofTa  ,&  fibi ,  &  fuis  prò 
nevis  armis  eligit  fcutum  cum  campo  aureo,  (ivo 
giallo  cum  porta  rubea  ,  &  fcuco  circumdaco  vario  . 

Die  14.  eiufdem  menfis. 
Nobilis  Vir  Francifcus  q.  Lapi  della  Trita  de  Adimaribus  , 
dixic  fé  de  cererò  velie  nominari  de  Francelchis  dei 
Corfo  ,  &  prò  novis  armis  fibt  a  fiiiis  eligit  fcutum 
cum  campo  rubeo,  cum  uno  leone  ramo*,  ite  medio 
vìdelicec  ex  parte  inferiori  coloris  azzurri  ,  èc  in 
di£lo  campo  unus  parvus  icucus  campi  albi  cun) 
ccuce  rubea. 

Die  iS,  Februarli  1379. 
Nobilis  Vir  Lconàrdus   q.  Niccolai    de    Frefcobaldis    de 
Fiorenti»  dixit  fé  ,  Se  fuos  de  cetero  velie  nominari 
de   Callerata ,  &  prò  novis  armis  afTumplIt  fcutum 
cum  campo  albo  cum  grifone  rubeo . 

Die  29.  Februarii  1379- 
Johannes  filius  Bindi  Domini  lacobi  de  Bardìs  de  Floren- 
tia  dixit  fé  ,  &  fuos  de  cetero  velie  nominari  del 
Palagio, &  prò  armis  affumpfit  fcutum  colorii  cro- 
cei ,  five  gialli  cum  quatuor  raftellis  coloris  az- 
2urri  ex  parte  fuperìori  cum  punftis  aìbu  ,  &  in 
medio  torciam  rotundsm  ccloris  azzurri ,  &  intr» 
ìpfam  .......  coloris  albi . 

Eadem  die . 
Nobilis  Vir  Galeatìus  qu>  nd.  Ioannis  de  Donati»  de  Fio* 
rentia  dixit  fé,  &  fuos  delcendentes  velie  de  cete- 
ro nominari  de  Bellincionibus,  &  prò  armis  afTum» 
pfit  fcutum  campi  rubei  cum  uno  rorundo  in  me- 
dio coloris  albi ,  &  in  medio  rotundi  unum  leonem 
proprii ,  &  naturalìs  coloris,  &  alium  fcutum  par» 
vum  coloris  albi  cum  cruce  rubea  in  parte  iuperiori. 

Die  8.  Martii  1379. 
Nobilis  Vir  Leonardus  q.  Bcn^^rdini  de  Frefcobaldis  de 
Florentia  dixit  fé,  &  fuos  de  cetero  velie  nominari 

de &   prò  armis  eligic  fcutum  cum 

par- 


27^  M   O   N  ,U   MENTI, 

parte fuperiorì  coloris  crocei,  flve  gialli  ,&  ex  parte 
inferiori  coloris  rubei  ,  &  in  dif^a  inferiori  parte  tres 
roccos  coloris  albi  cum  aliquibus  fregis  nigris ,  & 
unam  crucem  rubeam  coniprehendencem  a  capite  difti 
fcuti  iifque  ad  pedes  ,  &  in  iunftura  di£te  crucis 
unum  rocundum  coloris  albi  cum  uno  lilio  coloris 
rubei . 

Eadem  die  . 
Simon  q.  Accorri  de  Pazzis  per  medium  Sapientis  viri 
Domini  lohannis  Dom.  Scholai  procuratoris ,  &  pro- 
curatorio nomine  dixit  fé  de  cetero  velie  nomi- 
nar!.  &  appeilari  de  Accorris ,  &  prò  novis  armis 
afTumpfic  fcutum  cum  campo  medio  rubeo  ,  &  medio 
•Ibo  per  re£tum  ,  &  in  parte  rubea  Icutum  parvum 
campì  albi  cum  cruce  rubea  ,&  in  medio  diài  fcuti 
una  luna  magna  cuius  medietas  protenfa  in  parte 
rubea  erat  alba ,  &  medietas  protenfa  in  parte  alba  « 
erat  rubea. 

Die  X»  Martii  1379.  a  irr» 
NobilesViri  Cìprianus.  &  ■>  qu.  Giachinotti  de  Torna* 
lacopus  ■    J     quinciis ,  ut  de  eorum  pro- 

cura conftat  marni  Ser  lacobi  Venture  Bartoli  de 
Linari  Civis  Fiorentini;  dixerunt  fé  de  cetero  velie 
nominari  de  Giachìnottis  ,  &  prò  armis  alTumpfe- 
runt  fcutum  cum  campo  albo  cijm  fcuto  parvo  in- 
corporato ,  five  in  medio  magni  fcuti ,  cum  ar- 
mis populi  Fiorentini  cum  quatuor  nicchiis  coloris 
azzurri  ìuxta  diftum  fcutum  parvum  unum  ex  patte 
fuperiori,  &  duos,  videlicet  unum  ad  dexteram,  & 
alium  ad  lìniftram ,  &  fcutum  magnupi  veftitutn 
circumcirca  de  tubeo. 

Die  14.  Martìt  1379. 
Nobilis  &  fapiens  vir  Magifter  Petrus  q  Barne  de  Pulcif 
de  Florentia  dixit  fé,  &  fuos  velie  de  cetero  nomi- 
nari  de &  prò  armis  afTumpUt  fcu- 
tum coloris  albi  cum  una  liflra  in  medio  per  lon- 
gitudinem  coloris  rubei  cum  tribus  rofis  albis ,  &  ex 
una  parte  difti  fcuti  »  alium  eiufdcm  coloris  alili 
cum  cruce  rubea  . 

Die 


MONUMENTI.  27I 

Die  aj.  eiufdem  menfis  . 
Nobilis  Vir  Bernardus  q.  Agli  de  Aglis  dixit  fé,  &  fuos 
de  cererò  velie  nominsiri  de  Caris  ,  &  prò  novis  armis 
afìumpfir  Jcucum  cum  campo  azzurro  ,  &  circumcirca 
de  croceo,  (ive  giallo  cum  lunìs  ,  &  pu:  tis  rubeis , 
&  in  difto  fcuto  ramura  rofarii  viridi  cum  rofa  al- 
ba, &  in.medio  role  circulum  album  cum  cruce  rubea  • 

Die  5.  Aprilis  1380. 
Kobilis  vie  Ioannes  Guerre  de  Ghery.rdinis  Civis  FIo- 
rentinus  dixit  fé  ,  &  fuos  de  cecero  velie  nominari 
de  Morite  Ricorboli,  &  prò  novis  armis  afiumpfic 
fcutìim  cum  campo  azzurro  cum  uno  monte  terrei 
coloris ,  &  fuper  monte  una  olivus ,  &  in  difto 
^cucp  due  &€ÌÌQ  auree. 

Die  ip.  Mail  13S0. 
Nobilis  Vir  Aghinolfus  q.  Chetici  de  Pazzìs,  &  ut  Pro- 
curator  Nerii ,  &  Poldi  fratrum  &  fìliorum  q.  alterius 
Poldi  q.  Cberici  predifti  de  Pazzis  dixit  fé  &  pre- 
diftos  de  cererò  velie  nominari  de  Aghinoliis  ,  & 
prò  novis  armis  adumpfit  fcutum  cum  campo  medio 
mbeo ,  &  medio  albo  cum  duabus  maccis  ex  tranf- 
verfo ,  quarum  utriufque  mcdietas  erat  rubea  in 
campo  albo,  &  ajia  medicras  alba  in  campo  rubeo, 
§c  fcucus  vellicus  crac  azzurro. 

Eodem  menfe  a  214. 

Ncbilis  vìr  Zenobius  q.  Francifci  de  Agolanribus  Ciri* 
&  Campfor  Florentinus  dixit  fé ,  &  fuos  de  cetero 
velie  nominari  de  Fiefolanis ,  &  prò  novis  armis  af» 

2  fumpfic  fcutum  cum  campo  albo,  &  in  ipfo  unum 
falconem  nigri  coloris,  &  in  alia  finiftra  diftì  fal- 
conis  unum  rotundum  parvum  album  cum  crac© 
rubea r 

Die  17.  lunii  1380. 

Nobilis  Vir  Gherardus  q.  Gocci  de  Nerlis  dixit  fé  de 
cetero,  &  fuos  velie  nominari  della  Piazza  ,  &  prò 
armis  afrumpfic  fcutum  cum  campo  azzurro  ,  &  in- 
tus  unam  teftam  ,  feu  caput  cum  coilo  de  urfo  colo- 
ris crccei  I  leu  gialli. 

Die 


ITI  MONUMENTI. 

Die  22.  eiufdem  menfis . 
NobilisVir  Bafchiera  Francefchini  de  Tofmghls  de  Flo^ 
rentia  dixic  fé ,  &  fuos  velie  de  cererò  nominari 
della  Porca,  &  prò  novis  armis  afrumpfit  unam  por- 
tarti azzurram  in  fcuto  campi  crocei,  five  gialli, 
&  iuxta  porratn  in  larere  inferiori  difti  fcuti  unum 
F.  &  circumcirca  diétum  fciirum  de  rubeo  ,  &  in 
capice  fcuti  iuxta  diftam  portam . 

Die  27.  lunii . 
Nobilis  vir  Guido  q.  Domini  Francifci  a  la  Forefta  Ci- 
vis  Florentìnus,  olim  de  domo  Magnatum  ,  &:  pò- 
tencum  ,  videlicet  de  domo  Franzelium  ,  five  de  Ma- 
nettis ,  &.  hodie  popularis  dixit  fé  ,  &  fuos  de  ce- 
cero velie  nomi  ari  de  Foreftis ,  &  prò  infignis  af- 
fumpfit  unum  fcutum  parcitum  per  longum  duobus 
colo^ibus  ,  videlicet  prò  medietate  ex  latere  dextro 
de  colore  azzurro,  &  ex  lacere  finiftro  de  colore  ar- 
genteo ,  five  albo ,  &  per  tranfverfum  unam  liftam 
auream  five  croceam  . 

Die  29.  lunii  1580.  a  216. 
Nobiles  Viri  Francifcus ,  &  1  fratres  filii  q.  Angeli  de 

Matceus »  S     Cavalcantibus  dixerunC 

fé  de  cecero,  &  fuos  velie  appellati  de  MalateftiSfr 
&  prò  novis  armis  elegerunt  fcutum  cum  campo 
azzurro  cum  iifta  ex  tranfverfo  alba  in  medio  fcuti 
cum  tribus  quadris  rubeis,  &  amigdolis  incus  albis , 
&  in  parte  fuperiori  fcuti  fuper  lineam  prediftam 
duo  capita,  &  in  Iifta  unum  caput  leonis  gialli,  & 
fcutum  album  cum  cruce  rubea. 

Die  29,  lunii  1381. 
Nobilis  vir  Raynerius  q.  Donati  de  Tedaldinìs  de  FIc- 
rentia  dixit  fé,  &  fuos  velie  de  cetero  nominari  de 
Rayneriis,  &  prò  novis  armis  afTumpiit  fcutum  cum 
campo  viridi ,  &  in  ipfo  unum  agnum  coloris  albi» 
&  fuper  agnum  unum  fcutum  album  cum  cruce 
rubea. 

Die  17.  Augufti  1383. 
NcbilisVir  Guido  Dumir.ì  Francifci  della  Forefta, olIm 

de 


MONUMENTI.  275 

de  Magnatibus  Civicatis  ,&  Comitatus  Florentie  ,  vi- 
delicet  de  domo  de  Franzefibus  ,  five  d^  M-^netcìs 
prò  feipfo,  &  lic  patte,  &  iegipcimo  adminilhacore 

Arrighi    — '-J 

Jacóbi 

Bartolomei,  &       tnaiores  feptem  annis,Sc-) 

Kiccolai •  I 

Palle  infanns  fìlli   ipfius  Guidonìs ' 

dixit  fé,  &  prediftos  de  cererò  velie  nominari  de 
Foreftis  ,  &  prò  novis  armis  elegit  fcutum  cum  cam- 
po colcris  azzurri ,  &  in  medio  unum  leopardum 
fedentem  coloris  crocei  cum  collari  ,  &  catena  ad 
arpionem  ciufdem  colcris  argentei  fixum  in  latcr© 
dextero  fuperiori  didi  fcuti . 

Die  17.  lanuarii  13*5' 
Nobilis  vir  Marabottinus  q.  loannis  de  Tornaquinciis  de 
Florentia  dixi:  fé  ,  &  luos  defcendentes  velie  de  ce- 
tero  nominari  de  Marabottinis ,  &  prò  novis  armis 
afTumpfic  cum  protettatene  infraiVrjpta  fcutum  cum 
campo  ex  tranfverfo  divifo  ex  parte  lup^riori  colo- 
ris viridis,  &  parre  infericri  de  giallo,  Se  i'upcv  lii- 
6I0  campo  unum  leonem  giallum  in  campo  v  ridi , 
&  viridem  in  campo  giallo  cum  uno  fcuio  in  bran- 
chis  coloris  albi  cum  cruce  rubea ,  cum  condicione 
quod  fi  arma  predica  minime  a  Communi  appro- 
baretur  cligic  arma  eiufdeni  diviie  coi<  ris  azzurri 
ubi  e  fi  viridis,  &  coloris  albi  ubi  eft  gialius. 

Die  31.  0£lobris  1383. 
Pfovidus  Vir  Ser  lohannes  Se'r  Dominici  Pannochinì 
de  Forabofchis  Notarius  Flcrentinus  de  Magnar  b-is 
Civicatis  Florentie  ,  videlicet  de  Forabofchis  ,  &.  alx.it 
fé,  &  fucs  defcendences  d?  cetero  velie  nomi:iari 
de  Pannochinis,  &  prò  fuis  armis  aifump^ìt  fcu- 
tum cum  tertia  parte  fuperiori  colons  albi  Ciim 
cruce  rubea  .  &  aliis  partibus  inferioribus  cum  can- 
pò  etiam  albo  cum  lex  pallis  nigris ,  &  inrcr  p^icem 
iuperiorem,  6c  iaferiorem  lineam  nigram  appjiua. 


Tom.  XIV.  S  Con. 


2  74  MONUMENTI. 

Configllo  del  139J.  de'  Magnaci  fatti  Popolani  ; 
Da  Cartapecore  fpìcciolate  in  rotoli  pajìate  nella 
Camera  Fi/cale  r  anno  1747.  ora  alle  Riforma- 
gloni  5  num,  428.  Di  fuori  ;  Vepo  di  Mari f  nano 
de  Montebuoni^  che  forfè  fu  il  Notaio "*della 
prefente  tronca  Cartapecora . 

Magnates  qui  erant  de  numero  magnatum  de  anno  Mccc. 

nonagefimo  tertio  fafti  fucrunt  populares&ha* 

bentes  auftoritatetn  a  Balia  tunc  vigente 

&  eorum  nomina  « 


In  Dei  nomine  Amen .  Exlftentibus  nobilibus  &  pò 

tentibus  viris 
Domino  Mafo  Luce  de  Albizis  milite  prò  quart.  S.  Io  ^ 

hannis  Vexillifero  lulìitìe 
Ser  Iun£ta  Francifci  Noe.  ">  e  e  ir^y.^ 

Gherardozo  Bartoli  Filippi  Lanaiuolo  J  "'     -'    *    P  ^ 
lohanne  Francifci  Geli    ">  „„  ^  e  r-..,^: 

Pera  Pace  de  Baldovinettis  -  ">  5.  M.  Novelle 

Leonarcio  Dominici  Ritagliatore  J  ^      ^ 

Buono  Lippi  Ccfanario  &  i  o   t  » 

■D    .   1  «,       r*     ••  Q^  A      •    r  prò  quar.  S.  loaannis 

Bartolomeo  Uerii  btaderaioj  ^      ^  — — . 

Prioribus  Artium   populi  &  Communis  Fiorenti© 

"        &   prudentìbus  viris 
Antonio  Marignani   de  SafTolinio  Vexìll.-|  ■ 

Scalarum 
Angelo  Banchini  Pizicagnolo  V.  Nicchii        prò  quart. 
Gregorio  Fotti  Ubertini    Vexill.  Ferze         S.  Spiritus 
Mafìno   Ser  Francifci  Mafini  Vexil. 

Draconis         '  ' 

Nicolao  ìchannis  Buoni  de  Caftellanìs    -« 

Vexill.  Carrus 
lohanne  Francifci  Bucellì  V.Bovis  nigri        prò  qnart. 
Nicolao  Raynerii  de  Peruizis  Vex.  Leonis       S.  Crucis 

nigri 
Nicola©  iQhanais  BrigUario  Vex.  RotarumJ 

Marc© 


275 


prò  q.  S.  M. 

Novelle 


MONUMENTI 

Marco  Battoli  de  Boncianis  Vex.  Vipere  - 
Marco  Tt  mafii  Bartoii  iVierciario  VexilU 

Unìconii 
Dcminico  Brunetti  Magiftro  Vex.  LeoQÌs 

rubei 
Dom,  Nicolao  Pagnozii  de  Cardinallbus 

Vex.  Leonis   albi  J 

Lcfterio    Ncronis   Nigii  Vex.  Leonis  adn 

aurum 
Paulo  B.rti  Gratini  de  Carnefecchis  Vex.     prò  quart. 
^\          Draconis  S.  lohannis 

lacoboRoflì  Pell'pario  Vex.  Clavium 
Leonardo  Mazois  C*tjrazario  Vex.  Varii J  — — . 

Gonfalon.  Sctletat  populi  Civitatis  Florentie  & 
prudentibus   viris 


1    prò  quart 


Gregorio  Andree  del  Benino       — 

Laurentio  Fi  ;ppi  de  Machiaveilis        /"  e   e      • 

Michaele   D:otaiuti  Becchar  o    >     ^'  ^P^^itus 

Dom.  Antonio  Dom  Nicolay  de  AiDertis  -,     - 

Antonio  Ser  Uscnis  de  Orlandis  >  P*^°  'l"^.^'^' 

(    b.  Crucis 


Deo  Matcey    Bc-ntacoris 

Dom.  Rayaaldo  lannc-ziide  Gianfìgiìazis  -| 

lohanne  Tignolìni  Beilandi 

Michaele  Ugolini  Pianeilario 

Bardo  Nicoliiy  Luri  RiCtafedis 

Duci  Filippi   Campfore 

loliaane  lunftini  Magiftro 


.  proq.  S  M. 
J    Novelle 


y  prò  q.  S.  lohannis 


Duodecim  Bonis  viris  Comm  Florentie  & 


Laurentio  Duccii  Spetiario  ")  ..  e  e  •  •*  -i 

Roffo  Pieri  RoiT.  Forn,cUrio  I  P'°  I'''"-  ^^  Sp'"'"'  • 
Dominico  Marrhei  Bentacordi  —  "»  e  n       - 

Bettino  Dom.  Bindaccii  de  Ricafohs  /  P'°  '^'  ^-  ^^"^'^ 
Antonio  Dom.  Rainaldi  de  Gianfigliazzfs  1  prò  q.  S.  ?vl 
Antonio   Durancis   Linaiuolo  »  J     Novelle 

Benvenuto  Pieri  Setaiuolo       -| 
Luca  Ducei  Tiratorario  —       ^  pto  quar.  S.  lohannis 
Simone  D.  Pepi  de  Cavicciulis-' 


Cafitaneis  Fartis  Guelfe  Civitatis  Florentie  & 


S  ^ 


Lciflo 


Z'jG  M    O    N    U    xAl    E    N    T    I. 

Loìfio  Pieri  de  Canigianis  ')  or-.  •—, 

Piero  Siili  de  Serraglis  _  )  P™  ^""t-  »■  Sp.ntus     — I 
lacobo  Zenobi  Arnolfì     ">  n  ^       . 

Simone  Bordonis  de  Bcrdonibus  ■»  o  »»  »t 

Ipxcbo   Ricci  Fabro }  P^°  q.  S.  M.  Novelle 

Francifco  Neri  Ficravantis  ì  o    t  ,         • 

Matthco  Chdis  Pagnini  -  /  ?'"  ^"^^^-  ^-  ^^^^^^^'^  -j 
O^o  Cuftodie  difts  Civitatis  Florentìe  & 

Nicholao  loliannis  de  Uzzano  — - — =-j 

Duccio  Meglini  Campfore 

Alberto  Bonaccurfi  Alberti 

Ichanne  Lenzi  Ritagiiatore 

Piero  lohannis  Firenzis 

lacobo  2enobii  vocato  Gilio  Biadaiuolo  J 

Sex  Confiliariis  Mercancie  &  univerfiratis  Mercatorum 
diete  Civitatis  &  nobilibus  viris 
Dom.  Tommafio  Guccii  de  Soderinis  milite 
Dom.  LaurentioAntonii Nichelai Ridoliì  Dccretori  Do^. 
Andrea  Nerii  de  Ve6loris 
Biliotco  Sandri  de  Biliottis 

Bartolo  Schiatte  Ridolfì  '    , 

Fancifco  Feduccii  Falconi 
Vannozzo  Ioannis  de  Scrraglis 
Nichclao  Nichelai  Gherardini  lannis 
Barcolomeo  Gheruccìi  dd  Barbadori§ 
Piero  Antonii  Benitii 
Mattheo  Scelti  Tinghi 
Ubaldo  Fetti  Ubectini 
Bernardo  Lippi  Cionis  della  Ghiera 
Silvclì:ro  Silveftri  de  Belfredelli? 
Gino  Neri   de  Capponibus 
Paulo  Francifci  de  Biliottis 
jBectn  Lippi    Guardi 
C^uigiielmo  Angelini  Pezzario 
Lei  Ilo  Neri  de  Pittis 
Fantone  Naldi  Fantonis  Vinatterìo 
Federico   Berti  de  Nerlis 
D.  Forefe  lohannis  de  Salviatis  milite 
J).  Filippo  Filippa  de  Magaloctis  milite 
'"  Dom, 


MONUMENTI?  277 

Dom.  Tommafo  Domini  laccbi  de  Sacchetis  milite 

Sarrolomeo  Mariani  de  CafFerellis 

laccbo  Serzeìli  Aurifice 

Antonio  Betis  de  Bufinis 

Alato  Simonis  Leonis 

Ser  Paulo  Sqv  Arrigi  Domini  Paulì 

Dominico  Filippi   Baldini  Vinatcerio 

Dom.   Donato  lacchi  de  Acciaiuolis  milite 

Dom.  Pazzino  Doni.  Francifci   de  Strozzis  milite 

Dom.   Criftofcino  Amfrionis  de  Spinis  milite 

Dom.  Francifco  Dom.  Andree  de  OciceUarii  milite 

Strozza   Karoii  de  Strozzis 

Iscobo  UbaidÌP.i  de   Ardinghellis 

Simone  Dom.  Toinmafii  de  Altovitìs 

Davsnzato  Ioannis  Davanzati 

Tommafo  Dominici  de  Oricellariis 

Andrea  Nicola/  Betti  Mincrbettl 

Andreas  Segnini  Baldelìs 

pazzino  Luce  Alberti 

Nichclao   lacobi  de  Vecchiettis  4-    " 

lohanne  lohinnis  Aldobraiidmi  ^    • 

Francifco  Lapi  Federici  A 

Biv.ndo  Guccii    della   BadeiTa    Pezzario  'r-|' 

Dom,  Verio  Cambii  de  Medicis  milite 

Manca  il  refto  ,  che  dovevfi  effere  altro  pezzo  S  cnr* 
tapecora  cucita  colla  fuperwre  -,  s  ft^g^uc  dal  ìììcdejìmó 
Protocollo  delL'  Ri/or  magio  fi  i . 

1393.  die   16.  Septembris. 

Kobiles  Viri   Dominus  Ghcrardus,  fc  ">  fratte s   filìi   qu, 

Andreas — » '"■     ' — —  -       J    Dom.  Laurcntii 

de  Bond.  irnontibus ,   & 

Pepus  q    xMarignani  ,  èc  ■>    ,    «      ,  ,  ., 

T-u     u-  •       A  .         -.  •  n  e        -r  ■  >  aeBondelmontibus 
Theghiai  q.  Alexanari  D.  FiancilciJ 

elegerunt  fé  ,  &  fuos  defcendentes  de  cererò  vocari 

de  Montebuoni  ,  &  prò  armis  elegerunt  fcucum  cum 

campo  albo  cum   uno  mente  azzurri  coloris  ,  &  fii- 

per   d.i£tk    monte  arma    popaii  Fiorentini  ,  videliccc 

cracem  xubeam  >   que  procendac  per  totum  difluos 

fcucum. 


a^S  MONUMENTI. 

I39J.  <^ie  19.  Novembris. 
Nobiles  Viri  Nepus ,  &  \  q.  Dom.  Gerii  de  Pazzis  ,  & 

Michael    — J  uc  tutores 

Antonii  pupilli  filli  quond,  Corradi  q.  eorum  fratrij 
elegerunt  fé,  &  fuos  de  cetero  velie  nominari  de 
Dalfinis  de  Florencia  ,  &  prò  novis  fignis  aiTumpfe- 
runt  fcutum  cum  campo  rubeo,  &  in  ipfo  fcuto 
unum  pilcem  in  forma  delfìni  per  rcftum  cum  uno 
fcuco  parvo  in  capite  diili  fcuci  cum  campo  albo  > 
&  cruce  rabea  . 

1395.  die  19.  Novembris  /7  220. 
Nobiles  Viri  Simon  ,  &  -)  q.  Dom.  Pepi  d  j  Adimaribus 
Vierius  — ^  J     dixerunt  fé  de  cetero  velie 

appellari  de  Boccaccinis,  &  prò  novis  infignibus 
elegerunt  unum  fcucum  cum  campo  azzurro  cum 
«na  borditura  aurea  a  medio  di6^i  fcutifupra,&  in 
ipfa  borditura  unum  leonem  aureum  euntem  cum 
«no  fcuco  parvo  ad  coìlum  armorumpop.  Fiorentini.- 

1395.  dìQ  19.  Novembris 

Nobiljs  vìr  Simon  Tieri  Domini  Roggerii  de  Tornaquin- 
ciis  dixic  fé,  &  fuos  defcendentes  de  cetero  velie 
nominari  de  Torr.abonis  de  Florentia  ,  &  prò  novis 
armis  afTumplìc  fcutum  ad  quarterium  per  fchifa  , 
&  quarteria  defuper  ,  &  quarteria  de  fuptum  co- 
loris  auri  ,  8c  alia  quarteria  coloris  viridis  cunt 
leone  in  medio  iifdem  verfis  coloribus  cum  ungulis 
coloris  rubei,  cum  fcuto  campi  albi  ad  coUum  cum 
cruce  rubea  ,  &  cum  corriggia  rubea,  que  tenec 
diftum  fcutum. 

Eadem  die. 

Nobilis  Vir  Niccolaus  q.  Sandri  de  Bardis  dixit  fé,  & 
fuos  de  cecero  vQÌÌe  vocari  quelli  del  Piccone,  & 
prò  novis  armis  afrumpfit  fcutum  cum  campo  az- 
Siurro  ,  Se  in  ipfo  campo  tres  piccones  coloris  gialli  , 
^  in  parte  fuperiori  unum  P.  coloris  gialli,  &  in 
ipfo  unam  crucem  coloris  rubei  in  campo  albo. 

Die  19.  Novembris  1393. 
Nobiiis  Vir  Beilmus  fil.  q.  Celebris ,  &  recolende  me- 
mo- 


MONUMENTI.  279^ 

morie  Dom.  Bìndaccìi  q.  Albertuccii  ds  Rìcafolis  ,  & 
Granellus  fìl.  q.  Neri  q.  Dom.  Bindaccii  de  Ricafolis 

predici,  & 
Galeotcus  fìl.  cidi  Berlini  j  & 

Pando'fus  fìl.   q.  Dom.  Antonii    q.  Dom.  Albertuccii 
,  q.  Dom.  Bindaccii  predici  ,  Se 

Anroiiius  fìl.  q.  Bindaccii  q  D.  Albertuccii  precìifl:i ,  & 
Bindaccius  \  tìlii  q.  Granelli  q.  Domini  Bindaccii 
Carolus —  J  predici 

Dixerunc  fé ,  &  fuos  defcendentes  de  cetero  velie 
appellari  de  Bindacciis  ,  Se  prò  novis  armis  afTum- 
pferunc  fcutum  prò  dimidia  fupra  coloris  azzurri . 
Se  a  medio  infra  coloris  gialli ,  Se  in  parte  fuperiori 
coloris  azzurri ,  &  unus  ieo  coloris  aurei  tenens  ia 
2ampa  unam  banderiam  cum  arma  populì  Fioren- 
tini,  quod  fcutum  fic  addcntellatum  circumcirca 
toloris  rubei  0 

Poftea  die  2^.  Decembriseinfdem  anni. 
CoCìparuerunt  predi6:i  ,  Se  dixerunt  fé  velie  mutare  dì- 
ftum  nomen  ,  Se  arma  fine  pteìudicio  ,  Se  dixerunc 
fé  de  cetero  velie  vocari  de  Fibindacciis ,  Se  prò 
armis  afTumpferunt  unum  fcutum  cnm  tribus  liftis 
azzurris  ,  Se  tribus  rubeis  per  tranfverfum  ,  &  in» 
cipiens  a  capite  fic  azzurra  ,  Se  defcendendo  ultima 
fic  rubea  ,  Se  fupcr  liftas  unum  iconem  rampantcm 
coloris  aurei ,  five  crocei ,  Se  fupcr  arma  popuIi 
Fiorentini . 

D'w  20.  Novembrls  1  593. 
Nobilis  Vir  Berriardus  q.  Bernardi  Domini  Marabottìnì 
de  Tornaquinciis  dixit  fc  ,  Se  fuos  de  cetero  velie 
appellari  de  Marabottinis,  &  prò  novis  armis  elegie 
fcutum  cum  campo  rubeo ,  &  in  ipfo  eft  unus  leo- 
pardus  coloris  albi  fedens  puntatus  coloris  nigri ,  Se 
lupra  crucem  rubeam  in  campo  albo . 

,  ,   ,  Eadera  die, 

Nobiles  Viri  Filippus ,  Se  Franciicus  q.  Ghinozzì ,  &"> 

Ghinozzus  q.  Lofii  Ghinozzi  — — — .  J     , 

do  Paizis ,  dixerunt  fé  de  cetero  velie  appellari  de 
S  4  Ghi. 


28o  MONUMENTI, 

Ghinozzis,  &  prò  novis  armis  afTumpferunt  unum 
fcucum  cum  campo  albo  cam  uao  leopardo  coloris 
azzurri,  punftaro  colore  croceo  ledente  igne  fub- 
tus  leopardo ,  &  ia  parte  fuperìori  fcuci  arnia  po- 
puli  Fiorentni  . 

Eadem  die. 
Nobilis  Vie  Amerlgus  q.  Guidf  nis  de  Donatis  dixit  fé 
&  fuos  veile  de  cecero  appeiiari  de  Amerigis ,  Se 
prò  novis  armis  afTumpfit  fciimm  cum  campo  rubeo  , 
6i  cum  diiabiJs  liftis  albis  ereass  in  medio  &'in  me- 
dio»  oc  lupra  espira  d.ftsrum  lilUrum  fcucum  par* 
vum  cum  campo  aibo  ,  &-  cruce  rubea. 

1595.  die   27.  Novembris./z  224. 
NcbHes  Viri  Barcolomcus- -|  q   Bernardi  de  Sardis  dixenint 
i:--  Iippus  J>.  fé  de  cererò  velie   nominari 

Antonius     — — 1     de  Angiolcttis  ,  S:   prò  novis 

armis  afTumpferunt  fcucum  cum  dimidia  per  longi- 
tudjn?m  coloris  albi,  &  in  di£ì:a  parte  funt  duo 
piccones  cum  dimidio  coloris  azzurri  ;&  alia  dimi- 
dia  fcuci  coloris  azzurri  cum  toridem  pìcconibus 
coloris  albi  ,  qui  piccones  cmnes  fint  ex  tranfverfo, 
Se  in.  parte  fuperiori   arma  populi  Fiorentini . 

159;.  die  8.  mcnfìs  Decembrìs . 
Nobilis  Vir  Adoardus  q.  Bdrtciomei  de  Pulcis  ,  dixit  fa 
de  cecero  ,  &  fuos  velie  ncminari  de  Ponzaidis,& 
prò  novis  armis  afTiimpGr  fcucum  cum  dimidia  a 
medio  iupra  coloris  azzurri  ,  &  alia  dimidia  coloris 
rubei ,  &  in  p^vce  fuperìori  crux  rubea  cam  cam- 
po albo. 

Eadem  die ,  a  225. 
Nrbìlis  Vir  Niccolaus  q.  loan.  Sinibaldi  de  Bardis    S:-| 
Pierus  ,  &  ">  pupilli  fìlii   q  Belcrnmi   Caftroni  Si'  ^ 
Filippus      S  nibaldi  de   Bardis  J 

dixerunt  fé  de  cetero  velie  nominati  de  Sinibaldis 
de  Lappcgg;o.*&  prò  novis  a-rmis  afTumpferunt  fcu- 
tum  ccloris  auri  prò  dimidia,  &  coloris  rubei  prò 
alia  dimidia,  quod  fcurum  addencacum  eft  prò  fchi- 
fo  -cum  arma  populi  Fiorentini  in  fuperìori  parce  . 


MONUMENTI.  2ÌZ 

1395.  die  8.  menfis  Decembris  . 
Egregius  mìles  Dom,  Filippus  Dom,  Alamanni  »  &> 

Dom.  Simon   Dom.  Pepi      '     '  j 

de  Adimaribus  ut  procuratoies 
Loyfii  q-  Domini  Roberti  de  Adimaribus 

Dixerunt  procuratorio  nomine  Loylìum  predi£lum 
de  cecero  velie  nommsri  de  Robertis  de  Flcrencìa , 
:  &  prò  novis  armis  afl'umere  dixerunt  fcurum  cuoi 
campo  azzurro  cum  tribus  nicchiis  aureis ,  &  in  fppe- 
riorx  parte  fcuti  arma  populi  Fiorentini  . 

Die  XI.  eiufdem  merlfis- 
Nob.  Vlr  Laurentius  Tetri  Filippozzi  de  Bardis ,  dixerunt 
fé  de  cetero  velie  ncminari  de  Gualterottis  de  Fio- 
renti» ,  &  prò  fé  ,  &  luis  elegie  fcutum  cum  cam- 
po azzurro  ,  Se  in  ipfo  campo  funt  tres  ftelie  aure» 
&  in  parte  iuperion  arma  populi  Fiorentini. 

Eadem   die  .  a  226. 
Nobiles  viriTommsluo      «  •       ••     cT 

Adim.nus     j"  l-R»'"""  •  &  J  de  Cavai- 


laccbus ,  6c\  fiiii  q.  Pieri  Raynerii       |  cantibus 

Zerjcbius     j       predifti        — — -J 

D«xerunt  fé  de  cetero  ,  &  fuos  velie  nominari  de 
Pipuìanis,  &  prò  novis  atm-s  afTumpfe'runt  fcutuni 
cum  campo  pieno  rofettis  aureis,  five  croceis  >  5c 
deluper  e  cuce  rubea   in  campo   albo. 

1393. 
Nobilis  yir  Nofrius   q.  Simonis  de  AUeis  de    Florentla 

dixit  fé  ,  &  luos  de  cetero  velie  nominati  de 

&  prò  ncvis  armis  aflumplit  fcutum  cum  , 

Die  14=  eiufdem  menfis. 
Nobilis  vir  Rcbertus  q.  Franciici  Dolcini  de  Rcflìs  ,  di- 
xit fé  de  cetero  velie  fé  ,  &  fuos  appellari  de  Dol- 
cm  s  de  Florcntia  ,  &  prò  novis  armis  ek-git  fcutum 
cum  campo  a  mcd'o  fupra  rubeo ,  &  a  medio  in- 
fra albo  cum  uno  leone  rampante,  qui  leo  a  meclio 
iifra  cum  parte  caude  eli  coioris  rubei  a  medio 
fupra  cum  duabus  caudis  coioris  albi  • 

pi© 


iSl  MONUMENTI. 

Die  17.  eiufdem  menfis . 
Ncbiles  viri  Tommafus  ,  &  \  filli  q.  Caftellanl  de  Fre- 

JFilippu's J      fcobaldis  ,  dixerunt  le  , 

èc  eorum  defcendentes  de  cetero  velie  nominari  de 
Monte  CalìeDo  Vallis  Pefe  ,  &  prò  novis  armis  af- 
fumpferunt  fcutum  ciim  campo  coloris  albi  cum 
fcx  liftis  rubeis  per  tranfvcrfum  videlicec  quibus 
liftis  duabiis  fimul  in  difto  fcuto ,  &  fuper  liftis 
carcum  leonem  rsmpantcm  coloris  azzurri  cum  par- 
vo fcuto  ad  ccllum  colcris  albi  cum  ciuce  rubea . 

Die  18.  Decembris  1^93.  a  128, 
Nobilfs  vir  lacobus  q.  Niccolai  dei  Tcghia  de  Torna- 
quinciis  dixic  fé  ,  &  fuos  de  ceteio  velie  nominari 
de  Cardinalibusde  Florencìa ,  &  prò  novis  armis  af- 
fumpfic  fcutum  cum  campo  a  medio  fupra  coloris 
aurei,  Se  a  medio  infra  coloris  viridis  ,&  in  medio 
fcuti  unum  rotundum  coloris  albi  cum  cruce  rubea  . 

Die  19.  eiufdem  menfis  > 
Nobilis  Vir  Tribaldus  Guerrerii  de  Roflìs  procurator 
Ioannis  q.  Francifci  vocati  Boneca  q.  Ioannis  de  Roflis 

prediéis  ,  ac  etiara  Tribaldus  prediftus ,  5c 
Gherardus  laccbi  de   Canigianis  procuratores 

A*^    V      ff.     "l  filli   q.  difti     Francifci   Ioannis  vocali 
j^  "^^  \j f    Boneca  ,  &  uc  procuratores  etiam 

Antonii   q.  Ioannis  de  Rolfis  ,  & 
Ormanno 

^l!Ù.  \'~"V^^^  q-  5toMÌ  Ioannis  de  Roflis 

loannis  ,  oc  ^         nrcdiftis 

Dom.  Antonii    J  P 

Dixerunt  fé  de  cetero  velie  nominari ,  &  fuos  de- 
fcendentes de  Accopis  de  M^nte  Tignofo  ,  &  de 
Florentìa  ,  &  prò  novis  armis  afTumprerunt  fcutum 
cum  csmpo  a  medio  fupra  rubeo  ,  &  a  medio  infra 
albo  ,  &  in  ipfo  toto  fciito  unum  leonem  rampan- 
tem  ,  qui  Ico  a  medio  infra  cum  parte  caude  eft 
coloris  rubei  ,  &  a  medio  fupra  cun;  duabus  caudis 
coloris  albi , 

n9h 


MONUMENTI.  283 

1595.  die  21,  Decembris  a  230. 
Nobilìs    luven.  Karolus  ">  q    Dorn.  Mainardi  de 
O£lo      — '  J       Cavalcantibus  >  & 

lerus     ^''Iq.  Cavalcaiitis  de  Cavalcantibus 
Cravalcance  J  ^ 

Dixerunt  fé ,  &   fuos   de  cererò   velie  nominari  de 

Cavallerefchis  de  Florentia  ;  &  prò  novis  armis  af- 

fumpferunt  fcurum  cum  campo  azzurro  ,&  uno  leo» 

ne  rampante  fcbaccato  per  totum  cum  fcacchis  ru« 

beis,  &  aur«iis  ,&  in  parte  iplius  leonis  fine  quatUOE 

amìndole  albi  coloris  in  fchacco  rubeo. 

Die 

Nobilis  Vir  Dom.  Angelus   de  Ricafolis  ........  . 

caetera  defunt , 


Die  2$,  Decembris. 

Nobilis  vir  Terlus  Francifci  de  Tornaqulnciis  »  Ut  prò- 
curator  Arrighi  Ncrii  de  Tornaquinciis  dixit  fé ,  & 
fuos  de  cetero  velie  nominari  de  Pellegrinìs  ,  &  prò 
novis  armis  aflTumpfìt  fcutum  coloris  viridis  cuoi 
duabus  coronis  aureis  in  parte  fuperiori  ,  &  una  co-- 
rona  aurea  in  parte  inferiori ,  &  inter  diftas  coronas 
arma  populi  Fiorentini . 

1409.  die  13.  Decembris  rj  171, 

Nobilis  vir  Bernabas  q.  Ioannis  de  Alleis  dixit  fé  de 
cetero  velie  nominari  de  Filippefchis ,  &  prò  novis 
armis  afìTumpfit  fcutum  veftitum  nigro ,  &  cum  ter- 
tia  parte  campi  ex  parte  fuperiori  albi  cum  cruce 
rubea ,  &  ab  inde  infra  totum  campum  rubei  cum 
leone  refto  aureo  rampante,  &  in  ipfo  campo  rubsO 
allea  alba  cum  cauda  viridi  feminata  . 


Num.VItt 


zB4 


Num.  Vili,  per  la  Rubrica  dcxci.  Libro  IX. 
pagina  44, 


Serie  di  Rifedutì  nell'  Uficìo  de'  Dieci  di  Balia 
dall' an.  MCCCLXiii,  fino  all' an.  mcccglxxviii, 
coir  eftratco  di  molte  provvifioni  fpettanti  a 
detto  uficio  ;  così,  e  colla  ftefia  ortografia} 
come  fi  trova  nel  Cod,  MS.  Memor.  JJlor,  della 
Città  di  Firenze^  A.  della  Libr,  di  S,  Faolìno 
a  ^^i*  da!  Kegijiri  apprejjb  fegnati , 

ANNO     MCCCLXIII. 

UfiCÌo  di  X.  di  balia  per  uno  anno  co7riìnciatt  del  mefe  di 
Agojlo  1 363.  al  Libro  di  Ser  Piero  delle  Ri  far  ma  gì  orti . 


D 


Ominus  Andreas  Gualterii  de  Bardis 
Ioannes  Ciarli  Rigatterius   Artifex 
Philippus  Ismmori  BaronceJIi 
Michael  Vannis  Ser   Lotti  de  Caftellanis 
Niccolaiis  Ghini  de  Tornaquincis 
Schiatta   Richi  ,  Pezarius  Are. 
Uguccìo  Ricciardi  de  Riccis ,  & 
Matheus  Federigi  Soldi  . 


o- 


An.  MCCCLXIX. 
In  libro  C.  Ser  Pieri  anno  1369.  a  86.  de  menfe  Set- 
tembri CJrca  cafiis  Sanftì  Minìatis  infrafcripca  pro- 
vifa  fuerunc  &  data  au£ì:critas  Dominis  Collegiis 
Capitaneis  Partis  Guelfe  &  xxj.  Confulibus  per  ipfos 
Dominos  eligendis  S<:  fuir  etiam  data  eis  auftoricas 
fimiiis  (^ue  fuic  conccfTa  i'upra  diilis  Ofto . 

An. 


M    O    N   U    M    E    N   T    I.  285 

An.  MCCCLXXV. 
De  menfe  Augudi  1375.  uc  in  libro  ff.  Ser  Vìen  a  Si. 
Fuic  provifum  quod  Domini  &  Col.'egia  eligerenc 
ofto  banos  cives  de  membro  maiorum  incer  qiios  ile 
unus  de  numero  magnatis  &:  prò  uno  anno  die  eo- 
rum  ele£tionis  incepcuro  ad  obviandum  inftantibus 
que  tunc  eranc  &  apparar!  videbantur  &  fuit  eìs  con» 
cefTa  au£torìtas  que  tamen  ^ft  fere  de  verbo  ad  ver- 
bum  fupraicripte   anni    1563. 

1.  Alexander  Dpm.  Ricciardi  de  Bardis 

2.  Johannes  rfì  Lionardo  Di  ni   Spetiarius> 

3.  Andrss  Dcm.  Francifci  Salviati  (i) 

4.  Johannes  Francifci  de  Alagalcttis 

5.  Tcmjis  M?.rchi  Rofii   de  Scrozzis 

6.  Guccìus  Dini  Cucci 

7.  loannes  Monis  ,  Biadaiuolus 

8.  Maa^-us  Federigi  Soldi  (Appellati  OB:o  Sanai) 

Die.. .menfe  Marzìi  1375.  In  libro  ilgn.  ff.  ^243. 
Ser  Pieri  eligunrur 
Dom.  Alexander  lohannisd^  AniiUa  ì  L^g^n,  aoSotes 
Dom.  Uonatus  Gheruccii  de  BarbadorisJ        =' 
Ser  Dominicus  Silveftri  Notar. 

Cives  Fiorentini  &  quilibet  eorum  in  folidum  in  finda- 
chos  &  procuratores  &  nuncii  fpetiales  a  Gregorio  xj. 

In  libro  gg.  Ser  Pieri  1376.  <2  18,  apparent  nomina  Ofto 
de  quibus  fupra  crcatorumin  annis  i37J.qui  cb  reni 
bene  navatam  ad  reipublice  fàlutem  &  libertatem 
confervandam  remunerantur  •  prim.o  quod  fìant  equi- 
tes  qui  voicnt  per  fmdicum  per  Commune  Flcrentie 
&  prò  ditìro  depucandum  *  fìat  prandium  eìs  Domìnis  • 
donec  (/ò>'^(?  donentur  )  localia»  e  quibus  qui  acce- 
ptabunt .  pecunie  ufque  in  iummam  fior.  ioo.  Ce- 
lerìs.  Duo  nappi  una  confettiera  ut  dicitur  vulgo 
&  12,  chuchiarii  argentei  valoris  in  totum  iicr.  ccn- 
tum  t  Et  unicuique  de  diftis  .  Targia  &  penncncei« 

ius 

(i)  Morto  in  u^zìoscome  nota  nel  fuo  Priorità  ilRj- 
nuccini ,  ed  altri ,  ed  in  fuo  luogo  fu  eletto  =  ^[^. 
mom  dì  Rìnìsìì  Psruzzi , 


'lS6  MONUMENTI. 

lus  cum  armis  eius  &  fuper  imponantur  arma  lì- 
bertatis  ut  Domini  confticuerunc.  Arma  eius  conce- 
dane ferre  pofle  &  dare  per  quenquam  ipforum  uni 
defcendenti  femel  &  feu  piuries  per  eos  nominan- 
dum.  (ita) 

la  libro  g.  Ser  Viviani  a,  12.  &  de  menfe  Oftobris  1384. 

prò  cafìbus  Aretii  fuerunt  creati  Decem  balie  prò 

fex  menfibus  videlicet 
Tomafus  Domini  Caftellani  Frefchobaldis  Magnaj 
Dominus  Lo£tus  Vannis  de  Caftcllanis 
Nofrius  Ioannis  Dom.    Lapi  Ariiolii 
Bonaiutus  Ioannis  lacopi ,  Galigarius 
Dominus  Stoldus  Dom.  Bernardi  Altoviti 
Bernardus  Andree ,  Corazarius 
Filippus  Ser  Ioannis  de  Pandulfinis 
Maàeus  lacobi  Arrighi 
Toiomeus   Cechi  Bochini  Calzolaio  . 

Et  magnatis  non  eft  certa  regula  &c.  ficut  erit  infra  • 

De  menfe  Februarìi  1385.  in  libro  h.  Ser  Viviani  a  ì^S. 

Eiigerunt  contra  Comitem  Antonium  de  Monte  Fé* 

retro  X.  balie  . 
Dom.  Loiiius  Dom.  Petti  de  Guicciardinis 
Andreas  Nerii  Veftorii 
Pjerus  Gilii  de  Serraglis  Vinatterius 
Guido  Filippi  Fagni 

Francifcus  Paperi  de  Cavalcantìbus  Magnas 
Andreas  Nicolai  Betti  Minetbetti 
Gliinus  Bernardi  Anfelmi 
Lapaccinus  Tofì  Linaiuolus  Art. 
Barrholomeus  Lorini   Bonaiuti  & 
Tommafus  Guidetti  Legnarius  ArC. 

De  menfe  lanuarìi  1387.  ut  patet  in  libro  Ser  Viviana 
a  iSs.  ad  refiftendum  magnis  copiis  ftipendarioriini 
qui  fere  totam  Italiam  infettane  incognicis  caufis 

Dom.  Tommas  Gùcci  de  Soderinis  Eques 

Nicolaus  Ioannis  Sinibaldi  de  Bardis   Magnas 

Nofrius  Ioannis  Dom.  Lapi  Arnolfi 

Nicolaus  Vaninis  RicQveri 

KonUs 


MONUMENTI.  ^87 

RofTus  Pieri    Galigarius  Artif. 

Dcm.  StoiQUS  Dcm.  Bindì  de  Altovicis  Eques 

Andreas  Nicolai  Betti  Minerbctti 

Francifcus  Angeli  Pezarius  Artif. 

Guido  Dom.  Tomaxì  Nerii  Lippi  del  Palagia 

Mafteus  lacobi  Arrighi, 

De  menfe  Oftobris  1388.  in  libro  L.  Set  Viviani  a  155. 

apparent   nunc  e]e6ì:i 
Johannes  Bartholi  Biliotti 
Nicolaus  Nicfilai  Gherardini  GìannJs 
Serorìnus  Sil'/eftri  de   Branchaccis  Linaìuolus 
Dcm.  Loftus  Vannis  Caftcllanus  Eques 
Francifci  Paperi  de  Cavalcantibus  Magnas 
Dom.  Donatus  lacobi  de  AcciaiuoHs  Eques 
Francifcus  Lapi  Federighi 
Andreas  Demini  Ugonìs 
Nofrius  lohannis  Barcoli  Bifcherì 
Antonius  Nicola  Biadaiuolus. 

De  menfe  O£lobn  13S9.  aparet  in  libro  m.  Ser  Vivia» 

ni  a  lijip. 
Andreas  Nerii  Ve£l:orii 
Ubaldus   Fefti  Ubertini 
Dominus  Fciefe  lohannis   Salviatis 
lohannes  Pieri  Bandini  Baronceìli 
lohanncs  Bartholi  Gratic  Legnaiuolus  Artif. 
Dom.  Guccius  Cini  de  Nobilis 
Tomafus  Dominici  de  Oricellariis 
Ladovìcas  Guccii  della  BadclTa  Artif. 
lacobus  Francifci   Arrighi  & 
Curradus  Dom.  Geri  de  PazisMagnas. 

De  menfe  JMaii  1390.  libro  Ser  Viviani  a  ,84.  fuit  de» 

liberatum  quod 
Icannes  Battoli  de  Bìliottis 
Nicolaus  Vannis  de  Ricoveris 
Dominns  Stoldus  Dom.   Bindi  de  Altovitis 
Guido  Dom.  Tomaxi   Nerii .   Intelligantur   deputati   ad 

«fficium  Deciem  Balie  cum  illis  fuprafcripcis&c. 

Die 


288  MONUMENTI. 

Die  12.  Settembrìs  1390.  Domini  &  Collegia  &c.  vigore 
auftoritatis  &c.  eligerunc  infrafcriptos  fex  cum  qua- 
tucr  fuprafcriptis  per  totum  menfem  Setiembrem . 

Nicolaus  Nicolai  Gherardini  Giannis 

Guglielmus   Angolini  Pezarius  Artif. 

Dom.  L('£tus  Dumini  Vannis  de  Caftellanìs 

Arrigus  Neriì   Dcm.  Cipriani  Tornaquinci  Magnas 

Bartholomeus  NicoUi  Taldi  Valoris 

Antonius  Nicolai  Biadaiuolus  Artif. 

De  menfe  Novembri  1390.  per  Confllia  fu^runt  eleftì 

Maneftus   Ser  Rmardi 

Nofrius  lohannis  Dom.  Lapi  Arnolfi 

Andreas  Nicolai  Betti   Minerbetti 

Ma£teus  lacobi  Arrighi 

De  menfe  Aprilis  1391.  fuit  per  ConfilIa  provifutn  quod 
Dom.  Lcftus  lohannis  Csdellanis")  prò  tempore  unius  anni 
Nicolaus  lohannis  de  Uzano      J  iniciati  primo  Fehrua- 
tii  1390. 

De  menfe  Aprilis  1391.  fult  per  Confilia  proyifum  quod 

quia 
Dom.  Lo9:us  lohannis  Caftellanis">  duo  de  fupradi£tis  de- 
Nicolaus  lohannis  de  Uzano  J  cem  balie  eranc  inLom- 
bardia occafione  officii  eorum  Collegia  poffint  otten- 
to  partito  per  quinque  fabas  n:gras  exercere  offi» 
cium  in  omnibus  prò  quibus  poffunt  per  duaspartes- 

De  menfe  Augufti  1391-  per  Confilia  fuerunt  elefti  ad 
ofBcium  X.  prò  tempore  x.  menfium  iniciacis.  di^ 
primo   Ocrobris  1391. 

Loyfius  Pieri  de  Canigianis 

Rainerius   Loyfi  Peruzi 

Vierius  Puccacci   Vinarterius  Art. 

Pepus  Marignani  Buondelmontis  Miles 

Bernardus   Andree   Corazarius  Art. 

Filippus  Ser  lohannis. 

Die  1$.  lanuarii  1391.  Vigore  &C. 
Barduccius  Cherichini  Campfor. 


Domini 

p. 

Gonfalonerii 

16. 

XIL 

12. 

Capitani 

9- 

Otto 

8. 

Sei  di  Mere. 

6. 

Confoli 

ai. 

-— 1 

num. 

81. 

MONUMENTI.  28^ 

yieius  lacopi  Baroncelli 

Dom.  Rinaldus  lannozii   de  Gianfigliaziis  Eqties 

FrancifcusNerìFerrantinis.  Pro  tota  die  25.  Aprilisijpz. 

Die  fecundo  menfis  Februarìi  1394.  Bonifatio  PP.  ncno. 
Per  nbviare  imminentibus  pericuiis  ex  magna  ftipen- 
diariorum  congregatione  in  Italiam  eletti  fuerunt  in 
X.  balie  per  81»  hucmini  a  chui  fu  data  l'auto- 
rità     "  -r, 

Bartholomeus  Tornai!  de  Corbinellis 

Pierus  AgtiinoIH  de  B^rdis  Msgnas 

RoiTus  Pieri  Rofll  Fornaciarius  Art. 

D.  Lcftus  Vannis  de  Caftellanis  Eques 

Johannes  Nichelai  de  Riccìalbanis 

Angelus  Loyll   de   vSpinis 

Andreas  Nichelai  de  Minerbettis 

Guido  Dom.  Tomaxi  Nerii  Lippi 

Stefanus  Goggi  Laftraiuolus  Art. 

Die  ip.  menfisMaii  13P5.  Libro  Deliberazionum  Ser  Vi" 

viani  X.  a  6, 
Andreas  Nerii  de  Veflrorlis 
lannozus  Francifci  de   Biliottls 
Pierus   lacchi  de  Baroncellis 
Pierus  Cacciatini  de  Gherardinis  Magnas 
Nicolaus  lohannis  del  Sellano  &  int.  per  7.  ar.&  fuper.  ar. 
Dom.  Rinaldus  de  Gianfìgliazzis  Eques 
Francifcus  Lapi  de   Federighis 
Lodovicus  Gucci  della  BadefTa  Art.  \ 

lacobus  Domini  Biadi  de  Guafquonibus 
bartholomeus  Nichelai  Taldi  Valoris  . 

Die  5.  Decembris  1395. 
Bartholomeus  Gherucci   Barbadoris 
Silvefter    Silveftri  Belfradelli 
Laurentius  Angeli  Malifcalcus   Artif. 
Dom.  Thomas  Dom.  lacobi  de  Sachettis  Eques 
Nofri  lohannis  Dom.   Lapi  de  Arnolfìs 
Dom,  Pazinus  Domini   Francifci  de  Pazis 
Manente  Chini  Bondelmontibus  Magnas 
Dom.  Matus  Luce  de  Albi^is 

Tomo  XIV.  T  Ma- 


2pO  MONUME     NTI. 

Ma£te%is  lacobi  Arrighi 

Laurentius  Andree  Beccariu»;  Artìf. 

'  ,Pr0  tempore  unius  anni  initiaci  die  3.  menfls  Februir 
rii  npS.  cum  au^^oricate  &  aliis  omnibus  uc  fapra 
prò  X  de  a)iis  annis  1589.  1390  1391.  &  eil  ibi  de 
verbo  ad  verbum  fcripra  ia  libro  deliberationumi 
Ser  Viviani  iign,  y,  a  43. 

Vìe  3.  Oftobris  1397.  per  nutnerum  degJi  8r.  ad  cfH- 
cium  decem  Balie  occalìonibus  Aiprafcriptis  elefti 
fuerunt  &c. 

Dotn.  Laurentius  Antonii  de  Ridolfìs  DccretOfum  Do6lor 

Nicolaus   Ichannis  de  Uzano 

Dom.  LoCtus  de  Caftellanis  Eques 

Antonius  Ser  Ugonis  de  Orlandis 

^ectus  Ichannis  Buflni  Artìf. 

Dom.  Rinaldus  de  Gianfigliazzis  E^ues 

Francifcus  Neri    de   Ardingheliis 

Laurentius   Maftei  Perini 

Andreas  Demini  Ugonis   de  Stufa 

Bartholomeus  Belcrami  de  Pazis  Magnas . 

Tempore  unius  anni  initiatus  die  3.  Februarii   13^7. 
cum  auftoruate  &c.    / 

Die  iiij.  Februarii  1399.  fuerunt  eletti  ad  cfficium  de» 

cicm  Balie 
Bartholomeus  Tomaxi  de  Corbinellìs 
Bernsba    lohannis  de  Aieis  jMagnas 
Br  Li  neri  US  Befe  de  Verrazano  Artif. 
Pierus  lacobi  de  Baroncellis 
Mdfcus   Benvenuti  Lanaiuolus 
Angelus  Loifl   de  Spinis 
Giacominus  Gocci  Tebalducci 
lacobus  Francifci  Arrighi 
B^rnardus   Ser  lacchi  dalla  Cafa 
Taddeus  Cicnni  Calderaius  Artif. 

Pro  tempore  unius  anni  cras  videlicet  die  v.  Februa- 
rii  1 399.  cum  officio  &  auftoricate  &c.  , 

Die  iiij.  Decembris  1400.  ex  cauHs  fupradi^is  elefti  ad 
officium  X.  Baile  &c. 

Be. 


MONUMENTI.  2^t 

Bcnczius  Andree  Benozì 

Earducio  Cherichini  Campfor 

Dom.  Tomas   Dom.  lacobi  de  Sacchettis  Eques 

Paperus  Francifci  de   Cavalcantibus  Magnss 

lacobus  Zanobi  de  Schiatrenfibus  Biadaiuolus  Artif. 

Tomafus  Dominici  de   Oricellariis 

NicoJaus  Roberti  Davanzati 

Brandus  Cucci  della  BadefTa  Artif. 

lacobus  Francìfci  de    Guafconibus 

Bartholomeus  Nicolai  Taldi  Valoris 

Die  2$.  Oftobris  1401.  propter  timorem  &  pericula  ma- 
xime per  adventum  novi  Regìs  Rcmanorum  in  Ita- 
liam  eiefti  fuerunt  ad  officium  X.  Balie  &c.  prò  tem- 
pore unius  anni  initiati  die  5.  menfis  Februarii  1401. 

Dom.  LaurentiuN  Antonii  de  Rudulfis  Dectetorum  Do^or 

Nicolaus  lohannis  de  Uzano 

RofTus  Pieri  Roflus  de  Uzano  Artif. 

Dom.  Lottus  Vannis  de  Caftellanis  Eques 

Dominicus  Dominici  de   Gìugnis 

Dom.  Rinaldus  lannozii  de  GianflgHazzis  Eques 

Pierus  lohannis  de  Tornaquincis  Magnas 

Andreas  Domini  Ugonis  de  Stufa 

Ugo  Bartholomei  de  Aleflandris 

Andreas  Berti  Vinatterius   Artif. 

Die  19.  menfis  Martli  1402.  tempore  unius  anni  initiatus 
die  5.  menfis  Februarii   1402, 

Dom.  Filippus  de  Corfinis  Eques  Legum  Do£lor 

Dom.  Loylìus  de  Guicciardims  Eques 

Dom.  Fiii-ppus  de   Magalottis  Eques 

Nic^elaus  lohannis  de  Sellano 

Romulus  lohannis  Lippi   Artif. 

Nofrius  Domini  Palle   de  Strozis 

Francifcus  Neri  de  Ardinghellis 

Benediftus  Lapaccini  del  Tofo  Linaiuolus  Artif. 

Nofrius  Andree  Neri  Lippi  del  Palagio 

Cipolla  Alefiandri  de   Aliis  Magnas 

Pro  tempore  unius  anni  iniziati  die  5.  menfis  Februa- 
rii 1402.  notati  videlicet  in  libro  deliberationum 
Scr  Viviani  fign.  viiij.  a  n^, 

T  »  Die 


zpZ  MONUMENTI. 

pie  21.  menflslanuarii  1403.  ex  caufis  fuprafcriptis  cle9:ì 
ad  officium  X.  Balìe  per  gli  81. 

Sernardus  Domini  Zaiiobii  Mezola 

Amerighus  lohannis  de  Frefcobaldis  Magnas 

Dietaiuci  Boldri  Dietaiati  Artif. 

Pìerus  lacopi  Baroncelli 

Dom.  lacobus  Alamannis  de  Salviatis  Eques 

Dcm.  Bartholomeus  de   Popolelchis  L?gain  Doftor 

Francifcus  Lapi  Federighi 

Francifcus  Neri  Fioravantis 

lacobus  Francifci  Cambi  —  de  vsxlllo  Varii 

Andreas  Cucci  Artif. 

'  Pro  tempore  unius  anni  initiatus  die  5.  menfis  Februs- 
rii  proximi  i4ov  cum  officio  au^loricate  6cc.  in  iibrp 
deliberacionum  Ser  Viviani  figa  x.  a  117. 

Diexx.  menfis  Augufti  14© j.  in  confilio  Populi  &  die  ir. 
eiufdein  in  Communi  uc  apparet  in  libro  ec.  Ser  Vi- 
viani a   138.  continetur 
Quod  Domini.  Gollegia.  Capitane!.  Otto.  &  Sex.  eli- 
gant  64.  (i)  cives  videliccc  4.  prò  Gonfalone  uc  quod 
iìnt  uno  de  ìT)embro  minorum  qui  conficianc  nume- 
rum  in  totum  cxxiiij.  &  habeanc  vigore  di£te  Legis 
6c  feu  proviflonis  auftoritatem  &c.  circa  ccndu6Vant 
&  tucelam  ac  confervationem  ftaius  &  libertatis  &c. 
;6c  de  di6tis  (J4.&C.  unum  prò  domo  eligi  prò  negociis 
ncque  plures  etiamfi  conftet  alias  eligcntibus. 
Hniu^  auftoritatis  vigore  fucrunt  elefti  die  ij.  Augu- 
{Vi  1405^.  ^4.   cìves    ut  in  libro  deliberationum  Ser 
Viviani   fign.  ii    a  B6 
JEt  omnes  fupradifti  Domini  .  Collegla  .  Gapitanei.  Oc- 
co.  Sex^  &  64    in   totum  numero  124    die  22.  difti 
menfis  Augufti  eligerunt  Deciem  Balie  a  libro  de- 
liberatiofjUTi  B.  &c.  prò  negociis    imminentibus  ac 
precipue  Civitatis    Pifarum.    ex    quo   die  23.  difti 
merìfi    Augufti  elefti  fuerunt 

DonnLaurentius  Antonii  de  Rudolfis  DecreCorum  Do£lo£ 

>JicoIaus  lohannis  de  Uzano 

Dom.  Filippus  de  Magalottis  Eques 

Francifcus  Cicis  de  Pulcis  Magnas 

Anto» 

(I)  MS.  74. 


MONUMENTI.  ^95 

Antotilus  Vanni  Mannucci  Artif. 

Dom.   Rinalchis  lanozii  de  Gianfigliaifs  EqUej^ 

Dcm.  Criftofcìriis  Anfrionis  Spini  Eques 

Lodovicus  Cucci   della   BsdefTa  Artifex 

Bartholomeus  Nicolai  Taldi  Valori 

Paulus  Berci  Grazziai  Carnefecchi . 

Die  i8.  menfis  lannuam  1405.  per  gli  81.  vigóre  eòfnrt 
auftoritaris  &  balie  anni  95.  prò  efpediftione  belli 
incepci  conerà  Pifanam  Civitacem  cle<^i  fuerunt  ad 
officium  X.  balie 

Bartholomeus  Tomaxi  de  Corbinellis 

Ginus   Neri  Gini  de  Cspponibiis 

lehannis  Michellozi  lunfte  Arcif. 

Dom.   Lo£tus  Vannis  de  Caftellanis  Eques 

Lapus  lohannis  de  Nìcolinis 

Nicclaus  Roberti  de  Davanzatis 

Bernardns  Mattei  Cantini  de  Cavalcantibus  Magnas 

Dom.  Mai'us  Luce  de   Albizis  Eques 

Noffius  lohannis  Bifclieri 

Andreas  Berti  dal   Pino  Artif. 

Fuerunc  reforraati   prò  duobus  JhenfibuSo' 

Die  18.  Angufti  1405.  Domìni  &  Collegia  rcmovertinif 
de  nctis  fupradi6lis  deciem  cbtento  partito  per  37. 
fabas  .  ad  hoc  ut  poflinc  reformati  prò  ducmus  men- 
iibns  &  alii  decem  eligantur  ut  conftanc  in  libro  de» 
iiberazionum  Ser  Viviani  xj.°^i58. 

Die  2i..Augufti  140^.  per  gli  8i.  fuerunt  eletti  ad  ofH'» 
cium  Deciem  balis  infrafctipti  vidclicet .  Tempore 
fex  mynfium  iniciatis  die  prima  Novcmbris  i^o^»' 
a  libro  Ser  Viviani  xj.  a  161. 

Bartholus  lacobi  Banchi 

Ridolfus  Paul^   Loai 

Antonius  Demini  Lnce  de  Panzane' 

Cioiiaccius  Francilci   Baroncelli 

Miniatus  DvÀ  Ccrre^iarius  Artif.         ^    ,-.         n*  j*  »•-'- 
1-         r       t-»       •        ■   r\         ^^  l    di  quelli  dr  Pi»- 

Tomafus  Dominici  Onccllarus  ^      ^    ,.   r^.    .  * 

lohannes  lohanuis  de  Aidcbrandinis  «1      ^^  ^^     '" 

T  3  Cec- 


ap4  MONUMENTI. 

Cecchus  Dominici  Cechi  (i)  Artif. 

Pierus  Ioannis  Firenzis 

Gerozus  Francifci  de  Aleis  Magnas  • 


•o* 


De  menfe  Mali  1405.  fuic  provìfum  per  confilia  oppor* 
tuna  quod  quum  duo  vel  plures  ex  Deciem  Balie 
tunc  in  officio  exiftenres  eilent  abfentes  quod  tali 
cafa  quando  ex  eis  congregantnr  feptem  fuffijienter 
fieri  deiiberationes  per  fex  fabas  nigras  &  llmiliter 
quum  folumiex  congregaci  elFenc  .  Hoc  ia  libro  f  f. 
Ser  Viviani  a  ^6. 

Die  19.  menfis  Martìi  1408.  ut  obviaretur  imminentibus 
periculis  per  Dominos  &  aiios  vocatos  Gli  81.  ele£ì:i 
fiierunt  ad  officium  deciem  Balie  infr^ifcripti  vide- 
]icet  per  totum  menfem  Sett^mbris  140^.  A  libra 
Ser  Viviani  xiij.   12.  a  119. 

Nìcolaus  lohannis  de  Uzano 

Bernaba  lohannis  de   Aleis  Magna» 

Roflbs  Pieri  RolTi  Artif. 

Dom.  laccbus  Alamanni  de  Salviatis 

Pierus  Zanobi  Baroncelli 

Dom.  Bartholomeus  de  Popolefchis  Legum  Duftoc 

Scolaius  Nepi  de  Spinis 

Lucas   Manetti  de  Filicarìa 

lacobus  Francifci  Cambi  — Vex.  Varìi 

Leonardus  Silveftri  Brigliaius  Artif.  Lapi,  Vaio. 

Die  xxvij.  menfis  Augufti  1409.  per  gli  Si.fuerunt  eleéli 
ad  OlHcium  Deciem  Balie  prò  tempore  fex  meniìuni 
initiatis  die  prima  Oci:ob.  1409.  cum  officio  auftoritate 
&  aliis&c.  fcripta  in  libro  Ser  Viviani  4.*  xij.  a  i^i. 
Nomina  ibi  non  fune  polita  diftcruin  Deciem  quii 
eft  carta  alba. 

Die  i9>  menfis  Februarìi  1409.  per  gli  Si.  elefli  fue- 

runt  ad  officium  Deciem   Balie 
Bartholomeus  Tomafi  de  Corbinellis 
Schiatta  Uberti  de  Kidolfis 

Ighan» 

(i)  Ammirato  /.  it*  pag,  937.  F«?/. 


MONUMENTI.  2p5 

iohannes  Mlchelozi  Corcgiarius  Artif. 
Nicolaus  Buoni  Bufini 
Alafteus  Michaeiis  de  Caftellanfs 
Dominus  Rinaldus  Tomaxi  de  Gianfigllazis 
Ticri  Francifci  Tornaquincì  Magnas 
Filippus   Dom.  Biadi   Guafconi 
Nofrius  [ohaiinis  Bartoli  Bifcheri 
Antonius  Moddei  Brigliarius  Artif. 

Tempore  fex  menfium  initiatis  die  prima  Aprilis  1410.' 

cum  au£toricate  &c    A  libro  deliberationum  Ser  Vi- 

viar.i  figli,  xij.  a  1870 

Die  21.  menfis  Augufti  1410.  per  gli  Si.fuerunt  elefti 

ad  officium  Deciem  Balie 
Dom.  Laurentius  Antonii  de  Ridolfis  Dccretorura  Dottor 
laccbus  Raineri!   de  SafTolinis 
Dom.  Iohannes  Ser  Riftori 
Andreas  Nicolai  de  Giugnis 
Johannes   RoiH  Pieri  Galignrius  Artif. 
Antonius  Davanzati  de  D^vanzatis 
Tomsfus  Neri  de  Ardìnghellis 
Particinus   I  hannis  Hofpitator  Artif. 
Dom.  M;i{iis  Luce  de  Albizis 
Bindus  B.uchoIomei  ds  Aleis  jMagnas 

Tempore  fex  menfium  initiatus  die  primo  tnenfls  Ofto- 

bns  1410.  a  Libro  Ser  Viviani  llgn.  i^.a  225. 
In  libris  deliberationum  Ser  Viviani  nihil  ultra  inveni 

&  nefcio  an  fuerinc  deciem  Balie  poft  hos  ufque  ad 

annum   1413. 

De  menfe  lunii  I4r5.  per  confilia  ut  patet  in  libro  NN. 
Ser  Viviani  a  31. 
InteH^-fto  quod  rex  Ladis'aus  àie  viij  lunii  14! 3.  oc- 
cupaverar  urbem  Rcmam  Sr  que  proprerea  immine- 
bant  pericula  urbi  Fiorentine.  &  timenduci  valde 
©rat  •  quia  a  paucis  annis  cum  idem  rex  eandem  urbem 
Romam  occupaflet  arma  movit  contra  Comune  Flo- 
rentie  occuparurus  eius  libertatem  [forfè  vi  fi  fot' 
tÌKtends  «^legtTUnt  &c.  )  qui  eligences  habeant  in 
J)redi8:.s  au£ìori:atem  conceflam  in  anno  13^3-  pto 
balia  del  numeiO  degli   81. 

T  4  Dom. 


2^6  MONUMENTI. 

Dom.  Lsurentius  Antonii  de  Ridolfìs  ")  o    e  •  • 

Schiatca  Uberti   Schiatte  Ridolfi J  ^'  ^puKUS 

Johannes  Dom.  Francifci  de  Salviatis 

Petrus  Adovardi  de  Aleis  Magna» 

Dom.  Rinaldus  lannozì  de  GianfiglìazI* 

Tomaius   Neri  de  Ardingheliis 

Bartoius  Gualberri  Artif, 

Fiiifjpus  Dom.  Blaili  Guafconi 

U^^o  Andree  Domini  Ugonis  della  Stufa 

£fefti  de  menfe  lunii  141  5.  eiufdem  In  principio  hu- 
ius  facìei  prò  uno  anno  Horum  nomina  inveni  in 
]ibris  acomandigiarum  In  di^a  acomandigìa  &  funs 
fupradifti  » 

Anno  1414. 

Nìcolaas  lohannis  de  Uzano 

Johannes  Guernieri  de  Roilì  jMagnas 

Lucas  Pieri  Fantoni   Artif.  ^ 

Pierus  lacchi  Baroncelli 

Filippus  Nicolai  Giugni  "  ' 

Johannes  Battoli  Meri 

Tomas  Dominici  de  Oricellariis 

Barrholomeus  Nicolai  Taldi  Valoris 

Johannes  Bicci  de  Medicis 

Andreas  Berti  dei  Pino 

De  menfe  lanuariì  1414.  in  libro  2.  Ser  Martini /«^> 

Per  confllia  fuit  deliberatum  quod  nemo  faciat  propo» 

fta  in  sliquo  de  eligendo  decem  Balie  aut  aliud  of- 

ficium  cum   auftoricate  refte  vel  indireste  ad  mo» 

vendum  aliquod  Bellum  alieni  principi  comunitati 

vel  alicui  alteri  extra  iurildiftionem  civ.  Fior,  exi* 

lìrenci   fub  pena&c.  nili  in  cadem  propofta  continea-v 

tur  de  elezione  officialium  della  Pace  qui  totsden^ 

futuri  fint  quot  officiales  belli  &   per  ecfdem  eli- 

gantur  &  prò  eodem  tempere. 

Pacialium    autem    predi£lorum    officium    fic  praticar© 

pacem  &  removere  caufas  belli  nihil  carnea  concia^ 

dendo,aut  bellum  paciales  impediendo. 

De  menfe   Augufti  143 1.  per  conlllia  fuit   provifum  ifi 

libro  Ser  .  .  .  .  .  .  a  i$i.  quod  provifores  X.  Bali® 

tenentuc  intra^  duos  meofw  ©©rum  fìaifo  cfficio  i^e 

ca< 


MONUMENTI,  2^7 

camerare  proviforibus  qui  dlcuntur  MafTirìi  Carnet© 
omnes  fcripcuras  quas  prò  negociis  eorum  officii  te- 
nuifTenc  &  munitionem  .  nd  penam  iiorenorum  quiiì- 
gentorum  prò  qua  fuerint  inobfervantes  fubpolìti 
conerà  legiem  Communis  Florentie  .  provìfores  vero 
qui  fìnierunt  officium  huiufmodi  incarrerationem  fe- 
cide  tenentur  intra  bimeftre  a  die  concl'wficnis  pré- 
teritis.  hoc  limitato  Quod  vigore  officii  decicm  fiac 
remi  (Ilo    huiufmodi  fcripturarum  ipfis  deciem  . .  • . 

&  ultimus  provifor  intra  diftum  bimeftre & 

antecefTorum  fuorum  fcripturas  difto  officio..... 
incamerec  fub  difta  pena.(i) 

1425.  Die  aj.  menfis  Maii . 
Magnifìcis  Dominìs  cum  eorum  coilegiis  Capltaneis  par- 

tis  Guelfe  05to    cuftodie  fcx  Mercanùe    &  viginti 

uno  confulibus  &c.  contra  Filippum  Mariam  Duceni 

Mediolani  eligerunt  infrafcriptos 
Nicolaus  lohannis  de  Uzano 
Bartholomeus  Tomaxi  de  Cotbinelh's 
Michele  Guardini  Artif. 
Dominum   Matteum  Michaelis  de  Caftellanis 
Andreas  Nfcoiai  de  Giugnis 
Dom.  Pallani  Nofii  de  StroziS 
Cantinus  Mattel  de  Cavalcantibus  Magnas 
lohannem  Dicci  de  Medicis 
Verium  Verii  de   Guadagnis 
Banchum  Sandri  Filippi   Artif. 

Quefti  furono    fatti  con   molte  claufule  &  conditionì 

&  limitationi  &  prohibitioni  eh»  per  brevità  fi  la- 

Iciano .  la  quale  autorità  fu  nel  i3p«.  al  libro  diSee 

Viviano  a  85. 
Die  22.  Oftobris  1423.  prò  fex  menfibus  initiatis  die  25. 

Novembns  1423. 
D.  Laurentius  Antonii  de  Ridolfis  Eques  Decr.  Do^oc 
Mannozus  lohannis  Serragli 
Barcholomeus  Verani  Peruzi 
Frucfinus  Ceci  de  Verrazano 

(i)  Iff  margine.  Nota  .  Decem  ele^otum  Ti  eUai  fue«< 
rune  non  iny§ni  uf^ué. 


apS 


MONUMÉNTI. 


Anconiiis  Vannìs  JVfannuccì   Artif. 
Pauius  Vannìs  de  Oiiceilariis 
Franc:(cus  Francjfci  de   Lima 
Bencdi£tu.s  Tohannis  Ruftichi    Artif. 
Barthaicmeus  Nicolai  Taldi  Valoris 
Uba!das  Nico'ai  Catani  Mai^nas 

Dict-ì  die  Domini  &  Coììegia  elegerunt  in  Notarium 

&  Cancellarium  Deciem  Balie  Ser  Laurentium  Paulx 

Ser  Guidonis  Gilii. 

De  menlls  Mart5i  1423.  fupradi£tis  decem  fuit  proroga- 
tum  tempiis  per  fex  alios  menfes  inifatos  die  25. 
Maii  1424.  Aparet  in  libro  Ser  Mattini  a  -^i^ 
Pax  ciim  Duce  Mediolani  fieri  nequeat  auc  quod  fiat 
verfam  fieri  fub  pena  Capitalis  nifi  prius  repofuerit 
Comune  Florentie  in  co  q{{q  iuriburque  in  quibus 
tempore  pacis  concr5ft2  die  8.  Februarii  1419.  & 
dimiferit  quod  occupat  in  Rorriandiola  &  inde  fuas 
gentes  retraxeric.  Huc  habetuf  ih  libro  R,  Ser  Marti- 
ni a  211.  in  Provifione  cuius  eft  infralcriptum  pro- 
hemium  qucd  pofui  ut  fciatur  qui  fuerat  Fiiippus 
Maria'  Vicecomes. 
Manca  ed  e  Ufciato  in   bianco. 

Nomina  Deciem  viror.  eleftorum  vigore  legis  obtcnte  per 

confilia  de  menfe  Oflobris   \^i6» 
Anronius  lacobi  de  Caniilanis 
Johannes  Dom.  Loyfi  GuicciJirdini 
Mafus   Pieri  Mafi  de  Antella 
lacobas  Francifci   de  Pulcis  Magnas 
Zenobius  del  Cicha  Vinatterius  Artif. 
Dom.  lulisnus   Nicolai  Davanzati 
FUippus  lohannis  Carducci 
Baldalfar  Arrighi  Simonis  Agoraio  Artif. 
Nerone  Nigi  Ncronis  Dierìralvi 
Averardus  Francifci  de  Medicis 

De  menfis  Maii  1417.  per  confilia  fuit  provlfum  quod 
eligi  poffent  contra  Ducem  Medioiani  intra  fer 
menfes  prò  eo  tempere  quo  volent  elìgentes  non 
maiore  lex  nienfibus  in  una  vice  plures  &c.  In  libro  o. 
Ser  Martini  a  27.  De- 


MONUMENTI.  2pp 

Decem  eleflonim  vigore    fupradi^e    auftorltatis  fulc 

eie^us  in    Cancellarium    Ser   Fiiippus  Ser  Ugolini 

Pieruzi. 
De  menfe  Maii  14^7.  per  condlia  fuìt  deliberatum  qiiod 

eligent  dcciem  Balie  .  Al  Libro  di  Ser  Martino  a  444. 

Inveni  in  libro  in   Camera. 
Parifius  Tomaxi  Corbinelli 
Nicolaus  Andree  del   Benino 
Nero   Filippi  del  Nero  Rigatt.  Artif. 
Nicolaus   Franchi  Sachetti 
Antonius  Dom.  Nicolai  de  Ribatta 
Dom.  Marcelius   Stroze  de  Strozis 
Cancinus    Ma£tci  de  Cavalcantibus  Magnas 
Fiiippus  Dom.  Blafii  de  Guafconibus 
Cofmas  lohannis   Bicci  de  Medicis 
Puccius  Antonii  Pucci  Magifter  Artif. 

Decem  Balie  elefti  die  25.  Novembris  1427. 
Sander  lohannis  de  Biliottis 
Johannes  Michi  Capponi 
Nichclaus  lohannis  del  Bellano 
Andreas  Nicolai  de  Giugnis 
Laurentius  lohannis  Corcgiarius  Artif, 
Sander  Veri  Alcovici 
Francifcus  Dom.  Simonis  Tornaboni 
Johannes  Salveftri  Carradori  Artif. 
Dom.  Rinaldus  Mali  de  Albizis 
Ghinus   Manetti  Buondelmonti  Magnas 

De  menfe  Decembris  die   15.  1429.  ia  libro  Sec  Filìp» 

pi  a  394. 
Nerius  Gini  Capponi 
Leonardus  Bartholomei  de  Bardis   Magnas 
Arrigus  Corfi    Calzolarius   Artif. 
Aiamannus  Dom.  lacobi   Salviati 
Andreaiolus   Nicoli   Franchi  Sachetti 
Bartholomcus  lohannis  Carducci 
Dom.  Carolus  Francifci  Federighi  Legum  Doftoc 
Ser  Martinu5  Luce  Martini 
Johannes  Laurentii  de  Stufa 
lohannes  Anconii  Pugci  Magifler  Artif. 

Die 


JOÒ  MONUMENTI, 

Die  X.  menfis  Mail   1450. 
Dom.  lohsnnes  Dom.  Loyii  de  Guicciarditiis  Eques 
Nicolaus  Kh^niìis  de  Uiano 
Antonius  Leonardi   de   Antella 
Nicolaus  Bellarini  de   Bellacis  Ger.  Artif. 
D.  Bernardus  MaTcei  Cantini  de  Cavalcancibus  Magnas 
Dora.  Pallas  Honcfni  Srrozus  E-^ues 
Dinus  Dcm.  Gucci    Diai  Cucci 
Pierus  Chiari  Seronini  Cprazarius  Artif, 
Andreas  lohannis  Andree  Neri   Lippi  del  Palagio 
Nero  Nigi  Neronis  Dietifslvi 

Die  4,  Decembcis  '430, 
Bartholomeus  lacobì  Ridolli 
Felice  Michaclis  Branchacci 
Nerius  Filippi   Neri  Rfg-.:terius  Artifi 
Tomas  Pieri  Mafini  de  Anreila 
JDartholomeu.  Varani   Pcruzi 
Paulus  Vannis  Sarcollai 
Bernardus  Arnolfi  Boftichi  Magnas 
Cofmas  lohannis   de  Medicis 
Angelus  Filippi  Ser  lohannis 
Puccius  Antonii  Pucci  Magiftri  Artif. 

.  Adì   ZI,  di  Marzo   1431. 

D.  Lai^-entius  Anronii  de  Pvidolfis  Eques  &  Decret.  Do£tor 
Saiidcr  lohannis  Biliotti 
Antonius    Silveftri  Ser  Rifiorì 
lohannes  lohannis  del  Beilsno 
Antonius  lohannis  Bartoli  Grazia  Legnarius  Artif. 
Dorn.  Pierus  Leonardi    Bechannugi 
Nicolaus  Ioh?inris  Carducci 
Dominicus   Tani   Coltrinaio  ( /upp le  )  Atti f. 
Nicholaus  Barrholomei  (  Nicolai  )  Taldi  Valorìs 
Ghinus  Manefti  Buondelmonti  Magnas 

Adì  ir.  di  Novembre  1431. 
Domini.  Collegia  .  Ofto  .  Sex.  it.  Confules  &  (^4.  Cives 
Se  X.  tra£li  numero  in  totum  145.  vigore  provifio- 
num  obtencarum  per  chonfilia  cportuna  elegerunc 
deccm  balie  prò  6.  menfibus  iniciandis  di©  15, de  men- 
fis Dscembris  1431.  Io- 


MONUMENTI.  3^1 

lohannes  Mattei   dello  Scelto 

Pierus  Laurentii   Anf^elini  Pezarius  Artif. 

Gherardus  Leonardi  ÌFrefchobaldi    Magnas 

lohannes  Dom.  Forefi   Salviati 

Jìernardus  Barcholcmci  Gherardi  de  Gherardis 

Francifcus  Francifci  Pierozi  de  Luna 

ÌFrancifcus   Dottk  Simonis   Tornabnoni 

Laurcnzius  Ichannis  Bicci  de  Medicis 

Lucas  Dom.  M?.Ci  de  Albizis 

Laurcnuus  Bcnini  Cucci  Artif. 

Die   XX.  Madii  i43i» 
Pierus  Dom.  Lcyd  de  Guicciardinis 

Barrholomeus  lacchi  Riduìtì 
Aiamannus  Dom.  lacobi   Salviatis 
Ani;onius  Vannis  Maccaroni  Galigarius 
Simon  lacobi  Bindelli  de  Bardis   Magnas 
Fiiippus  lohannis  Cardini ,  <f;;z;/ Carducci 
Dom.  Pallas  Honofrii    de  Strozis 
Lodoviciis  Cucci  della   BadeiTa 
Cofmos  lohannis  d^  Medicis 
b'er  Paulus  Ser  Landi  Fortini 

Tempore  uniusanni  iaiciatidie  I5.menfis  lunii  1432. 

143^.  de  menfis  Marzli .  In  Libro  Ser  Filippi . 

Dom.  Laurentius  Antonii  Rudulfi 

Nerius  Gini  de   Capponibus 

Nero  Dom.  Filippi  del   Nero  Rigate, 

Alamannus  Dom.  lacobi  de  Salviatis 

Simon  Marietti  Orlandini 

Pierus   Cardinalis  Rucellai 

Dominic'js  Leonardi  Dominici  Boninfegni 

Nerone  Nigi  Neronis   Dietifalvi 

N'colaus  Bartolomei   Nicolai  Taldì  Valoris 

Nicolaus  Baldini  de  Trofcia  Hofpitarii  (i) 

Die 

(i)  E*  tieceffarh  Japere  Intuiti  e' magiftrati  de*  X.  della 
guerra  entrava  uno  di  famiglia  per  leggie ,  et  truo- 
vanfì   avere  avuto  d*  ogni  tifici 0  .  Solo  di  13.  fami- 
glie come  appiè  faranno  fcritte  delh  quali  non   po- 
^icva  alcuno  effere  de' 3.  maggiori  quando  Ci  riformò 


JOi  MONUMÉNTI. 

Die  i6,  Augulli  t^-^y.  prò  tempore  fex  menfium  initia- 

tis  die  i8.  Septembris  1457. 
Caftellus  Pieri  de  Quaratefibus 
Pierus  Dom.  Loyfl  de  Guicciardinis 
Bernardus  Bartholomei  de  Gherardis 
Bartholus  Dominici   Corft 
lacobus  Zanobi  del  Zaclieria  Artif. 
Filippus  Johannis  Carducci 
Johannes   Andree  Minerbettis 
Aleflus  Benedici  Lapaccinì  Tofi  Artif.  / 

Cofmas  lohannis  Dicci  de  Medicis 
Lucas  Dom.  Maft  de  Albizis 

la  città  dopo  la  cacciata  del  Duca  di  Athene ,  e 
durò  infìao  al  1432.  che  fu  1*  ultimo  Simone  di  Ia- 
copo di  Bindello  de'  Bardi  ;  Ma  el  Mae[irato  del  '54, 
fecie  una  leggie  che  tutte  le  famiglie  non  poteflìno 
avere  e'  tre  maggiori  moftrando  di  benificarli  coìt 
che  poteflìno  andare  a  partito  per  tutti  gli  nfìcj  & 
per  lo  gonfaloniere  non  ne  fu  alcuno  di  detto  ma- 
giftrato  de'  X.  et  coxì  lo  perderono  fotto  fpezie  di 
efTere  benificati  &  perci'k  rari  fono  flati  dipoi  de^  3. 
maggiori . 
//  carattere  corjtvo  (ignìflca  ,  che  male ,  ed  étppentt  fi 
legge  t§elV  Originale  per  la  corrofione  » 

Nomi  di  Famiglie. 
Bardi  .  Frefchobaldi .  Cavalchanti  .  Pazi .   Tornaquinci . 
Buondelmonti.  Gherardini.  Agli.  Pulci.  Rofll.  Ca^ 
tani .  Boftìchi .  Adimari . 

Altra  nota  aggiunta  appiè  di  tutta  quefla  Memtria , 
In  quefto  a  4.  fono  fegnate  13.   famiglie    che    avevano 
ci  magiftrato  de'  x.  S;  altri  uficj  &  folo  era  negato 
loro  e'  tre  maggiori  come  quivi  apare  quando  fi  ri- 
formò lo  flato  nella  cacciata  del  Duchs  d' Athene  . 
Nel   1454-  furono  podi  a   federe  e  fatti   de' grandi    né 

poflbno  avere  ufìcj 
Figliuoli  et  difcendenti  di  Mefs.  Rinaldo  Gianfigliazi 
Mefj,  Rinaldo  degli  Albìzi  figliuoli  &  difcendenti . 

E' fi. 


MONUMENTI.  303 

1437.  de  menfe  Februarii  vigore  proviilonis  &c. 
Bartholomeus  Anronii  de  Ruduifìs 
Nerius  Gini  de  Capponibus 
Nero  Filippi  del  Nero  Rigatt.  Artifl 
Alamannus    Dom.  lacobi  de  Salviatis 
Bernardus  Filippi  Giugni 
Dominus  Petrus  Leonardi  Beccannugi 
Johannes  Simonis  Dora.  Thome   Akovitis 
Nerone   Nigi  Ncronis  Dietifalvi 
Cofmas  lohannis  Bicci  de  M3dicfs 
Puccius  Antonii  Pucci  Magiftri  Artif» 

Die  6,  menfls  Novembris   i43«-  pro  tempore  fex  men- 

fibus  initiatis  die  prima  Decembris  pcoximi. 
Luc»s  Bonaccuri]  de  Pittis 
Nicolaus  Bartholomei  de  Corbinellis 
Paulus  Zanobi  de  Diacceto 
Nicolau.   Andree  Giugni 

Ghinus  lacobi  Ser  Francifci  Coreggiac,  Artif- 
Dom.  Angelus  lacobi  Acciaiunli 
Pierus  Brancacii  Oricellariis 
Dominicus  Tani  Colcriciarius  Artif. 
lulianus  Tomaxi  Gucci 
Angelus  Filippi   Ser  lohannis 

Die  19    de  Aprili  143^. 
Nerius  Gini   de  Capponibus 
Dom.  Laurentius  Antonii  de  Rudulfis 

lu- 

E*  figliuoli  et  difcendenti  di  Mefs.  Vanni  Caftellani. 
Bardo  di  Francefco  de'  Bardi .  Bernardo  e   Domenico  di 

Cipriano,  e  Giovanni  di  Bindello. 
Francefco  di  Filippo  di  Mef^.  Caftellano  de'  Frefchobaldi, 
Piero  di  Cavaichanre  de'  Cavalchanci . 
Tutta  la  famiglia  de'  Guafconi . 
Tutta  la  famiglia  de' Perazzi . 
E' difcendenti   di  Vieri  de' RondinelU. 
Bernardo  Anfelmi . 

Tomaxo^^.  L        (^o.fi 

Simone    i  ^ 

Sandro  di  Bivìgliano  Raugx  . 

Stoldo  ài  Lionardo  Frefchgbaidì ,  e  altri . 


304  Monumenti. 

lulianus  Auguftini  Coccii  Biadaiiiolus  Artifl 

Antonius  Salveftri  Ser  Riftori 

Dom.  Leonardus  Francifci  Bruni  (d' Arezzo)  d^  altra  matts 

I^eonardus  Marci  Bartholi 

Dom.  Petrus  Leonardi  Beccanugi 

Cofmas  lohannis  de  Medicis 

Alexander  Ugonis  de  Alexandris 

Cambinus  Francifci  Cambini  Artif. 

Die  3.  Novembris  I43> 
Lucas  Bonacurfi  Pitti 
Pierus  Dom.  Loyll  Guicciardini 
Johannes  Pauli  de  Morellis 
Lodovicus  Ceci  de  Verazano 
lohannes  Miniati  Dini  Coreggìar.  Artif. 
Dom.  lulianus  Nicolai  Davanzali 
Simon  Francifci  Guiducci 
Angelus  Paulonis   Laurentii  Artìf. 
Nerone  Nigi  Neronis   Dietifaivi 
Nicolaus  Bartholomei  Valori 

Die  S.  Aprilis  1440.  tempore  fex  meftflbus  inltiatis  die 

primo  menfis  lunii. 
Nerìus  Gini  Capponi 
Dom.  Laurentius  Antonìi  de  Rudulfis 
lohannes  Pieri  Bartolomei  Scodellariis  Artif. 
Dom.  Leonardus  Francifci  Bruni  - 

Antonius  Silveftn  Ser  Riftori 
Dom.  Angelus  lacobi  Acciaiuoli 
Filippus  Tohannis  Carducci 
Cofmas  lohannis  de  Medicis 
Alexandri  Ugolini  de  Alexandris 
Nicolaus  Zanobi  Buonvanni  Beccarias  Artif, 

Die  XXX.  Oftobris  1440.  Initiatis  die  prima  Dicembris . 
Caftellus  Pieri  de  Qu arate fibus 
Tomas  Bartholomei  de  Corbinellis 
Bernardus  Bartholomei   Gherardi 
Bernardus  Filippi  Giugni 
Vanncs  Nicolai  Ser  Vannis  Lenzi  Artif. 
JMarjius  lohannis  Temperani  Manai 


MONUMENTI.  3C5 

Boni.  Pierus  Leonardi  Becanniigi 

Gijsrcnte  lohannis  Tonimaxi  Guarenti  Magiftri  Artif. 

Aiìdrcas   Guglielmini  de  Pa/'s 

Nicolaus  Bartolomei  Taldi  Valoris 

Die  if.  menfls  Aprilis  1441.  prò  fex  menfibus  initiatis 

die  prima  lunii 

K^riiJS  Gini  Capponi 

kn'sanozius  Ffancifci  Picll 

Mitrcus  Ichannis  Mtchjloil  Corcggiarius  Artif. 

Dom.  Lcon?.rdus  Francifci   Bruni 

Antoiiius  Saiveftri  Ser  Rigori 

Dom.  Angelus  lacobi  Acciaiuoli 

Filippus  Ichannis  Carducci 

Cclrnss  lohannis  Bicci  de  Mcdicìs 

Alexander  Uijonis  de  Alexandris 

lohaaiics  Pucci  M^gifter  Artif» 

Oftobr.   1417. 
Dom.  lannozius  Francilci  Pitti 
Ncrius  Gini  Capponi 
Dom.  Olcus  Lapi  Niccolini 
Vcm.  Donatus  Nicolai  Cechi  Donati 
}jilippas   lohannis  Carducci 
])omiii:cus  Tani  Petrucci  Coltric.  Artif. 
iiimon  Francifci  Scr  Gini  Ginori 
Cambinus  Francilci  Cambini  Linaiuohis  Artif. 
Doni.  Petrus  Leonardi  Bcccanugi 
Nerone  di  Nigi  Neronis  Diccilalvi 

D^c   I).   menfis  Martii  1447-  P^o  fex  menfibus  initiatis 
eie  prima  Maii  1448. 

Cadellus   Pieri  Quaretefi 

Luchas  Bonaccurli  Neri  Pitti 

Nero  Filippi  del  Nero  Rigate.  Artif. 

Francifcus  Cambi  Orlandi  Orlandus 

Nicolaus  Andree  Nicolai  Giugni 

Picrus   Dini  Peri  Galigatius  Artif.  ^ 

Scr  Angelus  lacobi  Acciaiuoli 

Tomo  XIV.  V  Io- 


305  MONUMENTI. 

Johannes  Dominici  Bartholi 
Alexander  Ugonis  de  Alexandrìs 
Puccius  Ancoaji  Pucci 

Menfis  lunii  t^ji. 
Caftellus  Pieri  Quaratefi 
Nerius  Gini  Capponi 
Dom.  Ofto  Lapi  Nicolini 
Francifcus  Cambi  Orlandi 
Dom.    Angelus  lacobi  Acciaìuoli 
Dominicus  Leonardi  Boninfegne 
Cofmas  lohannis  Bicci  de  Medicis 
Lucas  Domiaì  Mali  de  Albizis 
lulianus  Particini  lohannis  Hofpicat.  Artif, 
Barcholomeus  Francifci  Ser  Andree  Corazarius  Artif.      ^ 

1451.  die  12    Deciembris. 
Lucas  Bonaccurfi  Neri  Pitti 
Bernardus  Dom.  Laurentii  Antonii  Ridulfus 
Bernardii!»  Filippi  Giugni 
Donatus  Nicolai  Cochi  Donati 
Pierus  Cardinalis  Rucellarii  » 

Johannes  Dominici  Bartholi 
Alexander  Ugonis  de  Alexandrìs 
lannozius  Angeli  de  Pandolfinis 
Francifcus   Bonacurll  Ccrfellini 
Johannes  Miniati   Dini  Ccreggiarius 

Die  xij.  lunii  1453.  prò  f>.  menfibus. 
Francifcus  Nicolai  Andree  del  Benino 
Dom.  lannozius  Bernardi  Manetti 
Mariottus  Laurentii  Marci   Benvenuti 
Alamannus  Dom.   lacobi  Salviatis 
Andreas  Nicolai  Andree  de  Carduccis 
D  m.  Petrus  Leonardi  Bepcannugi 
Petrus  Cofme  de  Medicis 
Lucas  Domini    Mali  do  Albizis 
Dominicus  Tani  Petrucci  Coltriciarius  Artìf. 
Nicolaus  Zanobi  Bonvanni  Bcccarius  Arcif. 


Ini* 


MONUMENTI.  ^ 

Initlatis  die  12.  Deciembris  i4J5» 
Neri  Glni  Capponi 
Lucas  Bonaccurfì  Neri  Pitti 
Dom.  06lo  Lapi  lohannis  Nicolini 
Carolus  Zenobii  de  Ghìacceto 
Dom.  Angelus  lacobi  Acciaiuoli 
Simon  Francifci  Guiducci 
Cofmas  Ichannis  Bicci   de  Medicis 
Dietifalvi  Neronis  Nigi  Dietifalvi  , 

Barrholomeus  lohannis  Michslozi  Artìf. 
Andreas  Lapi  Guardi  Coreggiarius  Arcif. 

Die  6.  Mail  14^7.  Conrra  Bartholomeum  Colionem  hoc 
eft  centra  Venetos  qui  eum  miferunc  fuit  proviluni 
quod  eligerentur  decem  balie 

Dom.Tomas  Laurcntìi  Domini  Tome  Soderìni 

Bernardus  Tomaxi  Bartholomei  Corbinelli 

Nicolaus  Andree  Giugni 

Maziottus  Laurentii  Marci  Benvenuti 

Bongiannes  Bongiannis  Gianflgliazis 

Bartholomeus  Laurentii  Lenzii 

Antonius  Lenzonis  Galigarius  Artif. 

Mafteus  Marci  Antonii  Palmieri 

Picrus  Cofme  lohannis  de  Medicis 

Nicolaus  Zenobi  Bonvannis  Beccarius  Artif. 

Baldus  Guglielmi  Altoviti  loco  Bartolomei  Lenzi  qui  in 

officio  objt  &  fuit  eleftus  per  Ccnfilium  del  Cento 

die  16,  Oftobris  1467 
Romulus  Andree   Nofri    Romuli    Magiftri  loco  Nicolai 

Bonvanni  qui  objt  &  fuit  eleftus  per  Ccnfiliumdel 

Cento  per  vìam  fquittinei  die  23.  lannuarii  1467. 

Die  Z9'  Marzii  1468.  prò  tempore  fex  menfium  iniiia* 
tis  die  6,  Maii  i458« 

Dom.  Loyfius  Pieri  Dom.  Loyfi  Guicciardini 
Dom.  Antonius  Dom.  Laurentii  Antonii  de  Rodulfis 
Bernardus  del  Nero  Filippi  del  Nero  Rigate.  Artif. 
Johannes  Antonii  Silveftri  Ser  Riftori 
f^fMicilcus  fieri  lohannis  Dinì 

V  2  Bar- 


3-S  MONUMENTI. 

^aftholomeuslacobi  lacobi  del  Zaclieria  Coltriciarii  Art* 
Andreas  Nicolai   Andree  Carducci 
Francifcu    Laurentii  Tigliamochi 
Pierus  Cofme  lohannis  de  Medicis 
lacobus  Dom.  Andree  de  Pazis . 

'Die  30.  Aprilis  1472.  utapparec  in  libro  primo  Confìliì 
del  Cento  /7  74.  prò  novicetibus  Vulterranim  fccun* 
dum  auftoricatem  competen:em  difto  Confilio  fuper 
rebus  flatus  fuìt  provifum  quod  deputarentur  per 
Dominos  &  Vexilliferum  Cives  inde  ad  per  toturn 
diem  3.  Mail  tunc  prox.  futuri  femel  &  pluries  Ci- 
ves habiles  ad  ofHcium  X.  qualìratis  caularum  noii 
excedentes  numerum  vigintì  quos  voicnt  qui  (ic  de- 
putati intclligantur  legittime  eletti  cum  auftoricate 
circa  res  negocii  Vulterrarum  &  inde  dependentium 
auftoritate  decem  balie  concedi  confacta  prò  tem- 
pore unips  anni. 

Dom.  Tomas  Laurentii  Soderini 
Dom.  Lucas  Bonaccurfi  Pitti 
Dom.  Johannes  Antonii  lacobi  Canìgiani 
Dom.  lannozìùs  Francifci  Pitti 

Dom.  Angelus  Laurentii  de  Stufa  , 

Dom-  Bongiannes  Bongiannis  Io.  Gianfigliazìs 
Dem.  Pierus  lohannis  Andree  Minerbetti 
Dom.  lacobus  Dom.   Andree  de  Pazis 
Dom.  Antonius  Dom.  Laurentii  RiJulfi 
Leortardus  Bartolomei  B?riholini 
Antor.ius  Pacci  Antonii  Pucci 
Bernardus  Tomaxi  Bsrtholomeì  Corbinelli 
Rubertus  Francifci   Blafli  Lioni 
Jacobus  Pieri   Dom.  Loyll  Guicciardini 
Johannes  Antonii  Salveftrì  Ser  Rifiori 
Bernardus  del  Nero  Filippi  del  Nero 
Hyerontmus   Msttei  Morelli  Morelli 
Laurentius  Pieri  Cofmi  de  Medicis 
Jver  Nicolaus  Michaelis  Fei  Dini  Galìgarii  Artif. 
Bartholomeus  Ser  Antonii  Baldini  Hofpitator  Artif. 
Duret   corum  ofncium  menfes  tres  a  die    eorum  eie* 
Clionis .  Item  quod  pofiìut  femei  &  -pluries  per  Do- 
mi» 


MONUMENTI.  309 

minos  Se  CoHegia  aut  ipformn  duas  paftes  prorogare 
il  opus  fueric  . 

Die  fj.  lunii  1478.  per  Confilium  del  Cento  folum  De- 
ccm  Balie  per  fex  menfes  die  ele^bionis  initiacis 
die  13.  luniì  &c. 

Dom.  Loyfius  Pieri  Dcm.  Loyfi   Guicciardini 

Dom.  Tomas  Laurentii  Dom.  Tcmmaxi  Sederini 

Robcnus  Francilci  Blalìi  Doni 

Johannes  Aiuonii  Silveftri  Ser  Riftori 

Anconius  Ser  Nardi  MiniEti  Coregg.  Artif. 

Dom.  Bongiannes  Eongiannis  lohannis  Gianfìgllazi 

Dom,   Petrus  lohannis  Andrce  Minctbetti 

Ser  Nicolaus  Michaelis    Fei  Dini  Galigarius  Artif. 

Laurcntius  Pieri  Celme  de  Aledicis 

Dom.  Bernardus  Dom.  lohannis  Buongirolamis . 

Die  17.  Novembris  1472.  per  Gonfilium  del  Cento  fti- 
pradifti  Deciem  fucruat  reformati  per  fex  menfes 
immediate  fecururos  eorum  officio  fìnito  .  Iccm  die 
30.  Aprilis  per  Confiliam  del  Cento  fucrunt  iterum 
reformaci  prò  aliis  fex  menfibus  inmediate  fecutu- 
ris  fìnitis  fuptadidis  fex  menfibus  ^i  reformsti  eo- 
rum miniUri. 


V  i  Kum,  m 


3IO 

Num.  IX.  per  giunta  alla  Rubrica  dccxl. 
Libro  IX.  pag.  123. 


Pfovvifìone  contro  a' debitori  di  Sale.  Da  Cur* 
tapecore  fciolte  già  di  Camera  Fifcale ,  ora  alk 
'Rìformagtoni  ^  e  da  ej^e  nelle  mìe  Mtfcell,  voL  C 

PRovifio  ad  debita  falis  certis  terminis  &  fub  certis 
graduatis  penis  folvenda  ab  omni  Communitare  & 
perfofia  Comitacus  Flocentie  an-  1373.  ad  normam  alteri us 
anni  136^. 

^  In  Chrifti  Nomina  Amen  .  Anno  Incarnationìs  eiaf* 
dem  milleJìmo  trecencefimo  fepcaagefìmo  certio  Indlftio» 
ne  XII.  die  quarto  decimo  menfis  lanuarii  in  Confilio  Dom» 
Capitanei  &  Populi  Fiorentini  mandato  nobilis  ùl  poren- 
tis  Milicis  Dom.  Petti Givitatis  &  Po- 
puli honorsbilis  Capitanei  precona  convocatione  campa- 
neque  fonitu  in  palatio  Populi  Fiorentini  more  folito 
congregare  Ec  die  fexcodecimo  difti  menfis  lanuarii  in 
Condiio  Dom.  Poteftatis  Civitatis  &  Communis  Florentie 
mandato  nobilis  &  potentis  militis  Dom.  Bernabovis  da 
Maccharuffis  de  Padua  Civitatis  &  Communis  Flgrentie 
honorabilis  Poteftatis  precona  convocatione  campaneque 
fonitu  in  palatio  Populi  Fiorentini  more  folito  congre- 
gato  &  per  ipfa  iam  di£ta  confilia  ut  premittitur  infuf- 
fìcientibus  numcris  congregata  prefentìbus  volentibus  & 
confentientibus  Magnifìcis  Dominis  Prioribus  Artium  & 
Vcxillifero  luftitie  Populi  &  Communis  Florentie  Ec 
maxime  &  nominatim  oblervatis  folepnitatibus  obfervari 
debitis  fecundum  fbrmam  provillonìs  firmate  in  Confilio 
Domini  Poteftatis  &  Communis  Florentie  a»no  Domi- 
nice  Incarnstionis  miliefimo  tercentefimo  fexagefimo  fexro 
die  vigefimo  nono  menfis  lunii  que  fic  incipit  =  Ut  dili» 
gentius  &  cum  maiori  incelligentia  &c.  -  tocalicer  appro- 

bata 


MONUMENTI.  3  I  I 

bara  a^mifTa  &  acceptara  fuic  infrafcripta  provifio  fafta 
&  edira  fuper  infrafcriptis  omnibus  &  fingulis  per  di- 
ftos  Domjnos  Priore.s  &  Vexilliferum  &  Gonfalonerjos 
fotieracum  Populi  &  durdecim  boaos  viros  Communis 
Florentie  fecundum  £.rmam  &  ex;gentiam  ordinamenti 
difti  Communis  &  infra  pr'xime  &  immediate  annotata 
&  (cripta  &  qu«'d  in  hiis  Se  fuper  hiis  omnibus  &  fin- 
gulis infrafcriptis  procedatur  provideatur  firmetar  &  fìat 
&  firmum  &  ftab  licum  effe  intelligiitut  &  fic  &  obler- 
vetur  &  obfervari  po(Iìt  Se  debear  &  executioni  mandari 
in  omnibus  &  per  om.iia  prout  &  fecundum  quod  infra 
proxime  &  inmediate  in  ipfa  provifione  contiaetur  le* 
gicur  &  habetur 

Cuius  quidem  provifionis  tenot  talls  cft  videlicet 

Ut  tani  contumacia  negligentium  puniatur  quam  irti* 
potentie  pauperum  coniideracione  permixta  neceflitatibus 
&  Communis  Florentie  fuccurratur  Domini  Priores  & 
Vexillifer  predifti  iiabita  fuper  pred:£tis  &  infrafcriptis 
omnibus  &  fingulis  invicem  Se  una  cum  ofirio  Gonfalo- 
neriorum  fotietatum  populi  Se  cum  ofìcio  duodecim  bo- 
norum  vìrorum  Communis  Florentie  deliberatone  fo- 
lepni  3c  demum  incer  ipfos  omnes  in  fufficicenti  numero 
congregatos  in  palatio  Populi  Fiorentini  premiflo  &:  fs£lo 
diligenti  Se  fecreto  fcruptinio  &  obcento  partito  ad  fa- 
bas  nigras  &  albas  per  viginti  oéto  ex  eis  fecundum 
formam  flatuti  &  ordinamenti  di6èi  Communis  eorum 
proprio  motu  prò  utilirate  Communis  eiufdem  &  omni 
iure  &  modo  quibus  melius  potuerunr  pcovidcrunc  or- 
dinaverunt  &  deliberaverunr  die  decimoquarro  mcnfìs 
lanuarii  anno  Domini  millefimo  tercenrefimo  feptuage- 
ilmo  tertìo  Indizione  xii.  Quod  omnes  &  fìngali  Populi 
&  omnes  &  fingule  Comunitates  univerfirates  &  pcrfone 
Comitatus  feu  diftri£tus  Florentie  qui  feu  que  impofte- 
rum  tenebuntur  aliquid  dare  feu  folvere  Communi  Fio. 
rentie  feu  alicui  Camerario  vel  ofìciaii  di£bi  Communis 
prò  gabella  feu  pretio  falis  feu  faline  Communis  Fi*^  ren- 
tie Teneantur  &  debeant  illud  dare  &  folvere  in  ter- 
minis  ordinatis  feu  tmpofterum  ordinandis  per  Commune 
predi^tum  vel  pec  habeoies  au£):oricaceiu  circa  id  a  di- 
Cbo  Commuai . 

V^  Et;. 


312  MONUMENTI. 

Et  qnodomnes  &  fingiilì  illi  qui  in  dic^'s  cerni'nls 
non  foiverinc  pofllac  per  le  vel  alium  feu  alios  Se  alius 
leu  alii  prò  eis  idipfuni  &  ipfam  veram  forcem  &  ultra 
ipfani  veram  fortem  nomine  pene  duos  Ibldos  denario* 
rum  prò  libra  qualibec  totius  ipHus  vere  fortis  8c  ad 
jpfam  rationeni  a  die  iplìas  termini  firmici  ad  triginta  dies 
tunc  proxime  fccuturos. 

Ec  quod  omnes  &  (Inguli  illi  qui  infradi£los  crigin- 
ti  dies  non  folverin:  feu  prò  quibas  non  folurum  fueric 
Ut  eft  diftum  teneantur  &  debeanc  foivere  infra  alios 
triginta  dies  fìaitis  di£tis  primis  triginta  diebus  continu2 
fecuturos  ipfam  veram  fortem  &  ultra  ipfam  veram  for- 
tem nomine  pene  tantum  quantum  afcendet  ad  ratio- 
nem  trium  fclidcrum  denariorum  prò  libra  qualibet  dì'^ 
fte  fortis  &  ad  ipfam  rationem  per  fé  vel  alium  feu 
alios  vel  alius  feu  alii  prò  eis  . 

Et  quod  omnes  &  finguli  illi  qui  infra  di^los  fecun- 
do$  triginta  dies  non  folverint  feu  prò  quibus  non  fue- 
rìt  folutum  ut  diftum  eli  teneancur  Se  debeant  infra  a^ 
lios  triginta  dies  tunc  proxime  fecusutos  per  fé  vel  ali- 
um feu  alius  prò  cis  dare  &  foivere  dido  Communi  feu 
Camerario  vel  officiali  ad  huiufmoili  onera  rccipìenda 
deputato  vel  deputando  ipfam  veram  fortem  6c  tanrum 
plus  nomine  pene  quantum  capier  ad  rationem  qua^^uor 
foldorum  denariorum  prò  libra  cuàlibec  diP^e  lortis  & 
ad  ipfam  rationem  , 

Et  quod  omnes  &  finguli  illi  qui  f  e  folvent  feu  prò 
quibus  fic  folutum  fuerit  incelligantur  elle  &  (Int  to- 
taliter  liberati  &  abfoluti  «b  cmni  alia  pena  in  quam 
propter  ceffationem  fea  tardationem  ipfius  feu  ipfarum 
Iblutionum  quomodolibc-t  incurrifTent .  N<rc  earum  vel 
alicuius  earum  pretextu  feu  occafione  polline  exigi  con- 
veniri  gravari  vel  aliqualitcr  moleftari 

Quicumque  autem  in  diftis  terminis  vel  ipforutn 
.aliquo  non  folverit  feu  prò  quo  folutum  non  fueric 
ut  eft  di£^um  &  ex  nunc  elapfis  ipfis  terminis  incurrifTe 
intelllgatur  in  penam  quarti  pluris  fortis  predifVe  .  Ec 
ad  folutionem  ìpfius  fortis  &  pene  predice  cogi  pofGc 
&  debeat  per  quolcumque  retfVores  &  officiales  Commu» 
nis  Florentie  quocumque  loco  &  tempore  quantumlibec 
]^Tvhyhìts  Se  in  avere  &  perfoua  k.  fumm^rie  &  de  fa* 


M   O   N    V    M    E    N    T   I.  313 

So,  Eo  etiam  intelle£l:o  Se  exprefTo  quod  prò  huiurmodt 
debiiis  cuiufcumque  Comunitatis  Pc  pulì  feu  univerfits- 
lìs  quilibet  ex  allibratis  in  ipf.  Communitace  populo  feu 
univerfitate  poflìc  abfque  uila  folepnirEte  fervanda  ad 
diilas  lolutiones  ccgi  &:  compelli  in  avere  &  perfona  Oc 
iummarie  &  de  fafto  &  quocumque  loco  èc  tempera 
«ciani  quantumlibec  feriate  vel  prohibìto, 

Item  quod  de  cetero  nulla  Frovifio  per  quam  dl- 
fponeretur  de  remiftendo  feu  fufpeadendo  vcl  aliquali»< 
rer  alleviando  vel  minuendo  di6:am  penam  quarti  plu- 
ris  in  totum  vel  partem  aliquam  alicui  Communitati 
Populo  vel  perfone   pcffic  poni   ad  confilia  &c. 

Salvo  exprefTo  &  declarato  quod  per  predi£la  vel 
aliquod  prediftorum  non  intelligatur  aliquid  provifum 
vel  faftum  effe  leu  provider!  vel  quomcdolibet  fieri 
pofTe  per  quod  feu  cuius  vigore  pretexcu  caufa  vel  oc* 
catione  aliqua  pena  per  Sedem  Apc-ftolicam  vcl  Rem** 
nam  Ecclefism  pcllìc  cxigi  feu  peti  a  Communi  Florea- 
tie  vel  ab  ahquo  clHdab  difti  Ccmmunis  feu  alia  qua- 
curnque  perfona  vigore  quorumcumque  ordinamentcruni 
Ccmmunis  F*orentie  fca  cuiufciimque  ftipulationis  vqX 
prcimidìonis  inrerpofite  vel  fccuture  vigere  feu  fecun- 
dum  fotmam  dicti.rum  crciinamentcrum .  Et  qucd  fi  quid 
in  ipfa  Provifione  ve!  fub  vcibis  iplìus  contineretur  vel 
incìuderetur  quoquomcdo  vel  po/Tec  cxìnde  aliqualiter 
refulrare  quod  efibc  vel  effe  poilit  centra  predica  vel 
aliquod  pr'vdiftorum  feu  per  qucd  feu  cuius  vigore  pre- 
textu  vel  occafìpne  aliqua  pena  pciTcc  fecundum  formam 
feu  vigore  diftorum  ordinamcntorum  feu  alicuius  flipu- 
lationis  fafte_vel  intcrpofite  ut  eft  diilum  exigi  feu 
peri  illud  intelligatur  fuifTe  &  effe  irritum  &  inane  6c 
prò  infeftb  ik  non  appofito  roralicer  habeatur  &  fic. 

Non  obllantibus  in  predi£lis  vel  aliquo  prediftorUQl 
aliquibus  Icgibus  l^atutis  ordinamentis  proviùor.ibus  auc 
RefcrmationJbus  Confiliorum  populi  &  Communis  Flo- 
rentie  obltaculis  feu  repugnantiis  quibufcumque  &  quan- 
cumcumque  derogatonis  penalibus  vel  prefcriptis  vel 
etiamll  de  eis  vel  ipforum  aliquo  debuiffec  vel  deberes 
fieri  fpecialis  mentio  &  cxpreffa  quibus  omnibus  intel- 
ligatur effe  &  fit  nomiaaum  expr§(fe  fpecialitcr  ac  ge.- 

as- 


3T4  MONUMENTI. 

neralirer  derogatum  &  quod  prò  prediftis  fupra  in  hac 
prcpris  Provinone  continetur  &c. 

Qij im  quidem  Provifionem  Dom.  Priores  &  Vexilli- 
fer  predifti  una  cum  officio  Gonfalonericrum  &c. 

Ego  Nicholaus  fil  quond.  Dom  Tedaidi  oHm  Inghì- 
ramì  de  Prato  Impc iiali  auftcritate  ludex  ordinarius  & 
Notarius  pub  icuv  ^  nunc  cohadiutor  previdi  viri  Ser 
Pctri  Ssr  Grifi  de  Pratoveteri  Civis  Senenfis  Notarii 
Scribe  Reformstionum  Confiliorum  Populi  &  Ccmmunis 
Fiorente  pr  difta  omnia  ex  Reformatif  n»bus  &  (criptu- 
ris  Reform^tii  num  difti  Popoli  &  Commutiis  pineseum- 
dem  S^er  Petrum  cxiftentibus  in  paiatio  PoDuli  Fioren* 
tini  fidelicer  rcripfi  &  in  hanc  publicam  formam  redegi . 

Forh 
la  favorem  Communiratum  &c.  Provifio  1373. 
prò  debicis  in  cercis  cermìnis  foivendis . 


SS 


Num.  X. 


315 


Num.  X.    per  fupplemento ,  ed  illuftrazione 

della    Rubrica  dccli.   Lib.  IX.  pagi  138. 

e  delle  antecedenti ,  e  leguenti . 


Brevi  di  Papa  Gregorio  XT»  intorno  alla  Lega 
contro  la  Ghiefa  a  Giovanni  Albcrgotti  Vefcovo 
d'  Arezzo  ,  e  Legato  Apoftolico  in  Lombardia. 
Da'  Regìjirt  delle  Bolle  dello  fìejfo  Pontefice 
tieir  Archivio  Faticano  a  iiS.efegg,  e  da  quella 
nella  mia  MifcelL  A» 

I.  Delegatioloanni  Albcrgotro  Seniori  (i)  Epifcopo  Arre- 
tino  centra  Anronium  ,  &  Manfredinum  Gazzuli  &c. 
Gregorius  XI.  an.   1373. 

GRcgcrius  Epifcopus  fervus  fervorum  Dei  .  Vener. 
Fracri  noflro  Ioanni  Epifcopo  Àrretino  Apoftolico 
fedis  Niintio  faluceoi,  &  Apcftolicam  benedicionem  . 
Inienca  femper  devotorum   filiorum  commodis  Ecclc-ile 

Ro- 

(l)  Quefta  parola  Mentori  ufata  qui ,  ed  in  tutti  i  fe- 
guenti  Brevi ,  ed  in  altri  da  me  veduti  t  indiritti  a 
quello  Giovanni  Vefcovo  d^  Arezzo,  daU' an.  1370. 
o  1371.  fino  al  mefe  di  Luglio  del  I37<:>.  il  vederli 
immediatamente  poi  nominato  in  altri  fimili  Brevi, 
anche  dello  fteffb  Pontefice,  altro  Giovanni  Vefcovo 
pur  d*  Arezzo  ,  col  titolo  di  Iunior  ;  •'  cfTervarfi  inoltre 
coftantemente  lo  fteflb  ftile  eziandio  in  più  Lettere 
fcritte  dalla  Repubblica  Fiorentina  ,  o  ad  edi  due 
Vefcovi,  ò  agli  Aretini  ,  e  fpezialmente  quelle  di 
dettatura  immediata  del  celebre  Cancelliere,  e  di- 
ligemifllmo  Segretario  Golucgio   Selucaris  di  più  i 

Re. 


'3^^  ^^   ^    ^    ^    ^^    ENTI. 

Romane  materna  benigniras  ,  illis  fecì^ndam  eorum  me- 
rita,  &  Oratus  decencjaoi  quancuin  iufte  poceft  ,  fue  mu- 
nificentie  grauus  impertJtur,  iir  taniro  prompticres  in- 
veniantur  in  ipfius  Ecclede  brnepìsciiis  adimplendis  , 
quanto  favorabilius  per  materne  liberaliratis  ftudium  fen- 
ferint  f  e  traftiri  .  Qaum  iraquc  ficut  ^cccpimus  Caftrum 
Mentis  Airi  Aftenfis  Diocei'eos  »  quod  ab  Ecclefia  ,  fea 
Epifc- pò  Aftenfi  prò  tempore  exiftenti  teneri  confuevic 
in  feudum  ,  &:  a^ucd  iniquitati-  fìlli  loannes,  &  Anto- 
nius,ac  Manfrediniis  Cazuli  de  Carmagnalia  Fratres  Lai* 
ci  Favinenfis  Diocefeos  a  Vcn.  Fratre  n:frro  loanne(a)  > 
Epifcopo  Aftenll  dudum  prò  certa  parte  ipfius  Caftri  te» 
ncbanr  in  feudum,  &  ex  eo  quod  prò  ilia  parte  predi- 
co Epifcopo  fé u  eidem  Aftenfì  Ecclefie  commifTum ,  & 
apercum  de  iure  exifteret ,  quod  difti  fratrcs  fue  falutis, 
&  promise  fìdelitacis  immemore;  cum  peiditionis  filio 
B^rn^bove  ds  Vice-Comitibus  Mediolanenfi  liofte  mani- 
fefto  diftc  Romane  Ecclefle  pzJta  ,  colligationes  ,  &  fe- 
dera inientes,  &  eidem  Bernsbovi  homagium  de  fafto 
prò  difto  Caftro  preftsnCes  Caftrum  ipfum  centra  eam- 
dem   Ecclcfiam,  eiufque  gentes,  &  coUigatos  de  fa£lo 

tene- 

Regi{!ri  ioW  Archivio  Vefcovale  d*  Arezzo;  e  fi- 
nalmente !rt  '«rttcra  di  quella  Signoria  allo  fteffo  Pa« 
pa  Giegf^rio  XI.  del  derto  anno  1 376.  di  condoglianza 
•per  la  inerte  del  primo  Giovanni  Seniore  ;  tutto  que* 
ilo  abbaftanxa  comprova  ,  e  conferma  ,  quanto  eru- 
diramente  fi  nota  s  cctal  proponimento  2\\ìì pag.  ■^S. 
della  Relttzione  di  Giovanai  Rondinelìi  fopra  lofta^ 
to  antico  y  e  modrnio  della  Città  d*  Arezzo  t  ivi 
pubblicata  colle  ftampe  l'anno  755.  intoino  a  que» 
iti  due  Giovanni  Vefcovi  ,  l'uno  immediato  fuc- 
cefTore  dell'altro,  e  dà  badante  fondamento  di  cor- 
reggere r  Ughelli  ,  hai.  Sac.  to?H.  i.  col.  ^ij.e  feg. 
che  ne  forma  un  folo  di  due  ,  e  Iacopo  Bucali  » 
Vite  de*  Vefc.  Aret.  che  ne  confonde  1'  ordine ,  ed 
i  tempi ,  amendue  forfè  per  non  avere  avuto  como- 
do di  vedere  quefti  t  ed  altri  monumenti  . 
(1)  Malabayle^  del  quale  vcgga/i  l' Ughelli  ItoL  Sac* 
toin.i.  C9U  387.  . 


MONUMENTI.  3^7 

tcncbant.   &   diutius   tenuerant  gencibus  ,  &    colligatis 
eifdem   guerram  ad  opus  ,  &  fervitiurtì    prohibitum  ,  & 
vetitum  difti  nequam  Bernavobis  pio  viribus  faciendo  , 
penafquc ,  ac  Icntentias  ia  Pioceflibus  per   Sedsm  Apo- 
ilalicam  contra  diftum  Bernabovem  ,  &  eiu5  fautores  , 
&  adhere.'Ues  f£.£l:is  conrcntas  ,  &  alias  in  f^^adalibus  con- 
ftitutionibus  interietVas  damnabiliter  incurrendo  ,  &  am- 
plìus   difti  frarres ,   quibus   prefarus  Epifcopus    de   iplìs 
tamquam  de  vafTallis  confìfus   cuHcdiam  torius  ciufdem 
Caftii   commiferat  confldenter  nec  fine    proditlonis  fpe- 
cie    indufta  dsfideria  ,  £c  dercfìandos  fum?nres  aff-ftus 
contra  prefatam  Romanam  EccJefiam  ,  &  dì£Vum  Epifco- 
pum  ,  &r   ccrum   dominium  audacia    damnabili  non  eru- 
buerunc  eonìmittere  predica  ,  que    fi  vera   fine    privane 
cofdcm  Feudo  prcdiào  ,  eorjjmque    Petfonss   omni    di- 
gnitate,5c  honore  Feudali  inhabilìtant  ipfo  fa£lo  diletti 
lìlii  ncbiles  viri  Gaillelmus  Rotarii ,  &  Dominìcus  eìus 
natus  Domicelii  Afteiifes  velut  devotionis  filli ,  ac  flatus 
Ecclefie  prefate  fideliflìmi   zelatores  cum  providii    cau- 
€elis  ,  &  prudentibus    non  abfque  magnis  hboribus ,   & 
cxpenfis  de  prediftorum  fratrum    manibus    eripuifle  di» 
cantur  ,  &  ad  cbedìentiam  noft.am  ,  &  Ecclefie  predice 
laudabiliter    reduxifie;    Nos    attendentes  quod    prefatus 
Epifcopus,  qui  fi  poftet  eifdem  Guillelmo,  &  Dominico 
rcmunerationem  de  premiflis  congruam  exhibere   debe- 
ret,ab  adminifiraticne  Ecclefie Aftenfis  ex  ccrtis  caufis 
&  rationibus  citra  tamen   eius  culpam  ed  fjfpenfus  ad 
prefens ,  ac  volentes  ipfis  Guiìlelmo,  &  Dominico  tan- 
qHam  benemeritis  pr^mifTurum  intuitu  alicuius  premia- 
tionis  gratia  prevenire,  ut   deinceps,    &  fervencius ,  & 
fidelius  Rom.  &  Ailenfis  Ecclefiar.    fiatum    profperum  , 
Se  honoris  augmentum  procurent    quo  fé  cognoverint  a 
Nobis,  &  eifdem  Ecclefiis    ulccrius   honoratos  Fraterni-. 
tati  tue,  02  qua  plenam  in  Domino  fiduciam  obtnemus  , 
prefatum   Caftrum  Mentis   Alti,  eiufque  vi!lam,&  Tc- 
nitorium  una  cum  mero  ,  &  mixto  imperio  ,  &:  homagiis, 
pofieffionibus  cenfibus  univerfifque ,  &   fingulis  iuribus, 
te  pertinentiis  aliis  ad   diftum    Caflrum  ,  feu  ad  difl:;<fn. 
Aftcnfem   Ecclefiam,  vel  Epifccpum   in    ecdem  Cailre  , 
feu  eius  cccalione  pertinentibus  quccumque  nomine  nun- 
cupemur,  dum  tamen  prcmiffa  veficatc  vigeant, ìpfumque 


3l8  MONUMENTI. 

Caftrumde  proprio  Ecclefie  Aftenfis  ,  vel  menfe  Epifco- 
palis  Dominio  non  exìftat ,  fed  Feudum  antiquum  dumtaxac 
confifcatumque  fuerit,  ut  prefertur,&  ad  hoc  prefati 
Epifcopi  Aftenfis  confenfus  accedacinde  tuam  confcren- 
tiam  honerantes  prenominatis  Guillelmo ,  &  Dominico , 
vel  alteri  eorumdem  prò  (e  ,  &  heredibus  fuis  nomine 
prediftorum  Aftenfis  Ecclefie  ,  &  Epifcopi  tradendi ,  & 
fub  modis,  formis,  &  condiftionibus  (\e  quibus  tue  cir- 
cumfpeftioni  videbitur  concedendi  in  Feudum,  &  omnia, 
&c  fingula  ,  que  circa  infeudationem  huiufmodi ,  &  ab  ea- 
dini  dependentia  ,  incidentia,  emergentia,  &  connexa 
ncceffaria  fuerint,  feu  quomcdolibet  opportuna  faciendi 
au£toritate  Apoftolica  ,  &  exequendi  plenam  ,  &  liberati! 
tenore  prefentium  concedimus  facultatem  ,  alienatione 
tamen  fuperioritatis,  &  homagii  diftì  Caftri ,  &  perti- 
nentiarum  eiufdem  tibi  petiitus  interdica  .  Datum  Ave- 
nione   viii.  Idus  Decembris  Pontificacus  Nollri  anno  iii. 

II.  Confìrmatio  Conventìonum  inter  Ioannem  Senio- 
rem  (i)  Epifcopum  Arretinum  ,  &  CommifTarium  Longo- 
bardie ,  &  Nobiles  de  Paleftro  &c.  An.  1 3  7 j.  Ivi  a  23.  ter» 

GRegorius  Epifcopus  fervus  fervorum  Dei  Ad  per- 
petuam  rei  memoriam  .  His ,  que  prò  ftatu  pro- 
fpero,  &  tranquillo  gentium  nobis,  &  Romane  Ecclefie 
devotarum  noftro  ,  &  ipfius  Ecclefie  nomine  provide  afta^ 
funt»  ut  illibata  confiftant  libenter  Apoftolici  muniminis 
cuum  a  nobis  requiritur  adicimus  firmitatem .  Sane  nu- 
per  inter  Vener.  Fratrem  noftrum  Ioannem  Epifcopum 
Arretinum  Apoftolice  Sedis  Nuncium ,  &  generalem 
CommifTarium  in  parribus  Lombardie  noftro,  &  ipfius 
Ecclefie,  ac  imperii  Romani  nomine  ex  parte  una,  & 
dileftos  filios  nobiles,  &  Univerfitatem  Loci  de  Paleftro  , 
Vercellenfis  Diocefeos,  qui  iugum  miferrime  fervitu- 
tis  ,  quo  ab  iniquiratis  filio  Galeazzio  de  Vice-Comitibus 
de  Medioiano  difte  Ecclefie  perfequutore,  &  hofte  ,du- 
riter  opprimebantur  abicientes  ad  noftram ,  &  ipfius  Ec- 
clefie devocionem,  Se  obedientiam  pervenerunc  ,  ex  al- 
tera  parte   q^uedam  conventiones  >  &  pafla,  ut  dicituz 

inica 

(f)  E  cosi  fempre  anche  ne' titoli  de'  feguenti  Brevi . 


MONUMENTI.  31^ 

inita  fuerunt  &  firmata  de  qirbus  afTericur  conftar^  pu* 
blicum  Inftrumencum  .  Quum  autem  prò  parte  nobilium  > 
&  uiiiverficatis  pred.ftorum  nobis  fuerit  humiH^er  Tup- 
plicatum,  uthuiufmodi  conventionibus  ,  &  paftis  ?c)bur 
confirmationis  adiicere  de  beni^nirate  ApoftoUca  digna- 
remur  ;  Nos  huiurmodi  ipforum  qobilium  ,  &  urfiverd- 
tacis  in  hac  parte  fapplicationibus  ihclinati  predice  con- 
ventiones  ,  &  paft^  proinde  ut  rite  ,  &  iufte  afta  lune 
rata  habentes,  &  grata  illa  auftoricate  Apoftolica  teno- 
re prefentium  confirmamus ,  &  prcfentis  fcripri  patro» 
cinio  communimus.  Nulli  ergo  «>ni.iino  homi num  liceac 
hanc  paginana  noftre  conficmsrionis ,  &  commuoitionis 
jnfnngere  ,  vel  ei  aufu  temerario  contraire.  Si  quis  au- 
tem  hwc  attentare  prefumpferit  indignationem  Omnipo» 
tentis  Dei  ,  &  BB.  Petri ,  &  Pauii  Apoftolorum  eius  fé 
noveritincurfurum  .  Datum  Avenione  vin.  Kal.  Februarii 
Pontificatus  Noftri  Anno  v. 

III.  Altra  fifìiile ,  Inter  eofdem  ,  &  Noblles  de  Sfrata  ,  & 
Univerfiratem  Loci  de  Valida  Papienfis  Diecefeos 
eodem  die  ,  &  anno  .  Ivi  a  l'^.ter. 

IV.  Altra  flnxcr  predi£tos,ac  Nobiles  de  Speragaria  de 
S.  Maria,  &  de  Gambarena  Comites  de  Lomello, 
ac  de  Bifcoffis  de  S.  Martino ,  &  Uuiverfitates  lo- 
corum  ipforum  Papienfls  ,  &  Terdonenlls  Diecefeos, 
eodem  die,  &  anno.  Ivi, 

V.  Altra,  Inter  prediftos,  &  Nobiles   Viros  de  Beleu- 

geriis  de  Refìgnana ,  &  de  Pionere  Papi<,n(ìs  Diece- 
feos ,  eodem  die,  &  anno  .  Ivi. 

VI.  Altra  ,  Inter  prediftos ,  &  Nobiles  Viros  Cataneos , 
&  Univerfìtates  locorum  Sillanengo,  &  de  Caftellazio 
Novarienfis   Diecef.  eod.  die  ,  &  anno    Ivi  . 

VII  Altra  y  Inter  eoldem  &  Nobiles ,  &  Univerfitatem 
de  Cario  Papienfis  Diec  eod.  die  ,&  anno     Ivi, 

VIIL  Altra,  Inter  prediftos,  ac  Nobiles  &  Uaiverfita- 
tem  loci  de  Mandello  Novarienfis  Diecef.  eodem 
die  ,  &  anno.  Ivi  a  29.  ter, 

IX.  Altra  ,  Inter  prediftos  ,  &  Nobiles  ,  &  Univerfitatem 
locideLandiOna  Vercellenfis  Diec.eod  die  ,  &  an.  Ivi* 

X.  Altra  ,   Inter  eofdem    ac    Nobiles  ,  &   Univerfitatem 

loci  de  Cavalio  Novarienfis  Diec.  eod.  die ,  &  an  (vi , 

XI.  Al' 


310  MONUMENTI. 

/  XI.  y4/?r^,  Inter  eofJsm  acNoblIes,  &•  Uni  verfitatem  loci 
de  Fara  Novarienfis  Diecef.  eod.  die  ,  &  anno  .  Ivi  . 

XII.  Altra  i  Inter  eofdem  ,  &  Nobiles  ,  ac  Univerfitatem 
loci  de  Vigolongo  Vercellenfìs  Diecef.  eodem  die, 
&  anno  .  Ivi  a  23.  ter* 

XIII.  Altra  ,  Inter  eofdem  ,  ac  Nobiles  ,  &  Univerfitatem 
ioci  de  Calpignano  Novarienfis  Diecef.  ccdem  ààt, 
&  anno  .  Ivi  a  2p.  ter. 

XiV.  Commifilo  Invefliture  Caftri  Cortefoni  eidem  Ioanni 
Seniori  Albergotto.  An.  1375.  Ivi  pag,  ^o. 

GP.egorius  Epifcopus  Servus  Servorum  Dei.  Vener, 
Fratri  Ioanni  Epifcopo  Arretino  VerceJlis  commo- 
rami  falutem,  &  Apoftolicam  bencdiftionem  .  F.xhibita 
Nobis  prò  parte  nobilis  viri  Cortefoni  Pe]!e:ce  nati  quond. 
Danielis  Peliette  Domicelli  AftenGs ,  petitio  continebat, 
quod  licet  diftus  Daniel  pater,  &  quidam  antecefifores 
ipfius  Cortefoni  Caftrum  Cortefoni  Papierrfis  Diecefeos 
cum  iurifdi£Vione,  ac  iurìbus ,  &  perrinenriis  fuis  tenue- 
rint  in  Feudum  nobile  ab  Ecclefia  Papìenfi  ,  di£bumque 
Cal'^rum  in  tcto,  vel  faltem  prò  certis  partibus  cum  iu- 
rifd^ione,  iuribus ,  &  pcrtinentiis  prediftis  ad  ipfiim 
Cort^fonum  ime  fuccefilonis  tam  di£li  patris  ,  quam  alio» 
rum  confanguineorum ,  feu  agnatorum  fuoriira,  &  aliis 
certis  legitimis  titulis ,  &  caufis  pervenerit,  ac  perti» 
reacSc  fpe6let  ;  tamen  idem  Cortefonus  prò  inveftitura 
ciiéti  Caftri ,  feu  partium  ipfius  ad  cum  pertinentium 
infra  tempus  ab  iure  ftarutum  petenda,  &  obtifìcndg  , 
ac  facramcnro  debite  fidelitatis  ,&  aliis  ad  que  tenentur 
prcpterea  prefl-ando  ad  prefenciam  Ven.  Fratris  Noftri 
Francifci(i)  Epifcopi  Papienfis  in  Civitate  Papìenfi  per 
intquìtatis  fìlium  Galeaz  de  Vice-Comitibus  de  Medio- 
lano,  Ecclc'fìe  Rom.  perfequutorem  ,  &  hoftem  deteqta 
moram  ttalientìs  cum  ad  Epifcopum  Papienfem  ,  qui  eft 
prò  tempore  huiufmodi  feudi  inveftitura  pertineat  pro- 
pter  guerram  ,  que  in  illis  partibus  noftro  ,  &  ipfius  Ec- 
clefie  Romane  nomine  contra  diftum  Galeaz  geritur  non 
pccuic ,  neque  poteft  adire  fecure  .  Quare  nobis  prò  hii« 

iuf» 

(1)  Suhripate  tV^h^ìlì  H,S0C*t9m,i.  col  noi. 


MONUMENTI.  ^ti 

suffr.odi  Cortefoni  parre  fuic  humilirer  fupplicatum  uc 
fibi  providere  in  hic  de  oppofuno  remedio  dignaremur, 
ÌSioi  ig'^ur  volences  prefatum  Coriefonum  apud  nos  de- 
votioais  erga  Rornanam  Ecclefiam  Drediftam  aliijque  vir- 
tutum  mentis  fide  dignorum  reftimonio  ccmmendjitum , 
huiiifmodi  intuìtu  favoribui  profequi  oppoi'tunìs  Frater- 
nitati  tue,  de-  qua  in  bis,  Se  ai'iis  gerioius  in  Domino 
iìduciam  fpecia'em  per  Apoftolica  fcripta  commirtimus 
&  mandamus  ,  quatenus  voctris  qui  faitiar  vocandi ,  & 
auditis  que  partes  allegare,  &  preponete  voiueri'>r  per 
brevem  ,  &  fummariam  informarionem  il  predica  inve- 
neris  veritate  fulciri  ,  prv<»fatum  Corcefcnum  pru  fé  ,  & 
eius  heredibus  de  pr 'di6to  Caftro  f-u  ìpllus  Caftri  par- 
tibus  qu2S  ipfe  Corteibnus  ad  fé  pertiaerc  csm^lem  Fra- 
ternirarem  mrdis  drbicis  infofmabic  cum  lurifdiftione, 
iuribus ,  &  p?rtinentiis  fuis  in  Feudum  ìiiftoritare  Aoo- 
ftolica  Romane  ,  &  Papientis  Ecck-naruai  ncmine  prc- 
dircatum  iuxta  ipilus  Feudi  naturam  inveftire  procures 
ab  eo  fìdelitatis  debite  ree  piens  iuramcntum  iure  cu- 
iuslibeì  in  omnibus  femper  falvo  lapfu  tcmparis  de  in» 
vefticuiis  petendis  ,  ac  iuribus  ,  conilirucionibas  ,  &  con- 
fuetudinibus  contrariis  non  cbffanribus  quibulcumque . 
Datum  Avenione  x.  Kal.  Aprilis  Pontif.  Noftri  Annov. 

XV.  Epiftola  Priorum  Arrerinonim  ad  SuTtmum  Ponrifi- 
cem  GrfgoriumXI  de  obitu  lohanms  de  3J^"''5?or:'!S. 
An.  *57  5  Da  copia  Jcritta  in  que*  tempi  ntedejtmi  ^ 
che  (i  ferha  tra'  M>S,  della  nohil:ffima  Cafa  Redi 
d'Arezzo  ,  delprej'ente  Srg.  Cav.  Bali  Ignazio ,  Cod,  A. 

SAnftiffìmo,  ac  Beatillimo  Patri ,  &  Domine,  Damino 
Gregorio,  Dei  providencìa  Sacrofanfte  Romane  ,  ac 
Univerfaiis  Ecclcfi.-  Summo  Pofitifici .  SanJli-firne  ,  ac 
Beatiflime  Pater  ,  Se  D.  mine  .  InFandi  doluris  diiru-^  gla- 
cjius  noftram  animam  p??rfuravit  ex  nnntiato  nobis  tbi:ii 
Reverendiflìmi  Noftri  Patris  Dom.  irannis  de  Albevgot- 
tis  preclarifllmi  noftri  Civis ,  celtbris  memora  ndri 
Prv'iulis,  ac  Paftoris .  H.^u  proh  doler/  Eft  e\  ■  'lani 
infigtie  noftre  Civitatis  decus,  ac  precipuum  U  ut^vv;. 
In  eterna  tamen  conflderacione  legem  nature  inevita- 
biiem  advertentes,  qua 

Tomo  XIV.  X  „  Stat 


322  MONUMENTI. 

„  Sratfaa  cuiq'jedies, breve, &ìnreparabiletempus 

„  Ooinibus  eft  vire 
Cogimur  flctu  reprefTu  tam  inremedinbile  fatum ,  quam 
cquiori  polllmus  animo  tolerare.  Ceterum  quia  faluti 
Civitatis  noftre  plurimuni  eft  conferens  bonus  Paftor, 
libertatis  noftre  zelator ,  &  ftatui  noftro  fidus  ,  veftre 
JBeaticudini  fuppìicamus,  quod  ad  eleftionem  futuri  no- 
i!ri  Epifcopi  Veftra  Sanftitas  non  (ìt  celerrime  feilina , 
fed  dignetur  de  fpeciali  gratia  expe£tare ,  donec  poiiu- 
latio  Cleri  ,  &  Populi  Arrecini ,  quc  confeftim  fine  more 
difFugio  celebrabicur  ,  pari  veto  fuerit  folemni  ritu  Ve- 
nire Beatitudini  prefentata  ,  quod  erit  fìdelibus  noftris 
"votis  fumma  gratia  ,  &  folamen .  Datum  Arretii  ap.  lulii 
Indigliene  xiij. 

XVI.  Committitur  Card.  S.  Sabine  cognitio  caufTe  intec 
Comites  de  S.  Flora ,  &  Dominos  de  Befchio  fuper 
Kocca  Salvene  Suanenils  Diecefeos ,  que  prò  bono 
pacis  iam  tradita  fuerat  in  depofitum  b.  m.  Ioanni 
Albergotto  Seniori  Epifcopo  Arretino,  antequam  de 
ìllis  partibus  difcederet ,  ob  nonnulla  Romane  Ec- 
clefie  negotia  .  Anno  1 376.  Dal  cit,  Regìftro  di  Brevi , 
^eir  anno  VI.  del  fu o  Pontìfi  t,   1.  a  ^, 

GRegorius  Epifcopus  Servus  Servorum  Dei ,  Dileflro 
filio  Francifco  (i.)  Tit.  S.  Sabine  Presbitero  Cardi- 
nali in  nonnullis  Terris  Rom.  Ecclefie  prò  nobis  &  ea- 
dem  Ecclefia  in  temporalibus  Vicario  Generali  l'alutem 
&  Apoftolicam  benediftionem  .  Exhibita  nobis  prò  parte 
dìleà'  filii  Bernardi  Simoncini  ,  Civis  Arrctini  petitio 
continebat ,  quod  orta  dudum  inter  dileftos  filios  nobi- 
]es  viros  Francifcum,  Aldebrandinum  ,  &  Senenfem  Co- 
iTìites  de  S.  Fiora  ex  parte  una,  &  Raynerium  BufìTe  de 
^Befchio  Domicellum ,  ac  Francifcum  ipfius  Raynerii  na* 
tum  ,  fuper  Rocca  Salvene  Suanentis  Diecefeos»  quam 
quidem  Roccam  quilibec  ipforum  Procuratores  ad  fé 
fpeftare  ailerebanta  prout  afrerunt  communiter  vel  divi- 
fim  ex  altera  materia  queflrionis  ,  bon.  mem.  Phiiippus 
Epifcopus  Sabinenfis(2)  cune  in  nonnuUis  terris  Romane 

Ec- 
(i)  De  Tehaldefchìs  .  Ciacon.  Vìt,  Pont.  ^  Card,  t,2.  col. $70, 
(a)  De  Caùajfole  ,  Ivi  t97fi.  i.  col.  17^. 


MeNUMENTI.  323 

Ecclefie  prò  nobis,  Se  ipfa  Ecclefia  Vicarius  in  tempo- 
ralibus  Generalis,  fé  inter  parces  ipfas,  &  concordie  in- 
terponens  ad  fedandum  guerras ,  &  fcandala  ,  etiam  iam 
exortas  inter  partes  eafdem,  ac  turbationem  patrie  ,  que 
cccafione  ipfms  Rocche  poterat  vetilìmiliter  exi  tiri ,  nec 
non  attendens  quod  inibì  agebatur  de  preìudicìo  difte 
Ecclefie  prò  eo  quod  a  nonnuUis  afferebatur  prout  afle* 
ritur  Roccam  prefatam  ,  que  in  Patrimonio  B.  Petti  iti 
Tufcia  confiftic  ad  ipfam  Ecclefiam  pertinere  ,  &  quod 
di£tus  Raynerius ,  qui  Roccam  ipfam  aliquandiu  tenue- 
rat  ex  prefata  Ecclefia  recognoverat ,  ac  prò  ipfa  certuni 
annuum  cenfum  eidem  Ecclefie  folverat ,  &  quod  ad 
parlamenta,  ficut  alii  Vafialli ,  &  fubditi  eiufdem  Eccle- 
fie fepe  venerat,  indifta  Tregua  inter  partes  huiufmodi 
fub  epe  pacis  Roccam  ipfam  in  manibus  b.  m.  lohannis 
Epifcopi  Arretinì  de  voluntate  eorum  partium  feque- 
ftravit .  Deinde  prefato  Philippo  Epifcopo  ficut  Deo  pla- 
cuit  vita  funfto  quum  di£tus  lohannes  Epifcopus  prò 
nonnullis  Ecclefie  Rom.  negotiis  fé  de  illis  partibus  ad 
Romanam  curiam  veniens  abfentavit  regìmen ,  &  cufto- 
diam  difte  Rocche,  ut  prcmittitur  ,  fequeftrate  ḍbo 
Bernardo  tunc  eius  familiari  commifit .  Et  demnm  quuni 
idem  lohannes  extitit  vita  fun8:us  huiufmodi  Rocca  in 
cuftodia  di6bi  Bernardi  non  fine  gravi  eius  preiudicio , 
&  periculo  cum  terminis  diftarum  treguarum  haftenus 
cxiftit,  &  uterque  iplarum  partium  Roccam  prediftam 
»b  eobem  Bernardo  cum  gravibus  comminationibus  re- 
petit ,  &  quod  nihilominus  tam  Ecclefia ,  quam  Bernar» 
à\is  predici  in  cuftodiendo  ex  tunc  prefatam  Roccam 
grandia  expenfarum  profìuvia  fubeunt,  quodque  partes 
ipfe  inter  fé  ad  arma  ,  &  bella  preparent  occafione  pte- 
fate  Rocche ,  propter  quod  masrna  turbatio  totius  cir» 
cumftantis  partis  formidatur .  Quare  prò  parte  diSti  Ber? 
nardi  fuit  nobis  humiliter  fupplicarum  ut  providere  fu- 
per  his  de  opportuno  remrf'dio  dignaremur  .  Nos  itaque 
huiufmodi  fuppli-cationibus  inclinati  circumfpeftioni  tue  , 
de  qua  in  his  ,  &  aliis  gerimus  in  Domino  fidiiciam  ple- 
niorem  per  Apoftolica  fcJpta  ccmmittim'i^  ,  &  manda- 
mus,  quatenui  vocatis  qui  fuerint  v  candì.  &  euditis 
hinc  inde  propcfitis,  quod  iuiV..  n  fueiit  d -cernos ,  ap- 
pellacione  t€£a4«a,  &  inter  diftas  partes  treguas  au6lo- 


324  MONUMENTI. 

ritate  no{!ra  indicas  prò  tempore  de  quo  vìderis  exps- 
dire  ,  faciens  quod  decreveris  per  cenfuram  Ecclefiafti- 
cam  firmiccr  obfervari  ,  non  obftantibus  tam  felicis  re- 
cordat.  Bonifacii  Pap.  VITI.  predecefToris  noftri  ,  qua  ca- 
vetur  ne  aliquis  extra  fuam  Civitatem ,  &  Dìecefim  nifi 
in  certis  exceptis  cafibus ,  &  in  illis  ultra  imam  dictani 
a  fine  Tue  Diecefeos  ad  iiidicium  evecetur ,  &  de  duabus 
dieris  in  Concilio  generali  ,  quam  aliis  Gonllitutionibus 
Apoftolicis  contrariis  quibufcumque,  feu  fi  prefatis  Co- 
mitibus ,  &  Domicellis ,  vel  qiiibufvis  aliis  communìter 
vel  divifim  a  Sede  Apollolica  fic  indultum,  quod  inter- 
dici ,  fufpendi ,  vel  excommunicari  non  pofflnt  per  Lit- 
teras  Apoilolicas  non  facientes  plenam,  &  exprctTam , 
ac  de  verbo  ad  verbum  de  indulto  huiufmodi  mentio- 
lìem ,  provifo  quod  Rocca  predifta  ad  fedanda  fcandala, 
&  patrie  turbationem  predi£tam  teneaturper  diftum  Ber- 
iiardum  interim  ,  ficut  haft  'nus  ,  in  fequeftro  ,  quoufque 
via  luris  decretum  ,  &:  diffinitum  fuerit  ad  quem ,  vel 
<juos  debeat  pettinere.  Datum  Avenione  Nonis  Marcii 
Pcntif.  noftri  anno  VI. 

^VII.  Lettera  di  lamento  degli  Otto  di  guerra  di  Fit^nze 
agli  Aretini  contro  il  Vefcovo  Giovanai  Albergotti . 
D/JÌ  Regìflro  delle  Lettere  di  Coluccio  Salutati  » 
alle   Riformagioni . 

Arretini's  Ofio  .  Conqueruntur  Arretinis  de  hiis  que 
mcliebatur  lohan-  de  Albergottis  Iunior  Epifcopu» 
Aret-  i37<?. 

A  Mici  Cariflimi.  Miramur  fatis  quod  Epifcopus  ve- 
rter fecundum  quod  per  interclufam  copiam  veflra 
prudentia  marufvft?  pcrcipier  conrra  nos ,  &  nofìra  cepta 
tam  inirnicis  animis  operetur.  Quocirca  amicitiam  ve- 
Urani  tffcduoiiflSme  deprecamur  quatenus  in  hoc  inter- 
ponere  pb.ceac  remedium  <  ppoitunum  ,  ne  tales  macchi- 
natione^ ,  &  opera  deteftanda  in  veftrum  ,  &  noftrum  pre- 
judicnim  atreutentur .  Datum  Florentie  die  aa  Martii 
XIV.  India.  1375.(1)  XVIII. 

(1)  S' intenda  cb  Itjcarnatìone  ,  fecondo  lo  ftile  antico 
Fiorentino  i  SipolTono  ancor»  vedere  altre  fimili  già 

ftam- 


MONUMENTI.  325 

"XVIII.  Largicìo  Ichanni    Albergotti    Epifcopo  Arretìnr> 
500.   fior,  auri  fiiOra  a  Confraceniicace  .  Dal Lib.  A» 
fecunfìo  Deliherationum  l^raternit&ùis  S.  Marie  Mi' 
feri  cor  dì  e  (  d'  Arezzo  )  pag.  40,  (i) 

N  Dei  nomine  .  Amen.  Anno  Dom-  Noftri  lefu  Chri- 
fti  a  Nati^itate  eiufdem  1381.  Indi£t.  quarta ,  tempo» 
re  Dom,  Urbani  Pape  VI.  die  penultima  menfìs  Decem- 
bris  -  Ccnvocatis  (ìmul  in  unum  in  audJentia  Domus  Fra- 
ternitstis  S.  Ivlarie  de  Aretio,  in  qua  audientia  ReTtores 
difle  Fraternitatis  funt  iblìti  congregari  prò  faftis  difts 

Fra- 

{lampsce  nella  R?xcoIta  di  quelle  di   Coluccio  SaliH 
tati  in  Firenze  1741.  e  parricolarmenre  la  48 /?/2r.  f ., 
pag.   104..  e  Ì3  4p.  ivi  pag  105,  e  ia  55.  ivi  pag.  139. 
e  quella  allo  fì-eifo  Velcovo,    poiché  fu   rimeiro  iti 
patria,  «.  72.  par,  ^.  pag>  185.  e  ia  TS'  i'^i  P^g»  i^S* 
e  finalmente  la  1^»pag.  191. 
(i)  Ho  voluto  riportare  ancora  quefto  Documento ,  per- 
chè pare,  che    confermi  ftinpre  più   la   diftinzioneJ 
fuddetta  di  àut  G'ovanni  Albergotti  Vefcovi    d'  A- 
rezzo   di   quel  tempo,  l'uno  fuccpfTore   immedifito 
dell'altro;  conciofiacofachè   qucfia  donazione  ,  o  ìi- 
mofina   della  Fraternità,  e    molto  più   il  motivo  di 
*ejTa  ,  non  fcmbra  poter  convenire  in  alcun  modo^l 
primo  jòV/;/;-»*-/,  ma  lolamente  al  fecondo,  sì  perchè 
quegli  era  per  altra  parte  foprsbbondautcmente  prov- 
vifto  ancora  dal  Pontefice  ,  e  sì   molto  più  perchè  » 
come  fcrive    i'  erudito   Illufliatore  della    lodata  Re* 
lazione  del  Roudiuellt  ,  nelT  indicata  Nota  psg,  49. 
,,  Quanto  fu  il    primo  della  Iiber:à  delia   Pàtria    zclau- 
„  te,    altrettanto   conrro    a   quella    tentò  ì\    fecondo, 
ti  coficchè    fcr  fTe  di  Lui  il    noftro    Sor  Gorello,  già 
9,  più  volte  citato,  Cap    VII. 

a  El  Padre  gioviti  del  mìo   Vefcovado , 
9,  Lhe  del  fiio  e. io   non  fegue  lei  vigci  , 
„  Per  cui  memoria  ni* era  ajfii  a  grada, 
„  RiuTcirono  però    infelicemente  queiì:!    tentativi,  e 
„  pel  Vefcovo ,  che  fu  dalla  Città  difcacciato  ,  e  per 
„  li  fuoi  ,  le  cafe  de'  quali  furouo  dlal  popolo  incen* 
i>  diate ,  €C»  ^ 


32<;  MONUMENTI, 

Fraternitatis  cxpedìendis .  Sapientes  viri  Dom.  Ludovica* 
Dom.  Bici  de  Albergottis  de  Arecio  porrae  Burgi ,  Dom, 
Matthciis  Dom.  Fci  de  Bezolis  portae  Fori,  Fra.iCifcus 
Azi  portae  Fori,  Bartholomaeus  Bonomii  pcrrae  Cruci- 
ferae  ,  &  Ser  Ludovicus  Benìs  portae  S.  Andreae  hàbens 
vocem  Gì  ruccii  Cecchi  Ser  Berti  de  numero  Reftoriim 
diftae  Fraternitatis  in  porta  S-  Andreae  ,  omnes  prediali 
Rcftores  difte  Fraternitatis  ,  due  partes  ofto  Reftoruni 
Fraternitatis  prefarae ,  &  di6to  nomine  ut  heredes  cum 
beiie^cio  laventarii  PagiiMaiFei  de  Aretio  portae  Fori, 
manu  Ser  lacopacii  Ghini  Notarli  de  Aretio  vigore  rc- 
mìfllonis  in  eo  fa6te  per  reformationem  fift^m,  éc  cele» 
bratam  per  opportuna  confilia  difte  Fraternitatis,  manu 
mei  Notarii  infrafcripti ,  fub  die  5.  Sepcembris  an.  1380. 
tertìa  Indizione  ,  Se  ìpfa  Reformatioae  folemniter  vlfa  , 
&  le£ta  ,  &  infpe£ta  per  ipfos  Reftores,  fafto,  &  folemni 
mìfTo  partito  inter  ipfos  Reftores  per  me  Nocarium  dic^.^e 
Fraternitatis  infrafcripcum  ad  fabas  nigras ,  ìk  albas  ,  fecuii- 
dum  formam  ordinamentotum  diftae  Fraternitatis  ;  ipfo- 
rum  nemine  difcordante  decreverunt ,  deliberaverunt  ,& 
declaverunt,  quod  Reverendo  in  Chrifto  Patri,  &  Do- 
mino, Domino  lohanni  Epilcopo  Arreiino  fuis  confide* 
ratis  muitis,  multifariifque  damnis  in  combuftione  do- 
morum  ipfius  ,  &  fui  Epifcopatus  poiitis  tam  in  Civitate 
Arretii ,  quam  extra  Civiratem  ,"  loco  elcemcfyne ,  & 
fuflldii  dentar  per  diftam  Fraternitatem ,  &  Reftores  'p» 
llus  trecenti  floreni  auri  loco  eleemofyne,  &  fuflldii, 
&  prò  diftis  treccntis  florenìs  auri  habeat  cum  eiFe£lu , 
&  eleemofynam  confequatur  a  dSa  Fraternitate  S.  Ma- 
riae  de  Aretio  de  bonis  olim  Pagni  MafFei  Guidi  d« 
Aretio  portae  Fori,  cuius  difta  Fraiernitas  eft  heres, 
vigintiquinque  ftariora  terre  laborative  ad  tabulam  ,  po- 
fita  fupra  fontem  Pozoli  prope  Menia  Civitatis  iuxti 
fuos  confines . 

Per  Donatum  olim  Ser  Iscpbi  JFei  de  Aricio  Net» 
Fraceraiutis  prediale. 


Num.  XL 


3  27 


Num.  XI.  per  la  Rubrica  dcclxxii.  Libro  IX. 
pagina   195. 


Relazione  dì  un  Anonimo  contemporaneo  della 
morte  di  Papa  Gregorio  XI.  e  dei  Conclave 
per  l*  eiezione  di  Urbano  VI.  Da  Raccolta  di 
Conclavi  MS.  pejìo  dì  me  a  i,  e  figg, 

Obitus  Grcgorii  XI.  qui  Sedem  Ap-  ftolicam  ex  Ave- 
nione  ad  Urbem  tranflulit  anno  Mccclxavì,  Conclave 
in  quo  crearus  fuit  Urbanus  Papa  VI. 

AVVERTIMENTO. 

)»  L'Aurote  anonimo  di  quefl-a  Relazione,  che  fi 
„  trovò  prefente  a' fatti,  eh' e' racconta  ,  fc::^bra  quel 
„  medefìmo  ,  che  cita  Agollino  Oldoini  rellc  iut  nuove 
,^  Giunte  al  Ciaconio  ,  toin.  2.  col.  6:6.  cerne  appari ^ ce 
7>  da  quel  paflb  non  breve  da  lui  riprrtato  ,  comirc«?,n- 
,>  do  dalle  parole:  Rie  antv  Papatum  j  per  muliGS  an» 
,,  nos.^c,  fino  a  queHfr.-Nc^r  non  honos  Retigwfoh  fatis 
$,  amabat',  che. fono  le  fiefi.^,  che  qui  &ppfcaù  u  ieg- 
j>  goao.»' 


JJO  tempore  quo  Dominus  Gregorius  Papa  huius  no- 
^  minis  XI.  deceflit  Icilicet  anno  Dm.  376.  vj  Ca- 
lendas  Aprilis  circa  primam  horam  noflls  Romae,  qui 
biennio  antea  ex  Avinicnc  fedtm  Ap<  ilolicam,  ac  Ko- 
manam  Curiam ,  quae  ab  Urbe  per  ieptufginca  annos  ab- 
fuerat,ad  eamdem  Urbem  reduxerat,  fcihcor  Idibus  la- 
nuarii  anno  1376.  &  Pontiiìcarus  fui  vij.  Erac  ipfe  Rrmae 
cum  fexdecim  tantum  S.  Romanae  Ecclefiae  C-rdinalir^us 
praefemibus ,   r^iquis  feptem  abfcnùbus,  etant   cnim 

X  ^  tunc 


32 S  MONUMENTI. 

tunc  vivi  vjginti    trss    quorum   nomina  fune  haec  per 
ordì  ne  m 

>J<  F.  N.    Aiiglicus  Cardinalis  Albanus  Decanus 

>J«  Egidius    Ifalnii    de  Monteacuto  Epifcopus  Cardinali? 

Tufcu'anus 
>J(  Johannes  de  Blanfncco  Epifcopus  Cardi  i;ì1ìs  Sabinus 
Petrus    Corllnus  Florencinus  Epifc.  Card.  Portu^nfis 
lohannes  de  Croco  Epifcopus  Cardinali;.  Praeneft.nus 
>J<  Petrus  de  Moncaruco  tirali  S.  Anaf^afiae  S.  Rom.  Ecc. 
Archipra;;;sbirer  ,  &  Vjcecsnceifarius 
Gnglit'lmu»  de   AgrifoMo  Pracsblter  Cardinali?  ticuli 

S.  Stefani  in  Coelio  Monte  L'n^uiiceofis 
Francifcus  TebaJdefcus  Romanus  Pr-aesbitcr  Cardinalis 

tituli  S.  Sabinae  ,  vulgo  diclus  Cardiisaiis  S.  Peu  i 
F.  Bercrandus  LageriJ  Òrdinis  Minorum   S.  Francifci 
Praesbiter  Cardinaiis  tic.  S.  Ceci'iae. 
)J<  F.  Guglielmus  Praesb.  C^rd.  S    Vitalis  tìt.  S.  luftinae 
Robercus  de  Gebenua  ArelatenfisPraesbicer  Cardinalis 

tic.  Bafilicae  Aportnlorum 
Simon  de  Borfano  Mt  diolancnfis  Praesbicer  Cardinalls 

tit.  S.  Ioannis  >  &  Paulì  Pammachi 
Hugo  de  Lc-monicinio  Praesb.  C^rdinalis  tit.  SS.  Qua'^ 

cuor  Ceronatorum 
Guido  de  Lemonicinio  Pracsbiter  Cardinalis  tit.  San- 
6>ae  Crucis  in   Hierufakm 
>ì<  F.  Ioannes  de  Ganzia  Presb.  Cardinalis  tit.  S.  Marcelli 
Legatus  in  Tulcia 
Petrus  N.  Praesbirer  Card,  tit,  S.  Laurentii  in  Lucina 
F.  Gherardus  de  Podio    Monacus  ,  &  Abbas  Mentis 
Maioris  tit.  S.  Ciementis 
)J<  Hugo  Archidiaccnus  S.  R  Eccl.  tit.  S.  Marie  in  Pcrtìcu 
lacobus  Urfìnus  Romanus    Diaconus  Cardinalis  tituli 

S.  Georgii  ad  Vellum  Aureum 
Petrus  FlandriiUis  Diaconus  Card.  tit.  S.  Euftachii 
Guillielmus  Ncvellettì  de  Lemonicinio  Djac.  Gardin. 

tit    S.  Angeli 
Petrus  de  Veruco  Diac.  Cr.rd  tit.  S.  Mariae  in  Via  Lara 
Petrus  de  Luna  Cat-fitr  Augadeniìs  de  Aragonia  Diac. 
Cardinalis  vz.   S.    Mariae   in    Cofmedm. 
Abfcntes  praenouù  fune  Tigno  »i< 

Quo 


MONUMENTI.  329 

Quo  mortuo  iiij.  Calen.  Aprilis  t  fummo  mane  exe« 
quie  ,  five  Novcndialia  a  Cardmalibus  fexdccim  praefen- 
Uhus  move  maiorum  caeiebrari  fuat  coepta  in  Diaconia 
S.  Marie  Nt  vae  »  cuias  ante  Pontifìcatum  fuerar  Diaconu* 
Cardinalis.*  &  ibidem  m^rrmoreo  ilpulcro  fait  honorifice 
fepultiis  •  Quae  Novend^ialia  novem  continuis  diebus  per- 
durarunt  ,  cum  m^ximo  torius  Romanae  Curia©  gemitu, 
ac  lachrimis,  &  tanto,  quanto  nunquam  ante  quifquam 
fepuicus  eft.  Parente  enim  ,  &  unico  genitore  privati 
cmnes  videbantur ,  lugebantque  non  modo  praefentem  , 
verum  ctiam  futuram  calamìtatem  ,  in  quam  tubiate  00- 
timo  Pontifìce  ob  P&truum  difcordiamfe  incurfurcj  pr?.e- 
fagìbant  . 

Septimo  Idus  Aprilis  cantata  per  Epircopum  Cardi- 
nalem  Portuenfem  MifTa  de  Spiritu  Santo,  bora  iam  tar- 
da Cird  nales  num,  xvj.  ut  praefertur  in  Urbe  praefen- 
tQs  1  quituor  fcilicer  Itali,  videi.  Petrus  Gorilnus  Flo- 
rciìtinus,  Francilcus  Thebaldefcus  Romanus ,  Simon  Js? 
Biria-io  MediqlHnen.  &  lacobus  Urfinus  Romanus  ;  reiujui 
v«?:o  Galli  prò  elezione  futuri  Summi ,  atque  univerfalis 
F'  «tifici?  ingreflì  fune  Conclave  paratum  in  Apoftolico 
P.i,^fio    iuxta   Badiicam   Principis   Apoftolorum. 

Antequam  ingt*  fTum  ,  principaliores  ex  Romanis  ccn- 
grr'gi'ii  decreverunr  Cardina'cs  omnes  convenire  ,  eofque 
pie  Se  inflsnter  obfecrare  ,  ut  placeret  eis  in  Summum 
Ponnfìctm  clfgere  aliquem4vomanum  ,  vel  faltem  Italum  .• 
fari'?  enim  eis  videri  Galles  legnalTe  in  Romana  fede, 
hm  ai  Cives  Romanos ,  Italofque  redire  honorem  illum 
c^  ngruum  fore  ;  &  hoc  non  folum  omnes  Cardinales  in- 
fimul  congregaros  ,  fed  eorum  quemlibet  figillatlm  quo- 
que d *precabantur . 

G;irdinales  vero  benigne  eos  audiebant ,  &  refponfa 
hum^i'à  generalia  tamen  eis  exhtbebant . 

Vulgus  ?.utem  ignarus  audacius  loquebatur ,  per  vi- 
ccs  ,  &  plateascismitans,  Romanum  vclumus:  quod  cuoi 
familiare-»  Cardinalium  audiflTent ,  &  Dominis  fuis  retulif- 
fent,  confiderantes  ipll  conditioncm  Populi  Romani  prae- 
cipitem,  &  incon'ìderatam,  veluti  torrencem  impetuo- 
fum ,  tumulrus  ,  &  feditiones  facile  excitari  pofTe,  fibi 
ipds  pertimefcere  coeperunt  :  unde  negncium  placandi 
Fopuium  Romanutn  Cardinali  Lemoviccaft  >  qui  inter  eos 

Ui- 


339  MONUMENTI. 

Ultramontanus   exiftimabatur  magjs  praticus ,   &   fa«^ax 
demandarunt. 

Hic  autem  Cardinalis  amicifiìmnm  fibi  fecerat  Bar- 
tolomeum  Praegnanum  ,  five  Prigaanum  ,  alias  Tuczil- 
lum  Regentem  Cancellariae  Apoftolicae  prò  Ferro  de 
Montaiuco  Cardinaji  Pampilonea.  S  Romarne  Ecciefiae 
Vicecancelano  .  De  quo  Hk^c  pauca  neceOario  intcr- 
Jfer^'>nda  fuor  ,  ut  clarior  illiiis  noritia  habearur  ,  cum 
pofi-mocftrm  tucrit  afiumptus  in  Papam ,  &  Urbanus  hu- 
xus  ncminis  VI.  appcilarus. 

Hic  Bartholomeus  Praegnanus  ,  (ìve  Pt  ignanus  ,  Tue- 
zDlus ,  five  BuciiJus  antea  vccacus ,  ex  patre,  (ive  avo 
Filano  ,  &  matre  Napolerana,  Praegnana  ex  parte  patris  , 
Tucztlla  ,  five  Burtilìa  ex  patte  macus  ,  utrifque  igno- 
bilibus,  Nejipoli  in  Platea  viridi  in  quodam  loco,  qui 
vulgvrirer  Infernus  appellatur  ,  natus,  &  educatus  fuit , 
&  poflqu&m  adnlevit ,  utrique  luri  operam  impendit,& 
doÒrus  evjilìt,  &c  Doftoracum  adepcus  eft,  &  Àvinioni , 
ubi  cune  Romana  Curia  degebac,  magna  officia  cum  ma- 
xime hotiore  afTecutus  fuit.  &  in  ea  diu  verfatus  Gre- 
gorio Remano  Pontifici  praediéto  ,  &  omnibus  Cardina- 
libus  fuit  valde  dileflus:  Erar  tunc  cum  Romana  curia 
de  Civitate  Avinioncnfi  ad  Urbem  reveil'a  fuit  paupec 
Archiepifcopus  Materanus ,  8c  Atherontinus  mox  Ar- 
chiepiicopus  Barenfis  in  Apulia  per  eumdcra  Papam  Gre- 
gcrium  fiiftu-»  ,  quem  Archìepifcopatum  vix  per  annum 
ente  ìpGus  Papatum  pofTederat. 

De  mandato  eiùfdcm  Gregeriì  in  abfentia  pracfati 
quond.  Dom.  Petri  Cardmalis  Pampilonenfis  San&ae  Ro- 
ananae  Ecclefiae  Vicecancellarii  ,  qui  poft  receflum  Gre- 
geriì ex  Avinione  continue  ufque  ad  eius  obitum  re- 
fnanferac  in  eadem  Civitate  ,  recipit  in  Urbe  officium 
Regentis  Cancelleriae  Apoftclicae:  fuit  enim  egregius 
Dcftor ,  nec  non  ante  Papatum  homo  humilis ,  éf  de- 
votus,&  retrahens  m?.nus  fuas  ab  omni  munere  ,  inimi- 
cus  ,&  perfecutor  Symoniani ,  zelator  caftìtatis  ,  &  iu- 
Hitiae,  feà  nimis  fue  prudentiae  innitcndo  ,  &  credens 
«dulatorJbus ,  libenter  aures  praebuit  ipfis  ,  frequenter, 
&  follicite  iu  ecdem  iure  .  &  in  facra  pagina  etiam  ftu- 
jlens.  Ingenium  ,  quo  ,  ut  ipie  teftatur  Saluftius ,  neque 
mtlius)  nec^ue  ampUus  aUud  in  natura  morulium  ed» 

ia 


MONUMENTI.  331 

in  culttt  ,  atque  focordia  torpefcere  non  finebatr  Viros  ìi* 
^eratos ,  &  bonos  fincere  dilexit,  &  prò  pcfTe  adiuvir^ 
non  impediens  fé  de  negociis  alienis  ,*  &  finguiù  dicbias, 
dum   corpus  Ibfpitate  gaudebac»  MifTam  legit,&  etiara 
plura  (ifficia  in  eadem  Curia   tunc  exiftente  in  Cìvicac^ 
praedi£ia  exercuit  :   fuic  enim   per  plures  annos  exami- 
«ator  in  gratiis    fpecialibus,   necnon  Praefidens  in  Csn- 
cellerìa  praedifta,  &  documenta,  que  tieri    folent  circa 
liceras  ApoOolicas  ,  recepir  .  &  haec   officia  exercuic  in 
Avignone  ,  anteqiiam  ad  huiufmodi  cfficium  Locum  te* 
nentis  Cancellerìae  pracdi^tae  in  Urb-  foret  aflumptus. 
Erateriam  brevis  ftaturae  ,  afpcftus(()  coUris  lucidi , 
ilve  fuici,  &  iexagenarius ,  vel  circa;  &  anrequam  exi« 
ret   Avinionf    caufa    veniendi  cum  ipfo  Gregorio  Papa 
tid  Itftliam  fuic  focius,  five  Cappellanuv  Commenfalis  iri 
Avinioae  difti  Dom,  Cardinalis  Pampilonenfis  ,  ratione 
Pra^fidentiae  in  Cancelleria  praedi£la,  qui  quidem  Car- 
dinalis  ipil  ,  &  uni  fcutifero  cum  feprelibratis  femel  ia 
anno   veftibus    prandium  miniftravit ,    &   nunquam  fuic 
talis  »  auc  tantus,  quod  ìpfe  p^r  fé,  ve!  alìum   prò  ali» 
qua  confequenda  dignitate  ,  itcm  quantumcumquc  notabili 
praelertim  Paparu  fedicionem  ,  feu  impreflì;  ném  movif- 
fet,  vel  ÉJiquis  de  eo  cogitafTet ,  auc  praefumpTiffet  :  Hic 
erenim   ante  ipfius  Papatum ,  per  multos   anncs  me  >  x5- 
ftente  cum  ipfo  ,  fingulis  noftjbus  ,  pcftquam  ad  cubi!® 
fuum  caufa  quieicendi  afcenderat ,  coram  fé  in  Biblia  quo» 
ufque    dormiret ,   legi    fecerat,  &    raro,  vel  nunquam 
tempus  aiiquod  vigilando  otiofe  confumpfit;  fcd  aur  f!u- 
debat  ,  ut  praedixi ,  feu  commifTa  fibi  exercebat  cfEcia  , 
vel  orabat,  &  nid  ar£latus  quodammodo  per  plateas  nul« 
latenus  incedebat ,  &  in  incedendo   duabus  beftiis  con- 
tentus  erat,  una   mula  fcilicet ,  fuper  qua  ipfe ,  &  uno 
equo,  fuper  quo  eius  familraris  ipfum  afTocians,  equi- 
tabanc:  etiam  induebatur  cilicio  diurno  tempore,  &  no» 
fturno,  in  quo    dormiens    indutus    fuit  defuper  tunica 
alba ,  talari   de   mediocri  panno  hneo  :  ac  multum  eraft 
patiens  tunc  temporis  in  adverfis,  compatiens  etiam  va!» 
de  calamicatibus  aliorum:  omnia  autem  ieiunia  per  Ec« 

cle- 

(4)  II  MS.  pare,  che  dica»  à'/pì^ìs,  forfè  per  errgy» 
^el  Copifta  • 


332  MONUMENTI. 

clefiam  indifta  rune  fanfìiifllme  (bfervabat,  nec  non  pee 
Advencum  Domini  ,  &  per  Sexagt^fimsm  annis  fmgu^is 
ieiunabar,  6c  ieiunances  (ìmìlitec  ,  nec  non  bonos  reli- 
giotbs  faris  amsbsc. 

Hunc  ergo  averrens  Cardinalis  Lemovicenfis ,  iic 
atìutum  confu!uit,  quid  fieri  polTet  ut  &  Pr.pulus  Ro- 
nianu<;  quieraretur ,  &  Curia  Romana  in^Gaiiias  reduce: 
qui  poli  plurima  colloquia  ,  re}pi;ndit ,  Et  unum  nomine 
tantum,  »^*um  vero  fé,  &  fa£l:o  eligerec,  quem  poftea 
fublato  pcriculo,   noniinarent. 

Nec  ei   verbum   hoc  difplicuìt . 

Intrantes  ergo  Cardinales  in  Conclave,  &  de  pro- 
videndo  vacanti  iVlliciti,  poft  aliquot  dies  ,  cum  Jiar- 
tholomeum  praefatiim  eìigendum  decernerent ,  folum  ad 
Romanorum  impetuofum  lun^crem  vitandum  ,  ut  alio  in 
loco  tutiori  alium  crearent ,  unus  ex  Cardinalibus ,  qui 
alium  non  expcftabat  PoiUiiicem ,  quam  fé  ipfum  intro- 
nizandum,  nocum  fieri  fecic  ab  extra  Ulcramontanum 
eleftum . 

Qaod  cum  vulgus  expc£l:ans  audifTet  furiis  inveftum 
Conclave  fregic  cum  minis  ,  Se  terroribus  ;  fed  cum  di- 
dicifTet  Italum  eleftum  hunc  fcilicet  Bartholomeum  Ba" 
rcnfem  Archicpifcopum  ,  ccnquievic  »  ab  infoletuiis  de- 
fiftens. 

Lconardus  autem  Aretinus  in  fir.e  libri  c6tavi  Hi* 
ftoriae  Florentinae   fic  breviter  dicit. 

Qucd  cum  ingredi  Conclave  Patres  de  fucce/Tore' 
diligendo  ccgitarent,  infurgens  Romana  plebs ,  nulHus 
certi  htiminis  impulfu  ,  fed  fuapte  ingcnio  pecmota,  Ro- 
manuna  Pontificem  ex  Civibus  Rt.manis ,  vel  faltem  ex 
Italicis  creari  debere  ciarnitabat:  H^ec  diS:a.  pcftulata- 
que,cumnon  inconfona  rationi  viderentur  ,  augecur  tu- 
multus  ,  crefcetque  multitudo  ,  pauiatim  ad  ufque  Con- 
clave pervenir  ;  Patres  conterriri ,  quoniam  Romanus  ,  vel 
Italus  eligi  poftulsbantur,  Bartholomeum  Archiepifcopum 
Barenfem  Patria  Napoiitanum  elegerunt  . 

Sed  longe  melius ,  clariufque  rem  tctam  hanc  aperit 
Thecdorus  Nemien.  de  hoc  fchifmatc  iib.  i.cap.  2.  cu- 
ius  primum  fupra  relatum  prò  maiori  parte  reperitur, 
qui  ita  inquic  >  &  ipfe  in  eo  Conclavi)  feu  eiu^  ingreflu 
affuic . 

Cam- 


MONUMENTI.  333 

Cumque  omnes  Cardinales  poft  rbitum  dìB:]  Gregorìi 
Papae ,  qui  Uecellic  Roniae  circa  finem  mentis  M^rtii 
anno  Domini  1576.  ut  moris  eft  ,  intrarerit  Conclave  in 
Palatio  Populi  propp  Bafilicam  Principis  Apoftoìorum  » 
fupradi£ì;us  etiam  Urbanus  cum  eis,  non  tamen  ut  Car- 
dinalis  intrabat ,  3c  ckpe£tans  inibì,  donec  omnes  afìi 
Praelati  ,  qui  tunc  pariter  intraverunr,  ab  inde  receiTe- 
rant ,  folus  eifdgm  Cardinalibus  in  camcris  eorumdom  fi- 
gillatim  loquebatur ,  ipfos  devotiu-  depraecando ,  nt  De- 
uni ,  èz  iufticiam  prae  oculis  haberen.r ,  &  omni  afF  Orio- 
ne femctaiEcclefiao  P^omanae  de  utili ,  &  idoneo  Pafì-ore 
per  eb£tionem  Canonìcam  providerent  ;  ficuc  hsec  Heri 
vidi, &  audivi  cum  eod?m  Urbano  ibidem  cune  exiftens: 
Ec  quia  dìS:i  Domini  Cardinales  per  multos  dies  ante- 
quam  eligerent  in  di£!:o  Palatio  ,  ieu.  Conclavi  remsnfe- 
rant ,  praefatus  Urbanus  timens  ne  forte  aliquid  finiflruni 
ipiì  Eccìefiae  contingere  poflet ,  interim  quod  difti  Car- 
dinales erant  in  Conclavi ,  fingulis  diebus  ad  Altare  £e- 
cundum  in  ipfa  Bafilica  legit  MifTam  .  ut  exiftimo,  Do- 
minum  deprecando,  ut  Cardinalibus  ipds  fuam  grat^am 
dignaretur  infundere ,  quod  cito  Pontifìcem  utilcm  ,  & 
ìdoneum  eligerent ,  ut  praefertur:  Cumque  poftea  difti 
Cardinales  in  eumdem  Urbanum  in  ipfo  Conclavi  quod 
adumeretur  in  Papam  per  ele6lionem  unìformem  ,  fci- 
licet  nomine  ipforum  difcrepance  fa8:?m  infimul  con- 
cordafTent:  quadam  die  veneris  ,  fcilicet  iiij.  Ni  n.  Apri- 
lis  tunc  currentis  anno  praedifto  ,  paulo  ante  hor&m  ter- 
tiam,.mirerunt  proeo  ,  &  muitis  aliis  EcclefiaiHcis  Prae- 
latis,  qui  tunc  fuerunt  in  ipfa  Urbe  praefentes:  qui  qui- 
dem  Urbanus  ftatim  libros  ,  &  quafdam  alias  res  ipfius 
ad  loca  tuta  portari  fecit,  ne  ii  rumor  infurgerer  in  po- 
pulo ,  quod  ipfe  eleftus  effec  in  Papam  ,  fcrfan  Romani 
more  fuo,  irruerent  in  cius  hofpicium,  ac  ipfqm  fine 
libtis,  &  rebus  hui^ifmodi  fpoliarent. 

Sed  poflquam  eadem  die  ptaedifli  Urbanus  tunc  Ar* 
chiepifcopus  Barenfis  ncminatus  »  &  alii  Praelati  per  eof- 
dem  Dominos  Catdirtales  Tic  vacati ,  circa  horam  tcrtiam 
ad  prcdiftum  Palatium  acceiferant ,  ortus  fuit  repente 
msximus  rumor  in  populo ,  fcilicet  quod  Papa  fuiffet 
cleftus ,  fed  quis  edet  ille ,  adhuc  illis  erat  incertum: 
ied  cum  paulo  poli  quidam  de  ipfo  Palatio  cìamaret  ad 
^  pò. 


334  MONUMENTI. 

populTim  r  ìrr  maxima  turba  prae  foribus  diéll  Palafif  cots» 
gregatum,  in  haec  verba,  videlicet :  Barenfis  eft  eleQ^s 
in  Papam  :  Ad  hoc  vehemens  commotio  fubito  fafta  fuit 
in  pcpulo,  quod  conringit,  credo,    ea    de  caufa  ,  quia 
pleriqiie  Romani  ,  praediftos   Dominos  Cardìnales  ante- 
tijuam  ipfum  Conclave  intrarent  crebro  follicicarunt,  ce 
loco   dìdc'i  defunfti   Paftoris  faltem  Romanum ,  vel  Ita- 
licum  in  Papam  eligerent  ea  vice;  quod  etiam  me  prae- 
fente  una  voce  depraecabantur  omnes  illi  Romani,  qui 
ftabant  in  gtadibus  eìufdem  Bafilicae  ,  dum  praefaci  Do* 
mini  Cardìnales  di£ì:um  Conclave,  ut  praefercur ,  caufa 
eligendi  novum  Poncifìcem,  intrare   volebant  ;  &  a  pie» 
rifque  audivi,  quod  hoc  per  illum   lacobum  Romanum 
Cardinalem  fuit  fophiftice ,  vel   ex  indufttia  ordinatum, 
ec  per  hoc  ipfe,tamquam  de  potentiori  domo  Romana , 
fcilicec  Urlìnenll  ortus,  eligeretur  in  Papam.-  &  etiam 
aliae  rationes  caufam  huic  clamori    populari  dederunc , 
quia  Dominus  Gherardus  Cardinalis  cituli  S.   Clementis 
Itabuit  quemdam  Cubicularium  ,  Ioannem  de  Bari ,  vul- 
gariter  nuncupatum   Gallicum ,  feu  de  Terra  Lemovì- 
cenlì  oriundum ,  fatis ,   ut  fama  erat ,    fuperbum    pari- 
eer,&  lafcivum,  qui  propcerea  ne  dum  di6lis  Romani? , 
Ced  etitm    prò  maiori    parte  Curialibus  crac   exofus  .•  & 
fcunc  credebant  difti    Romani   fui/Te    in  Papam  eleftum 
loco  Gherardi  praelibati ,  Se    de  ilio   ipfì    Romani  falfo 
errore  fedu6ì:i  ,  dolebant  plurimum,  &  vehemens    mur- 
fóur  faftum   extitit  inter  ipfos  .  Di£ti  vero  Urbani  eìeGti 
in  Papam  pauci  Romani  nunc  notitiam  habebanc  ,  &  eius 
hibentes    nocitiam  reputabant   ipfum  quodammodo  pau- 
perem,  &  defpeftiim  ,  nec  domum  ,  vel  hortun  propriumi 
fxo  tunc  habebac  in  Urbe ,  vel  eius  diftriftu . 

Alia  etiam  Iiuius  rumoris  popularis  caufa  fuit:  Nam 
incer  illos  Praelatos  tunc  etiam  vocatos  ad  di£tum  Pa- 
latium  ,  ut  praefertur  ,  erant  aliqui  Romani  potentes  , 
fcilicet  Petrus  Abbas  Monacus  Montis  Caflìni ,  &  alìi, 
quorum  cuiuslibet  Confanguinei  ,  &  Amici  credebanc, 
^uod  Amìcus  eorum  €le£tus  eflet  in  Papam:  Unde  re- 
pente maximus  concurfus ,  &  ftrepitus  equitantium,  & 
concurrentiuni  per  contratas  di^ae  Urbis  ad  ipfum  Pa» 
latium  illa  tempeltate  auditus  fuit,  ibidem  durans  pene 
iiis  coca  die  :  Vads  Cardinales  prediali  ad  fedandum  di- 

ftos 


MONUMENTI.  335 

ftos  rumores  fimulate,  fea  confìQ:e  populo  per  aUquos 
dici  fecerunt,  quod  praefatus  Cardinalis  Sarfti  Petrì  , 
fciiicec  Francifcus  de  Tebaldefthis  Romanus  Praesbiter 
Cardinalis  ticuli  Sanftae  Sabinae  eflTet  eleftus  in  Papam: 
qutd  audientes  fui  amici  ciim  magna  turba  impetuof© 
currebant  sd  praedì£):um  Palatium  ,  quo  recipìeares  ipfuni 
vìolenter  ad  Altare  maius  in  ipfa  BiCiìic&.nt  eft  moris 
de  novìcer  el^^lis  in  Papam  fieri,  perduxerunr .  &:  pò- 
fuerunt  fuper  illud,  eo  invito,  &  dicente .  q^iod  non 
effet  Papa;  T'd  /\rchiepifcopus  Barenfis,  per  eum  ,  & 
alios  Cardìnales  eleftus  fuit  in  Papam,  &  tam  magna 
preiTura  ibi  fafta  illico  eft,  ita  quod  diftus  Cardinalis 
in  illa  comprenfus  mortem  vix  evafit,  qui  poft  hoc  ad 
diftum  Paiatium  reduftus  ,  ex  tunc  continue  remandc 
quamdiu  vixit  penes  D.  Urbannm  antediftum  . 

Difta  vero  die  poft  eamdem  eleftionem ,  etiam  tunc 
ipfo  rumore  durante,  quxtuor,  vel  quìnque  de  praedi- 
£ì:is  Cardinalibus  esmdem  Urbem  cum  difto  Domino  la- 
cobo  Cardinali  exiverunt  >  Se  aiiqui  eorumdem  Cardina» 
lium  ad  Caftrum  San£^i  Angeli  in  Burgo  diftì  S.  Petri 
declinarunt:  fed  altera  die  immediate  ad  diftum  Urba- 
num  in  Palatìo  Apoftolico  exìftentem  Càt'is  tempeftive 
acceflic  Petrus  de  Luna  nunc  ,  &  paulo  poft  alter ,  qui 
Abbas  Maioris  Mentis  vulgariter  nominatur,  &  poftea 
Hubertus  de  Gebennn  ,  ac  iubfequenter  caeteri  Cardìna- 
les, fcilìcet  de  Agrifolio,  Vivarienlì  .  Gandatenfi ,  Sanali 
Angeli,  Sanai  Euftachii,  nec  non  de  Britannia  ,  &  ^>^a- 
vienfi  .*  qui  omnes  fuerunt  natione  Gallici ,  &  ipfi  alii 
tres  Cardinales  Italici  :  Ita  quod  omnes  praef»ti  Cardì- 
nales ,  qui  eum  elegerunt  infra  horam  vefperarum  illa 
die  convenerunt  in  ipfo  Palatio  .  Qui  poftquam  Romani 
in  veritate  fenferunt,  quod  di£tus  Cubicularius,  cogno- 
minatus  Barenfis  ,  non  erat  eleftus  in  Papam ,  ab  incoe- 
pto  rumore  penitus  quieverunt,  ulterius  de  ipfis  Cardi- 
nalibus ,  &  elezione  fafta  de  ipfo  Urbano  fé  nullarenus 
implicando:  Unde  omnes  ipfl  Cardinales  tunc  iniimul 
hora  vefperarum  in  eodem  Palatio  aggregati  ipfum  Ur- 
banum  paulo  poft  eamdem  horam  vei'perarum  more  fo- 
lito  intronizarunt  ;  qui  poftquam  incronizatus  fuic  pec 
eofdem,  ad  locum  ,  in  quo  diftas  Gregorius  Papa  Bme» 
di^lionem  dari  Populo  confueverat,  cum  omnibus  ipfis 

Cai- 


336  MONUMENTI, 

Cardinalibus,  nec  non  magna  multitudi ne  alìorum  Prge«- 
latorum  accedens ,  populo  in  maxima  frequentia  ,  &  mul- 
ticudine  ibi  tunc  congregato,  Papalem,  &  folemnem  be- 
nediftionem  dedit. 

Ec  deinde  xiiij.  Calend.  Mali  fn  die  Pafchae  ,  5:  in 
ipfa  facra  Pafchali  Domini  de  mane  valde  folemnicer 
per  ipios  Dominos  Cardinales  ,  ut  moris  eli: ,  ac  per  ma- 
nU3  lacobi  Cardinalis  Urfinis  San£te  Romanae  Ecclefiae 
Archidiaconi  abfentis  Locumtenencis  ,  ipfe  Urbanu5  fuae 
Coronationis,  omnibus  Cardinalibus  confentiencibus ,  in- 
fìgnia  recepit,  ance  porcam  diftae  Badlicae  :  ficque  Co- 
ronatus,  difti  Cardinales,  ac  Praelaci,  &  officiales  ,  ac 
ctiam  multi  Nobiles  ,  &  Curìales ,  ac  pene  univerfus 
populiis  Urbis  ipfum  ad  Ecclefiam  Lateranenlem  per 
eamdem  Urbem  cum  Papali  honore  ,  feu  pompa  tran* 
feuntem  afiTociarunt  . 

Fuerunt  etiam  tunc  in  ipfa  Urbe  multi  Baroncs ,  8c 
alii  M'Agnates  per  plures  dies  praelentes  ,  qui  univerfa- 
liter  fingili!  videlicet  eorum  eidem  Urbano  ut  vero  Sum- 
mo  Pontifici,  publice ,  ac  private  honorem,  &  reveren- 
tiam  exibuerunt,  &  cune  nuUum  dubiam,  nullufque 
rumor  fmifter  erat  in  Urbe  Roma,  etiam  inter  Cardi- 
nales, Se  alìos  qucfcumque  ,  quod  idem  Urbanus  non  ef- 
fet  verus  Papa  ,  aut  quod  per  oppreflionem ,  vel  alias 
minus  Canonice  foret  el-étus  :  Imo  omnes  ipfl  Cardina- 
les rune  temporis  fcriptis  ,  &  diftis  pubiice ,  &  private 
dicebant  omnibus  etiam  Itrcum  de  ipib  Urbano  conferen- 
tibus,  qucniam  ipte  Urbanus  eflet  verus  Papa,  &  cano- 
nice ,  ac  concordicer  per  ipfos  eleftus ,  Se  haec  eft  ve^ 
sritas,  nec  potuit  re  vera  negari . 


jNum.  XIL 


337 


Nuin.  XII.  per  la  Rubrica  dcclxxxiv.  Lio.  IX. 
pagina  ipp. 


Narrazione  dello  ftelTo  Autore  Anonimo  contem- 
poraneoj  intorno  .;ir  origine  dello  Scifma co- 
minciato fotto  Urbano  VI.  Dalla  citata  Rac- 
colta  MS. 

Origo  nephandi  Schifmatis  fub  Urbano  VI.  coepti  Anno 
Domini  Mccclx^viii.  &  Conclave  novum  in  Civitate 
Fundorum,  ubixiiij.  Cardinales  ab  Urbano  deficicn- 
tes  elegerunt  Clementem  Vii.    di£bum  Antipapam . 

Die  lunae  fequenti  infra  fefta  Pafchalia  diftis  Vef- 
peris  in  eodem  palatio  in  Cappel'a  Maiori  prefen- 
te  ipfo  Urbano  Papa,  coepit  ipfe  Urbaaus  pubìice  i(\' 
crepiti  Epifcopos  ,  qui  iiluc  venerane  ,  dicendo  quod 
cmnes  efTenc  periurii,  quia  Ecclefias  fu^s  defererenc  ia 
Romana  Curia  rendendo  .•  fed  tacentfbu.'t  omnibus  ip(i$ 
Praciatis  ,  quidam  Dominus  Martinus  Ep\Tcopus  Pampl- 
lonen.  eiufdem  Urbani  Referendarius  natiohe  Carhelanus, 
qui  fuit  D;'£tor  egregius  in  Iure  Canonico  ,  &  diu  Avi- 
nione  in  eodem  Iure  legic  ordinarie,  folus  i&?g  teipon- 
ciic  fatis  audafter  in  haec  verba  .•  Quod  iple  non  e/TeC 
periurus  ,  quodque  diftam  Curiam  non  proprer  eius  pri- 
vatam,  fed  pocius  propcer  publicam  utilitatem  fequere- 
tur,  &  parata?  efTec  de  illa  recedere,  nec  non  ad  eius 
Ecclefiam  accedere:  arguendo  fubtilicer  per  hoc  diftum 
Urbanum,quod  illud  egiffec  parum  urbane,  atque  mi- 
nus  caute  (le  generaliter  obiurgando  Praelatfs  praedi£ì:os 
tunc  in  Romana  Curia  praei'entes . 

Subfequenter  autem  die  lunae  immediate  poli;  fe- 
cundam  Dominicam  Pafchae  ,  ideft  die  tercia  Maii  in  fe- 
llo Inventionis  Sanftiflìmae  Crucis  ipfc  Dominus    Papi 

Tomo  ÀI  f^.  y  Ur- 


358  MONUMENTI. 

IJrbanus  tenendo  publicum  Confiftorium  ,  &  confluenti» 
bus  illic  diftis  Dominis  Cardinalibus  ,  nec  non  Praela- 
tis  ,  ac  Officialibus  ,  &  Curialibus  in  magno  numero» 
ut  moris  eft  ,  incoepit  fermonem  fscere  in  praefentia 
corumdem  ;  cuius  thcma  fuit  :  Ego  fum  Paftor  bonus ,  &c. 
quem  minus  caute,  nec  non  eriam  minus  ornate  fecit  ; 
In  quo  etiam  mores  di£tornm  Dominorum  Cardmalium, 
&  Praelatorum  incoepit  redarguere;  quod  ipfi  aegre  tu- 
lerunt;  iMiror  enim  quare  hoc  fecit ,  fciens  eflTe  parum 
ìpfum  prò  tunc  curare.-  fruftra  enim  niti  ,  ncque' aliud 
fatìgaado  nid  odium  quaerere  ,  eftrema  dementia  eft  ; 
Fuerunt  enim  increpationes  illae  tempeftive  fomentum 
fchilmatis  fubfequentis , 

Veniens  etiam  ilio  tempore  quidam  Colle£lor  fru- 
ftaum  Camerae  Apoftolicae  de  quadam  Provincia  ad 
praefentiam  difti  Urbani ,  ei  quandam  pecuniae  fum- 
mam  ratione  fui  collefti  oflfìcii  otìferebat  :  Cui  refpondens 
ait  :  Pecunia  tua  Cit  tecum  in  perditione;  Et  fic  iilam 
recipere  non  curavit:  firiiilia  multa  infolita  ,  &  abufiva 
de  die  in  diem  faciens  ,  per  quae  pene  omnium  ipforum 
Cardinalium,  &  Praelatorum  centra  fé  magis  iracun- 
diam  concitavit . 

Sed  quod  Urbiinus  ìpfe  ita  proflluit  ad  increpatio- 
nes  indffcrctas ,  &  nimium  repentinas  ,  caufafuit,  quia 
q.  Domina  Ioanna  Regina  Hierufalem  >  &  Siciliae  ,  quant 
pofì:T.^a  idem  Urbanus  Siciliae  Regno  privavit ,  audiens  eum 
in  Papatum  promotum  effe  ,  gavifa  fuit  gaudio  magno  vai- 
de  ,  &  p..'r  multos  dies  Neapoli  luminaria  multa  more  illius 
Patrìae  per  toram  Civitatem  in  crepufculo  vefpertino  ad 
honorem  difti  Urbani  incendi  fecit*,  nec  non  Amba- 
fciatores  ipfl  Reginae  per  eumdem  Urbanum  ftatim  poft 
cIe£tionem  fuam  deftinatos  benigne  recepìt ,  &  multis 
grandibus ,  &  liberalibus  donariis  praevenit;  ipfique  Ur- 
bano quadraginta  milliq  ducatos  in  Auro  partim  ,  &  in 
fnonera  Argentea  in  ilio  princi^>io  deftinavit:  nec  non 
paulo  poiìrVina,  &  Biada,  ac  Carnes  falfas  ,  &  Cafeos 
per  Mare  in  navigiis  in  magnis  quantitatibus  (ibi  tranf* 
mitrendo:  Regnum  quoque  fuum,  &  omnia  qute  habe* 
|)at  libi  cbiuìit,  credendo  eum  fibi  femper  remanere 
|)ejievolum. 

Et  ab  alio  lacere  ille   q.  Pater  Principum,  &  nor* 

ma 


/- 


MONUMENTI.  335^ 

ma  Nobilium,  fcilicec  Domìnus  Otho  Dux  Brunfviceri- 
fis  y  &  Princeps  Taranti  maritus  diftae  Reginae  ,  qui 
eri«m  pracdi£bum  Urbanum  ante  eius  Papacum  fumme 
diiexit,  &  quantum  potuit  per  diftum  Gregorium  Pa- 
pam  paulo  ante  ipfius  obitum  ad  faciendam  Pacem  incec 
Romanam  Ecclefiam  ,  &  Colligatos  ad  Tufciae,  &  Li- 
guriae  parces  deftìnatis  omnibus  per  ipfum  fideliter.Sr 
prudenrer  prò  ip£a  Pace  rcformanda  incer  eardeni  paites 
difcrepances  compofitis ,  ad  eamdem  Urbem  rediic  circa 
fefta  Pa(chalia  cum  bonis  novis  pacis  huiufmodi  conclu» 
fae  ,  repeiiendo  ipfum  Gregorium  interim  vita  fun£lafu  ,« 
qui  edam  exhilcratus  vehementer  de  promotìone  difti 
Uibani  iìbi  obrulit  fé  >&  fua  .  Et  cum  infra  eadem  fe- 
lla diftus  Otho  fumpto  prandio  cum  difto  Urbano,  uc 
mnris  eft  ,  ci  quadam  die  potum  praeberec  in  cclatione 
quorumdam  Cardinalium,  &  aìiorum  magaae  aa£lorita- 
ti>  virorum,  dicìrus  Urbanus  ex  faftu  fcyphum  de  ma- 
nìbus  tanti  Princ?pis  ftantis  coram  eo  dia  genibus  iie- 
xis,  rccipere  tardavic ,  dmec  eum  quidam  ex  Cardina- 
libus  dlcerer  haec  verba  :  Pater  fanfte  tempus  eft  ut  bi- 
batis  :  Nec  fefellic  in  eo  illud  prò  timo  ; 

„  Afoeriiis  nihil  effe  miiero  qui  furgit  in  alcum  ; 
Nec  illud.- 

M  Corde  ftat  infilato  pauper  honore  dato  : 
Et  licec  tunc  foJlicitaretur  inftanter  ,  quod  eamdem  Pa- 
cem prò  ipiius  fteui  firmando,  benigne  acceptaret:  hoc 
ramen  prò  cune  facere  non  curabat ,  crcdens ,  fc  fuper 
pennas  vtntorum  iam  volare  .  Quae  etiam  praeconce- 
ptum  rancorem  iam  intcr  ipfos  ,&  fuos  Cardinale»  prac- 
di£tos  non  mediccriter  adauxerunc  ;  &c  eum  dclirum  co- 
munJter  ipfì  Cardinales  iudicabaaC:  Fuit  enim  in  homi- 
ne  ilio  natura  inquieta,  &  durai  6:  duri  C(  rdis ,  unde 
pr<  bavit  illud  ;  Cor  durum  habebit  male  in  novifllmo  ;  &  , 
Qui  amat   periculum  in  ilio  peribit . 

Ipfe  enim  tunc  praecer  fpem  ad  tantae  dignitatis 
fsftigium  fubievBtus  ,  intollerabilis  videbatur  .*  nulla  Pa- 
tribus  grafia,  quod  fé  potifllmum  delegiflent ,  ^ulla  hu- 
manitas  ,  nulla  conciliatio  animorum  ,  fed  conrumax  , 
tninsbundus  ,  &  afper  malebat  videri ,  &  metui  potius» 
quam  diligi . 

Haec  pervcrfitas  Patres  induxit  m§tu,   &  indigni- 
y  2  tio- 


34»  MONUMENTI. 

tionc  aliofum  refpiccre:  Paulo  enim  poft  fufcltata  nimis 
pericitlofa  dilccrdia  inrcr  ipTum  ,  &  diftos  Cardinale> 
praediftum  fcifma  magis  proprerea  ex  rancore  muruo 
partium,  quam  ex  allegata  impreflìone  in  elezione  difti 
Urbani,  ut  in  praecedeacibus  tangitur ,  habuit  ortum  .* 
Nam  idem  Urbanns  Romanis  civibus  prò  pofTe  compia- 
cere fluduit ,  in  quo  etiam  ipiìs  Cardìnalibus  vehemeii- 
tius  dirplicebac  :  Itaque  clam-  inter  fé  de  elezione  tslis 
Pontificis  conqucfH,  cum  &  metum ,  &  violentiani  Po- 
puli  Romani  accufarent ,  figi'latim  omnes  ferme  ab  ipfo, 
cxiftente  adhuc  in  eadem  Urbe ,  abire  coeperunc  circa 
medium  menfis  Maii  poli  eiua  Coronationem ,  &  ad  A- 
naniam  Civitatcm  Campaniae  Roman,  declinarunt,  re* 
ccearionis  caufa  prò  ilio  aeftivo  tempore  ,  ut  diccbanc , 
quia  tane,  uc  communicer  cxaerimur,  incipit  calor  ii 
cadem  Urbe  vigere;  nam,  ur  fiipra  didilam  eft  ,  eleflio 
^-eius  fuic  celebrata  Ncnis  Aprilis  ,  &  de  menfe  Mui . 
cum  Papa  effet  in  Civitate  Tiburcina  ,  perrexerunt  ad 
Civitatcm  Ananiae  ,  &  ex  Anania  de  menfe  lulii  fequentis 
recefTerunt  quatuordecim  Cardinales  ab  eo  ad  Civitatcm 
Fundcrum  ,  que  eft  in  principio  Regni  confinis  Cam- 
paneae.'  Regina  enim  Apuliae  I<;anna  predilla  cum  ac- 
frepi.Tec  Gardmales  male  contentos  ,  &  minus  quietos  Re- 
gni fui ,  ad  quod  Carolus  ius  in  eo  praec-^^ndens  haberc? 
profpiciebat ,  eis  ,  ut  dicitur  ,  fecrete  fignifìcavit  »  quod 
ad  Civitates  Regni  ipfius  ture  portene  accedere  ,  fi  quid 
aliter  providere  difponerent. 

Urb?.nus  autem  fentiens  infra  aliquot  dies  pcftea, 
quod  illic  centra  eum  confpirafTenc ,  quodque  conerà  ip- 
fum  procedere  vellent  ipfi  Cardinales,  facis  doluic,  quod 
cos  a  fé  libere  abìre  pormi fiilet ,  fed  animo  eos  ad  fé  re- 
vocandi  etiam  de  ipfa  Urbe  ad  Civitarcm  Tiburrin.^m 
quafi  in  medio  itinere  inter  Urbem  ,  &  Ananiam  cello» 
catsm  ,  cv'  fub  fpe  recreaàonis  infra  dies  paucos  pofrea 
acceiììc,  ubi  ex  tunc  per  quatuor  nienfes  ,  vel  circa  ft^tir. 

Et  inter  haec  di£li  Cardinales  in  Anania  tunc  exi- 
ftentes  contea  ipfum  praeceptum  huiufmodi  inchoarunc  , 
in  quo  eum  Bartholomeum  Barenfcm  in  Papatu  intru- 
fum  ncminarunt,  ipfumque  ad  certam  diem  citarunt,& 
sinica  conua  eum  attencariin:  fub  tuitione  quondam  Ho,« 

I        no- 


MONUMENTI.  341 

ìiofkti  Cooiltis  Fundorum  ,  qui  dì£tam  Campanìam  tunc  <, 
8c  diu  ante  prò  ea  Romana  Ecclelìa  gubernabat . 

Interim  vero  diftiis  Dominus  Otcho  Princeps  Ta« 
rànti  fentiens  per  famam  hoc  nefandum  fcifma  iam  or» 
tum,  &  ne  tantum  malum  vires  afTumeret  in  tota  Chri- 
ftianitate  ,  quia  erat  vìr  totus  Catholicus ,  &  etiam  ipfì 
Urbano  valde  compatiendo,  cum  decenti  comitiva  lu* 
rifperitcrum ,  &  Militum  de  Neapoli  venir  ad  ipfum 
Papam  in  Civìtatem  Tiburtinam ,  cenando  eum  cumi 
diftis  Cardinalibus  in  amicitiam  reponere  ,  ac  fecum  or- 
dinare, quod  q.  Maria  Regina,  &  heres  Regni  Tri- 
nacreae  Confanguìneo  filo  ftrenuo  viro  luniori  Marchio» 
ni  Mentis  Ferrati,  qui  tunc  cum  co  ttiorabatur  ,  nuptui 
traderetur  prò  bono  flatu  Trinacriae  ,  &  etiam  Siciliao 
Regnorum  praefatorum ,  prouc  de  hoc  partes  ipfae ,  & 
omnes  Barones  di£ti  Regni  Trinacriae  iam  fimul,  ut  fic 
fierec,  concordabant:  Quorum  tamen  neutrum  diftus  Prin» 
ceps  potuic  ab  eodem  Urbano  finaliter  obtinere:  propo» 
fuerat  enim  iam  in  mente  fua  di£bum  Regnum  Trina- 
criae in  Francifcum  Praegnanum  nepotulum  fuum  ex 
frate  genìtum  tansferre , 

Videns  igitur  {pfe  Princeps  fé  non  proficere  in 
praemiflìs  cum  eodem  Urbano  ,  quia  erat  aliquaiiter  lic- 
teratus  ,  quadam  vice  dolenter  coram  nonnuUis  dicebat  : 
Pro  certo  Pater  nofter  non  Urbanus ,  fed  potius  ,  ut  ti- 
meo,  Turbanus  dicetur,  Se  multis  cric  adverlìtatibus 
involutus  ,  &  ruina  multorum. 

Quod  audiens  etiam  tunc  praefens  q.  ille  Celebris 
Doftor  legu'm  Dominus  Nicolaus  de  Neapoli  Reftor  Pro^ 
vinciae  in  Gallia  prò  ipfo  Domino  Otthone  Principe , 
&  Ioanna  Regina  tunc  temporis,  accefllt  ad  eumdem 
Urbanum ,  qui  erat  ei  valde  familiaris  ante  Papatum  , 
rogans  ipfum  ,  ut  omnino  confiliis  difti  Principis  acquJ- 
efceret,  qui  nifi  bonum  ipfius,  &  concordiam  Ecclefiae 
Romanae  quaereret  :  quem  cum  ipfe  Urbanus  etiam  ob- 
audiret,  idem  Dominus  Nicofaus  propterea  ira  commo- 
tus  ,  ad  praefatos  Cardinales  infra  panca  tempora  accef- 
fit ,  ex  tunc  partem  eorum  publice  fovendo ,  nec  noi* 
eis  alfiftendo  confiliis,  &  auxiliis  oportnnis» 

Diftus  vero  Dux  Ottho  licet  multum  de  ipfius  Ur- 
bani duricia   doleret ,   tamen  patienCM    sgens  »  &  v*^® 

Tomo  XIV.  y  3  fa- 


342  MONUMENTI. 

faciens  Pontifici  etiam  ab  eo  receflit ,  ad  quem  poftea 
non  revertit,  fed  feniper  tenuic,  &  publice  dixic ,  quod 
ipfe  Urbanus  edet  verus  Papa. 

Verum  poft  liaec  difta  Domina  Maria  Regina,  & 
heres  Trinacriae  ,  proditoVie  capca  ad  Regnum  Arago- 
nium  addufta  fuit  .•  Unde  hóminum  clades,  deftruftiones 
Terrarum  ,  &  innumerabìlia  mala  poftea  fubfequuta  fa- 
erunt,  atque  ipfum  Regnum  ab  obediencia  ipfius  Urbani 
in  tocum  defecit  ,  in  qua  ufque  ad  obitum  eius  ,  &  ali- 
quandiu  poftea  remanfit. 

Demum  cum  di£ì:us  Dominus  Urbanus  di'u  laboraf- 
fet,  nec  qu  cquam  profìceret  circa  redicum  ipforum 
Cardinalium  ad  eumdem  in  autumno  circa  fìnem  menfis 
Sepcembris  Urbanus  Romam  rediic  .•  Et  ipli  Cardinales 
undecim  Uitramontani ,  6c  Galli  in  Civitare  Fundana  in  ipfa 
Campania  fub  defendone  difti  Comitis  congregati ,  ad  ipfos 
tres  Cardinales  Icalos  :  videlicet  Petrum  Coriinum  Floren- 
tinum  Cardinalem  ,  &  Epifcopum  Porcuenfem  ;  Simonem 
de  Burfano  ticuli  SS.  Ioannis  ,  &  PauU  Mediolanenfis  ; 
&  tacobum  Ur(inum  Romanum  titulì  S.  Georgii  in  Ve- 
labro,  qui  rune  erant  fimul  in  quodam  Caftro  difti  Do- 
mini lacubi  Cardinalis;  nam  Francifcus  de  Tebaldefchis 
Cardmalis  tìtuli  S  Sabinae  femper  remanferat  cum  eo- 
dem  Urbano  >  deftinarunt  Oratores  fuos  ,  &  literas  ,  fcri- 
bentes  ad  eorum  quemlibet  feorfum  ,  quòd  fi  venirent 
ad  ipfos,  Summus  Pontifex  crearetur  ;  fed  quod  illud 
fecrete  quilibet  eorum  teneret  ,  quae  multum  iuvari 
fperarunt,  cum  fcirent  di6tgs  Icalos  ambicionis  vicio  ìa- 
borare,  fimulque    ipfos  fio  ds  levi   atcrahere  pò fTe  . 

Qui  tres  itali  praedi£ì:i  ad  diftam  Civitatem  Fun- 
danam  fublato  more  difpendio  proferii  fune  ;  &  venien- 
tp$  ad  Confrates  fuos  ,  tunc  ad  f;ic'cndfim  fchifma  in 
Uaiverfali  Ecclefia  realiter  ,  nec  non  ad  ^ligendum  aiium 
Pontificem  congregacos  cum  illis  fé  coniunxerunt  :  ubi 
Urbano  icerum  tamquam  inrrufo  ,  &  Sedis  Apoftolicae 
ìnvafore  damnaco  ,  Conc'ave  in  eadem  Civicate  ad  id 
paratum  prò  creando  alio  novo  Pontifice  ingrefiì  fune. 
in  quo  duodecimo  Caìendas  0£bobris,  ideft  vigei'ìma  die 
menfis  Sep-embris  in  vigilia  Sanfti  Matthei  in  fchifmate 
contra  Urbanum  Papam  VI.  eleg.'rant  in  Antipapam  Ro- 
b^rtum  Gebtnaenfem  Gallutn  de  taniiiia   Comicum  Ge« 

ben- 


MONUMENTI.  345 

f3ennenflum  Epifcopum  Cameracenfem  ,  SanSlne  Romanae 
Ecclellae  Praesbicerum  Cardinalem  Bafilìcae  Sanftorum 
XII.  Apoftolorum  a  Gregorio  XI.  Pontifice  Maximo  in 
principio  fui  Pontificatus  Cardinalem  creatum,  &  mox 
fub  eodem  Papa  Sedis  Apollolicae  in  Lombardia  ,  Ro- 
mandiola  ,  &  Marchia  Anconitana  Legaium  .•  qui  Cle- 
mens  VII.  appellatus  eft ,  in  quem  praefati  Cardinales 
Ultramontani,  abfentibus  adliuc  tribus  Italis ,  unanimes 
concordarunt,  fcientes  eum  effe  ambitiofum ,  &  pluri- 
bus  indigentem,  &  fumptuofum ,  largae  confcientiae  , 
fed  genere  nobilem  ,  multis  &  confanguineis ,  &  affini- 
bus  nobilibus ,  &  potentibus  conftipatum  *,  Unde  potefl: 
intelligi  3  quod  illa  ele£l;io  a  Spiricu  San£l;o ,  &  puris 
confcientiis   non  procederit  . 

Videntes  autem  ipfi  tres  Cardinales  Itali  fé  talitec 
delufos,  indignanter  a  difta  Civitate  Fundorum  recefTe- 
runt ,  ac  ad  ipfum  Caftrum  ,  unde  illuc  venerane  ,  re- 
deuntes ,  in  quo  diu  infimul  fteterunt ,  «fque  ad  obitum 
lacobi  Uifini  Cardinalis,  &  praedidi  Caftri  Domini  ,  quod 
Vicovarum  dicitur,  ubi  anno  fequenti  1379  decimaquar- 
ta Septembris  deceffit ,  &  ibidem  fepultus  fuit . 

Clemente  igitur  feptimo,  ficut  praefercur  ,  elenio, 
&  in  fchifmate  conerà  Urbanum  VI.  Antipapa  exiftente  , 
ab  ipfo ,  &  Cardinalibus  eum  fequentibus  diffeminatae  funt 
per  Orbem  literae ,  hanc  fuiffe ,  &  effe  Canonicam  ele£tio- 
nem ,  quia  liberam  ;  non  autem  illam  Urbani,  utpote  vioien» 
tam ,  8c  coaftam;  Unde  coeptum  eft  fchifma  pefllmum , 
ut  duo  diccrentur  Capita  in  Eccleda  Dei ,  fcilicet  Ur> 
banus  ,  &  Clemens. 

Urbano  vero  ,  &  Romano  Pontifici  adheferunt  Italia , 
Alemania ,  &  Ungheria  :  Clementi  vero  Francia,  Hifpa- 
nia  ,  &  Carhalonia  :  AfTerebanc  namque  obedientes  Cle- 
menti fuum  effe  verum  Papam  ex  elezione  eius  Cano- 
nica utpote  libera,  non  coa£la  ;  ncc  illam  Urbani,  metu 
ac  vi  faftam:  &  ideo  ipfum  Antipapam,  &  eius  fequa- 
ces  fchifmaticos ,  &  excomunicatos. 

E  contrario  obedientes  Urbano,  Clementem  affirma» 
bant  Apoftaticum  ,  non  autem  Apoftolicum;  cum  ele- 
ftio  iplìus  Urbani  fuerit  Canonica.  Et  hoc  protettati 
fueruni  Elcftores  ipu,  literis  fuis  per  univerfum  Or- 
bem miills ,  &  (ì  fttiflVc  illatus  eis  metws  cadens  in  con- 

ftan- 


344  MONUMENTI» 

•ftantem  virum  ,  quod  falfum  efTet,  tamen  quìa  poftea  fuB» 
lata  caufa  metus  ,  &  data  piena  libertate  reclamandi ,  nort 
reclamarunc  fed  ratum ,  &  gratum ,  ac  voluntarium  ha- 
buerunt  quod  feceranc  ,  cum  per  menfem  poftea  Urba* 
num  praediftum  ,  uci  verum  Poncifìcem,  Petri  fuccefifo» 
rem  ,  &  Chrifti  Vicarium  venerati  funt  ,  &  idipfum  Uni- 
verfo  Orbi  Terrarum  notum  fecerunt  :  &  ideo  fchifma- 
ticos  ,  Se  excomunicatos  effe  omnes  Clementi  feqtiaces  , 
&  obedientes  :  eofque  Urbanus  ipfe  anarhemate  notavit, 
maìedixit,  omnibufque  titulis,  dignitatibus  ,  beneficiis. 
Se  Cardinalatu  privavic. 

Quod  illi  nihil  facientes  anno  fequcnti  cum  fuo 
Antipapa  Avenionem  profefti  funt,  totaque  Refpublica 
Chriftiana  divifa  fuit  ,  aliis  Urbano,  aliis  Clementi  ad- 
herentibus  :  Clemens  enim,  ut  di^lum  eft,  a  Gailis ,  Hi- 
fpanis,  &  Scothis  vcneratus  eft.  Italia  vero,  Germania, 
Ungheria ,  &  Anglia  Urbani  VI.  veri  Rom.  Pontificia 
partes  funt  fequuti. 

Sed  poflquam  praefati  Cardinales  Galli  cum  fuo  Papà 
Clemente  ad  Civitatem  Avinionenfem  pervenerunt ,  di£ì:Ì 
Cardinales  Itali,  duo  Mediolanen,  &  Florentinus  in  ma- 
gna perpiexitate  diu  extìterunt  ,  &  remanentes  in  Cam- 
pania per  aliquot  menfes,ad  eumdem  Urbaniim  timentes 
illius  auftoritatem  nullatenus  accedere  praefumpferunt , 
quìnimo  deliberaverunt  poftremo  ipfl  quoque  ad  Avi- 
nionem  accedere,  qui  cum  iter  illuc  facerent,  prope 
Uliciam  Cardinalis  Mediolanenfls  morbo  correptus  obiitJ 
Florentinus  vero  Avinionem  perveftus  ibi  poli  multos 
annos  dcceflìt . 

Ab  ipfo  vero  Urbano  multi  Praelati ,  8c  etiam  offi- 
cìales,  potifllme  Galli  ,  &  alii  Curiales  ,  qui  tunc  eranc 
in  Romana  Curia  pafHm  recefTerunt  ab  eo ,  aliqui  ad 
propria,  multi  ad  ipfum  Cieméntem  ,  eiufque  Cardinales 
accedentes  :  Ita  quod  ipfc  Urbanus  quali  folus  ^  uti  Paf- 
ier  folitarius  in  te£ì:o  quo  ad  Praclatos,&  officiales  Ro- 
manaeCuriae  vifus  fic  remanere -,  exceptìs  Curialibus  Ale- 
mannis  ,  &  aliquibus  Anglicis,  Bchemis,  &  Ungaris, 
qui  erant  tunc  in  eadem  Curia  praefentes  ,  cum  aliijs 
Clericis  diverforum  Regnorum  ,  &  Provinciarum  ,&  caufa 
impetrandi  beneficia  Eccleiìaftica  in  illa  novitate  ad  eam- 
dem  Curiam  venerant  ;  &  in  ea  Ut€S  habebant ,  feu  alia 

do 


MONUMENTI.  345 

de  caufa  fé  detinebanc  .*  qui  omnes  de  ftatu  iftorum  duo- 
rum  Pontificum  mukiplice  dubitabant,  unde  murmuc 
erat  quotidie  Inter  ipfos  Curiales  maximum»  quidnam 
fafturi  efTent  ;  &  non  folum  in  Romana  Curia,  fed  & 
per  Univerfum  Orbem  Terrarum  mulcae  difputationes 
faftae  fune  circa  ìftam  maleriam  ;  multi  libelli  editi  prò 
utriufqus  partis  defenlione ,  peritiflìmofque  quoque  vi- 
ros  in  facr?  Pagina,  &  in  Iure  Canonico  habuit  utraque 
pars  fua  obedientia,  quinimo  etiam  Religiofiflimos  quo- 
que viros,  &:  quod  maius  eft  ,  etiam  miraculis  fulgente» 
toto  tempore  ilio,  quo  duravic  hoc  fchifma,  duravit  au- 
tem  annis  circiter(i)  quadraginta  ,  ufque  ad  Conciliuin 
Conftantienfe  ,  &  eleftionem  Martini  quinti ,  qui  fuic 
in  fine  anni  1417.  nec  unquam  quacftio  illa  decidi  pò* 
tuit  tunc  temporis,  quin  femper  remaneret  dubia  apud 
plurimos  . 

Videns  autem  diftus  Urbanus  fé  tunc  fine  Cardi» 
nallbus  exifterc,  diftofque  Curiales  partim  de  die  ia 
diem  aufugere,  partim  de  corum  ftatu  titubare,  coepic 
dolere,  &  quandoque  me  vidente  flevit  amare,  &  tunc 
primum  cognovit  ^uia  minus  caute  egiflet  in  principio 
fui  Regiminis  ,  &  quod  propterea  mala  haec  proveni- 
rent .  Ideo  tunc  quo  ad  Curiales  remanentes  in  cadem 
Curia  fé  humilem  reddidit  ,  plurefque  eorumdem  ad  di- 
verfa  cfiìcia  praediftae  fuae  Curiae  tunc  v^cantia  prò- 
movìt,  &  le  valde  gratum ,  adverfltate  docente,  erga 
ipfos  oftendit:  Cumque  cogitafTet  pofTe  forfiran  rebus 
fuis  ir»  maximo  difcrimine  conftitutis,  ex  promotione 
plurium  virorum  dcftrina,  2c  rerum  experientia,  gene- 
rifque  Nobilitare  praeditorum  ad  Cardinalatus  dignita- 
tem  facile  confuli  :  fi  tamen  ipfi  fic  promoti  dignitatem 
acceptarent ,  fic  fluftuante  Ecclefia,  &  fub  duabus  obe- 
dientiis  exiftente,  aufus  eft  huìufmodi  remedium  expe- 
riri  ;  quafi  una  ,  &  eadem  die  ,  videlicet  quarto  Celendas 
Oitobris ,  quae  fuit  vigofima  oftava  Septembris  Anni 
Domini  1378.  &  fui  Pcntificarus  primo,  Romae  in  Ba« 
filica  Sanftae  Mariae  in  Tranftiberim  fecit  primam  Car- 
dinalium  Ordinationem  ,  in  qua  fimul,  &  femel  crea- 
vit  xxix.  Cardinales:  iiij.  videlicet  Epifcopos,  decem 
&  feptem  Praesbiteros  ,  &:  06I0  Diaconos  >  viros  ex  omni 

(i)  U$,  cfntems. 


34<5  MONUMENTI. 

obedientia  fua  feleélos,  graves  prudentes ,  &  erudltos.* 
Nec  eum  ftfellic  opinio  i'ua  ••  omnes  enim  huiufmodi 
dignitatem  scceptaverunt  >  tam  Romani,  quarp  ex  aliis 
Civitatibus  .  6c  Piovinciis  credci;  qui  ad  eumdcm  Ur- 
banum  fubiìG  accefrerunr  :  quorum  Nomina ,  Cogno- 
mina ,  Tuuli  ,  6:  Patiiae  dcfcribantur  . 

Guglielmus Patriarca  Hierofolimitanus   Epi- 

fccpus   Cardinalis  Hoftienfis  Decanus  (i) 
F.   Tcmas   de  Fitignano    Murinenfls    Ordinis    Minorum 

Sanftt  Francilci   Minifter  Generalis  Epifcopus  Car- 

dinalis  Tufculanus 
Filippua  de  Eienconico(2)  Ungharus  Pacriarca  Aquileicn. 

EpifcopusCardinalis  Sabin. 
Francifcus  Bucillus  Praegnanus    Neapolitanus  Archiepi» 

fcopus  Pifanus  Papae    nepos  ,  Epifcopus    Cardinalis 

Praeneftinus  ,   \  icecanceiiarius  . 
Pilleus  Pra£la  (3)  Frigiolanus  Archiepifc.  Ravennas  Prae- 

sbiter   Card^nalis  ,  Tituli  S.  Praxedis  Archipresbicer 
leannes  Bohemus    Archiepifcopus    Pragenfis    Praesbitec 

Cardinalis  tic.  Balìiicae  SS'.  XII.  Apoftolorum 
Ioannes Archiepifcopus  Corfienfis  Praesbiter 

Cardin«  tir.  S.  Sabinae 
Marinus  de  Amalphis  Archiep.  Tsrentinus  Praesb.  Cardia. 

Camerarius  S.  R,  Ecclefiae  tit.  S.  Potentianae 
Bartholomeus  de  Cocurno  de  Clavaro  Archiepifcopus  Ge- 

nuenfis    Praesbiter   Cardinalis    tic.    Sanéii    Laurentii 

in  Damsfo. 
Demetrius   Ungharus  Archiepifcopus   Strigonenfis  Prae* 

sbiter  Card.  tic.  SS.  Qaaruor  Coronatorum 
Ifac  (4)  de  G«  ntilibus  Picenus  Epifcopus  Lucerinus  Praesb. 

Cardinalis  tit.   S.   Sixti 
Fratcr  Fiiippus    Gheora  (5)  Romanus  de   Rione  Parionis 

Ordinis  Praedicatorum  S.  Dominici  Epifcopus  Tibur- 
ti- 

(i)  V.  le  giunte,  e  note  delPAldoini  al  Ciaconio   F//. 
FP  S'Car^.  t.  2.  col.  (J34. 

(2)  A!.  Aleticonìco ,  o  Alenfonio  .  V.  decco  ,  ivi  . 

(3)  Cioè  de  Praia  . 

(4)  Al.  Lucas ,  Ivi  col,  645;. 

(5)  Ai.  Gezza  .  V.  detto  /.  cit,  coi.  ^44. 


MONUMENTI.  347 

tìnus  Maìor   Poenìtentiarius  S.   R.  Ecclefiae   titilli 

S.   Sufannae  r^   -r  a 

Poncellus  Urfinus  Domicellus  Romanus  Epifcopus  Aver- 

faniis  Prcsbiter  Cardinalis  tic.  S.  Clementis 
Valentinus  Ungarus  Epifcopus  Quinque  Ecclefiarum  Prae- 

sbicer  Cardin.  tit.  S.  Sabinae(i)  , 

Eleazarus  Epjfcopus  (2)  Reatinus  Praesbiter  Cardinalis  tic, 

Sanfti  Marcelli 
Adam    Anglicus    Londinenfis    Praesbiter   Cardinalis   tir. 

S.  Ceciliae  , 

Petrus  Hifpanus  Epifcopus  Placentinus  (3)  Praesbiter  Lard. 

tic ^  r»  •       r 

Filippus  de  Caraffis  Neapolitanus  Epifcopus  Bononienfis 
Praesbiter  Cardinalis  tit.  S.  Silveftri ,  &    Martini  in 

Montibus  «       .-        T»       u 

Andreas  Bontempus  Civis  ,  &  Epifcopus  PerufmusPraesb. 

Cardin.  tit.  SS.  Petri ,  &   MarcelUm  ^ 

Frater  Nicolaus  Caracciolus  Neapolitanus  Ordinis  Prae- 

dicatorum  Magifter  {4)  Generalis  Praesb,  Cardinalis 

tit.  S.  Ciriaci  in  Termis 
Fr.  Ludovicus  Donato  Venetus  Ordinis  Minorum  Santti 

Francifci  Minifter  Generalis  Praesbiter  Cardin.  cit. 

S.  Marci  ^  *      ti-      -r 

Guglielnius  de  Altavilla  Capuanus  eletlus  Archieptrco- 
pus  Salernitanus  Archidiaconus  Cardinalis  tit.  J>.  Ma- 
rie in  Cofmedin 

Agapitus  de  Columna  Domicellus  Romanus  Diaconus 
Cardinalis  tit.  S.  Mariae   in  Via  Lata  (5) 

Stephanus  de  Columna  Domicellus  Romanus  Diiconus 
Cardinalis  tit.  S.  Mariae  in  Aquiro  (5) 

Ludovicus  de  Capua  Neapolitanus  Diaconus  Cardinalis 
tic.  S.  Mariae  Novae 

Gentilis  de  Comitibus  de  Sangi;o  Neapolitanus  Diaconus 

Cardinalis  tit.  S.  Adriani 

Sec- 
co MS.  S.Balhinae.  V.lcìt.  col6si. 

(2)  Al.  Theatinus  ,  e  tit.  S.  Ealbinae  .  Ivi  col.  ^47- 

(3)  Al.  Vallentinus  .  Ivi  col.  649. 

(4)  Al.  Inquijìtor  .  Ivi  col.  641. 

(5)  Al.  Presbyter  Card.  tit.  S.  Prifcae  .  Ivi  «/.  6^0. 

(6)  Al.  S.  Euftachii .  Ivi  col  543» 


34^        '       MONUMENTI. 

Stefanus  Sanfevetinus  Neapoletanus  D.'conus    Cardinalis 

tit 

Galeottus  de  Petramala  Tufcus  Diaconus  Cardinalis  tit* 

Sanft^e  Agatae 
Thomas  Urfinus  Domicellus  Romanus  Diaconus  Cardin. 

tic.  S.  Mariae  in  Dominica  . 

Fecit  Se  alias  ordinationes ,  &  promotiones  Cardi- 
nalium  ,  quas.videre  licec  in  libro  Pontificum  ,  &  Car- 
dinaliam  edito  per  Reverendum  Patrem  Fratrem  Honu- 
phcium  Panvinium  .  Ex  quibus  Cardinalibus  Urbanus  de* 
fnnavit  unum  in  Alemaniam  ad  inducendam  nationem 
iiUm  ad  eius  dev-otionem,&  obedientiam . 

Fecit,  &  maltìplicavit  ipfe  quoque  Clemens  Anti- 
papa Cardinales  fuos  e  diverlls  partibus  novos  aflumens  > 
Cum  autem  unus  eorum  Avinione  fermocinaretur  publi- 
ce  contra  Urbanum  Sextum  verum  Papam ,  &  conaretur 
probare  eum  non  effe  verum  Papam  ,  fubita  morte  ex- 
tinftus  eft,  quad  diceretur  fadliim  in  vindiftam  fuae 
Calfae  probationis , 

Quae  vero  gefta  fuerint  hinc  inde  in  hoc  fchifma- 
Ce,  ultra  ea  quae  fpeftant  ad  Conclavia  ,  &  Creationes 
Pontificis,  de  quibus  hic  tantum  fcribitur ,  legendus  eft 
Platina ,  &  Divnm  Antoninum  Archiepifcopum  Florenti- 
num  in  Cronaca  fua  par  3.  tit.  22.  cap.  2.  fol.  io5.  Se 
fequentibus  :  fed  plenius  ,  &  certius  per  Theodorum 
Nemienfem  Germanum  ,  qui  tempore  Urbani  vixir , 
cìufque  a  feeretis  fuit ,  Se  Referendarius ,  Si  fcripfiti  li* 
bruni  de  hoc  fchifmate  longiilimo  &c.  (i) 

{1}  „  Tutto  queflro  ,  che  fegue  dopo  la  ferie  de*CardìnaII, 
„  e  forfè  ancora  quel,  che  fi  dice  fopra  della  dura» 
,,  zione  dello  Scifma ,  pare  ,  debba  crederfi  inferito  >  o 
»*  aggiunto  da  altra  mano  più  moderna,  fé  veramenct 
p,  l'Autore  è  contemporaneo ,  come  egli  fi  dicci 


FINS    DEL   TOMO    XIY. 


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